(ANSA) - BOLOGNA, 30 GIU - "Siamo sconcertate/i che sia potuto accadere un simile fatto". 'Facciamo Breccia', da Firenze affida ad una nota la difesa di Graziella Bertozzo, attivista del movimento, vittima di un'azione definita "violentemente repressiva e diffamatoria" durante il Gay Pride di sabato. La donna era stata condotta in Questura a Bologna mentre la manifestazione volgeva al termine. Alcuni membri del coordinamento di Facciamo Breccia erano saliti sul palco della manifestazione per esporre uno striscione. Per un malinteso, riferisce il movimento, la Bertozzo era stata, invece, fermata da una delle volontarie dell'organizzazione che aveva avvertito un funzionario della Digos che non si era qualificato. Ne era nato un diverbio e la militante dopo essere stata portata in Questura era stata rilasciata in serata con l'accusa, riferisce il movimento, di resistenza e lesioni finalizzate alla resistenza. "Chiediamo a tutte e tutti, ed in particolare al Comitato Bologna Pride, di spendersi affinché la questione giudiziaria si chiuda immediatamente rendendo chiaro che l'azione di polizia é stata causata da un abnorme 'equivoco'", aggiunge 'Facciamo Breccia'. In difesa della Bertozzo anche il Prc-Se di Bologna: "Proviamo sconcerto per le modalità con cui è intervenuta la Digos mentre Graziella stava partecipando ad una azione pacifica", si legge in una nota. "Riteniamo - prosegue - che questo episodio repressivo non abbia senso e ci auguriamo che la questione si chiuda al più presto, nelle sedi preposte, senza conseguenze giudiziarie per Graziella". Secondo il gruppo Unaltracittà/Unaltromondo di Firenze "i fatti di Bologna consegnano un paese dove i diritti più elementari vengono calpestati, l'omofobia ed il razzismo stanno dilagando e l'ossessione securitaria dà luogo a repressioni violente da parte delle forze dell'ordine". (ANSA).
Autore: I33-CST


