Home arrow News
News
VERONA:Gratta gratta ecco che la città mostra finalmente la sua miseria
venerdì 27 agosto 2010
Gratta gratta ecco che la città mostra finalmente la sua miseria.
  
400 persone controllate in un quartiere è una razzia di stampo chiaramente autoritario...
ma mette in luce come la maggior parte del degrado sia provocato dalla povertà e dalla miseria che una ricca città non sa o non vuole fronteggiare con strumenti sociali.
Complimenti a questi bravi amministrattori leghisti.
Pia Covre
http://www.larena.it/stories/Cronaca/177717__prostitute_e_degrado_decine_di_chiamate_al_113/
 
PROSTITUZIONE: MERCATO CHE NON CONOSCE CRISI
giovedì 26 agosto 2010
IL MERCATO DEL SESSO LOW COST È IN MANO AI CINESI
LE "OPERAIE' CINESI DEL SESSO: PREZZI CONCORRENZIALI E DEDIZIONE AL LAVORO COME IN FABBRICA
SE I SINDACI CERCANO DI FAR VIETARE LA PROSTITUZIONE IN STRADA TORNA DI MODA LA VECCHIA CASA CHIUSA E SPOPOLANI I CENTRI MASSAGGI
LA CACCIATA DALLE STRADE IN TUTTA ITALIA FA LIEVITARI I PREZZI DAL 25% AL 40%
 
La questura di Reggio Emilia mette in pericolo la salute pubblica.
martedì 10 agosto 2010
Pordenone 10-08.2010
COMUNICATO STAMPA
La questura di Reggio Emilia mette in pericolo la salute pubblica.
Con il pretesto di arginare il fenomeno della prostituzione gli agenti di polizia  stanno elevando contravvenzioni e Fogli di Via obbligatoria a persone che secondo loro sarebbero dedite alla prostituzione perchè detengono in borsetta dei preservativi.
Lo scrivono sui verbali come se il preservativo fosse la prova di un reato!
Assumere come prova di prostituzione il possesso di preservativi è un fatto gravissimo poichè potrebbe indurre le persone ad assumere comportamenti a rischio di pratiche sessuali non protette.
La PROSTITUZIONE NON è UN CRIMINE E POSSEDERE DEI PRESRVATIVI è SEGNO DI UNA BUONA EDUCAZIONE IGENICA E SANITARIA.
Tenere atteggiamenti che finiscono con lo scoraggiare l'uso del preservativo nei rapporti sessuali promiscui denota una profonda e pericolosa ignoranza sulla questione della salute pubblica.
Le forze dell'ordine farebbero bene a fare la lotta agli sfruttatori piuttosto che alle donne, e quando si parla di sicurezza pensare anche alla sicurezza delle cittadine che esercitano il lavoro sessuale che troppo spesso sono abbandonate alla violenza e abusate.
Pia Covre
SEGRETARIA
 
Numero Verde Antitratta, il Governo chiude le Postazioni locali
lunedì 26 luglio 2010
Contrari gli enti pubblici e del privato sociale:
“È l’ennesimo colpo al sistema di aiuto alle vittime e di contrasto al racket”    
 
Consigliere provinciale del Pdl in ospedale dopo festino
lunedì 05 luglio 2010

Pier Paolo Zaccai, 42 anni, è stato ricoverato in stato confusionale, dopo un party a luci rosse. Si sarebbe affacciato al balcone della casa di una transessuale dove si stava svolgendo la serata, improvvisando un comizio. In ospedale ha rifiutato di sottoporsi ai test tossicologici. Alemanno: "Un bruttissimo episodio, la magistratura faccia luce"

di GIOVANNA VITALE

 
Protesta delle prostitute a Sydney
giovedì 17 giugno 2010

http://economia.tuttogratis.it/fotogallery/prostitute-in-rivolta-a-sydney_4071.html

 

Le prostitute australiane sono sul piede di guerra contro il governo, accusato di discriminare la categoria. L'Alleanza scarlatta, l'associazione di prostitute che ha guidato la manifestazione, chiede parità di diritti civili...

 
Vienna, libere di essere puttane
lunedì 14 giugno 2010

 

 

 

 

Vienna, libere di essere puttane

di Flavia Foradini

Un "lavoro autonomo", regolamentato, da praticare in appositi locali registrati. L'esperimento antiprobizionista della capitale austriaca

 

 




 
Reportage dall' Olanda prostituzione legale e tasse
lunedì 14 giugno 2010
L'11 novembre 2009 l'esecutivo olandese ha proposto una nuova legge sulla prostituzione. Dopo la caduta del Governo di Balkenende (Cristiano-democratici, Cda) lo scorso febbraio il ddl è congelato. Questa legge modificherebbe sensibilmente la politica sulla prostituzione in vigore, e si inscrive in una politica di riduzione, vedi limitazione, intrapresa già da qualche anno, soprattutto nell'Amsterdam di Job Cohen. I nuovi equilibri usciti dalle urne il 9 giugno scorso vedono i liberali di Mark Rutte e i socialisti di Cohen in vantaggio, con un ottimo score per Wilders. Un bilancio della legge in vigore da dieci anni e uno sguardo su quello che potrebbe cambiare. (continua)http://www.europa451.it/3/post/2010/06/olanda-la-prostituzione-quasi-legale1.html

 

 
Affitti in nero ai transessuali: poliziotto in manette
martedì 08 giugno 2010

8 giugno 2010 

Affittava in nero ai transessuali clandestini un alloggio, e ne avrebbe anche favorito il giro di prostituzione. La casa, a Milano, era vdi proprietà di una sua amica dominicana. I trans ci abitavano, e gli pagavano l’affitto. Un extra (e nemmenno tanto piccolo) alla busta paga di un ispettore di polizia, M. T., 43 anni, residente a Chiuro (Sondrio) ma dal 2003 in forza alla questura del capoluogo lombardo. Per questo, ieri, il poliziotto è stato arrestato nella sua abitazione dagli ex colleghi della Squadra Mobile del capoluogo valtellinese, in esecuzione di un ordine di custodia cautelare firmato dal giudice per le indagini preliminari milanese, su richiesta del sostituto procuratore Marco Ghezzi.
L’agente, ora rinchiuso nel carcere di San Vittore ma inizialmente indagato in stato di libertà, secondo gli inquirenti avrebbe anche scattato foto osè all’interno del Centro di identificazione ed espulsione di via Corelli, dove prestava spesso servizio. Inoltre, per la Procura, in un’occasione avrebbe anche informato gli inquilini transessuali di un’imminente retata notturna della polizia, consigliando loro di non uscire di casa quella sera e di non farsi trovare per la strada.
L’ordinanza di custodia cautelare in carcere si riferisce, al momento, alle ipotesi di reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e di induzione alla prostituzione. Il provvedimento restrittivo è stato adottato sulla base anche di alcune informazioni raccolte dagli investigatori del commissariato Lambrate fra i colleghi di M. T., secondo i quali l’ispettore - temendo la possibilità di finire agli arresti - si apprestava a fuggire all’estero.
Non un curriculum immacolto, quello dell’ispettore. In passato, quando ancora prestava servizio nell’ufficio delle Volanti della questura di Sondrio, finì infatti sotto inchiesta per l’ipotesi di alcuni rimborsi-truffa, ma venne assolto dai giudici del Tribunale locale.

http://www.ilgiornale.it/milano/affitti_nero_transessuali_poliziotto_manette/08-06-2010/articolo-id=451422-page=0-comments=1

 
Consigliere leghista sotto processo: l'accusa, rapinava e picchiava prostitute per cacciarle!
martedì 08 giugno 2010

BERGAMO

Consigliere comunale leghista rapinava prostitute per cacciarle

Felice Cogliati, 63 anni, era stato in corsa per la poltrona di sindaco a Cologno al Serio

Persa la sfida, aveva cominciato la sua personale crociata contro le nigeriane in paese

Il consigliere comunale picchiava e rapinava le prostitute. Ma non per soldi: era il suo modo per convincerle a lasciare il paese. E ora rischia due anni in ospedale giudiziario.

Felice Cogliati, 63 anni, aveva tentato di diventare sindaco con la Lega Nord a Cologno al Serio, in provincia di Bergamo (paese in cui viveva negli anni Novanta, ora si è trasferito in Sardegna). Persa la sfida e rimasto consigliere comunale di minoranza, aveva deciso di dedicarsi a una sua personale crociata contro le prostitute nigeriane che frequentavano la vicina provinciale.

Prima disturbandole e minacciando di chiamare i carabinieri. Poi, tra il 2005 e il 2006, era passato alla maniere forti, rapinandole con coltello e pistola.Una volta, nel mezzo di una nevicata, aveva costretto una ragazza a spogliarsi ed era scappato con i vestiti; un'altra volte aveva gettato addosso a una prostituta del liquido infiammabile minacciando di darle fuoco. Il tutto con lo scopo di convincerle a lasciare il paese.

Ma se l'era poi presa con il sindaco (anch'egli leghista, vincitore del turno successivo), realizzando un video hard diffuso su Internet con sottotitoli in cui si ringraziava il primo cittadino per la presenza delle prostitute a Cologno. Alla fine il persecutore era stato identificato grazie al numero di targa dell'auto e si è ora arrivati al processo, in cui il sindaco ha chiesto 20mila euro e due prostitute 15mila ciascuna.

Secondo il difensore le denunce delle prostitute sono solo vendette perché venivano disturbate. Le perizie psichiatriche che hanno accertato il parziale vizio di mente dell'imputato sono state contestate dal pm Francesco Verderese, che giudica l'imputato "totalmente incapace di intendere e volere" e per questo ha chiesto la custodia in ospedale giudiziario per due anni. Sentenza l'8 giugno.

http://milano.repubblica.it/cronaca/2010/05/12/news/rapinava_le_prostitute_per_cacciarle_a_processo_consigliere_comunale_leghista-4009695/ 

 
EX SINDACI LEGHISTI NEI GUAI
martedì 08 giugno 2010
TREVISO – E’ l’ex sindaco leghista di Silea lo sfruttatore di prostitute denunciato nell’ambito dell’indagine della squadra mobile di Treviso che ha scoperto alcuni appartamenti a luci rosse in via Dell’Olmo alle Stiore. Una notizia che ha sconvolto l’intera Silea e che ha provocato una vera e propria bufera in casa Lega Nord dove la reazione è stata immediata: Biasin è stato espulso dal partito.
 
Sex Workers BOICOTTIAMO le calze della OMSA
lunedì 07 giugno 2010
 Sosteniamo le lavoratrici della OMSA di Faenza boicottando i marchi Philippe Matignon - Sisi - Omsa - Golden Lady - Hue Donna - Hue Uomo - Saltallegro - Saltallegro Bebè -Serenella
 
Quì la loro lettera di richiesta di sostegno
 
Donne-prostitute per crisi
martedì 01 giugno 2010
Il nuovo fenomeno a luci rosse a Limena. Daria (nome di fantasia): "Ho lavorato anni in un allevamento di maiali, visto quello che faccio ora non è poi così diverso". E aggiunge: "Le donne italiane che si prostituiscono per colpa della crisi sono tante. Non si notano perché molte lavorano in casa"
di Paolo Baron-Il Mattino di Padova
 
Lo stupro? "In strutture come i Cie e le carceri può capitare", parola di
lunedì 17 maggio 2010
“E' un episodio gravissimo ma che purtroppo in strutture come i Cie e le
carceri può capitare”, così afferma Daniele Giovanardi, il solito "fratello
di suo fratello" che ormai ben conosciamo, commentando un tentativo di
stupro avvenuto nel Cie di Modena da parte di tre reclusi nei confronti di
un quarto, un giovane nigeriano.
 
CIE: aspetti di genere
lunedì 19 aprile 2010
CIE: aspetti di genere

- Essendo la donna soggetto oppresso, in una configurazione autoritaria e
securitaria della società è uno dei soggetti esposti a finire nei Cie :prima le
migranti, poi le non omologate.

 
Chi ci è stato? Cosa ha trovato....
lunedì 19 aprile 2010
Dalla voce di Pia Covre la verità sulla Campagna "Io ci sto ...e tu?"
 
DETTAGLI DELL’OFFERTA SPECIALE
domenica 04 aprile 2010

Tante persone hanno scaricato il buono e ci stanno telefonando.

Dovete avere pazienza se trovate le linee occupate e scatta la segreteria….ma le chiamate sono davvero molte.

Ieri ci sono state moltissime richieste ma  abbiamo anche  potuto rispondere a molti.

Anche il sito  www.birdu.org  dove si preleva il buono ha avuto difficoltà ad affrontare una tale massa di entrate quindi se non siete riusciti a scaricare il buono o ad avere la vostra risposta all’iscrizione riprovateci.

 

Raccomandiamo

Non irritatevi se trovate la segreteria perché vuol dire che è in corso una telefonata.

Non lasciate messaggi.

Se proprio volete contattarci inviateci una mail a Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo

 
CAMPAGNA "io ci sto ...e tu?" - Arrivano i 'Buoni'!
sabato 03 aprile 2010

2° Comunicato Stampa

Dopo il lancio della cartolina ora arrivano i buoni-invito

La campagna lanciata dal Comitato per i Diritti Civili delle Prostitute il 1° aprile, entra nella seconda fase.

Durerà per quasi una settimana, fino al 10 Aprile l’offerta della campagna “io ci sto…e tu?” che prevede la distribuzione di buoni - invito ai sostenitori per incontri con le attiviste/i del Comitato per i Diritti Civili delle Prostitute.

Dice Covre “la nostra società è permeata dalla doppia morale, tanti  cercano i servizi dai/lle sex workers ma si continua a fingere che questa sia una degenerazione. La stigmatizzazione e la criminalizzazione del lavoro sessuale, purtroppo producono abusi e violenze contro chi esercita, ed è una situazione inaccettabile. Vogliamo con questa Campagna sollecitare i molti uomini italiani clienti, ad opporsi a tali crimini e ingiustizie, sia a livello nazionale che locale.  Da oggi i buoni-invito per usufruire delle prestazioni gratuite sono scaricabili in Internet attraverso il sito delle lucciole on line. www.lucciole.org Le attiviste si stanno preparando ad accogliere le richieste e da martedì sarà possibile usufruire dei loro servizi.

Le attiviste si stanno preparando ad accogliere le richieste. Chiunque desideri sostenerci e contattare una sex worker potrà telefonare ai numeri messi a disposizione dalle attiviste.

I buoni-invito sono a disposizione sia degli uomini che delle donne, senza discriminazione di genere

I buoni sono scaricabili dal sito di distribuzione di volantini Birdu.org

 
CAMPAGNA : "io ci sto...e tu?"
giovedì 01 aprile 2010

Comunicato stampa: Servizi sul Sesso in cambio di Diritti.

Le/i sex workers annunciano una provocatoria campagna per sensibilizzare sui diritti negati.

Da domani fino al 10 aprile attraverso il web partendo dal sito delle lucciole on line si dipanerà un percorso virtuale per sensibilizzare la società sulla mancanza di rispetto e di protezione sociale di cui soffre la categoria e la sua utenza.

Durerà per una settimana l’offerta della campagna “io ci sto…e tu?” che prevede la distribuzione di buoni - invito ai sostenitori per consumare incontri con le attiviste/i del Comitato per i Diritti Civili delle Prostitute.

E’ la prima iniziativa del genere in Italia" dice Covre "la situazione è grave e questa campagna che ci proponiamo di fare è strategica sia nel metodo che nel merito”.

Tutti invitati quindi a tener d’occhio il nostro sito e seguire le “strade” giuste a scanso di equivoci e anche a scanso di sanzioni.

fine prima parte

continua..>> http://www.lucciole.org/content/view/563/14/

 

io_ci_sto

 
Mobilitiamoci perché non rubino a Joy altri mesi di vita!
mercoledì 24 marzo 2010

Il 12 aprile scadono i 60 giorni affibbiati a Joy il 12 febbraio scorso,
con un’udienza di convalida fatta in fretta e furia e senza i suoi avvocati
dopo il trasferimento dal carcere di Como al Cie di Modena.
Molto probabilmente, qualche giorno prima della scadenza la questura di
Modena chiederà al giudice di pace di firmare il prolungamento della sua
detenzione nel Cie per altri 60 giorni. E il giudice di pace firmerà senza
battere ciglio, come sempre. 
 

 
CHIUSURA AMBULATORIO PORDENONE
mercoledì 24 marzo 2010
L’8/4/2010 si è tenuto, presso la CGIL a Pordenone, un incontro regionale a cui hanno partecipato numerose associazioni e organizzazioni impegnate nella tutela dei diritti degli immigrati presenti nel nostro territorio. Tale riunione è stata convocata per la gravissima situazione che si è determinata, in particolare a Pordenone: la chiusura dell’ambulatorio per immigrati non regolari, situato presso l’O.C. e gestito da medici volontari, in convenzione con l’Azienda Sanitaria. Questo ambulatorio concretizzava quanto disposto dalla legge, che sancisce il diritto alle cure urgenti e continuative anche per immigrati senza permesso di soggiorno e fa inoltre divieto al personale sanitario e amministrativo delle strutture pubbliche di denunciarli alle autorità giudiziarie.
Per le note vicende politiche regionali l’ambulatorio è stato chiuso e non è stato attivato alcun servizio alternativo per la tutela della salute di questa tipologia di persone. Ora, gli immigrati e le persone senza tessera sanitaria ammalate non hanno più alcun riferimento. Sulla porta dell’ambulatorio erano stati affissi nomi e numeri di telefono dei medici volontari e questo cartello è stato rimosso più volte, inoltre la vigilanza dell’ospedale sorveglia quotidianamente l’ambulatorio chiuso. Anche in pronto soccorso sembrerebbe avvengano “incursioni” da parte di personale non addetto a tale servizio, con scopo intimidatorio verso gli immigrati. Si concretizza di fatto un regime di terrore e di illegale persecuzione verso persone malate e bisognose di cure, così come preannunciato sui media dallo stesso consigliere Narduzzi.
Noi, associazioni, organizzazioni e persone impegnate nella tutela della salute denunciamo con forza sia la chiusura dell’ambulatorio ,che i gravi episodi di intimidazione che violano il diritto e l’accesso alle cure, e forse anche il divieto di segnalazione di immigrati irregolari nelle strutture sanitarie.
Abbiamo richiesto con urgenza un incontro al Sindaco , come massima autorità sanitaria, perché il diritto alle cure, sancito dalla Costituzione, venga garantito dal servizio pubblico, per gli immigrati e le persone senza tessera sanitaria, senza ostacoli o intimidazioni di sorta..
Noi ci attiveremo per fornire nell’immediato un punto di raccolta e orientamento delle richieste sanitarie urgenti, essenziali e continuative che potrà facilitare i percorsi di accesso alla cure, ai servizi e agli sportelli offerti dalla sanità pubblica locale.
Ci impegniamo a supportare le persone che dovranno recarsi al pronto soccorso, per impedire l’eventuale ripetersi di episodi come quelli riferiti, se ciò avvenisse non esiteremmo a denunciarli pubblicamente e alle autorità competenti. Ricordiamo infatti che la legge prevede un tassativo divieto di segnalazione della condizione di irregolarità di soggiorno degli stranieri che si rivolgono alle strutture sanitarie, e che a detto divieto sono vincolati tutti gli operatori, sia sanitari che amministrativi. La violazione di tale disposizione è penalmente sanzionabile.
Chiediamo che in Ospedale vengano affissi cartelli plurilingue con l’indicazione della sede e dei recapiti di questo nuovo punto di riferimento, che auspichiamo venga sostenuto anche dal Comune di Pordenone, così come si è più volte impegnato a fare.
Ribadiamo con forza il nostro impegno nella difesa del diritto fondamentale di ogni persona alla salute; non ci lasceremo intimidire dall’arroganza di chi diffonde e pratica discriminazione e razzismo.

Associazione Immigrati-Pn, Comitato “Noi non segnaliamo” Pn, Comitato primo marzo 2010 PN, Associazione culturale Pediatri-gruppo FVG, Rete diritti di cittadinanza FVG, Società di medicina delle migrazioni-gruppo FVG, CGIL di PN, Cobas Pn, RdB Pn e Consiglieri Regionali R. Antonaz , P. Colussi, S. Pustetto.
 
 
Santanché, bar-ristorante la puttanesca
mercoledì 24 marzo 2010
Porno-tax, dito medio agli studenti, e, quella nuova, “Bar e ristoranti a luci rosse”. Daniela Santanchè, di recente nominata sottosegretario di Stato al Dipartimento per l’Attuazione del Programma di Governo, continua a far parlare di sé e stavolta lo fa con una proposta choc: “bisogna togliere le prostitute dalle strade” a dir suo, “Come fanno in Spagna. Lì ci sono locali idonei, ad esempio bar e ristoranti, dove ai piani superiori sono presenti delle stanze utilizzate per questo”. L’attuazione del nuovo programma anti-lucciole, secondo il sottosegretario, renderebbe più facili i “controlli” per combattere “la tratta delle schiave e delle minorenni”. Va da sé che le minorenni saranno solo bariste di giorno, ma la notte…

Daniela Santanché che già rivelò un dolore: “Silvio è ossessionato da me, tanto non gliela do”, ci tiene a precisare che  “E’ sbagliato pensare che dopo il caso D’Addario per il governo sarebbe impopolare varare una legge sulla prostituzione” e si dice “assolutamente convinta della necessità di mettere mano alla regolamentazione del fenomeno, soprattutto per liberare quelle tante donne, spesso minorenni, che sono schiave”, ergo, ancora alcuna letizia per Silvio.

Reazioni misurate da parte di Pia Covre, fondatrice del comitato per i diritti civili delle prostitute, “Il problema non è dove esercitare il mestiere, me è il riconoscimento dei nostri diritti civili e di lavoratrici”, si dice molto informata sul modello spagnolo e aggiunge “anche in quel Paese c’è una forte carenza di diritti civili per le prostitute. Quindi l’idea della Santanché non risolve i veri problemi che noi abbiamo: dica prima quali diritti vuole garantire e poi dove possiamo esercitare”.

La mission Santanchè non è gradita dal presidente della commissione parlamentare per l’Infanzia e l’adolescenza, Alessandra Mussolini, che ritiene “L’argomento troppo serio per battute senza senso” e, ha invitato il sottosegretario con discutibile diplomazia: “la Santanché si limiti a scaldare la poltrona che ha gentilmente quanto misteriosamente ottenuto e lasci lavorare il parlamento”.

Anche Sesa Amici (PD) reagisce male alla proposta: “Il governo purtroppo sul tema della prostituzione non ha mai fatto sul serio. Ha annunciato misure restrittive che però sono state applicate solo nei centri storici perché nelle nostre periferie non è cambiato nulla…” e rincara la polemica “Pare più uno spot da dare in pasto agli elettori che una proposta”. Esatto, già si può immaginare la réclame: Happy-hour bar governo: ne paghi una, ne trombi due.

Andrea G. Cammarata

http://www.newnotizie.it/2010/03/20/santanche-escort-bar-luci-rosse/

 
Prostituzione/ Mussolini: sì a quartieri hard in grandi città
mercoledì 24 marzo 2010

 

 

Milano, Torino e Roma, come nelle grandi città del nord Europa

postato 2 giorni fa da APCOM

 

 

"Sposo in pieno le tesi di Calderoli sulla prostituzione. In grandi città come Roma, Milano, Torino, Bologna, Napoli, ma anche in realtà più piccole, devono essere previsti quartieri destinati all'esercizio della prostituzione, come avviene nelle città del Nord Europa: Amburgo, Francoforte, Amsterdam, Rotterdam". Lo ha detto Alessandra Mussolini intervenendo nel programma KlausCondicio, condotto da Klaus Davi e visibile su You Tube. "La prostituzione - ha spiegato - deve essere esercitabile all'interno di zone ben delimitate e non nelle case chiuse, ovunque, come accade adesso. In Francia hanno fatto un sondaggio e la popolazione è a favore. Se si facesse un sondaggio anche da noi, scopriremmo che la popolazione è favorevole, tutta".
 
In nome delle belle ragazze albanesi
lunedì 08 marzo 2010
In nome delle belle ragazze albanesi
"Signor Berlusconi, basta battutacce"
di ELVIRA DONES *
 
Premio a Vera Lesko: Un cuore contro il trafficking
lunedì 08 marzo 2010

03.03.2010    Da Roma, scrive Laura Delsere

"Provo ancora dolore per quell'invito alle 'belle ragazze albanesi'". Vera Lesko, pioniera della lotta al trafficking in Albania, racconta l'inferno della tratta, una ferita non ancora rimarginata e riportata alla luce dalle recenti dichiarazioni del premier italiano Silvio Berlusconi

 
Soddisfazione per la sentenza della Corte di Cassazione
venerdì 05 marzo 2010

COMUNICATO STAMPA 

Grande soddisfazione per la sentenza della Cassazione che ha condannato un cliente che si era rifiutato di pagare per il servizio sessuale ricevuto.

Non vi è dubbio infatti che pretendere di fare sesso senza pagare la prestazione equivale ad un atto di violenza sessuale.

Siamo convinte che quanto hanno deciso i giudici della Corte D'appello di Genova prima e confermato la Suprema Corte ora metta in evidenza che il contratto stipulato verbalmente fra una lavoratrice sessuale e il cliente va rispettato perché valido a tutti gli effetti.

Riteniamo che usare il reato di stupro sia adeguato in quanto non si tratta di "merce" non pagata come potrebbe essere in caso di furto al supermarket. Bensì di un servizio alla persona non retribuito e quindi "forzato", pertanto una violenza.

A nostro avviso la sentenza  segna un passo avanti nel riconoscimento di una attività che se esercitata liberamente dovrebbe essere riconosciuta come un lavoro.

Anche il fatto che le lavoratrici si ribellino a questi soprusi e violenze facendo denuncia è molto positivo e dimostra che si aspettano di ottenere giustizia.

 Non è raro infatti che avvengano episodi simili, ma in passato è sempre stato difficile convincere le donne a denunciarli alle forze dell’ordine, la nostra associazione sta costatando che sempre più spesso le colleghe ci chiedono di sporgere denuncia. Un atteggiamento che dimostra come sia aumentata la sensibilità verso i propri diritti e la volontà di vederli rispettati.

 

Pia Covre

 

 
Non pagare la prostituta è uno stupro
giovedì 04 marzo 2010

Corriere della Sera

Sentenza della Cassazione: confermata la condanna per violenza sessuale e privata ad un uomo di Sestri Levante

 
Il TAR di Milano accoglie le richieste sui fogli di via
lunedì 22 febbraio 2010

OGGI IL GIORNALE RIPORTA QUESTA NOTIZIA, IL CDCP ONLUS NON HA ANCORA VERIFICATO  SE SIA VERA MA SPERIAMO CHE DI SI !!!

 

 

 

"a una parte questore e prefetto che firmano i fogli di via con rimpatrio obbligatorio dall’altra il giudice che li annulla uno dopo l’altro. La lotta contro l’immigrazione che vive di espedienti sembra destinata a fallire negli ingranaggi politico-amministrativi-giudiziari. Perché in questa commedia tutta italiana con una mano si vieta e con l’altra si annulla il divieto. Prova ne sono le decine di sentenze emesse dal Tar di Milano su uno dei temi che più affliggono la città e soprattutto i suoi cittadini: la prostituzione. Non si tratta di casi isolati, ma di un orientamento attraverso il quale i giudici del tribunale amministrativo regionale ricordando che «la prostituzione non è reato» stanno annullando tutte le procedure di rimpatrio messe in atto dalla questura e dalla prefettura per debellare il fenomeno delle lucciole.
Qualche esempio? A Fioralba N., ucraina, era stato ordinato il rimpatrio con foglio di via obbligatorio dopo che era stata trovata «il giorno 08.08.2008, alle ore 14.30, mentre si prostituiva». Scrive il questore che «l’interessata non ha motivo di soggiornare a Milano se non per prostituirsi ai margini delle strade, creando problemi di ordine, igiene e di sicurezza pubblica», inoltre, rileva che a carico della donna risultano «pregiudizi di polizia e penali, in relazione a varie violazioni inerenti il soggiorno in Italia sul possesso e uso di documenti di dubbia autenticità». Il provvedimento era stato emesso anche perché la ragazza «in complicità con pregiudicati e sfruttatori, favorisce sia l’indotto criminale che altri fenomeni delinquenziali, ovvero litigi e risse». Non così per il giudice. «Va osservato, in primo luogo, che la prostituzione non costituisce reato - scrive nella motivazione della sentenza -. Parimenti (Fioralba N.) non è pericolosa per la sicurezza pubblica». E sull’affermazione del questore «che la presenza dell’interessata nella zona favorirebbe l’indotto criminale ed altri fenomeni delinquenziali» si tratta scrive il giudice di «un’affermazione del tutto generica».
Anche Entela Z. nigeriana, ha vinto il suo ricorso e potrà continuare non solo a soggiornare in Italia, ma anche a prostituirsi in viale Abruzzi . Infatti si legge nella sentenza «l’esercizio di tale attività non integra di per sé un dato oggettivo espressivo, secondo criteri di ragionevolezza, della pericolosità sociale di chi si prostituisce». Soddisfatto anche il ricorso di Maribel 23 anni, brasiliana, che potrà continuare «ad esercitare il meretricio sulla strada provinciale Novedratese». A nulla è servito il decreto prefettizio nel quale si precisa tra l’altro che «le prostitute con la loro ostentazione turbano l’ordine e la quiete pubblica con modalità che creano le condizioni per la commissione di reati di ogni genere». «Un’affermazione- secondo il giudice - di estrema genericità, del tutto priva di correlazioni con comportamenti delittuosi specifici imputabili alla ricorrente e, pertanto, del tutto irrilevante ai fini della dimostrazione dei presupposti di adozione del rimpatrio con foglio di via obbligatorio».
Inutile invocare che la prostituzione soprattutto quella svolta in strada durante le ore pomeridiane come è il caso della cinese Shuang «offende e mette in pericolo l’integrità fisica o morale dei minorenni». Anche in questo casi si tratta di «affermazioni senza riscontro» così com’è, secondo il giudice che ha trattato il caso di Arsida L. «troppo generico il riferimento ad una situazione di turbamento per l’ordine pubblico, collegata a reclami da parte dei cittadini» che non ne potevano più di avere le prostitute sotto casa e avevano inondato la questura di esposti. Stessa sorte hanno fatto i reclami dei cittadini residenti nel comune di Lomazzo. «Il luogo in cui l’interessata (Blanca S.) è stata sorpresa - scrive il questore - è oggetto di segnalazioni e proteste da parte degli abitanti della zona, in relazione a riflessi negativi del fenomeno della prostituzione, ovvero di ordine, igiene e sicurezza pubblica». «Ma simili considerazioni si sostanziano in affermazioni del tutto generiche», ribatte il giudice. Ciliegina sulla torta, semmai ce ne fosse bisogno, le spese dei procedimenti: tutte addebitate alle questure e dunque alla collettività. Naturalmente in nome del popolo italiano.

 

DA ILGIORNALE.IT

 
Copenaghen: Sex Workers e Summit sul clima
martedì 08 dicembre 2009
Dal 7 al 18 Dicembre si terrà nella capitale della Danimarca il summit mondiale sul clima. Ma prima di entrare nel vivo dell’incontro, i partecipanti sono stati autorizzati a rilassarsi con le prostitute,senza pagare
articolo del 07 dicembre 09

È iniziato oggi, lunedì 7 Dicembre, il Summit di Copenhagen sul clima: un evento mondiale a cui parteciperanno le rappresentanze politiche di 192 Paesi del mondo, per raggiungere un accordo globale sul clima. Per ora non si parla ancora di conferenze, di interventi, di accordi, ma di prostituzione.

 

A Copenhagen infatti per il momento tiene banco la battaglia tra il sindaco della capitale danese e le prostitute. Il sindaco Ritt Bjerregaard è stato accusato dalle prostitute della città, per aver inviato ai 160 alberghi che ospiteranno i politici di tutto il mondo che prenderanno parte al summit sul clima, una cartolina su cui c’era scritto così: ”Siate ecosostenibili, non cercate sesso a pagamento".

 

Un debole tentativo per scoraggiare il sesso a pagamento da parte di personaggi di spicco del mondo politico. Il messaggio del primo cittadino danese era piuttosto chiaro anche nei confronti degli albergatori: ”Cari proprietari degli alberghi, vi invitiamo a non fornire contatti o organizzare incontri con le prostitute". E loro, le lucciole, si sono immediatamente risentite e rivoltate contro il sindaco. E' comprensibile, infatti, la loro voglia di non perdere clienti, che le ha spinte a organizzare una controffensiva davvero allettante: chi presenterà la suddetta cartolina, insieme al tesserino della delegazione, potrà godere di prestazioni sessuali gratis.

 

L’iniziativa è partita dal SIO (Sex Workers Interest Group), a cui sono iscritte circa 6.000 squillo nella sola Copenhagen. Al sito Spiegel.de Susanne Moller, una delle “vittime” di questo decreto, ha spiegato “Si tratta di pura discriminazione. Ritt Bjerregaard abusa del suo potere di sindaco per impedirci di fare il nostro mestiere, che è perfettamente legale; è ingiusto che i politici abbiano preso il summit di Copenhagen sul clima come occasione per fare la guerra alle prostitute. Se è la guerra che vogliono, noi siamo pronte a difenderci".

 

Niente distrazioni dunque per gli uomini d'affari, per i quali sarà meglio concentrarsi sul dibattito sui cambiamenti climatici mondiali: non c'è escort che tenga, tutti sono avvisati.

 

Alessandra Pugliese per http://magazine.ciaopeople.com/News_WorldInfo-1/Mondo-8/Summit_sul_clima_di_Copenhagen,_per_i_politici_protagonisti_prostitute_gratis-16687

 
Roma: Escort Sauvage
domenica 29 novembre 2009

27-11-2009 

Valorose compagne studentesse, precarie e migranti

hanno manifestato a Roma davanti Palazzo Grazioli con uno striscione che diceva

NON C'E' CASA PIU CHIUSA DI QUESTA !!

 Protestavano contro il DDL di Carfagna sulla prostituzione. Chiedevano giustizia per la morte di Brenda.

 Noi tutte sex workers le ringraziamo

video http://www.youtube.com/v/G08nYtQ-LUU

 
L’AIDS SI COMBATTE CON L’INFORMAZIONE E IL PRESERVATIVO
domenica 29 novembre 2009
 
GIORNATA MONDIALE CONTRO L’AIDS: OCCORREREBBE VALUTARE QUALI SONO LE RESPONSABILITA’ DELLA CHIESA NELLA DIFFUSIONE DEL VIRUS ANZICHE’ DIFFONDERE FRASI DI RITO E INFARCITE DI IPOCRISIA.
L’AIDS SI COMBATTE CON L’INFORMAZIONE E IL PRESERVATIVO.

Dichiarazione di Sergio Rovasio, Segretario Associazione Radicale Certi Diritti:

“Quello che ha detto oggi il Papa in occasione della giornata mondiale  contro l’Aids ha dell’incredibile. Non comprendiamo come sia possibile sostenere che  ‘la chiesa non cessa di prodigarsi per combattere l’Aids’ quando lo stesso Papa, in occasione del suo viaggio in Africa nel marzo 2009,  ebbe a dire che “l’Aids non si può superare con la distribuzione dei preservativi che al contrario aumentano il problema”. Tesi antiscientifica, ispirata al credo religioso e che semmai avrà di già aggravato  una situazione di emergenza della malattia che ha ucciso in Africa dai primi anni ’80 ad oggi più di 25 milioni di persone, principalmente nella zona sub-sahariana. Sono almeno 22,5 milioni le persone che  vivono contagiate dal virus HIV in quella zona.

Quasi nessuno in Italia avrà il coraggio di sottolineare questa grave contraddizione vaticana che si riverbera sulla nostra classe politica  con conseguenze disastrose nella società. La totale mancanza di informazione ed educazione sessuale, così come la mancata pronuncia della parola  ‘preservativo’ nelle tv e nelle scuole italiane, dimostra la miseria e la studipidità che ci circonda e che permette al virus dell’Aids di diffondersi.  E’ forse bene ricordare che in Italia ci sono tra le 150 e le 180.000 persone sieropositive,  22.000 persone con Aids conclamato e che fino ad oggi sono morte per il virus quasi 35.000 persone. Ovviamente non è in corso nessuna campagna nazionale sul preservativo, l’unico strumento che oltre all’informazione combatte quasi al 100% il virus.

Ci auguriamo che prima o poi  venga “quantificato” il danno prodotto da proclami e tesi antiscientifiche, ispirate da un credo religioso, che alimentano la diffusione del virus dell’Aids in Africa e nel mondo. Altro che lotta all’Aids.

E’ bene ricordare tutto questo in occasione della giornata mondiale della lotta contro l’Aids, giusto per non essere complici dell’ipocrisia che sembra essere diventata la vera bibbia nel nostro paese”.

 
Pia Covre:Non è un anniversario le sex workers muoiono
mercoledì 25 novembre 2009
 La violenza  che vediamo ogni giorno crescere e diffondersi in maniera esponenziale a danno delle donne e delle trans che si dedicano al lavoro sessuale sta raggiungendo livelli inaccettabili nel nostro Paese. . Non passa settimana che non vi sia un omicidio, la scorsa settimana a Bologna è stata assassinata una giovane rumena, l’ultima di una lunga fila nel 2009. Poi Brenda a Roma nel giorno della commemorazione contro la transfobia. Ma non crederemo mai che l’omicidio di Brenda  sia una casualità, e su questo caso ci aspettiamo una inchiesta seria e trasparente. Troppo spesso l’omicidio di una Sex Worker viene indagato in maniera superficiale e priva di autentica indignazione. La condanna morale, la stigmatizzazione e la mancanza di riconoscimento del lavoro sessuale  ha portato ad una generalizzata criminalizzazione di chi ha scelto questa attività  anche se non infrange nessuna legge. Questo impedisce di avere il controllo sul proprio lavoro e sulla propria vita, ci mette al margine della società e ci espone a rappresaglie e violenze inaudite.Questo diventa un terreno fertile su cui crescono sfruttamento incontrollato, abuso e costrizione, orari di lavoro inaccettabili, condizioni di lavoro insalubri, ripartizione ingiusta dei guadagni e irragionevoli restrizioni della libertà di movimento. In particolare alcuni gruppi di sex workers, come i/le migranti sono soggetti a condizioni di lavoro inaccettabili. Anche queste sono violenze! E possiamo dire senza timore di sbagliare che sono violenze incrementate dalle scelte istituzionali che ci lasciano in questa condizione. In una condizione di illegalità e di mancanza di diritti e di tutela.Solo nel momento in cui il lavoro sessuale viene formalmente riconosciuto, accettato dalla società e sostenuto dai sindacati, potrà crearsi una situazione di legittimazione sociale e di rispetto.Solo quando i diritti del lavoro verranno riconosciuti e applicati i lavoratori e le lavoratrici saranno nelle condizioni di denunciare gli abusi e organizzarsi contro condizioni di lavoro inaccettabili e di sfruttamento. Inoltre sarebbe anche meno degradante per chi si serve di questi servizi.  Il proclama con cui il Governo ha lanciato il DDL Carfagna e le ordinanze dei sindaci contro la prostituzione, lungi dall’aver arrestato il fenomeno, hanno innescato un’ondata persecutoria da parte delle polizie che è molto simile ad una “caccia al fuggiasco” nelle strade e nelle campagne di molti territori. Le persone che si prostituiscono, senza distinzione fra donne e trans e fra le autodeterminate o le trafficate, vengono rincorse nei campi, catturate e portate in caserma per l’identificazione. Sono denunciate quelle che non esibiscono i documenti anche se sono in attesa del riconoscimento di asilo o vittime di tratta. Vengono anche sanzionate sulla base della eventuale ordinanza del sindaco. Le irregolari vengono quindi consegnate ai CIE dove se va male (e capita purtroppo) subiscono altre violenze in attesa della deportazione.Tutto questo iter è spesso condotto senza alcun rispetto dei diritti e delle garanzie costituzionali e con abbondanza di abusi. Questa è violenza istituzionale.Bande di delinquenti fascisti, razzisti e omofobi si organizzano per aggredire chi lavora nei luoghi isolati, sono picchiatori e rapinatori che si vedono offerte le prede in territori abbandonati da ogni forma di legalità. Territori ai margini del vivere civile o considerati da bonificare, e magari su cui speculare, territori dove anche i poliziotti inseguono le prede anziché combattere i predatori. Manca la giusta indignazione che dovrebbe essere spontanea in una società civile. Ma la nostra è una società ignorante e resa crudele. Una società che per la maggior parte  ormai non è più civile perché viene nutrita di una sub cultura ormai dilagante fatta di odio e pregiudizi verso ogni diversità.La diseducazione alla tolleranza e al rispetto viene fatta con ostentazione dalla classe dominante dei politici e di alcuni conduttori televisivi e giornalisti. Gente che sappiamo non esita a frequentare e usare i servizi sessuali di escort, sex workers e trans, ma che pubblicamente ne parla con disprezzo. Costoro non hanno mai espresso una parola contro le violenze perpetrate ai danni delle trans o delle sex workers, come se lo ritenessero del tutto normale. Lo stesso comportamento lo tengono nei confronti degli stranieri  incitando la popolazione al razzismo con le loro iniziative di propaganda xenofoba. Ma dove vogliono condurre il Paese?Oggi in Italia essere donna, trans, lesbica o gay, stranier* , ner* e sex worker di fatto  ci condanna alla violenza e alla discriminazione senza tutela ne diritto. E’ degno questo di un Paese democratico e civile?E hanno per di più la pretesa di essere un Paese “cattolico”? Voglio dire forte e chiaro ai rappresentanti del Governo e a tutti i parlamentari (esclusi quei pochi che già hanno preso posizione contro questa vergogna e hanno fatto proposte serie) che le loro leggi e le loro prese di posizione non sono per niente onorevoli. Si diano da fare per garantire l’incolumità dalla violenza di tutte e tutti i cittadini. Il mandato che hanno avuto è di difendere le leggi costituzionali quindi garantire anche la nostra sicurezza, in un principio di non discriminazione e di rispetto dei diritti umani. Tutto il resto celebrazioni e commemorazioni fatte e dette da loro sono solo parole vuote, fumo negli occhi che come d’abitudine  spargono per nascondere quello che accade. Pia Covre

Comitato Per i Diritti Civili delle Prostitute Onlus

da GLI ALTRI 25.11.09 http://altronline.it/sites/default/files/2009_11_25.pdf

 
Comunicato sulla morte di Brenda
lunedì 23 novembre 2009
Siamo indignati/e e preoccupati/e per la troppa violenza che molte persone transessuali e lavoratrici del sesso subiscono. Lo stiamo denunciando da tempo ma le cose peggiorano ogni giorno.Troppo esposti/e  ad ogni sorta di insulto anche attraverso i media che ne stanno dando una immagine vergognosa e disumanizzante che come conseguenza istiga all’odio e alla transfobia. Transessuali e prostitute esposti/e agli abusi di potere da un sistema di leggi criminogene che costringe molte di queste persone ad essere clandestine e ricattabili, come si è visto nel caso Marazzo dove alcuni delinquenti pubblici ufficiali le usavano per i loro affari e ricatti.Vittime designate della più stupida violenza  razzista e sessista, ogni giorno sono preda di chiunque. Talmente frequenti ed usuali sono le aggressioni a transessuali e donne prostitute che nessuno ci fa più caso, al massimo giusto due righe di cronaca.  Ma non crederemo mai che l’omicidio di Brenda  sia una casualità, ci aspettiamo una inchiesta seria e trasparente. L’omicidio di Brenda estende una luce sinistra che ci fa intravedere un possibile intreccio fra il mercato del sesso e la politica e la violenza criminale. Una trama così spaventosa e incredibile tanto da stentare a crederci. Troppo facile liberarsi di testimoni scomodi oggi in Italia, troppo bigotta e immorale la clientela delle sex workers e delle transessuali, specialmente quei clienti che praticano anche il Family Day, e non vogliono ammettere e far conoscere i propri orientamenti sessuali. Orientamenti sessuali che sono un fatto naturale ma che per come la cultura stantia della nostra classe politica li interpreta non sono degni di riconoscimento.Nonostante ci sia un governo che si riempie la bocca della parola “Sicurezza” oggi in Italia  c’è troppa manodopera criminale a bassissimo costo, questi manovali del crimine per eliminare una transessuale o una prostituta non esiterebbero un solo minuto. Cancellare la prova vivente di ciò che è inconfessabile per salvare la propria carriera, è un movente da non sottovalutare. Dobbiamo vegliare per Brenda, perché le sia resa la giustizia della verità.Dobbiamo stare attenti e chiedere di sorvegliare e proteggere le vite di altre persone che sono state coinvolte in frequentazioni eccellenti perché non si cancellino violentemente  le loro voci.  

Comitato per i Diritti Civili delle Prostitute Onlus

 
 
MORTE DI BRENDA comunicato Associazione Radicale Certi Diritti
venerdì 20 novembre 2009
MORTE DI BRENDA: QUANTO AVVENUTO NEL ‘TRANSGENDER DAY OF REMEMBRANCE’ E’ UN ESEMPIO LAMPANTE DELLA PENOSA SITUAZIONE IN  CUI SI TROVA L’ITALIA
 
TV Spazzatura per telespettatori abulimici ossessivi
venerdì 13 novembre 2009
Si è visto ieri 11 novembre uno spettacolo indecente su Canale 5, la trasmissione trash di Barbara D’Urso, la quale   ha preteso di toccare argomenti complessi come il transessualismo e il lavoro sessuale affidando il dibattito a personaggi talmente volgari e protervi da lasciare sbigottiti.Naturalmente non mi riferisco a Luxuria  e alle transessuali e transgender  presenti le quali erano  troppo dignitose per quella trasmissione.Mi riferisco a un prete, una direttrice di gossip,  e un leghista  che si sono esibiti in tutta la loro “transfobia” e “puttanofobia”. Tanto disprezzo e odio altro non è che l’evidente sintomo di una sessuofobia che li turba fino a far divenire palese il loro disturbo.  Chi ha una sessualità felice e vissuta serenamente non ha paura dalla diversità degli altri e non si esprimerebbe così. Preoccupa che tanti spettatori plaudenti potrebbero  avere gli stessi disturbi,  la conduttrice se fosse minimamente intelligente non alimenterebbe questi disagi con il rischio che si trasformino in aggressioni violente,  forse la D’Urso non ne è informata ma negli ultimi tempi sono vistosamente aumentate le aggressioni verso transessuali nel nostro paese e come se non bastasse siamo al primo posto per gli omicidi di transessuali. Non abbiamo l’esatta idea di quante siano le aggressioni verso chi fa lavoro sessuale perché ormai non denunciano più quello che accade perché non hanno fiducia nelle forze dell’Ordine. Naturalmente valuteremo seriamente se nella trasmissione  siano state violati le leggi e se ci siano gli estremi per fare una denuncia. Ma una domanda alla D’Urso mi viene spontanea: essendo evidente la sua incompetenza nel gestire argomenti sensibili e delicati perché non fa una trasmissione sul bricolage? Tanto gli ospiti  presenzialisti parteciperebbero comunque  e al pubblico si alzerebbe meno la pressione preservandosi la salute.
 
Parlano trans e prostitute: Legalizzare la professione
giovedì 05 novembre 2009
 vogliamo diritti 
Legalizzare la prostituzione, perché solo così si potrà individuare e colpire lo sfruttamento e allo stesso tempo permettere a chi sceglie liberamente questa professione di versare i contributi per la pensione, accendere un mutuo e fare tutte quelle cose che per le altre persone sono considerate del tutto normali.
 
I SANTI SONO SOLO IN PARADISO di Vladimir Luxuria
giovedì 29 ottobre 2009
E’ un Paese preoccupante quello in cui non ci si accontenta più di spiare dal buco della serratura delle camere da letto, una nazione dove le porte delle alcove vengono sfondate da carabinieri senza permesso di perquisizione, dove i domicili privati vengono violati da tutori delle forze dell’ordine che si credono inviati di Striscia la notizia con tanto di videocamera incorporata in un telefonino, ben consapevoli di cosa avrebbero trovato, abili nel filmare le strisce di cocaina mettendoci apposta accanto il tesserino con ben visibile il nome dell’ex Presidente della Regione Lazio. Un sistema di ricatti, tentativi di vendita del filmato a testate giornalistiche e televisive, estorsioni… certo, si tratta di alcune “mele marce” che offendono la maggior parte dei carabinieri che nel loro lavoro ci credono e lo fanno onestamente (e qualche volta rimettendoci anche la vita), così come potrebbero esserci delle “mele marce” anche tra qualche trans attratta da somme in denaro in cambio di rivelazioni, pedine di un gioco molto più grande di loro.

L’episodio ha dato la possibilità di dare sfogo ai più cattivi commenti sui gusti sessuali e sulle persone transgender. Non mi fa più effetto leggere tutti gli articoli in cui ci si declina al maschile, se non si può richiedere il rispetto con la forza almeno farei appello alla gentilezza e alla sensibilità. Mi fa però un certo effetto una terminologia che va ben oltre: maschio mascherato da donna scrive de Pace, in via Gradoli dove un tempo si nascondevano i terroristi che rapirono Moro e oggi si imboscano governatori eccitati… ci toccherà rimpiangere il tempo delle Brigate Rosse? scrive Veneziani (entrambi sul Giornale), come mai alla sinistra piacciono i trans e alla destra le donne (ricordiamo tra l’altro anche il caso del portavoce di Prodi, Sircana Silvio)? La mia risposta (non so voi) è questa: la sinistra è contro la vita, la destra no scrive Farrell su Libero.

Provo a fornire qualche chiarimento: i gusti sessuali di una persona non dipendono né dalla fede politica, né dalla classe sociale, né dall’essere meridionali o settentrionali, né da quello che si mangia. Inoltre le persone attratte dalla femminilità delle trans sono persone a cui piacciono anche le donne, chi frequenta una trans non smette assolutamente di essere attratto anche dalle donne tali per nascita.

Una persona transessuale non è una bestia ma un essere umano e, anche se si prostituisce, non è bello accostare la sua attività con quella di un covo di terroristi assassini.

Mi piacerebbe anche che la gente pensasse a noi come persone che hanno avuto il coraggio di non portare la maschera ma di rivelarsi al mondo e a se stesse per ciò che realmente sentono di essere e sono.

E sapete di chi è la colpa di tutto questo? Di tutti quei giornalisti e politici che si sono illusi di distruggere Berlusconi sul piano personale tra storie di escort e trans a Palazzo Grazioli, anziché trovare argomenti sul piano politico. Non ho mai cavalcato l’onda puritana e bigotta della privacy sessuale dei politici (pur sapendo di tutto e di più), delle liste di proscrizione come strumento di vendetta personale di chi detiene un potere. Non ho mai rilasciato un commento né alle agenzie né ai dibattiti a cui ho partecipato dando ragione a chi ha invocato un moralismo sessuofobo di ritorno dagli anni ’50.

La vicenda Berlusconi-escort-Noemi-D’Addario ha sicuramente provocato un desiderio di vendetta, di ritorsione.

C’è un solo augurio: che si faccia un passo indietro, altrimenti altri altarini verranno scoperti, altre carriere distrutte, altre famiglie massacrate.

I santi sono solo in Paradiso, non sicuramente nella politica, nel giornalismo, nel mondo dello spettacolo. A chi toccherà domani? Quale ministro o direttore di giornale?

Di sicuro un effetto immediato questa vicenda ce l’ha: in un clima già di tensione (ieri un ragazzo solo perché sospettato di essere gay è stato picchiato a Ostia) le persone transessuali, quelle che faticano per studiare e trovarsi un posto di lavoro alternativo alla prostituzione, pagheranno più caro il costo della criminalizzazione

Vladimir Luxuria
 
CASTA SINISTRA di Aurelio Mancuso
giovedì 29 ottobre 2009
Piero Marrazzo è il mostro: traditore, pervertito, drogato (non si sa).

Le transessuali: ammaliatrici, scherzo della natura, sfascia famiglie, sorgente del decadimento della maschia virilità italiana.

In sintesi questo lo schema dei commenti letti in questi giorni di ennesimo scandalo sessuale. Non c’è salvezza quando anche la classe intellettuale insegue gli schemi prefissati dalla morale catto-comunista o della destra sessuofoba, senza porsi domande profonde sull’intimità umana, aprendo una franca e non ideologica discussione sulla natura, sesso, sentimentalità, fobie personali e collettive.

In un Paese dove nove milioni di maschi eterosessuali consumano rapporti sessuali con le persone che si prostituiscono, è davvero sopportabile leggere le morali de La Repubblica, de Il Giornale, de il Corriere, di Libero? Si rispolverano le tesi dell’artificiosità della sessualità transessuale che per Umberto Galimberti porta l’uomo nuovo alla più grave delle regressioni. Psichiatri e psicologi su il Corriere si sperticano a spiegare che droga e rapporto sessuale oltre i limiti sono legati indissolubilmente, che è il potere che spinge il maschio a cercare emozioni sempre più forti e quindi a spingersi fino al rapporto con il non uomo e il non donna. E Anna Maria Bernardini de Pace su Il Giornale si schiera con durezza dalla parte delle mogli tradite a favore dei viados (quante offese si devono patire!), ricordando che una buona porzione dei matrimoni finisce a causa dei tradimenti, e in questa percentuale spuntano da alcuni anni le persone trans e gli omosessuali.

L’ex governatore del Lazio è un tipico caso, emerso grazie a un evidente trappolone (di cui si spera si verranno a conoscere i reali contorni), di maschio di potere che pur di nascondere ciò che per il moralismo imperante è peccato, si è sottoposto al ricatto. Lui come miliardi di maschi del mondo, utilizza la merce sessuale disponibile, a pagamento, per appagare fantasie, pulsioni, compressioni tutte tipiche della cultura sessuale machista.

E la merce sono i corpi innanzitutto delle donne che liberamente (e anche in questo caso bisognerebbe esser capaci di affrontare un confronto franco) o per costrizione (che non è solo quella legata alle organizzazioni criminali, ma va estesa alle condizioni economiche e sociali) si prostituiscono.

Oggi i commentatori scoprono la prostituzione trans, alcuni senza aver paura di cadere nel ridicolo, riconducono il fenomeno agli ultimi dieci anni, con una diffusione preoccupante dal 2007. Chissà dov’erano questi accorti giornalisti negli anni ’80, chissà se qualcuno dei loro colleghi che si occupavano allora di trasformazione del mercato della prostituzione può spiegargli le grandi migrazioni dai paesi latino americani. Si vuole da qualche parte raccontare la storia del transessualismo in Italia? E’ possibile che solo alcuni piccoli illuminati mass media italiani, da anni affrontino i temi del gender e del queer, mentre nel mondo occidentale e non solo, queste questioni sono frutto di studio accademico, di serio confronto culturale?

Come per uno stravolgimento delle attenzioni proprio dentro la chiesa, per esempio sul gender, si è aperta una riflessione, che certo parte dalle orribili posizioni del Lexicon, ma che si sta sviluppando anche in settori intellettuali più accorti quali i Gesuiti. Non male direi.. Ma la classe intellettuale progressista non ha memoria, non studia e non conduce inchieste serie degne di questo nome, tutto scivola nel commento spicciolo, nel giudizio sommario e senza alcun riferimento storico e sociale. L’artificio, come insiste Galimberti, scandagliando alcuni miti e pantheon dell’antichità, finché rimane relegato alla venerazione affinché lo schema uomo e donna non sia messo in discussione, va pure bene. Altra cosa quando orde di persone transessuali invadono la società dei due generi e ne colpiscono l’armonia.

Mai una parola dalla parte delle persone transessuali, mai un’analisi scientifica del perché decine di migliaia di persone travestite, transessuali, transgender, sono costrette alla prostituzione. La vittima, come spesso accade in questo santo paese, assurge al ruolo di carnefice. Marrazzo è colpevole di aver negato le sue libere pratiche sessuali, di aver mortificato la dignità della sua compagna. Quanti Marrazzo tra quelli che pubblicamente additano con veemenza, si nascondono? Tanti. Come quegli uomini, che con la complicità di troppe donne, disegnano la sessualità altrui come un’attività funzionale che deve esser consumata con integrità e secondo codice ben stabiliti.

Ho letto, purtroppo soprattutto da parte di esponenti del centro sinistra, che un politico che ha rapporti con persone trans non può svolgere il suo ruolo. Il bravo giornalista e buon amministratore Marrazzo è, quindi, un corpo estraneo, che ha fatto bene ad autosospendersi, anzi dovrebbe dimettersi il prima possibile. D’altronde dal caso Berlusconi escort, passando dalle dimissioni del direttore de l’Avvenire, si è giunti allo scandalo Lazio come in una storia che lega tanti fatti e, che è partita proprio dal nostro campo.

Non vorrei tornare sul fatto che Berlusconi ha da spiegare molte cose e che in quanto presidente del Consiglio non può trattare la materia in modo grottesco, ma ripeto la domanda a La Repubblica e ad altri: davvero la battaglia politica si alimenta dalla vita sessuale degli uomini politici o con grandi responsabilità pubbliche? E anche se non era loro intenzione, perché i mass media democratici si sono prestati a una campagna ipocritamente e gravemente moralista sulle abitudini sessuali?

La devastazione prodotta è sotto gli occhi di tutti: invece di incrinare il potere maschile, il bieco machismo, è aumentata l’idea che le donne siano degli oggetti, che le transessuali siano da uccidere al meglio emarginare, che le e gli omosessuali possano esser aggrediti e picchiati, e come coerente conclusione derisi in Parlamento.

Non insisto sulla destra, che ha fornito prova di come sia possibile dispiegare i peggiori istinti maschilisti e omotransfobici a disposizione nella melma torbida delle idee più umilianti per la dignità umana, ma voglio insistere sulle sinistre. Si è coscienti di come questi scandali a sfondo sessuale stiano aggravando la frammentazione di senso nel nostro Paese? Qualcuno di questi grandi mass media democratici ha idea di cosa sta avvenendo in quelle aree sociali, già emarginate dall’assenza di leggi e pesantemente colpite da una campagna di odio? No, le sinistre non se ne occupano. L’obiettivo principale, soprattutto per i giornali che si sono trasformati in partiti, è di far cadere Berlusconi, a tutti i costi, con i morti e feriti necessari.

L’efficace affermazione di Rosy Bindi (cui consiglio più umanità e prudenza quando si tratta di commentare il caso Marrazzo) “non sono una donna sua disposizione” che ha dato vita a una campagna su La Repubblica, non bilancia per nulla quello che è accaduto. Per alcuni versi lo aggrava. Infatti, quella bella e giusta frase, può esser letta anche come giudizio senza appello nei confronti delle donne che invece sono a disposizione. Ancora una volta accade che il vincitore sia il maschio italiano, capace per potere e soldi, ad avere a disposizione delle donne, responsabili di far parte del suo harem. Anche qui, le vittime di se stesse, si trasformano in oggetti, distaccati dalla storicizzazione critica dei ruoli di genere.

In fondo, come dicono gli abitanti di Montalto di Castro, è bene che le donne stiano in casa se no le violenze se le cercano, se no sono delle puttane. Punto a capo.

Aurelio Mancuso


--
 
LETTERA APERTA DEL CICRCOLO DI CULTURA OMOSESSUALE 'MARIO MIELI'
giovedì 29 ottobre 2009
Abbiamo riflettuto su quello che sta succedendo, leggendo tutto quello che si può leggere. Si sta ovviamente parlando dell’affaire Marrazzo, di come i media ne hanno parlato, di come la politica abbia reagito, di cosa ne pensino l’opinione pubblica e la gente comune.

I fatti sono noti a tutti: il Presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo, viene ripreso con un cellulare in casa di “una” transessuale, durante un incontro mercenario. Si parla di cocaina, di soldi. Si prefigura non un incontro occasionale, ma una frequentazione di lungo corso, non con una ma con “varie”transessuali.

Chi ha girato il filmato? Poliziotti, che invece di fare il loro dovere, tentano un’estorsione ai danni del Presidente della Regione Lazio. Si legge che Marrazzo usa un’auto blu per recarsi agli incontri, che lì è di casa, che molti e molte lo conoscono, che non è l’unico personaggio Vip a frequentare quelle che vengono definite le “alcove dei trans”.

Al di là del triste accanimento mediatico nei confronti di Marrazzo e delle varie considerazioni politiche, quello che ci preme affrontare subito e in urgenza è l’assordante silenzio rispetto ad una questione di cui nessuno parla: se invece di accompagnarsi ad “una” transessuale, Marrazzo fosse stato colto in flagrante con una donna, avrebbe suscitato tutto questo clamore? O non è per caso che l’essere stato trovato con “una” transessuale è da considerare un’aggravante, con il sollievo di bacchettoni e baciapile? E scusateci per il ripetuto virgolettato ma anche questo è un ennesimo, gravissimo sintomo di come “le” transessuali vengono percepite e conseguentemente trattate.

Per correttezza nei confronti della dignità delle persone transessuali, ci si rivolge a loro al maschile se si tratta di FtM (female to male – da donna a uomo) o al femminile se si tratta di MtF (male to female – da uomo a donna), quindi utilizzando il genere di destinazione.

Il marcio non c’è solo in Danimarca, quindi nessuno pare si stupisca che i quattro Cavalieri del Trionfale spargessero polvere bianca dovunque in Via Gradoli e che forse (ma questo saranno le indagini a dircelo) tenessero sotto scacco le transessuali con il potere proprio del ruolo di forze dell’ordine.Noi ci chiediamo, e lo facciamo con cognizione di causa, se i loschi figuri al momento assicurati alle patrie galere, non tenessero sotto il loro giogo altre transessuali e se questa non sia una rarità ma una norma radicata.

Non finiremo mai di ripetere che non tutte le transessuali si prostituiscono: molte lavorano, molte studiano, molte hanno la fortuna di una famiglia o di un compagno o di una rete amicale che le sostengono nel difficile e lungo percorso di transizione.

Ma anche se si prostituissero per vivere, questo le renderebbe delinquenti tout-court? E più delinquenti in quanto transessuali? E ancora di più se non in regola con il permesso di soggiorno? Su questo poggia la facilità con la quale la comunità transessuale straniera può essere oggetto di folli e incontrollabili prevaricazioni. A questo noi rispondiamo con fermezza con un no assoluto.Rivolgiamo quindi un invito a tutte le transessuali lavoratrici del sesso che sono vessate, minacciate e sfruttate di denunciare abusi e prepotenze, per scardinare questo circolo vizioso che le vede molto spesso vittime.

Circolo di Cultura Omosessuale ‘Mario Mieli’
28-10-09

 
Leila Daianis sul caso del Presidente della Regione Lazio
mercoledì 28 ottobre 2009

Dopo la infelice disavventura del Presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo, abbiamo potuto constatare ancora una volta come in Italia si manifesta la teoria politica-clericale: “ SI SA CHE ESISTE MA NON SE NE PARLA”.

Quanti uomini, famosi e non, andranno con le trans a pagamento e non lo sappiamo? Forse non lo sapremo mai, perché chi ha soldi se la può permettere, una scappatella.  E’ la legge del capitalismo.

Uno dei più importanti astro-fisici del mondo è sposato con una donna transessuale brasiliana ed un altro genio dell’economia  è anch’egli sposato con una donna transessuale. Non si sanno i loro nomi, perché nei paesi dove vivono c’è molto rispetto per la privacy.

In Italia non c’è ancora la consapevolezza di quanto è importante la privacy, né di quanto sono importanti le parole cristiane “ Chi è senza peccato scagli la prima pietra”.

Inoltre, si fa molta confusione con i concetti di vita privata e di vita pubblica e si tiene ben riservata  la vita privata di un uomo pubblico, non per rispetto, ma per tenere certe informazioni riservate, come uno  strumento di ricatto, da usare quando conviene all’avversario.

C’è poi il problema, per così dire, dell’entità dello scandalo: è molto più comune (e tollerato) per gli uomini accompagnarsi con donne (biologiche) a pagamento, perché si offre un’immagine di maschio virile. Viene in mente la figura di Benito Mussolini

Ma quando  la donna è trans, si scatena la tempesta  e si viene veramente sputtanati come bisessuali: le più colpite sono le trans, che vengono messe al rogo senza pietà. Si scrive nei giornali “un travestito” o, meno offensivo, “un trans”, per confermare che sono maschi.

Secondo me, è l’atteggiamento tipico di un paese dove le nostre pulsioni sessuali sono represse da circa 2.000 anni: siamo costretti  a crescere con l’idea che esistono solo due sessi, il maschile e il femminile, e un solo orientamento sessuale, quello etero. La trasgressione deve essere consumata di nascosto.

Il male di tutto questo è l’ipocrisia ed il proibizionismo che nelle nostre  istituzioni, puramente clericali, sono molto diffusi. Si vede molto bene, sottilmente e artisticamente, nei film di Federico Fellini.

Contesto l’impostazione politico-sociale di abbinare la transessualità alla prostituzione: sembra quasi che tutti  ignorino che esistono pure transessuali che non si prostituiscono e nessuno immagina quali difficoltà incontrino queste persone nel trovare un lavoro o una casa in affitto.

Comunque, alla famiglia del Signor Marrazzo va tutta la nostra solidarietà.

E anche alle persone transgender coinvolte in questo accanimento politico-giornalistico.

 Leila Daianis dell'Associazione Libellula   WWW.LIBELLULA2001.IT 
 
Piero batte Silvio 3-0 in signorilità!
lunedì 26 ottobre 2009
Come sapete 4 Carabinieri,forse su mandato di qualcuno più in alto, avrebbero tentato di ricattare il Presidente della regionale Lazio, Piero Marrazzo (PD) utilizzando un video che lo riprenderebbe mentre si trova in una casa di sua proprietà affittata ad un trasessuale che nel frattempo consuma droga.
Marrazzo smentisce il ricatto ma non l'incontro dicendo "è stata una debolezza del mio privato" e si autosospende (con qualche polemica bi-partizan ndr) dall' incarico.
In questo Marrazzo batte tre volte Silvio berlusconi: lo batte perchè il suo comportamento (frequentare trans) è coerente alla sua politica sulla prostituzione a differenza del Premier che a firmato la legge Carfagna che ha ottenuto nulla a parte qualche puttana in morta in qualche incidente d'auto.
LO batte una seconda volta perchè ammette sinceramente il fatto invece di negare fino all' ultimo come ha fatto il premier e lo batte una terza volta perchè si autosospende mentre Silvio è rimasto incollato alla sua poltrona di Palazzo Chigi!
A dare maggior pregio a questo punto stà il fatto che fra 5 mesi si vota per le regionali e tutto ciò avviene alla vigilia della Primarie PD in corso, dimostrano così trasparenza , lealtà e alcun timore del giudizio degli elettori a differenza del centrodestra dove temono il voto quando mancano ancora 3 anni e mazzo alla fine della legislatura! Perchè a voler essere chiaro le dimissioni di Silvio non significano elezioni anticipate a differenza di quelle ipotetiche di Marrazzo in quanto una regione in casi di questo tipo tornerebbe al voto dopo un anno di commissariamento come accaduto in Abruzzo dopo la caduta di del Turco e la sua giunta.
A questo aggiungiamo che di recente l' inchiesta di Bari si è sviluppato con l'arresto di Alessandro Mannarini, amico di tarantini, con l' accusa di aver distribuito stupefacenti nei festini del Premier a Villa Certosa e Palazzo Grazioli.
Ciò significa che se nel caso delle prostitute Berlusconi può non aver commesso reati, nel caso dello spaccio è quanto meno reo di favoreggiamento nonchè dell' ennesima incogruenza con la sua politica (decreto legge 49/2006 detto Fini-Giovanardi ndr) e con il Lodo Alfano bocciato naviga quindi in acque molto brutte.
Marrazzo invece uscirà da questa storia come una persona linda e semplice vittima, una vittima reale e non simulata come il premier con tutti i sui processi.
La partita della signorilità quindi potrebbe concludersi con un dilagante 5 o 6 a 0!
 
Caso Marrazzo. Le grida della destra, le “manine”, gli spioni
lunedì 26 ottobre 2009
Editoriale di Alessandro Cardulli

Dovrebbero tacere. Invece, senza il minimo pudore parlano.  Dei gruppi parlamentari del Pdl, da Cicchitto e Gasparri,  vengono rumori di tamburi di guerra. In particolare  il capogruppo al Senato, il post fascista Maurizio Gasparri  proclama: ”Siamo "pronti ad azioni legali- dice dopo una riunione  dei parlamentari del Lazio –per denunciare il palese abuso dell'istituto della sospensione, che verrebbe commesso da Marrazzo e da tutti coloro che condividono questo percorso". 

 

 
Parma: prostituzione in aumento nelle scuole
venerdì 23 ottobre 2009
23/10/2009 Pierluigi Dallapina 
Dopo che il Comune aveva manifestato l’intenzione di richiedere l’intervento dell’esercito, nella commissione Sicurezza di ieri sera non si è parlato della situazione di degrado in via Trento e dintorni, in quanto al centro della discussione c'era il tema della prostituzione. Una piaga che dalle strade, dove era ed è più visibile, ha imparato a nascondersi fra le mura di qualche appartamento ed è riuscita ad «infettare» anche luoghi sicuri come le scuole.
 Qui non ci sono protettori o delinquenti che gestiscono gli affari, ma tante adolescenti che a partire dai 12 anni hanno imparato a usare il corpo come una moneta di scambio per ottenere cellulari, lettori mp3 e vestiti.
 I primi a portare a galla il problema sono stati gli operatori del Servizio minori adulti e inclusione del Comune durante gli incontri nelle scuole, e la scoperta è stata preoccupante: in diverse classi delle medie e delle superiori più di una ragazza ha ammesso di fare sesso, con coetanei e non solo, con l’unico obiettivo di ottenere soldi o oggetti di valore. 
«La storia dell’idraulico e del suo giro di prostituzione è solo la punta di un iceberg», taglia corto Maurizio Vescovi del Pd, mentre l’assessore alle Politiche sociali, Lorenzo Lasagna, ammette la gravità del fenomeno: «La prostituzione occasionale minorile è in crescita, molte ragazze decidono di esercitare il commercio del corpo per ottenere denaro». Allarmato il commento di Danilo Amadei (Pd) per il quale negli adolescenti c'è «una profonda scissione fra il proprio corpo e la sfera degli affetti». 
Per affrontare questa emergenza a 360 gradi il Comune ha deciso di tenere sotto controllo anche internet grazie a un’operatrice che passa in rassegna molti siti a luci rosse, cercando di dipanare la matassa del vizio, soprattutto se a un capo del filo c'è un minore. 
Negli ultimi tempi nell’universo della prostituzione è stato rintracciato anche qualche maschio, e uno di questi «ragazzi di vita» ha deciso di uscire dal giro chiedendo aiuto al Comune, che intanto porta avanti progetti per salvare molte «schiave». Attualmente sono 67 le donne prese in carico dall’amministrazione grazie a percorsi contro la prostituzione e contro la tratta degli esseri umani, mentre l’ordinanza antiprostituzione firmata un anno fa dal sindaco ha portato alla notifica di una novantina di contravvenzioni a «lucciole» e clienti. «L'effetto deterrente è dato dall’importo della sanzione che è di 450 euro, e in certe zone la prostituzione di strada sta scomparendo», fa notare il comandante della polizia municipale, Giovanni Jacobazzi.
Sul fronte dei rifugiati politici l’assessore Lasagna ha anticipato la volontà del Comune di aggiungere quattro posti, totalmente a carico dell’ente, ai 20 in capo al Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (Sprar) già presenti a Parma.
 
IMMIGRAZIONE - Il reato di clandestinità? "E' incostituzionale"
giovedì 22 ottobre 2009

Il coordinatore dei giudici di pace di Bologna, Mario Luigi Cocco, ha accolto la questione di legittimità costituzionale sollevata dalla Procura di Bologna sul nuovo resto di clandestinità istituito dal pacchetto sicurezza del Ministro Roberto Maroni. Ora gli atti, da Bologna, verranno trasmessi alla Corte costituzionale perché decida della costituzionalità della nuova legge. Per Cocco, il reato di clandestinità crea un "cortocircuito" nel sistema normativo dovuto all'accavallamento del doppio binario, amministrativo e penale, che regola la clandestinità e rende la pena dell'espulsione (da comminarsi in sede penale in sostituzione all'ammenda) "paralizzata e inapplicabile".

da Redattore Sociale 22-10-2009

http://www.redattoresociale.it:80/

 
LEGGI ANTITERRORISMO E DIRITTI UMANI
mercoledì 21 ottobre 2009

LA "GUERRA AL TERRORISMO" COLPISCE I DIRITTI CIVILI, IN PARTICOLARE QUELLI DELLE PERSONE LGBT, LO DICE IL RAPPORTO ONU DI MARTIN SCHEININ.

Dichiarazione di Matteo Mecacci, Deputato Radicale – Pd e Sergio Rovasio, Segretario dell’Associazione Radicale  Certi Diritti:

 
Francia: il sindacato dei sex workers STRASS denuncia la doppia morale del Governo
martedì 20 ottobre 2009

Ci sono "clienti" nel Governo, mentre le "puttane" vengono arrestate per adescamento, i nostri politici hanno un dopio standard.

 

Client in government while whores are arrested for soliciting, our politicians have double standard.
Thursday, October 15th, 2009

 
Patrizia D'Addario: Una cortigiana onesta
lunedì 19 ottobre 2009

gli Altri 17 ottobre 2009 

L’escortage che ha tenuto banco sulle prime pagine dei giornali servirà a qualcosa?Mi viene l’idea che sia servito a distrarre gli italiani dai tanti altri problemi che sono la crisi economica, la crisi di lavoro, le riforme sui temi sociali, e molto altro su cui Governo e Parlamento stanno arrancando malamente, il cui top di questi giorni sono il lodo e lo scudo.
 
18 ottobre Giornata europea contro la tratta degli esseri umani:
lunedì 19 ottobre 2009

Giornata europea contro la tratta degli esseri umani: le preoccupazioni degli operatori

  

 Dichiarazione di: Associazione On the Road, Associazione Studi Giuridici sull'Immigrazione (ASGI), Comitato per i Diritti Civili delle Prostitute, Comune di Venezia-Assessorato alle Politiche Sociali, Cooperativa Dedalus, Consorzio Nova, Coordinamento Nazionale

delle Comunità d'Accoglienza (CNCA), Gruppo Abele

 
La prostituzione in strada ridurrebbe gli incidenti
giovedì 01 ottobre 2009

FOGGIA, martedì 29 settembre 2009 - ORE 21.43
Statale 16 : meno incidenti grazie alle prostitute

FOTO Nè autovelox, nè pattuglie ; la soluzione agli incidenti stradali sembra essere la prostituzione. C'è un dato a supporto di questo paradosso. Sul tratto della Statale 16 compreso tra San Severo e Cerignola, da sempre considerato "la strada della morte" a causa degli incidenti stradali per eccesso di velocità, la situazione sta cambiando grazie alla presenza delle prostitute. Le donne, infatti, che occupano entrambi i lati della carreggiata, 'distraggono' gli automobilisti di passaggio, che riducono drasticamente l'andatura dei mezzi che si è ridotta, attestandosi sui 50 km orari.

redazione Teleradioerre

http://www.teleradioerre.it/news/articolo.asp?idart=47334

 
Legittimati i soldi degli sfruttatori e trafficanti
giovedì 01 ottobre 2009

Con l'approvazione dello scudo fiscale la maggioranza di Governo favorisce il riciclaggio anche dei soldi provenienti dallo sfruttamento della prostituzione e dal traffico degli esseri umani.

Mentre sulle strade le Forze dell'Ordine danno la caccia alle prostitute nei Palazzi del potere si allestisce la più grande "lavanderia" per il riciclaggio del denaro di ogni tipo di criminalità.

 La criminalità a mano armata e quella in colletto bianco troveranno i tappeti rossi per l'arrivo dei loro soldoni.

Pia Covre 

 

 
<< Inizio < Prec. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 Pross. > Fine >>