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PARMA - "Pagare 90.000 euro di tasse? E perché? Io con i guadagni mantengo la mia famiglia in Uruguay, tra cui mia figlia di otto anni e due orfani di mia cugina. Mi proteggo da sola, quando ho chiesto aiuto nessuno mi ha ascoltata, mi hanno detto che finché non scorreva il sangue non potevano intervenire, e adesso vengono a dirmi di pagare le tasse?". In un'intervista pubblicata dalla 'Gazzetta di Parma' Z.C., prostituta latino-americana di 32 anni in Italia dal 2004 con regolare permesso di soggiorno, che ha ricevuto dalla Guardia di Finanza un 'conto' di 90.000 euro calcolato sulla base dei 357.000 guadagnati con il suo 'lavoro' a Parma, era decisa nella sua intenzione di non voler 'saldare il conto'.
Poi, al Tg5 della sera, ha mostrato un atteggiamento diverso: "Se debbo pagare le tasse le pagherò, non c'é problema", ha detto tranquillamente. Ma il suo avvocato, Luca Berni, impugnerà il provvedimento: "Se si vogliono far pagare le tasse alle prostitute - dice - bisogna prima garantire quelle forme di tutela, regolarizzazione e assistenza che in Italia ora non ci sono. La Finanza precisa che la prostituzione non è reato, lo è invece lo sfruttamento. Ma la mia assistita lavora in proprio e non sfrutta nessuno". La stessa 'lucciola' spiega che il proprio 'lavoro' non avviene in strada, ma di avere "un giro fisso di imprenditori e professionisti, di Parma ma anche di Milano. Hanno il mio numero di telefono, c'é chi mi passa un fisso mensile...".
Alle Fiamme Gialle di Parma era arrivata la segnalazione, dal Nucleo speciale di polizia valutaria di Roma, di operazioni sospette di una donna che tra il 2005 e il 2008 aveva versato in banca l' ingente cifra. Sentita, la donna ha spiegato ai militari che quei soldi erano il frutto della sua attività di 'lucciola'. A quel punto i finanzieri, analizzando le norme in materia, hanno desunto che "il meretricio è un atto civilisticamente illecito, i cui guadagni sono tassabili quali redditi diversi derivanti da proventi illeciti". La 'questione tasse' ha già provocato reazioni opposte. Per Pia Covre, segretaria del Comitato per i diritti civili delle prostitute, la giovane "ha ragione e deve fare ricorso", e l' Agenzia delle Entrate "é fuori regola poiché la legge Merlin vieta lo sfruttamento della prostituzione da parte dello Stato o di altri". Il leghista Roberto Corradi, parmigiano e consigliere regionale Lega Nord, ritiene invece che la donna vada espulsa immediatamente dall'Italia e che le debba essere revocato il permesso di soggiorno: "Il nostro Paese può fare a meno di immigrati che si prostituiscono". Per la senatrice radicale Pd Donatella Poretti la vicenda potrebbe essere "un ottimo spunto e un buon punto di partenza" alla vigilia del dibattito parlamentare del Ddl sicurezza, dove è preannunciato un intervento sulla prostituzione. "Ha ragione la GdF - dice - sostenendo che si tratta di attività illecita, ma ha ragione anche il legale quando afferma che debbono esserle riconosciute delle tutele che oggi non esistono".
Proprio nella città emiliana si era parlato anche di prostituzione, con la richiesta di un contrasto forte, un paio di settimane fa in occasione dell'incontro sul tema sicurezza dei sindaci di una ventina di città medio-piccole che avevano firmato la 'Carta di Parma' con il ministro Maroni. Il sindaco di Padova Flavio Zanonato aveva portato la proposta di proibire alle prostitute di esercitare per strada e ai clienti di contrattare un rapporto sessuale in cambio di denaro. Già in novembre una prostituta toscana aveva presentato ricorso, dopo che la Finanza le aveva chiesto mezzo milione di euro per otto anni di reddito non dichiarato. Ma in dicembre la Commissione tributaria della Lombardia aveva deciso, con una sentenza, che anche le prostitute devono pagare le tasse.
Fonte: Ansa 24 giugno 2008
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