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Udine e Vicenza: fatti privati?? PDF Stampa E-mail
mercoledì 03 settembre 2008
Non pensavamo che sarebbe successo così presto! Ma eravamo certe che sarebbe successo!Credere che ci sia in Italia una categoria di uomini che possono essere estranei alla clientela della prostituzione è una ingenuità. Come lavoratrici del sesso abbiamo ogni giorno conferma dai nostri clienti, che sono appartenenti a tutte le classi sociali, a tutte le categorie di lavoratori, e a tutti i partiti politici. Così come appartengono a tutte le religioni.Questi uomini che spesso parlano con disprezzo e usano la parola “bonificare” oppure “ripulire le strade dallo schifo” o ancora “lottiamo contro il degrado” sono in realtà essi stessi degli affezionati clienti delle lucciole, o delle escort, o magari di club e sale massaggi.Ora la questione da porre sarebbe: uno colto “sul fatto” dovrebbe dimettersi? Per ora abbiamo visto l’assessore vicentino Quesro rassegnare le proprie dimissioni al sindaco. Mentre a Udine vediamo gli esponenti di FI  dichiarare che si tratta di “fatti privati”.Se questi nostri governanti e amministratori vogliono essere coerenti dovrebbero punirsi così come puniscono tutti gli altri clienti. Non è accettabile che si compia una ingiustizia sociale, mentre a tutti gli italiani si proibisce di godere del sesso a pagamento per costoro niente proibizione.Noi del Comitato pensiamo che chi impone un certo comportamento ai propri cittadini sostenendolo con leggi repressive debba anche rispettare il modello che istituisce.Se si pensa che la prostituzione sia un fenomeno criminale contro cui lottare be i politici dovrebbero essere i primi ad astenersi.Altrimenti stiano zitti e la smettano di dare addosso alle lucciole e ai loro clienti
Pia Covre
Comitato per i Diritti Civili delle Prostitute Onlus