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L’ASSISTENZA DOMICILIARE NEGATA
Bari, 30.03.2007 – Si celebrava un 1 Dicembre (Giornata Mondiale di Lotta contro l’Aids) molto triste (imbavagliamento dinnanzi al Municipio di Bari), quando ci arrivò, come se non bastasse (viste le ripetute intimidazioni subite attraverso 5 incendi perpetrati contro la nostra sede operativa, dei quali l’esecutore è rimasto ancora sconosciuto), improvvisa ed ingiustificata la notizia che sia gli infermieri che il medico dell’Unità Operativa Domiciliare della Clinica di malattie infettive dell’A.O. Policlinico di Bari non avrebbero prestato più la loro opera al domicilio dei pazienti affetti da AIDS conclamata e, dunque, inseriti nel servizio previsto dalla Legge 135/90.L’Assistenza Domiciliare Integrata ai soggetti affetti da AIDS è un servizio attivo dal 1998 e che vede impegnati 3 (tre!!) enti: la UAD della Clinica di malattie infettive dell’A.O. Policlinico di Bari per quanto riguarda la parte medico/infermieristica, l’associazione di volontariato CAMA LILA convenzionata con la la ASL BA (già AUSL BA/4) per quanto riguarda la parte psico/sociale.Da Dicembre 2006 ad oggi, nonostante i finanziamenti che dal Ministero della Salute, attraverso la Regione Puglia giungono anche nelle casse dell’A.O. Policlinico di Bari e, dunque, alla Cinica di Malattie infettive diretta dal Prof. Pastore, nonostante le numerose lettere inviate alla Direzione generale del Policlinico, nonostante i ripetuti incontri avuti sia con l’Assessore alla Sanità della Regione Puglia che con il Direttore Sanitario dell’A.O. Policlinico di Bari, i 16 pazienti inseriti nel sevizio di Assistenza Domiciliare non ricevono più le visite degli infermieri e del medico della Clinica su citata.Nella nota inviata dalla nostra Associazione in data 27.02.2007 a tutti gli Enti preposti si denunciava ancora una volta la grave situazione, poiché tutto ciò continua a porre il sistema in seria difficoltà, e, soprattutto, non garantisce, ai pazienti inseriti in assistenza domiciliare, il diritto sancito dalla L. 135/90, dal D.P.R. 14.09.91 e D.M. del 13.09.1991 e cioè quello di ricevere “al proprio domicilio” le prestazioni medico/infermieristiche di esclusiva competenza della Clinica di malattie infettive – Università di Bari – A.O. Policlinico di Bari. Inoltre, nella stessa nota, veniva ribadito che data la totale assenza della UAD (Unità Assistenza Domiciliare della Clinica di malattie infettive – Università di Bari – A.O. Policlinico di Bari), tutto l’onere del Servizio ricade sugli operatori della nostra equipe, i quali continuano ad essere costretti ad accompagnare i pazienti inseriti nell’ADI AIDS, per prelievi di routine e visite infettivologiche, presso il Day Hospital della Clinica su menzionata (cosa non contemplata dalla legge, è come se una persona ricoverata occupasse due posti letto!!!!), anche in presenza di acuzie derivanti da sopraggiunte infezioni correlate (es: bronchite, febbre, scompensi da HCV ecc…), che in soggetti con un sistema immunitario debilitato possono causare pericolosissime conseguenze.In tale situazione non è possibile effettuare delle riunioni di verifica sia con il medico responsabile, sia con gli infermieri poiché manca assolutamente la circolarità delle informazioni; vi è l’assoluta mancanza di punti di riferimento certi e, soprattutto presenti e tutto ciò provoca sia un andamento a compartimenti stagni, sia l’assoluta disorganizzazione delle modalità con cui si interviene al domicilio dei pazienti e, sappiamo benissimo che, per la tipologia delle persone assistite, questo non è propriamente il massimo!! Tant’è che tutte le lamentele da parte degli assistiti, non attribuibili alla nostra parte di competenza, vengono comunque riversate sui nostri operatori e ciò non è più accettabile.La questione, come detto più volte denunciata agli organi competenti, non ha mai raggiunto, in questi quattro mesi, un positivo sviluppo, nonostante le promesse e le rassicurazioni e, dunque, vista la seria necessità di riscontri in merito, il CAMA LILA denuncia pubblicamente l’incresciosa situazione ed avendo raccolto le denunce di mancata assistenza da parte dei 16 pazienti inseriti nell’ADI AIDS, se a tale grave problematica non si porrà rimedio, il Direttivo dell'associazione si vedrà costretto ad interessare, attraverso un esposto, la Procura della Repubblica.
IL PRESIDENTE
Dr.ssa Angela Calluso
Per informazioni: 0805353877 - 3489024679
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