|
Il Governo ha deciso oggi di aprire un’inchiesta amministrativa sul poliziotto indagato a margine dell’inchiesta sul Corona
Il Consiglio di Stato ha deciso oggi di aprire un’inchiesta amministrativa sul Commissario della Sezione reati finanziari, indagato a margine dell’inchiesta sul Corona di Noranco. Si tratta di un atto formale che il Governo ha compiuto dopo l’interrogatorio del poliziotto da parte del Procuratore Pubblico Mario Branda. Il magistrato ha profilato i reati di abuso di autorità e infrazione alla legge sulla dimora degli stranieri ma non ha per ora promosso l’accusa nei confronti del commissario che resta quindi un semplice indiziato.
I guai per lui poterebbero essere legati da una parte alla sua lunga amicizia con il dipendente del Corona finito in carcere insieme al gerente per promovimento della prostituzione, dall’altra alle sue frequentazioni del locale a luci rosse. Ma il punto centrale sarà stabilire se il commissario ha infranto la legge sulla dimora degli stranieri ospitando per qualche tempo a casa sua una ragazza che lavorava al Corona, ragazza con la quale aveva allacciato un rapporto sentimentale. In particolare sarà importante accertare da quanto tempo la donna soggiornava in Ticino come turista.
Questa la nota con la quale il Governo nel pomeriggio ha confermato la notizia da noi anticipata stamane. "Il Consiglio di Stato ha deciso questa mattina di avviare un’inchiesta disciplinare – amministrativa nei confronti del Commissario aggiunto della Polizia cantonale nei cui confronti è stata avviata un’inchiesta penale da parte del Ministero Pubblico. L’inchiesta è affidata alla Sezione delle Risorse Umane (SRU) e diventerà operativa non appena sarà dato ad essa accesso all’incarto del Ministero Pubblico. Tenuto conto degli elementi a disposizione dell’autorità amministrativa e dello stato della procedura penale non si è proceduto alla sospensione dalla funzione".
08.07.08
Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
La spalla destra del gerente, il 46enne italiano scarcerato a metà luglio, è tornato a piede libero nelle scorse settimane dopo che sono venute meno le necessità istruttorie
Il 46enne portoghese, spalla destra del 47enne italiano che gestisce lo storico postribolo Corona di Pambio Noranco, è tornato a piede libero nelle scorse settimane. I due, ricordiamo, erano finiti in manette poiché sospettati di tratta di esseri umani, promovimento della prostituzione e infrazione alla legge federale stranieri. Le manette erano scattate nel mese di maggio a seguito di un blitz di polizia al Corona.
La decisione di scarcerazione è stata presa dal procuratore pubblico Mario Branda, titolare dell’inchiesta, essendo venute meno le necessità istruttorie ed il pericolo di collusione. Per lo stesso motivo, a metà di luglio, era stato liberato anche il 47enne italiano. Tutt’e due, ricordiamo, sono domiciliati nella regione di Lugano.
In quanto al Corona, si trova tutt’ora sotto sequestro per ordine della magistratura. La chiusura è provvisoria, ma c'è chi chiede a gran voce che divenga definitiva.
Lunedì scorso sono infatti state consegnate in cancelleria a Lugano le 458 firme della petizione in cui si chiede alle autorità di attivarsi affinché non riprenda l’esercizio della prostituzione al Corona. Le firme sono state raccolte a Pambio Noranco in soli dieci giorni.
05.08.08
Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
|