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CLIENTI : come sono? PDF Stampa E-mail

Ho trovato archiviato nel mio pc questo scritto del 2009 credo. Non ricordo nemmeno se l'ho scritto io o Carla Corso.

Non so chi ce lo avesse chiesto e se sia stato pubbliccato o presentato ad una conferenza, ma mi pare in tema con la discussione sulla criminalizazione dei clienti e quindi lo metto quì.

Clienti

La prima domanda che ci viene fatta da chi affronta la questione della prostituzione è “ perché le gli uomini vanno con le prostitute “ la prima risposta che mi viene da dare è “ ci vanno perché è piacevole, perché è liberatorio , perché è trasgressivo.Il rapporto con la prostituta è spesso il luogo dove essi cercano ciò che altrove non trovano. Con le prostitute si mostrano come mai potrebbero mostrarsi con le loro compagne-mogli mettendo a nudo le loro debolezze e fragilità, sentimenti improponibili  in una società fatta di uomini veri duri dove è impossibile essere  perdenti

Poi subito dopo come se fossero stupiti da queste considerazioni tutti si chiedono e ci chiedono chi sono i clienti?

Ma è più che mai ovvio che è una domanda retorica. Infatti è evidente a chiunque voglia prenderne atto che i clienti sono potenzialmente ogni uomo di questo Paese.

Eventualmente qualche distinguo può essere fatto riguardo la disomogeneità dei loro profili relativamente al tipo di sex worker che preferiscono frequentare o dei gusti sessuali e delle pratiche verso cui sono attratti.

La domanda e l’offerta di servizi sessuali in cambio di denaro è trasversale su ambedue i fronti: ci sono clienti di ogni condizione sociale per censo, età, cultura ecc...e ci sono persone che offrono servizi sessuali non solo abitualmente a tempo pieno perché povere, ma anche occasionalmente per migliorare il loro standard di vita o fare incontri particolari.

Esiste un mercato di alto profilo commerciale accessibile a persone più che benestanti economicamente, e uno a bassissimo profilo dove chi dispone di pochissimo denaro può comunque soddisfare i propri desideri,  naturalmente è quest’ultimo il mercato più vasto.

 E’ dimostrato che i clienti maschi hanno gli stessi bisogni sessuali indipendentemente dalla loro condizione socio-economica. Sembra veramente che quasi tutti coloro che cercano la compagnia di una persona che offre servizi sessuali a pagamento lo faccia per avere dei momenti di relax “disimpegnato”, senza problemi e conseguenze e senza doversi preoccupare della qualità della prestazione. Dentro alle relazioni  prostituta-cliente corre un fiume di piacere ma non solo quello legato al piacere sessuale , il piacere della ricerca, della scelta, della trasgressione, il senso di potere, il piacere del rischio, e tutto viene condiviso con la compagna del momento la prostituta.   

 

Il bisogno sessuale è uno dei bisogni primari nella vita degli esseri umani. Non c’è da stupirsi che da sempre in determinate circostanze, come per l’assenza di un/a partner o la lontananza prolungata, si ricorra ai servizi di un/a professionista e questo è sempre stato accettato socialmente quando il cliente è uomo, senza parlarne troppo per ragioni di perbenismo come vuole la doppia morale, si fa e non si dice. Molto diversa la questione se la cliente è donna come capita da qualche tempo ma di cui si parla ancora poco.

Oltre al soddisfacimento di un bisogno che può far pensare al disbrigo momentaneo e veloce di una faccenda salutare, esiste per l’umanità  una qualche alchimia composta da fattori fisiologici, psicologici e biologici che producono un insopprimibile desiderio. Sulla forte spinta del desiderio il cliente sperimenta quindi le proprie curiosità  e cerca risposte alle proprie suggestioni. Può orientarsi in un mercato molto vario e preparato a rispondere alle sue domande e ai suoi gusti: la diversificazione di genere, di sesso, di nazionalità, di prestazione e di servizio sessuale ecc….

L’offerta con cui il mercato risponde è spesso modellata proprio sui gusti maggiormente espressi dai clienti. Abbiamo visto negli ultimi anni un significativo aumento di proposte definibili “esotiche” e “trasgressive”, donne straniere, molto giovani, transessuali dall’aspetto molto siliconato. Sembra che il gusto dei clienti si sia formato sui modelli delle veline o letterine televisive, anzi probabilmente è così per quanto riguarda le donne che cercano nei vari settori del mercato. Insomma esistono tendenze di moda, suggerite dall’immagine della donna sexy e poco vestita, come viene proposta dal cinema o dalla televisione  

Il desiderio è sentimento che può ingigantirsi e travolgere ogni razionalità. Questo meriterebbe una più approfondita analisi, infatti non si vuole certo negare che vi siano casi in cui la passione per le sex workers diventa quasi una ossessione, una sorta di dipendenza. Uomini di fascino e ben posizionati socialmente, che potrebbero con facilità conquistare e ottenere l’attenzione sessuale di molte donne, si rivolgono sistematicamente a  chi offre servizi a pagamento.  

Ci sono poi clienti che sono un pò frustrati sessualmente e sentimentalmente o anche socialmente, per costoro la scelta del sesso a pagamento può essere un tentativo di rivalsa.

Guardando nel dettaglio si può affermare che alla base delle frustrazioni sessuali può esserci una cattiva educazione alla sessualità. Troppo spesso la formazione sessuo-sentimentale  non è stata all’altezza del compito. Retaggi educativi di stampo patriarcale determinano la convinzione nel genere maschile che ci siano aspetti della sessualità non condivisibili né discutibili con le proprie mogli o compagne le quali nel caso sono da “rispettare” e destinate alla maternità. Per gli uomini sposati spesso i rapporti a pagamento non sono neppure considerati un tradimento, lo ritengono un fatto del tutto normale nella vita. Semmai si stupiscono e non capiscono perché le mogli e le compagne si debbano sentire offese e gelose di queste “scappatelle”.

Per questi clienti le esperienze con lavoratrici o lavoratori del sesso consentono di soddisfare la propria naturale curiosità o di sperimentare emozioni forti. Una opportunità  quella del sesso a pagamento per completare la propria vita sessuale colmando le lacune che essi hanno nelle proprie relazioni di coppia.

 

C’è una tendenza molto attuale e non solo italiana  a colpevolizzare i clienti del mercato del sesso. Inevitabilmente per sostenere questa filosofia colpevolista si devono per forza identificare gli aspetti deplorevoli nei comportamenti dei clienti per poi metterli alla gogna. Quindi si cerca di evidenziare come i clienti richiedano donne sempre più giovani e minorenni. Oppure si da grande risalto alla frequenza con cui i clienti si rivolgono alle transgender o transessuali. Tuttavia sono solo opinioni visto che non esistono dati statistici certi che confermino che questi due particolari aspetti del fenomeno prostituzionale siano effettivamente emergenti e/o più numerosi, anche se i recenti casi di cronaca e gossip che hanno coinvolto dei politici  hanno messo sotto la lente questo particolare. La questione è che siamo abituati a credere che la sessualità debba essere eterorientata e monogama, sorprende e fa paura che non sia così. Ci obbliga a prendere atto di una realtà diversa dai nostri schemi sociali.

Anche le ordinanze dei sindaci che sanzionano la domanda e l’offerta di prostituzione si basano su una voluta tendenza moralizzatrice che di fatto colpevolizza i clienti e conta proprio su questa “messa alla gogna” del colpevole per un aquiscente pagamento del tributo. Colpevoli di un desiderio indecoroso come sottintendono  le stesse ordinanze