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Comunicato sulla morte di Brenda
lunedì 23 novembre 2009
Siamo indignati/e e preoccupati/e per la troppa violenza che molte persone transessuali e lavoratrici del sesso subiscono. Lo stiamo denunciando da tempo ma le cose peggiorano ogni giorno.Troppo esposti/e  ad ogni sorta di insulto anche attraverso i media che ne stanno dando una immagine vergognosa e disumanizzante che come conseguenza istiga all’odio e alla transfobia. Transessuali e prostitute esposti/e agli abusi di potere da un sistema di leggi criminogene che costringe molte di queste persone ad essere clandestine e ricattabili, come si è visto nel caso Marazzo dove alcuni delinquenti pubblici ufficiali le usavano per i loro affari e ricatti.Vittime designate della più stupida violenza  razzista e sessista, ogni giorno sono preda di chiunque. Talmente frequenti ed usuali sono le aggressioni a transessuali e donne prostitute che nessuno ci fa più caso, al massimo giusto due righe di cronaca.  Ma non crederemo mai che l’omicidio di Brenda  sia una casualità, ci aspettiamo una inchiesta seria e trasparente. L’omicidio di Brenda estende una luce sinistra che ci fa intravedere un possibile intreccio fra il mercato del sesso e la politica e la violenza criminale. Una trama così spaventosa e incredibile tanto da stentare a crederci. Troppo facile liberarsi di testimoni scomodi oggi in Italia, troppo bigotta e immorale la clientela delle sex workers e delle transessuali, specialmente quei clienti che praticano anche il Family Day, e non vogliono ammettere e far conoscere i propri orientamenti sessuali. Orientamenti sessuali che sono un fatto naturale ma che per come la cultura stantia della nostra classe politica li interpreta non sono degni di riconoscimento.Nonostante ci sia un governo che si riempie la bocca della parola “Sicurezza” oggi in Italia  c’è troppa manodopera criminale a bassissimo costo, questi manovali del crimine per eliminare una transessuale o una prostituta non esiterebbero un solo minuto. Cancellare la prova vivente di ciò che è inconfessabile per salvare la propria carriera, è un movente da non sottovalutare. Dobbiamo vegliare per Brenda, perché le sia resa la giustizia della verità.Dobbiamo stare attenti e chiedere di sorvegliare e proteggere le vite di altre persone che sono state coinvolte in frequentazioni eccellenti perché non si cancellino violentemente  le loro voci.  

Comitato per i Diritti Civili delle Prostitute Onlus

 
 
MORTE DI BRENDA comunicato Associazione Radicale Certi Diritti
venerdì 20 novembre 2009
MORTE DI BRENDA: QUANTO AVVENUTO NEL ‘TRANSGENDER DAY OF REMEMBRANCE’ E’ UN ESEMPIO LAMPANTE DELLA PENOSA SITUAZIONE IN  CUI SI TROVA L’ITALIA
 
TV Spazzatura per telespettatori abulimici ossessivi
venerdì 13 novembre 2009
Si è visto ieri 11 novembre uno spettacolo indecente su Canale 5, la trasmissione trash di Barbara D’Urso, la quale   ha preteso di toccare argomenti complessi come il transessualismo e il lavoro sessuale affidando il dibattito a personaggi talmente volgari e protervi da lasciare sbigottiti.Naturalmente non mi riferisco a Luxuria  e alle transessuali e transgender  presenti le quali erano  troppo dignitose per quella trasmissione.Mi riferisco a un prete, una direttrice di gossip,  e un leghista  che si sono esibiti in tutta la loro “transfobia” e “puttanofobia”. Tanto disprezzo e odio altro non è che l’evidente sintomo di una sessuofobia che li turba fino a far divenire palese il loro disturbo.  Chi ha una sessualità felice e vissuta serenamente non ha paura dalla diversità degli altri e non si esprimerebbe così. Preoccupa che tanti spettatori plaudenti potrebbero  avere gli stessi disturbi,  la conduttrice se fosse minimamente intelligente non alimenterebbe questi disagi con il rischio che si trasformino in aggressioni violente,  forse la D’Urso non ne è informata ma negli ultimi tempi sono vistosamente aumentate le aggressioni verso transessuali nel nostro paese e come se non bastasse siamo al primo posto per gli omicidi di transessuali. Non abbiamo l’esatta idea di quante siano le aggressioni verso chi fa lavoro sessuale perché ormai non denunciano più quello che accade perché non hanno fiducia nelle forze dell’Ordine. Naturalmente valuteremo seriamente se nella trasmissione  siano state violati le leggi e se ci siano gli estremi per fare una denuncia. Ma una domanda alla D’Urso mi viene spontanea: essendo evidente la sua incompetenza nel gestire argomenti sensibili e delicati perché non fa una trasmissione sul bricolage? Tanto gli ospiti  presenzialisti parteciperebbero comunque  e al pubblico si alzerebbe meno la pressione preservandosi la salute.
 
Parlano trans e prostitute: Legalizzare la professione
giovedì 05 novembre 2009
 vogliamo diritti 
Legalizzare la prostituzione, perché solo così si potrà individuare e colpire lo sfruttamento e allo stesso tempo permettere a chi sceglie liberamente questa professione di versare i contributi per la pensione, accendere un mutuo e fare tutte quelle cose che per le altre persone sono considerate del tutto normali.
 
I SANTI SONO SOLO IN PARADISO di Vladimir Luxuria
giovedì 29 ottobre 2009
E’ un Paese preoccupante quello in cui non ci si accontenta più di spiare dal buco della serratura delle camere da letto, una nazione dove le porte delle alcove vengono sfondate da carabinieri senza permesso di perquisizione, dove i domicili privati vengono violati da tutori delle forze dell’ordine che si credono inviati di Striscia la notizia con tanto di videocamera incorporata in un telefonino, ben consapevoli di cosa avrebbero trovato, abili nel filmare le strisce di cocaina mettendoci apposta accanto il tesserino con ben visibile il nome dell’ex Presidente della Regione Lazio. Un sistema di ricatti, tentativi di vendita del filmato a testate giornalistiche e televisive, estorsioni… certo, si tratta di alcune “mele marce” che offendono la maggior parte dei carabinieri che nel loro lavoro ci credono e lo fanno onestamente (e qualche volta rimettendoci anche la vita), così come potrebbero esserci delle “mele marce” anche tra qualche trans attratta da somme in denaro in cambio di rivelazioni, pedine di un gioco molto più grande di loro.

L’episodio ha dato la possibilità di dare sfogo ai più cattivi commenti sui gusti sessuali e sulle persone transgender. Non mi fa più effetto leggere tutti gli articoli in cui ci si declina al maschile, se non si può richiedere il rispetto con la forza almeno farei appello alla gentilezza e alla sensibilità. Mi fa però un certo effetto una terminologia che va ben oltre: maschio mascherato da donna scrive de Pace, in via Gradoli dove un tempo si nascondevano i terroristi che rapirono Moro e oggi si imboscano governatori eccitati… ci toccherà rimpiangere il tempo delle Brigate Rosse? scrive Veneziani (entrambi sul Giornale), come mai alla sinistra piacciono i trans e alla destra le donne (ricordiamo tra l’altro anche il caso del portavoce di Prodi, Sircana Silvio)? La mia risposta (non so voi) è questa: la sinistra è contro la vita, la destra no scrive Farrell su Libero.

Provo a fornire qualche chiarimento: i gusti sessuali di una persona non dipendono né dalla fede politica, né dalla classe sociale, né dall’essere meridionali o settentrionali, né da quello che si mangia. Inoltre le persone attratte dalla femminilità delle trans sono persone a cui piacciono anche le donne, chi frequenta una trans non smette assolutamente di essere attratto anche dalle donne tali per nascita.

Una persona transessuale non è una bestia ma un essere umano e, anche se si prostituisce, non è bello accostare la sua attività con quella di un covo di terroristi assassini.

Mi piacerebbe anche che la gente pensasse a noi come persone che hanno avuto il coraggio di non portare la maschera ma di rivelarsi al mondo e a se stesse per ciò che realmente sentono di essere e sono.

E sapete di chi è la colpa di tutto questo? Di tutti quei giornalisti e politici che si sono illusi di distruggere Berlusconi sul piano personale tra storie di escort e trans a Palazzo Grazioli, anziché trovare argomenti sul piano politico. Non ho mai cavalcato l’onda puritana e bigotta della privacy sessuale dei politici (pur sapendo di tutto e di più), delle liste di proscrizione come strumento di vendetta personale di chi detiene un potere. Non ho mai rilasciato un commento né alle agenzie né ai dibattiti a cui ho partecipato dando ragione a chi ha invocato un moralismo sessuofobo di ritorno dagli anni ’50.

La vicenda Berlusconi-escort-Noemi-D’Addario ha sicuramente provocato un desiderio di vendetta, di ritorsione.

C’è un solo augurio: che si faccia un passo indietro, altrimenti altri altarini verranno scoperti, altre carriere distrutte, altre famiglie massacrate.

I santi sono solo in Paradiso, non sicuramente nella politica, nel giornalismo, nel mondo dello spettacolo. A chi toccherà domani? Quale ministro o direttore di giornale?

Di sicuro un effetto immediato questa vicenda ce l’ha: in un clima già di tensione (ieri un ragazzo solo perché sospettato di essere gay è stato picchiato a Ostia) le persone transessuali, quelle che faticano per studiare e trovarsi un posto di lavoro alternativo alla prostituzione, pagheranno più caro il costo della criminalizzazione

Vladimir Luxuria
 
CASTA SINISTRA di Aurelio Mancuso
giovedì 29 ottobre 2009
Piero Marrazzo è il mostro: traditore, pervertito, drogato (non si sa).

Le transessuali: ammaliatrici, scherzo della natura, sfascia famiglie, sorgente del decadimento della maschia virilità italiana.

In sintesi questo lo schema dei commenti letti in questi giorni di ennesimo scandalo sessuale. Non c’è salvezza quando anche la classe intellettuale insegue gli schemi prefissati dalla morale catto-comunista o della destra sessuofoba, senza porsi domande profonde sull’intimità umana, aprendo una franca e non ideologica discussione sulla natura, sesso, sentimentalità, fobie personali e collettive.

In un Paese dove nove milioni di maschi eterosessuali consumano rapporti sessuali con le persone che si prostituiscono, è davvero sopportabile leggere le morali de La Repubblica, de Il Giornale, de il Corriere, di Libero? Si rispolverano le tesi dell’artificiosità della sessualità transessuale che per Umberto Galimberti porta l’uomo nuovo alla più grave delle regressioni. Psichiatri e psicologi su il Corriere si sperticano a spiegare che droga e rapporto sessuale oltre i limiti sono legati indissolubilmente, che è il potere che spinge il maschio a cercare emozioni sempre più forti e quindi a spingersi fino al rapporto con il non uomo e il non donna. E Anna Maria Bernardini de Pace su Il Giornale si schiera con durezza dalla parte delle mogli tradite a favore dei viados (quante offese si devono patire!), ricordando che una buona porzione dei matrimoni finisce a causa dei tradimenti, e in questa percentuale spuntano da alcuni anni le persone trans e gli omosessuali.

L’ex governatore del Lazio è un tipico caso, emerso grazie a un evidente trappolone (di cui si spera si verranno a conoscere i reali contorni), di maschio di potere che pur di nascondere ciò che per il moralismo imperante è peccato, si è sottoposto al ricatto. Lui come miliardi di maschi del mondo, utilizza la merce sessuale disponibile, a pagamento, per appagare fantasie, pulsioni, compressioni tutte tipiche della cultura sessuale machista.

E la merce sono i corpi innanzitutto delle donne che liberamente (e anche in questo caso bisognerebbe esser capaci di affrontare un confronto franco) o per costrizione (che non è solo quella legata alle organizzazioni criminali, ma va estesa alle condizioni economiche e sociali) si prostituiscono.

Oggi i commentatori scoprono la prostituzione trans, alcuni senza aver paura di cadere nel ridicolo, riconducono il fenomeno agli ultimi dieci anni, con una diffusione preoccupante dal 2007. Chissà dov’erano questi accorti giornalisti negli anni ’80, chissà se qualcuno dei loro colleghi che si occupavano allora di trasformazione del mercato della prostituzione può spiegargli le grandi migrazioni dai paesi latino americani. Si vuole da qualche parte raccontare la storia del transessualismo in Italia? E’ possibile che solo alcuni piccoli illuminati mass media italiani, da anni affrontino i temi del gender e del queer, mentre nel mondo occidentale e non solo, queste questioni sono frutto di studio accademico, di serio confronto culturale?

Come per uno stravolgimento delle attenzioni proprio dentro la chiesa, per esempio sul gender, si è aperta una riflessione, che certo parte dalle orribili posizioni del Lexicon, ma che si sta sviluppando anche in settori intellettuali più accorti quali i Gesuiti. Non male direi.. Ma la classe intellettuale progressista non ha memoria, non studia e non conduce inchieste serie degne di questo nome, tutto scivola nel commento spicciolo, nel giudizio sommario e senza alcun riferimento storico e sociale. L’artificio, come insiste Galimberti, scandagliando alcuni miti e pantheon dell’antichità, finché rimane relegato alla venerazione affinché lo schema uomo e donna non sia messo in discussione, va pure bene. Altra cosa quando orde di persone transessuali invadono la società dei due generi e ne colpiscono l’armonia.

Mai una parola dalla parte delle persone transessuali, mai un’analisi scientifica del perché decine di migliaia di persone travestite, transessuali, transgender, sono costrette alla prostituzione. La vittima, come spesso accade in questo santo paese, assurge al ruolo di carnefice. Marrazzo è colpevole di aver negato le sue libere pratiche sessuali, di aver mortificato la dignità della sua compagna. Quanti Marrazzo tra quelli che pubblicamente additano con veemenza, si nascondono? Tanti. Come quegli uomini, che con la complicità di troppe donne, disegnano la sessualità altrui come un’attività funzionale che deve esser consumata con integrità e secondo codice ben stabiliti.

Ho letto, purtroppo soprattutto da parte di esponenti del centro sinistra, che un politico che ha rapporti con persone trans non può svolgere il suo ruolo. Il bravo giornalista e buon amministratore Marrazzo è, quindi, un corpo estraneo, che ha fatto bene ad autosospendersi, anzi dovrebbe dimettersi il prima possibile. D’altronde dal caso Berlusconi escort, passando dalle dimissioni del direttore de l’Avvenire, si è giunti allo scandalo Lazio come in una storia che lega tanti fatti e, che è partita proprio dal nostro campo.

Non vorrei tornare sul fatto che Berlusconi ha da spiegare molte cose e che in quanto presidente del Consiglio non può trattare la materia in modo grottesco, ma ripeto la domanda a La Repubblica e ad altri: davvero la battaglia politica si alimenta dalla vita sessuale degli uomini politici o con grandi responsabilità pubbliche? E anche se non era loro intenzione, perché i mass media democratici si sono prestati a una campagna ipocritamente e gravemente moralista sulle abitudini sessuali?

La devastazione prodotta è sotto gli occhi di tutti: invece di incrinare il potere maschile, il bieco machismo, è aumentata l’idea che le donne siano degli oggetti, che le transessuali siano da uccidere al meglio emarginare, che le e gli omosessuali possano esser aggrediti e picchiati, e come coerente conclusione derisi in Parlamento.

Non insisto sulla destra, che ha fornito prova di come sia possibile dispiegare i peggiori istinti maschilisti e omotransfobici a disposizione nella melma torbida delle idee più umilianti per la dignità umana, ma voglio insistere sulle sinistre. Si è coscienti di come questi scandali a sfondo sessuale stiano aggravando la frammentazione di senso nel nostro Paese? Qualcuno di questi grandi mass media democratici ha idea di cosa sta avvenendo in quelle aree sociali, già emarginate dall’assenza di leggi e pesantemente colpite da una campagna di odio? No, le sinistre non se ne occupano. L’obiettivo principale, soprattutto per i giornali che si sono trasformati in partiti, è di far cadere Berlusconi, a tutti i costi, con i morti e feriti necessari.

L’efficace affermazione di Rosy Bindi (cui consiglio più umanità e prudenza quando si tratta di commentare il caso Marrazzo) “non sono una donna sua disposizione” che ha dato vita a una campagna su La Repubblica, non bilancia per nulla quello che è accaduto. Per alcuni versi lo aggrava. Infatti, quella bella e giusta frase, può esser letta anche come giudizio senza appello nei confronti delle donne che invece sono a disposizione. Ancora una volta accade che il vincitore sia il maschio italiano, capace per potere e soldi, ad avere a disposizione delle donne, responsabili di far parte del suo harem. Anche qui, le vittime di se stesse, si trasformano in oggetti, distaccati dalla storicizzazione critica dei ruoli di genere.

In fondo, come dicono gli abitanti di Montalto di Castro, è bene che le donne stiano in casa se no le violenze se le cercano, se no sono delle puttane. Punto a capo.

Aurelio Mancuso


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LETTERA APERTA DEL CICRCOLO DI CULTURA OMOSESSUALE 'MARIO MIELI'
giovedì 29 ottobre 2009
Abbiamo riflettuto su quello che sta succedendo, leggendo tutto quello che si può leggere. Si sta ovviamente parlando dell’affaire Marrazzo, di come i media ne hanno parlato, di come la politica abbia reagito, di cosa ne pensino l’opinione pubblica e la gente comune.

I fatti sono noti a tutti: il Presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo, viene ripreso con un cellulare in casa di “una” transessuale, durante un incontro mercenario. Si parla di cocaina, di soldi. Si prefigura non un incontro occasionale, ma una frequentazione di lungo corso, non con una ma con “varie”transessuali.

Chi ha girato il filmato? Poliziotti, che invece di fare il loro dovere, tentano un’estorsione ai danni del Presidente della Regione Lazio. Si legge che Marrazzo usa un’auto blu per recarsi agli incontri, che lì è di casa, che molti e molte lo conoscono, che non è l’unico personaggio Vip a frequentare quelle che vengono definite le “alcove dei trans”.

Al di là del triste accanimento mediatico nei confronti di Marrazzo e delle varie considerazioni politiche, quello che ci preme affrontare subito e in urgenza è l’assordante silenzio rispetto ad una questione di cui nessuno parla: se invece di accompagnarsi ad “una” transessuale, Marrazzo fosse stato colto in flagrante con una donna, avrebbe suscitato tutto questo clamore? O non è per caso che l’essere stato trovato con “una” transessuale è da considerare un’aggravante, con il sollievo di bacchettoni e baciapile? E scusateci per il ripetuto virgolettato ma anche questo è un ennesimo, gravissimo sintomo di come “le” transessuali vengono percepite e conseguentemente trattate.

Per correttezza nei confronti della dignità delle persone transessuali, ci si rivolge a loro al maschile se si tratta di FtM (female to male – da donna a uomo) o al femminile se si tratta di MtF (male to female – da uomo a donna), quindi utilizzando il genere di destinazione.

Il marcio non c’è solo in Danimarca, quindi nessuno pare si stupisca che i quattro Cavalieri del Trionfale spargessero polvere bianca dovunque in Via Gradoli e che forse (ma questo saranno le indagini a dircelo) tenessero sotto scacco le transessuali con il potere proprio del ruolo di forze dell’ordine.Noi ci chiediamo, e lo facciamo con cognizione di causa, se i loschi figuri al momento assicurati alle patrie galere, non tenessero sotto il loro giogo altre transessuali e se questa non sia una rarità ma una norma radicata.

Non finiremo mai di ripetere che non tutte le transessuali si prostituiscono: molte lavorano, molte studiano, molte hanno la fortuna di una famiglia o di un compagno o di una rete amicale che le sostengono nel difficile e lungo percorso di transizione.

Ma anche se si prostituissero per vivere, questo le renderebbe delinquenti tout-court? E più delinquenti in quanto transessuali? E ancora di più se non in regola con il permesso di soggiorno? Su questo poggia la facilità con la quale la comunità transessuale straniera può essere oggetto di folli e incontrollabili prevaricazioni. A questo noi rispondiamo con fermezza con un no assoluto.Rivolgiamo quindi un invito a tutte le transessuali lavoratrici del sesso che sono vessate, minacciate e sfruttate di denunciare abusi e prepotenze, per scardinare questo circolo vizioso che le vede molto spesso vittime.

Circolo di Cultura Omosessuale ‘Mario Mieli’
28-10-09

 
Leila Daianis sul caso del Presidente della Regione Lazio
mercoledì 28 ottobre 2009

Dopo la infelice disavventura del Presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo, abbiamo potuto constatare ancora una volta come in Italia si manifesta la teoria politica-clericale: “ SI SA CHE ESISTE MA NON SE NE PARLA”.

Quanti uomini, famosi e non, andranno con le trans a pagamento e non lo sappiamo? Forse non lo sapremo mai, perché chi ha soldi se la può permettere, una scappatella.  E’ la legge del capitalismo.

Uno dei più importanti astro-fisici del mondo è sposato con una donna transessuale brasiliana ed un altro genio dell’economia  è anch’egli sposato con una donna transessuale. Non si sanno i loro nomi, perché nei paesi dove vivono c’è molto rispetto per la privacy.

In Italia non c’è ancora la consapevolezza di quanto è importante la privacy, né di quanto sono importanti le parole cristiane “ Chi è senza peccato scagli la prima pietra”.

Inoltre, si fa molta confusione con i concetti di vita privata e di vita pubblica e si tiene ben riservata  la vita privata di un uomo pubblico, non per rispetto, ma per tenere certe informazioni riservate, come uno  strumento di ricatto, da usare quando conviene all’avversario.

C’è poi il problema, per così dire, dell’entità dello scandalo: è molto più comune (e tollerato) per gli uomini accompagnarsi con donne (biologiche) a pagamento, perché si offre un’immagine di maschio virile. Viene in mente la figura di Benito Mussolini

Ma quando  la donna è trans, si scatena la tempesta  e si viene veramente sputtanati come bisessuali: le più colpite sono le trans, che vengono messe al rogo senza pietà. Si scrive nei giornali “un travestito” o, meno offensivo, “un trans”, per confermare che sono maschi.

Secondo me, è l’atteggiamento tipico di un paese dove le nostre pulsioni sessuali sono represse da circa 2.000 anni: siamo costretti  a crescere con l’idea che esistono solo due sessi, il maschile e il femminile, e un solo orientamento sessuale, quello etero. La trasgressione deve essere consumata di nascosto.

Il male di tutto questo è l’ipocrisia ed il proibizionismo che nelle nostre  istituzioni, puramente clericali, sono molto diffusi. Si vede molto bene, sottilmente e artisticamente, nei film di Federico Fellini.

Contesto l’impostazione politico-sociale di abbinare la transessualità alla prostituzione: sembra quasi che tutti  ignorino che esistono pure transessuali che non si prostituiscono e nessuno immagina quali difficoltà incontrino queste persone nel trovare un lavoro o una casa in affitto.

Comunque, alla famiglia del Signor Marrazzo va tutta la nostra solidarietà.

E anche alle persone transgender coinvolte in questo accanimento politico-giornalistico.

 Leila Daianis dell'Associazione Libellula   WWW.LIBELLULA2001.IT 
 
Piero batte Silvio 3-0 in signorilità!
lunedì 26 ottobre 2009
Come sapete 4 Carabinieri,forse su mandato di qualcuno più in alto, avrebbero tentato di ricattare il Presidente della regionale Lazio, Piero Marrazzo (PD) utilizzando un video che lo riprenderebbe mentre si trova in una casa di sua proprietà affittata ad un trasessuale che nel frattempo consuma droga.
Marrazzo smentisce il ricatto ma non l'incontro dicendo "è stata una debolezza del mio privato" e si autosospende (con qualche polemica bi-partizan ndr) dall' incarico.
In questo Marrazzo batte tre volte Silvio berlusconi: lo batte perchè il suo comportamento (frequentare trans) è coerente alla sua politica sulla prostituzione a differenza del Premier che a firmato la legge Carfagna che ha ottenuto nulla a parte qualche puttana in morta in qualche incidente d'auto.
LO batte una seconda volta perchè ammette sinceramente il fatto invece di negare fino all' ultimo come ha fatto il premier e lo batte una terza volta perchè si autosospende mentre Silvio è rimasto incollato alla sua poltrona di Palazzo Chigi!
A dare maggior pregio a questo punto stà il fatto che fra 5 mesi si vota per le regionali e tutto ciò avviene alla vigilia della Primarie PD in corso, dimostrano così trasparenza , lealtà e alcun timore del giudizio degli elettori a differenza del centrodestra dove temono il voto quando mancano ancora 3 anni e mazzo alla fine della legislatura! Perchè a voler essere chiaro le dimissioni di Silvio non significano elezioni anticipate a differenza di quelle ipotetiche di Marrazzo in quanto una regione in casi di questo tipo tornerebbe al voto dopo un anno di commissariamento come accaduto in Abruzzo dopo la caduta di del Turco e la sua giunta.
A questo aggiungiamo che di recente l' inchiesta di Bari si è sviluppato con l'arresto di Alessandro Mannarini, amico di tarantini, con l' accusa di aver distribuito stupefacenti nei festini del Premier a Villa Certosa e Palazzo Grazioli.
Ciò significa che se nel caso delle prostitute Berlusconi può non aver commesso reati, nel caso dello spaccio è quanto meno reo di favoreggiamento nonchè dell' ennesima incogruenza con la sua politica (decreto legge 49/2006 detto Fini-Giovanardi ndr) e con il Lodo Alfano bocciato naviga quindi in acque molto brutte.
Marrazzo invece uscirà da questa storia come una persona linda e semplice vittima, una vittima reale e non simulata come il premier con tutti i sui processi.
La partita della signorilità quindi potrebbe concludersi con un dilagante 5 o 6 a 0!
 
Caso Marrazzo. Le grida della destra, le “manine”, gli spioni
lunedì 26 ottobre 2009
Editoriale di Alessandro Cardulli

Dovrebbero tacere. Invece, senza il minimo pudore parlano.  Dei gruppi parlamentari del Pdl, da Cicchitto e Gasparri,  vengono rumori di tamburi di guerra. In particolare  il capogruppo al Senato, il post fascista Maurizio Gasparri  proclama: ”Siamo "pronti ad azioni legali- dice dopo una riunione  dei parlamentari del Lazio –per denunciare il palese abuso dell'istituto della sospensione, che verrebbe commesso da Marrazzo e da tutti coloro che condividono questo percorso". 

 

 
Parma: prostituzione in aumento nelle scuole
venerdì 23 ottobre 2009
23/10/2009 Pierluigi Dallapina 
Dopo che il Comune aveva manifestato l’intenzione di richiedere l’intervento dell’esercito, nella commissione Sicurezza di ieri sera non si è parlato della situazione di degrado in via Trento e dintorni, in quanto al centro della discussione c'era il tema della prostituzione. Una piaga che dalle strade, dove era ed è più visibile, ha imparato a nascondersi fra le mura di qualche appartamento ed è riuscita ad «infettare» anche luoghi sicuri come le scuole.
 Qui non ci sono protettori o delinquenti che gestiscono gli affari, ma tante adolescenti che a partire dai 12 anni hanno imparato a usare il corpo come una moneta di scambio per ottenere cellulari, lettori mp3 e vestiti.
 I primi a portare a galla il problema sono stati gli operatori del Servizio minori adulti e inclusione del Comune durante gli incontri nelle scuole, e la scoperta è stata preoccupante: in diverse classi delle medie e delle superiori più di una ragazza ha ammesso di fare sesso, con coetanei e non solo, con l’unico obiettivo di ottenere soldi o oggetti di valore. 
«La storia dell’idraulico e del suo giro di prostituzione è solo la punta di un iceberg», taglia corto Maurizio Vescovi del Pd, mentre l’assessore alle Politiche sociali, Lorenzo Lasagna, ammette la gravità del fenomeno: «La prostituzione occasionale minorile è in crescita, molte ragazze decidono di esercitare il commercio del corpo per ottenere denaro». Allarmato il commento di Danilo Amadei (Pd) per il quale negli adolescenti c'è «una profonda scissione fra il proprio corpo e la sfera degli affetti». 
Per affrontare questa emergenza a 360 gradi il Comune ha deciso di tenere sotto controllo anche internet grazie a un’operatrice che passa in rassegna molti siti a luci rosse, cercando di dipanare la matassa del vizio, soprattutto se a un capo del filo c'è un minore. 
Negli ultimi tempi nell’universo della prostituzione è stato rintracciato anche qualche maschio, e uno di questi «ragazzi di vita» ha deciso di uscire dal giro chiedendo aiuto al Comune, che intanto porta avanti progetti per salvare molte «schiave». Attualmente sono 67 le donne prese in carico dall’amministrazione grazie a percorsi contro la prostituzione e contro la tratta degli esseri umani, mentre l’ordinanza antiprostituzione firmata un anno fa dal sindaco ha portato alla notifica di una novantina di contravvenzioni a «lucciole» e clienti. «L'effetto deterrente è dato dall’importo della sanzione che è di 450 euro, e in certe zone la prostituzione di strada sta scomparendo», fa notare il comandante della polizia municipale, Giovanni Jacobazzi.
Sul fronte dei rifugiati politici l’assessore Lasagna ha anticipato la volontà del Comune di aggiungere quattro posti, totalmente a carico dell’ente, ai 20 in capo al Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (Sprar) già presenti a Parma.
 
IMMIGRAZIONE - Il reato di clandestinità? "E' incostituzionale"
giovedì 22 ottobre 2009

Il coordinatore dei giudici di pace di Bologna, Mario Luigi Cocco, ha accolto la questione di legittimità costituzionale sollevata dalla Procura di Bologna sul nuovo resto di clandestinità istituito dal pacchetto sicurezza del Ministro Roberto Maroni. Ora gli atti, da Bologna, verranno trasmessi alla Corte costituzionale perché decida della costituzionalità della nuova legge. Per Cocco, il reato di clandestinità crea un "cortocircuito" nel sistema normativo dovuto all'accavallamento del doppio binario, amministrativo e penale, che regola la clandestinità e rende la pena dell'espulsione (da comminarsi in sede penale in sostituzione all'ammenda) "paralizzata e inapplicabile".

da Redattore Sociale 22-10-2009

http://www.redattoresociale.it:80/

 
LEGGI ANTITERRORISMO E DIRITTI UMANI
mercoledì 21 ottobre 2009

LA "GUERRA AL TERRORISMO" COLPISCE I DIRITTI CIVILI, IN PARTICOLARE QUELLI DELLE PERSONE LGBT, LO DICE IL RAPPORTO ONU DI MARTIN SCHEININ.

Dichiarazione di Matteo Mecacci, Deputato Radicale – Pd e Sergio Rovasio, Segretario dell’Associazione Radicale  Certi Diritti:

 
Francia: il sindacato dei sex workers STRASS denuncia la doppia morale del Governo
martedì 20 ottobre 2009

Ci sono "clienti" nel Governo, mentre le "puttane" vengono arrestate per adescamento, i nostri politici hanno un dopio standard.

 

Client in government while whores are arrested for soliciting, our politicians have double standard.
Thursday, October 15th, 2009

 
Patrizia D'Addario: Una cortigiana onesta
lunedì 19 ottobre 2009

gli Altri 17 ottobre 2009 

L’escortage che ha tenuto banco sulle prime pagine dei giornali servirà a qualcosa?Mi viene l’idea che sia servito a distrarre gli italiani dai tanti altri problemi che sono la crisi economica, la crisi di lavoro, le riforme sui temi sociali, e molto altro su cui Governo e Parlamento stanno arrancando malamente, il cui top di questi giorni sono il lodo e lo scudo.
 
18 ottobre Giornata europea contro la tratta degli esseri umani:
lunedì 19 ottobre 2009

Giornata europea contro la tratta degli esseri umani: le preoccupazioni degli operatori

  

 Dichiarazione di: Associazione On the Road, Associazione Studi Giuridici sull'Immigrazione (ASGI), Comitato per i Diritti Civili delle Prostitute, Comune di Venezia-Assessorato alle Politiche Sociali, Cooperativa Dedalus, Consorzio Nova, Coordinamento Nazionale

delle Comunità d'Accoglienza (CNCA), Gruppo Abele

 
La prostituzione in strada ridurrebbe gli incidenti
giovedì 01 ottobre 2009

FOGGIA, martedì 29 settembre 2009 - ORE 21.43
Statale 16 : meno incidenti grazie alle prostitute

FOTO Nè autovelox, nè pattuglie ; la soluzione agli incidenti stradali sembra essere la prostituzione. C'è un dato a supporto di questo paradosso. Sul tratto della Statale 16 compreso tra San Severo e Cerignola, da sempre considerato "la strada della morte" a causa degli incidenti stradali per eccesso di velocità, la situazione sta cambiando grazie alla presenza delle prostitute. Le donne, infatti, che occupano entrambi i lati della carreggiata, 'distraggono' gli automobilisti di passaggio, che riducono drasticamente l'andatura dei mezzi che si è ridotta, attestandosi sui 50 km orari.

redazione Teleradioerre

http://www.teleradioerre.it/news/articolo.asp?idart=47334

 
Legittimati i soldi degli sfruttatori e trafficanti
giovedì 01 ottobre 2009

Con l'approvazione dello scudo fiscale la maggioranza di Governo favorisce il riciclaggio anche dei soldi provenienti dallo sfruttamento della prostituzione e dal traffico degli esseri umani.

Mentre sulle strade le Forze dell'Ordine danno la caccia alle prostitute nei Palazzi del potere si allestisce la più grande "lavanderia" per il riciclaggio del denaro di ogni tipo di criminalità.

 La criminalità a mano armata e quella in colletto bianco troveranno i tappeti rossi per l'arrivo dei loro soldoni.

Pia Covre 

 

 
Comunicato stampa del Comitato sulle escort
venerdì 11 settembre 2009
Siamo indignate della leggerezza con cui si fanno sulla stampa i nomi e cognomi di donne, che avrebbero partecipato a feste e offerto servizi sessuali al capo del Governo e ad altri personaggi coinvolti in una inchiesta su presunti affari di corruzione e di tangenti e droga.Le signorine invitate a quelle feste sono molte, certamente non tutte sono delle escort, certamente ognuna di loro è donna libera di scegliere cosa fare con il proprio corpo, se offrirsi a pagamento o gratis, comunque hanno diritto alla tutela della privacy.A quanto pare entrano nell’indagine non certo come corruttrici di amministratori o criminali, ma solo perché usate per i loro servizi da una losca organizzazione di malaffare, possono quindi collaborare come testimoni di fatti e avvenimenti che ci appaiono molto inquietanti.Come è avvenuto per la signora D’Addario anche costoro probabilmente renderanno alla giustizia e al popolo italiano un grande favore testimoniando quanto è successo e consentendo che la magistratura possa apprendere i fatti e perseguire i colpevoli.Mettere alla berlina la vita privata di private cittadine (le escort) non è giusto, esse non si possono  trattare al pari di un politico, che poiché  è stato eletto e ha un incarico pubblico deve  rispondere delle proprie azioni e della propria onestà e moralità pubblicamente. Quindi si parli pure di ciò che fa il capo del Governo perché è giusto informare, ma si smetta di esporre i nomi delle accompagnatrici. Se fanno o no le escort è affar loro visto che in questo paese non c’è l’obbligo di essere iscritte ad un albo professionale, lasciamo che siano loro eventualmente ad esporsi spontaneamente se avranno voglia di farlo, così come ha fatto coraggiosamente Patrizia D’Addario. Si pongano quesiti a coloro che governano il Paese sulla schizofrenia di chi propone le multe e la galera per i clienti delle prostitute e la galera per chi fuma uno spinello mentre si trastullano con escorts e cocaina. Le patologie sembrano essere molteplici cominciando da quella di essere dei  bugiardi patologici. 
 
Porpora Marcasciano sull'ondata di omofobia
mercoledì 02 settembre 2009

Non voglio fare l’elenco delle violenze, delle aggressioni, delle
discriminazioni e di tutto il peggio che l’Italia sta offrendo ma
quello che accade oramai quotidianamente in giro per il paese pone l’
interrogativo sul che fare, come rispondere a una situazione che si è
fatta pesante o meglio…si è fatta “nera” nel vero senso della parola
perché, come la giri e come la volti, si tratta proprio di questo, l’
Italia è, oppure è tornata ad essere nera…fascista. Anche per i cechi,
i segnali ci sono tutti, chiusura, intolleranza, violenza, fobia in
tutte le sue declinazioni, ignoranza intesa esattamente come assenza di
cultura che, quando viene meno, trasforma la realtà nella “notte in cui
tutte le vacche diventano nere”. A dire il vero i segnali c’erano tutti
già da molto tempo ma purtroppo bisogna costatare che a vederli (i
segnali della regressione) erano sempre e solo quei quattro paranoici
bollati come estremisti e provocatori. Come già visto in molte delle
grandi tragedie italiane, ci stavamo muovendo su un terreno
vistosamente franoso anzi su una faglia e nonostante il rischio si
continuava a costruirci sopra senza preoccuparsi affatto delle
fondamenta o del materiale adoperato e ora tutto scricchiola, crolla o
diventa pericolante, mentre su in superficie, nell’area colpita, ci si
chiede come e perché tutto ciò sia potuto accadere.  Di fronte alla
realtà non mi stupisce quanto accade (era prevedibile) piuttosto lo
stupore di molti, specie nel mondo glbt sull’accaduto. Le aggressioni e
la violenza non mi sorprendono ma mi indignano, feriscono il mio
orgoglio, la mia coscienza libera, libertaria e liberante. Sono gli
stessi sentimenti che hanno fatto nascere Facciamo Breccia, quei
sentimenti che illudendomi credevo fossero condivisi e condivisibili da
un sedicente movimento di liberazione GLbT. Quei sentimenti che se ci
avessero motivato e spinti all’azione ai primi segnali di questa deriva
forse oggi le cose sarebbero diverse. Ma non si può ragionare con il
“se” e con il “forse”, le letture possono essere diverse e la realtà ci
impone un deciso e necessario “guardare all’oggi”.
Ma le domande
restano le stesse. Mi chiedo cosa ci aspettiamo in un paese in cui dai
pulpiti sacri e inviolabili si accusano gli omosessuali di essere
pedofili (Bagnasco, ma anche Bossi e compagnia bella), che gli
omosessuali minano la sacralità della famiglia, che la violenza nei
loro confronti è figlia della degenerazione (il cardinale di Bologna),
che la natura ha creato l’uomo e la donna e tutto il resto è abominio
(Razzinger). Cosa ci si aspetta da un paese distratto che non ricorda
più la sua lotta di liberazione, dimenticando che il fascismo è reato e
permettendo a quei figuri di sedere nel suo parlamento, di guidare
città come Roma dove le sedi e i punti di incontro della destra estrema
sono oramai decine, quelle sedi che riempiono la capitale di manifesti
omofobi durante il Pride. Cosa ci aspettavamo che ci avessero cinti di
alloro? Quando il dibattito, anzi il chiacchiericcio sui diritti di GLT
scivola a livelli bassi, se non lo si dimentica proprio, ci stupiamo
che bisogna arrivare all’omicidio per porsi il dubbio che forse in
Italia ci potrebbe essere una vena sottile di omo/transfobia?
Ero
presente e ricordo molto bene il Pride di Catania del 2005, quando
Forza Nuova bloccò il nostro favoloso corteo con uno striscione con su
scritto “le malattie non si manifestano ma si curano” e la polizia
permise loro di sfilare bloccando noi (a detta loro) per la nostra
sicurezza. Ricordo pure la risposta (osteggiata e boicottata) che fu
data dai noi…soliti estremisti di Facciamo Breccia con l’Orgoglioso
Antifascismo. Quando un paese basa le sue politiche sulla paura, sulla
sicurezza, sulla lotta al degrado e a una loro idea di decoro, sulla
riscoperta dei valori tradizionali e sull’abbandono (voluto o coatto)
della laicità, non ci si può stupire dell’ondata omofoba, xenofoba ecc
che lo attraversa… che lo caratterizza.
Per saperne di più e capire
meglio basta andare nei siti della destra, leggere i loro programmi e
vedere come siamo considerati e cosa propongono per i “diversi” siano
essi omosessuali, transessuali, immigrati ecc.
Oggi però il problema
non è leggere e interpretare quanto sta succedendo, ma è il cosa fare?
Foucoult in uno dei suoi saggi più importanti affermava che la
responsabilità più grande che dobbiamo assumerci è quella di chiederci,
di fronte a una realtà nuova e mutata, cosa è meglio fare. Banalissima
costatazione, non ci voleva certo Foucoult, ma visto quello che stà
succedendo in superficie (sopra la faglia per intendersi) la semplicità
della questione ci sta tutta. Io me lo chiedo, in molti se lo chiedono,
se provassimo a chiedercelo insieme partendo ognuno dai propri percorsi
e non certo dalle proprie logiche interne forse riusciremo a trovare
una o più risposte, magari una strategia. ….Ma (mi si consenta una
grattata) se la questione diventa solo ed esclusivamente quella di chi
arriva prima a mettere il cappello sulla risposta che è quella stessa
identica contorsione che caratterizza il cosiddetto movimento GLbT
italiano  da qualche decennio, credo che le possibilità di dare
risposte o trovare strategie ne avremo poche e quelle poche saranno
deboli e penose. Ultimamente mi chiedo spesso se esiste ancora un
movimento GLbT o se può definirsi tale un insieme di realtà il cui
unico comune denominatore sembra quello appunto di essere transessuali,
lesbiche omosessuali e questo sembra non essere più il collante che
possa tenere insieme soggettività diverse….però una risposta
(movimento) all’attacco violento alla nostra dignità di persone sembra
starci tutto. E forse in tutto questo ci sarebbe anche la possibilità
di sentirsi o tornare ad essere movimento ( dando per scontato che ci
sia questa volontà o aspirazione e che non ci siano logiche lobbistiche
e di potere ). Un movimento, un insieme, un’esperienza (che come in
tutto il mondo, per tutti i gruppi e le categorie, in tutta la storia)
dica no a quanto succede, senza se e senza ma.
Mi occupo della difesa
dei diritti e della dignità delle persone transessuali, la mia vita è
dedicata a questo. Milito nel cosiddetto movimento GLT più o meno dal
suo inizio. La mia pratica è libertaria, antifascista, laica,
autodeterminata, requisiti importanti e necessari per un movimento di
liberazione. Chiarito questo non credo ci possano essere problemi di
confronto con altre realtà che in maniera diversa declinano la propria
lotta per i diritti e la dignità. Una nota di fondo: il confronto non
mi interessa con coloro che si considerano/dichiarano di destra*. Non
voglio motivare e giustificare questa mia nota perché ho altro da fare
e sarebbe anche facile se non scontato farlo, ma è quanto scritto nel
mio percorso e in quello di tutti i movimenti di liberazione punto e
basta.
Porpora Marcasciano

 
Vergognosa Ondata di Omofobia
mercoledì 02 settembre 2009
Due bombe carta sono esplose ieri sera intorno alle 23,40 nella Gay Street di via San Giovanni a Roma. Un ragazzo è rimasto ferito a un orecchio e sono stati distrutti un motorino e alcuni vasi. Le esplosioni sono avvenute all’altezza del Colosseum Bar ma si sono udite anche a centinaia di metri di distanza. "Qui si é scatenato il panico", ha raccontato Fabrizio Marrazzo, presidente di Arcigay. "Si sono verificati due lanci successivi a poca distanza l'uno dall'altro". Sarebbero quattro naziskin gli autori. Due a piedi e altri due in auto, hanno lanciato le bombe in mezzo alla folla. I presenti hanno provato a inseguirli ma si sono fermti davanti ai coltelli estratti dagli autori dell’attentato. Sul posto sono arrivate le forze dell'ordine e ora esamineranno anche l’eventuale presenza di filmati di una banca vicina al luogo dell’esplosione. 

E’ l’aggressione più violenta che si ricordi nella strada simbolo degli omosessuali romani. E nella comunità forte è la preoccupazione: ‘’E’ in atto una vera e propria aggressione di stampo politico – ha denunciato Franco Grillini, presidente di Gaynet - verso la comunità lgbt italiana, ad opera di fanatici e di gruppi neonazisti che si sentono più o meno legittimati dalla vittoria della destra alle ultime elezioni politiche. L’atto di stasera si configura addirittura come un gesto terroristico contro la comunità lgbt nel luogo della sua visibilità’’ 

L’attentato di ieri arriva dopo una serie di aggressioni avvenute nelle ultime settimane. La comunità aveva già indetto alcune manifestazioni di protesta, i Micropride settimanali nelle strade della capitale, ma ora la reazione sarà ancora più forte, annunciano i rappresentanti.‘’Ora basta’’ dice Ivan Scalfarotto del Pd. Nei prossimi giorni numerose saranno gli appuntamenti fissati. Oggi si terrà un sit- in nella Gay Street e una manifestazione davanti alla prefettura. Venerdì una lunga fiaccolata nel centro di Roma a cui parteciperà l’intera comunità. 
 
 
 
I bordelli nei lager nazisti: prostitute per i detenuti
giovedì 20 agosto 2009
A Berlino presentato un libro dello studioso Robert Sommer
Roma, 19 ago. (Apcom) - "Il lavoro rende liberi", era la scritta crudele sulla porta di Auschwitz. E fra i lavori dei lager c'era anche quello più vecchio del mondo. I nazisti gestirono fra il 1942 e il 1945 dei veri e propri bordelli all'interno di parecchi campi di concentramento. Prostitute destinate ai detenuti: l'idea era che fornire incentivi ai prigionieri avrebbe aumentato la loro produttività sul lavoro. Non è un segreto, ma nemmeno, finora, una faccenda di cui si parlasse volentieri. C'è voluta l'opera meticolosa dello studioso tedesco Robert Sommer, 460 pagine frutto di quattro anni di lavoro, per raccontare in dettaglio la storia dei bordelli nei dieci lager in cui furono aperti dai nazisti: chi li frequentava (erano aperti solo ai detenuti non ebrei); come funzionavano, da dove venivano le disgraziate donne in offerta, detenute a loro volta. "Das KZ Bordell" ("Il bordello del campo di concentramento") è stato presentato oggi al Parlamento locale del Land di Berlino. L'argomento è inoltre oggetto di una mostra itinerante che sta attraversando la Germania. Il libro è basato su numerose interviste con un piccolo gruppo di superstiti, spiega il sito delle tv tedesca Deutsche Welle. Secondo Sommer, l'idea era venuta agli Schutzstaffel di Hilter, le guardie del corpo delle SS. "Le donne reclutate - spiega l'autore - per lo più venivano dai lager di Ravensbrueck e Auschwitz". Per il 70% erano tedesche, le altre di nazionalità ucraina, polacca o bielorussa. Il primo bordello fu aperto nel campo di Mauthausen in Austria nel 1942; il più grande fu quello di Auschwitz, in Polonia, dove lavorarono fino a 21 donne contemporamente. Sommer stima che in tutto furono circa 200 le donne costrette ad offrirsi ai detenuti, inizialmente con la promessa - mai mantenuta - di sfuggire alla brutalità del lavoro forzato e di essere poi liberate. "La grande maggioranza delle donne forzate a prostituirsi nei campi di concentramento" dice lo studioso di scienze sociali "era etichettata come socialmente indesiderabile dai nazisti. Fra di loro non c'erano donne ebree, e i detenuti maschi ebrei non erano ammessi nei bordelli". Divieto d'accesso anche per i prigionieri di guerra sovietici. A frequentare i bordelli quindi erano le decine di migliaia di altri soldati catturati, di prigionieri politici, o altre persone detenute perché 'socialmente indesiderabili" dai nazisti (una categoria che includeva Rom e omosessuali), che popolarono i lager a fianco dei milioni di ebrei sterminati nell'Olocausto. Sommer aggiunge che nessuna delle donne coinvolte ha mai ricevuto alcun tipo di compensazione; sottolinea anche che in effetti ben pochi dei detenuti dei lager erano in condizioni fisiche tali da poter avere rapporti sessuali. Insa Eschebach, direttrice del museo di Ravensbrueck in Brandeburgo, spiega che l'argomento è sempre stato tabù. "Naturalmente c'è un'immagine positiva dei detenuti dei campi di concentramento, e parlare di prostituzione forzata significa distruggere questa immagine. I detenuti erano vittime, ma in questo contesto, potevano diventare carnefici".
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Abbiamo perso una Compagna
mercoledì 22 luglio 2009
Esprimiamo il nostro dolore per la scomparsa di Tiziana, è stata una compagna di lotta nel nostro cammino.
Partecipava alla nostra mailinglist attivamente e ci ricordava sempre che si deve resistere al fascismo e batterci contro le discriminazioni. Resistenza sempre è il suo messaggio. Il nostro ultimo incontro fu alla manifestazione di Roma il 13 dicembre scorso. Allegra e piena di energia era pronta a combattere contro le discriminazioni e la criminalizazione di ognuna/o di noi senza distinzione di genere o nazionalità.
Poi il Pride di Genova dove si è sentita male e sembrava fosse stata strappata alla morte da un intervento tempestivo di una infermiera che l'ha soccorso e tenuta in vita fino all'arrivo dei soccorsi. Ma non ce l'ha fatta a ritornare alla sua vita e alle nostre lotte.
Di lei ci resta oltre al ricordo una produzione di locandine interessanti e molto eloquenti, ve ne allego una.
Vogliamo ricordarla, proponiamo un evento da organizzare in suo onore fra non molto. Io mi sonosentita onorata di essere sua amica.
Pia Covre 
 
Aids: Mediatrice Culturale del Comitato, Straniere a Rischio 95% Prostitute In Italia
venerdì 03 luglio 2009

Roma, 2 lug. (Adnkronos Salute) - "Il 95% delle prostitute che lavorano in Italia, è composto da donne straniere clandestine, la metà delle quali provenienti dall'Africa. E dopo l'approvazione delle ordinanze comunali anti-prostituzioni queste giovani lavorano in luoghi nascosti, fuori dal nostro controllo, accettando qualsiasi condizione pur di guadagnare, compreso il mancato uso del preservativo". Dunque, a rischio Hiv. A lanciare l'allarme è stata oggi a Roma Hermine Gbedo, mediatrice culturale del Comitato per i diritti civili delle prostitute, intervenendo al seminario 'Oltre l'Aids: fatti/persone/strategie/risorse' organizzato dall'Associazione italiana donne per lo sviluppo (Aidos).

"Le prostitute straniere - ha spiegato Gbedo - hanno fatto la loro comparsa in Italia all'inizio degli anni '90. Al contrario di quanto si pensi, non sono le donne ma gli uomini immigrati a essere maggiormente colpiti dall'Aids (56%): la sieroprevalenza fra le lavoratrici del sesso extracomunitarie è in calo. Le politiche di repressione stanno però creando condizioni che ci preoccupano: le ragazze sono costrette a lavorare in posti isolati, accettando pur di guadagnare gravi compromessi, sotto la pressione degli sfruttatori o di clienti che richiedono rapporti non protetti. In più, spesso ci viene segnalato che il condom portato in borsetta viene preso come 'indizio' di prostituzione da parte delle forze dell'Ordine". Fra i problemi di tipo culturale, Gbedo segnala che "molte volte le straniere, soprattutto le africane, usano il profilattico 'sul lavoro', ma non all'interno della coppia, perché i compagni non lo accettano ed è difficile convincerli".

Per quanto riguarda il quadro italiano, Rita Bellagamba, dell'Istituto Lazzaro Spallanzani di Roma, conferma che "ogni anno nel nostro Paese si registrano 3.500-4.000 nuove infezioni e nel 2008 i casi notificati di Aids conclamato sono stati circa 1.300. Si alza l'età media del paziente 'tipo': dai 26 anni per le donne e i 29 per gli uomini nel 1986 si passa rispettivamente a 40 e 43 nel 2008. Il 43% dei nuovi infetti è inoltre eterosessuale, mentre nel 1997 il 58% dei pazienti era tossicodipendente e aveva contratto in questo modo il virus".

Preoccupante, secondo l'esperta, "la percentuale di sieropositivi inconsapevoli e dunque di casi 'sommersi', circa il 25% del totale, nonché quella di donne (ben il 43%) che si infettano consapevolmente avendo rapporti rischiosi con un partner che sanno essere sieropositivo. Se tutti conoscessero il proprio stato di salute effettuando test regolari - calcola Bellagamba - la trasmissione sessuale del virus Hiv diminuirebbe del 31%". In apertura del seminario, per raccontare la storia di una donna e di suo marito alle prese con una diagnosi di Aids, Tamara Bartolini ha letto il monologo teatrale di Maricla Boggio 'Una moglie: i mesi incantati'.

 
Per le vittime della tratta il ddl è una condanna
venerdì 03 luglio 2009
Quasi tutte vengono reclutate per le strade di Benin City, nello stato di Edo, a sud della Nigeria. A volte sono le stesse famiglie a venderle, giovanissime, senza istruzione e senza alcuna cognizione di quello che le aspetta. Le ragazze nigeriane che finiranno sui marciapiedi italiani attraversano lo stesso viaggio infernale di migliaia di altri migranti africani in fuga dalle persecuzioni e dai conflitti. Ma già lungo la strada loro sono costrette a prostituirsi per ottenere i soldi necessari ad arrivare in Europa, dove potranno guadagnare abbastanza per ripagare il debito con i trafficanti, circa 40 mila dollari a testa. Quando arrivano, però, spesso dicono di non avere pagato il viaggio. Dicono di avere trovato un benefattore che le ha aiutate. Finora molte sono riuscire a raggiungere l'Italia per via aerea, ma i maggiori controlli hanno spinto a cercare altre rotte che oggi passano per la Grecia, la Turchia e poi, via terra, a entrare nel nostro paese dal confine a nord-est con la Slovenia o quello occidentale con la Francia.

Via Lampedusa
Una buona parte passa per la Libia e poi s'imbarca per la Sicilia. Il dato più significativo, infatti, riguarda proprio gli arrivi a Lampedusa. Se nel 2007 erano 166 le giovani nigeriane sbarcate sull'isola, pari al 18 per cento di tutte le donne arrivate, nel 2008 quel numero è decuplicato, raggiungendo la cifra di 1.782 e una quota del 51 per cento rispetto al totale.

Gli operatori umanitari informano subito le ragazze che la legge italiana le può tutelare, concedendo permessi per motivi di protezione sociale, ma loro non parlano, perché controllate dalla "madame", la maitresse che di solito le accompagna, o perché spaventate dalle minacce dei trafficanti alle famiglie. Perciò tentano la via dell'asilo e fanno domanda. Se emerge che non si tratta di rifugiate ma di potenziali prostitute sfruttate, possono ottenere ugualmente il permesso di soggiorno, in base all'articolo 18 della Legge Turco-Napolitano (negli ultimi dieci anni sono stati rilasciati oltre 4.600 permessi di questo tipo). Ma questo può anche non emergere e finire tutto in un diniego che le trasforma automaticamente in irregolari, in clandestine, ancora più assoggettate ai trafficanti.


Domanda in crescita
Le donne nigeriane rappresentano il 60 per cento delle vittime di tratta in Italia e nel mercato della prostituzione si stima che siano circa 10 mila, pari al 41 per cento del totale. "Dai maggiori punti di snodo come Torino, Roma e Castel Volturno, dove si concentrano le comunità nigeriane, si distribuiscono poi nei centri minori - spiega Vittoria Luda, dell'agenzia Onu per la ricerca sul crimine e la giustizia, Unicri - oppure proseguono verso i paesi del nord, come l'Olanda e la Norvegia, dove la 'domanda' è in crescita". Difficile dire cosa accade quando vengono rimpatriate come irregolari, sia per le ritorsioni che possono subire sia perché in Nigeria è forte la stigmatizzazione verso chi torna come prostituta.

Gli effetti del ddl sicurezza
Certo è che queste ragazze saranno penalizzate già dal ddl sicurezza approvato oggi, perché il timore di essere denunciate e rimpatriate le allontanerà di fatto da ogni tipo di servizio pubblico, in particolare quello socio-sanitario e assistenziale. Anche la politica dei respingimenti in Libia finirà per peggiorare la situazione, riducendo la possibilità di uscire dal racket. "Nei barconi respinti ci sono diversi gruppi vulnerabili, tra cui le vittime di tratta, che avrebbero accesso a un sistema di protezione presente in Italia, mentre in Libia questa tutela non è affatto garantita", commenta Simona Moscarelli, responsabile legale dell'Organizzazione internazionale per le migrazioni. Una politica, dunque, che non servirà a contrastare il traffico di esseri umani, fenomeno che in Italia ha riguardato circa 25 mila persone negli ultimi quattro anni e che oggi rappresenta un business più che consolidato. La tratta è infatti la terza fonte di arricchimento per la criminalità organizzata, dopo il traffico di droga e quello di armi.

di Vittorio Longhi

Fonte: la Repubblica, 02 luglio 2009

 
TRATTA DALLA NIGERIA: 30 ARRESTI DEL ROS, ANCHE DUE MEDICI
mercoledì 24 giugno 2009

ROMA - Maxi operazione dei carabinieri del Ros contro la tratta di esseri umani: 30 le ordinanze di custodia cautelare in corso di esecuzione in queste ore in Italia, Nigeria ed altri Paesi europei. Smantellata un'organizzazione a delinquere che reclutava ragazze nel Paese africano e le costringeva a prostituirsi in Italia, riducendole in stato di schiavitù, con minacce di vario genere. Tra gli indagati anche due medici italiani che avrebbero fatto abortire alcune delle giovani.

A coordinare le indagini è la Procura distrettuale antimafia di Ancona, che ha chiesto ed ottenuto provvedimenti restrittivi nei confronti 30 persone, tutte accusate di associazione per delinquere finalizzata alla tratta di esseri umani, riduzione in schiavitù, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. Al centro degli accertamenti del Raggruppamento operativo speciale dell'Arma un sodalizio transnazionale, di matrice prevalentemente nigeriana, dedito allo sfruttamento di connazionali, fatte giungere illegalmente in Italia e ridotte in schiavitù con il ricorso a violenza, riti esoterici e minacce ai familiari nel paese di origine. Documentate anche numerose interruzioni di gravidanza delle vittime da parte di due medici italiani e di due nigeriani, considerati dagli investigatori "referenti del sodalizio nella capitale", che sono stati raggiunti da un'ulteriore ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa su richiesta della Procura della Repubblica di Roma.

Tra le persone arrestate anche un cittadino nigeriano ricercato in Italia per traffico di esseri umani finalizzato all'immigrazione clandestina e allo sfruttamento della prostituzione. L''uomo è stato arrestato ad Atene dalla divisione contro il crimine organizzato della polizia greca in collaborazione con l'ufficiale di collegamento dell'Interpol in territorio ellenico Giovanni Accardo. La cattura di Steve Baker di 39 anni, che era ricercato su mandato di cattura della magistratura di Ancona, fa parte, secondo quanto si apprende, di un'operazione denominata 'foglie nere' che ha portato ad altri arresti in altri paesi europei, grazie ad un alto grado di collaborazione tra tutte le forze di polizia dei paesi coinvolti. Baker, che sarà posto a disposizione della magistratura greca per valutare la richiesta di estradizione, era il referente di un'organizzazione criminale che introduceva giovani nigeriane attraverso la Grecia destinate allo sfruttamento sessuale in Italia ed altri paesi europei,

BOOK FOTOGRAFICI E RITI VOODOO
Venivano selezionate e reclutate in Nigeria anche attraverso book fotografici le ragazze africane avviate alla prostituzione in Italia e in altri paesi europei dall'organizzazione internazionale scoperta dal Ros e dalla Dda di Ancona. Per il viaggio le vittime dovevano versare al gruppo criminale somme comprese tra i 40.000 ed i 60.000 euro, e il contratto era sancito da riti voodoo. Munite di documenti contraffatti, le ragazze venivano imbarcate su aerei diretti in Olanda o in Francia, dove altri referenti dell'organizzazione provvedevano ad accompagnarle in Italia via terra e a consegnarle a cellule capeggiate da 'madame' che le avviavano allo sfruttamento sessuale. In altri casi le giovani venivano mandate in Turchia e poi fatte proseguire per la Grecia.

Da qui venivano accompagnate in Italia a bordo di traghetti di linea o in aereo, via Parigi. Un'altra rotta consisteva invece in viaggi via terra fino alle coste del Marocco o della Libia, e il trasbordo in Spagna o in Italia su imbarcazioni di fortuna. Dell'organizzazione facevano parte soggetti attivi in Nigeria, Spagna, Francia, Olanda, Germania, Grecia e nella Repubblica di San Marino. In Italia controlli e perquisizioni hanno interessato le Marche, il Lazio, l'Emilia Romagna e la Lombardia. L'indagine si è intrecciata con un'inchiesta della Direzione distrettuale di Ancona su un traffico internazionale di stupefacenti, che nell'aprile del 2008 aveva già portato in carcere 15 indagati. Da Madrid la droga veniva consegnata a referenti in Piemonte e nelle Marche, con il sistema dei corrieri a pioggia: spesso proprio giovani donne nigeriane, poi avviate alla prostituzione lungo il litorale marchigiano.

ABORTI CLANDESTINI PER 300-2 MILA EURO
Poteva contare su due medici italiani residenti a Roma pronti a praticare aborti clandestini nel loro studio medico, l'organizzazione criminale che sfruttava giovani prostitute nigeriane sgominata dalla Dda di Ancona e dal Ros.

I due professionisti finiti in carcere, insieme ad una coppia di nigeriani residenti nella capitale, eseguivano aborti anche su ragazze in stato di gravidanza avanzatissimo, con un tariffario che oscillava fra i 300 e i 2.500 euro. Una giovane ormai vicina al parto è stata sottratta all'interruzione di gravidanza dai carabinieri, che l'hanno inserita nel programma di assistenza previsto dalla legge 228 del 2003 per chi collabora alle indagini sullo sfruttamento e la tratta. La ragazza ha partorito e sta bene. Di questa tranche dell'inchiesta si occupa la procura di Roma, cui la Distrettuale di Ancona ha trasmesso gli atti di indagine

Ansa 24/06/2009

 

 

 
Il Sudafrica vuol legalizzare la prostituzione in vista dei mondiali di calcio
martedì 23 giugno 2009
di Giannino della Frattina
Legalizzare la prostituzione. Quando manca solo un anno ai campionati del Mondo di calcio del 2010, il dibattito si fa sempre più acceso in Sudafrica, il Paese che vanta il più alto tasso al mondo di infezioni da Hiv/Aids.
Secondo le organizzazioni di difesa dei lavoratori del sesso, il sistema oggi in vigore favorirebbe la criminalità e il grande evento in programma per il prossimo giugno potrebbe «offrire un'occasione incredibile per questi criminali», assicura all'Afp Eric Harper, direttore dell'organizzazione sudafricana «Sex Workers education and Advocacy Taskforce» (Sweat). Da considerare che i Mondiali 2010, organizzati per la prima volta in Africa, potrebbero richiamare oltre 400mila appassionati di calcio, turisti e visitatori. Se la prostituzione venisse legalizzata, spiega Harper, si garantirebbe un maggior rispetto dei diritti dell'uomo, visti i numerosi abusi commessi dalle stesse forze dell'ordine. Le prostitute «avrebbero un contratto, avrebbero diritto alle assenze per malattia, avrebbero un orario di lavoro. Sarebbero meno vulnerabili allo sfruttamento».
Una proposta che, ovviamente, trova dei fieri oppositori. Chi, infatti, è contrario alla depenalizzazione della prostituzione ricorda il rischio di «traffico di esseri umani» e di una maggiore diffusione dell'Aids, in un paese dove ben 5 su 48 milioni di abitanti risultano sieropositivi. Chi si prostituisce, in particolare le donne, è «spesso incapace di imporsi per avere pratiche sessuali sicure», denuncia un recente rapporto redatto dalla Commissione per la riforma delle leggi del ministero della Giustizia. «Quando un cliente paga doppio per un rapporto sessuale non protetto, è difficile rifiutare», ha ammesso Kim, un transessuale di Città del Capo.
La questione della prostituzione viene spesso sollevata in occasione dei grandi eventi sportivi. Prima dei Mondiali di calcio del 2006 in Germania, dove la prostituzione è legale, si era paventato l'ingresso nel paese di circa 40mila lavoratori del sesso, anche se poi queste cifre risultarono «infondate e irrealistiche», secondo una relazione dell'Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim).
In Sudafrica, alcuni esperti di diritto hanno presentato diverse proposte per depenalizzare la prostituzione, sottolineando anche i benefici che ne trarrebbe la polizia, libera di concentrarsi nella lotta alla grande criminalità in un Paese che conta almeno 50 omicidi al giorno. La Commissione per le riforme delle leggi ha proposto nelle scorse settimane alcune opzioni, tra cui la depenalizzazione totale della prostituzione o un regolamentazione dell'attività da parte del governo. Secondo Dallene Clark, uno dei ricercatori che ha partecipato alla stesura delle proposte, il dibattito non è stato sollevato in occasione dei Mondiali di calcio, ma nell'ambito di una revisione generale delle leggi sui crimini sessuali. «Si cerca una soluzione a lungo termine adeguata per il Sudafrica», ha precisato.
 
 
Carla Corso: Vizi Privati e Pubbliche Virtù
martedì 23 giugno 2009

 

Vizi privati e pubbliche virtù: da sempre questo paese si è dato questa regola cercando di salvare la facciata, si sono sempre giustificati i comportamenti inadeguati di politici, uomini d’affari, alti o bassi prelati,  insomma tutta questa classe dirigente che dovrebbe avere il compito di governarci, amministrarci. Infondere  speranza di salvezza, dare esempio di alta moralità e saggezza, potrei continuare con gli aggettivi perchè io continuo ad avere un’ alta considerazione della politica e di chi la pratica e continuo a sperare che questo paese abbia finalmente una classe dirigente all’altezza della sua storia, se lo meritano tutti quelli che credono nella democrazia e in una politica seria, appassionata e che faccia l’interesse di tutta la collettività. Non si possono più accettare leggi che tolgono la liberta ai deboli e permettono tutto ai potenti.Un presidente burlone un po’ guascone e grand tombeur de femmes risulta simpatico, umano, diventa per noi gente comune un esempio da seguire e da invidiare, ma guai ad avere noi lo stesso comportamento, saremmo subito giudicati cattivi genitori, cattivi cittadini, e anche delinquenti se dediti alla prostituzione o ad usufruire dei servizi sessuali. Infatti due donne che “esercitano” nella stessa casa vengono denunciate di favorirsi reciprocamente e finiscono in prigione, la stessa sorte tocca al marito o al compagno che è al corrente dell’attività delle rispettive donne. I clienti per ora vengono multati, ma la Carfagna vuole per il futuro una legge per metterli in galera.  Alle prostitute sono riservati trattamenti diversi ma comunque gravi e lesivi dei loro diritti, sono allontanate con il foglio di via, la stessa sorte toccata a BOCCA DI ROSA personaggio immaginario ma non troppo del cantautore-poeta De Andrè. Fabrizio con la sua canzone volle denunciare la doppia morale e una serie di abusi che si consumavano continuamente contro chi si prostituisce, ma dalla sua denuncia nulla è cambiato si continua a discriminare l’anello  più  fragile del mercato del sesso. La vera novità sta nel definire il cliente “consumatore finale”.    Carla Corso per l'ALTRO

 

 
DISTRIBUTORI DI CONDOM NELLE SCUOLE DI ROMA E PROVINCIA
giovedì 18 giugno 2009

ROMA - Nei licei e negli istituti superiori di Roma e Provincia arriveranno i distributori di preservativi. E' quanto prevede una mozione, presentata dal coordinatore del gruppo federato della sinistra, Gianluca Peciola, approvata oggi dal consiglio provinciale di Roma.

La mozione dunque impegna il presidente a sostenere "l'installazione nei locali o nei pressi delle scuole di istruzione secondaria superiore, in accordo con gli organi di direzione delle stesse, di distributori automatici anti concezionali". La richiesta dei distributori dei preservativi nelle scuole era stata sostenuta anche da una migliaio di firme raccolte dai giovani del Partito Democratico.

Paralellamente all'installazione de distributori di profilattici partirà anche "una campagna di informazione, prevenzione e sostegno alla ricerca nella lotta contro il diffondersi del virus hiv e della altre malattie a trasmissione sessuale" oltre che "una campagna per l'insegnamento dell'educazione sessuale negli istituti superiori". La mozione è passata con i 18 voti favorevoli (16 Pd e 2 Sinistra e libertà), 7 contrari (Pdl e Udc) e un astenuto (La Destra).

fonte: ansa 18/06/2009

 
rapporto Dipartimento U.S. 2009 sul traffico esseri umani
giovedì 18 giugno 2009
Questo articolo in particolare fa riferimento alla mancanza della Cambogia di rispettare e di applicare le regole minime internazionali richieste sull'eliminazione del traffico degli esseri umani e dello sfruttamento sessuale.
Le rete delle sex workers dell'Asia e del Pacifico approva la relazione  e il fatto che siano state evidenziate tali mancanze.
PHNOM PENH, Cambodia (June 17, 2009) -- The Asia 
and the Pacific Network of Sex Workers (APNSW) 
would like to commend the U.S. Department of State on 
their 2009 Trafficking in Persons (TIP) Report, with specific reference to their 
recognition of Cambodia’s failure to properly implement and enforce minimum 
international standards with it’s law on the Suppression of Human Trafficking and 
Sexual Exploitation. 


 

The TIP Report acknowledges a number of the issues arising from the conflation 
of sex work and trafficking in Cambodia, as well as the misguided enforcement of 
the law. The root of this being that “Not all government officials have appeared to 
distinguish between the law’s articles on trafficking offences and non-trafficking 
crimes such as prostitution … as a result law enforcement has focused on 
prostitution-related crimes…”.  


 

As noted in the TIP report “Following the passage of the law Cambodian police 
conducted numerous raids on brothels and detained a large number of women in 
prostitution while failing to arrest, investigate or charge any large number of 
persons for human trafficking offences.” APNSW hopes that the focus of the 
enforcement of the law will be shifted from the policing, arrest and detention of 
sex workers as “traffickers” to the investigation and prosecution of major 
traffickers, in line with the recommendations given by the U.S. Department of 
State in the TIP Report.  


 

As a result of these detentions, a number of human rights abuses against sex 
workers have been reported upon their release. Some of which are mentioned in 
the TIP report including rape, physical beatings and extortion, all said to have 
been committed by some police and Ministry of Social Affairs officials. Due to this 
failed enforcement and lack of trafficking convictions Cambodia has been placed 
back on the Tier 2 Watch List for trafficking.  


 

APNSW and Women’s Network for Unity have advocated strongly for the 
recognition of this issue and it is with cautious optimism that we welcome the 
report. It is good to see the US government at last treating seriously the issues 
that sex workers have raised.    


 

Given Secretary Clinton’s commitment to assessing US anti-trafficking efforts 
and the millions of dollars in anti-trafficking funds committed by the US 
Department of State to anti-trafficking efforts in Cambodia; it would be useful for 
the US government to look into why their programs to improve standards have 
clearly failed. 1 


 

We look forward to working with the Cambodian and US governments to develop 
programs to address sex workers health and human rights which are based in 
evidence and rights.  


 

# # # 


 

Contact:  
Sara Bradford, Technical Advisor APNSW 
(+855) 12-393-714 

  

See APNSW film on Cambodian law: http://blip.tv/file/1159149  


 

See APNSW article on Cambodian Law: 
the-crocodile-the-campaign-to-suppress-human-trafficking-and-sexual- 
exploitation-in-cambodia/                                                
1 

 
W Le ESCORT
giovedì 18 giugno 2009

Veniamo a conoscenza attraverso i media dell’inchiesta aperta a Bari dalla Procura Antimafia per indagare su uno dei tanti casi di corruzione pubblica che svela anche i retroscena delle feste nelle residenze del premier.

Non siamo stupite che  alcune giovani donne siano state invitate a recarsi nelle residenze del premier, dietro compenso.   .Da sempre siamo convinte che per ogni donna libera sia lecito cogliere l’opportunità di usare il proprio corpo per guadagnarsi da vivere, anche attraverso l’offerta di intrattenimento e servizi sessuali. Questo noi lo chiamiamo Lavoro Sessuale, peccato che in Italia ci siano troppe resistenze nel riconoscerlo come lavoro.Poiché ci rendiamo conto della delicatezza della situazione speriamo che i magistrati  tengano in considerazione la parola delle testimoni di questi fatti.Il dibattito pubblico e mediatico che si è creato nel Paese  dopo la festa di Noemi ha evidenziato come in generale le donne coinvolte vengano esibite come “pulzelle” opportuniste che di fronte  alla “bramosia d’amor” del sire si trasformano in “puttane” quindi “teste inattendibile”.Affermiamo che le escort sono delle serie lavoratrici del sesso presenti in tutto il mondo e riconosciute come lavoratrici nei Paesi civili e non ipocriti (vedi Australia, Olanda, Svizzera, Germania ecc…). Non si cerchi di screditare il valore del loro impegno civile e sociale nel collaborare con la magistratura e sopratutto si garantisca come per ogni testimone la tutela della loro vita privata e soprattutto della loro sicurezza.La nostra associazione si complimenta con le giovani donne e colleghe che in questo caso stanno collaborando con la Procura Antimafia, per il coraggio e per il servizio che rendono allo Stato nella lotta contro il malaffare e la corruzione. Ci  rendiamo disponibile a fornire loro ogni assistenza morale contro eventuali linciaggi da parte di chi cercherà di screditarle.  Pia Covre e Carla Corso 
Comitato per i Diritti Civili delle Prostitute Onlus
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«Passai la notte a Palazzo Grazioli»
giovedì 18 giugno 2009
Il racconto di Patrizia D’Addario e il suo passato burrascoso;un’inchiesta a Bari per un presunto giro di squillo; un indagatoper corruzione che procacciava ragazze per le feste del premier

 

Massimo Solani per L’UNITA’

 
Fai volare una lucciola al Parlamento Europeo
venerdì 29 maggio 2009
PIA COVRE candidata al Parlamento Europeo nella lista PRC-PDCI-Socialismo2000 – Consumatori Uniti 

Questa è la mia pubblicità elettorale che non vedrete distribuita in giro….

per questa ragione vi invito a farne ampia diffusione via mail.

 

Non la stamperò perché sono ambientalista e credo che ad ogni elezione l’esagerato spreco di carta e l’inquinamento dovuto al ciclo di produzione e smaltimento dei materiali pubblicitari siano un danno e un costo assurdo per l’ambiente.

 

Perché in un periodo di crisi i soldi è meglio usarli per sostenere chi non ce la fa. L’equivalente del costo di stampa lo verserò a due associazioni che aiutano i bambini e gli animali, la donazione la devolvo alla "Fondazione Marco Luchetta, Alessandro Ota, Dario D'angelo E Miran Hrovatin Onlus" e al gattile di Trieste Il Gatto Onlus .

I bambini sono il futuro del mondo e tutti dovrebbero avere le stesse opportunità fin da piccoli, ogni bambino ha diritto alle cure e all’istruzione.

Gli animali perché il mondo è anche loro! Troppo spesso vengono maltrattati, abbandonati e uccisi dall’umanità egoista.

 

La mia candidatura è sostenuta da una lista di associazioni di altri Paesi europei. associazioni in cui collegh* attivist* si battono contro le discriminazioni sessuali e di genere e per l’affermazione dei diritti del lavoro e di cittadinanza per le/i lavoratori del sesso in Europa. Sostengono la mia candidatura perché credono che una rappresentante del nostro ambito al Parlamento Europeo serva per rafforzare i diritti individuali, sociali e politici. Affinché venga garantito il  principio di libertà e di eguaglianza dei cittadini rispettando le loro differenze e diversità. Quindi mi impegnerò perché   vengano recepite le richieste fatte nel Manifesto e nella Declaration dei/delle sex workers e presentato al Parlamento Europeo nel 2005. 

 

M.Pia Covre

 

 

 
IMMIGRAZIONE: DA CINA PROSTITUTE COME SCHIAVE, TRE ARRESTI
mercoledì 27 maggio 2009

(ANSA) - PORDENONE, 26 MAG - Accusati di aver fatto arrivare in Italia numerose ragazze cinesi costringendole poi a prostituirsi in condizioni al limite della dignità umana, tre cittadini cinesi sono stati arrestati dalla Guardia di Finanza di Pordenone. Sono accusati di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e induzione alla prostituzione. Le Fiamme Gialle hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip di Pordenone Patrizia Botteri, su richiesta del pm Monica Carraturo. Nell'operazione, la Guardia di Finanza ha denunciato altre sei persone in stato di libertà alla magistratura (di cui quattro italiani) e ha sequestrato due immobili nei quali le ragazze si prostituivano. Altri immobili sono stati individuati in numerose città del Nord e del Centro Italia. Secondo le indagini, gli arrestati portavano le ragazze in Italia con falsi documenti e poi le facevano prostituire. Erano, inoltre, in collegamento con altre persone in Cina che avevano il compito di reclutare ragazze in Estremo Oriente per farne arrivare sempre nuove in Italia. (ANSA).

 
Pia Covre Comunicato Stampa
mercoledì 27 maggio 2009
PIA COVRE candidata al Parlamento Europeo nella lista PRC-PCI- 

Ieri sera si è sentito a Ballarò un membro del Governo  giustificare  il comportamento del suo leader così: “Silvio ama la vita…” . Anche i tre lavoratori morti ieri in Sardegna certamente amavano la vita avrei risposto. Anche  i 4 morti che ogni giorno dell’anno fanno un totale che è un primato dell’Italia in Europa. Se a questi volessimo aggiungere le/i lavoratori del sesso donne e transessuali forse arriveremmo a 5 morti sul lavoro al giorno. Ma gli ultimi sono esclusi dalle statistiche, non c’è tutela alcuna, anzi per ora li multano e si sta pensando al carcere per il futuro. Ciò vale anche per i clienti, che anche loro amano la vita, ma non gli è consentito dalle ordinanze e dalla legge, di frequentare le/i lavoratrici del sesso. Insomma nell’ottica che la legge è uguale per tutti: escluso per uno.

In Italia sulle politiche del lavoro si marcia verso uno standard medioevale che riduce uomini e donne in servitù a vantaggio di chi specula sulle vite per fare il massimo del profitto. Mentre in alcuni Paesi Europei il lavoro sessuale è riconosciuto come lavoro da tutelare giuridicamente e difendere dalla violenza.
 
1 Maggio a Lisbona: sfilano le sex workers
giovedì 21 maggio 2009

Este texto viene de Alexandra Oliveira de Portugal, autora de un excelente libro sobre el trabajo sexual llamado As vendedoras de ilusões. La foto es de Sérgio Vitorino, quien cuenta su experiencia aquí con más fotos. My English translation of Alexandra’s text follows her original.

‘No dia 1 de Maio, um grupo de prostitutas integrou a manifestação do May Day, em Lisboa. Acho que foi um dia histórico: foi a primeira vez que tal aconteceu em Portugal e partiu delas, spontaneamente. Elas perguntaram às trabalhadoras sociais de um projecto de intervenção porque não iam juntar-se aos outros trabalhadores no dia do trabalhador. Eu estive lá com elas, a dar apoio. Foram 7 mulheres que desfilaram sem máscaras, cheias de coragem - duas delas levaram as filhas pequenas com elas. O apoio veio das Irmãs Oblatas - umas freiras fantásticas que fazem trabalho de rua com mulheres trabalhadoras do sexo -, dum grupo de activistas LGBT (Panteras Rosa) e duma associação artística que tem uma bailarina que faz com elas trabalho de dança e expressão corporal (c.e.m - centro em movimento). Fomos todos no desfile. Eramos um pequeno grupo mas chamamos a atenção com os nossos guarda-chuvas vermelhos. Aos poucos, está a criar-se um movimento. Fiquei feliz e orgulhosa por estar lá.’

http://www.nodo50.org/Laura_Agustin/1-de-maio-em-lisboa 

 

http://panterasrosa.blogspot.com/2009/05/trabalho-sexual-o-dedo-na-ferida-no-1.html

 
CERCASI AMMINISTRATRICE-CONTABILE
mercoledì 22 aprile 2009

Il Comitato per i Diritti Civili delle Prostitute onlus sta cercando un'amministratrice contabile per la sede di Pordenone.

 

Requisiti:

 

- Disponibilità immediata

- Esperienza nel settore amministrativo- contabile

- Eventuale esperienza in ambito sociale (cooperative, ong, onlus)

- Capacità d'autonomia, precisione, riservatezza

 

Chiunque sia interessata può contattare l'associazione al n. 0434/551868 o 335/5400982

 
Germania, la crisi mette in ginocchio l'industria del sesso
martedì 21 aprile 2009

Non c'è voluto molto perchè la crisi finanziaria globale colpisse anche il mestiere più antico del mondo, in Germania.

In uno dei pochi paesi dove la prostituzione è legale e inconsuetamente trasparente, l'industria ha risposto con un pacchetto economico anticrisi per risollevare un mercato anemico: nuovi oggetti da vendere, ribassi nei prezzi ed alcune trovate particolari per incrementare una domanda in declino.

Alcuni club hanno tagliato i prezzi o sperimentato promozioni mentre altri hanno introdotto una tariffa per il tutto compreso. Navette gratuite per andare e venire dai club, sconti per gli habituè e per i tassisti e ticket giornalieri sono solo alcune delle strategie commerciali adottate per permettere al business di andare avanti.

"I tempi sono duri anche per noi", ha detto Karin Ahrens, direttrice del "Yes, Sir" club di Hannover. La Ahrens ha dichiarato a Reuters che le entrate hanno avuto un calo del 30% nel suo club, mentre il giro d'affari, in altri night, è crollato anche del 50%.

"Stiamo decisamente accusando la crisi. I clienti sono molto più parchi con i loro soldi, sono spaventati. Non si possono più far pagare gli extra e ci sono pressioni per avere sconti. Tutti vogliono risparmiare. In questi giorni sono essenziali le promozioni".

La Germania conta circa 400 mila prostitute professioniste. Le stime ufficiali non fanno distinzioni in base al sesso e non si conosce il numero a cui ammonta la prostituzione maschile, ma si sa che è una piccola frazione del business globale. Legalmente, gli uomini che si prostituiscono sono considerati al pari delle donne.

Nel 2002, una nuova legislazione ha consentito alle prostitute di farsi pubblicità e di firmare formali contratti di lavoro. Questo ha consentito loro di ottenere l'assicurazione sanitaria, in precedenza negata.

Le entrate annuali ammontano a circa 14 miliardi di euro, stando a una stima del sindacato dei servizi Verdi. La tassazione sulla prostituzione è un importante fonte di guadagno per alcune città. Prostituzione che, oltre che in Germania, è legale e regolamentata anche in Olanda, Austria, Svizzera, Ungheria, Grecia, Turchia, in alcune parti dell'Australia e nello stato americano del Nevada.

In altri paesi, come Lussemburgo, Lettonia, Danimarca, Belgio e Finlandia, la prostituzione è legale ma le case d'appuntamenti e i protettori no.

"SOLUZIONI CREATIVE"

Il night di Berlino "Pussy Club" ha attirato l'attenzione dei media grazie alla sua tariffa tutto compreso, 70 euro per cibo, bevande e sesso dalle 10 di mattina alle 4 del pomeriggio.

"Bisogna adottare soluzioni creative in questi giorni", ha detto il manager del club Stefan, che ha chiesto di non veder pubblicato il proprio cognome. "Stiamo pagando la crisi economica anche se, per fortuna, il nostro business sta andando comunque discretamente".

"La nostra offerta può sembrare inverosimile ma è tutto vero. Puoi mangiare quanto vuoi, bere quanto vuoi e fare tutto il sesso che vuoi".

Stefan, che gestisce anche i club a Heidelberg e Wuppertal, oltre a quello di Berlino, ha detto che il ticket tutto compreso consente alle 30 donne che lavorano in ogni night di essere assunte a tempo pieno.

Altre idee particolari comprendono le tessere fedeltà, le feste di gruppo e sconti per giocatori di golf. Il "GeizHaus" di Amburgo è particolarmente fiero dei suoi 38,50 euro di sconto. La città di Amburgo ha uno dei più famosi quartieri a luci rosse, il Reeperbahn, nel distretto di St. Pauli.

Anke Christiansen, direttrice del "GeizHaus", ha dichiarato che gli effetti della crisi sono stati evidenti. "I clienti che venivano due o tre volte a settimana, ora vengono una o due volte al massimo".

Un cliente del "GeizHaus", cui è stato dato il nome di fantasia Pascal, ha dichiarato: "E' ovvio che si sentano gli effetti della recessione". L'uomo ha confermato di non potersi più permettere di frequentare il night per due o tre volte alla settimana.

Guenter Krull, manager del "FKK Villa", ad Hannover, ha confermato: "Anche le ragazze sono preoccupate perchè gli affari vanno male e ho paura che andranno sempre peggio".

di Erik Kirschbaum 

 

Fonte: Reuters 21/04/2009

 
Prostituzione, all'orizzonte un permesso temporaneo per le prostitute illegali
venerdì 17 aprile 2009
LUGANO - La Commissione della legislazione ha chiesto al Gran Consiglio di approvare il rapporto del Consiglio di Stato sulla mozione di Sergio Savoia presentata nel 2007 inerente la prostituzione (‘Per una vera strategia di riduzione del danno nel campo della prostituzione in Ticino’). Ne dà notizia oggi laRegioneTicino. La mozione chiedeva in sostanza al governo di intensificare gli sforzi per proteggere le vittime di abusi, e tra le varie proposte presentava l'idea di un permesso temporaneo per prostitute illegali a rischio di tratta e sfruttamento.

Un'idea, quella di un permesso temporaneo, presente anche in due ricerche del criminologo già coordinatore della Casi (Club associati della Svizzera italiana), Michel Venturelli. Le ricerche di Venturelli  saranno presentate alla giornata nazionale contro la tratta di essere umani che avrà luogo a Zurigo il prossimo 11 giugno alla Volkhaus, ma possono essere lette  sul sito www.irx.ch/casi.htm.

Intervistato dal giornale, Venturelli ha spiegato che nelle sue ricerche  propone uno studio del fenomeno che coinvolga direttamente le prostitute. "È ovvio  - ha sottolineato Venturelli - che per coinvolgerle bisogna dar loro uno statuto legale. Si propone quindi di predisporre il necessario per mettere in atto un progetto pilota limitato nel tempo; tempo durante il quale sarà necessario saturare la domanda di sesso a pagamento con un’offerta legale adeguata.

"Per separare le volontarie irregolari dalle vittime - ha concluso Venturelli - è indispensabile distinguere i due gruppi. Se riusciamo a saturare la domanda di sesso a pagamento con un’offerta sufficiente e legale, non solo saremo in misura di offrire alla polizia mezzi più efficaci per identificare e proteggere le vittime, ma soprattutto saremo in grado di raccogliere le informazioni necessarie a creare delle leggi adeguate al contesto reale (che non è quello ideale) e alle risorse disponibili per applicarle".

 

Fonte: www.tio.ch

17/04/09

 
Sindaco ci lasci le lucciole, ci tengono compagnia
venerdì 17 aprile 2009
SALERNO- Temeraria. Goliardica. Una panzana. Pura provocazione. Concreta necessità. Comunque la si definisca, di certo c’è che una rivolta organizzata dei clienti delle prostitute da strada ha dell’originale, quasi dell’incredibile. Invece c’è da crederci. Basti considerare che in Campania, segnatamente in provincia di Salerno, è addirittura nato un web forum dove i battitori di angoli, vie, vicoli e piazze si incontrano, discutono, si confrontano, si danno reciproci consigli per le dritte giuste, per attingere ai prodigiosi servigi di questa o quella signorina là piuttosto che di quell’altra lì. Ora però dal forum, che conta già 300 iscritti circa solo a Salerno (è sulla piattaforma “leonardo.it”, digitare le parole “puttanierisalerno.it” o “puttaniericampania.it” e seguire le modalità tecniche indicate per l’accesso) parte la singolare insurrezione. «Basta! In Italia la prostituzione non è reato e neppure deve diventarlo, non siamo in una repubblica islamica, almeno per ora…»: è l’incipit della lettera indirizzata al sindaco della città Enzo De Luca, al ministro per le Pari opportunità Mara Carfagna, a tutti i primi cittadini d’Italia ribattezzati “sceriffi”, all’ Arci Gay di Bologna, all’associazione “La goccia” (volontariato specializzato), al sindaco di Roma Gianni Alemanno e alla redazione del settimanale cattolico Famiglia Cristiana, oltre che agli organi di informazione locale.

Si pensava ad uno scherzo, alla bravata primaverile del solito buontempone: un po’ lo lasciava sospettare quel plico finito nelle mani della stampa ma, tempo una breve riflessione unita ad un pizzico di curiosità, e una realtà ancora sconosciuta d’improvviso si svela. Insomma, in epoca di facili suggestioni autodeterministiche, quella di poter liberamente godere di libero sesso in libero stato (comune o provincia, è lo stesso) è rivendicata a gran voce. Del resto, vista l’assoluta originalità, non ci voleva molto perché la formale protesta avesse una sua eco.
I “puttanieri” del caso hanno deciso di reagire alla (testuale) «…campagna di demonizzazione che sanziona e impedisce il rapporto sessuale tra persone adulte e consenzienti, così come avviene solo negli stati più sessuofobi», scrivendo alle autorità con l’obiettivo di far allentare la morsa sulle sgambatissime fanciulle disseminate sul territorio. Basta multe, basta contravvenzioni salate, basta verbali a casa, basta arresti e denunce, insomma è ora di voltar pagina e di affrontare anche il “nostro” problema, ci siamo anche noi, esistiamo e con noi i conti li dovete fare, dicono in sostanza gli aficionados del marciapiede: in fondo, se è così antico quel mestiere una ragione di mercato dovrà pur averla. E poi, quell’appello semi-disperato che traccia, senza giustificarlo, il profilo di piccole verità personali. «Quelle signorine » -si legge- «sono una risposta alla nostra solitudine o anche alla nostra vita coniugale dove spesso il sesso viene usato come arma di ricatto dalle partner». Brandelli di vita privata pesanti come macigni, uniti ad una comprensione lucida del problema accompagnata da certa dimestichezza sociologica: "non è vero -continuano- che le ragazze sono ridotte in schiavitù, quelli sono casi limite che è sacrosanto punire con severità. La maggior parte lo fa per scelta personale, per mille ragioni, anche e soprattutto economiche». A questo punto scatta il capolavoro linguistico finora sfuggito ai più avveduti istituti di ricerca ed analisi: per i puttanieri campani, dopo il caro-benzina, il caro-pasta, il caro-vita, arriva il “caro-fica” (sic!), insomma l’aumento del costo delle prestazioni delle amate lucciole, al tempo stesso causa ed effetto della crisi. Su questo si attendono adeguati studi di settore.
Psicologia, criminologia, analisi della società, politica ed elementi di diritto di famiglia, tutto amalgamato in salsa goliardica: c’è un pezzo di queste discipline nell’accorato appello. Ovvio, qualche errore storiografico è pure perdonabile, come l’attacco a Papa Sisto V (quello che «non la perdona manco a Cristo») additato come esempio di repressione controriformistica in danno delle prostitute: dimenticano, i “puttanierisalerno”, che all’epoca di Sisto le prostitute romane erano circa 2000, esercitavano senza scandalo alcuno e venivano pure tassate dallo stato pontificio. Il risultato fu il mitico Ponte Sisto a Roma. Bisognerebbe spiegar loro che un bel giorno tutto è finito perché una senatrice moralista, ovviamente di sinistra, decise che le case da aperte si facessero chiuse. Di lì al forum sul web il passo è stato inevitabile.
Peppe Rinaldi_ Libero

 

17/04/09

 
Comunicato stampa-Le prostitute vogliono un'Europa senza Mouvement du Nid
giovedì 09 aprile 2009

Communiqué de presse - Les prostituéEs veulent une Europe sans Mouvement du Nid

le STRASS - le Syndicat du Travail Sexuel

8 avril 2009

Les prostituéEs veulent une Europe sans Mouvement du Nid

Le lobby abolitionniste du Mouvement du Nid continue de mener sa campagne contre notre travail à l’occasion des élections européennes de juin.

Nous tenons donc à rappeler que le Mouvement du Nid s’arroge une parole d’expert sur la prostitution dont il n’a aucune légitimité. Les vrais experts sur la prostitution, ce sont nous les travailleurs et travailleuses du sexe.

Le Mouvement du Nid comme les autres mouvements qui veulent notre abolition sont déconnectés de nos réalités et déforment notre parole pour mieux maintenir leur pouvoir.
Il faut cesser immédiatement le business abolitionniste qui s’appuie sur des millions d’euros de financement public.

Le mouvement du Nid gère pour sa part au moins 960 000 euros de budget annuel
http://www.fondationscelles.org/index.php?option=com_content&task=view&id=229&Itemid=111
pour diffuser la bonne parole issue de leur christianisme bien pensant.

- Nous ne voulons pas de leur statut d’inadaptéEs sociales qui nous exclut toujours de la société afin d’être dépendantEs de leur “bienveillante†charité.

- Nous ne voulons pas de leur réinsertion qui consiste à nous faire exploiter pour moins que le SMIC comme avec les ateliers Dagobert que propose l’amicale du Nid.

- Nous ne voulons pas de leurs analyses bidons qui veulent faire croire que la traite des êtres humains serait causée par la demande des clients pour légitimer toujours plus de répression et sans jamais remettre en cause les vraies raisons qui sont liées au contrôle migratoire des travailleuSEs du sexe étrangèrEs.

Nous exigeons que les candidatEs aux élections européennes s’inspirent au contraire des revendications des travailleuSEs du sexe.

Vous trouverez ici le résultat du travail mené par les activistes travailleurs du sexe en Europe avec le Manifeste et la Déclaration de nos droits rédigées lors de la conférence européenne des sex workers de Bruxelles 2005.
http://www.droitsetprostitution.org/manifeste_fr.pdf
http://www.droitsetprostitution.org/declaration.htm


Pour contacter notre porte parole Isabelle Schweiger : 06 71 59 27 36

 

www.strass-syndicat.org


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Press Release - Sex workers want a Europe without Mouvement du Nid

STRASS - the Union of Sex Work


8 April 2009

Sex workers want a Europe without the Mouvement du Nid


The lobby of the abolitionist Mouvement du Nid continues with the launch of a new campaign against our work for the European elections in June.

We therefore wish to remind that the Mouvement du Nid which pretends being the expert on prostitution has no legitimacy. The real experts on prostitution are us, the sex workers.

The Mouvement du Nid like other movements that want our abolition is disconnected from our reality and distort our speech to better maintain their power.
The abolitionist business based on millions of euros of public funding must immediately end.

The Mouvement du Nid, for its part, manages at least 960 000 euros of annual budget to preach their Christian values. http://www.fondationscelles.org/index.php?option=com_content&task=view&id=229&Itemid=111

- We do not want their status of “socially inadapted person†which excludes us from the rest of society and makes us dependent on their charity.

- We do not want their “reinsertion†which means being exploited for less than the minimum wage like with the “Dagobert workshops†proposed by the Amicale du Nid.

- We do not want their crapy analysis saying that trafficking in human beings is caused by customers demand to justify increasingly repressive laws and without ever questioning the real reasons that are related to the migration control of foreign sex workers.

We demand that candidates for European elections get inspired on the contrary from the claims of sex workers.

Here is the result of the work carried out by sex workers activists in Europe with the Manifesto and the Declaration of Rights written during the European Conference of sex workers in Brussels in 2005.
http://www.droitsetprostitution.org/manifeste_fr.pdf
http://www.droitsetprostitution.org/declaration.htm
English and other languages versions are available on www.sexworkeurope.org


To contact our spokesperson
Isabelle Schweiger: 0033 6 71 59 27 36
English speaking International relations
Thierry Schaffauser 0044 7 526 998 654

 

www.strass-syndicat.org

 
SPEAK OUT A Londra - 31 marzo 2009
giovedì 02 aprile 2009

Manifestazione all’Eros Fountain di Piccadilly Circus dei lavoratori e delle lavoratrici del sesso che chiedono che vengano riconosciuti i diritti di tutti quelli che lavorano nell’industria del sesso.   I/le sex workers hanno bloccato il traffico con un striscione che riportava “I/le sex workers fermano il traffico”. I/le sex workers si oppongono alla proposta di legge che criminalizza le persone coinvolte nell’industria del sesso sia che lavorino per scelta, circostanza o coercizione. Questa legge criminalizza i clienti, aumenta le sanzioni contro il reato di adescamento e impone delle misure per la riabilitazione forzata delle vittime. La proposta di legge è stata scritta senza prendere in considerazione le opinioni dei/delle sex workers né delle organizzazioni che ci lavorano.  Secondo Ava Caradonna di x:talk, la proposta di legge renderà meno sicuro il lavoro per tutti quelli che esercitano nell’industria del sesso siano essi/e escort, accompagnatrici, spogliarelliste o modelle. E’ importante che le sex workers denuncino l’attuale clima di paura, raid, deportazione e arresti che si vive nel loro lavoro.  Il governo britannico insieme agli abolizionisti hanno strumentalizzato il tema del traffico nell’industria del sesso per giustificare l’inasprimento della legge che criminalizza il lavoro sessuale. L’attuale legge che criminalizza i lavoratori del sesso non concede una piena protezione e nel caso la proposta di legge venisse approvata, renderebbe critica la situazione. Le persone trafficate subiscono una forte violazione dei loro diritti indipendentemente dal settore in cui lavorano. Le donne che si prostituiscono non devono essere giudicate per il solo fatto di lavorare in questo settore.  In conclusione, Ava Caradonna ironicamente fa notare l’ipocrisia del ministro dell’interno, Jacqui Smith, che da una parte è in prima fila nell’attacco del governo contro l’industria del sesso mentre dall’altra ha inserito nel rimborso spese di servizio l'acquisto di una serie di film sulla pay tv, tra cui figurano anche due titoli porno. La manifestazione è stata organizzata da x:talk in collaborazione con the SexWorker Open University.
 
Comunicato Stampa: Muore giovane Nigeriana
sabato 14 marzo 2009
Una giovane donna nigeriana è morta di tubercolosi in Puglia, è l'epilogo di una drammatica storia di vita. Storia di emarginazione e sfruttamento e di leggi ciniche e crudeli.Se un cliente non avesse sfidato la paura di essere coinvolto e magari sanzionato per essersi fermato con una prostituta quella donna sarebbe morta in strada.Questo dramma mette in risalto cosa può accadere oggi in Italia per una persona prostituta clandestina e perseguitata dalle ordinanze antiprostituzione e dal decreto sicurezza.Anni di lavoro sul campo e di dibattito politico sulla salute e la prevenzione ci hanno insegnato che non si deve escludere dalle cure nessuna persona, la salute pubblica viene messa in pericolo dalle politiche che ostacolano l’accesso ai servizi sanitari. Questo non è solo il nostro punto di vista ma è anche quello dettato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Inoltre ci chiediamo: ma se era al Cara (struttura di accoglienza per richiedenti asilo) non era mai stata visitata? dunque al Cara manca la tutela di un  diritto fondamentale, quale quello della salute: e il Cara è (formalmente) la struttura di accoglienza di persone richiedenti asilo,
dunque potenzialmente persone in situazioni di salute critiche e difficili  proprio a causa della loro condizione di fuga e di essere profughi.
Noi confidiamo nei medici i quali stanno dimostrando di resistere contro l’indegno decreto ministeriale che vorrebbe privare delle cure gli irregolari. Facciamo appello alle tante colleghe straniere che si trovano irregolarmente in Italia a non aver paura a rivolgersi a questi medici, esiste un sito web fatto da noi e dedicato alla prevenzione dove si possono trovare gli indirizzi dei centri di cura e assistenza ai quali rivolgersi senza paura www.services4sexworkers.eu  con rispetto dell’anonimato e in modo confidenziale. Chiediamo ai clienti di divulgare questa informazione fra le lucciole che frequentano.  Chi governa questo Paese si scandalizza della prostituzione e in nome della “pubblica morale e decenza” pretende di fare pulizia nelle strade. Noi siamo convinte che la vera immoralità e indecenza siano queste leggi inumane, vergognose e pericolose per la salute di tutte/i.
Pia Covre
Comitato per i Diritti Civili delle Prostitute Onlus
Italia
tel. 0039 0434 551868
www.lucciole.org
 
La lucciola più celebre di Ginevra
venerdì 13 marzo 2009

donne divise, Protestano le socialiste: «Il trasferimento della salma è una vergogna»

La lucciola più celebre di Ginevra
ora riposa accanto a Calvino e Borges

La salma della prostituta-scrittrice Griselidis Real, morta nel 2005, inumata nel «Cimitero dei re»

GINEVRA - Amiche, politici locali, cittadini comuni, e «forse qualche cliente» (scrive la stampa svizzera): c'erano circa 200 persone alla sepoltura al «Cimitero dei Re» di Ginevra della salma di Griselidis Real, la celebre prostituta-scrittrice morta nel maggio 2005. Il comune di Ginevra ha dato il via libera al trasferimento della salma e ora la lucciola riposa in questa sorta di Pantheon svizzero, accanto a Calvino e ad altri personaggi celebri, come lo scrittore argentino Jorge Louis Borges e il pedagogo Jean Piaget.

LA STORIA DELLA REAL -Morta di cancro a 76 anni, la Real era nata nel 1929 a Losanna e aveva iniziato la professione intrattenendo le truppe alleate nella Germania del dopoguerra. Madre separata di quattro figli, si è sempre battuta perché la prostituzione non fosse più un tabù. Su questo argomento ha scritto anche dei libri e negli anni Settanta ha partecipato al movimento francese per i diritti delle prostitute. Trasferitasi a Ginevra e ritiratasi dal mestiere a 66 anni, aveva creato l'associazione «Aspasie» e un centro di documentazione.

LE POLEMICHE - Il «"Cimitero dei re" apre le sue porte alla regina del marciapiede», titola il quotidiano svizzero Le Temps. Un titolo emblematico, che descrive bene le polemiche che dividono donne favorevoli e contrarie al trasferimento della salma della Real (decisione annunciata circa un mese fa). Una collega di Griselidis, la belga Sonia Verstappen, ha dichiarato che grazie alla Real ha imparato a non vergognarsi del suo mestiere. «Aver autorizzato il trasferimento della salma è una vergogna», tuonano d'altra parte Amélia Christinat e Jacqueline Berenstein-Wavre sulla Tribune de Genève, senza nascondere il loro risentimento. «Nessuna donna si rallegri» avvertono le due socialiste, secondo le quali la decisione del comune di Ginevra non farebbe che riabilitare la prostituzione, le lucciole e i loro protettori. «Perché il comune non ha concesso la sepoltura al "Cimitero dei re" anche ad altre donne? » chiedono Christinat e Berenstein-Wavre. E se l'ammissione della Real al "Cimitero dei re" divide le donne tutte sono concordi nel lamentare il poco spazio riservato alle donne nel Pantheon di Ginevra: la Real infatti è solo l'82esima donna sepolta nel "Cimitero dei re" su circa 35o tombe.

 

 10/03/2009 Corriere della sera.it

 
Teme la denuncia e non va in ospedale prostituta muore di Tbc, rischio contagio
venerdì 13 marzo 2009

Il caso. Bari, per i sanitari la donna era malata da mesi: una semplice visita poteva salvarla
Il primario: la tubercolosi va curata subito, basta un colpo di tosse per contrarla

di MARA CHIARELLI

Il Policlinico di Bari
BARI - Era clandestina da alcuni mesi, per vivere faceva la prostituta e per paura non è andata in ospedale: è morta per tubercolosi polmonare avanzata, e dunque altamente contagiosa. E ora scatta l'allarme sanitario: Joy Johnson, la giovane nigeriana di 24 anni, trovata agonizzante da un cliente venerdì sera nelle campagne alle porte di Bari, potrebbe aver contagiato decine di persone che avevano avuto rapporti con lei, gli stessi soccorritori e i connazionali del centro d'accoglienza dove per un mese aveva vissuto. Per precauzione ieri è stato chiuso l'istituto di medicina legale del Policlinico. E medici e poliziotti invitano chi avesse avuto rapporti con la nigeriana a contattare il più vicino ospedale.

Quella di Joy era una tragedia annunciata. All'arrivo dei sanitari del 118, Joy Johnson, da novembre in città, perdeva sangue dalla bocca. La ragazza era malata da diversi mesi, ma se si fosse sottoposta a un esame del sangue o a una radiografia, oggi sarebbe ancora viva. L'allarme, ora, e l'invito a farsi controllare è rivolto ai clienti e a tutti coloro che dal 14 novembre (data di arrivo al Cara di Bari) hanno avuto contatti ravvicinati con lei. Tra questi, quell'uomo che, usando il telefono cellulare di Joy Johnson, ha chiesto aiuto alla polizia.

"La tubercolosi va curata subito - dichiara il primario di Pneumologia del Policlinico di Bari, Anna Maria Moretti - perché anche le forme inizialmente non contagiose, senza terapia adeguata, lo possono diventare". Basta un colpo di tosse per contrarla, visto che si diffonde per via aerea. "È consigliabile sottoporsi a un test, l'intradermo reazione alla turbercolina, da fare in ospedale - spiega la specialista - Si tratta dell'inoculazione sotto cute di una sostanza che produce una reazione, da monitorare a casa per tre giorni. Se fosse positiva, va fatta la radiografia al torace, ma questo lo deve decidere il medico".

Si associa all'invito, ridimensionando l'allarme, il questore di Bari, Giorgio Manari: "E' idoneo e opportuno - dichiara - rispettare ciò che un medico e le autorità sanitarie dicono in questo senso". Subito dopo aver ricevuto il referto dell'autopsia, effettuata dal medico legale Francesco Introna, il pm incaricato delle indagini, Francesco Bretone ne ha dato comunicazione alle Asl, come prevede la legge. Immediati è scattata la profilassi nel Cara e nei confronti di chiunque abbia avuto contatti con la giovane donna, anche dopo il decesso. In caso di contagio accertato, la terapia, di tipo farmacologico, è lunga (dai sei ai nove mesi) ma dà il controllo totale della malattia.

Bisogna però, sostengono i medici, tenere più alta l'attenzione su una patologia che, considerata scomparsa, si sta nuovamente manifestando in Italia a causa di due fattori: scarsa prevenzione e l'arrivo di extracomunitari che si portano dietro malattie endemiche nei loro Paesi, come la tubercolosi e l'Aids
La Repubblica 13/03/2009
 
Ancora una tragedia in strada: morta un'altra lucciola
mercoledì 11 marzo 2009

PORTOGRUARO

Il corpo sull'asfalto è stato investito dai camion. Di quell'esile corpo è rimasto poco. In tasca un documento ungherese. Katalin Doczi, 18 anni, era una prostituta. E' morta l'altra notte verso le 2 in A4, direzione Trieste, tra Portogruaro e Annone. C'è il sospetto che qualcuno l'abbia fatta volare da un'auto in corsa. Di sicuro lì non ci è andata da sola. Per ora si indaga per omicidio colposo.
La ragazzina, perché questo era Katalin, indossava ancora gli abiti da lavoro. I quattro stracci che la coprivano per renderla appetibile, se l'età non bastava, a chi cerca sesso a pagamento e non guarda certo la carta d'identità delle ragazze. Quella mini, quegli stivali e la maglietta col giacchino erano diventati col corpo una massa informe, quando il tir del camionista ucraino le è passato sopra. Molto probabilmente era l'ennesimo automezzo che calpestava quel corpo. Ma è stato quel camionista a fermarsi ad accostare, a chiamare la polizia stradale per segnalare quanto accaduto. L'unico ad avere pietà. Erano le 2.15 quando sul posto sono arrivate le prime pattuglie della polizia stradale di San Donà. Il camionista ha spiegato agli agenti che non ha potuto far nulla per evitare quel corpo esanime in mezzo alla carreggiata.
L'abbigliamento della giovane ha fatto sospettare subito che si poteva trattare di una prostituta o di una ballerina di qualche locale dove in realtà più che danzare le ragazze si vendono. Poi quei documenti ungheresi e la certezza, grazie agli agenti della Squadra Mobile che quel corpo prima di essere reso irriconoscibile apparteneva ad una giovanissima prostituta. La certezza che fosse Katalin c'è stata quando sono state comparate le sue impronte con quelle presenti in archivio in Questura e prese alla ragazzina. Come avviene in questi casi poi sono state avvertite, attraverso il consolato ungherese, le autorità del suo paese. Terminali per arrivare alla famiglia che, chissà, se sapeva il lavoro che la ragazzina faceva in Italia.
Oggi l'autopsia ordinata dal pm Emma Rizzato per stabilire le cause della morte. Per capire se Katalin era già morta quando è stata travolta dai camion. Le indagini della Mobile ora dovranno accertare prima di tutto come è arrivata sul posto la ragazzina. Non aveva auto, non aveva la patente. Forse l'ha portata un cliente o magari qualcuno del racket a cui non andava bene che lei rimanesse sul Terraglio a lavorare. O perchè, magari, voleva darle una lezione per non aver accettato di lavorare per lui. Di certo non è stato soltanto un incidente anche se il fascicolo aperto dalla pm Rizzato riguarda per il momento l'omicidio colposo. In quel tratto di autostrada non ci sono piazzole di sosta o aree di servizio che possono far pensare che la giovane abbandonata da un cliente volesse attraversare l'autostrada per raggiungere qualche luogo. Come altre volte successo invece in tangenziale o a Villabona. Lì la ragazza è stata porta. C'è il forte sospetto che sia stata buttata da un camion o da un'auto in corsa o che lei abbia cercato di scappare da qualcuno aprendo la portiera in corsa. Perchè? E' la domanda principale a cui dovranno dare una risposta gli investigatori. E naturalmente chi?
Ieri per tutta la giornata i poliziotti della Mobile con l'aiuto degli operatori dei servizi sociali del Comune hanno sentito le ragazze che si prostituiscono lungo il Terraglio alla Favorita. Le ragazze, in buona parte ungheresi, che conoscevano Katalin. Qualcuna forse ha visto con chi è salita la ragazza: l'ultimo cliente o chi la voleva sfruttare. Chissà. Stando a quanto accertato fino ad ora, la ragazzina l'altra sera aveva avuto alcuni clienti. Da quanto hanno accertato gli inquirenti non sembra che la ragazza avesse un protettore. Come del resto la gran parte delle ungheresi e delle romene che lavorano in strada. Ragazze diventate comunitarie e quindi non più ricattabili sul fronte del permesso di soggiorno a cui non sono più soggette. Nessuno infatti le può espellere.

Il Piccolo 11/03/2009

 
CERCASI AMMINISTRATRICE-CONTABILE
mercoledì 04 marzo 2009

Il Comitato per i Diritti Civili delle Prostitute onlus sta cercando un'amministratrice contabile per la sede di Pordenone.

 

Requisiti:

 

- Disponibilità immediata

- Esperienza nel settore amministrativo- contabile

- Eventuale esperienza in ambito sociale (cooperative, ong, onlus)

- Capacità d'autonomia, precisione, riservatezza

 

Chiunque sia interessata può contattare l'associazione al n. 0434/551868 o 335/5400982

 
Torna la voglia delle case chiuse
lunedì 16 febbraio 2009
Si allarga il fronte del "sì": all'estero il proibizionismo ha fallito
KLAUS DAVI
MILANO
Il tema della prostituzione ritorna protagonista del dibattito politico. Se il governo sembra essersi preso una pausa di riflessione, particolarmente attive su questo fronte sono, invece, le amministrazioni locali, specie quelle di centrodestra. Fioccano i provvedimenti repressivi. Deluso per la sospensiva del Tar circa l’ordinanza che prevedeva una multa di 450 euro ai cittadini colti nell’atto di contrattare prestazioni sessuali in strada, il sindaco leghista di Verona, Flavio Tosi, non si è perso d’animo: già pronto un nuovo provvedimento che mira questa volta a colpire la prostituzione domestica, sanzionando chi crea disturbo nei condomini. Tutto questo, in attesa che sia calendarizzato in Parlamento e poi votato il disegno di legge Carfagna, che promette il carcere per prostitute e clienti colti sul fatto (ma che fatto?). Le nuove misure punitive, tese sostanzialmente a liberare le strade dalla compravendita del sesso, hanno trovato l’ostilità aperta, oltre che degli «addetti ai lavori» (imponente la manifestazione di protesta a Roma il 13 dicembre scorso), anche di forze di polizia e magistratura.

Posizione che pare condivisa dalla maggioranza degli italiani, come risulta da uno studio condotto dall’associazione «Donne e qualità della vita», presieduta dalla psicologa Serenella Salomoni, su un campione di 500 cittadini, maschi e femmine, di età compresa tra i 18 e i 65 anni. Per la maggior parte degli italiani (47%) la riapertura delle «case chiuse» rimane la soluzione più efficace per contrastare il fenomeno della prostituzione. Con le strade ormai off limits per le lucciole e i loro clienti, non resterebbe che individuare dei luoghi deputati all’esercizio del mestiere più antico del mondo. Quali? Palazzoni ad hoc (33%), versione moderna delle antiche case d’appuntamento, ma anche parcheggi periferici (24%), club privé (22%) o cinema porno (11%). Dallo studio, inoltre, emerge che gli italiani sull’argomento hanno un atteggiamento meno intransigente rispetto a quello del governo: per il 35% le prostitute non devono essere penalmente perseguibili, mentre per il 30% basterebbe condannarle solo a una multa. E per i clienti? La stessa percentuale di intervistati invoca anche per loro solo una sanzione pecuniaria, a differenza di un 31% che ritiene giusta la loro incriminazione. Per finire, la metà del campione (49%) ritiene giusto che le prostitute paghino le tasse, mentre il 29% è convinto del contrario poiché questo significherebbe legalizzare la prostituzione.

La diffusa contrarietà al piano del governo è corroborata da uno sguardo a quanto accade nei Paesi europei in cui la prostituzione è considerata un reato. In Svezia è proibita dal 1999, ma il fenomeno è tutt’altro che sparito. Lo stesso governo scandinavo ha ammesso che solo una «bella di notte» su sei ha rinunciato a vendersi sui freddi marciapiedi di Stoccolma. Come se non bastasse, i dati ufficiali della polizia svedese attestano, contrariamente alle aspettative, che la prostituzione clandestina è esplosa ed è ormai fuori controllo. Non va meglio in Ucraina e Thailandia. Le leggi impongono un ipocrita divieto assoluto di commerciare sesso, ma, secondo dati ufficiali, i due Paesi figurano tra i primi cinque mercati sessuali al mondo. L’Ucraina è da annoverare anche tra i principali, ignobili fornitori di «materia prima» (e si parla di giovani ragazze) per le piazze estere, mentre la Thailandia è la meta preferita del massiccio turismo sessuale proveniente da tutto il mondo occidentale. Non parliamo, poi, dell’altrettanto ipocrita legislazione americana che vieta formalmente la prostituzione. Secondo la National Task Force On Prostitution, nei perbenisti e calvinisti Stati Uniti ogni giorno oltre un milione di persone vendono prestazioni sessuali. Ogni anno, inoltre, vengono arrestati oltre centomila cittadini per questo tipo di reato.

Nei quartieri off limits della ridente Monaco di Baviera, la fabbrica del sesso si promuove addirittura con la distribuzione, per le strade e nelle reception degli hotel, di brochure con indirizzi, numeri di telefono e tariffari, differenti a seconda della struttura ricettiva in cui si alloggia. In Russia, dove pullulano gli esperti del settore, le trattative avvengono via Internet attraverso messaggi cifrati: i clienti sono i «don», le prostitute le «fate», mentre i bordelli sono definiti «uffici». Negli Stati Uniti l’interdizione del meretricio ha generato un vero e proprio boom di annunci hot sul sito Internet «Craiglist», addirittura novemila al giorno nella sola New York. Attraverso il portale, il cliente sceglie, prenota e consuma in un albergo preselezionato. Le prostitute rispettano una sorta di turn-over, facendo spesso la spola tra uno Stato e l’altro. In Francia, si fanno un baffo della legge Sarkozy contro l’adescamento. Centinaia di post-it affollano pali della luce, adornano cabine telefoniche e decorano le pareti dei bagni pubblici. E il presidente francese forse non sa che molti, pur di prostituirsi nelle ore diurne, s’inventato i più curiosi travestimenti. Attenzione a quelli che, all’apparenza, possono sembrare camionisti su furgoni in sosta: una candela sul parabrezza segnala la presenza a bordo di una donna disponibile. Un’altra prova del fallimento dei divieti assoluti è data dai preoccupanti dati dell’Onu relativi alla diffusione dell’Aids: là dove aumenta il proibizionismo sessuale, si riscontra proporzionalmente un maggior rischio di contrarre il virus Hiv. Dove la prostituzione è legale, al contrario, ci si ammala di meno.
Fonte: La Stampa - 13/02/2009
 
La Stampa: Torna la voglia delle case chiuse
venerdì 13 febbraio 2009
Si allarga il fronte del "sì": all'estero il proibizionismo ha fallito
KLAUS DAVI
 
Griselidis Real: prostituta tra Calvino e Borges
giovedì 12 febbraio 2009
La Spoon River che divide
gli svizzeri: anche le femministe
contro il cimitero di Ginevra
BRUNO VENTAVOLI
 
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