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PETIZIONE firma per la decriminalizazione della prostituzione PDF Stampa E-mail

Legalizzazione prostituzione

Manifesto-Appello per la decriminalizzazione della prostituzione

L’ipocrisia prodotta dalla legislazione italiana costringe la prostituzione in un limbo senza regole. Il proibizionismo sulla prostituzione:

- aumenta la violenza, i maltrattamenti e le discriminazioni contro chi sceglie questa professione, frenando allo stesso tempo la lotta contro lo sfruttamento e contro la tratta;

- incrementa l’economia illegale, sostenendo le organizzazioni criminali e gli sfruttatori che sulla vita di chi si prostituisce creano potere e guadagni illeciti, a danno di tutta la società;

- espone le persone che si prostituiscono, e i loro clienti, alla denigrazione e ad una criminalizzazione di fatto, contrarie alle leggi, alla cultura, ai principi ormai ampiamente condivisi dalle Istituzioni internazionali e comunitarie.


Noi firmatari di questo Manifesto-Appello, considerando non più sopportabile questa situazione e richiamandoci al Manifesto e alla Dichiarazione di Bruxelles delle e dei Sex Workers elaborati dalla Conferenza Europea su Sex Work, Diritti Umani, Lavoro e Migrazione dell’ottobre 2005;

i pareri dell’UNAIDS e dell’ Organizzazione Mondiale della Sanità da cui emerge che le norme repressive limitano i diritti delle/dei sex workers ne aumentano la vulnerabilità alla violenza e impediscono l’acceso alle cure e al welfare e la Risoluzione del Parlamento Europeo sulla Violenza Contro le Donne del 1986 (Doc. A2-44/86) con la quale si chiedeva la depenalizzazione dell’esercizio della prostituzione, la garanzia al godimento dei medesimi diritti degli altri cittadini e la tutela di indipendenza, salute e sicurezza di chi esercita la prostituzione;

i Trattati internazionali sottoscritti dall’Italia, in particolare quelli della Convenzione Internazionale delle Nazioni Unite sui Diritti Civili e Politici, 1966 , la Convenzione Internazionale delle Nazioni Unite sui Diritti Economici, Sociali e Culturali, 1966 , la Convenzione delle Nazioni Unite sull’Eliminazione di Ogni Forma di Discriminazione Contro le Donne, la Convenzione Internazionale delle Nazioni Unite sulla Protezione dei Diritti di Tutti i Lavoratori Migranti e dei Membri delle Loro Famiglie, la Convenzione delle Nazioni Unite Relativa allo Status di Rifugiato/Profugo, 1951, la Convenzione ILO sul Lavoro Forzato o Coatto (n. 29), 1930 e la Convenzione sull’Abolizione del Lavoro Forzato (n. 105), 1957, la Convenzione Europea per la Protezione dei Diritti Umani e delle Libertà Fondamentali, 1950, la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani delle Nazioni Unite, 1948 , la Dichiarazione delle Nazioni Unite sul Diritto e la Responsabilità degli Individui, la Dichiarazione delle Nazioni Unite sulla Eliminazione della Violenza Contro le Donne, 1993 , la Dichiarazione delle Nazioni Unite sui Principi Fondamentali di Giustizia a favore delle Vittime della Criminalità e dell’Abuso di Potere, 1985 , la Dichiarazione ILO sui Principi e i Diritti Fondamentali del Lavoro, 1998, la raccomandazione ILO (n.200)del 2010 concernente l’HIV/AIDS e il mondo del lavoro, UNAIDS guida su HIV e sex work del 2009, la Carta Sociale Europea, 1961 e 1996, la Carta Europea dei Diritti Fondamentali, 2000

Tenuto conto del fallimento delle politiche proibizioniste derivatodalle leggi nazionali e dai provvedimenti amministrativi locali nel tempo hanno prodotto:

- l’aumento della criminalizzazione e dello stigma contro sex workers e i loro clienti e l’incremento della violenza fisica e di altre forme di sfruttamento contro le/i Sex Workers;

- la violazione dei diritti fondamentali della persona;

- l’incremento di ignoranza e disinformazione riguardo i temi della sessualità;

- la mancanza di politiche di responsabilizzazione delle persone riguardo la prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili;

Considerato che l’immmissione di denaro nei canali dell’illegalità determina un’inevitabile connessione con le altre tipologie di mercati illegali come la tratta delle persone, il commercio della droga e delle armi, il riciclo del denaro sporco e la diffusione di bande criminali transnazionali;

Chiediamo al Governo e al Parlamento italiano di:

- avviare subito studi sui risultati di decenni di proibizionismo sul tema della prostituzione insieme alle organizzazioni che si battono per la promozione e la difesa dei diritti civili;

- accogliere ed elaborare norme legislative finalizzate alla decriminalizazione/legalizzazione della prostituzione che tengano conto delle richieste delle/dei Sex Workers, a partire dal Manifesto di Bruxelles del 2005, da quanto espressamente richiesto dal Comitato Internazionale per i Diritti dei/delle Sex Workers in Europa e dal Comitato per i diritti civili delle prostitute Onlus e dal Movimento Identità Transessuale e dalle esperienze legislative già esistenti in diversi paesi europei.

PIA COVRE, Comitato Diritti Civili delle Prostitute
ENZO CUCCO, Presidente Associazione Radicale Certi Diritti
MARIA GIGLIOLA TONIOLLO, CGIL-Nuovi Diritti

 

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