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NAPOLI: Conferenza della Piattaforma Antitratta report PDF Stampa E-mail

Si è tenuto a Napoli il 27-3-2017 un seminario di esperti per l'approfondimento di un tema sensibile e contrverso

"La Decriminalizazione della prostituzione: Scenari Politici ed Interpretazioni" 

 


 

 

 

  

Report riassunto

27 marzo 2017 , Napoli  convegno sulla  "decriminalizzazione della prostituzione: scenari politici ed interpretazioni" Marco Perduca, Giorgia Serughetti, Paola Degani, Francesca Russo, Licia Brussa.

 

Confronto competente di presentazione delle posizione e delle policy in merito alla prostituzione, che ha affrontato in modo laico la relazione tra diritti umani e modalità e metodi con cui si affronta il processo di normalizzazione della prostituzione.

Come ricordava Marco Perduca nella sua introduzione un “diritto Umano è un qualsiasi comportamento che non reca danno altrui”.

 

Giorgia Serughetti introduce il significato del concetto di decriminalizzazione del sex work, mostrando come le domande di criminalizzazione contengano sempre obiettivi di affermazione simbolica, una commistione tra protezione e repressione, e una certa prossimità tra diritto e morale. Serughetti sostiene che possa esserci autodeterminazione anche in condizione di necessità (decisione condizionata), purché ci sia consapevolezza, e che l’idea di “dignità delle donne” non debba essere definita in modo paternalista, ma a partire da visioni plurali. L’idea di consenso (sex work consensuale) è difficile da definire, ed è importante tenere conto dei contesti e delle soggettività, pensando che tra forza e consenso esistono una varietà di situazioni “grigie". Separare nettamente forza e consenso porta, specialmente in epoca neoliberista ed in assenza di una sostegno statale (dove quindi il successo oppure il fallimento delle scelte personali ricadono sul singolo), a politiche che garantiscono protezione solo a chi si riconosce come vittima, abbandonando tutte le altre e gli altri a quelle che sono considerate conseguenze delle loro “libere scelte”, ignorandone le domande di protezione, diritti, giustizia.  

 

Amnesty International

Francesca Russo

La stesura del documento di Amnesty International parte da una domanda molto semplice : come proteggere le persone che si prostituiscono in un ottica di rispetto dei diritti umani?come dare piena umanità alle/ai sex work?

Nel 2013 inizia il lavoro di analisi con 4 report nazionali ( Hong Kong, Norvegia, Argentia, papua nuova Guinea)  in merito all’accesso alla giustizia delle e dei sex worker.

Il tema che viene affrontato nell’International Board è quello della depenalizzazione versus  decriminalizzazione .

 Le/i sex worker sono fortemente discriminati in molti contesti nazionali proprio perché in virtù della loro professione non possono accedere alla giustizia. Sono per la loro professione fortemente stigmatizzati/e, fortemente discriminati, non hanno accesso a servizi, anche i loro familiari subiscono violazione di diritti umani ( es diritto all’istruzione per i figli), subiscono violenza fisica e psicologica, non hanno accesso ai servizi sanitari e sociali.

Il documento AI pone attenzione al linguaggio e declina ( in inglese ) i termini maggiormente utilizzati per indicare le policy che vengono attuate nei vari contesti nazionali.

https://www.amnesty.org/en/qa-policy-to-protect-the-human-rights-of-sex-workers/

nel 2015 pubblica sul suo sito POLICY TO PROTECT THE HUMAN RIGHTS OF SEX WORKERS

Amnesty International supporta la decriminalizzazione del sex work per proteggere i diritti umani delle persone che si prostituiscono; ovvero l’accesso alla sanità pubblica, la possibilità di denunciare gli abusi  alle forze dell’ordine senza subire ritorsioni, la possibilità di aumentare la sicurezza sul lavoro, proteggere le famiglie delle e dei sw da eventuali discriminazioni e o ritorsioni.

Le policy proposte da AI non proteggono gli sfruttatori e non incrementano la tratta. AI non pensa che limitare l’accesso alla giustizia e criminalizzare le e i  SW sia il modo con cui le politiche nazionali possano ridurre la tratta e lo sfruttamento delle persone. Anche il modello di legalizzazione ( regolamentarista) della prostituzione se applicato deve tenere in considerazione i diritti umani delle sw.

A particularly bad example of how legalization can go wrong is Tunisia. Tunisian sex workers working in licensed brothels who wish to leave their jobs must obtain authorization from the police and demonstrate they can earn a living through “honest” means. Those who operate outside these regulations are still criminalized, without protection of the law.”

Decriminalizzare non vuole dire rimuovere le leggi antitratta.

Several anti-trafficking organizations including Freedom Network USA, the Global Alliance Against Traffic in Women and La Strada International believe that decriminalization of sex work would have a positive role to play in the fight against trafficking.”

 

Licia Brussa,

introduce i vari sistemi normativi europei sulla prostituzione , capire la logica che sottende alla stesua di una leggere regolamentarista o neo abilizionista vuol dire essere in grado di rispondere con i fatti contro una presa di posizione ideologica.

Il sistema Nordico, si presenta come un sistema che privilegia la parità di genere, ma la legge contro la prostituzione che punisce i clienti si rivolge solo alla prostituzione femminile. Non esistono buone pratiche di intervento relative ad alternative alla prostituzione . in questo contesto stanno approntando un ufficio fantascientifico sul precrimine, ovvero un controllo invasivo di tutto ciò che è intenzionale.

Il modello Svedese è stato ampiamente confutato

      Tra il gennaio 1999 e il settembre del 2010, 3.249 uomini sono stati arrestati; molti di più sono stati dissuasi prima del contatto, dall'intervento diretto o indiretto della polizia.

      Il numero di uomini svedesi che hanno pagato/ scambiato merci a fini di prostituzione è diminuita dal 13,6% nel 1996 a solo il 7,8% nel 2008.

      La maggior parte delle condanne ai sensi della legislazione sono stati ottenuti utilizzando le confessioni e le prove raccolte in loco, ma anche attraverso le indagini ricorrenti su Internet Alcuni uomini si dichiarano colpevoli per evitare che i loro partner o mogli scoprano che hanno tentato o sono stati colti in fragrante!!!

      Al contempo il governo svedese ha commissionato un report nazionale

      Secondo l'ultimo sondaggio della popolazione nel 2014, la proporzione di individui in Svezia che hanno acquistato e venduto servizi sessuali è relativamente costante nel tempo.

      Prostituzione di strada è stato ridotta di oltre la metà dal momento che la stima fatta nel 1995, che era di 650 donne Circa 200-250 donne erano impegnate nella prostituzione di strada nel 2014 .

      Una riduzione della prostituzione di strada deve essere intesa in relazione agli sviluppi digitali e tecnologici che si sono verificati nel corso degli ultimi 15 anni.

      Il numero di annunci Escort  per gli uomini che comprano prestazioni sessuali da donne è aumentato notevolmente nel corso degli ultimi otto anni da 304 a 6.965 annunci.

      Il numero di annunci escort mirate in primo luogo per la comunità LGBT, di uomini che acquistano servizi sessuali da parte di uomini, è aumentato da 190 a 702 annunci in circa quattro anni.

      80% delle SW’s sono migranti

Di contro il modello  basato sulla decriminalizzazione neo zelandese ha dato buoni risultati Da 14 anni in vigore in NZ e alcuni stati in Australia

      In un sistema depenalizzato, le imprese del settore del sesso commerciale sono trattate come qualsiasi altre attività e sono soggette ai meccanismi normativi esistenti, come ad esempio: locale pianificazione; zonizzazione e controlli dei locali; requisiti di compensazione per i lavoratori; salute e standard di sicurezza; e tutti gli obblighi delle leggi del lavoro.

      Depenalizzazione non significa alcuna regolamentazione, gli strumenti sono quelli normali pubblici, non eccezionali per prostituzione.

      La polizia interviene solo nel caso che ci sia una violazione della legge

      Questo è il modello a cui tutti guardiamo

      L'esperienza con la Nuova Zelanda di depenalizzazione dimostra che la depenalizzazione in se' non fa aumentare la dimensione dell'industria del sesso, e

      Rafforza l'accesso alla giustizia, la salute e la sicurezza dei lavoratori/trici del sesso.

      In NZ sono considerate cooperative autorganizzate e/o piccole imprese(dove non c’ è la figura del manager/datore di lavoro) fino a 4 lavoratrici/lavoratori

      Con un numero superiore sono considerate imprese e sottoposte alle regole per imprese/del lavoro. O nel caso che ci sia chiaramente una figura di manager che organizza il lavoro di un’altra persona anche nelle piccole imprese.

      Riduzione della violenza e migliore protezione dei diritti

 

Paola Degani

Il documento di AI esprime un chiaro indirizzo di policy orientato alla tutela dei diritti umani delle persone che si prostituiscono.

Si caratterizza perciò per una chiara contestualizzazione di alcune problematiche che possono rilevare sul piano dei diritti umani quando si parla di sex work. I riferimenti sono al problema del consenso e a quello dell’auto-determinazione così come a tutti quegli aspetti della condizione sociale di chi opera nella prostituzione che attengono in

modo diretto alla salvaguardia della libertà individuale e della dignità In questo senso è particolarmente interessante la connessione che di necessità va fatta quando di parla di questo fenomeno con il welfare, cosi come non è possibile non considerare le politiche in

materia di controllo delle migrazioni e sicurezza.

Il documento di AI mette in relazione la lotta alle discriminazioni e i meccanismi di welfare, facendo espressa menzione alla categoria dell’intersezionalità x declinare in modo adeguato il discorso sulle necessità di garantire in chiave di promozione e protezione i diritti umani delle persone che si prostituiscono.

Questo documento è stato molto discusso a livello internazionale e non ha ricevuto il consenso che invece meriterebbe, anzitutto per l’autorevolezza dell’organizzazione che lo propone e verosimilmente anche perché in parte chiarificatore di alcuni passaggi relativamente al modo con cui vengono poste nel dibattito questioni politiche essenziali su cui si dividono ad es. il femminismo radicale da quello liberale e realtà importanti sul piano internazionale da sempre impegnate sul versante della lotta alla tratta e al grave sfruttamento.

 

Il compito dello stato è quello di garantire i diritti e di proteggere le persone; gli Stati hanno rispetto ad alcune norme una serie di obblighi ben precisi; in questo senso debbono garantire l’eguaglianza sostanziale rispetto all’accesso ai diritti umani.

 

Il Parlamento italiano ha diverse proposte di legge attualmente al vaglio dei vari gruppi politici. E’ evidente una incapacità o una non volontà della politica italiana di produrre una legge sulla prostituzione che sia in grado di superare almeno una parte dei limiti che l’attuale normativa sta evidenziando a fronte dei cambiamenti negli scenari della prostituzione.

Rispetto alle questioni che investono l’Italia non possiamo esimerci dal ricordare che è evidente che vi sono gruppi di persone che non sono in grado di esprimere un consenso sostanziale sulla loro scelta, a questo dobbiamo aggiungere che sempre più le forme di grave

sfruttamento ( nel lavoro in generale) sono una dato strutturale a tutti i livelli  ( ….per cui anche la prostituzione non è esente dallo sfruttamento ). Tuttavia risulta  necessario riflettere sulla prostituzione oggi in un’ottica di riduzione del danno (individuale e sociale) e di affermazione e riconoscimento dei diritti delle persone che si prostituiscono al di fuori di un’ottica salvifica ma con uno sguardo e una operatività costruita sull’empowerment e sulla consapevolezza. Di fianco alla possibilità di esercitare in una condizione di sicurezza e tutela dei propri diritti umani la prostituzione, laddove questa sia l’esito di una scelta consapevole e autodeterminata al di fuori di ogni situazione di sfruttamento o induzione, dovrebbero essere sempre previsti dei dispositivi che permettano alle persone di abbandonare questo lavoro/ambiente/ in considerazione del numero importante di persone in condizioni di vulnerabilità che si prostituiscono e del carattere di transitorietà che una scelta di questo tipo può avere.

La conciliazione della salvaguardia della dignità e dei diritti delle persone che si prostituiscono richiede la lotta allo sfruttamento.

Perciò in un’ottica di assoluta distinzione tra prostituzione e grave sfruttamento rimane assolutamente una priorità lavorare per favorire

l’emersione delle persone che soffrono situazioni di assoggettamento anche qui mettendo al centro i loro diritti e il loro progetto migratorio.”

 

 

 

Allegati

Giorgia Serughetti  PDF Criminalizzazione 

 

Francesca Russo  PDF 4 report nazionali ( Hong Kong, Norvegia, Argentia, Papua Nuova Guinea), POLICY TO PROTECT THE HUMAN RIGHTS OF SEX WORKERS

 

Licia Brussa  Slide , PDF La decriminalizzazione della prostituzione: scenari politici ed interpretazioni

 

Paola Degani:  Confini controversi: riflessioni a margine del dibattito odierno su lotta alla tratta a scopo di sfruttamento sessuale, politiche pubbliche in materia di prostituzione e diritti umani nello scenario europeo