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L'opinione di una sex worker In relazione ad un sondaggio apparso su Repubblica PDF Stampa E-mail


Spett.le Redazione,
in relazione al Vs sondaggio, pubblicato oggi su Repubblica.it, mi vorrei permettere alcune considerazioni :
le risposte da Voi indicate sottintendono una realtà assolutamente fuorviante, ovvero che ormai la prostituzione si identifica totalmente con la clandestinità e cioè, più in generale, con le immagini più degradanti, ma anche più sensazionalistiche, continuamente diffuse dai media e che sono, al momento,  la sola rappresentazione di una realtà che invece appare ben più complessa ed articolata. Questa osservazione non è motivata solo da una discordanza sul  metodo, ovvero una errata informazione dell'opinione pubblica,  ma vuole sottolineare come questa assimilazione totale : prostituta = clandestina, non solo ignora la presenza di cittadine italiane che svolgono, nella più assoluta legalità ( almeno per ora) questa professione, ma pone, le stesse,  sullo stesso piano di illegalità e di condizioni di vita, dei soggetti non italiani. Ora, se è ben vero che i livelli di esercizio della prostituzione per strada hanno ormai superato qualsiasi sopportabile limite di decenza e di decoro è anche doveroso rilevare come tali problematiche di ordine pubblico non siano conseguenza diretta ed esclusiva della prostituzione in quanto tale,  atto, di per se, assolutamente legale se inteso come scambio di prestazioni sessuali in cambio di denaro, ma dalla dilagante presenza di organizzazioni criminali in gran parte, se non esclusivamente, composte da soggetti non italiani.
Credo sia importante sottolineare questi aspetti, specialmente ora che, per l'ennesima volta, da più parti, si torna a voler legiferare sull'argomento, quanto meno per evitare che, nella compilazione di nuove norme in materia, non si finisca col perseguire l'unico obbiettivo di colpire la criminalità che sta dietro una certa forma, certo la più appariscente, di prostituzione, andando a ledere, più di quanto già non lo siano, i diritti di cittadine italiane che niente hanno a che fare con le deprecabili situazioni venutesi a creare in molte città italiane e che, è bene sottolinearlo, nella stragrande maggioranza dei casi, niente compiono di contrario sia alla pubblica decenza che alle leggi dello stato italiano.
Vi ringrazio per l'attenzione. Tiziana