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TRATTA DI ESSERI UMANI, ARRESTI IN 3 CONTINENTI
martedý 15 gennaio 2008

TRATTA DI ESSERI UMANI, ARRESTI IN 3 CONTINENTI

 

ROMA - Si è conclusa alle prime ore di questa mattina un'imponente operazione internazionale contro la tratta di esseri umani, che ha portato la Squadra Mobile di Napoli ed i Carabinieri del Ros all'esecuzione di 66 ordinanze di custodia cautelare in carcere, emesse dal gip del Tribunale di Napoli, nei confronti di nigeriani operanti in Italia ed all'estero.

I reati contestati dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli nell'operazione - chiamata 'Viola' - vanno dall'associazione per delinquere di tipo mafioso all'associazione per delinquere finalizzata alla tratta di esseri umani, alla riduzione in schiavitù, al sequestro di persona, al traffico internazionale di sostanze stupefacenti. Sono stati accertati anche gravi irregolarità in alcune pratiche di adozioni, che hanno consentito a donne nigeriane residenti in Italia di prelevare bambini in tenera età da orfanotrofi nigeriani per indurli a turpi traffici.

Delle 66 ordinanze, 15 sono state eseguite all'estero, in particolare in Olanda, Paese in cui l'organizzazione era secondo l'accusa particolarmente attiva, facendo entrare minori dalla Nigeria, che venivano poi avviati in Italia ed in altri Paesi europei per essere impiegati nei settori della prostituzione e della droga. Gli aspetti giudiziari internazionali, con numerose rogatorie, sono stati coordinati dal consigliere Antonio Laudati, direttore generale degli Affari penali del ministero della Giustizia, che aveva anche seguito le prime fasi dell'indagine quando era alla Direzione Nazionale Antimafia.

Le attività operative, per il carattere interforze dell'operazione e per le diramazioni internazionali dell'organizzazione, sono state armonizzate dalla Direzione Centrale della Polizia Criminale e dalla Direzione Centrale dei Servizi Antidroga, che ha trovato nelle autorità di polizia olandesi e nigeriane dei partners qualificati ed affidabili. Già nell'ottobre scorso si era conclusa una prima fase dell'operazione, con 23 arresti in Olanda, Regno Unito, Francia, Germania, Spagna, Belgio, Stati Uniti e Nigeria.

Alle 11, presso la sede della Dna, il procuratore nazionale Antimafia, Pietro Grasso ed il consigliere Laudati illustreranno l'operazione assieme ai magistrati della Dda di Napoli, ad un rappresentante della magistratura olandese, al vicecapo della Polizia di Amsterdam, Johan Hartskamp e agli investigatori della Polizia di Stato e dei Carabinieri, della Guardia di Finanza, nonché dell'Interpol Roma, che hanno seguito le indagini.

L'inchiesta internazionale che ha portato stamani all'esecuzione di 66 ordini di custodia, proprio a causa del fatto che ha coinvolto più Paesi e autorità giudiziarie, è stata coordinata dalla Direzione nazionale antimafia. L'indagine ha messo in luce, oltre alla tratta di esseri umani e lo sfruttamento alla prostituzione di nigeriane, anche le organizzazioni straniere che gestivano il traffico di cocaina verso l'Italia, dove veniva venduta in diverse città. Molte delle persone già arrestate lo scorso ottobre in vari Paesi, sono corrieri che trasportavano ovuli pieni di droga destinati al mercato italiano. I provvedimenti sono stati eseguiti stamani dai carabinieri del Ros di Roma e da quelli del nucleo operativo di Viterbo, dagli agenti della Squadra mobile di Napoli e dalla Guardia di Finanza di Roma.
Fonte: Ansa 15/01/2008

 
3 gennaio 2008 "Prostituta, non pericolosa" Il giudice boccia l'espulsione
giovedý 03 gennaio 2008
Genova, il tribunale limita il decreto sulla sicurezza varato dal governo
Il caso di una romena fermata dopo una retata: "Nessun allarme sociale"
 
LA PROSTITUTA NON E' PERICOLOSA, TRIBUNALE REVOCA ESPULSIONE
giovedý 03 gennaio 2008

GENOVA- Il Tribunale di Genova ha accolto il ricorso di una prostituta romena di 21 anni contro un decreto di espulsione firmato dal prefetto perché la donna "non pone in essere un'attività di per sé pericolosa e tantomeno lede o compromette la dignità umana". Angela S. era stata fermata dalla polizia in una retata e aveva ricevuto la notifica della espulsione firmata dal prefetto, in base al recente pacchetto-sicurezza varato dal governo, "per avere pervicacemente continuato a svolgere l'attività di meretricio nelle vie cittadine, creando - si legge nel documento - grave pregiudizio alla pubblica sicurezza e conseguente allarme sociale tra i residenti". Il giudice di pace non aveva convalidato il provvedimento, spiegando tra l'altro che erano state violate norme fondamentali come quella della libertà personale e del diritto alla libera circolazione nella Ue. Nei giorni scorsi il Tribunale ha confermato la decisione e dichiarato illegittimo il decreto di espulsione. 

Fonte: Ansa 3/01/2008

 
22/12 Consiglio dei Ministri: rinviata discussione su ddl prostituzione
sabato 22 dicembre 2007

Esame del ddl rinviato, contrarie le ''ministre''

Manca ancora l'unità della maggioranza sulla bozza; a rischio la discussione prevista per il 28 dicembre, data della prossima riunione del Consiglio dei ministri

ROMA - La contrarietà soprattutto delle "ministre” donne è causa dell'ennesimo rinvio dell"esame del disegno di legge sulla prostituzione, che era previsto per oggi. Secondo indiscrezioni che arrivano dalla Presidenza del consiglio è difficile che il ddl, vista la mancata concordia, sarà discusso il 28 dicembre, data in cui è stata fissata la prossima riunione del Consiglio dei ministri. Nonostante questo sia il terzo rinvio e nonostante che il testo sia stato svuotato delle questioni politiche più spinose (i sindaci non avranno il potere di decidere dove è lecita e dove non è lecita la prostituzione), continua a mancare l’unità della maggioranza su una bozza di disegno di legge su cui il governo non riesce a trovare un accordo. Tolto quindi il riferimento normativo a quella parte di testo che poteva diventare il preludio per la nascita di quartieri a luci rosse e diminuite le sanzioni per clienti e prostitute che esercitano vicino a luoghi di culto, scuole e ospedali (dove sarà vietato se il ddl passerà), restano le multe per la prostituzione “molesta o indecente” e per chi assiste a spettacoli pornografici con minorenni per protagonisti. (mt)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 
Berlino, politici: si a "bordelli casalinghi"
mercoledý 05 dicembre 2007

Berlino, 4 dic. (Apcom)

 

Giudici e circoscrizioni non le vogliono, i partiti regionali si stanno invece battendo per mantenerle e regolarizzarle. Le case d'appuntamento 'casalinghe' dividono ormai i politici locali della città-Stato di Berlino. Dalla primavera, infatti, sempre più circoscrizioni hanno vietato alle prostitute della capitale tedesca di esercitare la loro professione tra le mura domestiche, adducendo motivi legati alla legislazione edilizia. E questo, malgrado la prostituzione in Germania sia legalizzata dal 2002 e una legge offra ampie garanzie alle prostitute, assicurando loro l'accesso alle prestazioni della previdenza sociale e del sistema sanitario.

Ad appoggiare la posizione delle circoscrizioni è arrivata una sentenza del tribunale amministrativo di Berlino, che vede nella prostituzione a casa un disturbo della quiete dei vicini. Un'idea contraddetta da un recente studio dell'Istituto per la ricerca e la pratica sociale di Colonia, citato oggi dal quotidiano "Der Tagesspiegel". I bordelli casalinghi sono un posto di lavoro "privo di rischi e sicuro dal punto di vista sociale" e disturbano "in modo insignificante" i vicini, si legge nello studio.

Chi decide sulle autorizzazioni ai bordelli, però, sono proprio le circoscrizioni, col risultato che alcune, come quella occidentale di Charlottenburg, guidata da un esponente cristiano-democratico, sono più rigide, mentre altre risultano più tolleranti.

Adesso il parlamento locale vuole trovare una soluzione valida per l'intera città e che consenta di mantenere aperti i bordelli casalinghi. Lo hanno deciso tutti i partiti presenti nel parlamento della città-Stato nel corso di un'audizione tenutasi lunedì. Il 18 dicembre si terrà un vertice a cui parteciperanno non solo esponenti del governo cittadino, ma anche rappresentanti delle circoscrizioni, delle forze di polizia e dell'associazione delle prostitute (la "Busd", Associazione prestazioni sessuali). L'obiettivo, ha spiegato al Tagesspiegel un politico locale della Spd (i socialdemocratici governano la città insieme al Partito della Sinistra), è liberalizzare le concessioni ai bordelli casalinghi, per "migliorare la protezione delle prostitute".

 

 

 

 
PROSTITUZIONE E TASSE SUI BLOG
martedý 04 dicembre 2007

I commenti della gente in rete

http://www.02blog.it/post/2183/a-milano-le-prostitute-pagano-le-tasse-e-gli-altri

 

 

 

 

http://www.lucalodi.it/2007/11/26/prostituzione-commissione-tributaria-lombardia-anche-le-lucciole-debbono-pagare-le-tasse/

 

http://forum.panorama.it/viewtopic.php?pid=45425

 

http://www.metaforum.it/forum/showthread.php?p=67707

 
Poche prostitute. E Sora perde il finanziamento
martedý 04 dicembre 2007

26/11/2007 

 

Bocca di rosa non abita e soprattutto non esercita dalle vostre parti, per cui i finanziamenti regionali potete scordarveli. È questo, tradotto dal politichese, quanto si è sentito rispondere il Comune di Sora, cittadina in provincia di Frosinone, al momento del rifiuto da parte della Regione Lazio di un finanziamento di circa 30mila euro. La storia va raccontata dall’inizio: tutto il mondo è paese e così anche a Sora, 30mila abitanti e famosa per aver dato i natali a Vittorio De Sica, benché abbastanza isolata rispetto alle grandi strade di comunicazione, il fenomeno della prostituzione comincia farsi sentire. E così l’assessorato comunale alle pari opportunità pensa bene di attivarsi presso la Regione e chiedere un finanziamento ad hoc per il recupero e l’integrazione di soggetti deboli, soprattutto donne immigrate e, tra queste, quelle provenienti dalla realtà della prostituzione.
Anche se i soldi a disposizione non sono tantissimi (30mila euro per l’appunto) l’intenzione è comunque quella di avviare un progetto per creare strutture e servizi. Il Comune prepara la sua bella relazione e la invia alla Pisana. Sembra una pratica come tante, ma alla Regione storcono il naso davanti a uno dei dati contenuti nel fascicolo: a Sora, secondo una relazione di pubblica sicurezza, esercitano solo 3 prostitute. Troppe poche, insomma, per concedere quei soldi, e così il finanziamento regionale sfuma.
Nella cittadina ciociara la notizia corre veloce (un po’ come l’arrivo di bocca di rosa nella famosa canzone di De Andrè) e il commento più in voga è più che altro ironico: se l’avessimo saputo prima che servivano più prostitute, ci saremmo attrezzati per tempo. Anche perché un po’ tutti sanno benissimo che in realtà le tre meretrici indicate sono solo quelle in qualche modo identificate in varie operazioni di polizia. E poi, guarda caso, proprio il giorno prima del rifiuto da parte della Regione, il quotidiano locale «La Provincia» titolava su una «invasione» di nuove prostitute lungo le strade della periferia di Sora.

 

Fonte: il Giornale

 
27 ore di sesso per beneficenza
martedý 04 dicembre 2007

http://www.repubblica.it/2006/08/gallerie/gente/prostituta-carolina/1.html

 

La prostituta cilena Maria Carolina posa per un servizio fotografico a Santiago del Cile. Dietro quello sguardo una storia che ha dell'incredibile: la ragazza si è infatti venduta per ventisette ore consecutive di sesso, con l'obiettivo preciso di raccogliere fondi da destinare in beneficenza alle frange della popolazione del suo Paese. Carolina dalle sue parti è già una celebrità, presenza fissa a talk show e programmi tv: impresa non facile in uno dei Paesi più cattolici del mondo.

 

Fonte: Repubblica

 
POLITICI e DELIRI
martedý 27 novembre 2007

PROSTITUZIONE

21/11/2007

Baby squillo per pagare debiti? Nessun caso segnalato alle procure

Il capo del Dipartimento giustizia minorile sull’affermazione del ministro Amato: “Mai nessuna denuncia o segnalazione di bambini coinvolti in fatti simili: la prostituzione minorile è un fenomeno conosciuto ma non riguarda bambini’’

ROMA – Non ci sono in Italia bambini che giocano a dadi e pagano i debiti organizzando la baby prostituzione, o quanto meno nessun fatto del genere è stato mai denunciato o segnalato all’autorità giudiziaria. A precisarlo, in riferimento alle recenti dichiarazioni del ministro degli Interni Giuliano Amato, è il capo del Dipartimento per la Giustizia Minorile del ministero della Giustizia Carmela Cavallo. “Ho inviato una nota indirizzata a tutti i procuratori della Repubblica presso tutti i Tribunali per i minorenni d’Italia – afferma Cavallo - chiedendo se ci fosse stata nel loro distretto, cioè nel loro territorio di competenza, una segnalazione o una denuncia relativa a fatti inquadrabili nelle dichiarazioni rese dal ministro Amato, cioè di bambini abituati a giocare a dadi forti somme di denaro, o comunque somme squilibrate per la loro età, e poi a pagar debiti organizzando la baby prostituzione”. “Ebbene – riferisce il capo dipartimento - tutti i procuratori mi hanno comunicato che non c’è stato mai nessun fatto ascrivibile a simili fattispecie. Mai dunque le autorità competenti hanno avuto a che fare con bambini giocatori di dadi o con l’organizzazione da parte di bambini di un giro di prostituzione”.  Il ministro dell’Interno, nel corso di un incontro a Benevento dello scorso 18 novembre, aveva affermato: “Ho saputo una cosa sconvolgente, che ci sono bimbi che si giocano a dadi centinaia di euro e che poi organizzano la baby-prostituzione per pagarsi i debiti”. “Questo accade in Italia, tra di noi – aveva commentato in quell’occasione Amato – e la politica deve cogliere questi fenomeni. Non è sociologia, questa è politica, perché se non facciamo qualcosa per riacchiappare la situazione e ridare fiducia al paese saremo condannati da Dio e dagli uomini”. 

Secondo il capo del dipartimento per la Giustizia minorile è fondamentale distinguere l’età dei minori protagonisti di questi fatti: “Che esista la prostituzione minorile è purtroppo un fatto, un fenomeno che si cerca di ridurre giorno dopo giorno: deve essere chiaro però che non si tratta di bambini, cioè di giovanissimi di otto, dieci o undici anni”. Il fenomeno della prostituzione minorile riguarda infatti essenzialmente ragazzi e ragazze fra i 16 e i 18 anni, con numerosi casi anche di quattordicenni. Non bambini, però. “Se poi ci fosse davvero stato un fatto così grave, per quanto isolato – puntualizza la dott.ssa Cavallo - avrebbe dovuto essere segnalato anzitutto alla procura della Repubblica”. La notizia giunta e poi riferita alla stampa dal ministro Amato non trova dunque alcuna conferma nei dati dell’autorità giudiziaria. “Mi è sembrato opportuno puntualizzare – conclude il capo del Dipartimento per la Giustizia Minorile - perché non possiamo fare salire ulteriormente l’allarme sociale”. (ska)

© Copyright Redattore Sociale
 
Sentenza a Milano: źProstituta? Anche lei paghi le tasse╗
giovedý 22 novembre 2007

Il fisco ricostruisce il reddito di una «lucciola» con sei case e due auto

 

MILANO Anche le prostitute devono pagare le tasse. È il succo, portato alle estreme conseguenze, della prima sentenza tributaria in Italia sulla materia. Ad emetterla è stata la Commissione tributaria della Lombardia che ha condannato una prostituta proprietaria di sei appartamenti e di due auto a pagare quasi 70 mila euro tra tasse e sanzioni perché non ha dimostrato documenti alla mano la provenienza del suo reddito. I controlli del Fisco si fanno via via più sofisticati. Incrociando i dati sulle compravendite di case, l'Ufficio «Milano 3» dell'Agenzia delle entrate due anni fa si accorse che M.L. era intestataria di un lussuoso appartamento di 130 metri quadri in pieno centro a Milano, di altri due monolocali in città, di due case di tre stanze a Corsico e di una a Baggio. Due autovetture completavano un patrimonio di tutto rispetto che i detective del fisco valutavano in un miliardo e 605 milioni e che non compariva, o c'era solo in parte, nelle dichiarazioni della signora. L'agenzia calcolò che i redditi della contribuente ammontavano attorno a 98 mila euro per il 1998 e a 87 mila euro per l'anno successivo. A conti fatti, M.L. doveva pagare 68.277,67 euro. La donna confessò di non avere i soldi per pagare. Dopo aver fatto per venti anni il mestiere più antico del mondo, superati i 40 si era ritirata dall'attività. Fece ricorso alla Commissione tributaria provinciale. Per dimostrare di essere stata una prostituta, il suo avvocato raccontò la storia di una ragazza fuggita a 17 anni dalla Campania e che, dopo essere finita sulla strada, era riuscita a comperare un monolocale per intrattenere i clienti in modo più riservato e sicuro. Essendosi sempre gestita da sola e non avendo mai avuto un protettore, aveva potuto accumulare un discreto gruzzolo che aveva diligentemente investito nel mattone.

Oggi vive in agiatezza grazie agli affitti che pagano gli inquilini delle sue case. Il legale aveva quindi prodotto le inserzioni con le quali sui giornali M.L. aveva negli anni messo in vendita il corpo e le bollette telefoniche. I giudici di primo grado le diedero ragione sostenendo che i guadagni della prostituzione «non possono essere considerati tecnicamente redditi» perché non sono collocabili né tra le attività illecite, né tra quelle lecite. Secondo la Cassazione, inoltre, i proventi dal meretricio sono una «forma di risarcimento del danno» che, vendendo se stessa, la donna subisce alla sua dignità. Come tali non possono essere tassati. Sentenza ribaltata in appello. Le motivazioni della Commissione tributaria regionale — anche se non affronta in modo diretto il tema dei guadagni da prostituzione — partono dal presupposto che la M.L. ha avuto comunque un reddito (che lei ha dimostrato provenire dal suo lavoro di lucciola). Esso è quello «presunto» calcolato dall'Agenzia delle entrate. M.L. ha «chiaramente provato (...) quale era la sua attività negli anni, non ha però provato né quale era o poteva essere l'ammontare delle somme da lei percepite, né le somme da lei spese» perché «non ha prodotto una documentazione idonea», scrivono i giudici. Se l'avesse fatto, si sarebbe potuto stabilire con esattezza il suo reddito e forse avrebbe pagato meno.

 

Giuseppe Guastella

22/11/2007

 

Fonte: Corriere della Sera

 
Giro di vite contro i romeni, via lucciole e protettori
lunedý 05 novembre 2007

04/11/2007  

A Genova il record
dei rimpatri

Decine di romeni, soprattutto pregiudicati e prostitute, sono stati allontanati ieri dalle principali città italiane in base alla nuova normativa che attribuisce maggiori poteri ai prefetti per contrastare la criminalità legata all’immigrazione dall’Est.

I prefetti di Genova, Milano, Torino, Lecce e Firenze hanno firmato provvedimenti di espulsione da attuare, quasi sempre, in via d’urgenza (come consente il recente decreto del governo) a carico di cittadini romeni per ragioni di sicurezza.

Il record degli allontanamenti spetta a Genova: il prefetto Giuseppe Romano ne ha firmati diciassette riferiti a romeni (13 prostitute e quattro sfruttatori) e uno che riguarda una lucciola di nazionalità greca. Al conto vanno aggiunte cinque espulsioni di altrettante prostitute nigeriane, le prime ad essere accompagnate ieri in pullman dalla polizia all’aeroporto di Malpensa. I costi degli espatri sono a carico della prefettura.

Da Genova via lucciole e protettori

Le prime cinque prostitute nigeriane, ieri mattina, sono state portate in pullman all’aeroporto di Malpensa e rimandate al loro Paese. Alle cinque espulsioni, seguiranno da oggi una serie di allontanamenti a carico di cittadini romeni. Diciassette in totale: 13 prostitute e 4 sfruttatori. In più, sarà mandata fuori da Genova e dall’Italia anche un’altra prostituta di nazionalità greca. La linea dura del governo contro gli immigrati, anche comunitari, che creano problemi di ordine pubblico si riflette a Genova con una (prima) raffica di decreti di allontanamento ed espulsione firmati dal prefetto, Giuseppe Romano, ed eseguiti in via d’urgenza dal questore, Salvatore Presenti. «Il nuovo decreto del governo - ha spiegato Romano - accelera gli allontanamenti di tutti i cittadini comunitari, non solo dei romeni, per imperative ragioni di pubblica sicurezza».

Quali? «Comportamenti che compromettono la dignità umana, i diritti fondamentali dell’uomo e l’incolumità pubblica». E’ il caso dei 18 provvedimenti, convalidati a tempo di record dal giudice di pace (la convalida deve avvenire entro 48 ore) e attuati immediatamente dalla polizia. Se non ricorrono i motivi d’urgenza, i tempi per gli espatri sono sensibilmente più lunghi: sino a un mese. E’ la prima volta, comunque, che da Genova - utilizzando la normativa aggiornata di recente dal governo - sono rispediti a casa immigrati da Paesi, come appunto Romania e Grecia, appartenenti a pieno titolo all’Unione europea. Allontanamenti ed espulsioni. Termini diversi, ma la sostanza non cambia: gli stranieri che non rispettano le regole, anche se provenienti dall’interno dell’Ue, vengono accompagnati alle frontiere e rimandati in patria.

E’ questo il “refrain” ascoltato alle riunioni del tavolo per la sicurezza - presenti prefetto, questore il sindaco Marta Vincenzi e i vertici delle forze dell’ordine - per affrontare l’allarme criminalità e l’emergenza romeni. Non solo loro, però. Infatti, ieri, le prime a partire sono state le “lucciole” nigeriane. Da oggi andranno via tutti gli altri immigrati “sgraditi”. «Non escluso che altri allontanamenti possano essere decisi in futuro - ha detto l’altro giorno Romano - anche se è sbagliato pensare che il problema sia esclusivamente limitato all’’immigrazione dalla Romania».

Per «evitare incidenti diplomatici», il prefetto ha precisato in più occasioni che «i provvedimenti di espulsione si applicano ai cittadini extracomunitari: i decreti di allontanamento, invece, sono temporanei (durata massina tre anni) e riguardano esclusivamente i cittadini comunitari». Precisazione motivata dall’esperienza.

Il Secolo XIX ha usato una volta, tra virgolette, il termine espulsioni anticipando il pugno di ferro del prefetto contro «una ventina di romeni», i primi soggetti ad allontanamenti coatti per motivi di sicurezza. Tanto è bastato per suscitare le proteste ufficiali del governo di Bucarest attraverso il console generale della Romania, Alexandru Dumitrescu, più volte invitato a Genova per parlare della questione rom.

Dalla questura trapela che i romeni e la prostituta greca saranno espatriati a gruppi di tre-quattro persone. Caricati su pullman dalla polizia e scortati sino allo scalo lombardo, dove avviene l’imbarco sul volo per il rimpatrio. Il biglietto aereo e le altre spese di viaggio sono a carico della prefettura che, da tempo, dispone di un fondo per le espulsioni degli extracomunitari. La spesa non è trascurabile. Basti pensare che, nel 2004, il rimpatrio di 800 clandestini extra Ue è costato quasi un milione di euro. Soldi pubblici. Anche per questo, il prefetto aveva più volte sostenuto l’urgenza di realizzare in Liguria un Centro di permanenza temporanea (Cpt): progetto ora definitivamente accantonato per l’impossibilità di trovare un’area adatta in provincia di Genova.

Ovviamente, anche i decreti di allontanamento a carico dei cittadini Ue hanno un costo: un nuovo capitolo di spesa che si aggiunge a quello relativo alle espulsioni. Tanto che in prefettura si starebbe pensando di chiedere al ministero un aumento della dotazione finanziaria per allontanamenti ed espulsioni. In alternativa, come avvenuto per i “fogli di via” scattati ieri, si dovrà attingere alla stessa cassa.

Marian Mocanu, presidente della Lega dei romeni in Italia, plaude all’azione del prefetto: «Giusto allontanare questa gente, che crea danni a chi li ospita e ai tantissimi cittadini romeni che vivono e lavorano a Genova. Non se ne poteva più. I loro comportamenti, oltretutto, rovinano pesantemente l’immagine della Romania, che rischia anche sanzioni da parte dell’Ue». Unico neo: «Contro i provvedimenti del prefetto, investito dalla nuova normativa dei poteri che prima erano solo del ministro, è consentito il ricorso in tribunale, e non più al Tar, con il rischio di allungare o addirittura vanificare i tempi degli espatri».

Nelle altre città

I prefetti delle altre città non sono stati a guardare, in accordo col giro di vite voluto dal governo per arginare la criminalità proveniente dall’Est. A Milano, dopo le quattro espulsioni coatte di venerdì, ieri la polizia ha notificato ad altri quattro romeni altrettanti provvedimenti di rimpatrio forzato. I quattro, tra cui una donna, avranno un mese di tempo per lasciare il territorio nazionale. Nel mirino del prefetto di Firenze, Andrea De Martino, sono finiti due pregiudicati romeni, di 18 e 33 anni, che dovranno ritornare in patria nelle prossime ore. Ma sono una ventina i romeni a rischio espulsione che la polizia sta cercando nel territorio fiorentino.

A Torino, ieri sera, sono stati imbarcati coattivamente su un volo per Bucarest due giovani di 23 e 27 anni con precedenti per furto e ricettazione. Infine, sei romeni saranno rispediti in patria dal prefetto di Lecce: i primi cinque, componenti dello stesso nucleo familiare, perché privi di un tetto e fonti di sostentamento; il sesto romeno sarà rimpatriato avendo subito una condanna per furto. Altre sette espulsioni di romeni potrebbero scattare nelle prossime ore a Bologna.

 

Fonte: Il Secolo XIX

 
Operazione polizia a Venezia, 15 arresti
martedý 30 ottobre 2007

2007-10-30 08:43

 

ROMA, 30 OTT - Un'operazione contro la prostituzione e' in corso a Venezia: 15 le ordinanze di custodia cautelare in carcere in corso di esecuzione. I destinatari sono 9 serbi, 5 bulgari ed un italiano. Le indagini della polizia sono durate oltre un anno e hanno interessato il fenomeno dello sfruttamento della prostituzione di numerose giovani bulgare e serbe, che da tempo avviene nella zona di via Fratelli Bandiera a Venezia-Marghera e che e' oggetto di numerosi esposti da parte della cittadinanza.

 

Fonte: ANSA

 
Prostitute in sciopero della fame in Bolivia
mercoledý 24 ottobre 2007

Prostitutes hunger striking

Hunger strike for the right to work. About 50 prostitutes in Bolivia have gone on hunger strike to protest against the closing of bars and striptease clubs. The women are threatening to go on with “naked protest”.

La Paz – Women from El Alto in the neighbourhood of La Paz want the lately closed bars and striptease clubs to be re-opened. They are fighting for their right to work. “We all have the required HIV-tests”, said the protests’ leader at the Aids hospital from El Alto where the prostitutes have gathered for their strike. In order to keep their jobs they are lurking to run through the streets without clothes.

Bars and clubs had been close down after a huge demonstration of El Alto’s residents. They regard those bars as centers of attraction to criminals and they are afraid of a bad influence on their children. In El Alto an estimated number of 400 to 500 prostitutes are working for an average daily wage of about 30 Euro.

Fonte: Der Spiegel

 
Prostituzione: a Napoli fenomeno in aumento per uomini e minorenni
martedý 23 ottobre 2007
Non solo donne sfruttate, emarginate, che usano il proprio corpo cercando di sfuggire ad un destino, o per la maggior parte, perchè sono costrette a farlo dalle organizzazioni criminali. E se il bersaglio sono diventate le ragazze romene e le minori extracomunitarie che non possono essere espulse e che quindi vengono sfruttate ancora di più (a Caserta, i Medici senza Frontiere ora si occupano anche di loro), ora c'è anche un altro aspetto inquietante: a Napoli sono in aumento gli uomini, i minorenni (maschi e femmine) e sempre di più, si prostituiscono in luoghi chiusi.

 

Secondo il primo rapporto dell'Osservatorio sulla Prostituzione (primo semestre 2007) istituito dal Ministero dell'Interno (presieduto dal sottosegretario Marcella Lucidi) c'è un percorso che mette in luce le connessioni tra tratta e immigrazione, tra tratta e prostituzione. Ma leggendo a fondo il Rapporto esce fuori un dato che un po' sorprende e allo stesso tempo un po' conferma vecchi schemi: “a Napoli – si legge nel Rapporto presentato i primi di ottobre dal ministro Giuliano Amato - gli aspetti presenti nella realtà della città confermano la complessità e diversità del fenomeno. Sembra quasi apprezzabile nella cittadinanza un maggiore spazio verso la comprensione, soprattutto nei luoghi ove sussistono problemi sociali di maggiore incidenza. L’aspetto rilevabile è la consistente presenza di prostituzione maschile, di minori e la crescita della prostituzione al chiuso. Dall’azione di contatto portata avanti attraverso iniziative di prevenzione sociale emerge un maggior profilo di sfruttamento e di sopraffazione nelle donne albanesi, mentre in quelle provenienti dall’Est europeo si registra una maggiore consapevolezza”. Quindi, in sintesi, si registra un maggiori numero di uomini che si prostituisce (gay, transessuali, ma anche eterosessuali) , tanti sono minorenni, e c'è una presenza maggiore di prostituzione dentro appartamenti.

In Italia si calcola che le lucciole in strada sono circa 50.000, aumentate in maniera esponenziale negli ultimi decenni complice l’aumento dell’immigrazione clandestina.

Secondo invece le stime del Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, vi sono tra le 15.000 e le 18.000 donne coinvolte nella prostituzione. Il 65% lavora in strada, il 35% in albergo o in appartamento. Il 20% è minorenne. Tra le 15.000 e le 25.000 sono le prostitute straniere. Soprattutto nigeriane, ma anche albanesi, polacche e bielorusse.
Il 10% del totale è vittima del racket e costretto al mestiere sulla strada a seguito di minacce dirette, anche, a parenti o figli rimasti in patria. Ma quanto rende una prostituta al suo sfruttatore? Al mese si calcola una cifra che va dai 5.000 a 7.000 euro, e sette sono le regioni con la maggiore presenza di prostitute di strada: Lazio, Lombardia, Campania, Emilia Romagna, Piemonte, Veneto e Abruzzo.


Tirando le somme, sono circa 90 milioni di euro, il giro d’affari mensile della prostituzione in Italia. Un gran “business” che fa crescere sempre di il fenomeno.

L'Osservatorio boccia così le ricette estemporanee e locali. e propone una “politica integrata”. Entro certi paletti: “La proibizione tout court della prostituzione”, si legge nella relazione finale, “spingerebbe il fenomeno verso la clandestinità rendendo il lavoro delle Forze di Polizia, delle istituzioni e delle associazioni ed enti di tutela più difficile nella lotta contro la criminalità a favore delle vittime di sfruttamento. Il rischio esiste anche col divieto assoluto di prostituzione in strada. Il ‘riflusso al chiuso’ coinvolgerebbe anche tante persone deboli, svantaggiate, relegate in spazi ‘invisibili’ e, pertanto, più isolate, ricattabili, insicure”. Una delle proposte è quindi di escludere le lucciole dai luoghi sensibili, con multe ai trasgressori. Mentre se i problemi nascono coi residenti di alcune zone, la via da tentare è quella della mediazione. Ma quale? Il ministro dell'Interno, Giuiliano Amato propone così di multare i clienti delle prostitute e di inviare i verbali a casa. E per combattere lo sfruttamento delle minorenni, pensa di punire più severamente i clienti, che non potranno più giustificarsi con l’ignoranza della minore età della vittima. Ma bastano queste misure per affrontare il fenomeno della prostituzione? Perchè invece non si colpisce più duramente chi sfrutta le donne, veri e propri carnefici?

 

Fonte: www.ecostiera.it

 


 
Messico, nasce una casa di riposo per ex prostitute
martedý 23 ottobre 2007

20-10-2007 

 

A Città del Messico ha aperto una casa di riposo per prostitute, che ospita una trentina di anziane. Carmen Munoz, che per vent'anni ha esercitato sui marciapiedi della capitale, per rendere concreta la sua idea  ha dovuto convincere le autorità locali e la polizia "che era una cosa necessaria: quando vedevo le vecchiette che dormivano per strada, senza un posto dove andare, ho capito che dovevo agire". L'ospizio si regge grazie soprattutto a donazioni private.

 

Fonte: www.roma-citta.it

 

 
Firenze: tolleranza zero contro le prostitute, via alle denunce
martedý 23 ottobre 2007
17-10-2007 
Tolleranza zero contro la prostituzione. Lo ha deciso il Comune di Firenze che dall'inizio del mese ha fatto scattare sette denunce per atti osceni in luogo pubblico. Sono finiti nella rete non soltanti i clienti ma anche le prostitute.
Scattano le denunce per chi va con le prostitute. Succede a Firenze, dove la Polizia municipale ha deciso di segnalare i clienti delle prostitute per atti osceni in luogo pubblico. Il Comune vuole così contrastare la prostituzione. E le denunce sono arrivare già a quota dieci in un mese. Si tratta non soltanto di clienti, ma anche di prostitute, sorpresi a consumare un amplesso in un prato, sotto i pointi o anche in auto senza oscurare i finestrini.
 
L'amore in svendita
martedý 23 ottobre 2007

17-10-2007 

 

Controguerra, Mauro Scarpantonio nell'intento di combattere il degrado sociale che regna sulle strade della Bonifica del Tronto e per restituire decoro e vivibilità ai residenti della zona, ha emesso una ordinanza choc, riportata a caratteri cubitali da tutti gli organi di stampa, che vieta le contrattazioni sessuali su tutto il territorio, pena una multa fino a 500 euro, notificata addirittura anche a domicilio.
La disposizione ha avuto una grande risonanza mediatica a livello nazionale e, di colpo, gli affari d'oro di prostitute, transessuali e protettori, sono scesi di oltre il 50 per cento, gettando nel panico un settore che finora non aveva conosciuto crisi. 
Di fatto, questa pur lodevole iniziativa del sindaco appoggiata da tutta la società perbene, sta purtroppo incentivando sempre più il sesso a pagamento "insospettabile", quello di giovani signore, impiegate, professioniste e studentesse e in questo caso le tariffe e il giro d'affari sono in crescita.
I rapporti avvengono sempre in appartamenti presi in affitto singolarmente o da piccoli "consorzi" di donne, tra Martinsicuro e San Benedetto del Tronto. L'importante per loro è non farsi scoprire.
Tempi duri invece per le cosiddette "lavoratrici di strada" e i loro "protettori" che hanno abbattuto, in segno di protesta, uno dei cartelli di divieto posti dall'amministrazione comunale lungo "l'arteria del sesso", gettandolo fra le sterpaglie in fondo all'argine del fiume Tronto. Il cartello, secondo informazioni date dal sito internet   www.sanbenedettoggi.it   da cui è tratta anche la foto, è stato poi ritrovato e ricollocato al proprio posto dagli addetti del Comune.
La necessità ha aguzzato allora l'ingegno delle professioniste dell'amore a pagamento. Sentite come….

Ho un conoscente a Giulianova, tanto caro ma anche tanto strano, che non ha voluto mai sposarsi e che da anni frequenta il mondo della prostituzione della bonifica del Tronto.

Mi ha confidato al telefono, con una certa ritrosia, che: "…non ho mai visto prostitute italiane perché loro "lo fanno in casa". Le donne su strada sono quasi tutte dell'est Europa e Africa centrale, alcune del sud America".

Per combattere questa ordinanza, le extra comunitarie starebbero, a quanto rivela la fonte, praticando da giorni incredibili sconti sulle prestazioni.
Mentre, normalmente s u strada, le tariffe della prostituzione andrebbero da 25 a 50 euro e transessuali e donne dell'est anche 100 euro, oggi chi, incurante del divieto e del ludibrio pubblico, chiedesse una prestazione riuscirebbe a risparmiare dal 40 al 60 per cento.
"Mi spiegate poi, voi perbenisti - mi dice il confidente- come è possibile dimostrare che io sto contattando la prostituta per ottenere una prestazione sessuale? E se invece fossi lì per altri motivi, magari per convincerla a cambiar vita? E poi una nigeriana mi ha confidato che loro sono pronte anche a fornire per qualche giorno prestazioni gratis pur di portare all'attenzione di tutti il problema".
Immaginate la bile del povero sindaco se, per ulteriore protesta, le prostitute iniziassero a comportarsi come la famosa "Bocca di Rosa" del grande De Andrè che regalava amore a tutti.

Fonte: www.teramonews.com  

 
La tragedia del CPT di Modena
venerdý 19 ottobre 2007

Comunicato Stampa dell'ASGI  
17/10/2007
La tragedia del CPT di Modena 
L'ASGI esprime il proprio sconcerto per quanto avvenuto in questi giorni presso il CPT di Modena, struttura nella quale due stranieri si sono tolti la vita. Ricondurre questi episodi a una tragica ed imprevedibile fatalità costituirebbe una lettura dei fatti ispirata ad un semplicismo non accettabile. 
Quanto accaduto va ricondotto alla generale grave situazione in cui versano i centri di detenzione amministrativa per gli stranieri. L'ASGI, che per tramite un componente del direttivo nazionale ha fatto parte della stessa “Commissione De Mistura” incaricata dal Ministero dell'Interno ricorda che la Commissione stese un rapporto nel quale si dava una valutazione complessivamente del tutto negativa sui CPT e propose alle Autorità un preciso percorso di superamento delle strutture stesse procedendo ad un loro rapido “svuotamento”. L'ASGI ricorda nello specifico che la Commissione evidenziò “ la presenza, all'interno dei CPTA, di situazioni diversissime tra loro sia sotto il profilo giuridico che sotto quello dell'ordine pubblico nonché della condizione umana e sociale delle persone trattenute. Tale mescolanza... penalizza in particolare gli stranieri a cui carico sussistono solo provvedimenti di allontanamento conseguenti alla perdita di regolarità di soggiorno, nonché di persone più deboli e vulnerabili che sono esposte ad un clima di costante tensione e potenziale intimidazione interna ai centri” . La commissione rilevò inoltre che “mancano spazi di manovra sufficienti per interventi sociali realmente efficaci” e che “ i numeri e le situazioni in essere non consentono un servizio di assistenza psicologica propriamente definita”.
Consapevole che il superamento dei centri passa attraverso una complessiva modifica normativa, la Commissione ritenne di suggerire l'attuazione di misure amministrative urgenti finalizzate a:
- potenziare i servizi di assistenza legale “ove possibile attraverso una diversificazione dei servizi” 
- garantire la piena corrispondenza anche telefonica del trattenuto  con il difensore e la possibilità di “mantenere contatti con la propria rete famigliare ed amicale”
- la necessità di “rendere effettivo ed agevole il diritto di visita” ai centri di difensori, famigliari, esponenti delle associazioni, “con orario diurno ampio senza che siano previste formalità particolari nel meccanismo della comunicazione”. 
Sul CPTA di Modena la Commissione aveva rilevato evidenti criticità segnalate alle autorità competenti.
L'ASGI apprezza il fatto che il Governo abbia emanato un disegno di legge delega che, riprendendo le conclusioni della Commissione, punta ad un completo superamento dei CPTA, ed esprime altresì il proprio apprezzamento per il fatto che alcuni interventi migliorativi siano stati assunti in via amministrativa e che alcuni dei centri che presentavano le situazioni critiche più vistose siano stati chiusi. 
Tuttavia quanto fatto risulta assai poco e la situazione rimane grave. Complessivamente la condizione dei CPTA non si è infatti di molto modificata. Tali strutture, la cui gestione è altresì assai costosa, continuano ad essere luoghi di costante tensione e di negazione dei diritti fondamentali delle persone trattenute. Continua e si riproduce in particolare quel “circolo vizioso” ben evidenziato dalla Commissione, derivante dalla “spirale di provvedimenti espulsivi”  sostanzialmente ineseguibili. 
Ad avviso dell'ASGI  non è possibile attendere il completamento del lungo iter della riforma normativa sull'immigrazione lasciando che la situazione rimanga quella attuale, ma è necessario intervenire con provvedimenti immediati da assumere da parte dell'Esecutivo finalizzati da un lato a ridurre drasticamente i casi di invio degli stranieri ai CPTA e dall'altro a strutturare i servizi di tutela legale e psicosociale nei centri in maniera completamente rinnovata nelle logiche e nelle forme. In particolare sarà necessario accelerare il processo, oggi di fatto ostacolato da troppo freni, di apertura dei centri al territorio, strutturando i rapporti con enti locali ed associazioni e supportando la creazione di “osservatori” locali sulla situazione dei centri stessi. 
L'ASGI, nel richiedere che sia fatta piena chiarezza sugli eventi accaduti nel CPTA di Modena attraverso un approfondita indagine da parte del Ministero dell'Interno, ritiene che il centro debba essere chiuso al più presto.

Fonte: A.S.G.I. - Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione

 
Prostituzione sul Terraglio sensibilmente diminuita?
mercoledý 17 ottobre 2007

Stando a sentire i dati recentemente sbandierati dalla polizia di stato il fenomeno della prostituzione sul Terraglio sarebbe sensibilmente diminuito in questi mesi, se non addirittura dimezzato. Il dirigente di polizia Riccardo Tumminia parla di fenomeno in calo, di maggiori controlli effettuati anche grazie all'apporto indispensabile dei rinforzi giunti nella zona in seguito al massacro di Gorgo al Monticano.

Le cifre snocciolate da Tumminia però non convincono il sindaco di Mogliano, da sempre in prima linea contro il fenomeno della mercificazione del sesso sulle strade del suo comune.
Giovanni Azzolini, non nuovo a proposte polemiche e provocatorie, come quella di abolire la legge Merlin, o quella di regolarizzare la prostituzione sul modello olandese o tedesco, ne parla ai microfoni di Radio Base, prendendo le distanze da quei suoi colleghi che pur di denunciare lucciole e clienti sfidano la legge sulla privacy spedendo a casa le foto che provano il misfatto del marito fedigrafo; ma allo stesso tempo rilanciando la proposta di un referendum per l'abolizione della legge Merlin e chiedendo armi meno spuntate per gli amministratore comunali.

Intervista di Francesco Gasparetto per Radio Base Popolare Network.:

 

http://www.radiobase.net/picture/upload/File/Gasparetto/Prostituzione/Azzolini_MoglianoVeneto_09102007.mp3

 

Fonte: Radiobase Popolare Network

 
Prostituzione oltre il velo
martedý 16 ottobre 2007

PROSTITUTION BEHIND THE VEIL -

Nahid Persson – Iran/Svezia 2004 – v.o.inglese – 52 min.
La storia di due giovani donne, Minna e Fariba, eroinomani e prostitute, una situazione che nell’Iran di oggi non è delle più semplici. Il film illustra come funziona la prostituzione in un paese dove essa è proibita e dove anche l’adulterio è sanzionato con la morte. La loro preoccupazione è di scegliere se portare con loro i figli piccoli quando si intrattengono con vari uomini, oppure se lasciarli a casa da soli. Descrivono la loro provenienza sociale dalla classe media e come la falsità maschile e le droghe le hanno condotte alla prostituzione.
Benché droga e prostituzione siano entrambe proibite, esse sono ovunque e questa è l’ipocrisia di fondo che la regista intende denunciare. A questa ipocrisia contribuisce la legge islamica, che sebbene sia molto rigida in tema di rapporti fra i sessi, tuttavia lascia un amplissimo margine di discrezione con l’istituto del Sighe, attraverso cui gli uomini possono comprare sesso legalmente. Il Sighe è un matrimonio temporaneo, stipulato di fronte a un Imam per cui, contro una somma di denaro, una coppia può sposarsi per un tempo limitato, variabile da 2 ore a 99 anni. In un paese dove i rapporti di forza tra i sessi sono ben definiti e dove la miseria rende tutti estremamente vulnerabili, ma le donne in particolar modo, il Sighe è un ulteriore strumento di potere e di dominio sessuale, che la regista racconta senza retorica e con incisività.

 

http://www.dfi.dk/tidsskriftetfilm/39/prostitutionbehind.htm

 

http://www.youtube.com/watch?v=xDja_ym8sSE

http://www.youtube.com/watch?v=NKMbWvFy3Js&mode=related&search=

http://www.youtube.com/watch?v=xmL5fevERAU&mode=related&search=

http://www.youtube.com/watch?v=4oN2xwQdng8

http://www.youtube.com/watch?v=YzlxU1FWOVc&mode=related&search=

 

 

 
12.10.2007 Sicurezza. Le associazioni scrivono al governo
sabato 13 ottobre 2007

Il ministro degli Interni, Giuliano Amato,  in una breve relazione al Consiglio dei ministri, ha detto che il «pacchetto sicurezza», in discussione il 23 ottobre, sarà affiancato da altri tre disegni di legge per dare il via a un «intervento organico di forte impatto per contrastare fenomeni criminali e degrado sociale e urbano». Intanto, una decina di associazioni nazionali e locali [Antigone, Arci, Cantieri sociali, Gruppo Abele e altre] hanno inviato una lettera ai ministri competenti sulla vicenda «pacchetto sicurezza», chiedendo di essere ascoltati. Fin’ora non hanno avuto risposte, ma si dicono molto preoccupate per la bozza del disegno di legge sicurezza resa pubblica, «che va in direzione completamente contraria a quelle che sono le nostre idee in materia».

da CARTA scarica il testo http://www.carta.org/campagne/migranti/11540

 
5 X Mille 2006: finalmente il Governo ha fatto sapere a chi e quanto verrÓ distribuito
sabato 13 ottobre 2007
Cinque per mille, dai contribuenti arrivano 328,9 milioniL'Agenzia delle entrate ha fornito oggi la ripartizione definitiva delle somme. La maggior fetta va al volontariato, che riceverà 192,9 milioni: Unicef, Medici senza frontiere e Emergency le prime tre
ROMA - Ammontano a 328,9 milioni di euro i fondi che saranno ripartiti tra volontariato, ricerca, sanità e comuni grazie al 5 per mille. A comunicare i numeri definitivi del ricavato dal primo esperimento con la norma inserita nell'ultima Finanziaria del governo Berlusconi, e' l'Agenzia delle entrate che oggi, a Roma, ha reso nota la ripartizione definitiva delle somme.  Secondo la legge i contribuenti avevano la possibilità di destinare il 5 per mille a quattro macro aree: il volontariato, la ricerca scientifica, quella sanitaria e i Comuni. La maggior fetta del contributo va al volontariato, che riceverà 192,9 milioni di euro, seguito dalla ricerca scientifica con 51,1 milioni, dalla ricerca sanitaria con 46,7 milioni e dai Comuni con 37,8 milioni. I contribuenti che hanno operato la scelta sono stati 15,8 milioni, ma solo 13,4 hanno effettivamente devoluto una quota dell'Irpef, in quanto 2,4 milioni hanno presentato una dichiarazione con imposta netta pari a zero, quindi non utilizzabile ai fini del calcolo del beneficio.E' all'Unicef che va la maggiore fetta del 5 per mille destinata al volontariato, con quasi 6 milioni di euro. Le persone che hanno scelto di sostenere l'agenzia delle Nazioni unite che si occupa di minori sono state, infatti, piu' di 5 milioni e sette. Seconda in classifica nella ripartizione del 5 per mille per il volontariato e' Medici senza frontiere, con quasi 5 milioni di fondi per un totale di 4 milioni e 800 preferenze. Invece, ad Emergency, l'associazione del medico Gino Strada, va il terzo posto sul podio con piu' di 4 milioni e mezzo di euro, per un totale di piu' di 4 milioni e 300 persone.
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Rapporto dell'Osservatorio sulla prostituzione: 32 le proposte operative
lunedý 08 ottobre 2007
PROSTITUZIONE

Il Viminale: ''Si tratta di un problema sociale, non di ordine pubblico''

Rapporto dell'Osservatorio sulla prostituzione: 32 le proposte operative. Giro di vite sulla prostituzione minorile e possibilità dei sindaci di vietare l’esercizio in zone sensibili. Amato promette un apposito decreto legge

ROMA - È in arrivo un decreto legge sulla questione prostituzione, disgiunto dal pacchetto sicurezza. Lo ha annunciato il Ministro dell'Interno Giuliano Amato presentando questa mattina il rapporto dell"Osservatorio sulla prostituzione, un tavolo di 20 associazioni, ministero dell’Interno e Carabinieri al lavoro dal febbraio 2007. Il rapporto chiede l’estensione ai reati di tratta, sfruttamento e prostituzione minorile dell’inescusabilità dell’error aetatis della vittima, se minorenne; il divieto di accesso ai luoghi frequentati dai minori per gli imputati di prostituzione minorile, e la possibilità dei sindaci di vietare l’esercizio in zone sensibili, con multe per prostitute e clienti. Ma senza istituire il reato della prostituzione, perché - dice il Sottosegretario Marcella Lucidi – "si finirebbe per clandestinizzare il fenomeno e isolare le vittime”. 

Il rapporto fa il punto sullo sfruttamento di donne e minori e sulla prostituzione sulle strade, a partire dalla legge Merlin del 1958, definita “ancora attuale” dalla Lucidi, che sottolinea: “la prostituzione non è una mera questione di ordine pubblico da reprimere, ma una questione anzitutto sociale da affrontare con soluzioni complesse e integrate”. A partire dalla protezione delle vittime, donne e minori. L’osservatorio approva la circolare del Ministero dell’Interno sui criteri del rilascio del permesso di soggiorno per motivi di protezione sociale (articolo 18 del Testo unico sull’immigrazione), giudicando prioritaria la presa in carico delle vittime disposte a denunciare gli autori dello sfruttamento. Ma chiede maggiore lavoro di rete tra Magistratura, Enti locali e privato sociale accreditato, formazione congiunta di poliziotti e operatori sociali e certezza di risorse per i progetti di tutela, che potrebbero attingere anche ai patrimoni sequestrati agli sfruttatori, per i quali si chiede di sganciare le misure di prevenzione patrimoniale dal procedimento di prevenzione personale. 

E sulla questione minori l’osservatorio propone una campagna informativa, il maggior impegno delle forze di polizia, e l’estensione dell’inescusabilità dell’error aetatis della vittima - oggi prevista nei casi di violenza a minori di 14 anni - ai reati di schiavitù, tratta, prostituzione minorile, sfruttamento sessuale, commessi in danno di minori. Non solo. Contro i clienti delle prostitute minorenni, secondo l’osservatorio serve anche il divieto di accesso ai luoghi frequentati dalla persona offesa e più in generale da minori, oltre che l’allontanamento dalla casa familiare se l’imputato è familiare della vittima. 

Dall’Osservatorio arriva un no chiaro alla proibizione tout court della prostituzione. Il “riflusso al chiuso” relegherebbe le vittime in spazi invisibili, e le renderebbe di fatto “più isolate, ricattabili e insicure”. Tuttavia l’Osservaotrio non esclude che i Sindaci possano avere il potere di vietare l’esercizio della prostituzione in alcuni luoghi sensibili delle città, perché frequentati da bambini, perché vicini a luoghi di culto o di cura, “quando la tutela di interessi comuni a tutti diventi prevalente”.  

Dal mondo delle associazioni arrivano apprezzamenti per il rapporto. “Un risultato eccezionale” secondo Giancarlo Perego (Caritas Italiana), che ora si aspetta un lavoro simile sul turismo sessuale e la pedo-pornografia. Apprezzamenti arrivano da tutte le 20 associazioni che hanno partecipato all’Osservatorio, con l’eccezione della “Comunità Papa Giovanni XXIII”. “È un tradimento – chiosa Oreste Benzi rivolto ad Amato -, niente è stato fatto per liberare le ragazze. È un documento non utile e dannoso”. Una presa di posizione criticata da Lucio Babolin (Cnca): “Questo atteggiamento di chi predica ex cathedra disturba. Don Benzi non è l’unico a lavorare sulla strada. Tutti noi ci ritroviamo nei punti del rapporto”. (gdg vedi lanci successivi)

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Don Lodeserto condannato a 5 anni
giovedý 04 ottobre 2007

-LECCE,28 SET- Cinque anni di reclusione per l'ex direttore del centro di permanenza temporanea Regina Pacis di San Foca, don Cesare Lodeserto. E' stato condannato dal gup del Tribunale di Lecce per i reati di calunnia, minaccia per costringere a commettere reati e anche sequestro di persona nei confronti di alcune ragazze immigrate che erano ospiti del centro. La sentenza e' arrivata dopo quattro ore di camera di consiglio.

 

Fonte: ANSA

 
Petizione della Lila per l'abbassamento del prezzo dei preservativi
mercoledý 26 settembre 2007

Firma la petizione indirizzata alla Ministra Turco per stabilire un tetto massimo per il costo dei preservativi! 

http://www.petitiononline.com/pazlila/petition.html

 
Berlino: chiuse le case di appuntamento casalinghe
lunedý 10 settembre 2007

Le prostitute casalinghe di Berlino sono in rivolta contro la decisione del vicesindaco del municipio di Charlottenburg-Wilmersdorf, Hans-Dieter Groehler (Cdu), di chiudere tutti i bordelli a gestione familiare situati in normali appartamenti lasciando operative solo le grandi case chiuse situate nei quartieri a luci rosse. Finora sono stati gia' chiusi sei bordelli nel quartiere di Charlottenburg, cinque in quello di Tempelhof e altri quattro in quello centralissimo di Mitte, ma adesso le lucciole berlinesi sono intenzionate ad alzare le barricate per difendere quello che considerano un esercizio discreto e libero da costrizioni della piu' antica professione del mondo. "Non chiuderemo i bordelli senza lottare", annuncia Stephanie Klee, la combattiva presidente berlinese della "Associazione per le prestazioni sessuali" (Bsd), secondo la quale "la struttura dei piccoli bordelli di carattere casalingo esistenti nella capitale e' l'espressione di una prostituzione autonoma con condizioni di lavoro umane". Per contestare l'argomento messo avanti dalla municipalita', secondo la quale i bordelli situati nelle case normali infastidiscono i vicini di casa, l'associazione delle lucciole ha incaricato la sociologa Beate Leopold di effettuare una ricerca, dalla quale e' risultato che nessun vicino di casa o proprietario di appartamenti ha mai protestato per l'esercizio privato della prostituzione. "Non c'e' la minima indicazione di disturbi ai vicini e la maggior parte delle ragazze lavorano senza protettore, senza costrizioni e senza violenza", ha spiegato la studiosa. Una legge varata nel 2002 dal governo rosso-verde di Gerhard Schroeder ha stabilito che l'esercizio della prostituzione non e' piu' immorale in Germania e va dunque equiparato a qualunque altra professione. Dietro la decisione di chiudere i bordelli a carattere familiare potrebbero forse esserci le pressioni dei gestori delle grandi case d'appuntamento, dal momento che i prezzi delle prostitute casalinghe sono in genere piu' bassi di quelli praticati nei quartieri a luci rosse. Mentre per una sveltina casalinga ci vogliono a Berlino 25 euro, in un grande bordello la tariffa e' di 30 euro. Un'ora di sesso in un appartamento privato costa invece 90 euro, ma in una grande casa chiusa bisogna sborsarne 150.

 

Fonte: Repubblica.it

 
Milano propone di rendere la prostituzione di strada un reato
lunedý 10 settembre 2007

 

MILANO, 6 SET - Rendere la prostituzione da strada un reato. E' una delle richieste che il Comune di Milano ha avanzato al tavolo dell'Anci. La proposta di Milano, secondo il vice sindaco Riccardo De Corato, ha visto la sostanziale adesione degli altri grandi Comuni italiani. Nella pratica il giro di vite prevede di sanzionare penalmente sia le prostitute (solo pero' quelle che in strada scendono non perche' costrette dal racket) sia, in caso di reiterazione del reato, gli stessi clienti.

 

Fonte: Ansa.it

 
Il Ministro del Lavoro Damiano: "Cooperative per le prostitute"
martedý 04 settembre 2007
Il ministro Damiano:
serve una nuova legge

«La prostituzione va regolamentata, sono favorevole alle cooperative». Certo, Cesare Damiano dice di parlare a titolo personale, «da privato cittadino», ma la sua uscita di ieri alla Festa dell’Unità di Genova non può essere considerata una semplice chiacchierata estiva.

Il ministro del Lavoro, davanti alla platea diessina, parte dalla denuncia del problema: «Non possiamo chiudere gli occhi davanti a questi fenomeni, non dimentichiamoci che stiamo parlando di essere umani, di persone violentate, torturate e alle volte uccise. Non possiamo tollerare ancora questa situazione». Quindi arriva la proposta: «Penso a una regolamentazione che consenta alle persone che scelgono questo mestiere di potersi organizzare, magari in cooperative, in luoghi che garantiscano protezione». Poi, quasi a voler mettere le mani avanti in vista di eventuali polemiche, spiega: «Mi rendo conto della delicatezza di questi discorsi, ma è molto meglio intervenire per regolamentare il fenomeno, per me prima di tutto conta salvare le persone e impedire che ci siano violenze e sfruttamento. Qui c’è di mezzo la persona umana, la sua integrità fisica e psicologica la sua sopravvivenza e tutte le conseguenze etiche e morali che sono correlate».

La proposta di Damiano, per quanto personale, ha un forte impatto politico e implica di fatto una revisione integrale della legge Merlin, che intervenne nel 1958 ad abolire proprio questo aspetto: la regolamentazione della prostituzione. Negli anni le critiche alla Merlin sono state tantissime: l’effetto più contestato della legge è la presenza di un continuo mercato del sesso nelle strade delle città, visto che la prostituzione non è reato. Se la posizione di Damiano, almeno per ora, non è quella del Governo, il ministro del Lavoro non è il primo a esternare su questo tema: intervenendo giovedì scorso alla Festa Nazionale dell’Unità di Bologna, Giuliano Amato aveva dichiarato: «Non è possibile proibire per legge la prostituzione, ma è assolutamente necessario toglierla dalle strade delle nostre città». Un proposito più generico, ma in linea con le parole del collega di governo.

Il dibattito sulla riforma della legge Merlin non è nuovo: nell’estate del 2000 un altro governo di centrosinistra, quello presieduto da Amato, aveva posto il problema. Anche allora in maniera piuttosto informale, intervenne Livia Turco, allora ministro della Solidarietà sociale, che propose di «destinare alcuni spazi delle città alla prostituzione e consentire l’esercizio alle lucciole all’interno delle case o magari con un esercizio cooperativo delle donne nella gestione». La Turco poi precisò di non volere la riapertura delle case chiuse, né l’istituzione di quartieri a luci rosse stile Amsterdam, ma soltanto una forma di tutela per le donne vittime del racket e dei cittadini che convivono ogni giorno con il mercato del sesso sotto casa. Si scatenò, comunque, un grande dibattito: favorevoli, contrari, entusiasti e indignati, poi però non se ne fece più nulla, se non l’istituzione di un numero verde di assistenza per le schiave del racket. Il problema si spostò più che altro sulla repressione dei clienti delle lucciole, il carcere ipotizzò qualcuno (sempre Amato e Violante) e protagonisti della lotta al fenomeno divennero i sindaci con ordinanze più o meno bizzarre.

Fonte: La stampa.it
 
SESSO E DROGA:il caso Mele
giovedý 23 agosto 2007
Crediamo di fare un utile servizio per chi non ha eventualmente seguito il caso di cronaca che ha visto coinvolte due ormai famose colleghe e un eletto al Parlamento Italiano.
Il parlamentare preso da improvvisa solitudine è andato a trescare in via Veneto con esito certamente inaspettato.
Finale a sorpresa...
Come finirà?
Per ora potete leggere gli articoli linkati quì
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2007/08_Agosto/04/mele_omissione_soccorso.shtml
http://www.repubblica.it/2007/07/sezioni/cronaca/squillo-parlamentare/squillo-intervista/squillo-intervista.html
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2007/08_Agosto/13/squilli_mele_tv.shtml
http://qn.quotidiano.net/2007/08/08/29624-rivelazioni_della_squillo.shtml
http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/200708articoli/24346girata.asp
http://www.repubblica.it/2007/07/sezioni/cronaca/squillo-parlamentare/parla-
mele/parla-mele.html
http://qn.quotidiano.net/cronaca/2007/08/01/28008-caso_mele_parla_squillo.shtml
http://www.beppegrillo.it/2007/07/coca_sesso_e_ud.html
http://www.nicolita.it/Detail.asp?Id=12479
http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/200707articoli/24238girata.asp
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2007/07_Luglio/31/stella_indennita_tentazioni.shtml
http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/200707articoli/24204girata.asp
http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=6109&sez=HOME_INITALIA 
 
Celebrata a Sidney la giornata Internazionale delle sex workers
martedý 21 agosto 2007

Una parata per le strade del porto verso l'Opera Hause e con finale spettacolare al Museo di arte contemporanea, così uno stuolo di lavoratrici del sesso con gli ombrelli rossi hanno celebrato la loro giornata il 3 giugno 2007.

 

 
Il Governo di Buenos Aires discute a un tavolo con trans e prostitute
venerdý 17 agosto 2007
7 agosto 2007

Las travestis del Rosedal son las protagonistas de otra perestroika

Ayer fue la primera reunión con vecinos, funcionarios y organizaciones, coordinadas por la ONG que lidera Mijail Gorbachov.

 
Attivismo a Buenos Aires: Travestiti protestano lettera al capo del Governo
venerdý 17 agosto 2007

 

La FALGBT y ATTTA convocan a protestar «contra la discriminación y la represión, por trabajo digno» ante la Jefatura de Gobierno de la Ciudad de Buenos Aires, en contra de la resolución dictada por la Subsecretaría de Áreas Protegidas y en reclamo de trabajo digno para las travestis.

 
Roma 2 agosto Ancora un delitto contro una transessuale
venerdý 03 agosto 2007

Circolo Pink-glbte Per i diritti umani e di cittadinanza
Comunicato stampa                       

 
Padova:pi¨ di 100 multe in due mesi ma la presenza di donne Ŕ invariata
lunedý 16 luglio 2007
Il 65% dei clienti arriva dalla provincia «Il numero non è cambiato: 90 a sera»

Multe a quota 110: e l’ordinanza antiprostituzione si laurea con lode. La battuta del comandante della polizia municipale Lucio Terrin fotografa la situazione della battaglia alle lucciole a due mesi dal via. Poche le multe alle prostitute «svestite». A essere colpiti sono i clienti: il 15% è padovano, la grande maggioranza arriva dalla provincia. E le strade più «battute» dai vigili sono quelle di sempre, in primis l’asse dell’Arcella con via Tiziano Aspetti, via Guido Reni e via Pontevigodarzere. Poi c’è via Annibale da Bassano, via del Plebiscito e l’area dello stadio Euganeo. Le segnalazioni però guardano alla zona industriale: corso Stati Uniti sembra diventata la nuova «Bengodi» del sesso a pagamento. Effetto forse anche dell’ordinanza che ha spostato le prostitute dove non ci sono abitazioni.
 Dal 5 maggio scorso infatti sulle strade di Padova sono multati con 50 euro i clienti delle lucciole. Qualche settimana fa il provvedimento è stato ripreso (in pratica «copiato») dal neo-sindaco di Verona, il leghista Flavio Tosi. E nella città del Santo è tempo di bilanci. Sono stati più di cento quindi i clienti finiti nella trappola della polizia municipale: quasi tutti pagano subito evitando l’«imbarazzo» della multa a casa. La provenienza è significativa: il 15% dei multati è padovano, il 65% è della provincia, il 20% arriva da fuori. Numeri che parlano però anche di un fenomeno che non è scomparso: «Il numero delle multe resta costante: ci sono sera in cui facciamo una o due multe e altre in cui non ne facciamo nessuna» racconta Terrin. Il fenomeno della prostituzione quindi è ancora presente, anche a Padova. Meno visibile, forse, nelle zone in cui ci sono abitazioni.
 «Secondo i nostri dati la presenza in città è rimasta invariata: circa 90 a sera» racconta Paolo Guiotto, presidente dell’associazione Mimosa che ogni notte organizza un gruppo di assistenza alle lucciole cittadine, monitorando costantemente il fenomeno. «Sono effettivamente sparite in via Aspetti e via Reni, probabilmente perchè lì si sono concentrati i controlli della polizia municipale - aggiunge - Le stesse ragazze però le abbiamo notate in via Annibale da Bassano, in via Po e a Limena». Costante, nei primi mesi dell’anno, l’arrivo di ragazze dalla Romania, spesso giovanissime

 

fonte: Il Mattino di Padova

 
Ucraina: legalizzare la prostituzione prima del campionato europeo di calcio del 2012
lunedý 16 luglio 2007

 

Mer 11 Lug, 4:40 PM

 

 

 

(ANSA) - MOSCA, 11 LUG - L'Ucraina potrebbe legalizzare la prostituzione prima del campionato europeo di calcio del 2012, che ospitera' assieme alla Polonia. La proposta viene da uno dei consiglieri piu' ascoltati dal presidente Iushenko, l'ex campione mondiale di pugilato Vitali Klitschko. "Gli europei potrebbero rimanere scioccati dai comportamenti degli ucraini: le nostre strade - spiega Klitschko, consigliere per lo Sport - sono piene di prostitute e beoni", e la legalizzazione e' la soluzione piu' facile

 
Repubblica Ceca: telecamere che riprendono i clienti e li mettono in rete
lunedý 16 luglio 2007

 


A Dubi, un paese all'Ovest della Repubblica Ceca, il sindaco Petr Pipal ha emanato un'ordinanza per installare delle telecamere all'ingresso dei bordelli più frequentati del luogo,  riprendendo tutti i clienti in entrata e uscita, per poi pubblicare tutto su internet. Questo provvedimento dovrebbe servire, secondo il sindaco, per bloccare l'afflusso dei clienti tedeschi.

 

Fonte: Affari italiani

 

 

 
Le sexworkers di Hong Kong hanno bisogno del nostro supporto!
giovedý 12 luglio 2007

MANDA UNA LETTERA DI SUPPORTO A ZITENG PER LA LORO CAMPAGNA CONTRO LE RETATE DELLA POLIZIA!

  Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo

 

Se vuoi saperne di più sulle azioni repressive della polizia a Hong Kong vai alla web site di ZiTeng

 

http://www.ziteng.org.hk/aboutus/2007JUN29_e.html

 

ZiTeng è un' NGO che supporta i dititti delle sex workers a Hong Kong.

 

 
Reggio Emilia: prostitute multate per atteggiamento scandaloso e molesto
mercoledý 11 luglio 2007
Applicato un articolo della legge Merlin - Automobilisti in coda per contrattare
Per cercare di frenare il fenomeno della prostituzione nelle strade cittadine, la polizia modenese ha rispolverato la legge 75 del 1958, ovvero la "legge Merlin", quella che negli anni cinquanta portò alla chiusura della case di tolleranza o casini, come si chiamavano all'epoca. L'ultima "casa" venne chiusa proprio a Modena alcuni mesi dopo l'entrata in vigore della legge della senatrice Merlin. La polizia proprio applicando dopo anni un articolo di questa legge ha sanzionato le prostitute. E' successo la scorsa notte. Sedici le "lucciole" - soprattutto straniere, provenienti dall'est - che sono state multate dalla polizia, durante un'operazione di controllo condotta dalla squadra volante e dagli agenti prevenzione e crimine di Bologna e Reggio. «Le ragazze - spiega la questura - sostavano ai bordi delle strade in abiti succinti e cercavano di adescare i passanti con parole e comportamenti poco dignitosi, quindi determinavano una lunga coda di autoveicoli, che intralciava la circolazione». Proprio sulla scorta di quanto si era venuto a determinare, la polizia ha fatto scattare l'accusa di aver violato l'articolo 5 della legge Merlin, che punisce chi viene sorpreso a prostituirsi in atteggiamento «scandaloso o molesto». Per queste lucciole la contravvenzione è stata di 30 euro a testa, mentre per i clienti sorpresi a contrattare con le ragazze di 154 euro. Questa novità della multa alle lucciole ha una particolarità: può accadere che una stessa ragazza sia multata anche più volte nella stessa sera. Basta che la prostituta una volta contravvenzionata torni su strada. Un successivo passaggio della pattuglia della Polizia fa scattare automaticamente la nuova multa, indipendentemente dalla precedente. In teoria si può andare avanti all'infinito e a 30 euro a contravvenzione il bilancio a fine serata può risultare pesante.
I controlli sono stati svolti in particolare nella zona del parco delle Rimembranze, attorno al centro storico, nel piazzale del Tempio, nella zona stazione ferroviaria e in viale Autodromo.
Sono state identificate anche numerose persone, fra cui 19 stranieri. Finalmente i controlli sono ritornati anche in viale Autodromo dove la situazione si è fatta nuovamente pesante. Le giovani prostitute da qualche mese hanno preso possesso delle vie laterali arrivando ad appartarsi con i propri clienti perfino nei cortili interni o negli androni dei palazzi. Siamo arrivati al punto che, in alcuni casi, chi rientra nella propria abitazione si trova nell'imbarazzo di dover interrompere situazioni scabrose. Il fenomeno in viale Autodromo si trascina da mesi.
Fonte: Gazzetta di Modena - 07 luglio 2007
 
Norvegia: fino a sei mesi di carcere per i clienti
venerdý 06 luglio 2007
    

 

"La Norvegia non può essere un territorio per protettori e trafficanti. Vogliamo mettere fine alla prostituzione in Norvegia", ha dichiarato il ministro della Giustizia  Knut Storberget. Il Parlamento norvegese nel corso di quest'anno dovrebbe decidere su questa proposta di legge. Dato che la coalizione di centro sinistra, che detiene la maggioranza in Parlamento, ha già dichiarato il suo sostegno alla legge, la sua approvazione è praticamente sicura.

 

I sostenitori delle prostitute temono invece, che la legge indebolirà molto le condizioni delle donne.  "La legge metterà fine alla prostituzione di strada, ma non impedirà che le donne lavorino al chiuso o che vadano all'estero" ha dichiarato la coordinatrice dell' Initiative Centre Pro, Liv Jessen.

Questo renderà le donne ancora più vulnerabili, costringendole ad appoggiarsi a dei protettori.

In Svezia lo scambio di sesso a pagamento è illegale dal 1999. La Finlandia ne ha seguito l'esempio nello scorso anno, punendo i clienti delle vittime della tratta.

 

Fonte: Standard - Oesterreich


 

 
AIDS: al telefono verde 28.000 chiamate all'anno
venerdý 22 giugno 2007

 

 
mercoledì 20 giugno 2007
Roma - Come e dove fare il test sull'Hiv e attraverso quali vie si trasmette il virus. Queste le prime domande poste al Telefono Verde Aids (Tva - 800861061)) dell'Istituto superiore di sanita', che in venti anni, dal giugno 1987 ad oggi, ha ricevuto 575.815 telefonate, 28 mila l'anno. Il 71,9% degli utenti e' di sesso maschile e il 78% ha un'eta' compresa tra i 20 e i 39 anni; il gruppo piu' numeroso e' costituito da persone, non tossicodipendenti, che hanno avuto contatti eterosessuali (53,4%).Di questi, un quarto sono i clienti di prostitute, mentre il 28% sono persone che non hanno messo in atto comportamenti a rischio, ma temono di essere infettate. L'equipe di psicologi e ricercatori impegnati ogni giorno a dare consulenza e informazioni telefoniche ha raccolto piu' di un milione e mezzo di quesiti: la maggior parte, il 26,1% riguarda richieste di informazioni sul test, quasi alla pari con le modalita' di trasmissione (25,6%). Seguono gli aspetti psicologici e sociali (14,5%), la disinformazione (12,2%), la prevenzione (7,5%), le domande sul virus (6%), sui sintomi della malattia (3,5%), su terapia e ricerca. Il convegno "Prevenzione e Hiv" organizzato dall'istituto Superiore di Sanita' ha messo in luce che, a partire dal 1996, la proporzione di quesiti dai quali si evince l'adozione di comportamenti a rischio in campo sessuale e' pari al 7%. Dai dati raccolti dal Telefono Verde e' emerso che i clienti di prostitute sono la categoria piu' difficile da identificare e da raggiungere, eterogenea per eta', stato civile, stato sociale, provenienza etnica e culturale. L'eta' media e' 30 anni, il 75% ha meno di 35 anni. In aumento sono risultate le telefonate da parte di eterosessuali con partner occasionali: dall'11,23% del 1987 al 38,2% del 2006. Si tratta di giovani, con un'eta' media di 29 anni, per il 74% maschi. Dal 1995 le telefonate da parte di utenti stranieri sono state 2.227; il numero e' destinato ad aumentare dal momento che a partire da marzo il Telefono Verde offre un intervento di consulenza telefonica in sette lingue, sempre in modo anonimo e gratuito. Ultimo dato evidenziato la provenienza geografica: la maggior parte degli utenti risiede nel centro Italia, seguiti dagli abitanti del Nord, del Sud e delle isole. "L'intervento di counselling telefonico offerto dall'equipe del Tva - ha spiegato Annamaria Luzi, responsabile scientifico del Televono Verde Aids - consente alla persona/utente di esprimere dubbi, perplessita' e paure e di ricevere informazioni conformi alle sue reali necessita'. La persona diviene agente attivo di cambiamento, puo' fronteggiare la crisi e individuare in se stessa, nel suo contesto relazionale e sociale, le risorse necessarie per trovare, fra tante possibili soluzioni, quella che meglio si adatta alla situazione che sta vivendo. L'intervento e' incentrato sulle potenzialita' che ciascun individuo possiede per tutelare la propria salute e per adottare stili di vita sani attraverso scelte responsabili e consapevoli". Fonte: Agi/Federfarma

 

Scritto da Cybermed      www.cybermed.it

 
Amato: vietare la prostituzione sulle strade
venerdý 08 giugno 2007
 
06/06/07 - Roma

 

 Il ministro dell'interno Giuliano Amato è tornato oggi a proporre di mettere fuori legge la prostituzione in strada per combattere la criminalità organizzata e alleviare il disagio dei cittadini, affermando di non essere preoccupato per la privacy dei clienti delle prostitute.

"Sto proponendo da settimane di seguire l'esempio svedese di proibire la prostituzione in strada, cosa che consentirebbe alla polizia di agire più efficacemente", ha detto Amato rispondendo alla domanda di una cittadina che da Roma segnalava la presenza ingombrante della prostituzione sulle strade e il mancato intervento delle forze dell'ordine.

"Io non mi illudo di abolire la prostituzione - ha detto Amato - ma voglio toglierla dalla strada. Così si riduce l'impatto della criminalità sullo sfruttamento delle ragazze".

"Ciò significa prevedere anche che ci sia un reato nei confronti di quello sporcaccione del cliente, nei confronti della privacy del quale non ho alcuna particolare sensibilità", ha aggiunto il ministro.

Con la legislazione attuale, ha detto ancora il capo del Viminale, "si possono fare retate in strada e poi tutto torna come prima. Si ripulisce una notte e tre notti dopo siamo punto e a capo", anche se c'è una particolare attenzione da parte della polizia a identificare le prostitute minorenni.

Attualmente la prostituzione in Italia non è vietata, mentre ne è vietato lo sfruttamento. Una legge degli anni 50 - la cosiddetta Legge Merlin - ha vietato anche la pratica delle "case chiuse", cioè locali che offrivano ai propri clienti prostitute

 

Fonte: Reuters

 
Anche a Rimini si fa guerra alle prostitute
giovedý 24 maggio 2007


 
RIMINI (16 mag. 2007) Proprio mentre a Padova scendono in piazza le prostitute contro le multe che il Comune ha deciso di infliggere ai clienti, anche sulla riviera romagnola si riaccende il dibattito sulle “lucciole”. Il comune rispolvera infatti un provvedimento che era già stato approvato dalla precedente amministrazione e poi messo in archivio: contravvenzioni fino a 3000 euro per chi si ferma a bordo strada per parlare con una prostituta.
L’assessore alla polizia municipale di Rimini Roberto Biagini vuole così contrastare il ritorno della prostituzione sui lungomari, da dove era scomparsa all’inizio del 1998, data della prima delibera comunale. La vecchia ordinanza, firmata dall’allora sindaco Giuseppe Chicchi, interpretava in modo restrittivo una norma del codice stradale di intralcio al traffico per combattere appunto la prostituzione “di strada”.
"Da 500 a 3000 euro, noi applicheremo il doppio del minimo, mille euro - spiega il comandante della Pm, Vasco Talenti -. In settimana organizzeremo i turni e le squadre per l’attività preventiva e repressiva. Dalla prossima, inizieremo i controlli nelle zone individuate come più calde. Puntiamo a scoraggiare le meretrici, ma con l’ingresso ad esempio della Romania nell’Ue non è più possibile applicare le leggi sull’immigrazione verso le prostitute romene. Ma soprattutto faremo deterrenza verso i clienti".
Fonte emilianet 
 
PADOVA LE LUCCIOLE CHIAMANO LUXURIA
martedý 15 maggio 2007

LE LUCCIOLE CHIAMANO LUXURIA E PANELLA A SFILARE CON LORO

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Venezia: una ricerca promuove il Comune
martedý 15 maggio 2007
11/05/2007 -

  

"È un punto di partenza sbagliato credere che per eliminare la prostituzione si debba legalizzarla".

 

 

"È un punto di partenza sbagliato credere che per eliminare la prostituzione si debba legalizzarla". Un monito, quello lanciato oggi dall'assessore comunale alle Politiche sociali, Delia Murer, nell'ambito del seminario di presentazione della ricerca sui modelli legislativi nazionali e di governo del fenomeno della prostituzione e della tratta nei territori urbani, organizzato oggi a Ca' Farsetti. Una raccomandazione, quella dell'assessore, che deriva da anni di esperienza in prima linea sul fronte dell'aiuto, del monitoraggio e dell'assistenza attiva del Comune di Venezia e, in particolare, del servizio "Città prostituzione".

La ricerca presentata oggi, curata da Francesco Carchedi, Ulf Stridbeck, Vittoria Tola, analizza il quadro regionale europeo e i principali modelli legislativi, esaminando in particolare l'approccio proibizionista della Svezia, regolamentarista dell'Olanda e abolizionista dell'Italia e prendendo ad esempio, in quest'ultimo caso, proprio il servizio "Città prostituzione" del Comune di Venezia. Il criterio della ricerca che ha coinvolto il Comune di Venezia si è basato su interviste dirette a testimoni-chiave che, a vario titolo, interagiscono con il servizio: assistenti sociali, educatori, mediatori culturali e linguistici, ma anche agenti della Polizia municipale e di Stato. Oltre a queste figure operative, sono stati intervistati i professionisti dell'Assessorato. Il tutto con l'obiettivo di innescare dei meccanismi di riproducibilità delle esperienze positive per quanti vogliano intraprendere un percorso operativo analogo.

La ricerca ha dimostrato che il modello adottato dal Comune di Venezia è quello che riesce a controllare il fenomeno al meglio, contribuendo da un lato a creare una forte rete di aiuti sia per le donne che accettano di prostituirsi sia, a maggior ragione, per quelle costrette a farlo, attraverso una sinergia di intenti tra i vari operatori impegnati sul fronte del fenomeno.

Soddisfazione per i risultati dello studio è stata espressa dall'assessore Murer che ricorda come "le scelte repressive, come nel caso di quella svedese, non producono i risultati che si prevedevano. Per Venezia è stato importante portare a conoscenza questa esperienza che confronta i problemi dei cittadini ma anche il fenomeno della clandestinità e dove si cerca, con l'assidua presenza degli operatori, di mediare i conflitti e di porre in atto politiche di dissuasione della prostituzione nei luoghi piú abitati. E questo - ha concluso Murer - grazie a un forte e motivato lavoro di rete di tutti gli operatori dei servizi sociali e a un attento presidio del territorio" (red).

 

Fonte: Asg Media

 
Polonia: multare minigonne e scollature
lunedý 14 maggio 2007

 

Lo riferisce oggi il magazine Newsweek Polska 

 Minigonne e scollature osé, deputato polacco propone una 'multa'

 La 'ricetta' del conservatore Artur Zawisza "contro la tentazione sessuale" e per stroncare la prostituzione sulle strade

 

 Varsavia, 7 mag. (Adnkronos/Ign) - Multare chi indossa minigonne, trucco pesante e magliette troppo scollate per stroncare la prostituzione sulle strade polacche. E' questa la proposta di legge "contro la tentazione sessuale" sostenuta dal deputato conservatore polacco Artur Zawisza, secondo quanto racconta oggi il magazine Newsweek Polska.

 

 Zawisza, esponente del Partito per la legge e l'ordine (Pis) al potere, sta premendo da mesi sul ministero della Giustizia perché sostenga la sua idea, spiega il magazine. Il deputato ammette tuttavia che il provvedimento potrebbe creare qualche confusione. "Potrebbe accadere che una bella ragazza venga arrestata mentre torna a casa dalla discoteca", concede. Ma si dice fiducioso che la polizia sappia distinguere "fra le donne rispettabili e quelle che hanno perso la loro moralità".

 

 
La lotta della sex workers a Padova
lunedý 14 maggio 2007

Il primo cittadino Zanonato (ds): mi batto contro il degrado Prostitute e no

global in corteo

«Il sindaco non multi i clienti» Padova, già 10 contravvenzioni.

Le  lucciole: risarcimenti in natura. Mercoledì la manifestazione.

 

 

MILANO - Non sarà fine, ma chiamiamo le cose con il loro nome. A Padova,

dove il sindaco, a suon di multe, ha dichiarato guerra ai clienti delle

prostitute, si prepara la controffensiva: il puttan-day. Mercoledì 16

maggio, in corteo andranno le lavoratrici e i lavoratori del sesso.

Eterosessuali, omo, trans, comunitarie ed extracomunitarie. Protesta e

proposta, cioè il lancio ufficiale del «bollino rosa», con l'offerta di

risarcimento, non in denaro ma in prestazioni, al malcapitato che, colto in

flagrante e multato, esibisce alla «lucciola» il verbale della

contravvenzione (150 euro, 50 se il pagamento è immediato).

Le ribelli di Padova, dunque, guidate dalla brasiliana Kristal, potranno

contare sull'appoggio esterno della vecchia guardia italiana, capitanata

dalla suffragette Carla Corso e Pia Covre, dell'Arcigay e dei Disobbedienti

del centro sociale Pedro, che vedono il primo cittadino Flavio Zanonato (Ds)

come il fumo negli occhi. Sicché, tutto è buono per dagli addosso. Ieri era

il muro anti- spaccio di via Anelli, oggi le ronde del buoncostume.

Per la manifestazione, i ragazzacci hanno già preparato un cartello non

propriamente political correct: «Zanonato multa Sircana». Tre parole che,

alludendo alla disavventura del portavoce del premier Prodi, ironicamente,

sintetizzano il provvedimento del sindaco. «È facile criticare, magari

buttandola sul ridere, sfido chiunque, però, ad abitare nella zona

dell'Arcella dove la densità delle prostitute al lavoro è intollerabile -

spiega Zanonato - Poi c'è l'indotto. Chi passa a vendere i preservativi, chi

i Kleenex, per non parlare della droga. Io non combatto la prostituzione in

quanto tale (so bene che non è reato), combatto il degrado di un quartiere

della mia città». «Mi deve credere - incalza - se le dico che, ogni giorno,

arrivano nel mio ufficio frotte di cittadini esasperati. Chi si lamenta

dell'indegno spettacolo che turba i figli minori, chi del frastuono dei

clacson delle auto, chi della sporcizia diffusa. E chi ti mette sotto il

naso un quesito come questo: ho comprato una casa, pago un muto di 300.000

euro; visto lo scempio, la venderei subito. Già, ma a quanto? La prende

lei?».

In altre parole, la crociata municipale, che ha raccolto consensi e applausi

tra molte persone, mirerebbe non certo a cancellare il fenomeno della

prostituzione nelle strade della città del Santo («in alcuni Paesi questo

divieto c'è», osserva il sindaco) quanto a farlo calare, decomprimendo le

aree più calde. Il diktat comunale proibisce a chiunque di contrattare

dall'automobile una prestazione sessuale. È in vigore da un paio di giorni,

e le contravvenzioni inflitte sono circa una decina. Anche le forze

dell'ordine sono mobilitate, a fianco del sindaco. Nel mirino, le prostitute

extracomunitarie irregolari: 150 identificazioni in un mese e mezzo, 40

fogli di via. C'è anche il problema delle minorenni. «Andrebbero rimandate

un famiglia - notano in Questura -. Di fatto, vengono affidate alle comunità

di recupero. Ma le fughe sono numerose». Fatto sta che, in questi giorni di

«coprifuoco», nel timore di venire intercettate, si nascondono nelle case

d'appuntamento, e lì si prostituiscono. Alcune associazioni di volontariato

cercano di scovarle, per liberarle dalla schiavitù, secondo il modello di

don Benzi. «Darò loro una squadra di vigili urbani in supporto», annuncia il

sindaco. A polemica si aggiunge polemica. Pia Covre grida all'«ignominia

della politica di Zanonato». E Max Gallob del Pedro: «Saremo in piazza con

le prostitute contro le logiche securitarie e proibizioniste della giunta».

 

Fonte: Corriere.it

Marisa Fumagalli

12 maggio 2007

 
Sex workers in corteo contro Zanonato
lunedý 14 maggio 2007

  

di Claudio Malfitano
PADOVA. Prostitute in corteo contro Zanonato: alla luce del sole, a volto scoperto, senza vergogna. E soprattutto con dignità. Un «colpo al cuore» del moralismo cittadino. Accadrà mercoledì 16 maggio, nel pomeriggio: un corteo allegro che sfilerà dalla stazione a palazzo Moroni. Qui le «lavoratrici del sesso» chiederanno un incontro con il primo cittadino, artefice dell’ordinanza anti-lucciole che prevede multe ai clienti in macchina e multe alle prostitute poco vestite. «Abbiamo una funzione sociale. No alle multe. Sì alle aree a luci rosse», spiegano le leader della protesta: la napoletana Anna e la transgender brasiliana Kristal.
 Il 16 maggio quindi sfilerà in città un «originale» corteo con bandiere, palloncini, striscioni e cartelli. «Ne sto già elaborando uno - racconta Kristal -. Scriverò: “Caro cliente, non accostare: telefonami!”. E metterò anche il mio numero: così non prenderanno multe». Sì, perché sono decise a dirlo: ordinanza o non ordinanza, loro dalla strada non se ne andranno. Perché? «Perché in appartamento, vivendo sole, rischiamo di essere aggredite, violentate o vittime di furti - racconta Anna -. Mentre sul marciapiede ci proteggiamo l’una con l’altra». Hanno aspettato che il sindaco firmasse l’ordinanza prima di dare vita a una protesta spontanea, autorganizzata, semplice. Ma con forte significato politico: «Questa ordinanza non è altro che un modo per distogliere l’attenzione dei padovani dai veri problemi della città: un tram che non funziona e lo spaccio che è sempre più diffuso - attacca Kristal -. Ma queste soluzioni non servono: la Ztl al Pescarotto ha fatto sì che al posto delle prostitute adesso ci siano gli spacciatori. Guarda caso la stessa cosa è accaduta qualche anno fa in via Anelli. E a proposito: quelli che si fermano in macchina ad acquistare droga non intralciano il traffico?». Il corteo delle lucciole partirà alle 16 da piazzale stazione, proseguirà per via Codalunga, piazza Mazzini, via Giotto, via Matteotti, piazza Insurrezione, via Busonera, piazza dei Frutti, via Oberdan e arriverà alle 18.30 davanti a palazzo Moroni. Saranno un centinaio. E sono aperte le adesioni alle associazioni e ai partiti che vorranno partecipare.
 Le multe. Un corteo in difesa dei clienti, ma non solo: la protesta è anche contro le multe alle stesse prostitute. «Ci sono ragazze giovani che si drogano e poi vanno a prostituirsi mezze nude - racconta Anna -. Ma siamo noi le prime a dire di rivestirsi». Kristal su questo punto è più arrabbiata: ha già vissuto l’umiliazione di una multa per «travisamento» (in base a un regio decreto del 1931 che colpisce le trans). «Ci danno una multa sapendo che per pagarla saremo costrette a vendere nuovamente il nostro corpo - sottolinea -. E’ sfruttamento della prostituzione legalizzato per arricchire il Comune».
 Le storie. Sarà una sorta di «lucciola-Pride», per rivendicare il ruolo sociale delle lavoratrici del sesso: «Ho un cliente disabile che arriva accompagnato da un amico - racconta Anna -. C’è anche chi paga solo per parlare». E il triste racket dello sfruttamento? «Noi lo facciamo liberamente, senza sfruttatori - risponde Kristal -. Ed anche la maggior parte delle ragazze dell’est, secondo noi, è libera. Il problema è che sono irregolari: quest’ordinanza colpirà solo noi che abbiamo i documenti».
 Le proposte. Sul piatto le lucciole portano non solo proteste ma anche proposte. L’idea è quella di provare a chiedere un appuntamento con il sindaco Zanonato, a fine manifestazione. «Andrebbe benissimo se organizzassero un’area per noi. Però dovrà essere autogestita: così finalmente le prostitute avranno dei diritti oltre che dei doveri». E infine se l’ordinanza dovesse rimanere la richiesta è chiara: «I soldi delle multe siano utilizzati per aiutare le associazioni che ci danno una mano, come la Mimosa - conclude Kristal -. Hanno un camper e ci portano il thè e i preservativi: un faro nel mare dell’indifferenza».
(08 maggio 2007)
Fonte: L'Espresso on line
 
Il sindaco di Padova multa i clienti
lunedý 14 maggio 2007
«Le multe? Cominceremo verso fine settimana, bisogna organizzare il servizio e dare tempo alla gente di imparare bene i divieti appena affissi all’albo pretorio».

Lucio Terrin, comandante della polizia municipale di Padova, parla chiaro. L’ordinanza anti prostitute firmata dal sindaco, Flavio Zanonato, che prevede multe salate per i clienti che si fermano a parlottare con le lucciole, ha bisogno di un po’ più di tempo rispetto a quello previsto dalla politica.

Le pattuglie in borghese ci saranno, assicura il comandante. «Ma gli agenti sono quelli che sono», spiega Terrin. Ecco i numeri su cui discutere: 262 agenti all’attivo oggi, 304 quelli in servizio fino a circa 2 anni fa. Ovvero meno 42 “unità”. «Per organizzare le nuove pattuglie in borghese - conclude Terrin - dovremo mettere la pattuglia notturna, che solitamente fa servizio in città, in un’auto civetta».

L'ordinanza del sindaco Zanonato "in pillole".

Considerati i comportamenti imprudenti, in violazione del Codice della strada, nelle zone in cui è esercitata la prostituzione (code, frenate improvvise, repentini arresti dei veicoli e intralci al traffico con grave pericolo per la pubblica incolumità) e considerato che la prostituzione esercitata su suolo pubblico con abbigliamento indecoroso, indecente o mostrando nudità è vietata dall'art. 5 del regolamento di Polizia urbana, il Sindaco di Padova ha introdotto delle misure per una maggiore sicurezza stradale e un decoroso utilizzo del demanio comunale (ordinanza del 3 maggio 2007).

L'ordinanza VIETA in tutto il territorio comunale:
1 -  di fermare i veicoli per contrattare sulla pubblica via prestazioni sessuali a pagamento
2 -  di mostrarsi in pubblico con abiti che offendano il comune senso del pudore.
La violazione ai divieti sopraindicati prevede una sanzione da 25 a 500 euro.

 

 

Fonte: Padovanews

 
Parla Madame Dc, incriminata per sfruttamento della prostituzione a Washington
martedý 08 maggio 2007

 WASHINGTON (STATI UNITI)

 

Le più richieste erano le cinquantenni: parola di Deborah Jeane Palfrey, 51 anni ben portati lei stessa e la donna al centro dei balletti rosa di Washington che hanno già fatto rotolare la testa dell'«uomo castità» dell'amministrazione Bush. Palfrey ha aperto un nuovo spiraglio sulla vita delle sue belle di giorno e dei loro illustri clienti in una intervista con la Abc: «Non ho mai posto un limite di età. Prendevo donne ben oltre i cinquant'anni. Erano le più popolari dello staff».

ESCORT SERVICE - La D.C. Madam, come è stata soprannominata dai mass media americani, aveva gestito dalla California per 13 anni un'istituzione della capitale americana: un «escort service», le cui ragazze, incaricate di fornire ai clienti, secondo le parole di Palfrey, «fantasie sessuali perfettamente legali» a 275 dollari, erano tutte rigorosamente part-time:
«Volevo che lavorassero o che andassero a scuola durante il giorno», ha confidato la donna alla Abc. La sua agenzia «Pamela Martin and Associates» ruotava su tre turni a settimana per escort. Alle 23, tutte a nanna: «Si dovevano svegliare l'indomani alle sei o alle sette per andare al lavoro». Venivano da lei perché avevano bisogno di soldi: non solo studentesse,
ma anche casalinghe disperate, una professoressa di college, una ricercatrice di medicina, una ufficiale di Marina, un'agente immobiliare. La Palfrey è stata incriminata per sfruttamento della prostituzione.

15 MILA CLIENTI - Lo scandalo, legato alla sua lista di 15 mila clienti, ha già travolto Randall Tobias, il vice del segretario di Stato Condoleezza Rice responsabile per gli aiuti all'estero e l'uomo di punta dei programmi anti-Aids dell'amministrazione Usa basati sulla castità, che si è dimesso confessando di essersi fatto fare «massaggi» (niente sesso) dalle ragazze
del giro Pamela Martin.

VIP COINVOLTI - Tobias era stato messo in mezzo dalla Abc a cui la Palfrey aveva «regalato» giorni fa i tabulati con i numeri telefonici dei clienti per indurli, sulla spinta di un'inchiesta giornalista, a uscire allo scoperto e testimoniare a suo favore: molti vip della capitale sarebbero coinvolti nella vicenda, tra questi, Harlan Ullman, il consulente del
Pentagono a cui è attribuita la paternità della frase «shock and awe» usata all'inizio della guerra in Iraq. Secondo fonti della Abc nell'elenco entrerebbero anche un economista dell'amministrazione Bush, il Ceo di una importante corporation, il capo di un think tank conservatore, lobbisti e militari.



 Fonte: Corriere della sera - 04 maggio 2007

 
Le sex workers protestano a Calcutta per il primo maggio
giovedý 03 maggio 2007

THOUSANDS of Indian sex workers took to the streets in the Marxist-ruled West Bengal state to press for better working conditions.

Some 5000 prostitutes joined a torchlight rally to mark May Day in the state capital Kolkata, saying sex workers should be given a different legal status.

“Give us legal status of entertainers,” said banners the women carried in the rally, which snaked from Kolkata's largest red light district of Sonagachi to a university campus, witnesses and police said.

Prostitution is illegal in India but the police turn a blind eye to the flourishing trade in impoverished states such as West Bengal.

Rally participants, encouraged by onlookers who whistled and waved, said the sex workers will also crank up a campaign against archaic anti-prostitution laws passed by the British when it ruled India.

“The sex workers will soon launch a campaign across India to press their demands for their recognition as entertainment workers and the abolition of such laws,” Swapna Gayen, a rally leader, said.

 

fonte_couriernews

 
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