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Le bugie sul sexwork in Svezia PDF Stampa E-mail

 

 

 

E’ nocivo fare sesso con degli sconosciuti? E’ nocivo fare soldi?

No. Vendere il tuo tempo, la tua compagnia o servizi sessuali non è in sé nocivo.

Ma è dannoso per un/a sex worker essere soggetto/a a condizioni oppressive come la discriminazione e lo stigma sociale. La legge svedese sulla prostituzione contribuisce a tale oppressione. I/Le sex workers sono continuamente discriminate  e vengono mantenuti pregiudizi e stereotipi. Anche se la legge teoricamente punta a proteggere le sex workers, è evidente che lo scopo principale è quello di proteggere la società da quella che è percepita come una malattia sociale. E’ legale in Svezia vendere servizi sessuali, ma è illegale comprarli.  Secondo una sentenza di qualche tempo fa della Corte d’appello amministrativa (kammarrätt) i/le sex workers devono pagare delle tasse sui proventi dalla prostituzione, ma nessuno sa come. I/le sex workers hanno doveri ma non hanno diritti? I/le sex workers in Svezia rischiano di essere sfrattati/e se sono trovate a vendere servizi sessuali; rischiano di perdere il lavoro e la custodia dei loro figli.A quale altro gruppo in Svezia sono negati i diritti di lavorare con altre persone o da soli, nella sicurezza dei propri appartamenti?

Sarebbe possibile trattare altri gruppi di lavoratori, o minoranze etniche o religiose allo stesso mo do senza che loro protestassero per la discriminazione subita e la violazione di diritti umani?

Ogni persona che sostiene che gli uomini ”comprano i nostri corpi” è colpevole di preservare l’ineguaglianza tra i sessi. Anche se noi e i nostri clienti la vediamo diversamente, loro continuano a spersonalizzarci e a considerarci come una merce.In più, sostengono che un comportamento del genere non può essere accettato in una società di eguaglianza di genere; tuttavia fanno tutto quello che possono per tenerla per loro stessi! Come si raggiungerà mai l’eguaglianza se si lascia persistere questi tipi di pregiudizi e stereotipi?I politici e le femministe in Svezia sono fieri della legge nazionale sulla prostituzione. Insistono che ha effetti positivi, se ne vantano continuamente e mentono sulla situazione dei/delle sex workers in nel Paese.

In Svezia si può trovare UNA sola opinione politica ammessa sulla prostituzione ed è espressa dalla maggior parte dei politici, della polizia e degli operatori sociali. Quello che dicono è basato su cosa essi pensano, non sui fatti o su ricerche scientifiche e tristemente queste credenze sono esportate come dei fatti negli altri Paesi. Un’ opinione diversa tra i politici rappresenterebbe un suicidio politico.

Le persone con un’ altra opinione hanno paura di parlare, perché se lo fanno potrebbero essere soggette a molestie e oppressioni o addirittura potrebbero perdere il loro lavoro.

Ieri ho letto un articolo su  ANSA.it -  - Il Ministro vuole colpire i clienti delle prostitute

Il Ministro degli Interni Giuliano Amato vuole che l’Italia segua la linea della Svezia nella battaglia contro la prostituzione rendendo un reato comprare servizi sessuali. I fautori dicono che, colpendo la domande invece dell’offerta, è stato drasticamente ridotto il mercato del sesso nelle strade senza colpire le vittime principali – le prostitute stesse – da quando la legge è stata introdotta nel 1999. ”In questa maniera è possibile perseguire sia i ”managers” che i clienti a non limitarsi a multe per bloccare il flusso del traffico”, ha detto Amato. ”La prostituzione in Svezia è stata ridotta e quasi tutti i suoi effetti legati alla pubblica sicurezza sono stati cancellati.” ha detto al settimanale ”L’Espresso”.Mi chiedo chi in Svezia ha raccontato bugie questa volta?E Amato ha per caso chiesto a noi sex workers in Svezia cosa pensiamo della legge svedese? Ovviamente NO, perché i/le sexworkers in Svezia stanno cercando di scoraggiare altri Paesi ad adottare una legislazione simile. I/le sexworkers in Svezia vogliono avere gli stessi diritti umani del resto della società.

Noi vogliamo delle politiche e una legislazione più sensate sulla compravendita dei servizi sessuali, vogliamo che sia decriminalizzata, e questo significa abolire la legge che vieta il sesso a pagamento tra adulti consenzienti. Il risultato del cambiamento della legge, i/le sexworkers potranno allora iniziare a essere realmente protette dalle leggi già in vigore, come quella sullo stupro, sugli abusi sessuali, sul trafficking.

La legge contro il  favoreggiamento della prostituzione (promozione o profitto derivante dalla prostituzione) e la legge che proibisce l’acquisto di servizi sessuali introdotta nel 1999 sono i due modi principali  attraverso i quali lo Stato svedese si riconosce come ”in lotta”  contro la prostituzione.

Per riassumere, vi posso dire che la legge contro l’acquisto di servizi sessuali ha aumentato i rischi e la violenza contro i/le sexworkers e la legge contro il favoreggiamento ci rendono impossibile lavorare  in maniera sicura.

Guardiamo ora a qualche fatto invece di stare ad ascoltare quello che alcune femministe e politici in Svezia vogliono credere. Petra Ostergren, un’antropologa sociale di Stoccolma, dal 1996 scrive articoli e conduce ricerche sul femminismo, sulle politiche di genere e sulla prostituzione. L’anno scorso il suo libro ’’Porr, horor och feminister’’ (Pornografia, puttane e femministe) ha riscosso molta attenzione nei mass media.

Petra Ostergren ha scritto un articolo in inglese sulla critica delle sexworkers alla politiche svedesi sulla prostituzione. Eccone alcuni estratti:

La legge contro il favoreggiamento

La legge contro l’adescamento rende illegale lavorare in luoghi chiusi, lavorare con altri, trarre profitto dal lavoro sessuale di altri e il farsi pubblicità. A causa della legge contro il favoreggiamento, i/le sexworkers sono costrette a mentire per affittare dei locali, oppure devono pagare prezzi esorbitanti. Altrimenti, hanno costantemente timore di essere scoperte. Spesso riportano di essere state costrette a trasferirsi (una volta scoperte) e di essere trattare male dai padroni di casa o dagli speculatori immobiliari. Alcune donne preferiscono contattare i loro clienti sulla strada. Altre lo trovano troppo umiliante. La maggior parte delle donne con cui ho parlato vorrebbero poter lavorare assieme con altre. Questo per garantire la loro sicurezza, ma anche per supportarsi l’una con l’altra. Trovano ingiusto non poterlo fare e hanno paura a lavorare sole. Questa legge rende anche difficile per le sexworkers convivere con il proprio partner visto che è illegale ricevere parte dei proventi di un/a sexworker. E’ difficile per i/le sexworkers avere una famiglia dato che sono considerate dei genitori non idonei e per questo possono perdere la custodia dei loro figli  se viene scoperto che vendono sesso.

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La legge contro l’acquisto di servizi sessuali 
Come risultato della nuova legge, i/le sexworkers affermano che per loro ora è più difficile farsi un’idea del cliente. I clienti sono più stressati, hanno paura e la negoziazione all’esterno deve essere fatta in maniera più rapida. La possibilità di finire con un cliente pericoloso è perciò più ampia.

A causa della legge, i/le sexworkers si sentono braccate dalla polizia, dagli operatori sociali, dai media e qualche volta addirittura da attivisti ”anti-prostituzione” sulle strade. I/le sexworkers più vulnerabili sembrano essere quelle più negativamente colpite dalla legge. Le donne che lavorano sulla strada in alcune grandi città sostengono che adesso c’è un maggior numero di clienti ”pervertiti” e che i clienti ”gentili e carini” sono scomparsi. Un cliente ”pervertito” è qualcuno che chiede forme più violente di sesso, sesso con feci o urina e chi tende di più a umiliare, degradare e violare il/la sexworker. Costui è quello che spesso rifiuta l’uso del profilattico.  Rapporti ufficiali Tutti questi rapporti trovano che la prostituzione di strada sia calata immediatamente dopo l’introduzione della legge. Indicano inoltre che il numero di nuove persone entrate nel mercato del sesso è più basso, tuttavia il National Council for Crime Prevention sostiene che il numero esatto di prostitute, per esempio a Stoccolma, è difficile da stimare perché la prostituzione di strada si è mossa verso altre strade e ora coinvolge un’area più grande di prima.  Tutte le autorità dicono che non c’è alcuna prova che la prostituzione è diminuita nel suo complesso. Al contrario la prostituzione nascosta è probabilmente aumentata. Tutti i rapporti richiamano i problemi emersi dopo che la nuova legge è stata introdotta. Il Consiglio nazionale della Polizia scrive che i/le sexworkers che sono ancora nella prostituzione di strada stanno avendo un periodo difficile. I rappresentanti del consiglio nazionale degli studi sulla salute e sul welfare ( dei quali nessuno è un /una sexworker)  credono che i/le sexworkers stiano ora vivendo più difficoltà e sono più a rischio di prima. I compratori sono ”peggiori” e più pericolosi, e le donne che non possono smettere o spostare la loro attività restano dipendenti da questi uomini più pericolosi,  dato che non possono permettersi di rifiutarli come prima. Anche i clienti che sono stati intervistati sostengono che la legge ha colpito per di più le donne che erano già socialmente emarginate.

Il consiglio nazionale della Polizia  ha trovato la legge un ostacolo alle indagini contro chi sfrutta il lavoro sessuale. Una volta i casi legali contro questi uomini potevano essere supportati da testimonianze di clienti. Queste persone ora non vogliono collaborare, dato che da adesso anche loro sono colpevoli di un crimine..

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.Alcu Moltissimi  politici affermano che la legge svedese contro l’acquisto di servizi sessuali è un’arma efficace contro il  trafficking. Ma non c’è alcuna prova che dimostri che la nostra legge sulla prostituzione è stata efficace contro il traffico. E non c’è alcuna argomentazione logica forte che può sostenere quest’opinione. In Svezia i casi di traffico a scopo di sfruttamento sessuale crescono ogni anno.   

Trafficking è di moda tra i politici di questi tempi e ovviamente loro vogliono far vedere che prendono provvedimenti contro di esso e usano quest’ argomento per guadagnare voti e farsi una carriera. Ma per combattere il trafficking c’è bisogno di informare le persone su come scoprirlo e c’è bisogno di risorse creative e focalizzate  e non di leggi che obbligano la prostituzione a nascondersi.

Un nuovo report, di un’organizzazione che svolge ricerche sulle migrazioni (IOM), afferma che nel traffico il 75 % riguarda lavoro forzato in altre aree e non nell’industria del sesso. In futuro i politici vogliono forse mettere fuorilegge tutti quelli che assumono persone nell’agricoltura perchè esistono quelli che sono costrette a essere schiavi nelle fattorie? O dobbiamo essere criminali se compriamo un diamante che può essere stato trovato da un bambino costretto nel lavoro minorile in Africa?Spesso i politici affermano che tutti/e i/le sexworkers sono vittime di tratta. In Danimarca la polizia dice che al massimo l’1% di i/le sexworkers straniere lo sono.

E se sei una vittima di tratta l’aiuto che ti puoi aspettare dal governo danese o svedese è di essere rinchiusa in un’istituzione per rifugiati per alcuni mesi MA solo se aiuti la polizia e ti esponi, così la tua famiglia sarà minacciata dalle organizzazioni criminali.

E quando la polizia non ha più bisogno di te, sei espulsa verso il tuo Paese direttamente nelle braccia delle organizzazioni criminali. I Paesi che adottano la legge svedese sulla prostituzione possono calcolare  cresceranno le rapine, il trattamento malato e lo stupro verso  i/le sexworkers, che i comportamenti che accompagnano una legge del genere implicheranno più discriminazioni verso i/le sexworkers e che questi/e ultimi/e avranno paura di andare dalla polizia se hanno bisogno di aiuto.

La comunicazione tra i/le sexworkers e le autorità crollerà, la collaborazione sarà più gravosa e il traffico a scopo di sfruttamento sessuale sarà più difficile da indagare. Tutto questo l’abbiamo già visto accadere in Svezia.
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Isabella Lund
Sexworker in Svezia

Membra di SANS - Sexworkers and allies network in Sweden.
Il blog di Isabella in svedese: ”
Att arbeta som eskort
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Per conoscere di più gli effetti che la legge in Svezia ha avuto su di noi, si può leggere l’articolo completo di Petra Östergren Sexworkers Critique of Swedish Prostitution Policy. Raccomando inoltre:

  • Un rapporto norvegese del 2003: Purchasing Sexual Services in Sweden and The Netherlands (pdf). E’ stato scritto da un gruppo di lavoro che ha raccolto esperienze a favore o contro la criminalizzazione dell’acquisto di servizi sessuali. Il gruppo di lavoro è stato nominato dal Ministero norvegese della giustizia delle forze dell’ ordine. Hanno raccolto testimonianze sia dalla Svezia che dai Paesi Bassi e è molto interessante leggere i loro lavoro.

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  • An assessment of Gunilla Ekberg’s account of Swedish prostitution policy (Una valutazione del resoconto di Gunilla Ekberg sulla politica svedese in materia di prostituzione) (pdf) di Vincent Clausen. Il resoconto di Gunilla Ekberg sulla politica svedese in materia di prostituzione è spesso citato in dibattiti in tutto il mondo, e perciò fa parte della base delle conoscenze su cui poi sono costruite e discusse strategie e approcci sul tema. Ekberg spesso arriva a delle conclusioni contraddittorie oppure sono in conflitto con i fatti emersi nelle fonti che utilizza. L’articolo di Ekberg deve essere visto come un manifesto politico più che un tentativo di rendicontare gli effetti del divieto di acquistare i servizi sessuali.
 


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