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ALLARME a Firenze: avviso alle colleghe
mercoledì 17 agosto 2011

Alle colleghe di Firenze che ricevono appuntamenti  attraverso gli annunci su un popolare sito internet 

Fate attenzione una persona che prende appuntamento attraverso il numero 3337495616 è assolutamente da non incontrare perchè pone problemi molto seri di sicurezza.

 

Se avete avuto queste chiamate potete contattarmi e raccontarmi cosa è accaduto, stiamo raccogliendo testimonianze e prove.

 

Pia Covre

 

 
HIV-AIDS Forum il CDCP: Noi NON ringraziamo Alemanno
martedì 19 luglio 2011
Roma, 19 luglio 2011. Il Forum della società civile italiana sull'Hiv/Aids ringrazia il sindaco di Roma Giovanni Alemanno per la sua decisione di scrivere una lettera al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e al ministro degli Affari Esteri Franco Frattini perché provvedano al più presto al saldo delle quote più volte promesse e mai versate al Fondo Globale per la lotta a Aids, Tubercolosi e Malaria. 
 
 PIA COVRE-per il CDCP Onlus Comunicato Stampa
Non so cosa abbia fatto Alemanno per il Forum e il Global Fund, personalmente credo che noi non abbiamo come Comitato Diritti Civili Prostitute Onlus nessuna ragione per ringraziarlo di qualcosa.
Con le politiche repressive sulla prostituzione in atto dal 2008 nella sua città sta mettendo in grave pericolo la salute di tutte/i i sex workers che perseguitate/i dalla sua polizia sono costrette/i a condizioni di lavoro estremamente precarie e pericolose. E' noto a tutti che in un sistema di lavoro criminalizzato il potere di contrattazione con i clienti per praticare sesso sicuro si abbassa notevolmente. Con la persecuzione delle straniere/i si aumenta lo sfruttamento, per chi ha dipendenze da sostanze diventa impossibile la prevenzione e tutte/i vengono scoraggiati dal sottoporsi al test HIV per paura di avvicinare i servizi.
Le Unità di Strada sono state private dei finanziamenti del Comune e non possono più raggiungere le persone che stanno in strada per un lavoro di prevenzione e di emersione dalla tratta.
Dopo aver salutato i partecipanti all'Euro Gay Pride ora il Sindaco si complimenta con le Associazioni del Forum della società civile, ma non bastano le parole prive di fatti concreti. Le politiche che ci riguardano, noi sex worker come le persone omosessuali, vanno in tutt'altra direzione. A Roma si dicono cose e se ne fanno tutt'altre, la propaganda dei politici bugiardi non ci serve a nulla, lo dimostra il fatto che l'Italia non rispetta gli accordi internazionali.
Pia Covre
Comitato per i Diritti Civili delle Prostitute Onlus  
 
L'ITALIA E L'HIV: VERSO LO ZERO...
martedì 19 luglio 2011
Forum della società civile italiana sull'Hiv/Aids – Comunicato stampa
L'ITALIA E L'HIV: VERSO LO ZERO...
Conferenza internazionale sull'Aids a Roma:
le promesse mancate di Berlusconi, le assenze del governo

 
Il Governo italiano sotto esame dal Comitato CEDAW delle Nazioni Unite
martedì 19 luglio 2011

Siamo arrivate da pochi giorni a New York e già stiamo rifacendo le valigie per tornare in Italia, riabbracciare i nostri cari e rimetterci a lavorare. Non siamo state delle buone turiste per la grande mela, ma sicuramente la nostra presenza come piattaforma “Lavori in corsa: 30 anni CEDAW ” è un elemento di avanzamento per i diritti delle donne in Italia. Ma che cosa è la CEDAW? È un trattato, uno dei principali delle Nazioni unite, del 1979, sottoscritto da quasi tutti i Paesi del mondo, per assicurare l’applicazione e il pieno godimento dei diritti delle donne. L’Italia ha ratificato la Convenzione per l’Eliminazione di ogni discriminazione contro le donne nel 1985. Ogni 4 anni i vari governi devono presentare un rapporto ad un Comitato di 23 membri, esperti da tutto il mondo, per illustrare cosa hanno migliorato, come e quali risultati hanno ottenuto. Nel corso della 49a sessione alle Nazioni Unite, il 14 luglio a New York,  hanno risposto i rappresentanti del governo italiano. Il Comitato CEDAW, ha discusso e chiesto ulteriori informazioni alla delegazione governativa composta da 25 rappresentanti del governo venuti a New York e altrettanti presenti in video conferenza da Roma.  Come voce di controcampo, il comitato ha ricevuto altri 4 rapporti ombra, tra cui quello preparato dalla piattaforma “Lavori in corsa: 30 anni CEDAW”, che mette in luce quanto ancora  c’è da fare in Italia per garantire un eguale e soprattutto reale accesso e partecipazione alla politica, al lavoro, alla salute, alla protezione dalla violenza, alla cultura etc.. a tutte le italiane, migranti, seconda generazione, disabili, rom e alle persone con diverso orientamento sessuale.

È la prima volta che la società civile italiana presenta un rapporto ombra e partecipa alla sessione di valutazione, siamo state presenti in tre, due rappresentanti di Fondazione Pangea e una di Giuristi Democratici. Per noi è stata un’emozione non da poco essere lì! La piattaforma ha fatto uno sforzo enorme, sia economico (dobbiamo ancora pagare i traduttori e non sappiamo come fare) che di impegno e di coordinamento! Abbiamo lavorato per giorni interi facendo nottate, abbiamo tolto tempo ai nostri cari, ai figli, al nostro sonno, pur di dire “noi ci siamo e non siamo contente di come state lavorando si deve fare di più per i diritti e la partecipazione delle donne e non solo”. Il rapporto, elaborato ha raccolto l’adesione di oltre 120 organizzazioni della società civile sia nazionali che locali e centinaia tra di singoli donne e uomini, creando un comune denominatore tra tante realtà molto diverse tra loro.

Il messaggio deve essere chiaro, non stiamo parlando male del ministero pari opportunità, anzi, stiamo parlando dei problemi strutturali nel riconoscere in ogni ministero e al governo, un approccio di genere che sia inserito nelle politiche e nella loro applicazione.

I rappresentanti del governo hanno risposto alle domande del Comitato CEDAW alle Nazioni Unite  per quel che hanno potuto ma non sono stati in grado di dare informazioni esaustive in diversi  punti critici. Molte domande sono rimaste inevase. Avanzare il pretesto dei problemi di budget per giustificare la non applicazione di politiche inclusive delle donne non può essere utilizzata perché molte azioni possono realizzarsi senza intaccare il bilancio, anzi, utilizzare un approccio di genere  potrebbe rendere molto più efficiente l’allocazione delle voci della spesa pubblica permettendo l’inclusione delle donne in ogni settore e l’accesso ai loro diritti al pari di quelli degli uomini. Lo smalto che ha perso l’Italia nei contesti internazionali è anche dovuto al fatto che non si rispetta mai lo standard internazionale richiesto, siamo tra gli ultimi nelle classifiche europee che indicano quanto un paese sta progredendo, e, pur essendo tra i paesi del G8, non siamo di esempio per gli altri perché non applichiamo molte delle direttive europee che ci renderebbero più credibili davanti alle Nazioni Unite. Un esempio? La l.188/2007 sulla base di una direttiva europea aiutava a contrastare  la pratica delle dimissioni in bianco sopratutto per donne in maternità ed è stato uno degli atti abrogati dal governo nel 2008. Noi donne garantiamo il ricambio generazionale per la società italiana, mettendoci il nostro sforzo fisico, psicologico, emotivo perché incinte, e dopo abbiamo una buona possibilità di restare a casa, senza possibilità di scegliere e tornare a lavorare, come il diritto alla salute riproduttiva che si sta sempre più restringendo in tutte le regioni. Quanto ancora dovremo aspettare? In Italia le donne contano oltre il 53% della popolazione, e una democrazia di solito è rappresentata dalla maggioranza. Basterebbe applicare l’art.51 della Costituzione per avere più donne in politica. Siamo noi a laurearci di più e con i migliori voti, ma solo il 14% delle donne è professore ordinario all’università. Poco meno di una donna su due lavora, a sud una su tre, le altre perdono la speranza e non cercano neanche lavoro. Lo sforzo delle politiche va nella direzione di rimettere a casa, ma forse il governo non ha capito che i tempi sono cambiati e che saremo noi, che da secoli sopportiamo le maggiori sofferenze e perdite, che siamo il fattore di sviluppo e progresso per garantire a tutti il pieno godimento della vita. A questo punto aspettiamo con ansia un incontro con i rappresentanti del governo italiano e di avviare un dialogo costruttivo, per cercare di cambiare, insieme, il presente e il futuro delle donne in Italia. Donne yes we can!

 

 

Simona Lanzoni, Barbara Spinelli, Claudia Signoretti per la piattaforma “Lavori in corsa: 30 anni CEDAW”

 

Aderiscono alla piattaforma Lavori in Corsa – 30 anni CEDAW: Fondazione Pangea Onlus, Giuristi Democratici, ActionAid, ARCS-ARCI Cultura e Sviluppo, IMED- Istituto per il Mediterraneo, Be Free, Fratelli dell’Uomo, Differenza Donna ONG.

 

 
Vuvuzelas e petardi per allontanare le prostitute
lunedì 18 luglio 2011

Ronde Fai-da-te a Cireale: "Ci muoveremo con gli scooter muniti di gavettoni, raudi magnum, vuvuzelas e quant'altro serva per far allontanare le signorine ed i "signorini" che si prostituiscono".

 

Vuvuzelas, petardi, secchi d'acqua e fischietti per allontanare le prostitute dall' Aurelia tra Albenga e Ceriale. È l'insolita iniziativa fai-da-te che un gruppo di cittadini di Ceriale attuerà da mercoledì 20 a domenica 24 luglio contro il fenomeno della prostituzione. Dalle 22 alle 3, un gruppo di cerialesi armati di tutto punto si presenterà davanti a un supermercato sull'Aurelia, quindi alla casa del sindaco di Ceriale, Ennio Fazio, e lungo un tratto della via Aurelia per la singolare protesta.

«Ci muoveremo con gli scooter muniti di gavettoni, raudi magnum, vuvuzelas e quant'altro serva per far allontanare le signorine ed i "signorini" che si prostituiscono da troppi decenni sulle nostre strade ed ora persino nel cuore del nostro paese - dichiara Luigi Tenderini promotore dell'iniziativa - Pensiamo anche di fotografare le targhe delle auto che si fermeranno nell'intento di caricarle per cercare di dissuadere quei clienti che con la loro richiesta di prestazione sessuale alimentano tale fenomeno. Posizioneremo striscioni all' altezza dei cancelli del supermercato e adiacente l'abitazione del sindaco».

 Il Tempo 18-7-2011

 

 
9-10 luglio a Siena SNOQ? 365 giorni l'anno!
venerdì 08 luglio 2011

Sta cambiando il vento dopo il 13 febbraio in questo Paese. Ma non ci alzerà le gonne per mostrare le nostre graziose e levigate gambe, come sognano ancora molti  maschi ispirati dal mitico sex symbol MM. Gia da un po’ le donne mostrano le gambe “indecorosamente”  quando vogliono e ci siamo anche appropriate dei pantaloni!  e peggio per lui per chi non se ne è ancora accorto. Vogliamo essere socialmente eguali e valorizzate come ogni uomo di questo Paese, e allo stesso tempo rispettate nonostante le differenze di condizione sociale. Pantaloni e potere, vogliamo tutto, vogliamo valere. Daltra parte non credo che ci opporremmo se gli uomini vorranno esibire le loro gambe pelose vestendo una gonna. Libertà e autodeterminazione devono valere per tutt*. Con questi pensieri viaggio verso Siena per il grande incontro di SeNonOraQuando? per riaffermare come facemmo il 13 con altre compagne: sempre 365 giorni all’anno.

 
Comunicato stampa 1 luglio: sex workers contro la campagna European Women Lobby
venerdì 01 luglio 2011

LA CAMPAGNA EUROPEA DI STAMPO INTEGRALISTA-IDEOLOGICO CONTRO LA PROSITTUZIONE NEGA DIGNITA’ E AUTODERMINAZIONE PER LE SEX-WORKERS. INTERROGAZIONE ALLA COMMISSIONE EUROPEA SU EVENTUALE UTILIZZO DEI FONDI EUROPEI.

 

Comunicato Stampa del Comitato per il Diritti Civili delle Prostitute e dell’Associazione Radicale Certi Diritti:

 

Roma, 1 luglio 2011

 
Roma 26 giugno per Nabruka Mimuni e Diana Blefari
lunedì 27 giugno 2011


Ieri 26 giugno, femministe e solidali sono state/i, in mattinata, fuori dal
Cie di Ponte Galeria e, di pomeriggio , davanti al carcere di Rebibbia
femminile.
C'erano anche dei ragazzi palestinesi venuti dalla loro terra e donne e
ragazze ,velate e non, che in varie lingue, dall'arabo al sudamericano hanno
comunicato con le recluse ed i reclusi.

Nello schieramento di polizia c'erano anche donne.


 
Apertura Lavori A New York Del Meeting Di Alto Livello Dell'assemblea Generale Delle Nazioni Unite S
mercoledì 08 giugno 2011
Le richieste del Forum della Società Civile Italiana per la Lotta contro l'HIV/AIDS alla nostra delegazione e le proposte dell'Italia

Roma, 8 giugno 2011. Si apre oggi a New York il Meeting di Alto Livello dell’Assemblea Generale delle Nazione Unite, che traccerà gli indirizzi delle politiche di lotta contro Hiv/Aids che gli Stati membri dovranno adottare nei prossimi anni, e farà un bilancio sugli impegni sottoscritti dalla comunità internazionale nel 2001 e nel 2006.

 
Parigi 2 giugno PUTE PRIDE
venerdì 03 giugno 2011

Da Pigalle a Republique una grande manifestazione delle/dei Sex Worker. La giornata dell'orgoglio è stata celebrata a Parigi con una grande partecipazione di attiviste/i, clienti e supporters.

Rivendicazione di diritti sociali e protesta contro la criminalizzazione dei clienti, slogan urlatiper tutto il tempo del corteo...una Parigi mai vista così!

http://dailymotion.virgilio.it/playlist/x1mg32_soukaz_pute-pride-2-juin-2011-paris#videoId=xj2kux

 
30 Anni di Aids: Nasce Il Forum Della Societa' Civile Italiana
mercoledì 01 giugno 2011

30 ANNI DI AIDS

NASCE IL FORUM DELLA SOCIETA' CIVILE ITALIANA SULL'HIV/AIDS L'EMERGENZA NON E' FINITA

On line il sito web, in preparazione il convegno di luglio, prossimo appuntamento New York

 

 
Genova: Stop ordinanza anti prostituzione
mercoledì 13 aprile 2011

Stop ordinanza anti prostituzione, Piccardo: “Inutile, soprattutto alla Maddalena”

 
Sicurezza, no Consulta a poteri sindaci su prostituzione e accattonaggio
mercoledì 13 aprile 2011

Bocciata in parte la legge: viola principio eguaglianza
Maroni: norma importante, rimedieremo

ROMA - La Corte Costituzionale ha bocciato parzialmente la legge 125 del 2008, definendo illegittimi gli ampli poteri di ordinanza dei sindaci previsti dal pacchetto sicurezza del governo Berlusconi. 

 
link di domenica 13 a roma:
mercoledì 13 aprile 2011
non se ne è parlato molto..ma a roma abbiamo fatto un corteo di circa 300 donne e più che è partito da p.zza barberini è arrivato a p.zza del popolo ha attraversato quella piazza e ha proseguito in corteo sul lungotevere e poi su via del corso arrivando a montecitorio...
 
Dentro la piazza e oltre riflessioni sul 13 febbraio
mercoledì 13 aprile 2011

 


 

Dentro la piazza e oltre

Riflessioni sul 13 febbraio

15 / 2 / 2011

Per cominciare facciamo una piccola premessa. Abbiamo avuto le stesse perplessità, o meglio lo stesso fastidio, nel leggere l’appello di indizione della giornata del 13 e abbiamo accolto con la giusta attenzione la presa di posizione di Muraro. Ma abbiamo deciso di attraversare il 13 proprio perché una piazza delle donne non può essere eterodiretta, strumentalizzata, usata come testa di ponte da un’opposizione nulla e inefficace. Piuttosto, è la stessa complessità costitutiva di ogni movimento delle donne, che ne fa qualcosa di inafferrabile e proprio per questo i commenti alla giornata non riescono a rappresentarla.

Non ci pentiamo di questa scelta perché per una volta i numeri e la composizione, estremamente variegata sotto tutti i punti di vista, parlano chiaro: l’enorme partecipazione parla di qualcosa di straordinario e eccedente ogni operazione politica che ci si voglia fare sopra.

Questa non vuole essere semplicemente un’affermazione di principio, ma una valutazione che deriva da alcune considerazioni a partire dal contesto italiano ma allargando lo sguardo oltre.

«Siamo tutte egiziane!» è stato uno degli slogan che dentro la grande manifestazione romana di ieri, più di altri, ha riscosso i consensi e la partecipazione di moltissime. Accomunarsi alle donne egiziane suona vagamente provocatorio in un paese il cui governo, fino a qualche tempo fa, guardava con sospetto la condizione delle donne dei paesi afro-asiatici sottoposte alla dura legge del velo. Ma la dichiarazione non si attesta nemmeno sulla soglia della pura solidarietà femminile transfrontaliera, dal momento che punta ad individuare una comunanza e ad istituire un nesso tra chi in Egitto – anche lì donne, studentesse, precarie – sta dando vita ad un processo rivoluzionario e chi qui ha cominciato a dire «I would prefer not to...».

Il Mediterraneo e l’Europa sono attraversati da manifestazioni che hanno in comune il carattere dell’enormità numerica, con un grado di partecipazione di massa ed individuale incredibile. Eppure le convocazioni sono anonime e del tutto estemporanee, come se non riuscissero più ad essere contenute e determinate dalle strutture tradizionali, siano esse sindacati o partiti. La rete, i social network e la piazza trovano di nuovo un concatenamento virtuoso, una cosa riflette e moltiplica l’altra, l’organizzazione delle lotte si fa diffusa eppure capace di canalizzarsi. Le strutture politiche tradizionali non possono che soccombere o rincorrere.

All’indomani di una mobilitazione variegata, come quella del 13 febbraio, verrebbe da chiedersi se quanto sintetizzato dai media mainstream sia in grado di esprimere il processo in atto. Una piazza gremita, non può essere solo numericamente fotografata. E’ stato detto: sono un milione. Ma prima di tutto una moltitudine di donne, e anche di uomini, accomunati da profonde differenze, un caleidoscopio di età, vite, desideri, aspettative… qualcuna di noi avrà incontrato i propri vicini di casa, altre ancora la collega di corso universitario o del call center.

Allora stupisce quando il tentativo di sintesi diventa riduzione pura di queste molteplicità: Concita De Gregorio afferma nel suo articolo di ieri (14 febbraio) sull’«Unità» che tutta quella pluralità di donne che si oppone – e, aggiungeremmo volentieri, che talvolta resiste – necessita di essere rappresentata ovvero di essere corrisposta nei propri bisogni, esigenze e desideri da un’immagine politica e partitica. E’ sorprendente quanto alle volte le voci di una piazza risultino, a chi le recepisce, confuse. Un atto di destituzione di un potere – in questo caso di Berlusconi – non equivale esattamente ad un processo di sostituzione di quel potere con un altro della stessa natura. Che dai discorsi e reclami, sicuramente molteplici e non lineari di ieri, se ne possa dedurre che il desiderio principale di chi a gran voce li ha espressi sia una differente rappresentazione della propria capacità politica, è quantomeno un’aspirazione velleitaria. Chiariamoci: il fatto che in quella piazza si sia anche espressa una diffusa opposizione che non vuole e non riesce ad eccedere il quadro di rispetto e di compatibilità delle istituzioni democratiche e i contorni della carta costituzionale, è un fatto indiscutibile. Alcune tonalità della piazza di domenica, in questa prospettiva, assumono l’aspetto di una «rivolta democratica»: il richiamo alla moralità simmetrico al richiamo alla legalità, la difesa della costituzione come principale riferimento e spazio di azione non pongono automaticamente il tema della trasformazione dell’esistente.

Ma puntare lo sguardo direttamente al fondo di questa complessità, può far emergere risvolti inediti ed interessanti. Piuttosto che misurare la densità e l’efficacia di questa opposizione attraverso espressioni binarie, termometri della radicalità, schemi semplificatori, può essere utile osservare le differenziazioni interne a questa «rivolta democratica» che ha attraversato il 13 le piazze di molte città. Al fondo della questione sta un’interrogazione, pienamente politica su quale sia il rapporto tra questa forma di rivolta ed un tumulto vero e proprio, tra espressioni del potere costituente e strumenti della mediazione politica.

Le centinaia di migliaia di voci che ieri hanno gridato in piazza un generico sentimento, misto di indignazione e rabbia, fanno emergere in maniera chiara la necessità di uscire dall’indistinto, di nominare i problemi specifici, di iniziare ad agirli, di provare a tracciare traiettorie percorribili, di prendere posizione. La piazza gremitissima di ieri ci ha comunicato chiaramente questa urgenza. L’eccedenza numerica e soggettiva che si è espressa in quella occasione ci ha spinte, in maniera assolutamente estemporanea, ad attraversare selvaggiamente la città fino ad arrivare, con una corsa rocambolesca e liberatoria, fin sotto Palazzo Montecitorio per rispedire al mittente, Governo e Parlamento, i provvedimenti che in questi anni hanno portato di fatto alla distruzione delle libertà e dei diritti, in particolare per le donne, propri di una democrazia degna di questo nome.

Le commesse dei negozi di via del Corso che si affacciavano sulla soglia applaudendo e scandendo gli slogan del corteo selvaggio ci dicono che questa urgenza deve essere colta e che una traiettoria deve esser tracciata.

È anche in piazze come queste, le piazze della «rivolta democratica» – quelle di primo acchito così educate, così rispettose della legalità, così poco conflittuali – che si apre la possibilità del tumulto, dell’indignazione e dell’affermazione di libertà.

 
Pia Covre: dopo il 13 febbraio, cosa succederà ora?
mercoledì 13 aprile 2011

Cosa succederà ora, dopo questo 13  che sembra sia stata la giocata migliore che si potesse fare?

Non se ne andrà il “tiranno” perché si sa che a meno di una rivolta violenta e immediata i capi non cedono le armi se non dopo lunghe trattative per assicurarsi i “salvacondotti” e una successione di potere che misura le forze messe in campo dagli avversari, e qui gli avversari non sono poi tanto forti e pronti. Ma l’onda di sdegno che si è risvegliata nel paese e in particolare fra le donne non lascia il campo.Ci sono seri propositi di sfida al potere da parte di chi ha partecipato senza sottoscrizione dell’ appello. Per tante di noi domani sarà esattamente come ieri e come ogni giorno all’anno, pratica di strategie di resistenza. Così è per le giovani femministe dei collettivi  che si sono distinte nelle varie città da Trieste fino a Palermo passando per Roma, le “Indecorose e libere” e tutte le altre non bigotte e non moraliste, e quell* non conformat* per genere e sesso, e tutte quelle che coraggiosamente hanno manifestato insieme alle sex worker portando gli ombrelli rossi, con aggiunta di sciarpe, simbolo delle rivendicazioni dei diritti negati.   Quelle che alla domanda “se non ora quando” hanno risposto “sempre, 365 giorni all’anno” sono piene di rabbia e di passione, e non sono certo placate dalla gratificazione catarsica della discesa in piazza di una domenica. E noi con loro. Quindi ci metteremo al lavoro per trasformare la denuncia in proposta. Vogliamo discutere della mercificazione dei corpi e delle menti? Della sessualità e dei rapporti di potere fra i generi? Di quanto siano state sempre necessarie le donne perdute per aumentare il valore delle donne per bene nella cultura patriarcale? Questi giorni sono stati lanciati molti spunti di riflessione. Raccogliamoli e parliamone, fino a contaminarci profondamente dalle nostre diversità, le nostre esperienze e dai nostri saperi.


 
Lucciole, Graziose e Bocca di Rosa saremo a Roma il 13
martedì 08 febbraio 2011

Lucciole, Graziose e Bocca di Rosa saremo a Roma il 13 alla manifestazione delle donne per chiedere le dimissioni di berlusconi e del suo governo.
Vogliamo contaminare la piazza con la nostra partecipazione libere e indecorose insieme a una moltitudine di donne come noi.
Ci saremo perchè non accettiamo che il nostro Paese sia trascinato nel fango da una classe politica che ci ha ridotti ad una democrazia degenerata. Perchè non accettiamo di essere usate, infangate e strumentalizzate per la restaurazione di una morale sessuale stantia che soffoca le aspirazioni e le libertà di ogni donna.
Perchè rifiutiamo la divisione patriarcale tra Donne per bene e Donne per male.
Noi donne tutte lavoriamo nei tanti servizi informali di cura, siamo il pilastro portante delle famiglie, ma senza redditto. Siamo impegnate a vita nei lavori che attengono alla sfera  riproduttiva,  e anche in questo dobbiamo dipendere dagli uomini perchè il nostro lavoro non viene pagato e se è salariato non vale mai come quello maschile.
La condizione delle lavoratrici del sesso o delle prostituite è drammaticamente peggiorata a causa dell'ipocrisia e dell'ingiustizia delle politiche sulla sicurezza e sull'immigrazione. Daltra parte le politiche sul lavoro, la condanna al precariato, i tagli alla scuola e al welfare promettono un triste futuro, forse una condanna alla prostituzione per migliaia di giovani.

L'ultimo show del pressidente del consiglio causa un clima di strisciante stigmatizzazione di cui non sentivamo certo il bisogno.  

Noi ci saremo ma non saremo il capro espiatorio, ci saremo per dire che vogliamo libertà, diritti, rispetto, giustizia e lavoro per tutte le donne.

Quindi diamo l'appuntamento per chi vorrà insieme a noi contaminare la piazza alle 14 in piazza del popolo a Roma portando gli ombrelli rossi simbolo della lotta per i diritti.
pia covre

 
Pia Covre: «Amiche di sinistra, non andate in piazza contro “altre donne”»
martedì 08 febbraio 2011

  

Sante o puttane. È tornata questa odiosa e vetusta divisione tra donne. da una parte le buone, dall’altra le cattive. Negli anni settanta il femminismo lo aveva capito e aveva criticato il potere che le metteva le une contro le altre in nome di una centralità maschile che andava criticata. oggi la storia ritorna come farsa. Una terribile farsa. Perché in nome della battaglia contro il padre padrone Berlusconi detto Papi si sta riproponendo la divisione tra cittadine di serie a e cittadine di serie B. da una parte le madri di famiglia e le lavoratrici rispettabili e dignitose, dall’altra ruby, le indecenti e le sex worker. Il rischio, diciamo con Pia Covre, del movimento per i diritti civili delle prostitute, è che però il prezzo lo paghino tutte le donne. In nome di un moralismo che sa tanto di sacrestia i nostri diritti e soprattutto le nostre libertà conquistati in tanti anni di riflessioni e di manifestazioni potrebbero essere fortemente intaccati. «Chi manifesta – sottolinea Covre – lo dovrebbe capire». Nelle sue parole la speranza che si possa tornare indietro e che le manifestazioni indette per il 13 febbraio abbiano un segno diverso, non perbenista. Ma anche la delusione di chi come lei da tanti anni si batte per l’autodeterminazione e i diritti delle prostitute e che oggi si sente abbandonata, se non tradita, da quella sinistra di cui invece fa parte. (continua)

www.glialtrionline.it

 
Milano: Joy non ha avuto giustizia
giovedì 03 febbraio 2011
Scandalosa assoluzione oggi al Tribunale di Milano per lo sbirro stupratore,
che aveva cercato di violentare Joy!
E' un gravissimo "via libera" alla repressione con violenza sessuale e
razzismo inclusi verso le donne immigrate e rinchiuse nei Cie.
Ora che proprio a Milano gli immigrati arabi stanno facendo grandi
manifestazioni dove le donne sono tantissime, è un segnale bruttissimo che
dice da che parte stanno lo Stato e la "giustizia" Italiani.
I poliziotti, servi striscianti con i potenti e "muscolosi" con chi si
ribella, liberano le immigrate se lo comanda padron Berlusconi e sfogano il
loro maschilismo razzista e fascista contro le tante Joy che lottano per la
libertà.
Il "moralismo e la bandiera dei diritti" della magistratura di Milano si
ferma davanti allo Stato di polizia quando esso si scaglia contro le donne,
le immigrate, come in questi giorni contro le studentesse e gli studenti.

Ma questa pietra gli ricadrà sui piedi!
Uno Stato che usa solo la repressione e legittima la violenza sessuale verso
le donne è uno Stato da rovesciare!

Movimento Femminista Proletario Rivoluzionario
 
Nuovo appalto CIE/CARA: gli antirazzisti prendono la parola
giovedì 03 febbraio 2011

Si è svolta questa mattina in prefettura a Gorizia l'apertura delle buste delle offerte per il nuovo appalto per il CIE e il CARA per i prossimi tre anni. Una torta da 15 milioni di euro e ben otto le offerte presentate (Coop. Minerva, Connecting People, Ordine di Malta e l'ass. cult. Acuarinto di Agrigento  sono quattro le altre ancora non le sappiamo). Una decina di antirazzisti/e (anarchici e pacifisti) ha deciso che era l'occasione giusta per ricordare cos'è il luogo per cui in tanti si affannano per averne la gestione. Come scritto sul sito della prefettura l'apertura delle buste era pubblica , peccato che...continua  http://www.info-action.net/index.php?option=com_content&view=article&id=868:nuovo-appalto-ciecara-gli-antirazzisti-prendono-la-parola&catid=95:cie-lagerhttp://www.info-action.net/index.php?option=com_content&view=article&id=868:nuovo-appalto-ciecara-gli-antirazzisti-prendono-la-parola&catid=95:cie-lager

 

www.info-action.net

 

 
Arrestato e incarcerato ex assessore della Lega per prostituzione
sabato 29 gennaio 2011

Alessandro Costa, consigliere comunale di Barbarano, in provincia di Vicenza, è stato arrestato per favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. L’ex assessore alla sicurezza, militante, ora espulso, della Lega nord, gestiva un sito di annunci e incontri pornografici guadagnando grosse somme di denaro attraverso la  promozione, tra gli altri, di escort e trans. “In merito all’arresto di questo esponente politico appartenente ad un’area che fa della lotta all’illecito la propria bandiera, - interviene Emmanuel Zagbla, responsabile per il Veneto dell’Italia dei Diritti – ritengo sia necessaria una grande riflessione, generale, sulla questione della legalità. Questa vicenda dimostra, nei fatti, che nessun partito politico è immune da coinvolgimento in atti riguardanti il  problema della prostituzione. Noi, come Italia dei Diritti, per prima cosa, invitiamo gli esponenti dei partiti, nella fattispecie la Lega,  a misurare i toni in merito delle accuse rivolte agli immigrati, in quanto nessuno potrà mai dire che gli stessi, sono venuti in Italia soltanto per delinquere o per compiere reati di  prostituzione. Deve esserci una moralità generale, non di parte. Soprattutto – prosegue Zagbla - quando una persona rappresenta le istituzioni, come un politico, dovrebbe guardarsi intorno prima di puntare il dito contro gli stranieri, immigrati, che devono spesso confrontarsi con problemi legati alla discriminazione e con non poche privazioni”.

Il trentottenne Costa già nel registro degli indagati dal 18 agosto accusato dei medesimi reati, è ora in carcere a Padova, gli viene contestata anche l’accusa di aver organizzato festini a luci rosse e incontri a pagamento tra inserzioniste o escort e professionisti veneti. L’ex militante del Carroccio è stato sorpreso in flagranza di reato mentre riceveva il denaro da un procacciatore della sua rete.

 “Pur non giustificando chi compie il reato della prostituzione – prosegue l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro - riteniamo sia necessario innanzitutto valutare cosa spinge, in misura maggiore le immigrate, a sopportare l'essere costrette a dedicarsi ad una attività che in Italia è illegale. In conclusione mi auguro che Costa sia pulito e che non abbia commesso i reati a lui imputati. Contrariamente sarebbe da preoccuparsi, proprio perché compiuti da un rappresentante che della legalità fa bandiera politica. Se lo fa un uomo pubblico, - chiosa Zagbla -  figuriamoci quelle poverette che arrivano in Italia con la promessa di un lavoro e finiscono, oppresse, sulle strade”.

http://www.montegargano.it/extra-gargano/Zagbla-su-arresto-consigliere-Lega-per-sfruttamento-prostituzione_17939.html

 
Roma Fallimento Proibizionismo sulla Prostituzione
sabato 29 gennaio 2011

FALLIMENTO PROIBIZIONISMO SULLA PROSTITUZIONE: OGGI SUI MEDIA TRE DIVERSE FONTI CI INFORMANO DELL’INCREMENTO DELLA PROSTITUZIONE  E DELLA TRATTA NELLA SOLA CITTA’ DI ROMA. NIENTE DA DIRE GOVERNO? NIENTE DA DIRE SIGNOR SINDACO DI ROMA?

 
Appello per JOY : il 2 febbraio si celebra il processo
mercoledì 26 gennaio 2011
Mercoledì 2 febbraio ci sarà a Milano il processo con rito abbreviato per la denuncia fatta da Joy
contro l'ispettore di PS Vittorio Addesso.

Noi ci saremo.Vogliamo essere con Joy anche in questa tappa della sua ribellione alle violenze e ai
soprusi che ha subito.

Joy si è ribellata per se stessa ,ma anche per tutte quelle che,nella stessa situazione, non hanno
avuto il modo o il coraggio di farlo e per tutte quelle che troveranno,nel suo esempio, la forza per
non subire.


 
Da Salò a Sodoma, passando per Arcore…
sabato 22 gennaio 2011

 

 

http://medea.noblogs.org/2011/01/21/da-salo-a-sodoma-passando-per-arcore%E2%80%A6dominazione-di-classe-e-sopraffazione-sessuale/

 
Donne perbene e donne permale
sabato 22 gennaio 2011

Nel sito Femminismo a Sud blog collettivo antisessista, antifascista, antirazzista, antispecista e non addomesticabile, c'è un bellissimo pezzo delle sorelle che invito tutte/i a leggere

 

 

http://femminismo-a-sud.noblogs.org/post/2011/01/20/donne-perbene-e-donne-permale/

 
21 gennaio comunicato stampa: Noi prostitute, sex workers, escort
venerdì 21 gennaio 2011

Abbiamo scelto in questi giorni di non intervenire nel circo della “mediatizzazione” del lavoro della procura milanese sulle indagini che riguardano fatti di prostituzione e concussione ascrivibili a note persone della politica, del giornalismo e dell’imprenditoria dello spettacolo. Non crediamo che sia di aiuto all’accertamento della verità  esagerare con il clamore ne a farne capire la gravità.

 
Milano:condannato poliziotto per violenza sessuale ad una Trans nel CIE
domenica 02 gennaio 2011
Sette anni e due mesi di reclusione con il rito abbreviato. È la condanna inflitta a un poliziotto per le accuse di violenza sessuale, concussione, atti osceni, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e della prostituzione. L’uomo infatti, per l’accusa, avrebbe anche preso in affitto un appartamento, in zona Cenisio a Milano, nel quale alcuni transessuali si prostituivano.
 
GENOVA; avvocati contestano l'ordinanaza del sindaco
mercoledì 29 dicembre 2010
'ABBIGLIAMENTO E ATTEGGIAMENTO NOSTRE CLIENTI NON DIVERSI DA TV' (ANSA) - GENOVA, 27 DIC - L'abbigliamento e l'atteggiamento di una prostituta sono cosi' scandalosamente diversi da quanto si puo' vedere alla tv? Lo scrivono gli avvocati genovesi Alessandro Cecon e Marcello Lucchese che, in difesa di tre 'Bocca di rosa', hanno depositato in prefettura un ricorso per chiedere l'annullamento di alcune multe contestate alle loro clienti in virtu' dell'ordinanza emessa dal sindaco di Genova che prevede sanzioni per prostitute e clienti.
L'ordinanza entrata in vigore il 12 novembre prevede una multa sia per la prostituta che per il cliente ma, secondo i legali, non e' legittima perche' 'basata sul dm del 5 agosto 2008 sull'incolumita' pubblica, di per se' illegittimo'.
I legali contestano la 'mancanza di una specifica disciplina ministeriale in materia di incolumita' pubblica e sicurezza urbana'. Poi aggiungono che c'e' anche un contrasto normativo che riguarda la lesione del principio d'uguaglianza sancito dall'art. 3 della Costituzione: cliente e prostituta sarebbero discriminati attraverso misure di limitazione della liberta' individuale che puo' essere esercitata solo 'per quel tanto strettamente necessario a garantirla'.
Infine, i due legali sottolineano il concetto di 'buon costume': 'si profila - scrivono - un quesito sull'indice di scandalosita' che atteggiamenti e abbigliamento debbano possedere per integrare o no un adescamento. Oggi, come testimoniano gli spettacoli in tv, e' impossibile concepire una minaccia al pubblico decoro da questo punto di vista. Potendosi eccepire che i modelli televisivi non varrebbero ad escludere l'antigiuridicita', avendo gli stessi vestiti, movenze o pose una valenza diversa per strada, dove non si rientra nel campo artistico. Ma ci si accorge che vi e' una rigorosa corrispondenza tra standard televisivi e contegno sociale'.
(ANSA).

 
Sesso in cambio di....
mercoledì 29 dicembre 2010

E’ di ieri la sentenza che ha condannato l’ispettore capo del Cie di Milano Mauro Tavelli (detto ‘ispettore Mauro‘) a sette anni e due mesi per aver costretto una trans rinchiusa in quel lager ad un rapporto orale. In cambio le avrebbe promesso di liberarla dal Cie.

Sempre ieri, nei dintorni di Oristano, don Giovanni Usai di 67 anni, cappellano del carcere nonché fondatore e responsabile della comunità ‘Il Samaritano’, è stato messo ai domiciliari con l’accusa di violenza sessuale nei confronti di una giovane nigeriana da cui avrebbe preteso un rapporto sessuale in cambio dell’assunzione a tempo indeterminato.

http://noinonsiamocomplici.noblogs.org/post/2010/12/29/sesso-in-cambio-di/
 

 
Nuova direttiva Europea sul traffico di esseri umani
mercoledì 15 dicembre 2010

Strasburgo 14 dicembre

Votata una Direttiva al Parlamento Europeo che impegna gli stati membri alla lotta contro il traffico di esseri umani.

Impegna gli stati membri a perseguire i criminali responsabili del traffico, proteggere le vittime oncedendo anche i permessi di soggiorno e supporto, e prevenire questo crimine.

Nella parte prevenire si è inserita la possibilità di perseguitare i clienti del sex work.

Pia Covre " Evidentemente non sono state prese in considerazione le molte informazioni che abbiamo inviato ai Parlamentari e che dimostrano come criminalizzare i clienti sia controproducente e aumenti la vulnerabilità delle sex workers.

Spesso sono proprio i clienti ad aiutare le donne che si trovano in strada ma in futuro se rischiano di essere denunciati non lo faranno più. Ha vinto la linea dei Paesi scandinavi, in particolare la Svezia, dove la posizione ideologica oltranzista delle femministe hanno da anni stabilito leggi contro i clienti maschi che comprano sesso da donne. Leggi che discriminano le sex workers con buona pace del rispetto dell'autodeterminazione femminile."

 

The fight against trafficking in human beings is an overarching priority for the Commission and the EU. In March 2010, the Commission proposed legislation obliging EU Member States to act on three fronts: prosecuting criminals responsible for trafficking human beings, protecting the victims and preventing the offences (IP/10/380).

Now that the Directive has been endorsed by the European Parliament, it will have to be formally adopted by the Council before it can enter into force. The new Directive will replace current EU legislation dating from 2002 (Framework Decision 2002/629/JHA) and will apply to all Member States except Denmark and the United Kingdom. Member States will then have to comply with the new rules within two years.

 
Comunicato Stampa: Siamo con Joy
giovedì 02 dicembre 2010
Il Comitato per i Diritti Civili delle Prostitute dichiara ancora una volta di voler stare
al fianco di Joy e di tutte le donne ribelli del mondo !!!
al fianco delle compagne in presidio al tribunale di milano !!!
Oggi a Milano si tiene un processo contro un Commissario di Polizia che si è comportato senza onore.
Quel poliziotto ha cercato di violentare una donna nigeriana all'interno
del Centro di identificazione ed espulsione di Milano. Una donna che è anche stata vittima della tratta di esseri umani e pertanto ha diritto alla protezione sociale. Quel fatto accaduto in via Corelli al CIE non è che l'ennesima violenza che avviene in uno di quei lager. Una violenza che è lo
specchio della pratica quotidiana dei ricatti sessuali e delle molestie nei
confronti delle immigrate ­ donne e trans ­ da parte di uomini, in divisa e non, nei
Centri di espulsione, dove chi vi è rinchiusa/o è disumanizzata/o e in balia
delle violenze e del sadismo  di chi approfitta del proprio ruolo per comportarsi  come aguzzino.
Ci auguriamo che la giustizia emerga e restituisca fiducia e dignità a chi come Joy ha subito davvero troppe violenze.
 
Pia Covre
 
Comunicato: Solidarietà per gli artisti Italiani
lunedì 22 novembre 2010

COMUNICATO STAMPA

 

Il Comitato per i Diritti Civili delle Prostitute  vuole manifestare la propria solidarietà alle persone che lavorano nel mondo della Cultura e dell’Arte che oggi giustamente protestano contro la mancanza di prospettive per il presente e il futuro artistico dell’Italia.

Ci sentiamo particolarmente vicine ai tanti autori e attori del nostro cinema e del teatro che hanno dato spesso voce e immagine alle storie di Violetta, Cabiria, Mamma Roma, Vesna, Clara …solo per nominarne alcune. Senza il cinema, l’opera e il teatro, i cantautori, noi prostitute saremmo  solo appendici di cronaca nera. Così come in passato la nostra storia è stata tramandata dagli scrittori e dagli artisti e da chi ci ha immortalate nelle opere pittoriche che hanno  reso mitico il nostro patrimonio artistico.

Troppo spesso vediamo che le/i giovani  che vogliono affrontare la carriera artistica si debbono adattare a rimediare risorse attraverso compromessi che talvolta sono davvero molto vicini alla prostituzione, e questo non è giusto.

Se mai arriveremo a veder legalizzato il lavoro sessuale e quindi una corretta imposizione fiscale alle sex workers chiederemmo di veder destinati i soldi delle nostre tasse a sostegno dell’Arte e dei beni Culturali  perché sono fra le cose più importanti per il nostro Paese insieme all’ istruzione e alla Ricerca.

 

Pia Covre

Comitato per i Diritti Civili delle Prostitute Onlus
Italia
www.lucciole.org

 

 
UGANDA: CALL TO ACTION
sabato 20 novembre 2010
UGANDA: Government should break the chains of injustices against sexual minorities and lift decision to ban Sex Workers Human Rights workshop.
 
Berlusconi affonda nella volgarità
mercoledì 03 novembre 2010

"Berlusconi affonda nella volgarità"
La vicenda sulla stampa internazionale

Dall'America all'Europa ampio spazio e dure critiche per lo scandalo Ruby e per la frase sui gay. Duri anche giornali conservatori come la Frankfurter Allgemeine. Il Financial Times: "Il suo destino non è più nelle sue mani"

da Londra ENRICO FRANCESCHINI, da Parigi ANAIS GINORI, da Berlino ANDREA TARQUINI
 
Ruby, le feste e il Cavaliere
mercoledì 03 novembre 2010

Ruby, le feste e il Cavaliere
"La mia verità sulle notti ad Arcore"

La minorenne marocchina fu fermata per un furto, mentre era in Questura intervenne Palazzo Chigi: "Rilasciatela, è la nipote di Mubarak". La ragazza racconta il rituale del "bunga bunga", esclude di aver fatto sesso con il premier. Indagati Lele Mora, Emilio Fede e Nicole Minetti

 

di PIERO COLAPRICO e GIUSEPPE D'AVANZO per La Repubblica

 
Prostituzione a Berlino: un business come un altro
mercoledì 27 ottobre 2010
In Germania il meretricio è stato legalizzato nel 2002. Rue89 intervista le lavoratrici del sesso nei bordelli del Land tedesco, alle prese con la crisi economica.
 
Prostituzione a Berlino: un business come un altro
mercoledì 27 ottobre 2010
In Germania il meretricio è stato legalizzato nel 2002. Rue89 intervista le lavoratrici del sesso nei bordelli del Land tedesco, alle prese con la crisi economica.
 
In strada con i giubbotti fluorescenti
mercoledì 27 ottobre 2010

MADRID (26 ottobre) - Prostitute in strada con giubbotti fluorescenti per evitare di essere multate. Accade in Spagna, nella periferia della città di Lleida, dove le lucciole hanno deciso di ricorrere a questo stratagemma per evitare di dover pagare una contravvenzione di 40 euro. «Negli ultimi due mesi le prostitute sono state multate per due motivi: per non aver indossato il giubbotto riflettente e perchè possono creare incidenti sulla strada», ha spiegato in effetti un portavoce della polizia catalana. La città ha recentemente vietato la prostituzione in strada ma il fenomeno sussiste, e l'area di Els Alamus, fuori città, rappresenta il luogo in cui viene maggiormente praticata. Il sindaco di Els Alamus, Josep Maria Bea, ha comunque dichiarato ai media spagnoli che il giubbotto riflettente non risolve in ogni caso il problema della prostituzione nella zona.

 

CHISSA FORSE ANCHE IN ITALIA CI SI DOVREBBE ADEGUARE....

 
Vigili, caso della prostituta chiesta archiviazione per Robusti
mercoledì 20 ottobre 2010
l giornalista autore dello scatto nel comando di via del Taglio era stato accusato di violenza privata sulla base di dichiarazioni rilasciate da una squillo uruguaiana alla municipale
 
Tratta, Caritas: "L'Italia non ha strumenti adeguati"
lunedì 18 ottobre 2010
Lunedí 18.10.2010 10:24

“Gli strumenti che abbiamo oggi non sono più adeguati” a combattere efficacemente la tratta di esseri umani e  “sono depotenziati dalle ultime azioni del Dipartimento per le Pari Opportunità”. Queste alcune delle criticità sollevate da Oliviero Forti, responsabile dell’Ufficio immigrazione della Caritas Italiana, in occasione della giornata Internazionale contro il traffico di persone che ricorre lunedì 18 ottobre.

Il riferimento di Forti è innanzitutto alla “chiusura delle postazioni locali del Numero Verde Antitratta e al mancato finanziamento dei progetti Articolo 13 (della legge 228/2003); ma anche ad una situazione generale che non vede più il nostro Paese  all’avanguardia nel contrasto del trafficking. Se, infatti, “si sta concertando per trovare una soluzione rispetto al numero Verde e al finanziamento dei progetti di primo intervento”, è vero anche che “sebbene questi siano strumenti fondamentali, non bastano più”.

Perché, secondo l’esperto della Caritas, “il fenomeno si è evoluto negli ultimi tempi ed è mutato rispetto a 15 anni fa. Ad esempio – ha spiegato Forti -  tutta la dinamica legata allo sfruttamento del lavoro si è affacciata alla ribalta anche delle cronache giornalistiche di recente”.
 
Nonostante la tratta per sfruttamento sessuale sia più attenzionata, quella per sfruttamento lavorativo “è maggiore”. Secondo Oliviero Forti bisognerebbe a questo punto “darsi del tempo per meglio indagare il fenomeno in continua evoluzione e capire di quali strumenti è necessario fornirsi”. In primis, “manca una banca dati” se consideriamo il trafficking legato allo sfruttamento del lavoro. In secondo luogo, l’ondata delle ordinanze anti- prostituzione decise da molti sindaci hanno “spostato il fenomeno della prostituzione coatta al chiuso” ed è diventato “impossibile intercettare le vittime”. In questo modo, per Forti, “si tiene all’intera collettività il problema occultato ma certo non è risolto”.

Al contrario questa situazione provoca una maggiore intromissione “della criminalità organizzata”. Quanto al “tema delicato” della punizione del cliente di prostitute sfruttate, per Oliviero Forti il “dibattito in Italia è particolare ed aperto da anni: dall’approvazione della Legge Merlin che è stata, per giunta, anche messa seriamente in discussione di recente”. Secondo Forti “è un problema culturale nel quale entrano in gioco sensibilità e appartenenze diverse” ma “non è una soluzione colpire la domanda”; sarebbe piuttosto “necessario un sistema di accompagnamento del cliente”.

Ma nell’attuale situazione della lotta alla tratta di esseri umani un aspetto positivo c’è: “Un importante valore simbolico” è da attribuire alla Convenzione di Varsavia ratificata dall’Italia nel giugno scorso dopo 5 anni dalla firma. “E’ fondamentale poter contare su riferimenti normativi internazionali ma – ha fatto notare Forti - l’implementazione di questi strumenti deve essere accompagnata da una struttura giuridica nazionale adeguata”. Che, invece, secondo esperti ed addetti ai lavori,  ha compiuto dei passi indietro: il reato di clandestinità e la politica dei respingimenti inciderebbero negativamente sulla lotta al trafficking,  in opposizione alla maggiore protezione delle vittime voluta dalla Convenzione di Varsavia.

Per quanto concerne gli sbarchi di migranti che si sono  verificati di recente in Puglia Calabria e Lazio, il responsabile della Caritas ha detto che “sta nell’ordine delle cose. Quando si crea un blocco come è avvenuto a Lampedusa, si cercano vie alternative” perché  “la propensione ad immigrare rimane immutata”.

 
BASTA FEMMINICIDIO
venerdì 08 ottobre 2010
COMUNICATO STAMPA
 
Sabato 9 ottobre, alle ore 20, spegneremo computer, radio e televisioni, sospenderemo la comunicazione face book,  per essere accanto alle donne di Novi, Carpi e Modena che manifesteranno per dire BASTA AL MASSACRO DELLE DONNE! dopo il femminicidio di Begm Shnez, madre di Nosheen, morta a Novi per aver difeso la voglia di futuro libero per sua figlia.
A quell’ora, accenderemo un lume per Begm; per Teresa, morta a Napoli per difendere la figlia di 8 anni vittima di uno stupro; l’accenderemo per Sara, 15 anni, stuprata e uccisa dallo zio nelle campagne del Salento.
L’accenderemo per loro e per tutte le donne morte di femminicidio nel mondo.
L’accenderemo di rabbia, dolore e speranza e invitiamo tutte le donne e tutti gli uomini a fare altrettanto.
STOP FEMMINICIDIO !
 
Circolo Udi – Zzi La Mimosa
Associazione La Settima Onda
Associazione Gattanera
Associazione di volontariato di donne Luna e L’Altra
Associazione Goap - Centro antiviolenza
Interethnos  - sezione femminile
SIL – Società Italiana delle Letterate
Comitato per i diritti civili delle prostitute
Cooperativa sociale Cassiopea
Casa Internazionale delle Donne
 
"Tagliamo le piante dove si nascondono le prostitute"
giovedì 30 settembre 2010

L'ultima idea sul fronte del sesso a pagamento viene dalla giunta regionale abruzzese: abbattere gli alberi lungo il Tronto per fermare la prostituzione nel Teramano

 

di Berardino Santilli

L'AQUILA. La giunta regionale scende in campo contro la prostituzione. No, non è uno scherzo. L'esecutivo, nonostante la problematica si di competenza istituzionale, darà un contribuito alla lotta per sconfiggere questa piaga lungo la Bonifica del Tronto, la strada al confine tra Marche e Abruzzo. L'ente regionale si unirà alle amministrazioni locali della Provincia di Teramo, allo stesso ente provinciale e alle forze dell'ordine in un progetto che mira a tagliare la rigogliosa vegetazione, tra il fiume Tronto e la strada, dove si nascondono le lucciole quando arrivano i controlli.

 
Tursi, la delibera antiprostituzione "Se non andrà bene, la cambieremo"
giovedì 30 settembre 2010

Le prostitute del collettivo "Le Graziose" incontrano l'assessore ai servizi sociali Roberta Papi che ribadisce i motivi che giustificano l'ordinanza ("Dobbiamo tutelare i diritti della gente del centro storico"), ma apre uno spiraglio verso la categoria: "Nel caso gli effetti non fossero quelli che ricerchiamo, siamo pronti a rivedere la delibera"

di RAFFAELE NIRI

 
Tampep, la lunga sfida al racket delle lucciole
giovedì 30 settembre 2010

"Così salviamo le ragazze dalla strada". "Offriamo loro assistenza legale e sanitaria e, se escono dal giro, anche protezione"

di ERICA DI BLASI

 
In Canada una sentenza porta verso la legalizzazione della prostituzione
giovedì 30 settembre 2010
articolo di Federica Sasso  

La sentenza

Sulla strada sono in pericolo, il Canada legalizza la prostituzione

La sentenza di un giudice federale a Toronto da ragione alla maitresse. Sì a bordelli e sindacati di squillo per proteggere la loro incolumintà. Ma il governo di Ottawa farà ricorso in appello. La sentenza diventerà automaticamente legge tra trenta giorni
 
La Corte Costituzionale Colombiana protegge i Diritti delle Sex Workers
giovedì 30 settembre 2010

Corte protege derechos de trabajadoras sexuales

La Corte Colombiana ha dichiarato "si devono intraprendere misure per proteggere i Diritti e l'eguaglianza di fronte alla legge per lavoratori del sesso"

 
LE PROMESSE MANCATE UCCIDONO
martedì 28 settembre 2010
Le associazioni di lotta all'Aids e la società civile scrivono a Berlusconi per i finanziamenti al Fondo Globale per la lotta all'Aids, alla Tubercolosi e alla Malaria
 
Lucciole domani a Tursi contro l'ordinanza anti-prostituzione
venerdì 17 settembre 2010

Lucciole domani a Tursi contro l'ordinanza anti-prostituzione

Ordinanza anti-prostituzione a Genova, domattina la protesta delle lucciole davanti a Palazzo Tursi per chiedere un incontro con il sindaco Marta Vincenzi: ieri le prostitute dell'associazione 'Le Graziose' hanno inviato una lettera al primo cittadino per motivare la loro opposizione al provvedimento che multerebbe cliente e prostituta sorpresi a contrattare prestazioni sessuali per la strada. "L'ordinanza favorirà la tratta e lo sfruttamento - dicono le lucciole - spostando il problema all'interno dei condomini".

 
E' morta a Bologna Marcella Di Folco
martedì 07 settembre 2010
E' MORTA MARCELLA DI FOLCO
FONDATRICE ED ESPONENTE DEL MOVIMENTO IDENTITA' TRANSESSUALE
Se ne è andata Marcella e il Comitato per i Diritti Civili delle Prostitute del quale anche lei è stata per anni sostenitrice iscritta ne piange la perdita. Marcella è stata una persona straordinaria e una attivista eccezionale, fin dal 1982 oltre a lottare per l'affermazione dei diritti delle persone transessuali che chiedevano il riconoscimento alla loro nuova identità, si è sempre battuta contro la discriminazione delle persone prostitute.
In tanti anni abbiamo condiviso insieme molti momenti di lotta e anche di crescita politica. Ci siamo trovate sempre a condividere pensieri e battaglie. Marcella conquistò la stima di molte persone, tanto da essere anche eletta al Consiglio Comunale di Bologna. Non si arrendeva mai era sempre in prima linea.
Non era ricca Marcella, anzi viveva in modo parco, ma la sua è stata una vita ricca di amici che la stimavano e le volevano bene, sarà ricordata da tutti con grande affetto.
Si è spesa sempre con grande generosità, non si è mai tirata indietro quando serviva esporsi  per difendere chi veniva discriminato o perseguitato, e sopratutto è certamente anche a lei e al suo modo di rivendicare giustizia e diritti che i movimenti GLBT devono molto riconoscimento.    
Insieme ai compagni e alle compagne del MIT vogliamo salutarla e ricordarla.
Ciao Marcella da tutte noi...
Carla Corso e Pia Covre
Comitato per i Diritti Civili delle Prostitute Onlus
A questo link trovate la memoria per Marcella
http://www.mit-italia.it/
 
Cina prostituzione: Ong chiede al governo la legalizzazione
venerdì 27 agosto 2010

PECHINO - Legalizzare la prostituzione. E' questa la petizione che il China Grass-roots Women's Rights Centre, un'organizzazione non governativa di Wuhan nella Cina centrale, che si batte per i diritti delle donne, ha lanciato al governo di Pechino. Una richiesta che si è inizialmente diffusa nel blog della fondatrice dell'ong Ye Haiyan, la quale ha raccolto  migliaia di firme, incontrando le intimidazione delle istituzioni del paese, dove la prostituzione è severamente vietata.

 
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