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"Basta, non siamo criminali" |
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di VLADIMIRO POLCHI
La storica leader delle prostitute Carla Corso: che c'entriamo con la
sicurezza?
Luxuria: "Le lavoratrici del sesso sono vittime della violenza"
Multe ai clienti, il no delle lucciole
"Basta, non siamo criminali"
ROMA - "E ora finisce che è tutta colpa nostra". È l'effetto collaterale e
imprevisto delle ordinanze dei sindaci sceriffi: lucciole e clienti si
ritrovano uniti per protestare contro le maxi-multe (annunciate o già
applicate) dei primi cittadini. Per le prime è un fatto di sopravvivenza e
di incassi; i secondi non ci stanno a essere considerati dei criminali.
In queste ore al Comitato per i diritti civili delle prostitute starebbero
infatti arrivando "e-mail e telefonate preoccupate", non solo dalle squillo,
ma anche da molti che si dichiarano clienti. "Non mi risulta - afferma Carla
Corso, una delle fondatrici del Comitato - che fare l'amore sia una minaccia
per la sicurezza. Di sicuro, non è un reato". La prima preoccupazione -
fanno sapere al Comitato - è quella delle "persone che vivono con l'unica
risorsa che hanno: il proprio corpo e la disponibilità di usarlo per offrire
servizi sessuali in cambio dei mezzi per vivere. Ci viene chiesto dove sarà
possibile lavorare e perché si continuano a chiudere gli appartamenti alle
colleghe, che lavorano in casa mettendole sulla strada. Le altre chiamate -
proseguono al Comitato - ci arrivano da clienti arrabbiati, che lungi da
essere dei criminali, sono figli, padri o mariti che desiderano solo avere
qualche minuto di relax".
Il Comitato annuncia che i suoi avvocati sono pronti a difendere il
"diritto" delle lucciole e dei loro clienti e ipotizza l'incostituzionalità
dei provvedimenti.
"Le prostitute vendono amore - prosegue Corso - ma ovviamente devono farlo
liberamente. L'Italia ha non ha il coraggio di fare una legge seria come al
nord Europa, Germania compresa, che considera la prostituzione una
professione, con diritti e doveri dei lavoratori, regole e tasse pagate".
Certamente diversa è però la situazione delle immigrate, maltrattate e
costrette a prostituirsi: "Per loro andrebbero previsti finanziamenti per il
reinserimento".
Sul caso vuol dire la sua anche Vladimir Luxuria: "A dispetto di tante
ordinanze di sindaci che considerano le prostitute un pericolo, la violenza
perpetrata ai danni di una transessuale a Milano, conferma che le
lavoratrici del sesso non sono autrici di violenza, ma vittime".
da Repubblica
(7 agosto 2008)
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