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Consiglio regionale, spunta una mozione per legalizzare la prostituzione. polemica PDF Stampa E-mail

Consiglio regionale, spunta una mozione per legalizzare la prostituzione. È polemica

Il socialista Pieraldo Ciucchi chiede di iscrivere il testo all'ordine del giorno, che poi viene rinviato alla commissione. Lui se ne va per protesta

11/06/2013 - 17:01

E' polemica in Consiglio regionale della Toscana per una mozione che prevede di legalizzare la prostituzione in Italia, equiparandola alla libera professione, e di vietare le slot machine nei locali pubblici. Prima dell'inizio dei lavori d'aula il socialista Pieraldo Ciucchi (capogruppo del Gruppo misto), ha chiesto di iscrivere la mozione all'ordine del giorno e ha spiegato che la legalizzazione della prostituzione permetterebbe di riequilibrare i minori entroiti per lo Stato derivanti dalla messa al bando delle slot machine.

 

In aula sono stati sollevati da più parti dubbi sull'ammissibilità del testo in quanto, è stato detto, interviene su argomenti "delicati" e di competenza statale. Al termine del dibattito la mozione è stata iscritta all'ordine del giorno e subito rinviata in commissione per una "verifica complessiva di tutte le norme sul tema del gioco d'azzardo" presentate recentemente in Consiglio regionale. Ciucchi ha parlato di "dibattito fuorviante" e ha abbandonato l'aula in segno di protesta.

 

Secondo Ciucchi "le vestali del cattocomunismo e i colleghi dell'Udc non avrebbero voluto che la mozione da me presentata insieme al collega Russo, e sottoscritta anche da Gambetta Vianna, relativa alla eliminazione delle slot machine dai locali pubblici e la legalizzazione della prostituzione venisse iscritta all'ordine del giorno del Consiglio regionale. Nel momento - aggiunge - in cui l'aula ha votato e si è espressa a favore, si è levato il moto indignato di due colleghe del Pd, risentite dal fatto che il testo della mozione chiede di legalizzare la prostituzione contro lo sfruttamento, l'introduzione dei controlli sanitari obbligatori, riservando altresì alle prostitute il trattamento tipico dei liberi professionisti soggetti a tassazione. Né più, né meno ciò che da molti anni avviene in tutta Europa".

 

In una nota le consigliere regionali Pd, Vanessa Boretti, Lucia De Robertis, Daniela Lastri, Lucia Matergi e Rosanna Pugnalini esprimono "forte contrarietà alle finalità che si pone la mozione, principalmente perché si propone di coprire i mancati introiti dello Stato dal gioco d'azzardo attraverso la legalizzazione della prostituzione, cosa che riporterebbe il nostro paese indietro di 55 anni. La posizione espressa dalla mozione, finisce quindi per essere di retroguardia, oltre a ridurre la prostituzione da fenomeno sociale riguardante i diritti e la dignità delle persone a mera questione di pareggio di bilancio. Dietro vi è una logica culturale che respingiamo e che ci appare lontana ed estranea ad una politica progressista, moderna e dei diritti".

Fonte: ANSA