Gli abusi sui minori e la visione d'immagini a
carattere pedopornografico sul web saranno puniti in maniera più severa
nell'UE grazie alle nuove regole approvate dal Parlamento giovedì. La
direttiva richiede anche agli Stati dell'UE di rimuovere i siti a
carattere pedopornografico o, quando questo non sia possibile, di
bloccare l'accesso a queste pagine dal proprio territorio nazionale.
Alcuni studi affermano che il 10-20% dei minori europei è a rischio di
abuso sessuale.
La direttiva che combatte gli abusi, lo
sfruttamento sessuale dei bambini e la pedopornografia, già concordata
con gli eurodeputati e i ministri degli affari interni, introdurrà
disposizioni valide in tutta Europa per rafforzare la prevenzione, i
procedimenti a carico dei trasgressori e la protezione delle vittime.
Gli Stati membri avranno due anni per adeguare la loro legislazione
nazionale a questa direttiva.
Il testo stabilisce sanzioni penali minime per circa venti tipologie
di crimini - molte di più di quelli finora incluse nella legislazione
UE. Il Parlamento si è battuto per avere sanzioni più dure nei vari
Paesi europei, specialmente nei casi in cui a compiere gli abusi siano
persone che abbiano la fiducia dei bambini, ricoprano una posizione di
autorità o esercitino una qualche forma d´influenza su di loro (ad
esempio familiari, tutori o insegnanti) o abusino di bambini
particolarmente vulnerabili (ad esempio quelli con disabilità fisiche o
mentali o dipendenza da droga o alcool).
Per esempio, costringere un bambino a compiere atti sessuali o
obbligarlo a prostituirsi sarà punibile con almeno 10 anni di prigione. I
produttori di pornografia minorile rischieranno almeno tre anni e chi
usufruirà di materiale pornografico sul web ne rischierà almeno uno.
Nell'UE l'adescamento online diventerà un crimine, così come il
turismo sessuale, sia che il crimine sia compiuto sul territorio di uno
Stato membro sia che venga commesso al di fuori dell'UE, ma da un
cittadino europeo.
Gli Stati membri saranno obbligati ad assicurare una tempestiva
eliminazione delle pagine web che contengono materiale pedopornografico
ospitate sul proprio territorio. Dovranno inoltre fare del loro meglio
per cooperare con paesi terzi (Stati Uniti o altri) per ottenere la
rimozione di questi siti anche se ospitati su server al di fuori
dell'UE.
La rimozione da Internet di pagine a contenuto pedopornografico
tuttavia risulta talvolta impossibile (ad esempio perché gli Stati in
cui sono ospitati i server non sono disposti a cooperare o perché la
rimozione richiederebbe troppo tempo). In questi casi il testo, in
accordo con il Consiglio, afferma che gli Stati membri dovranno bloccare
l'accesso a queste pagine per tutti gli utenti Internet del proprio
territorio nazionale. Le misure per bloccare questi siti web dovranno
seguire procedure trasparenti e assicurare le necessarie tutele.
Il numero dei siti web dedicati alla pedopornografia sta crescendo e
si stima che ogni giorno siano messe in circolazioni circa 200 immagini
pornografiche con dei bambini come protagonisti e che queste immagini
stanno diventando sempre più vivide e violente.
Poiché il 20% dei molestatori continua a commettere violenze anche
dopo la condanna, la direttiva dispone che ai condannati per questi tipi
di crimini sessuali "sia interdetto, in via temporanea o permanente,
almeno l'esercizio di attività professionali che comportano contatti
diretti e regolari con minori".
I datori di lavoro avranno perciò diritto a richiedere informazioni
alle autorità giudiziarie su eventuali condanne per abusi sessuali sui
minori. Agli Stati membri verrà richiesto inoltre di prendere ulteriori
misure come ad esempio inscrivere i nomi dei condannati per pedofilia in
un apposito registro.
Si prevede che la direttiva, frutto di un accordo informale con i
governi nazionali, sarà formalmente adottata dal Consiglio dei ministri
prima della fine dell'anno. Gli Stati membri avranno poi due anni per
adeguare la loro legislazione nazionale.
Il testo è stato approvato con 541 voti a favore, 2 contrari e 31 astensioni.