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Scandalo Spitzer i prezzi alle stelle delle squillo di lusso |
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DI ARTURO ZAMPAGLIONE da La repubblica 17 marzo 2008
Sbaglia chi pensa che quella del governatore di New York e la squillo ventiduenne sia solo la vecchia storia di mariti traditori, ipocrisia americana e intreccio tra politica e sesso. In realtà la vicenda di Eliot Spizter, che oggi darà le dimissioni da governatore tra gli applausi di Wall Street che lo ha sempre visto come il fumo negli occhi, nasconde anche tre aspetti nuovi, tutti legati all’economia. Riguardano il ruolo dei superricchi negli Stati Uniti d’oggi (e nel mondo globale), il rigido sistema di controlli bancari in vigore dopo l’11 settembre e la trasformazione del business della prostituzione.
Spitzer, 48 anni, guadagnava 179 mila dollari lordi all’anno, poco più di 6mila euro netti al mese. Ma per i suoi vizi privati, ora divenuti pubblici, si serviva dell’agenzia Emperors Club con tariffe dai mille ai 5mila dollari l’ora per le sue callgirls. Ashley Dupré, alias Kristen, la ragazza fatale, si fece pagare 4.300 dollari per una serata nell’albergo washingtoniano del governatore. Il quale, in tutto ha bruciato 80mila dollari in un anno per le sue scappatelle. Come ha fatto a pagare? Semplice: il padre Bernard ha un impero immobiliare e anche lui, Spitzer, fa parte del crescente esercito di superricchi.
Certo, non sono tempi facili per economia, dollaro e Borse. Anche molti miliardari "soffrono" e devono persino accorciare le vacanze pasquali sugli yacht nei Caraibi. Eppure il "Richistan", come Robert Bruni del "Wall Street Journal" ha definito il mondo dei nuovi ricchi, continua ad espandersi. Nel 2007 il numero di famiglie americane con almeno 1 milione di dollari (senza contare il valore della casa) è salito a 9,2 milioni. Ogni ritocco quotidiano del prezzo del barile si traduce in boom di royalties e in nuove leve dell’opulenza. Tutto questo trasforma il tessuto sociale e cambia le regole del gioco: anche in fatto di prostituzione.
Le tariffe per accompagnatrici (o accompagnatori) d’alto bordo sono esplose: 10mila dollari a seduta, 50mila per tre giorni di sesso, scandalizzano solo chi non li ha. Chi invece li ha – è questa la novità – non ha più le remore di una volta. In un sondaggio condotto su 661 proprietari di aerei privati, Russ Alkan Prince, titolare di una società del Connecticut specializzata in ricerche sulla ricchezza e coautore con Hannah Grove del libro "The sky’s the limit", ha scoperto che il 34 per cento degli uomini e il 20 per cento delle donne ha pagato – e caro per fare sesso. E il 71 per cento di loro confessa che lo ha fatto, non per evitare il divorzio o legami vischiosi, ma solo per la "unicità dell’esperienza". "Per i superricchi", commenta Prince, "tutto ruota attorno al potere e al controllo".
Certo Spitzer, che di potere ne aveva tanto, non è riuscito a evitare lo scandalo. Ma nel suo caso la colpa (o il merito) è delle severissime normative bancarie introdotte dopo l’11 settembre. Ogni istituto che sente puzza di bruciato (o di riciclaggio di denaro sporco) deve mandare subito un rapporto chiamato Suspicious Activity Report al Fincen, la divisione del ministero del Tesoro che si occupa di reati finanziari. Le banche americane sono diventate molto zelanti: l’anno scorso sono arrivate al Finmcen mezzo milione di segnalazioni. Tra cui quelle della North Fork e della Hsbc sui trasferimenti del governatore alla Qat International e Qat Consulting Group. Banchieri e ispettori pensavano che si trattasse di un giro di bustarelle per favori politici, in realtà erano le due società fantasma del Emperors club, l’agenzia delle squillo per milionari.
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