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Lettera ai giornali di Parma PDF Stampa E-mail

Gli avvenimenti di Parma relativi alla prostituzione ci hanno molto colpite
e sorprese, sorprese perché Parma ha una storia ammirabile e significativa
per il nostro intero Paese. I cittadini e le cittadine si sono sempre
distinti nelle lotte collettive per la libertà e per il progresso sociale ed
anche economico del Paese. Le scelte politiche e sociali di questa città
venivano un tempo prese a modello nel mondo. Non posso non ricordare  quell'illustre
cittadino di Parma  uomo politico e amministratore che fu Mario Tommasini,
il quale ci ha fatto l'onore di essere un sostenitore della lotta delle
prostitute per la conquista dei diritti civili. Chissà cosa avrebbe provato
a vedere la donna in  quell'immagine, ultima degli ultimi, abbandonata e
desolata, oltraggiata nell'intimità della sua disperazione e della sua
sofferenza.
Non sarebbe piaciuta questa Parma a Mario Tommasini. Si sarebbe indignato
del trattamento riservato alle persone prostitute. Lui non si sarebbe
limitato a parlare sarebbe andato a "sollevarla".
Certamente non avrebbe reagito come i molti politici che hanno detto di
tutto pur di minimizzare l'accaduto e spostare l'attenzione dal grave fatto
verso orizzonti di ordinaria pulizia urbana e sociale nel bene delle povere
vittime. Anzi ci dicono che stanno combattendo a favore della loro dignità e
per liberarle dallo sfruttamento.
Anche oggi abbiamo il disgusto di leggere le affermazioni fatte da Carla
Mantelli la quale ci dice che "vendere" il corpo è contro la dignità, ma
trattare le prostitute e i loro corpi in quel modo come si è visto a Parma
non crede che sia contro la dignità?
Si può restare comodamente seduti dentro un'istituzione che si comporta
così?
Si può far finta  che tutta l'Europa si stia movendo contro la prostituzione
e ignorare che Paesi importanti come la Germania ha riconosciuto lo status
ai lavoratori/rici sessuali. Noi possiamo restare qui a farne una questione
di morale anzi di doppia morale?
Si può mentire spudoratamente dichiarando che le Associazioni e gli Enti
Locali che si stanno adoperando a sostenere le vittime lottano contro la
prostituzione.
Le associazioni e gli Enti Locali stanno lottando contro lo sfruttamento, e
riguardo alla prostituzione hanno posizioni diverse. Tanto che un tavolo
ampio di associazioni si è già espresso a favore di politiche che non
criminalizzino chi è vittima dello sfruttamento e dei trafficanti, e contro
la criminalizazione  dei clienti quando non commettano specifici reati come
gli incontri con minori. Perché una volta che sono sotto protezione dello
Stato le vittime sono uno strumento indispensabile per la lotta al racket.
Sarebbe interesse reciproco, sia delle donne sfruttate che della polizia se
vi fosse una collaborazione. Purtroppo le vittime di tratta hanno una paura
profonda degli agenti, perché nei loro paesi d'origine la polizia
rappresenta ben altra cosa che senso di protezione. Ora potranno certamente
pensare lo stesso degli agenti italiani, farle collaborare a liberarsi e
denunciare per le Associazioni sarà da oggi molto più difficile.
Comunque se potessimo farci ascoltare io vorrei dire a Mario Tommasini che
noi, le prostitute, nonostante tutto continueremo a lottare e a camminare a
testa alta senza vergogna. Come ci ha insegnato Mario altri devono provare
vergogna.

Pia Covre
Comitato per i Diritti Civili delle Prostitute

22/08/08