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Vicenza: colto in fallo assessore moralizzatore PDF Stampa E-mail



L¹assessore anti-lucciole fermato con le lucciole
di Marino Smiderle

Vicenza - Tolleranza zero, altro che. «Gliela faccio vedere io a chi dice
che una giunta di centrosinistra non è capace di ripulire le strade di
Vicenza dalle lucciole e da tutto quello che si portano dietro». Così, a
pochi mesi dall¹aver vinto a sorpresa le elezioni amministrative in una
città ritenuta feudo del Pdl, il sindaco Achille Variati (Pd, con forte
propensione all¹autonomia) firma un¹ordinanza feroce, copiando l¹iniziativa
del collega leghista Flavio Tosi e prevedendo supermulte da 500 euro per i
clienti delle prostitute. In giunta, tutti d¹accordo. La sicurezza non è né
di destra, né di sinistra, e ci mancherebbe. Però nessuno avrebbe mai
immaginato che, un mese dopo, alla rotatoria di Ponte Alto, punto di massima
concentrazione di passeggiatrici a Vicenza, a schiantarsi contro il muro
della tolleranza zero fosse proprio la Mercedes station wagon di Matteo
Quero, assessore alla cultura e alle politiche giovanili, uno dei più
stretti collaboratori del primo cittadino.

E così, da cavolata giovanilista di una notte di fine estate, l¹impresa
dell¹assessore si è trasformata in caso politico, con tanto di fiducia
confermata, di scuse pubbliche, prima di ripensarci e passare alle
dimissioni e all¹accettazione delle dimissioni, a seconda delle notizie che
Il Giornale di Vicenza puntualmente pubblicava.

Tutto comincia giovedì notte, poco prima delle 2, quando una pattuglia dei
carabinieri antiprostituzione incaricata di far rispettare l¹ordinanza
Variati scopre la Mercedes grigia di Quero che si aggira nel quartiere a
luci rosse della città. Quel che succede lo si saprà a spizzichi e bocconi:
la cosa certa, che sarà la prima a finire sui giornali, è che Quero
accelera, imbocca la vicina via Fermi e viene bloccato dopo qualche
centinaio di metri. I carabinieri, visto il suo stato, gli chiedono di
sottoporsi all¹alcol test. L¹interessato, reduce da una cena in compagnia di
amici, rifiuta e per questo, in base all¹ultima severa normativa, gli viene
sequestrata l¹auto e sospesa la patente.

Basta questo per far scoppiare il finimondo politico. Ma come, si dice, un
assessore alle politiche giovanili che si rifiuta di fare l¹alcoltest che
razza di credibilità può avere? Obiezione sensata, ma Variati è più morbido.
Quero, 41 anni, sposato, tre figli, ha un grande ascendente tra i giovani. È
uno dei promotori del Festival del Jazz che ogni anno si tiene a Vicenza e
nell¹ultima campagna elettorale è stato determinante per il successo del
centrosinistra. Lui che, tra l¹altro, agli albori era stato iscritto al
Partito liberale, prima di spostarsi verso il Pd a bordo del vascello dei
riformisti. Insomma, il sindaco escogita una «punizione» ad hoc: andare per
le scuole e fare da testimonial per la guida sicura. E Quero obbedisce
subito, mettendo in rete un video della serie: «Cari ragazzi, non fate il
mio stesso errore».

Sembra finita qui, e invece dal rapporto dei carabinieri vien fuori che il
rifiuto di fare l¹alcoltest è solo l¹epilogo di una vicenda più scabrosa.
Occorre fare rewind e tornare a giovedì notte, quando la Mercedes di Quero
procede lentamente lungo viale San Lazzaro. Ecco, a un certo punto la
macchina si ferma. E Quero, stando a quanto accertano i carabinieri, si
ferma più o meno davanti all¹hotel Europa e si mette a parlare con una
prostituta. Non fosse per l¹ordinanza voluta dallo stesso Quero, tutto
filerebbe liscio, come succede dalla notte dei tempi. Ma i carabinieri sono
lì per farla rispettare, quell¹ordinanza, e così intervengono. L¹assessore,
quando vede l¹Alfa che si avvicina, preferisce sgommare e la passeggiatrice,
per evitare guai peggiori, lo imita, sgattaiolando altrove.

La corsa della Mercedes, però, si ferma poco lontano. Di fronte al faro
sparato dai carabinieri, Quero capisce che non è il caso di fuggire. Non gli
viene fatta la contravvenzione di 500 euro antiprostituzione per il semplice
fatto che, nel frattempo, il corpo del reato è sparito. Di fronte al rifiuto
di sottoporsi all¹alcoltest, però, ai carabinieri non resta che applicare la
legge e procedere al sequestro dell¹auto e alla sospensione della patente.

Da quel momento in poi va in scena il balletto delle versioni. Quella
edulcorata, come detto, funziona un giorno, nonostante il cannoneggiamento
dell¹opposizione. Poi sul Giornale di Vicenza esce la versione «hard», e
allora le cose precipitano. «Nuove voci si sono levate a gettare un¹ombra
pesante sulla mia figura pubblica e di amministratore - scrive Quero nella
lettera di dimissioni presentata ieri -. Voglio potermi difendere da queste
accuse con forza e libertà, e non posso che farlo da privato cittadino.
Voglio scusarmi ancora una volta con tutti, con mia moglie e i miei tre
figli, i cittadini, i giovani a cui ho dato un cattivo esempio, i miei
colleghi di maggioranza e di giunta, e soprattutto con il sindaco, che mi ha
fatto il grande onore di chiamarmi a lavorare al suo fianco».
Variati, pur deluso, conferma la tolleranza zero. «Il giro di vite sulla
sicurezza, in cui è incappato anche un assessore della mia giunta, perdendo
il suo posto, continua, come ho detto, senza guardare in faccia a nessuno. A
Vicenza, e ne sono fiero, funziona così».

 

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