Home arrow News arrow Perchè non pubblichiamo le foto di Carfagna
Perchè non pubblichiamo le foto di Carfagna PDF Stampa E-mail

da LIBERAZIONE  del 12/09/08

di Angela Azzarro

 

 
 

Angela Azzaro


Ieri il Consiglio dei ministri ha approvato il disegno di legge sulla prostituzione. E' un provvedimento che prevede l'arresto, dai 5 ai 15 giorni, per prostitute e clienti, ricaccia la prostituzione dentro le case chiuse, criminalizza e stigmatizza le sex worker rendendole ancora più sole. Quando il ddl diventerà legge, segnerà la fine di una stagione, una stagione di grande civiltà: quella segnata dalla legge Merlin. La legge Merlin poteva essere migliorata, ma l'iniziativa del governo Berlusconi non solo la peggiora, la cambia radicalmente. La cancella, reintroducendo il reato di prostituzione anche se limitato a chi esercita per strada, che poi sono i soggetti spesso più deboli.
In riunione di redazione abbiamo discusso molto, soprattutto colpiti dalla frase della ministra Carfagna, una delle firmatarie del ddl insieme ai ministri della Giustizia e dell'Interno, che avrebbe detto: «Mi fa orrore chi vende il proprio corpo». Alcuni di noi hanno sostenuto fosse giusto pubblicare le foto che ritraggono la ministra nuda. Nessuno di noi pensa che questo sia un reato o che sia sbagliato. Ognuno è libero di fare del proprio corpo quello che preferisce. Ma questo allora dovrebbe valere per tutti e tutte: per Carfagna, per le sex worker. Per Eluana Englaro. Si voleva cioè cogliere la contraddizione tra la frase della ministra, la legge che ha voluto e il suo comportamento. Abbiamo scelto di non pubblicare quelle foto, per non metterci allo stesso livello, moralista, della ministra. Alla fine della riunione abbiamo poi verificato che «l'orrore» è riferito dalla ministra al fenomeno della prostituzione, mentre la frase esatta è: «Non capisco chi vende il proprio corpo». Il senso cambia poco. Soprattutto non cambia per nulla il senso della legge.
Anche noi, ministra Carfagna, non capiamo come proprio lei possa dire certe cose. L'abbiamo difesa quando è stata attaccata prendendo di mira i suoi comportamenti sessuali e i suoi presunti amori. Abbiamo scritto che era la conseguenza di una cultura maschilista, che non va certo censurata ma su cui si possono e si devono esprimere delle critiche. Lei invece ci sta spiegando che ci sono corpi che si possono vendere senza problemi e corpi che vanno controllati, perseguitati,denunciati.
La legge sulla prostituzione è una pessima normativa perché ottiene il risultato opposto di quello che, furbescamente, dice di voler fare. Non combatte il fenomeno della tratta. Al contrario rende anche chi esercita liberamente la professione più ricattabile, aumenta il potere del racket, fa sì che le prostitute e i prostituti molto spesso senza permesso di soggiorno siano stretti nella morsa dei papponi, da una parte, della polizia e dell'espatrio dall'altra.