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Le prostitute rivendicano il diritto all'esistenza PDF Stampa E-mail

Viviamo in una società nella quale il diritto ad una libera sessualità è continuamente negato. Dall'insegnamento nelle scuole, al servizio militare, alle encicliche di Giovanni Paolo II sul matrimonio, alla sessualità dell'anziano, dell'handicappato, nelle carceri, la nostra vita è caratterizzata da una totale repressione di tipo moralistico-cattolico. Questo Stato, che per anni ha accettato le leggi repressive in materia di contraccezione,omosessualità, transessualità, informazione sessuale, continua a fare in modo che l'essere umano sia sempre meno libero sessualmente dalla culla alla tomba, rendendolo così più disponibile ad altre repressioni che riguardano la sua vita. È vero infatti che chi è libero dal punto di vista sessuale è meno disponibile a piegarsi ad ideologie totalitarie, a leggi repressive, ad accettare attentati alla qualità della vita, ad essere solo. Noi prostitute siamo l'immagine della società che ci ha prodotto, ma che ci consente di esistere solo se funzionali ad essa. Fino a quando siamo puttane, delatrici, quiescenti, ricattate vittime di un protettore che ci controlla e sfrutta veniamo tollerate, quando invece pretendiamo di usufruire degli stessi diritti riconosciuti a tutti i cittadini, quando pretendiamo il diritto alla nostra integrità fisica, all'assistenza sulle malattie o a pagare le tasse, veniamo perseguitate e ricattate con la minaccia di toglierci i figli, del ritiro della patente, del foglio di via nemmeno applicato per i mafiosi riconosciuti. La legge Merlin non ha risolto il problema, se di problema si tratta, della prostituzione e noi ne chiediamo la revisione; essa assieme al codice penale è complice di questa tragica situazione che fingendo di ignorare giuridicamente la prostituzione ne consente di fatto l'esistenza. Rivendichiamo inoltre il diritto ad usare e gestire il nostro corpo come più ci aggrada, in fabbrica come in strada, come donne, madri, sorelle, mogli, artiste, cittadine comunque della Repubblica Italiana. Comitato per i Diritti Civili delle Prostitute.