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Il PD marcia diviso sul sex work e ad occhi chiusi sulla immigrazione PDF Stampa E-mail

di Pia Covre 

 

Un certo numero di senatrici e senatori eletti nel PD hanno presentato con la benedizione del  presidente dell'assemblea PD  Orfini un ddl  sulla prostituzione. Di per se la notizia non è singolare visto che in Senato come in Parlamento ci sono anche altre proposte fatte da appartenenti al PD a cominciare dalla proposta regolamentista della Senatrice Spilabotte .

Quindi cosa farebbe la differenza fra le altre e questo ultimo ddl ??

Se avete la pazienza di leggere cerco di spiegare uno degli aspetti che differenziano le proposte regolamentiste da quelle abolizioniste.


Mentre quasi tutti, chi più chi meno, i ddl presentati puntano a riconoscere diritti lavorativi per i lavoratori e le lavoratrici del sesso, quest’ultima si piega ad una discutibile direttiva europea che chiede di criminalizzare i clienti e di abolire la prostituzione in Europa. La Risoluzione del Parlamento europeo del 26 febbraio 2014 su sfruttamento sessuale e prostituzione, e sulle loro conseguenze per la parità di genere (2013/2103(INI)).

 

Per chi non segue il dibattito sulla prostituzione in Europa ricordo che   la Risoluzione  è stata approvata dopo che una potente lobby di femministe integraliste ha provato per anni a far votare dal Parlamento Europeo qualcosa che assomigliasse alla politica messa in atto in Svezia. Una lobby che tenta di estendere a tutta Europa un modello abolizionista della prostituzione, ma che nella pratica chiede l’applicazione di  politiche che tutto hanno fuorché il rispetto dei Diritti Umani e dei principi di solidarietà soprattutto verso le persone  migranti più vulnerabili.

 

Se non fosse ancora chiaro di cosa stiamo parlando sappiate che parliamo di donne e uomini che migrano in condizioni disperate da Paesi impoveriti e distrutti dalle guerre. Ai quali in Europa non si vuole riconoscere asilo, e neppure il diritto di usare la propria forza lavoro. A costoro si nega l’autodeterminazione alla fuga e la libera scelta di lavorare per sopravvivere, etichettandole in massa come vittime e schiave o clandestini indesiderabili.  Queste persone sono anche  i protagonisti degli avvenimenti e delle discussioni che vediamo in questi giorni alle frontiere dell’ Europa. Fatti  che dimostrano chiaramente quali siano le scelte politiche e la disponibilità che alcuni Paesi Europei hanno verso l’accoglienza dei migranti e dei rifugiati. Sono l’insieme delle politiche di respingimento e esclusione sociale applicate all’immigrazione.

 

La Risoluzione del Consiglio d’Europa come la legge svedese e poche altre simili, dice”… la Commissione, nella sua strategia per la parità tra donne e uomini 2010-2015… evidenzia l'esistenza di molti legami tra la prostituzione e la tratta e riconosce che la prostituzione, sia a livello globale che in Europa, alimenta la tratta di donne e ragazze minorenni vulnerabili, una gran percentuale delle quali è compresa tra i 13 e i 25 anni; sottolinea che, come mostrato dai dati della Commissione, la maggior parte delle vittime (62%) è oggetto di tratta a fini di sfruttamento sessuale, che le donne e le ragazze minorenni rappresentano il 96% delle vittime identificate e presunte e che negli ultimi anni si è registrato un aumento del numero delle vittime provenienti da paesi terzi;”

Ora anche a prescindere da questi e altri dati citati sulla tratta e sulla prostituzione di cui non c’è un riscontro effettivo nella realtà perché non esiste un monitoraggio preciso in grado di confermarli, tanto che all’ art. 4. la Risoluzione afferma “…la Commissione… riconosce tuttavia che la mancanza di dati affidabili, precisi e comparabili tra i paesi, dovuta soprattutto al carattere illegale e spesso invisibile della prostituzione e della tratta, mantiene opaco il mercato della prostituzione e ostacola il processo decisionale politico, di conseguenza i dati sono basati solamente su stime;

 Quindi la Risoluzione raccomanda di abolire la prostituzione. Questo è l’obiettivo   che vorrebbero raggiungere i moralisti del PD con la loro proposta ispirata e presentata con il solito mantra “ce lo chiede l’Europa”.

 

Ma oggi certi Paesi di questa Europa, che “chiede”, si rifiutano di ridefinire le quote di accoglienza dei  rifugiati, il gioco viene svelato con più trasparenza. Perché il Traffico di Esseri Umani si nutre nella mobilità dei migranti che sono esclusi e respinti dalle leggi in atto in Europa. Perché la più aberrante forma di negazione del diritto di migrare per lavoro messa in atto da leggi come la Bossi-Fini alimentano la migrazione clandestina, il lavoro nero e la schiavitù, si nutre anche nella disperazione dei rifugiati sottoposti all’assurdo regolamento di Dublino e all’abbandono in cui vengono lasciati .

Ma  si evince anche che le politiche contro la prostituzione colpiscono in particolare le donne  non bianche, le donne straniere, le donne più povere e rese vulnerabili dalle leggi. Le transessuali e transgender . Sono politiche sessiste e razziste, puttanofobiche e transfobiche.

Come dice un documento di Open Democracy – Beyhond Traffiking and Smuggling Le  moderne democrazie(gli Stati) non sono meno desiderosi di esercitare il controllo sulla libertà di movimento rispetto ai loro antenati illiberali. Siamo ricchi di esempi di politiche volte a disciplinare le popolazioni "indesiderabili", e di subordinarli agli ordini sociali, economiche e razziali dominanti.

. Coloro che sopravvivono  a viaggi pericolosi, o che diventano 'illegale' perché sprovvisti  di permesso e visti di soggiorno , in mancanza di richieste di asilo, o semplicemente non riuscendo a navigare la burocrazia kafkiana, spesso si trovano in situazioni che richiamano le caratteristiche di schiavitù storica. Spogliati della loro dignità e dei diritti, essi sono tenuti in centri di detenzione per immigrati…,
Per quegli individui fortunati 'che riescono a sfuggire alle autorità e entrano in Occidente, e anche per coloro che acquistano i visti di lavoro e arrivano attraverso canali legali, ciò che li  attende è spesso una vita di emarginazione e di sfruttamento nei settori più abusivi dell'economia. Ad essi sono spesso o negati o impedito l'accesso alla protezione sociale di base. Se la loro presenza è” illegalizzata”, è loro vietato  contribuire all'economia(
basta sentire le proposte odierne dell’UK). Se presenti legalmente, i visti di lavoro spesso negano loro la libertà di circolazione all'interno dei mercati del lavoro. In entrambi i casi,  possono essere tenuti come esercito di riserva del sempre bisognoso capitalismo del lavoro.

Tutto questo è nascosto dal discorso politico mainstream 'traffico di esseri umani' e 'traffico di migranti', una distinzione tra ciò che sono presumibilmente due diversi tipi di movimento non autorizzato. 'Contrabbando', ci viene detto, è volontario e consensuale, 'traffico' è costretto ed è l'equivalente contemporaneo della tratta transatlantica degli schiavi. Ma i termini sono anche utilizzati in modo intercambiabile. Ogni volta che i corpi lavati di annegati arrivano fino a riva, o si trovano in decomposizione nel deserto, i politici affermano per colpa dei contrabbandieri, che sono 'la tratta di miseria umana'. Fanno la stessa ogni volta che troviamo bande di lavoratori migranti non pagati che lavorano i nostri campi. Questa inquadratura permette alle persone di essere visti come 'vulnerabili ai trafficanti' o 'a rischio di asservimento' quando si muovono senza la benedizione dello Stato. E 'anche per questo che' la protezione delle persone 'si traduce in dissuaderli di muoversi, o una volta che hanno fatto il salvataggio rimandarli al paese d’origine. E 'ciò che permette l'uso della forza letale che viene  presentata come una necessità morale, come nelle proposte dell'UE per un'azione militare per distruggere  contrabbando / reti di traffico 'che operano fuori della Libia, anche se si riconosce che il danno collaterale 'sarà perdita di vite umane. Eppure nella stragrande maggioranza dei casi, questi migranti e lavoratori in cerca di un futuro migliore vengono volentieri lasciati a casa. Il fatto di essere stati negati a questo futuro è una conseguenza della politica, non della criminalità.

 

Siamo curiosi di vedere quanti saranno i rifugiati accettati dai ricchi Paesi come la Svezia o la Francia nei quali femministe e politici  si gonfiano di paroloni per combattere la tratta ma le cui politiche di integrazione e compensazione verso le persone vittime e trafficate sono di gran lunga più arretrate e modeste che quelle italiane basate su buone leggi fatte molto prima che ce lo chiedesse l’Europa. Oggi i vertici del PD dovrebbero far sì che le nostre leggi contro la tratta vengano applicate per tutelare le vittime in primis e anche per combattere la criminalità. Forse non è casuale che il DPO sia privo di guida (la delega al Presidente del Consiglio non ci pare sufficiente) e neppure casuale che per la prima volta  in 15 anni da quando è in vigore la legge ora ci sono Questure che negano il permesso di soggiorno a vittime che hanno collaborato con la giustizia e per legge ne hanno pieno diritto. Forse le femministe che urlano contro i regolamentasti farebbero bene urlare contro queste gravi discriminazioni che sono violazioni di legge e non sofismi ideologici.