Home arrow Comunicati arrow Presentati i ricorsi ai TAR di Lazio e Veneto
Presentati i ricorsi ai TAR di Lazio e Veneto PDF Stampa E-mail

Durante una conferenza stampa tenutasi a Roma presso la Casa Internazionale delle Donne  abbiamo presentato alla stampa sabato 22 novembre i ricorsi contro le ordinanze dei sindaci di Roma e di Verona

 

 

 Come avevamo annunciato le lavoratrici del sesso si oppongono alle politiche repressive e illiberali messe in atto da molti sindaci italiani contro la prostituzione. Abbiamo dato incarico ad un gruppo di valenti avvocati di presentare ricorso ai Tribunali Amministrativi Regionali contro alcune delle Ordinanze dei Sindaci. Le rappresentanti del Comitato Per i Diritti Civili delle Prostitute congiuntamente all’associazione Libellula e Lastregadabruciare hanno agito in giudizio contro il Sindaco di Roma, il Sindaco di Verona nonché il Ministro dell’Interno. Le ordinanze emesse in questi due Comuni sono un esempio di una serie di altre simili che stanno producendo un clima di odio e avversione verso le donne, le transessuali, i travestiti e gli uomini che si prostituiscono. A causa delle politiche che ci criminalizzano subiamo maggiori discriminazioni sociali e viene inficiata ogni possibilità di integrazione sociale per le vittime della tratta e anche per donne e transessuali che volessero lasciare questo lavoro per un lavoro tradizionale.Riteniamo che opporsi a questi provvedimenti sia una battaglia per la Democrazia, vogliamo che venga riaffermato il diritto alla libertà di scelta dei cittadini sex workers e clienti. Le ordinanze violano la Costituzione  e tentano di superare quanto stabilito dalla legge Merlin. Ma non è ammissibile che ogni Comune di fatto violi le norme di legge sulla prostituzione, arrogandosi il diritto di amministrare una materia che non compete al Sindaco. Neppure il decreto Sicurezza emanato dal Ministro Maroni crediamo possa autorizzare un simile comportamento. Per le lavoratrici del sesso e per le persone prostituite coercitivamente questi provvedimenti  arrecano un danno la cui entità è difficile da misurare, ma che siamo certe comporta maggior sfruttamento e violenza da parte dei criminali, dei racket, e dei trafficanti.Inoltre ci espone alla violenza istituzionale e agli abusi di potere.Voglio ricordare qui alcuni dei casi accaduti recentementeRiassumo qui alcuni degli effetti e delle conseguenze che ci sono stati da agosto a ottobre: ·        le retate in strada e il fermo di polizia di sex workers e persone prostituite sono diventati sistematici e quotidiani. La dove erano presenti i giornalisti  si è potuto vedere l’aggressione  avvenuta a Roma a due transessuali sex workers inseguite da giovani fascisti improvvisatisi “cacciatori” sotto gli occhi indifferenti di poliziotti impassibili.·        A Parma una giovane nigeriana trascinata e abbandonata in cella dalla polizia municipale durante una retata, la stessa polizia che lo scorso mese ha fermato e picchiato selvaggiamente senza ragione un giovane studente nero. ·        Due giovani donne nigeriane sono MORTE investite da auto a Bari e a Caserta, stavano scappando durante una retata di polizia.·        Una transessuale brasiliana arrestata e portata al centro di detenzione per stranieri di Milano, è stata brutalmente picchiata da agenti di polizia all’interno del centro. Dopo essere stata medicata in ospedale è stata rilasciata con l’espulsione perché lasciasse il Paese. Ma la coraggiosa Preziosa ha sporto denuncia contro la polizia e chiesto di rimanere per testimoniare. La magistratura non ha ancora deciso. Ma noi possiamo affermare che questo caso e quello di Parma sono chiaramente delle violazioni dei Diritti Umani.·        Almeno due persone sono state ASSASSINATE : una transessuale a Milano e una giovane donna Romena in Liguria. Gli assassini sono gente comune….ma noi ci chiediamo quanto pesa l’odio e lo stigma  costruiti e alimentati per sostenere le attuali politiche sulla “sicurezza” ? O sarebbe meglio dire sulla PAURA?Quanti altri casi di violenza ci sono stati che non conosciamo perché non sono finiti sotto i riflettori dei media? In quali condizioni si trovano ora le vittime dei trafficanti? E le/i minori che i governativi dicono di voler salvare? Contro  il declino della nostra Democrazia abbiamo creduto di fare un’azione Civile presentando questi ricorsi.

 Alla conferenza hanno partecipato in rappresentanza delle associazioni Leila Dayanis  di Libellula, Pia Covre del Comitato Per i Diritti Civili delle Prostitute, Hanno presentato i ricorsi al TAR del Lazio gli Avvocati Mario DiCarlo, Giuseppe Ramadori e Tito Flagella di Roma, al TAR del Veneto  gli avv. Lorenzo Valginigli di Bologna,  Maria Atonia Pili di Pordenone e Alessandro Gamberini di Bologna.