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ROMA - È in arrivo un decreto legge sulla questione prostituzione, disgiunto dal pacchetto sicurezza. Lo ha annunciato il Ministro dell'Interno Giuliano Amato presentando questa mattina il rapporto dell"Osservatorio sulla prostituzione, un tavolo di 20 associazioni, ministero dell’Interno e Carabinieri al lavoro dal febbraio 2007. Il rapporto chiede l’estensione ai reati di tratta, sfruttamento e prostituzione minorile dell’inescusabilità dell’error aetatis della vittima, se minorenne; il divieto di accesso ai luoghi frequentati dai minori per gli imputati di prostituzione minorile, e la possibilità dei sindaci di vietare l’esercizio in zone sensibili, con multe per prostitute e clienti. Ma senza istituire il reato della prostituzione, perché - dice il Sottosegretario Marcella Lucidi – "si finirebbe per clandestinizzare il fenomeno e isolare le vittime”.
Il rapporto fa il punto sullo sfruttamento di donne e minori e sulla prostituzione sulle strade, a partire dalla legge Merlin del 1958, definita “ancora attuale” dalla Lucidi, che sottolinea: “la prostituzione non è una mera questione di ordine pubblico da reprimere, ma una questione anzitutto sociale da affrontare con soluzioni complesse e integrate”. A partire dalla protezione delle vittime, donne e minori. L’osservatorio approva la circolare del Ministero dell’Interno sui criteri del rilascio del permesso di soggiorno per motivi di protezione sociale (articolo 18 del Testo unico sull’immigrazione), giudicando prioritaria la presa in carico delle vittime disposte a denunciare gli autori dello sfruttamento. Ma chiede maggiore lavoro di rete tra Magistratura, Enti locali e privato sociale accreditato, formazione congiunta di poliziotti e operatori sociali e certezza di risorse per i progetti di tutela, che potrebbero attingere anche ai patrimoni sequestrati agli sfruttatori, per i quali si chiede di sganciare le misure di prevenzione patrimoniale dal procedimento di prevenzione personale.
E sulla questione minori l’osservatorio propone una campagna informativa, il maggior impegno delle forze di polizia, e l’estensione dell’inescusabilità dell’error aetatis della vittima - oggi prevista nei casi di violenza a minori di 14 anni - ai reati di schiavitù, tratta, prostituzione minorile, sfruttamento sessuale, commessi in danno di minori. Non solo. Contro i clienti delle prostitute minorenni, secondo l’osservatorio serve anche il divieto di accesso ai luoghi frequentati dalla persona offesa e più in generale da minori, oltre che l’allontanamento dalla casa familiare se l’imputato è familiare della vittima.
Dall’Osservatorio arriva un no chiaro alla proibizione tout court della prostituzione. Il “riflusso al chiuso” relegherebbe le vittime in spazi invisibili, e le renderebbe di fatto “più isolate, ricattabili e insicure”. Tuttavia l’Osservaotrio non esclude che i Sindaci possano avere il potere di vietare l’esercizio della prostituzione in alcuni luoghi sensibili delle città, perché frequentati da bambini, perché vicini a luoghi di culto o di cura, “quando la tutela di interessi comuni a tutti diventi prevalente”.
Dal mondo delle associazioni arrivano apprezzamenti per il rapporto. “Un risultato eccezionale” secondo Giancarlo Perego (Caritas Italiana), che ora si aspetta un lavoro simile sul turismo sessuale e la pedo-pornografia. Apprezzamenti arrivano da tutte le 20 associazioni che hanno partecipato all’Osservatorio, con l’eccezione della “Comunità Papa Giovanni XXIII”. “È un tradimento – chiosa Oreste Benzi rivolto ad Amato -, niente è stato fatto per liberare le ragazze. È un documento non utile e dannoso”. Una presa di posizione criticata da Lucio Babolin (Cnca): “Questo atteggiamento di chi predica ex cathedra disturba. Don Benzi non è l’unico a lavorare sulla strada. Tutti noi ci ritroviamo nei punti del rapporto”. (gdg vedi lanci successivi)
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