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Sindaco di Amsterdam: finanziate le prostitute PDF Stampa E-mail

 

BRUXELLES - Il sindaco di Amsterdam Job Cohen ha lanciato un appello agli istituti di credito perché finanzino con più facilità le donne in vetrina, favorendo così la battaglia contro le associazioni criminali che, spesso, usano il quartiere a luci rosse per riciclare denaro sporco. Con crediti trasparenti, ha spiegato il sindaco in un'intervista al quotidiano olandese Het Parool, le imprenditrici del sesso 'oneste' non si rivolgeranno più a società private che, spesso, dietro il prestito di denaro, nascondono attività criminali, a partire dal riciclaggio.

La prostituzione in Olanda è legale dal 2000, ma negli ultimi tempi il comune di Amsterdam è arrivato più volte ai ferri corti con le donne in vetrina, proprio per combattere il crimine organizzato che, spesso, si nasconde dietro il business del sesso a pagamento. Il sindaco ha già deciso nei mesi scorsi di ritirare la licenza ad una trentina di locali in odore di criminalità, ma l'azione non sembra finita e prosegue il controllo a tappeto di tutte le case chiuse della città.


Secondo i dati di alcune organizzazioni di difesa della prostitute, ogni anno circa 3.500 donne, spesso giovanissime, provenienti dai paesi asiatici e dall'Europa dell'est, finiscono dietro le vetrine di Amsterdam sfruttate da società criminali. Nonostante l'azione del sindaco per facilitare i crediti ai bordelli 'onesti', le banche al momento sembrano piuttosto tiepide nell'allargare i cordoni della borsa per la complessa 'fauna' del quartiere a luci rosse, mentre le prostitute restano sul piede di guerra, sostenendo che il giro di vite dell'amministrazione comunale rischia di gettare sul lastrico molte di loro. "Con questa politica sono minacciati circa 200 posti di lavoro", ha affermato un portavoce del sindacato delle prostitute citato dall'agenzia Afp.

Inoltre, ad avviso del sindacato, che rappresenta circa 20 mila prostitute, la chiusura delle vetrine e delle case chiuse costringerà molte donne a tornare per la strada con conseguenti ulteriori complicazioni per la città. Il sindaco, però, non si dà per vinto e intende continuare la sua battaglia chiudendo i bordelli sfruttati dalla criminalità. Al municipio ripetono che i locali dove le donne si prostituiscono, 24 ore su 24, possono operare tranquillamente, come previsto dalla legge, ma solo nella completa trasparenza.

 

 

Fonte: Ansa.it