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Critiche alla campagna "Potrebbe essere tua figlia" promossa dal Comune di Roma PDF Stampa E-mail
Duemila manifesti, duemila locandine, cinquemila pieghevoli e altri quattro manifesti da 38 metri affissi e diffusi su tutto il territorio del XII Municipio a Roma. E' partita così, da più di un mese, la campagna di sensibilizzazione e informazione contro la prostituzione minorile "Potrebbe essere tua figlia". Questo lo slogan scelto dal XII Municipio per dissuadere padri di famiglia, e non solo, ad alimentare la tratta delle minorenni e sensibilizzare l'opinione pubblica sulla prostituzione di ragazze, spesso straniere, tra i 14 e i 16 anni. Una campagna pubblicitaria che lascia perplessi e che fa discutere.

"Abbiamo scelto un messaggio forte che arrivi dritto alle coscienze delle persone, affinché non restino indifferenti - spiega Patrizia Prestipino, presidente del XII Municipio - la prostituzione minorile costituisce una piaga per l'Eur, ed è un fenomeno che passa troppo inosservato. E' giusto, quindi, ricordare a quelle persone, che si potrebbe trattare delle loro figlie". Ma non c'è solo questo. "Abbiamo previsto, infatti, - precisa Prestipino - interventi per il recupero sociale e lavorativo di queste ragazze, e sono disponibili anche delle borse di studio". Inoltre, il Municipio sta lavorando per attivare un numero verde cittadino, non solo per denunciare situazioni a rischio, ma anche come strumento per le vittime della prostituzione minorile.

"La campagna pubblicitaria, per il momento, ha avuto molto successo - dice la presidente del XII Municipio - mi hanno chiamato anche da altre città, come Milano e Napoli, per avere delle informazioni. Mi sono arrivate critiche soltanto da due persone (due uomini), che hanno trovato i cartelloni scandalistici".

Critiche alla campagna pubblicitaria del XII Municipio sono arrivate, invece, da Ornella Serpa, fondatrice del Codipep, il Coordinamento per la difesa delle persone prostitute; una prostituta, ormai veterana, che ha scelto liberamente e consapevolmente la sua professione. "Questa è una campagna moralistica e terroristica, che non risolve certo il problema". Dichiara la donna, la quale accusa: "Noi ci sentiamo totalmente abbandonate ed escluse dalle istituzioni. E questa campagna ne è la dimostrazione, non siamo state neanche contattate dall'amministrazione prima che prendesse la decisione di riempire l'Eur di tali manifesti". "Questa campagna terroristica, come le retate di polizia e carabinieri d'altra parte - aggiunge Serpa - non fanno altro che peggiorare il fenomeno: ora cercheranno luoghi più nascosti, dove però si possono consumare più abusi, e non parlo solo dei clienti e degli sfruttatori". "Il fenomeno della prostituzione minorile può essere risolto - conclude - soltanto culturalmente, non considerando più la donna come oggetto".

Fonte : www.rivistaonline.it  autore : Michela Bevere