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Joy ostaggio dello stato italiano PDF Stampa E-mail

12-04-2010 

Joy che, come tante altre donne rinchiuse nei lager per migranti, avrebbe
diritto ad un permesso di soggiorno come vittima di tratta, è ingabbiata
nel circuito Cie-carcere-Cie dal 26 giugno 2009. Quel giorno, infatti,
venne fermata per un controllo mentre andava al supermercato. Sprovvista di
documenti, venne trattenuta per tre giorni in caserma e poi portata al Cie
milanese di via Corelli, il 29 giugno.

 Al CIE ha subito un tentativo di stupro da parte di un ispettore di polizia e ha avuto il coraggio di denunciarlo. Joy insieme a Helen, Florence, Debbie, Priscilla e altre sono state picchiate, arrestate e processate, trattenute in carcere per sei mesi per essersi ribellate e aver protestato durante una rivolta al CIE di Corelli a Milano.Rilasciate dal carcere sono state trasferite nuovamente nei CIE, Joy 10 mesi passati tra Cie e carceri.  

Ora la prospettiva di passarne così ancora almeno altri due, oggi la questura ha confermato il suo trattenimento nel CIE di Modena.

 Joy è una delle tante vittime della tratta e di spietati trafficanti che girano liberi (loro si) nel nostro Paese. Ricordiamo che costoro hanno già ucciso tre familiari di Joy – il padre,
un fratello e la sorella – per costringerla a tornare sulla strada.
La storia di Joy e di altre donne e trans che hanno subito abusi nel CIE di Milano ci dimostra come gli apparati repressivi e di controllo dello Stato esigano soprattutto che i ricatti sessuali che ogni donna e trans subisce dentro i Cie rimangano taciuti. Stanno cercando di obbligarle al silenzio. Rivolgiamo questo pubblico appello al presidente della Commissione Diritti Umani del Senato  Se. Marcello Pera affinché prenda conoscenza di quanto sta accadendo nei CIE in relazione alle violenze sulle donne e transessuali.Se non verranno prese iniziative dal nostro Governo per proteggere le vittime di trafficking che sono recluse faremo un rapporto urgente al Human Rights Council delle Nazioni UniteChiediamo alla stampa di affrontare questo caso che è emblematico della situazione di violenza in cui vivono tante donne migranti in Italia e dentro i CIE. La violenza istituzionale sulla loro pelle non deve passare inosservata , i prossimi giorni ci sarà una mobilitazione per Joy  Pia CovreComitato per i Diritti Civili delle Prostitute  

Per maggiori informazioni vedi il sito http://noinonsiamocomplici.noblogs.org/