Negli anni '80 e '90 l'Italia seppe reagire all'epidemia:
- Istituzione della
Commissione Nazionale AIDS (1987);
- Piano Nazionale di Prevenzione e Lotta
contro l'AIDS (1989);
- Legge 135 su assistenza, ricerca, formazione,
sostegno alle associazioni e tutela dei diritti delle persone con HIV
(1990);
- Politiche specifiche di prevenzione e di intervento in popolazioni
colpite (es.: politiche di riduzione del danno per i tossicodipendenti per via
iniettiva1992/93).
Dopo un lungo periodo di buio e silenzio, dal 2006 la
Commissione Ensoli prima (Ministro Turco), la Commissione Ensoli/Moroni poi
(Ministro Fazio), in piena sinergia con le rispettive Consulte del Volontariato
istituite presso il Ministero della Salute, hanno saputo affrontare, per quanto
di loro potere e competenza, numerose questioni urgenti riguardanti l'HIV/AIDS
in Italia. Ricordiamo:
- Istituzione del Registro Nazionale delle nuove
infezioni da HIV;
- Linee guida su terapia e diagnostica;
- Argomenti
specifici riguardanti temi urgenti: trapianti, assistenza, farmaci.
La
riforma del titolo V° della Parte II della Costituzione ha trasformato in radice
tutto l'assetto del governo territoriale, tra cui "la Sanità". Pur nel rispetto
delle autonomie regionali è strategico mantenere un ruolo di coordinamento
nazionale della risposta italiana all'HIV che s'interfacci e collabori con le
istituzioni europee e mondiali esistenti al fine di contrastare questa
devastante pandemia globale.
UNAIDS (ossia il programma delle Nazioni
Unite dedicato a questa pandemia) e l'ECDC (European Centre for Disease
Prevention and Control) hanno creato strumenti di monitoraggio e valutazione dei
programmi nazionali contro l'HIV basati su indicatori specifici, che permettono
di avere un bilancio biennale di interventi effettuati. L'Italia, per la prima
volta quest'anno, grazie al sollecito delle associazioni presenti in Commissione
Nazionale AIDS e di tutta la Consulta delle Associazioni del Volontariato per la
Lotta contro l'AIDS, è riuscita a fornire alcuni dati per la composizione del
report nazionale di valutazione sui propri sforzi compiuti nel biennio
2008-2009.
La Commissione Europa nel documento programmatico: "La lotta
contro HIV/AIDS nell'Unione Europea e nei paesi vicini, 2009-2013" ha stabilito
che l'infezione da HIV è ancora una minaccia per la salute pubblica nella
UE.
Il tema della Giornata Mondiale dell'AIDS del 1° dicembre 2010 è
"Luce sui diritti". Sono da intendersi "diritti umani fondamentali" sia
l'accesso universale alle cure e sia l'accesso agli strumenti di
prevenzione.
"Zero discriminazioni, Zero nuove infezioni, Zero morti di
AIDS" è l'obiettivo di UNAIDS, che, per il suo raggiungimento, invita tutte le
nazioni ad attuare politiche efficaci.
PROPOSTE DI INTERVENTI
STRUTTURALI
E' necessario e urgente iniziare importanti iniziative di
raccordo istituzionale tra lo stato centrale da una parte e gli enti locali
dall'altra (Regioni, Provincie, Città) per poter fotografare meglio la
situazione generale dell'epidemia nel nostro paese e quindi programmare una
risposta efficace e mirata.
Laddove deboli, è fondamentale garantire e
potenziare quei necessari flussi informativi tra enti locali e stato centrale
che consentano al Ministero della Salute, all'Istituto Superiore di Sanità,
all'Agenzia Italiana del Farmaco di avere costantemente la situazione sotto
controllo, secondo rispettiva competenza.
SPECIFICHE POLITICHE E PROPOSTE
OPERATIVE
- Politiche di testing e creazione di un riferimento nazionale
permanente
Istituzione di una "Conferenza Nazionale annuale di
riferimento permanente", sotto l'egida congiunta dell'Istituto Superiore di
Sanità e del Ministero della Salute, con il coinvolgimento attivo dei servizi di
riferimento delle Regioni (individuati dagli assessorati competenti) e delle
associazioni, che abbia l'obiettivo di promuovere, monitorare, aggiornare e
implementare idonee politiche in merito alla diagnosi tempestiva dell'HIV,
partendo dall'importante lavoro svolto su questa materia dall'ultima Commissione
Nazionale AIDS e dalla Consulta del Volontariato.
- Politche di accesso
ai farmaci e alla diagnostica e creazione di un riferimento nazionale
permanente
Istituzione di un "Direttorio Nazionale di riferimento
permanente", sotto l'egida congiunta dell'Istituto Superiore di Sanità, del
Ministero della Salute e dell'Agenzia Italiana del Farmaco, con il
coinvolgimento attivo dei servizi di riferimento delle Regioni (individuati
dagli assessorati competenti) e delle associazioni, che abbia l'obiettivo di
promuovere, monitorare, contrastare e segnalare la mancanza delle specialità
medicinali e della diagnostica riguardanti la cura e il trattamento
dell'infezione da HIV.
- Politche di contrasto allo stigma e alla
discriminazione delle persone con HIV/AIDS
Istituzione di un "Direttorio
Nazionale di riferimento permanente", sotto l'egida congiunta dell'Istituto
Superiore di Sanità, del Ministero della Salute e di altri organismi competenti,
con il coinvolgimento attivo dei servizi di riferimento delle Regioni
(individuati dagli assessorati competenti) e delle associazioni, che abbia
l'obiettivo di promuovere politiche attive specifiche sulla materia, nei vari
ambiti di interesse (sociale, lavorativo, relazionale, ecc...) e di rimuovere
barriere e discriminazioni tuttora presenti che non permettono la completa
integrazione delle persone con HIV e delle comunità più vulnerabili
all'infezione nella nostra società.
- Politiche di promozione della cura
e dell'assistenza delle persone con HIV/AIDS
Istituzione di un "Gruppo
Nazionale di riferimento permanente", sotto l'egida congiunta dell'Istituto
Superiore di Sanità e del Ministero della Salute, con il coinvolgimento attivo
delle Società Scientifiche interessate, dei servizi di riferimento delle Regioni
(individuati dagli assessorati competenti) e delle associazioni, che abbia
l'obiettivo di promuovere, monitorare, aggiornare e implementare il documento di
riferimento Ministeriale approvato dall'ultima Commissione Nazionale AIDS
denominato:"Linee Guida Italiane sull'utilizzo dei farmaci antiretrovirali e
sulla gestione diagnostico-clinica delle persone con infezione da
HIV-1".
- Politiche di promozione del monitoraggio dell'infezione da HIV
in Italia
Istituzione di un "Gruppo Nazionale di riferimento permanente",
sotto l'egida congiunta dell'Istituto Superiore di Sanità e del Ministero della
Salute, con il coinvolgimento attivo dei servizi di riferimento delle Regioni
(individuati dagli assessorati competenti) e delle associazioni, che abbia
l'obiettivo di promuovere, monitorare, aggiornare e implementare le risorse già
esistenti al fine di raggiungere una più chiara fotografia epidemiologica del
nostro paese, non solamente delle nuove infezioni, ma anche di quelle
esistenti.
In un'ottica di questo tipo, il ruolo della Commissione
Nazionale AIDS e della Consulta delle Associazioni del Volontariato potrà essere
dunque di analisi dell'esistente (vista l'esistenza di gruppi che
permanentemente fotografano le varie questioni) e di conseguente indirizzo e
proposte al Ministro della Salute, sugli interventi ritenuti necessari sulle
varie questioni.
Ecco dunque che, con la realizzazione delle proposte
enunciate in precedenza, sarà possibile con più facilità e precisione
raccordarsi con gli organismi mondiali ed europei, fornire tutti i dati per la
costruzione dei report prima citati e comprendere dunque meglio quali politiche
operative attuare sulle numerose questioni di questa patologia.
PROBLEMI
URGENTI
E' doveroso ricordare alcune questioni riguardanti l'HIV/AIDS che
richiedono provvedimenti urgenti e mirati nel nostro paese. Ricordiamo:
-
Prevenzione, diagnosi e cura/assistenza sanitaria nelle carceri italiane, veri
propri serbatoi `in via di esplosione' dove le persone detenute sono tutt'ora
private del diritto alla salute intesa come prevenzione e cura dell'infezione da
HIV, nonostante il Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 1
aprile 2008 (GU n. 126 del 30-5-2008) che sancisce il passaggio della funzione
sanitaria in tutti gli Istituti penitenziari dal ministero della Giustizia a
quello della Salute.
- Educazione sessuale delle giovani generazioni –
basata sulle evidenze scientifiche – mirata anche alla prevenzione
dell'infezione da HIV e di tutte le malattie sessualmente trasmesse, al pari di
molti altri paesi europei.
- Costruzione nel nostro paese di un sistema
di "sorveglianza dei comportamenti", che ci consentirebbe, ad esempio, di
programmare interventi di prevenzione specifici e mirati per gruppi di
popolazioni.
- Forti interventi di "Destigmatizzazione" sia della
patologia sia delle persone con HIV/AIDS, che aiuterebbero a dissolvere
l'equazione "HIV/AIDS = COMPORTAMENTI DISSOLUTI", troppo spesso oggi presente e
considerata una delle maggiori barriere verso i programmi di prevenzione
dell'infezione.
- Fondi continuativi e non saltuari dedicati alla ricerca
scientifica, intesa come ricerca di base e clinica, ricerca epidemiologica,
ricerca comportamentale, sociale, senza i quali non è possibile generare dati
utili al fine di programmare interventi mirati e senza i quali le eccellenti
competenze italiane sono destinate a non sopravvivere.
- Partecipazione
del nostro governo all'azione internazionale di lotta contro l'HIV/AIDS, in
particolare al rifinanziamento del Fondo Globale contro AIDS Tubercolosi e
Malaria, stabilendo piani di rientro per le quote italiane promesse e mai
versate, e pianificando il prossimo contributo per il triennio
2011/2013.
CONCLUSIONI
Per il raggiungimento di questi obiettivi
in un periodo di tempo medio/breve (5 anni), è necessario nel nostro paese
rimettere l'infezione da HIV tra le priorità di intervento dedicandovi risorse
sia economiche che umane.
Le associazioni ARCIGAY, ANLAIDS, LILA, NADIR
si fanno promotrici di quanto in questa sede enunciato, aprendo il documento
alla discussione attiva di chiunque - in particolare di appartenenti al mondo
politico, istituzionale, scientifico e sociale - al fine di intraprendere tutti
assieme un percorso operativo e condiviso che appare oramai
improcrastinabile.
http://www.nadironlus.org