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Nel nostro paese
e in tutto il mondo la violenza contro le donne è all’ordine del giorno:
stupri, violenze domestiche, assassinii. Questa condizione è acuita dentro il
contesto di crisi.
Abbiamo deciso di aderire
all’appello Occupypatriarchy, una chiamata che nasce
all’interno dello spazio pubblico aperto negli ultimi mesi dal movimento Occupy
Wall Street. WE ARE THE 99%, slogan delle mobilitazioni
statunitensi, non sta a indicare uno spazio liscio ed omogeneo, ma al contrario
trae la sua forza dalle differenti striature di colore, genere e condizione che
lo fanno vivere.
Le donne con il loro lavoro
suppliscono alla crisi economica e a quella politica. Un recente rapporto Istat
mostra come il “nuovo sistema di Welfare” abbia a che vedere direttamente con
il lavoro femminile non retribuito: come siano, cioè, le nonne a sostituire gli
asili nido, le figlie a sostenere il peso dei genitori anziani, le madri ad
occuparsi dei figli, e come, in altre parole, il taglio ai fondi per i servizi
sociali significhi il trasferimento di compiti e fatica sulle
donne.
La violenza
sulle donne è frutto di un sistema fondato sulla sopraffazione maschile. In
tempi di austerity la parità tra i sessi sembra diventare un
“bene di lusso”. Quando i governi propongono politiche di conciliazione
vita-lavoro legittimano, di fatto, il principio per cui una donna deve svolgere
più lavori contemporaneamente: precari e senza garanzie nel mercato del lavoro
“ufficiale”, senza retribuzione e diritti nella sfera privata. Questa è
violenza travestita da austerity!
La crisi attacca ogni possibilità
di autodeterminazione, mettendo in discussione la libertà di scelta. Ed è
proprio su questa che è stato sferrato l’attacco: l’intento della Proposta di Legge
Tarzia è quello di cancellare l’esperienza dei consultori, intesi come
strutture sanitarie laiche, adibite alla tutela della salute della donna.
Mettendo direttamente in discussione la legge 194 sull’aborto,
i consultori vengono proposti come centri per la tutela del concepito e della
famiglia, togliendo di fatto qualsiasi centralità all’autonomia delle donne e
consentendo l’accesso a figure non qualificate del mondo cattolico. Il
“caso Lazio” è in questo senso emblematico e si configura come
laboratorio per legittimare lo smantellamento del Welfare su scala complessiva.
Quello dei consultori è, tra gli altri, un terreno di conflitto sul quale
bisogna insistere, soprattutto con il governo Monti, in odor di sacrestia, per
difendere il diritto alla salute e all’autodeterminazione della donna.
Occupyamo spazi per
reinventare la democrazia! I nostri corpi non sono titoli di Stato!
LA VITA SIAMO
NOI!
#OccupyPatriarchy
Roma
http://www.zeroviolenzadonne.it/index.php?option=com_content&view=article&id=16483:lausterity-e-violenza-sul-corpo-delle-donne-&catid=189&Itemid=0
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