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Venezia: una ricerca promuove il Comune PDF Stampa E-mail
11/05/2007 -

  

"È un punto di partenza sbagliato credere che per eliminare la prostituzione si debba legalizzarla".

 

 

"È un punto di partenza sbagliato credere che per eliminare la prostituzione si debba legalizzarla". Un monito, quello lanciato oggi dall'assessore comunale alle Politiche sociali, Delia Murer, nell'ambito del seminario di presentazione della ricerca sui modelli legislativi nazionali e di governo del fenomeno della prostituzione e della tratta nei territori urbani, organizzato oggi a Ca' Farsetti. Una raccomandazione, quella dell'assessore, che deriva da anni di esperienza in prima linea sul fronte dell'aiuto, del monitoraggio e dell'assistenza attiva del Comune di Venezia e, in particolare, del servizio "Città prostituzione".

La ricerca presentata oggi, curata da Francesco Carchedi, Ulf Stridbeck, Vittoria Tola, analizza il quadro regionale europeo e i principali modelli legislativi, esaminando in particolare l'approccio proibizionista della Svezia, regolamentarista dell'Olanda e abolizionista dell'Italia e prendendo ad esempio, in quest'ultimo caso, proprio il servizio "Città prostituzione" del Comune di Venezia. Il criterio della ricerca che ha coinvolto il Comune di Venezia si è basato su interviste dirette a testimoni-chiave che, a vario titolo, interagiscono con il servizio: assistenti sociali, educatori, mediatori culturali e linguistici, ma anche agenti della Polizia municipale e di Stato. Oltre a queste figure operative, sono stati intervistati i professionisti dell'Assessorato. Il tutto con l'obiettivo di innescare dei meccanismi di riproducibilità delle esperienze positive per quanti vogliano intraprendere un percorso operativo analogo.

La ricerca ha dimostrato che il modello adottato dal Comune di Venezia è quello che riesce a controllare il fenomeno al meglio, contribuendo da un lato a creare una forte rete di aiuti sia per le donne che accettano di prostituirsi sia, a maggior ragione, per quelle costrette a farlo, attraverso una sinergia di intenti tra i vari operatori impegnati sul fronte del fenomeno.

Soddisfazione per i risultati dello studio è stata espressa dall'assessore Murer che ricorda come "le scelte repressive, come nel caso di quella svedese, non producono i risultati che si prevedevano. Per Venezia è stato importante portare a conoscenza questa esperienza che confronta i problemi dei cittadini ma anche il fenomeno della clandestinità e dove si cerca, con l'assidua presenza degli operatori, di mediare i conflitti e di porre in atto politiche di dissuasione della prostituzione nei luoghi piú abitati. E questo - ha concluso Murer - grazie a un forte e motivato lavoro di rete di tutti gli operatori dei servizi sociali e a un attento presidio del territorio" (red).

 

Fonte: Asg Media