Legittimati i soldi degli sfruttatori e trafficanti

Con l'approvazione dello scudo fiscale la maggioranza di Governo favorisce il riciclaggio anche dei soldi provenienti dallo sfruttamento della prostituzione e dal traffico degli esseri umani.

Mentre sulle strade le Forze dell'Ordine danno la caccia alle prostitute nei Palazzi del potere si allestisce la più grande "lavanderia" per il riciclaggio del denaro di ogni tipo di criminalità.

 La criminalità a mano armata e quella in colletto bianco troveranno i tappeti rossi per l'arrivo dei loro soldoni.

Pia Covre 

 

di Fulvio Lo Cicero

La Camera approva le norme sullo scudo fiscale, che non è stato possibile né discutere, né emendare. L’ennesimo attacco alle prerogative parlamentari da parte della destra. Di Pietro (Idv): «Una carognata di Stato». Il Pd: «Ennesima furbata per non far sapere nulla all’opinione pubblica»

ROMA – La Camera ha votato la fiducia allo scudo fiscale, un provvedimento che estende i benefici del condono-amnistia ad una platea più vasta di persone anonime e cancella reati molto grafi come il falso in bilancio.

Dopo la richiesta del voto di fiducia da parte del Governo, il Presidente della Camera Gianfranco Fini ha deciso di sospendere l’iter procedimentale di conversione in legge di un decreto per passare alla votazione finale. Già la richiesta della fiducia da parte della maggioranza, come noto, impone precisi limiti di tempo al dibattito in aula. La sospensione dell’iter, poi, impedisce la proposizione e la discussione di qualsiasi emendamento da parte dell’opposizione, tanto da prefigurare, nel caso specifico, la proposta di un provvedimento governativo super-blindato, impossibile perfino da analizzare e discutere.

Bisogna dire che il Presidente della Camera ha scelto un’opzione, prevista dal regolamento parlamentare e in precedenza utilizzato soltanto una volta al Senato, denominato significativamente “ghigliottina” e consistente, appunto, nella decisione di sospendere l’iter, non importa a quale stadio dell’esame e della discussione, per porre il vincolo della votazione onde non far scadere i termini della conversione di un decreto legge (che sono di 60 giorni, dopo di che il decreto decade dal momento della sua emanazione).

Lo stesso Presidente della Camera ha notato la “anomalia del procedimento”, durante la conferenza dei capigruppo alla Camera. «Il presidente della Camera – riferisce la nota emessa dal suo ufficio –   prescindendo da qualunque valutazione sul merito del provvedimento, ha convenuto sull’esistenza di oggettive anomalie procedurali nella complessiva vicenda dell’iter del decreto, trasmesso dal Senato a dieci giorni dalla sua scadenza». Secondo la terza carica dello Stato, l’anomalia si è resa necessaria per «assicurare un minimo di margine di tempo per l’esercizio da parte del Capo dello Stato delle sue prerogative costituzionali».  «Ciò non di meno – continua ancora la nota –  richiamandosi alle univoche pronunce dei presidenti delle Camere succedutisi a partire dalla XIII legislatura,  presidente Fini ha sottolineato che rientra nella precisa responsabilità della presidenza assicurare che la deliberazione sulla conversione dei decreti legge avvenga nel termine stabilito dalla Costituzione. Pertanto, verificata l’impossibilità di giungere con i gruppi di opposizione, alcuni dei quali intenzionati comunque a usare nel dibattito tutte le facoltà regolamentari mettendo a rischio la conversione del decreto, ad una intesa di metodo per consentire la conclusione del provvedimento in tempo utile, ha avvertito che la presidenza, ove a ciò costretta, non si sottrarrà al suo preciso dovere di porre direttamente in votazione il decreto legge entro le ore 15 di domani».

Un provvedimento come lo scudo fiscale, che consente a migliaia di evasori fiscali e riciclatori di denaro “sporco” di convertire le loro proprietà illegittime in capitali ripuliti ed esenti da qualsiasi sanzione penale, dunque, è approvato nello spazio di poche ore per consentire al Capo dello Stato un esame equilibrato, con il tempo sufficiente per la promulgazione. Questo è lo stato in cui si è ridotto il rapporto fra il potere legislativo e quello esecutivo nella “democrazia” berlusconiana.

Unanime la condanna dell’opposizione. «Non si tratta di un’accortezza nei confronti di Napolitano ma è l’ennesima furbata per impedire all’opinione pubblica di prendere coscienza di ciò che questa maggioranza sta facendo di illiberale». «Fini aggiungerebbe un’altra forzatura a un percorso parlamentare già zeppo di forzature» aggiunge Michele Vietti (Udc).

Durissima la reazione di Antonio Di Pietro, leader dell’Idv: «Lo scudo fiscale è una carognata, e dietro la ragion di Stato di Tremonti si nasconde il rimpatrio di capitali sporchi proprietà di evasori, mafiosi e imprenditori senza scrupoli, generati da un capitalismo malato, frodatori della pubblica amministrazione, spacciatori, sfruttatori della prostituzione, taglieggiatori, di tutto insomma». Secondo Oliviero Diliberto (comunisti italiani) «dopo la possibilità di far rientrare in Italia i soldi evasi negli anni ed esportati illegalmente, in nome delle esigenze di bilancio – dice – a quando la depenalizzazione del traffico d’armi, di quello della droga e dello sfruttamento della prostituzione? Sai quanti soldi potrebbe mettere a bilancio Tremonti».

Secondo il principale sindacato italiano, la Cgil, lo scudo fiscale «è una scelta vergognosa, a maggior ragione con l’impunità per falso in bilancio e per reati penalmente perseguibili come la falsa fatturazione».

http://ilcorsarorosso.wordpress.com/2009/09/30/scudo-fiscale-la-camera-da-fiducia-agli-evasori/