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Sentenza Consiglio di Stato: l'articolo 18 non è premiale
giovedì 26 aprile 2007

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L’omicidio di Manuela vuole delle risposte
giovedì 26 aprile 2007

 

L’ultima è stata Manuela! Orribilmente, ferocemente, a cadenza regolare, e proprio per questo ancora più assurdo, una persona transessuale viene uccisa. Nell’indifferenza che rasenta il cinismo di una società che continua ancora a dirsi avanzata, democratica, libera ma che rispetto al pregiudizio, al moralismo, all’ipocrisia, alla violenza nei “nostri” confronti dimostra tutti i suoi limiti e il suo fallimento. Diciamolo pure… la ferocia nei confronti di tutte le persone diverse è purtroppo aumentata! Essa cresce e si sviluppa in rapporto al diffondersi di una cultura e di una politica conservatrici e integraliste che hanno fatto dell’Italia il loro laboratorio di eccellenza. Abbiamo pagato da sempre un prezzo altissimo per il nostro diritto di essere, per anni e secoli rinchiusi nei manicomi, poi nelle carceri, per continuare ad essere umiliate, annullate, ferite e massacrate nelle strade e nelle case… e questa la chiamano democrazia?! Bisogna avere una concetto molto bislacco di democrazia per considerare tale una società in cui a migliaia di persone non vengono riconosciuti diritti e dignità. Una società i cui leeder politici e spirituali predicano odio e intolleranza, dicendoci poi che la violenza è figlia della degenerazione, dell’amore debole e del peccato. E l’istigazione all’odio allora come va considerata come amore di dio?

Colui (usiamo il maschile perché questo è il genere dei nostri assassini) o coloro che hanno ammazzato Manuela sono gli stessi che hanno ammazzato Katty, Cora, Giusy o che ci hanno provato con Francesca, Cleo, Jessica e tante altre nostre amiche, sono gli stessi che a Torino hanno spinto al suicidio Matteo e tanti altri ancora di cui non si sa e non si deve sapere. Lo hanno fatto perché vivono in una società che permette loro di farlo, che concede loro tutte le attenuanti e per assurdo anche il premio per avere eliminato una persona degenere. La regia del massacro di Manuela è la stessa che Sandra Alvino denuncia nella sua bellissima e toccante biografia e cioè quella morale chiusa e ipocrita di cui l’Italia è produttrice e vittima.

 

 
Il Partito Laburista della Norvegia vota a favore della criminalizzazione del lavoro sessuale
martedì 24 aprile 2007
Il Partito Laburista della Norvegia ha votato a favore della criminalizzazione del lavoro sessuale, ora insieme ai Cristiano Democratici e ai socialisti avranno una magioranza sufficente a far passare la legge proibizionista in Parlamento
 
IN OLANDA UN MONUMENTO PER LE PROSTITUTE VITTIME DELL'ODIO. E QUI?
sabato 14 aprile 2007

di Maria Ornella Serpa  su LIBERAZIONE 12.4.2007 

 La Storia

 
Roma: Salaria telecamere inutili
martedì 10 aprile 2007
Salaria - D'Amato: "telecamere inutile"
di Omniroma 02/04/2007
 
Sesso a pagamento con i disabili: in Olanda le volontarie del piacere
martedì 03 aprile 2007

L¹associazione di Zeist: «2.500 contatti all¹anno. Il prezzo? 85 euro per un¹ora e mezzo»

 

ZEIST (Olanda) ‹ «Loro si sentono bene e io provo belle sensazioni nell¹offrire il mio aiuto a chi ne ha bisogno ». Così l¹infermiera olandese Tika spiega perché ha deciso di estendere il suo lavoro di assistenza agli handicappati anche al sesso, entrando tra i «volontari a pagamento » dell¹Associazione per le relazioni alternative Sar di Zeist in Olanda, che si dichiara la prima al mondo nata per risolvere questa esigenza ai disabili impossibilitati a soddisfarla. Il Sar è un¹espressione tipica della permissiva cultura laica degli olandesi. Ma è guardata con sempre meno pregiudizi anche dai cattolici da quando Papa Giovanni Paolo II ammonì: «Particolare attenzione merita la cura delle dimensioni affettive e sessuali della persona handicappata. Si tratta di un peso spesso rimosso e affrontato in modo superficiale e riduttivo o addirittura ideologico ».
La Bbc di Londra ha raccontato il caso delle suore di un ospedale di Oxford, che hanno aiutato un ventenne handicappato a trovare una prostituta su Internet per esaudire il suo desiderio di provare cosa è il sesso. A Zeist si sono organizzati. «Con dodici volontarie e cinque volontari consentiamo circa 2.500 contatti sessuali all¹anno, richiesti al 95% da handicappati maschi e per il resto da donne», spiega uno dei fondatori del Sar, René Vercoutre, olandese, 65 anni, immobilizzato sulla sedia a rotelle da quando aveva 15 anni. Sposato e padre di due figli, Vercoutre dopo il divorzio non si rassegnò a considerare l¹astinenza sessuale obbligata come l¹immobilità. Nell¹82 fondò l¹associazione con altri quattro disabili nella sua Zeist, un piccolo centro vicino a Utrecht. All¹inizio emergevano problemi, tra cui richieste «sommerse» di regali costosi dopo le prestazioni sessuali. Poi è stato sviluppato il sistema del «volontariato a pagamento». Un incontro dura in genere un¹ora emezzo e costa 85 euro, che vanno quasi tutti ai volontari.
Una piccola parte copre le spese del Sar, che opera come un call center autogestito dagli handicappati. Il prezzo fisso scoraggia gli abusi, l¹illusione di coinvolgimenti sentimentali e le richieste troppo frequenti. La «procedura» è semplice. Si telefona e si chiede un contatto a casa o in albergo. La volontaria o il volontario valutano la situazione caso per caso. «Più della metà dei clienti hanno handicap mentali, gli altri fisici‹dice Vercoutre ‹. Operiamo in Olanda e nelle zone di confine del Belgio e della Germania. Alcuni clienti arrivano da lontano. Un medico di Roma viene due volte all¹anno in Olanda per beneficiare dei nostri contatti». Molti disabili preferiscono sempre lo stesso partner. Altri cambiano frequenza e volontari. Alcuni sono ricorsi al Sar perché volevano provare almeno una volta nella vita. «L¹esperienza mi ha fatto capire che il sesso è molto importante per gli handicappati e che una prostituta spesso non ha la delicatezza necessaria in queste situazioni‹ afferma Carolien, volontaria del Sar da 15 anni ‹.
Dopo un contatto soddisfacente i disabili si sentono meglio, si tranquillizzano, guadagnano in autostima. Ero assistente di un medico quando dei pazienti del Sar mi convinsero a provare. In genere i contatti con chi ha ritardi mentali sono più difficili rispetto a quelli con chi ha handicap solo fisici». Scettici restano gli organismi assistenziali olandesi. «Solo pochi comuni danno un contributo minimo ai clienti del Sar‹dice Vercoutre ‹. Invece andrebbero aiutati tutti gli handicappati con difficoltà economiche, come avviene per le prestazioni di uno psicologo o di un fisioterapista». Qualche disabile a volte si innamora. «Noi lo incoraggiamo a vivere i suoi sentimenti nel proprio intimo, chiarendogli però che non possiamo ricambiarli ‹ afferma Tika, che si fa chiamare così per tenere riservato il suo nome ‹.
Di questa mia attività parlo solo con pochi amici fidati. In Olanda quello che fa il Sar tanti non lo apprezzano». Pol K., 36 anni, immobilizzato dalla nascita, i contatti li richiede solo tramite la badante per tenerli nascosti ai genitori.


Ivo Caizzi

02 aprile 2007

 
CAMA LILA denuncia l'assitenza domiciliare negata
martedì 03 aprile 2007
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L’ASSISTENZA DOMICILIARE NEGATA

 

 

Bari, 30.03.2007 – Si celebrava un 1 Dicembre (Giornata Mondiale di Lotta contro l’Aids) molto triste (imbavagliamento dinnanzi al Municipio di Bari), quando ci arrivò, come se non bastasse (viste le ripetute intimidazioni subite attraverso 5 incendi perpetrati contro la nostra sede operativa, dei quali l’esecutore è rimasto ancora sconosciuto), improvvisa ed ingiustificata la notizia che sia gli infermieri che il medico dell’Unità Operativa Domiciliare della Clinica di malattie infettive dell’A.O. Policlinico di Bari non avrebbero prestato più la loro opera al domicilio dei pazienti affetti da AIDS conclamata e, dunque, inseriti nel servizio previsto dalla Legge 135/90.L’Assistenza Domiciliare Integrata ai soggetti affetti da AIDS è un servizio attivo dal 1998 e che vede impegnati 3 (tre!!) enti: la UAD della Clinica di malattie infettive dell’A.O. Policlinico di Bari per quanto riguarda la parte medico/infermieristica, l’associazione di volontariato CAMA LILA convenzionata con la la ASL BA (già AUSL BA/4) per quanto riguarda la parte psico/sociale.Da Dicembre 2006 ad oggi, nonostante i finanziamenti che dal Ministero della Salute, attraverso la Regione Puglia giungono anche nelle casse dell’A.O. Policlinico di Bari e, dunque, alla Cinica di Malattie infettive diretta dal Prof. Pastore, nonostante le numerose lettere inviate alla Direzione generale del Policlinico, nonostante i ripetuti incontri avuti sia con l’Assessore alla Sanità della Regione Puglia che con il Direttore Sanitario dell’A.O. Policlinico di Bari, i 16 pazienti inseriti nel sevizio di Assistenza Domiciliare non ricevono più le visite degli infermieri e del medico della Clinica su citata.Nella nota inviata dalla nostra Associazione in data 27.02.2007 a tutti gli Enti preposti si denunciava ancora una volta la grave situazione, poiché tutto ciò continua a porre il sistema in seria difficoltà, e, soprattutto, non garantisce, ai pazienti inseriti in assistenza domiciliare, il diritto sancito dalla L. 135/90, dal D.P.R. 14.09.91 e D.M. del 13.09.1991 e cioè quello di ricevere “al proprio domicilio” le prestazioni medico/infermieristiche di esclusiva competenza della Clinica di malattie infettive – Università di Bari – A.O. Policlinico di Bari. Inoltre, nella stessa nota, veniva ribadito che data la totale assenza della UAD (Unità Assistenza Domiciliare della Clinica di malattie infettive – Università di Bari – A.O. Policlinico di Bari), tutto l’onere del Servizio ricade sugli operatori della nostra equipe, i quali continuano ad essere costretti ad accompagnare i pazienti inseriti nell’ADI AIDS, per prelievi di routine e visite infettivologiche, presso il Day Hospital della Clinica su menzionata (cosa non contemplata dalla legge, è come se una persona ricoverata occupasse due posti letto!!!!), anche in presenza di acuzie derivanti da sopraggiunte infezioni correlate (es: bronchite, febbre, scompensi da HCV ecc…), che in soggetti con un sistema immunitario debilitato possono causare pericolosissime  conseguenze.In tale situazione non è possibile effettuare delle riunioni di verifica sia con il medico responsabile, sia con gli infermieri poiché manca assolutamente la circolarità delle informazioni; vi è l’assoluta mancanza di punti di riferimento certi e, soprattutto presenti e tutto ciò provoca sia un andamento a compartimenti stagni, sia l’assoluta disorganizzazione delle modalità con cui si interviene al domicilio dei pazienti e, sappiamo benissimo che, per la tipologia delle persone assistite, questo non è propriamente il massimo!! Tant’è che tutte le lamentele da parte degli assistiti, non attribuibili alla nostra parte di competenza, vengono comunque riversate sui nostri operatori e ciò non è più accettabile.La questione, come detto più volte denunciata agli organi competenti, non ha mai raggiunto, in questi quattro mesi, un positivo sviluppo, nonostante le promesse e le rassicurazioni e, dunque, vista la seria necessità di riscontri in merito, il CAMA LILA denuncia pubblicamente l’incresciosa situazione ed avendo raccolto le denunce di mancata assistenza da parte dei 16 pazienti inseriti nell’ADI AIDS, se a tale grave problematica non si porrà rimedio, il Direttivo dell'associazione si vedrà costretto ad interessare, attraverso un esposto, la Procura della Repubblica. 

 

IL PRESIDENTE

 

Dr.ssa Angela Calluso 

 

Per informazioni: 0805353877 - 3489024679

 
Ecco la statua in onore delle Sex workers di tutto il mondo!
lunedì 02 aprile 2007
bellegroot
 
Indonesia: scuole islamiche ospiteranno prostitute disoccupate
venerdì 30 marzo 2007
 


Giakarta, 21 mar. (Aki) - Cinque scuole islamiche del distretto di Jember, Giava Est, si sono dette pronte ad ospitare dal primo aprile le 169 prostitute che saranno costrette ad abbandonare le case di piacere dove lavorano. Secondo quanto riporta la stampa locale, oltre ad fornire ospitalità alle donne - che operano nel quartiere a luci rosse di Puger - le scuole islamiche avrebbero offerto un lavoro, una piccola somma per iniziare un'attività economica, e ''una guida morale''. Il quartiere sarà chiuso a giorni per ordine dell'amministrazione locale che ha revocato lo statuto di 'area legalmente protetta'.

L'annullamento della licenza di Puger segue un trend che ha visto diverse altre amministrazioni locali revocare i permessi ad altre zone di piacere protette a Giakarta e in altre parti dell'arcipelago. I quartieri a luci rosse protetti, chiamati lokalisasi', sono piuttosto diffusi nelle principali città dell'arcipelago dove spesso cadono sotto la protezione dell'esercito, che in Indonesia è autorizzato a intermediazioni d'affari per autofinanziarsi. La lokalisasi più famosa - con oltre 1600 prostitute in attività - è 'Dolly' situata a Surabaya, la più grande città di Giava Est.

Fonte : Adn Kronos

 
Critiche alla campagna "Potrebbe essere tua figlia" promossa dal Comune di Roma
venerdì 30 marzo 2007
Duemila manifesti, duemila locandine, cinquemila pieghevoli e altri quattro manifesti da 38 metri affissi e diffusi su tutto il territorio del XII Municipio a Roma. E' partita così, da più di un mese, la campagna di sensibilizzazione e informazione contro la prostituzione minorile "Potrebbe essere tua figlia". Questo lo slogan scelto dal XII Municipio per dissuadere padri di famiglia, e non solo, ad alimentare la tratta delle minorenni e sensibilizzare l'opinione pubblica sulla prostituzione di ragazze, spesso straniere, tra i 14 e i 16 anni. Una campagna pubblicitaria che lascia perplessi e che fa discutere.

"Abbiamo scelto un messaggio forte che arrivi dritto alle coscienze delle persone, affinché non restino indifferenti - spiega Patrizia Prestipino, presidente del XII Municipio - la prostituzione minorile costituisce una piaga per l'Eur, ed è un fenomeno che passa troppo inosservato. E' giusto, quindi, ricordare a quelle persone, che si potrebbe trattare delle loro figlie". Ma non c'è solo questo. "Abbiamo previsto, infatti, - precisa Prestipino - interventi per il recupero sociale e lavorativo di queste ragazze, e sono disponibili anche delle borse di studio". Inoltre, il Municipio sta lavorando per attivare un numero verde cittadino, non solo per denunciare situazioni a rischio, ma anche come strumento per le vittime della prostituzione minorile.

"La campagna pubblicitaria, per il momento, ha avuto molto successo - dice la presidente del XII Municipio - mi hanno chiamato anche da altre città, come Milano e Napoli, per avere delle informazioni. Mi sono arrivate critiche soltanto da due persone (due uomini), che hanno trovato i cartelloni scandalistici".

Critiche alla campagna pubblicitaria del XII Municipio sono arrivate, invece, da Ornella Serpa, fondatrice del Codipep, il Coordinamento per la difesa delle persone prostitute; una prostituta, ormai veterana, che ha scelto liberamente e consapevolmente la sua professione. "Questa è una campagna moralistica e terroristica, che non risolve certo il problema". Dichiara la donna, la quale accusa: "Noi ci sentiamo totalmente abbandonate ed escluse dalle istituzioni. E questa campagna ne è la dimostrazione, non siamo state neanche contattate dall'amministrazione prima che prendesse la decisione di riempire l'Eur di tali manifesti". "Questa campagna terroristica, come le retate di polizia e carabinieri d'altra parte - aggiunge Serpa - non fanno altro che peggiorare il fenomeno: ora cercheranno luoghi più nascosti, dove però si possono consumare più abusi, e non parlo solo dei clienti e degli sfruttatori". "Il fenomeno della prostituzione minorile può essere risolto - conclude - soltanto culturalmente, non considerando più la donna come oggetto".

Fonte : www.rivistaonline.it  autore : Michela Bevere 
 
Confermata la legge anti-prostituzione da Corte d’Appello USA
venerdì 09 marzo 2007
 

Il Global Health Council protesta

 
Vietata anche in Italia la pubblicitá sessista di D&G
mercoledì 07 marzo 2007

La pubblicità di Dolce & Gabbana, quella che ha fatto tanto scandalo, già da ieri è vietata in tutta Italia. Lo rende noto il Comitato di Controllo, organo deputato dal Codice di Autodisciplina Pubblicitaria a tutelare gli interessi dei cittadini-consumatori. Il 21 febbraio, il Comitato di Controllo aveva emesso una "ingiunzione di desistenza": l'inserzionista, cioé Dolce & Gabbana, aveva tempo per opporsi e non l'ha fatto, quindi il provvedimento "ha acquisito efficacia di decisione definitiva il 5 marzo, e dovrà essere osservato da tutti i mezzi" del sistema pubblicitario.

L'Istituto di Autodisciplina pubblicitaria, proprio perché sono state tante le richieste di vietare il messaggio (che mostra una donna, bloccata per i polsi, a terra, da un uomo a torso nudo, con altri che assistono alla scena) spiega anche che questo è stato ritenuto "in manifesto contrasto con gli articoli 9 (violenza, volgarità, indecenza) e 10 (convinzioni morali, civili, religiose e dignità della persona) del codice di autodisciplina. Il provvedimento (testo su www.iap.it) sottolinea che la donna "é rappresentata in modo svilente, quale mero oggetto della prevaricazione maschile", ha "un'espressione alienata, uno sguardo assente", non fa percepire "né intesa né complicità" con uno dei tre. Anzi "nell'ambiguità del suo atteggiamento, trasmette l'impossibilità di sottrarsi a ciò che accade, in quanto immobilizzata e sottomessa alla volontà di un uomo, nonché agli sguardi impassibili, ma in qualche modo partecipi e di attesa, degli altri due". L'immagine "pur non riportando espliciti riferimenti alla violenza fisica" proprio per l'atteggiamento passivo e inerme, "evoca la rappresentazione di un sopruso o l'idea della sopraffazione nei confronti della donna stessa". (Ansa)


Dolce&Gabbana: Giurì, Stop a spot; offende la dignità delle donne

Il Comitato di controllo di autodisciplina pubblicitaria ha deciso di sospendere la pubblicita' di Dolce&Gabbana da tutti i media, perche' offende la dignita' della donna. Lo ha reso noto la ministra Pollastrini. "Con grande soddisfazione ho accolto la decisione del Giuri' che ha sospeso la pubblicita' di Dolce&Gabbana ritenendola lesiva degli articolo 9 e 10 del Codice di autodisciplina, come avevo sottolineato nella mia richiesta di intervento" ha detto la Ministra per i Diritti e le Pari Opportunita', Barbara Pollastrini. "L'Istituto di controllo, con la sua decisione tempestiva divenuta operativa ieri, ha contribuito ad impedire che un messaggio pubblicitario continuasse ad offendere la dignita' delle donne. La violenza e' un dramma che si consuma in famiglia, nei luoghi di lavoro, per strada. Una vera e propria guerra -ha aggiunto la Ministra- tanto silenziosa quanto dolorosa che non puo' essere trasformata in una rappresentazione per vendere qualche abito in piu'. Per quanto mi riguarda - ha continuato la Pollastrini - continuero' a stare dalla parte delle vittime con tutti gli strumenti possibili impegnandomi, innanzitutto, per un rapido iter parlamentare del disegno di legge sulla violenza". (Repubblica 6/03/07)


Dolce&Gabbana: Giurì, Stop a spot; offende la dignità delle donne

Il Comitato di controllo di autodisciplina pubblicitaria ha deciso di sospendere la pubblicita' di Dolce&Gabbana da tutti i media, perche' offende la dignita' della donna. Lo ha reso noto la ministra Pollastrini. "Con grande soddisfazione ho accolto la decisione del Giuri' che ha sospeso la pubblicita' di Dolce&Gabbana ritenendola lesiva degli articolo 9 e 10 del Codice di autodisciplina, come avevo sottolineato nella mia richiesta di intervento" ha detto la Ministra per i Diritti e le Pari Opportunita', Barbara Pollastrini. "L'Istituto di controllo, con la sua decisione tempestiva divenuta operativa ieri, ha contribuito ad impedire che un messaggio pubblicitario continuasse ad offendere la dignita' delle donne. La violenza e' un dramma che si consuma in famiglia, nei luoghi di lavoro, per strada. Una vera e propria guerra -ha aggiunto la Ministra- tanto silenziosa quanto dolorosa che non puo' essere trasformata in una rappresentazione per vendere qualche abito in piu'. Per quanto mi riguarda - ha continuato la Pollastrini - continuero' a stare dalla parte delle vittime con tutti gli strumenti possibili impegnandomi, innanzitutto, per un rapido iter parlamentare del disegno di legge sulla violenza". (Repubblica 6/03/07)

 

 

 
Dolce e Gabbana: ritirate questa pubblicità violenta e sessista
mercoledì 28 febbraio 2007

Scritto da Associazione Orlando   

lunedì 26 febbraio 2007

 

 Su proposta di alcune socie, l'Associazione Orlando si fa promotrice della richiesta di ritiro di una pubblicità violenta e sessista di Dolce e Gabbana. Chi, singola e/o associazione, volesse aderire all'iniziativa, può inviare una mail, segnalando nome e cognome a: Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo .

 

Il 19 Febbraio scorso in Spagna l'Instituto de la Mujer, un ente che è parte del Ministero del Lavoro del governo spagnolo, insieme a varie associazioni femministe e gruppi dei consumatori spagnoli, ha chiesto, con una lettera aperta di protesta all'azienda di moda Dolce e Gabbana, il ritiro di una pubblicità dei loro prodotti rappresentante una scena di stupro di gruppo (o più esattamente, pre-stupro di gruppo): un giovane maschio chino su una ragazza, che lui tiene bloccata a terra per i polsi, mentre altri quattro giovani maschi stanno attorno guardando impassibili la scena. L'Osservatorio dell'Immagine dell'Instituto de la Mujer, che si occupa di monitorare la rappresentazione della donna nei media, ha dichiarato che questa pubblicità incita alla violenza contro le donne, perché "se ne può dedurre che è ammissibile l'uso della forza come modo di imporsi alle donne" e che questo tipo di immagine "rafforza atteggiamenti che al giorno d'oggi sono un crimine, attentano contro i diritti delle donne e ne denigrano l'immagine". L'Istituto ha chiesto a tutti i mezzi di comunicazione, stampa, televisione, ecc. di non prestarsi alla diffusione di questa immagine. L'associazione dei consumatori FACUA e il partito dei Verdi spagnoli si sono associati all'appello dichiarando che l'annuncio viola l'articolo 3 della legge spagnola sulla pubblicità, che proibisce ogni annuncio che "attenti contro la dignità della persona". Il 23 Febbraio Dolce e Gabbana in persona hanno dichiarato che avrebbe ritirato la pubblicità dalla Spagna, ma solo dalla Spagna in quanto si tratta di un paese "arretrato", e che l'avrebbero mantenuta in tutti gli altri paesi del mondo dove smerciano i loro prodotti. Noi donne dell'Associazione Orlando troviamo intollerabile non solo l'immagine, che ci sembra senza ombra di dubbio incitamento alla violenza contro le donne, ma anche l'arroganza dei due signori della moda che pensano di diffonderla in tutto il mondo -- un mondo dove la violenza contro le donne è una piaga dilagante sempre più grave. Pensiamo che, lungi dall'essere "arretrata", la società spagnola ha dato prova in questo caso di un livello di civiltà di cui vorremmo che anche il nostro paese si dimostrasse capace. Pensiamo che questa pubblicità sia inadatta a ogni paese civile, a ogni paese che riconosce i diritti umani delle donne, fra cui quello di non subire violenza, inclusa la violenza simbolica, come in questo caso. Chiediamo a tutte le associazioni femministe e delle donne italiane, in primo luogo le reti delle donne per non subire violenza (inclusi gli uomini che non si riconoscono in una cultura di sopraffazione e violenza), le donne attive nel campo della moda, del giornalismo, dei media, che possono avere un impatto immediato su questa vicenda, le donne attive in tutti i campi, nella scuola e nell'università, negli ospedali e nelle aule dei tribunali, dove vedono quotidianamente il costo che questa cultura della violenza ha sulle bambine, sulle ragazze e sulle donne, di sostenere iniziative di protesta e di denuncia contro Dolce e Gabbana per questa pubblicità e di associarsi al nostro appello perché la ritirino immediatamente anche in Italia, e ovunque. Lo stesso chiediamo a tutte le nostre rappresentanti e i nostri rappresentanti in parlamento e, per dovere istituzionale, al Ministero delle Pari Opportunità, di cui è compito tutelare che non vengano violate le condizioni per cui donne e uomini possano convivere civilmente in una società civile, con "pari opportunità" di non subire violenza. Per aderire, basta inviare una mail, segnalando nome e cognome, a: Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo .

 

Per vedere la pubblicitá vai al sito dell´associazione orlando

 
Hawaii: proposta di legge per legalizzare la prostituzione
martedì 13 febbraio 2007

 

The idea may not catch on this session, but a bill to legalize some prostitution in the Islands has the backing of at least 14 lawmakers and many women's rights advocates.

Supporters say they mainly want to start debate of the sensitive topic and explore ways to offer alternatives to decades of selling sex on Honolulu streets. The proposal has the endorsement of 13 co-sponsors in the state House, one sponsor in the Senate and the influential Hawaii Women's Coalition, whose members represent more than 200 organizations.

The prostitution decriminalization bill would permit sexual favors traded in private, and it would designate areas where prostitution is allowed.

"In general, talking about sex is scary for people," said the Rev. Pam Vessels of the United Church of Christ in Kalaupapa on

Moloka'i. "We need to talk about it, not get excited about it and throw rocks at each other. Do we really care if consenting adults are engaging in sexual acts for money?"

Although it appears unlikely the bill will get a hearing in either the House or the Senate this session, its advocates hope more lawmakers will support it in time. A resolution may be introduced soon asking the Legislative Reference Bureau to study the proposal.

"It's one of those bills you do it for public dialogue instead of trying to get it passed," said Rep. Bob Herkes, D-5th (Ka'u, S. Kona), one of the bill's co-sponsors. "It helps to find out what the public thinks, and this is the way to do it."

Prostitutes have a hard time getting help if they're hounded by the police in addition to facing the dangers of their profession, said Tracy Ryan, head of the Hawai'i Libertarian Party.

Extensive arrest records make it difficult for them to find legitimate jobs when they want to get out of prostitution, she said.

Laws call for a $500 fine and up to 30 days jail time for soliciting prostitution.

"I've only found a handful of people who think prostitutes should go to prison, even though many people are concerned about prostitution," Ryan said. "By criminalizing them, you're only adding to their problems."

Honolulu police made 339 prostitution arrests in 2005 and 255 in 2004, accounting for less than 1 percent of total arrests, according to annual crime reports. Statistics for 2006 are not available.

Maj. Kevin Lima, commander of the narcotics and vice division, said he opposes the decriminalization bill because it would be more difficult for police to investigate child prostitution if paying for sex between adults were legal.

"There are some unintended consequences of that bill," Lima said. "It's probably not a good idea."

Honolulu has a long history of prostitution dating back to the whaling days, to the red light districts of Chinatown during World War II and streetwalkers in neighborhoods surrounding Waikiki.

Prostitution remains a significant problem today in part because Hawai'i is such a popular tourist destination, Lima said.

These women should be helped out of their situation, but legitimizing them isn't the answer, said Kelly Rosati, a spokeswoman for the Hawai'i Catholic church and executive director for the Hawai'i Family Forum.

"Oftentimes the point at which a woman is arrested is where help begins," Rosati said. "This is exploitation, and the woman deserves to be helped out of this industry."

But others argue that the real issue is that home and business owners don't want prostitutes in their communities, and they don't get much help in jail, said Meda Chesney-Lind, a University of Hawai'i criminologist and author of "The Female Offender."

"Maybe we can start having a conversation about being smart on crime instead of just tough," she said. "We don't criminalize other forms of victimization, so I don't think we should do that for prostitution."

 

Fonte:  Mark Niesse - Associated Press

 
Salviamo lo $pread magazine!
martedì 13 febbraio 2007

$pread magazine è un giornale di alta qualità che informa sui vari aspetti dell'industria del sesso per l'intrattenimento e l'empowerment di chi ci lavora e per illuminare le persone che non ne fanno parte. Per due anni il gruppo di $pread magazine ha prodotto il giornale a titolo volontario. Purtroppo, poco prima di Natale, $pread è stato informato della bancarotta dell'agenzia che gestiva le sottoscrizioni online: di conseguenza tutti i soldi delle sottoscrizioni da ottobre sono diventati di proprietà del primo creditore, la banca. $pread non ha ricevuto nulla. Come potete immaginare, la redazione del giornale sta vivendo una grave crisi economica.   

Qualsiasi donazione è benvenuta, anche solo €5 o €10 possono fare la differenza. Chiunque fosse interessato può utilizzare  Paypal con la mail

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Se non conoscete ancora questo fantastico giornale, visitate il sito!

 
Novara: Tar dà ragione a una lucciola
venerdì 02 febbraio 2007

 

"L'esercizio della prostituzione non è di sè attività delittuosa, nè potrebbero essere addebitati alla ricorrente i comportamenti degli automobilisti che si fermano ai bordi delle strade in cui si esercita la prostituzione". Con questa motivazione il Tar del Piemonte ha accolto il ricorso di una prostituta nigeriana, contro il foglio di via per tre anni disposto dal questore di Novara. A Pombia i cittadini non ci stanno.

 

 

Secondo quanto riferisce l'Ansa, gli abitanti del piccolo comune novarese, al confine con la Lombardia, avevano presentato un esposto chiedendo l'allontanamento delle lucciole dalla statale 32 ("disturbano la quiete pubblica e creano rischi per la sicurezza stradale"). Il questore di Novara, nell'agosto 2005, aveva firmato un fioglio di via nel quale la prostituta era considerata "pericolosa per la sicurezza pubblica". Un giudizio confermato dal prefetto che aveva respinto il ricorso della nigeriana.

Ma la seconda sezione del Tar, presieduta da Giuseppe Calvo, rimette tutto in discussione. "La presenza di prostitute e transessuali", si legge nella sentenza, "non può costituire il fondamento di un provvedimento di rimpatrio, in quanto travisa il concetto di sicurezza pubblica per il quale tale provvedimento può essere assunto".

Fonte : TGCOM

 
Lancio del nuovo sito di "La Strada International"
mercoledì 24 gennaio 2007

E' online il nuovo sito di "La Strada International" - la rete internazionale contro il traffico in esseri umani. Vi troverete interessanti aggiornamenti sulle leggi e sullle politiche anti-trafficking in Europa.

 

Visita_il_sito! 

 

 
Ad Amsterdam un monumento dedicato alle prostitute
venerdì 19 gennaio 2007

Ad Amsterdam c'e' gia' un quatiere, famoso in tutto il mondo, dedicato alle prostitute; mancava una statua che le celebrasse. Presto la capitale olandese avra' anche quella. La scultrice Els Rijerse ha realizzato l'opera su commissione di Mariska Majoor, famosa maitresse che una decina d'anni fa fondo' un centro sulla prostituzione.

La statua raffigura una donna davanti a una soglia, le mani sui fianchi e lo sguardo fiero rivolto al cielo. La Majoor ha detto che la realizzazione dell'opera e la sua collocazione nel quartiere a luci rosse di Amsterdam hanno avuto il via libera delle autorita' cittadine.

 

Fonte: www.canisciolti.info

 
Sindaco di Amsterdam: finanziate le prostitute
venerdì 19 gennaio 2007

 

BRUXELLES - Il sindaco di Amsterdam Job Cohen ha lanciato un appello agli istituti di credito perché finanzino con più facilità le donne in vetrina, favorendo così la battaglia contro le associazioni criminali che, spesso, usano il quartiere a luci rosse per riciclare denaro sporco. Con crediti trasparenti, ha spiegato il sindaco in un'intervista al quotidiano olandese Het Parool, le imprenditrici del sesso 'oneste' non si rivolgeranno più a società private che, spesso, dietro il prestito di denaro, nascondono attività criminali, a partire dal riciclaggio.

La prostituzione in Olanda è legale dal 2000, ma negli ultimi tempi il comune di Amsterdam è arrivato più volte ai ferri corti con le donne in vetrina, proprio per combattere il crimine organizzato che, spesso, si nasconde dietro il business del sesso a pagamento. Il sindaco ha già deciso nei mesi scorsi di ritirare la licenza ad una trentina di locali in odore di criminalità, ma l'azione non sembra finita e prosegue il controllo a tappeto di tutte le case chiuse della città.


Secondo i dati di alcune organizzazioni di difesa della prostitute, ogni anno circa 3.500 donne, spesso giovanissime, provenienti dai paesi asiatici e dall'Europa dell'est, finiscono dietro le vetrine di Amsterdam sfruttate da società criminali. Nonostante l'azione del sindaco per facilitare i crediti ai bordelli 'onesti', le banche al momento sembrano piuttosto tiepide nell'allargare i cordoni della borsa per la complessa 'fauna' del quartiere a luci rosse, mentre le prostitute restano sul piede di guerra, sostenendo che il giro di vite dell'amministrazione comunale rischia di gettare sul lastrico molte di loro. "Con questa politica sono minacciati circa 200 posti di lavoro", ha affermato un portavoce del sindacato delle prostitute citato dall'agenzia Afp.

Inoltre, ad avviso del sindacato, che rappresenta circa 20 mila prostitute, la chiusura delle vetrine e delle case chiuse costringerà molte donne a tornare per la strada con conseguenti ulteriori complicazioni per la città. Il sindaco, però, non si dà per vinto e intende continuare la sua battaglia chiudendo i bordelli sfruttati dalla criminalità. Al municipio ripetono che i locali dove le donne si prostituiscono, 24 ore su 24, possono operare tranquillamente, come previsto dalla legge, ma solo nella completa trasparenza.

 

 

Fonte: Ansa.it

 
Nuovo sito di De Rode Draad!
giovedì 11 gennaio 2007

Il sito dell'associazione olandese "De Rode Draad" è di nuovo on-line aggiornato e con informazioni in inglese, spagnolo, russo, bulgaro, rumeno, ceco, lituano e ungherese!

 

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Corea del Sud: premi per chi non va con le prostitute
giovedì 28 dicembre 2006

SEUL - Campagna moralizzatrice del governo sudcoreano che promette premi a quegli impiegati che, dopo le tradizionali festicciole aziendali dell'ultimo dell'anno a base di alcoolici, rinunciano al sesso mercenario offerto dai bordelli. "Se ti impegni a trascorrere in modo sano la notte dell'ultimo dell'anno, se ti impegni a consigliare ad altri di fare altrettanto, ti diamo dei premi", si legge in un messaggio inviato via internet dal ministero per le pari opportunità sudcoreano.

 La colpa non è tutta degli impiegati, sembra di capire, dato che il governo punta il dito contro le aziende che organizzano le feste che si concludono spesso con una visita ai bordelli. In queste feste infatti spesso si abbonda nel distribuire aloolici pesanti col risultato di esagerare nel fare svanire tutte le inibizioni.

A chi fa la grande rinuncia verrà dato un biglietto del cinema in omaggio (non è stato specificato se il film è a scelta del governo o dell'impiegato ricondotto sulla retta via). Per la più lunga lista di coloro che hanno fatto la promessa di evitare le prostitute, ci sarà un premio, in denaro, per l' azienda. Quanto a chi controllerà che le promesse vengano mantenute, sembra che sostanzialmente si punti sul proverbiale senso dell'onore del lavoratore dipendente sudcoreano. 

 

Fonte: www.ansa.it

 
Blair fermò il piano di legalizzazione della prostituzione
martedì 19 dicembre 2006

  

Il J'accuse di Katharine Blanket, pubblicato domenica 17 sull'Observer (qui di seguito il testo completo in inglese), contro il rifiuto di Blair di accettare un piano di legalizzare la prostituzione per paura delle reazioni della stampa.

 

leggi_la_versione_italiana_su_quotidiano.net

  

  

Downing Street blocked moves that would in effect have legalised prostitution because the Prime Minister was so concerned that 'hostile headlines' would wreck plans to make sex workers' lives safer.

 

 

In a passionate article in today's Observer, Katharine Raymond, a senior adviser to the former Home Secretary David Blunkett, reveals that he wanted to liberalise the law, allowing 'managed areas' for prostitutes similar to those in mainland Europe. Experts say that such areas would mean that sex workers, such as the five women killed around Ipswich over the past month, would be at less risk of attack.

 

Today Raymond, who was one of Blunkett's trusted special advisers overseeing prostitution policy for more than three years, calls for the legalisation of prostitution and argues that current policy is 'a disgrace' caused by 'political cowardice' and public indifference.

'The uncomfortable reality is that, while these pitiful girls and women cater to an eternal consumer demand, their lives are being put at greater risk by the lamentable failings of both government and law enforcement,' she says.

Raymond's attack is significant because it is the first account from inside the Home Office of how attempts at liberalisation foundered. She worked closely with ministers in drawing up a consultation paper called 'Paying the Price', which she said was designed to trigger a 'serious debate' about legalised brothels and red-light zones managed by local councils.

It comes as The Observer can reveal that Interpol has now been called into the Suffolk inquiry amid suspicions that the murderer may have fled abroad and that he is thought to have killed with his bare hands.

Yesterday Suffolk police released poignant CCTV images of what is thought to be one of the last sightings of one victim, Anneli Alderton, on a train between Harwich and Colchester on 3 December. Detectives are appealing for information about where Alderton - who was about three months pregnant when she died - went next, including where she left the train.

In the footage, she is seen wearing a black jacket with fur-lined hood, grey top and jeans, with her hair in a ponytail. Seven days later, her naked body was found in woods near Nacton, outside Ipswich.

In her article, Raymond argues that the Ipswich murders illuminate the double standards that govern prostitution, with politicians and senior police officers frightened to wreck their careers by endorsing reforms. She said the consultation paper she helped to write - which proposed, among other options, managed zones patrolled by police, where sex workers could safely take their clients and a register of licensed prostitutes - ran into trouble almost immediately:

'In Whitehall, only a handful of politicians and officials wanted 'Paying the Price' to see the light of day. At the Home Office, the department ultimately responsible, we were divided between those eager to publish - and be damned if necessary - and those wanting the whole issue simply to go away.'

Raymond says there was 'opposition from Number 10, which was terrified of a hostile media response'. The paper eventually surfaced only because Blunkett wanted what he called a 'grown-up debate'. However, a few months later he resigned following allegations over his lover's nanny obtaining a visa and the issue passed to his successor, Charles Clarke.

The result, says Raymond, was a 'watered-down series of proposals' that has still not been implemented.

Blunkett, who has remained loyal to the government from the back benches, insisted yesterday there was no pressure from Downing Street and blamed the previous reticence of many commentators now advocating reform for the fact that it came to nought.

A spokesman for Blunkett said: 'His only regret is that insufficient contributions were forthcoming from so many of those now commenting on the circumstances surrounding the tragic murders in Suffolk and, had they done so at the time, it may have been possible to have had a sensible debate about the issues then.'

When the paper was eventually published in July 2004, it duly triggered hostile comments from media and, more crucially, the police.

After consultation the then minister, Fiona Mactaggart, published proposals in January this year offering only a minor change, allowing a maximum of two prostitutes to work together for safety from a flat. Tolerance zones were ruled out.

Home Office sources last week declined to say when the law might be changed to allow even this limited reform: John Reid, the Home Secretary, is said to be reluctant to debate the issues while the murder hunt continues.

Raymond, however, argues that the 'useless' laws governing prostitution should be scrapped and brothels legalised, with pilot experiments to show whether managed zones can work, too. Liverpool council had been poised to start such a pilot in the wake of the Home Office's initial consultation, but needed a go-ahead from ministers that it did not get.

 
Dopo Roma anche Milano vuole le telecamere
mercoledì 13 dicembre 2006
 
Decreto anti-prostituzione a Sarzana
martedì 12 dicembre 2006
 
Cina: vergognoso processo in strada alle prostitute
lunedì 11 dicembre 2006
 
Anche la Germania scivola verso il "modello finlandese"
lunedì 04 dicembre 2006

Mercoledì 29 novembre il Parlamento tedesco ha avanzato una proposta di legge per criminalizzare i clienti delle vittime della tratta come metodo per contrastare la tratta degli esseri umani.

Per saperne di più leggi un articolo sulla sito del parlamento tedesco

http://www.bundestag.de/aktuell/hib/2006/2006_361/01.html

 

 

 
Amsterdam: il comune chiude un terzo delle vetrine a luci rosse
lunedì 04 dicembre 2006
 
30/11/06: prostitute francesi in piazza contro Sarkozy
venerdì 01 dicembre 2006
 
Intervista a Vittorio Agnoletto su Redattore Sociale
giovedì 30 novembre 2006
 
23/11/06 Londra La Libreria delle Donne esclude le lavoratrici del sesso
lunedì 27 novembre 2006

Protesta alla Libreria per l’esclusione delle lavoratrici del sesso

 
22/11//06 Chiesa e preservativi
mercoledì 22 novembre 2006

Chiesa e preservativi- Dopo aver provocato milioni di morti con la sua opposizione all' uso del preservativo ora sembra che la chiesa cattolica sia seriamente preoccupata della diffusione dell' aids. Se arriverà finalmente a tollerare che la gente si difenda dalla malattia con l'unico strumento sicuro contro il contagio, quanti anni ci vorranno perchè alla fine chieda perdono per i morti cha ha provocato ? LEGGI

 
La prima griffe firmata dalla strada
mercoledì 22 novembre 2006
 
20 novembre 2006 Madrid CODE : RED
lunedì 20 novembre 2006

Un proyecto de
Tadej Pogacar

en colaboración
con Hetaira

  
scarica antimuseo                                                                       
 
Ni coupable ni victime scaricabile online!
lunedì 20 novembre 2006
Potete scaricare il video Ni coupable ni victime versione italiana girato dalle Sexyshock alla Conferenza europea dei e delle sexworkers tenutasi a Bruxelles nell'Ottobre 2005
Il sito su cui lo trovate è
 
Australia Università troppo cara? E io mi prostituisco.
domenica 12 novembre 2006

ANSA .IT  2006-11-10 11:00

 
No al permesso di soggiorno per la prostituta
venerdì 10 novembre 2006

Chi si dedica alla prostituzione non può ottenere il permesso di soggiorno 

sentenza del Consiglio di Stato in sede giurisdizionale,Sezione Sesta, sentenza 4599/2006

 
02/11/2006 Stella ha vinto un premio!
giovedì 02 novembre 2006
 
Research for Sex Work is available online
lunedì 23 ottobre 2006
 
Protesta contro Tg3 Lazio e richiesta di intervento
martedì 03 ottobre 2006
 
LE FORZE DELL'ORDINE, SOBILLATE DALL'INFORMAZIONE TENDENZIOSA, PERSEGUITANO LE PROSTITUTE
martedì 03 ottobre 2006
 
SWAN News, Issue 4, Year 1, September 2006
lunedì 02 ottobre 2006
 
Conferenza Violenza e Patriarcato
lunedì 02 ottobre 2006
 
NSWP Reports on UNGASS 2006: The United Nations General Assembly High-Level Meeting on HIV/AIDS
lunedì 02 ottobre 2006
 
XVI Conferenza Internazionale sull'AIDS - Toronto
lunedì 02 ottobre 2006
 
Condizioni per l'uscita e il reingresso in Italia dei lavoratori stranieri regolari
lunedì 02 ottobre 2006
 
Rete delle donne lavoratrici sessuali dell'America Latina e dei Caraibi - RedTraSex
lunedì 02 ottobre 2006
 
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