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Prostituzione: Pia Covre no a bordelli PDF Stampa E-mail
(adnkronos)29-5-08
 

Prima riconoscere diritti lucciole in quanto lavoratrici del sesso - “No ai bordelli modello 50 anni fa. Oggi la situazione e’ complessa, sono tante le persone coinvolte non si puo’ dire di ’scegliere il male minore per ridurre il disagio’ ma bisogna parlare di diritti delle lavoratrici del sesso, che devono avere la possibilita’ di autodeterminarsi e di autorganizzarsi”. Cosi’ Pia Covre, esponente del Comitato per i Diritti Civili delle Prostitute, ha commentato all’ADNKRONOS la proposta di un referendum per l’abolizione di una parte della legge Merlin e la riapertura delle case chiuse, depositata in Cassazione dal portavoce de La Destra, Daniela Santanche’. “Come al solito - ha sottolineato - ci sono politici che fanno gesti plateali e poi quando stanno seduti in parlamento non fanno niente. Non si e’ mai voluto trovare un accordo, una mediazione moderata per modificare le legge Merlin e che rispettasse i diritti delle prostitute e dei cittadini”. “Serve una regolamentazione leggera che stabilisca, ad esempio, divieti di prostituzione vicino alle scuole o alle chiese ma che non deve essere penalizzante verso la prostituzione in genere - ha aggiunto Pia Covre - Non si deve chiudere gli occhi e far finta che la prostituzione non esista. Prima si devono riconoscere le prostitute come lavoratrici e poi si puo’ pensare a delle soluzioni, come ad esempio lo ‘zooning’” cioe’ pianificare aree da dedicare al lavoro di prostituzione. “Ma, comunque, anche questa soluzione non puo’ essere l’unica”, ha concluso.