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| "Massaggi bollenti" in due appartamenti in piazza Europa a Cuneo, la Guardia di Finanza scopre un giro di sfruttamento della prostituzione cinese |
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| GLI ALLOGGI SONO STATI SOTTOPOSTI A SEQUESTRO CAUTELATIVO COSÌ COME QUATTRO CONTI CORRENTI SU CUI CONFLUIVANO I GUADAGNI DEI CENTRI |
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Nei giorni scorsi i militari del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Cuneo hanno concluso indagini da tempo in corso nei confronti di un sodalizio criminoso dedito allo sfruttamento della prostituzione. Due gli alloggi sequestrati a Cuneo.
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| L’attività investigativa, coordinata e diretta dalla Procura della Repubblica di Cuneo, è stata avviata verso la fine del mese di novembre dell’anno passato, quando gli uomini della Sezione Mobile hanno acquisito informazioni secondo le quali all’interno di un lussuoso appartamento situato in piazza Europa n. 5, alcune ragazze cinesi praticavano massaggi pubblicizzati come “terapeutici”, che, a richiesta di clienti interessati, si trasformavano, senza alcun problema, in rapporti sessuali.
Informata la Procura della Repubblica ed acquisite le direttive del caso, i finanzieri del Ten. Col. Mallone hanno monitorato tutte le più note riviste di annunci gratuiti, anche on line, della provincia, individuando inserzioni che promettevano efficacissimi massaggi rilassanti e fornivano diverse utenze telefoniche cellulari, da contattare per fruire del servizio.
Dalle utenze, sulle quali risultavano giunte centinaia di telefonate in breve tempo, i militari sono riusciti a risalire all’identità di innumerevoli clienti del centro massaggi, diversi dei quali sono stati convocati in caserma e interrogati. In tal modo si è avuto conferma del fatto che dietro alla coperture del centro benessere operava, in realtà, una casa di prostituzione.
Sono subito stati effettuati servizi di osservazione che hanno consentito di individuare, con esattezza, l’appartamento, di verificare il considerevole flusso quotidiano di frequentatori e di notare che alcune ragazze si spostavano, per raggiungere un altro alloggio di piazza Europa (n. 22), anch’esso visitato da numerosi avventori e affittato da un cittadino cinese, attualmente detenuto presso il carcere di san Vittore di Milano, in quanto accusato dell’omicidio di una giovane prostituta sua connazionale, perpetrato nel capoluogo lombardo, agli inizi del mese di maggio scorso.
D’intesa con la Magistratura inquirente, sono quindi scattate le perquisizioni delle due case di appuntamento, al cui interno sono state individuate tre prostitute cinesi clandestine, nei cui confronti sono state avviate le pratiche per l’espulsione dal territorio nazionale, mentre la titolare del centro benessere è stata tratta in arresto per concorso in sfruttamento della prostituzione, su ordine del G.I.P. di Cuneo.
Ad altre due donne cinesi e ad un italiano residente a Milano, coinvolti nell’organizzazione delle attività illecite, è stato notificato un avviso di garanzia per il medesimo reato.
I due appartamenti sono stati sottoposti a sequestro cautelativo così come 4 conti correnti sui quali erano confluiti i guadagni dei centri di prostituzione.
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| "Massaggi bollenti" in due appartamenti in piazza Europa a Cuneo, la Guardia di Finanza scopre un giro di sfruttamento della prostituzione cinese |
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| GLI ALLOGGI SONO STATI SOTTOPOSTI A SEQUESTRO CAUTELATIVO COSÌ COME QUATTRO CONTI CORRENTI SU CUI CONFLUIVANO I GUADAGNI DEI CENTRI |
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Nei giorni scorsi i militari del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Cuneo hanno concluso indagini da tempo in corso nei confronti di un sodalizio criminoso dedito allo sfruttamento della prostituzione. Due gli alloggi sequestrati a Cuneo.
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| L’attività investigativa, coordinata e diretta dalla Procura della Repubblica di Cuneo, è stata avviata verso la fine del mese di novembre dell’anno passato, quando gli uomini della Sezione Mobile hanno acquisito informazioni secondo le quali all’interno di un lussuoso appartamento situato in piazza Europa n. 5, alcune ragazze cinesi praticavano massaggi pubblicizzati come “terapeutici”, che, a richiesta di clienti interessati, si trasformavano, senza alcun problema, in rapporti sessuali.
Informata la Procura della Repubblica ed acquisite le direttive del caso, i finanzieri del Ten. Col. Mallone hanno monitorato tutte le più note riviste di annunci gratuiti, anche on line, della provincia, individuando inserzioni che promettevano efficacissimi massaggi rilassanti e fornivano diverse utenze telefoniche cellulari, da contattare per fruire del servizio.
Dalle utenze, sulle quali risultavano giunte centinaia di telefonate in breve tempo, i militari sono riusciti a risalire all’identità di innumerevoli clienti del centro massaggi, diversi dei quali sono stati convocati in caserma e interrogati. In tal modo si è avuto conferma del fatto che dietro alla coperture del centro benessere operava, in realtà, una casa di prostituzione.
Sono subito stati effettuati servizi di osservazione che hanno consentito di individuare, con esattezza, l’appartamento, di verificare il considerevole flusso quotidiano di frequentatori e di notare che alcune ragazze si spostavano, per raggiungere un altro alloggio di piazza Europa (n. 22), anch’esso visitato da numerosi avventori e affittato da un cittadino cinese, attualmente detenuto presso il carcere di san Vittore di Milano, in quanto accusato dell’omicidio di una giovane prostituta sua connazionale, perpetrato nel capoluogo lombardo, agli inizi del mese di maggio scorso.
D’intesa con la Magistratura inquirente, sono quindi scattate le perquisizioni delle due case di appuntamento, al cui interno sono state individuate tre prostitute cinesi clandestine, nei cui confronti sono state avviate le pratiche per l’espulsione dal territorio nazionale, mentre la titolare del centro benessere è stata tratta in arresto per concorso in sfruttamento della prostituzione, su ordine del G.I.P. di Cuneo.
Ad altre due donne cinesi e ad un italiano residente a Milano, coinvolti nell’organizzazione delle attività illecite, è stato notificato un avviso di garanzia per il medesimo reato.
I due appartamenti sono stati sottoposti a sequestro cautelativo così come 4 conti correnti sui quali erano confluiti i guadagni dei centri di prostituzione.
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