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30 novembre 2006 Co.Di.Pe.P. - ROMA - COMUNICATO STAMPA PDF Stampa E-mail

di Maria Ornella Serpa

fondatrice Co.Di.Pe.P

Comitato difesa persone prostitute

Il Tg3 Lazio, lo scorso settembre, scopre il vaso di pandora: c'è la prostituzione. La notizia viene gestita ad arte: le ragazz-ine sono vittime di sfruttamento, anche cruento; il "problema prostituzione" inquina e degrada la città. Si sobillano quindi gli animi e si dà il via alla guerra contro la "prostituzione"
  Apriti cielo! Le amministrazioni pubbliche, capofila Alessandro Cardente Presidente del IV Municipio, neo Catone e veggente di CENTRO-(((sinistra))), si mettono all'opera: "Basta prostituzione! Salviamo le vittime". Dall'altro fronte la solita minestra misogina delle case chiuse.
  Soluzioni: repressione contro le prostitute.
  Chi sa leggere non può non notare le pericolose contraddizioni in tutto questo oltre che il messaggio prettamente demagogico. A chi sa fare funzionare la testa non può sfuggire che in tutto questo c'è un disegno ben preciso: nascondere un fenomeno, per motivi oltremodo ovvii (il signor Zurzolo Federico, direttore del Tg3 Lazio, me lo ha detto che vuole la riapertura delle "case chiuse"), che, benché praticato da tutti, nessuno vuole però affrontare seriamente per dare soluzione ai REALI problemi che in esso si annidano.
  Risultato: telecamere sulle vie della prostituzione per sanzionare comportamenti liberi al fine di indurre paura. Ieri si sono inaugurate le telecamere sulla Via Salaria; entro giorni si inaugureranno quelle sulla Togliatti. Ma nessuna soluzione al problema vero ed urgente che esiste nell'ambito della prostituzione: sfruttamento e violenza fino anche all'omicidio, specialmente delle prostitute e delle prostituIte. Nessuna apertura di dibattiti pubblici, franchi e pluralisti, incentrati specie sulla cinica sessualità fallopatriarcale che ha un ruolo importantissimo nell'abietto fenomeno della tratta e dello sfruttamento; nessun controllo reale dei contesti prostituzionali che annoverano il fior fiore della delinquenza, sia comune che organizzata. Chissà perché!? Nessuno, neanche i politici o gli organi di informazione, si chiede del perché la nostra società sia guidata da ipocrisia, moralismo, perbenismo, patriarcato. Neanche all'orizzonte si intravedono soluzioni eque
 delle attuali politiche oligarchiche che hanno trasformato il lavoro in sfruttamento legalizzato. Mai una critica seria alle politiche sociali che sono inesistenti (si dia un'occhiata all'Assessorato alle Politiche Sociali di Roma, Assessore Milano Raffaella!), al governo della cd. globalizzazione che favorisce la circolazione di merci e capitali ma ostacola (e chissà perché!?) la libera circolazione dell'elemento umano. Mai si riflette sulla sessualità esplosiva ed afasica che viene miseramente abbandonata alle pruderie moralreligiose, nemiche giurate dell'autodeterminazione dei soggetti, specie delle donne che continuano ad essere elemento di appendice del patriarcato sempre più trainante e normativo. Ancora una parte importante del Movimento delle Donne che non vuole capire che la violenza contro lE prostitutE è VIOLENZA DI GENERE.
  
  La nostra società sta pericolosamente imboccando le larghe vie della repressione fobica che non fa altro che aumentare incomprensione e violenza contro le persone che scelgono di vivere in maniera alternativa rispetto alla visione ufficiale ed etica di uno stato, solo a parole, democratico e pluralista. Manifestazioni studentesche, comitati di quartiere che al grido di: "Via le prostitute! Basta con il degrado!" scendono in piazza dando la colpa dell'ignavia pubblica alle persone abbandonate a sé stesse e date facilmente in pasto all'odio ed alla violenza della massa, per calmierare le tensioni sociali, magari! Stanno notevolmente e paurosamente aumentando le aggressioni ai danni di persone che non rispettano i "dettami ufficiali" (donne autodeterminate, GLT, centri sociali di sinistra, ecc.) e sicuramente aumenta l'odio contro lA "prostitutA", liberamente autodeterminata o prostituIta ai piaceri dei comandantI di questa società fallica, che subisce già i contraccolpi,
 specie le seconde, di queste campagne contro.
  Dove non può la ragione può l'odio e la violenza, anche delle istituzioni pubbliche?
  Risponda, Veltroni, grazie.