Decine di romeni, soprattutto pregiudicati e prostitute, sono stati allontanati ieri dalle principali città italiane in base alla nuova normativa che attribuisce maggiori poteri ai prefetti per contrastare la criminalità legata all’immigrazione dall’Est.
I prefetti di Genova, Milano, Torino, Lecce e Firenze hanno firmato provvedimenti di espulsione da attuare, quasi sempre, in via d’urgenza (come consente il recente decreto del governo) a carico di cittadini romeni per ragioni di sicurezza.
Il record degli allontanamenti spetta a Genova: il prefetto Giuseppe Romano ne ha firmati diciassette riferiti a romeni (13 prostitute e quattro sfruttatori) e uno che riguarda una lucciola di nazionalità greca. Al conto vanno aggiunte cinque espulsioni di altrettante prostitute nigeriane, le prime ad essere accompagnate ieri in pullman dalla polizia all’aeroporto di Malpensa. I costi degli espatri sono a carico della prefettura.
Da Genova via lucciole e protettori
Le prime cinque prostitute nigeriane, ieri mattina, sono state portate in pullman all’aeroporto di Malpensa e rimandate al loro Paese. Alle cinque espulsioni, seguiranno da oggi una serie di allontanamenti a carico di cittadini romeni. Diciassette in totale: 13 prostitute e 4 sfruttatori. In più, sarà mandata fuori da Genova e dall’Italia anche un’altra prostituta di nazionalità greca. La linea dura del governo contro gli immigrati, anche comunitari, che creano problemi di ordine pubblico si riflette a Genova con una (prima) raffica di decreti di allontanamento ed espulsione firmati dal prefetto, Giuseppe Romano, ed eseguiti in via d’urgenza dal questore, Salvatore Presenti. «Il nuovo decreto del governo - ha spiegato Romano - accelera gli allontanamenti di tutti i cittadini comunitari, non solo dei romeni, per imperative ragioni di pubblica sicurezza».
Quali? «Comportamenti che compromettono la dignità umana, i diritti fondamentali dell’uomo e l’incolumità pubblica». E’ il caso dei 18 provvedimenti, convalidati a tempo di record dal giudice di pace (la convalida deve avvenire entro 48 ore) e attuati immediatamente dalla polizia. Se non ricorrono i motivi d’urgenza, i tempi per gli espatri sono sensibilmente più lunghi: sino a un mese. E’ la prima volta, comunque, che da Genova - utilizzando la normativa aggiornata di recente dal governo - sono rispediti a casa immigrati da Paesi, come appunto Romania e Grecia, appartenenti a pieno titolo all’Unione europea. Allontanamenti ed espulsioni. Termini diversi, ma la sostanza non cambia: gli stranieri che non rispettano le regole, anche se provenienti dall’interno dell’Ue, vengono accompagnati alle frontiere e rimandati in patria.
E’ questo il “refrain” ascoltato alle riunioni del tavolo per la sicurezza - presenti prefetto, questore il sindaco Marta Vincenzi e i vertici delle forze dell’ordine - per affrontare l’allarme criminalità e l’emergenza romeni. Non solo loro, però. Infatti, ieri, le prime a partire sono state le “lucciole” nigeriane. Da oggi andranno via tutti gli altri immigrati “sgraditi”. «Non escluso che altri allontanamenti possano essere decisi in futuro - ha detto l’altro giorno Romano - anche se è sbagliato pensare che il problema sia esclusivamente limitato all’’immigrazione dalla Romania».
Per «evitare incidenti diplomatici», il prefetto ha precisato in più occasioni che «i provvedimenti di espulsione si applicano ai cittadini extracomunitari: i decreti di allontanamento, invece, sono temporanei (durata massina tre anni) e riguardano esclusivamente i cittadini comunitari». Precisazione motivata dall’esperienza.
Il Secolo XIX ha usato una volta, tra virgolette, il termine espulsioni anticipando il pugno di ferro del prefetto contro «una ventina di romeni», i primi soggetti ad allontanamenti coatti per motivi di sicurezza. Tanto è bastato per suscitare le proteste ufficiali del governo di Bucarest attraverso il console generale della Romania, Alexandru Dumitrescu, più volte invitato a Genova per parlare della questione rom.
Dalla questura trapela che i romeni e la prostituta greca saranno espatriati a gruppi di tre-quattro persone. Caricati su pullman dalla polizia e scortati sino allo scalo lombardo, dove avviene l’imbarco sul volo per il rimpatrio. Il biglietto aereo e le altre spese di viaggio sono a carico della prefettura che, da tempo, dispone di un fondo per le espulsioni degli extracomunitari. La spesa non è trascurabile. Basti pensare che, nel 2004, il rimpatrio di 800 clandestini extra Ue è costato quasi un milione di euro. Soldi pubblici. Anche per questo, il prefetto aveva più volte sostenuto l’urgenza di realizzare in Liguria un Centro di permanenza temporanea (Cpt): progetto ora definitivamente accantonato per l’impossibilità di trovare un’area adatta in provincia di Genova.
Ovviamente, anche i decreti di allontanamento a carico dei cittadini Ue hanno un costo: un nuovo capitolo di spesa che si aggiunge a quello relativo alle espulsioni. Tanto che in prefettura si starebbe pensando di chiedere al ministero un aumento della dotazione finanziaria per allontanamenti ed espulsioni. In alternativa, come avvenuto per i “fogli di via” scattati ieri, si dovrà attingere alla stessa cassa.
Marian Mocanu, presidente della Lega dei romeni in Italia, plaude all’azione del prefetto: «Giusto allontanare questa gente, che crea danni a chi li ospita e ai tantissimi cittadini romeni che vivono e lavorano a Genova. Non se ne poteva più. I loro comportamenti, oltretutto, rovinano pesantemente l’immagine della Romania, che rischia anche sanzioni da parte dell’Ue». Unico neo: «Contro i provvedimenti del prefetto, investito dalla nuova normativa dei poteri che prima erano solo del ministro, è consentito il ricorso in tribunale, e non più al Tar, con il rischio di allungare o addirittura vanificare i tempi degli espatri».
Nelle altre città
I prefetti delle altre città non sono stati a guardare, in accordo col giro di vite voluto dal governo per arginare la criminalità proveniente dall’Est. A Milano, dopo le quattro espulsioni coatte di venerdì, ieri la polizia ha notificato ad altri quattro romeni altrettanti provvedimenti di rimpatrio forzato. I quattro, tra cui una donna, avranno un mese di tempo per lasciare il territorio nazionale. Nel mirino del prefetto di Firenze, Andrea De Martino, sono finiti due pregiudicati romeni, di 18 e 33 anni, che dovranno ritornare in patria nelle prossime ore. Ma sono una ventina i romeni a rischio espulsione che la polizia sta cercando nel territorio fiorentino.
A Torino, ieri sera, sono stati imbarcati coattivamente su un volo per Bucarest due giovani di 23 e 27 anni con precedenti per furto e ricettazione. Infine, sei romeni saranno rispediti in patria dal prefetto di Lecce: i primi cinque, componenti dello stesso nucleo familiare, perché privi di un tetto e fonti di sostentamento; il sesto romeno sarà rimpatriato avendo subito una condanna per furto. Altre sette espulsioni di romeni potrebbero scattare nelle prossime ore a Bologna.
Fonte: Il Secolo XIX