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«Passai la notte a Palazzo Grazioli» PDF Stampa E-mail
Il racconto di Patrizia D’Addario e il suo passato burrascoso;un’inchiesta a Bari per un presunto giro di squillo; un indagatoper corruzione che procacciava ragazze per le feste del premier

 

Massimo Solani per L’UNITA’

Era iniziato tutto con una inchiesta su protesi e mazzette negli ospedali baresi, ma si è arrivatidritti nelle stanze di Palazzo Grazioli. In mezzo, le rivelazionidel «Corriere della Sera» e le paroledi Patrizia D’Addario: bionda e bella candidata per il centrodestra al consiglio comunale di Bari chedalle pagine del quotidiano di via Solferino ha raccontato di aver partecipato dietro compenso a due festea Palazzo Grazioli, residenza romana del presidente del Consiglio, insieme ad altre ragazze. Incontri dicui, ha spiegato la D’Addario, esisterebbero anche prove registrate.A condurre la ragazza fino alle segrete stanze di via del Plebiscito, ha spiegato la candidata della lista “La Puglia prima di tutto” immortalata con Berlusconi e con il ministro Fitto per un’iniziativa elettorale il31 maggio scorso, sarebbe stato Giampaolo Tarantini imprenditore barese del settore sanità titolare assiemeal fratello Claudio (ma il primo ha lasciato l’attività nel novembre 2008 per trasferirsi aRoma)dellaTecnohospital. Azienda al centro di una inchiesta della procura barese per un presunto giro di mazzettein cambio di appalti. Ed è lavorando sull’ipotesi di corruzione e intercettando le utenze dei due giovani erampanti imprenditori (indagati con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata alla corruzioneassieme ad altre due persone) che il pmGiuseppe Scelsi e gli uomini della Guardia di Finanza hanno messole mani suun presunto giro di ragazze squillo che Giampaolo Tarantini raccontava di aver procacciato perfeste in casa di Berlusconi a Roma e in Sardegna, dove tra l’altro possiede una abitazione non lontano daVilla Certosa. Elementi che hanno spinto la procura barese ad aprire un secondo filone di indagini in cuiGiampaolo Tarantini è per ora l’unico indagato per induzione alla prostituzione.E se di fronte al pm Scelsi sonogià sfilate alcune delle ragazze coinvolte, il racconto reso da Patrizia D’Addario (se confermato) fornirebbei primi riscontri all’ipotesi investigativa della procura. «Un mio amico di Bari mi ha detto che voleva farmiparlare con una persona per farmi parteciparead unacena che si sarebbe svolta a Roma – ha raccontato laquarantaduenne – Io gli ho spiegato che per muovermi avrebbero dovuto pagarmi e ci siamo accordati per2000 euro. Allora mi hanno presentato un certo Giampaolo. Mi dissero subito che si trattava di una festa organizzatada Silvio Berlusconi». Il primo incontro alla presenza di una ventina di altre ragazze, secondo laricostruzione della D’Addario, non va benissimo: «Giampaolo mi disse che mi avrebbero dato solo mille euro,perché non mi ero fermata». La seconda volta, il 4 novembre 2008 sera delle elezioni presidenzialiamericane, va secondo programmi e Patrizia trascorre la notte in casa del premier: «Berlusconi mi ha chiestodi rimanere», ricorda la donna. Parole che vanno lette anche alla luce del passato burrascoso di PatriziaD’Addario che salta fuori dai falconi degli uffici giudiziari baresi. «Ho avuto problemi seri con un uomo– ha detto al Corriere della Sera spiegando i motivi per cui avrebbe “registrato” gli incontri a PalazzoGrazioli – e da allora quando vado ad incontri importanti porto sempre un registratore con me». Cinqueanni fa, infatti, Patrizia sfuggì al suo ex ragazzo che la costringeva a prostituirsi, lo denunciò e lo fecearrestare. Ma la D’Addario è anche una delle testimoni principali nell’inchiesta condotta dalla squadraMobile di Bari per l’omicidio dell’amica Marisa Scopece. Una prostituta ventitrenne ritrovata cadaverel'11 settembre del 2007 vicino Barletta.

Massimo Solani per L’UNITA’