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Campagna abolizionista in Tour! PDF Stampa E-mail

Leggo e prendo atto che ci sono dei compagni che usano in maniera strumentale la personale esperienza di una donna e della sua tragica esistenza per farne strumento di una campagna abolizionista contro chi riconosce nel lavoro sessuale il proprio lavoro. (parlo di Lista Civica Italiana)


Chiedo a costoro perché non hanno ancora fatto campagne per abolire i seguenti lavori noti centri di sfruttamento: i call center, i laboratori del lavoro sfruttato a cottimo http://www.lastampa.it/2018/01/02/italia/cronache/pagate-in-nero-centesimi-allora-il-lavoro-a-casa-delle-nuove-schiave-siLOp8uKTJWv8kGgRrD5fL/pagina.html , il lavoro subappaltato a chi gestisce lavoratori schiavizzati nei cantieri (Monfalcone docet), in agricoltura nei campi e negli allevamenti, il lavoro domestico e il badantaggio ecc ecc…. Il problema è evidente non è il LAVORO ma sono le condizioni sociali e legali in cui lo si esercita. La tutela della salute dei lavoratori e della loro integrità psico-fisica.

Se oggi persone adulte e consenzienti decidono di disporre del proprio tempo e del proprio corpo per offrire dei servizi sessuali a pagamento non è il caso di erigersi a giudici morali con il pretesto di salvaguardare le donne prostitute dall’abuso sessuale o dallo “stupro a pagamento”. Questa visione abolizionista del lavoro sessuale è un ABUSO dei Diritti Umani. (lo dichiara anche Amnesty International https://www.amnesty.org/en/latest/news/2016/05/amnesty-international-publishes-policy-and-research-on-protection-of-sex-workers-rights/  che chiede la DECRIMINALIZAZIONE della prostituzione.

Chi sostiene le “campagne” culturali “ abolizioniste” (proprio come le chiamano quelli di Lista Civica Italiana) non sostengono le eventuali vittime costrette dalle circostanze a ubbidire agli sfruttatori o dominate da gestori e trafficanti,  ma sfruttano le loro storie per arrecare danni seri a chi svolge per scelta questo lavoro. Dietro a queste campagne c’è la lobby femminista delle cosidette SWERF e TERF cioè quelle femministe che sono omofobe e transfobiche, non ricnoscono la libertà di autodeterminazione dei generi non binari, sono contrarie al matrimonio per le persone same sex e le adozioni dei figli di partner same sex. Sono anche alleate dei gruppi fondamentalisti cattolici che in Irlanda ad esempio sono antiabortisti (noti i contatti di R.Moran con attiviste antiabortiste), in Europa la EWL è la più potente e attiva lobby in tal senso, dominata dalle rappresentanti svedesi che senza pudore tentano di estendere a tutta l’Europa la loro politica illiberale sui corpi delle donne e in particolare delle donne migranti. Perché se i dati svedesi sono credibili (almeno nella parte  che dice chi sono le prostitute in Svezia) stiamo parlando di lavoro delle migranti al 80%. Escluderle e non riconoscere il loro mezzo di sostentamento è respingerle a priori e non dare possibilità alcuna ad un processo migratorio.

Quindi cari compagni e compagne quando parliamo di lavoro sessuale cercate di essere chiari e non confonderlo con il traffico di esseri umani oppure con gli stupri. Il benessere di molte persone uomini, donne, transessuali, che lavorano nell’industria del sesso nei settori più diversi è una realtà che va studiata esplorata e soprattutto ascoltata! Si perché oggi ci sono attiviste/i in tutto il mondo che parlano in prima persona del proprio lavoro e dei problemi ad esso correlati. ILO gia da molti anni si è pronunciato affinche i lavori considerati “informali” vengano messi in condizione di essere “decent work” e fra questi cita il lavoro sessuale.

A chi di Lista Civica ha scritto materialmente quell’invito alla partecipazione lasciatemi dire che da sex worker e da attivista  mi fa schifo chi usa titoli come “Case Chiuse” per iniziare un dibattito, è volutamente una forma ambigua e fuorviante da ogni approccio serio alla discussione visto che non è in discussione la loro riapertura. (Case chiuse lo usano di solito i Leghisti per fare propaganda alle loro politiche segregazioniste e razziste) Mi fa paura per la libertà di ognuno chi cerca di illudere il vicino che si può eliminare la prostituzione: è un falso confutato da ogni legge proibizionista aplicata in ogni secolo della nostra storia. Così come temo l’ignoranza e non credo nella buonafede di chi fa campagne senza sapere le ricadute che ci saranno sulle vite delle persone.  Dare addosso ai clienti distoglie lo sguardo dai veri criminali. Conosco personalmente le storie di donne “salvate” dai clienti. Aiutate e portate via dal marciapiede   e affidate ai servizi o anche  sposate da quei “mostri” di clienti. La più famosa attivista rappresentante delle vittime di tratta in Italia è un bel esempio di persona che ce l’ha potuta fare grazie al suo cliente salvatore e come lei molte altre.

Per chi vuole saperne di più c'è un interessante rapporto di un convegno che la Piattaforma Anti Tratta italiana ha organizzato a Napoli lo scorso anno (http://www.lucciole.org/content/view/917/3/ )e che dà una visione della situazione in Europa. Utilissima perché fa capire che non ci sono Paesi buoni come la Svezia e la Francia ecc.. che diano aiuto concreto alle vittime di tratta e di abusi sessuali ma semmai siamo noi l’Italia il modello da seguire e che dal 1997 abbiamo la miglior legge contro la tratta: Manca la decriminalizazione del sex work e potremmo farla seguendo magari il modello Neo Zelandese, senza timore di offendere o abbandonare  le vittime proprio perché la sensibilità e la  rete che si è creata in Italia in questi anni ci consente di intervenire in un sistema multidisciplinare e multi agenzia.

Pia Covre

Aprile 2018



Lista Civica Italiana ha partecipato in ottobre 2017 alla presentazione a Milano del libro “Stupro a pagamento – La verità sulla prostituzione” scritto da Rachel Moran e tradotto nel 2017 dalla casa editrice Round Robin di Roma. (Titolo originale “Paid for. My journey through prostitution”. Vedi comunicato stampa e rassegna stampa in calce).  Il tour è previsto tra il 20 maggio e il 30 maggio 2018. Si tratta di fare una bella campagna culturale su un tema di attualità in Italia.- creare un dibattito “nuovo” e più profondo sulla prostituzione, mettendo le premesse per fare rete tra quanti vogliono affrontare costruttivamente queste forme di sfruttamento

- smontare molti miti funzionali al mantenimento dello stato attuale sfruttando la diffusa ignoranza degli italiani

- coinvolgere le donne ma soprattutto gli uomini fornendo elementi di riflessione grazie anche al confronto con portatori di opinioni diverse

- far conoscere le migliori leggi in materia esistenti in Europa (es. caso della Svezia, della Francia)


In sostanza si tratta di un primo anno di sensibilizzazione culturale a cui, se tutto va bene, ne seguirà almeno un altro. Finito il tour, faremo una verifica tra quanti hanno collaborato e decideremo insieme come proseguire.