Caso Marrazzo. Le grida della destra, le “manine”, gli spioni
Editoriale di Alessandro Cardulli

Dovrebbero tacere. Invece, senza il minimo pudore parlano.  Dei gruppi parlamentari del Pdl, da Cicchitto e Gasparri,  vengono rumori di tamburi di guerra. In particolare  il capogruppo al Senato, il post fascista Maurizio Gasparri  proclama: ”Siamo "pronti ad azioni legali- dice dopo una riunione  dei parlamentari del Lazio –per denunciare il palese abuso dell'istituto della sospensione, che verrebbe commesso da Marrazzo e da tutti coloro che condividono questo percorso". 

 

Chiede elezioni subito e aggiunge: "La sospensione è limitata ad alcuni casi, tra i quali non rientra l'ambigua scelta di Marrazzo". Poi non riesce a contenersi e passa alle  intimidazioni, stile neofascista, dicendosi pronto  a "denunciare medici, Asl e qualsiasi struttura sanitaria" responsabile di una "così grave illegalità", quale sarebbe, a suo dire, una dichiarazione di impedimento.  

Autosospensione verso le dimissioni
Risponde  Alessio D'Amato, presidente della Commissione affari costituzionali e statutari del Consiglio regionale del Lazio, "La procedura di impedimento temporaneo delle funzioni da parte del presidente della Regione è prevista dal nostro Statuto all'articolo 45 comma 2. Essa, breve e motivata - spiega ancora D'Amato - è lo strumento che porterà ad istruire, come già annunciato, il percorso delle dimissioni. Nel caso di impedimento temporaneo, come già accaduto in altre circostanze, il vicepresidente sostituisce il presidente". Non poteva mancare il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, altro post fascista :"Non ci può essere una Regione a mezzo servizio", afferma "se Marrazzo ha deciso di tirarsi indietro e passare il timone  bisogna andare ad elezioni, non serve a nessuno allungare il brodo". L’offensiva degli ex aennini si completa con il ministro della Gioventù, Giorgia Meloni  che parla del rischio “di allontanare ancora di più la gente dalla politica".  Ad animare personaggi come Gasparri, Alemanno, il sindaco più inutile e dannoso che la capitale abbia avuto, la giovane ministra è solo voglia di vendetta.

Una storia oscura di schedature e pedinamenti
Proprio Marrazzo è colui che sconfisse Storace, allora aennino, cacciandolo dalla poltrona di presidente della Regione, passando indenne per  una vera e propria persecuzione nei confronti suoi e della famiglia, fatta di pedinamento,indagini segrete , schedature, ricerche illegali sui  conti bancari, indagini sui tabulati telefonici,  utilizzo degli archivi del Viminale, attivazione di spie private, di   viados. La ministra aspira alla candidatura a presidente della Regione. Sa che più passa il tempo e più, per lei, le speranze si riducono al lumicino   crescendo le azioni della segretaria dell’Ugl, Renata Polverini. Il Pd, i partiti del centrosinistra che amministrano la regione,  lo stesso Marrazzo, hanno dato un chiaro segnale: senso di responsabilità avviando un percorso che porterà alle dimissioni dell’attuale presidente per andare ad elezioni fra pochi mesi quando si svolgeranno regionali e amministrative, metà marzo annuncia il ministro Maroni. La giunta che guida la regione  ha tutti  i poteri per amministrare ed affrontare i problemi sul tappeto, crisi economica, con tutto ciò che ne consegue, scongiurando una interruzione brusca che provocherebbe effetti dannosi.
. Che va cercando la banda Berluscotti? In due giorni Marrazzo si è autosospeso,  ha risposto a chi gli chiedeva di dire la verità e, dopo contrastanti dichiarazioni, ha messo in piazza la sua scabrosa vita privata, ha messo a rischio i suoi rapporti famigliari, i suoi affetti, paga un prezzo molto alto per essersi lasciato sommergere da  un mondo della prostituzione che se ti prende non ti lascia più, si dimetterà n ei tempi necessari.

Le verità nascoste da Berlusconi
Il capo di Gasparri, Cicchitto e soci, ancora non ha risposto alle domande sulle sue frequentazioni, escort e minorenni,  alle sue amicizie con personaggi oggi incriminati per detenzione e spaccio di cocaina, frequentatori dei suoi festini. Non ha risposto su come trascorreva notti come quelle di cui ha parlato Patrizia d’Addario. Tutte cose che avrebbero dovuto portare, perlomeno, ad una autosospensione del capo del governo. E per quanto riguarda i gruppi parlamentari, Gasparri e Cicchitto, potrebbero utilmente impegnarsi a rendere noti, ufficialmente, i nomi degli onorevoli e dei senatori indagati, processati, condannati che vi bivaccano.Berlusconi potrebbe spiegare come fanno attricette, veline, psuedo presentatrici, a diventare parlamentari, magari arrivando anche al governo o a ar carriera nel mondo dello spettacolo.

Tacciano questi signori. O meglio , visto il potere che hanno, potrebbero utilmente operare per dare conto del perché per anni sia stato spiato. Forse scoprirebbero che qualche “manina” si è gentilmente prestata alla bisogna e che alla fine è riuscita ad incastrarlo, dopo ripetuti tentativi, anche se lui ha fatto di tutto con una “vita perduta” per farsi mettere in trappola. Chissà perché da diversi giorni, come scrivono  giornali e agenzie di stampa, negli ambienti del governo, circolava che in giro c’era un “ filmatino” sul presidente della regione Lazio. Ancora: i carabinieri corrotti, le male marce, come le chiamano i comandanti dei Ros, certo per discolparsi, affermano che il “ piano è stato organizzato a più alti livelli”. In questo brutto film che ha per protagonista Marrazzo c’è di tutto: sesso, prostituzione, droga, carabinieri,poliziotti corrotti,spioni pubblici e privati. Se ci sono le spie vuol dire che qualcuno, una “manina” le ha assoldate. Per conto di chi? Complotto o meno, qui sta il nocciolo di una vicenda torbida. Perciò bisogna  andare oltre lì evidenza dei fatti, in profondità, là dove si può trovare la verità.  
25-10-2009 da Dazebao  http://www.dazebao.org/news/index.php?option=com_content&view=article&id=7184:caso-marrazzo-le-grida-della-destra-le-manine-gli-spioni&catid=39:opinioni&Itemid=150