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6 luglio a Roma: non si può continuare a non fare niente… PDF Stampa E-mail

Non si può continuare a far finta di niente, non si può continuare a non fare niente…

 

124 le donne uccise in Italia nel 2012, già 34 dall’inizio dell’anno, 6 in soli pochi giorni ai
primi di maggio, un femminicidio continuo!
Molto spesso le vittime conoscono i loro carnefici, questi sono gli uomini che odiano le donne.
Per gelosia o per possesso, sempre  in disprezzo del nostro essere donna, chi ci uccide non tollera
la nostra autodeterminazione, non ci considera degne di rispetto, libertà, autonomia, indipendenza.
Diritti che ci siamo conquistati con le lotte e che non piovono dall’alto dei governi.
Diritti che però non sono per sempre e vengono negati, prima di fatto, poi di diritto, con
l’arretramento delle lotte. E allora sempre più donne stuprate, sfigurate con l’acido, molestate,
oppresse, uccise, violentate e umiliate come donne, in quanto donne e sempre più sentenze ultra
morbide verso stupratori e assassini di donne.

 

Nessun governo, tantomeno questo, può “difendere le donne con la sua task force” come afferma
Alfano, il delfino di Berlusconi, noto calpestatore della dignità delle donne.
Nessun appello al governo, come pure quello di “ferite a morte”, per la convocazione degli Stati
generali contro la violenza sulle donne, può fare arretrare la guerra alle donne, senza la guerra
delle donne.

Ci vuole una mobilitazione nazionale delle donne, una risposta doverosa, urgente e ineludibile. Una
risposta autonoma del movimento delle donne, fuori e contro l'azione che il nuovo governo dice di
voler fare.

Le donne non vogliono e non possono fidarsi e delegare al governo e allo Stato!
Uno Stato, che sempre più fa una giustizia pro-stupratori (vedi i recenti processi per gli stupri di
“Marinella” a Montalto di Castro e di “Rosa” a L’Aquila, nonché la rimessa in libertà, dopo un anno,
dell’assassino reo-confesso di Tiziana Olivieri, per scadenza dei termini di custodia cautelare,
ecc.) e ha forze dell'ordine strutturalmente impregnate di maschilismo, fascismo e sessismo, non può
difendere le donne! Un governo che continuerà ad attaccare le condizioni di vita e di lavoro della
maggioranza delle donne, non può difendere dai femminicidi e dagli stupri!
Siamo noi, parte offesa e ferita a morte da questa società, che dobbiamo riprenderci la vita, con
rabbia e determinazione. Siamo noi donne, unite, che dobbiamo lottare per i nostri diritti e il
nostro esistere, per difenderci dagli uomini che odiano le donne!

Chiediamo a tutte le donne, alle compagne, alle democratiche, alle associazioni contro la violenza
sulle donne, di aderire a questo appello per cercare di invertire la rotta vertiginosa dei
femminicidi, degli stupri e della loro impunità con una mobilitazione nazionale.

Proponiamo il 6 luglio a Roma, il sabato precedente l’11 luglio, quando le istituzioni (tribunale
dei minori e servizi sociali) decideranno il “percorso riabilitativo” degli stupratori sociali del
branco di Montalto di Castro, che hanno violentato il corpo di Marinella e ne hanno ucciso l’anima e
la speranza, simbolizzando così la “sicurezza” che questo Stato riserva alle donne.

Luigia e Concetta
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10.5.13

Segnaliamo, oltre all’appoggio di Lella Costa, le adesioni (parziali) finora pervenute:

Comitato per i diritti civili delle prostitute - Compagne del FLFL di Bologna - Movimento femminista
proletario rivoluzionario - Lavoratrici, disoccupate dello slai cobas per il sindacato di classe di
Taranto - Precarie, lavoratrici dello slai cobas per il sindacato di classe di Palermo -
Associazione "io sò Carmela" (Napoli) - Casa delle donne Lucha YSiesta (Roma) - Giuseppina Amato
(lavoratrice Si Cobas poliambulatori Niguarda, Milano) - Anna Bardelli (lavoratrice Università di
Milano) - Associazione Centro Servizi interdisciplinare Onlus Roma - Lavoratrici del Coordinamento
“3ottobre” Milano - Dr.ssa Antonella Lucia Faiella Taranto - Marina Giovannini (disoccupata -
L’Aquila) - Collettivo femminista MAI STARE ZITTE  di Brindisi - Associazione culturale "TEATRO DEL
MARE" di Taranto - Antonella Righi (Roma) - UDI di Monteverde (Roma) - Alcune compagne del
coordinamento 21 luglio (Palermo) - Caterina Tassone, lavoratrice del S. Paolo di Milano - Anna,
Lavoratrice dell’USI del S. Paolo Milano - Lavoratrici USI Roma - Centro Antiviolenza LaNereide,
Siracusa - La Casa Di Venere, centro antiviolenza Marsala - Monica Di Bernardo, studentessa
universitaria Roma - Alice (di Palermo) studentessa universitaria presso Macerata - Daniela
Tranchina (Grignasco) - Federica Carbonin (Roma) - Antonella (giovane disoccupata di Palermo) -
Giorgia Martiino (Apùlia) - Silvia Santarelli - Francesca Calandra (lavoratrice del Comune di
Palemo) - Angela (Roma) - Maddalena Celano - Nana Metti (Bologna) - Francesca Molinari (Acria) -
Barbara Tartaglione (Medicina Democratica, Alessandria) - Anita Silviano (Palermo) - Patrizia
Bellezza (Attrice disoccupata - L’Aquila) - Coki Montenegro  - Ana Maria Montenegro Taborga -
Fabiola Del Vecchio - Ass. Donne per la Solidarietà onlus - Barbara Spinelli - Gruppo “Toponomastica
Femminile” creato da Maria Pia Ercolini - Abbatto i Muri - Veronica Picazzo - ControViolenzaDonne -
Fabiana De Carli - Marcella Raiola, docente precaria di Lettere classiche, Torre del Greco (Napoli)
- Helga Militello studentessa (Palermo) - Serena Tosi Santoro (Enterprising Youth Journalism e
Fondatrice e Direttrice Editoriale testata presso Giornale Il Referendum) - Federica Tourn
(giornalista Torino) - Annalisa Vandelia - Julia Della Giacoma (Australia) - Tanya Atria
(lavoratrice scuola Palermo) - Prismanews - Resistenzantisistema - Rina Angelucci (Roma) -
Elisabetta Cattaneo (Genova) - Antonella Finocchiaro (Roma) - Giorgia Geraci (Palermo)

Ci scusiamo con tutte le compagne, donne, lavoratrici, ragazze, che hanno dato la loro adesione
tramite fb e non sono incluse in questa lista. Abbiamo però trascritto tutti i messaggi che ci hanno
mandato e li leggeremo il 6!

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