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Roma 2 agosto Ancora un delitto contro una transessuale PDF Stampa E-mail

Circolo Pink-glbte Per i diritti umani e di cittadinanza
Comunicato stampa                       

Un’
altra donna transessuale uccisa in Italia
Stefania, donna transessuale
di 35 anni, non ce l’ha fatta. E’ morta dopo un
giorno di agonia. Era
stata trovata nel suo letto, in un lago di sangue e con la testa
fracassata.
In Italia il numero delle donne transessuali uccise è in
continua crescita, come crescono l’intolleranza e la violenza verso le
persone omosessuali e le donne. Siamo in un vero e proprio momento di
allarme sociale. La mancanza di leggi riguardanti la tutela della
dignità ed i diritti delle persone omosessuali, transessuali e delle
donne  si traduce in una sorta di repressione socio-culturale, con una
politica ufficiale e di governo che tende ad assecondare e riconoscere
solo il modello della “famiglia cattolica”. In questo modo si spiana la
strada alla cultura dell’odio verso i “diversi” e le diversità.  Non a
caso a Verona, nelle recenti amministrative, la Lista “Verona cambiare
si può” presentò come candidata sindaca una donna transessuale,
Laurella Arietti, ritenendola la portavoce ideale per proporre alla
cittadinanza e al mondo politico un programma che partisse dai diritti
umani e di cittadinanza, contro ogni forma di discriminazione e per la
difesa della laicità delle istituzioni e del servizio pubblico.
Laurella, insieme ad altre colleghe/i, lotta quotidianamente per la
dignità delle persone transessuali,contro le violenze ed i soprusi,
impegnata attraverso lo sportello “Transgender-pink del Circolo Pink.
Un modo per farsi promotori in prima persona  della costruzione sul
territorio di spazi culturali dove il cittadino abbia l’opportunità di
conoscere e di aprire la sua mente ed il suo cuore alle diversità,
coltivando un motto
“sei miliardi di persone che popolano il mondo 
significano sei miliardi di differenti culturalità e  identità”.
Ricordiamo Stefania non solo dicendo “ mai più” persone uccise
semplicemente perché di identità transessuale o di orientamento
sessuale diverso. Basta anche con le continue interferenze di Vaticano
e curie sulle politiche nazionali e locali, responsabili per la loro
parte  della diffusione dell’odio omofobico.
D’altro canto il pesante
clima di repressione che si respira oggi a Verona favorisce il crescere
di ideologie violente fasciste e razziste. Facciamo un appello al
movimento, ai partiti della sinistra  e al mondo dell’associazionismo,
perché inizino da subito a prendere nettamente posizione contro questa
amministrazione comunale, che  esalta la memoria di personaggi
pericolosi (vedi Pasetto),  attua di fatto la repressione delle
prostitute multandone i clienti e mettendo in pericolo le prostitute
stesse , chiude spazi di incontro e di libertà (La Chimica) ed
esperienze di integrazione (campo di Boscomantico).