PUZZA DI BRUCIATO

PUZZA DI BRUCIATO

Viene tristezza a sentire toni aspri e duri che affrontano temi squisitamente umani, delicati e articolati in mille sfaccettature. Viene tristezza nel sentire voci accecate dal bisogno di affermare la propria verità come assoluta. Sconfortante quando queste voci provengono da un Paese dove l'analfabetismo è stato sconfitto e che l'accesso all'istruzione e la possibilità di dialogo e scambio per fortuna sono ancora possibili.

La dialettica democratica che dovrebbe spontaneamente incarnare il nostro modo di agire puzza di bruciato.


La recente lettera di protesta firmata da numerose donne e indirizzata al Direttore di RadioUno per denunciare una presunta cattiva informazione sul caldo tema della prostituzione puzza di bruciato. Puzza di bruciato il tono con cui viene portato avanti il proprio punto di vista sulla prostituzione, definita in maniera chiusa e categorica, soffocante verso qualsiasi altra lettura del fenomeno.

Il dibattito risulta già in partenza compromesso a causa del forte stigma e del pregiudizio che perseguita storicamente le prostitute: le dirette interessate, che dovrebbero essere le protagoniste della analisi e del confronto dialettico e democratico sul tema, pagano un alto prezzo nell'esporre il proprio pensiero, in quanto automaticamente uscendo allo scoperto prestano il fianco allo stigma e all'attacco discriminante.

Definire la prostituzione come mera e sola violenza risulta riduttivo, perchè inevitabilmente taglia fuori dal dibattito e dal confronto chi, per esperienza diretta e pluriennale, asserisce il contrario, tanto da praticarla in maniera libera, sistematica e consapevole. Al contempo, definire la prostituzione come vendita del proprio corpo risulta esorbitante e fuorviante. Offrire prestazioni sessuali consensuali in cambio di denaro non coincide con la vendita del proprio corpo.

Si può non comprendere questa modalità di alzare soldi, ma non si può non rispettarla. Scelte che soggettivamente ad alcuni possono risultare inimmaginabili o incomprensibili, ad altri invece si addicono al proprio percorso di vita: non tutti riuscirebbero a prendere un bisturi in mano e sezionare un cadavere (medico legale) come non tutti riuscirebbero a fare i broker in borsa e a tenere testa ai ritmi incalsanti della finanza. La bellezza della varietà del genere umano è proprio questa: simili e al contempo tanto diversi, in equilibrio grazie al rispetto reciproco coesistono.

Al contrario, i fenomeni della schiavitù e dello sfruttamento, trasversali a tutto il mercato del lavoro, sono invece il lato inaccettabile del genere umano, meschino e spietato. La condanna dello sfruttamento degli operai nelle catene di montaggio, degli impiegati nei callcenter, dei lavoratori nei campi, dei minatori, degli operatori nel sociale deve essere unanime e compatta allo stesso modo della condanna dello sfruttamento sessuale, della tratta, della riduzione in schiavitù nel lavoro domestico, nel lavoro precario e nel lavoro industriale.

Unirsi per creare le condizioni affinchè ci si possa affrancare dal condizionamento e dall'oppressione altrui sono le strade da battere per sconfiggere sfruttamento e riduzione in schiavitù. Creare spazio per tutti, nel rispetto delle scelte di vita, di identità, di genere, di credo, di guadagno, di cure sanitarie e di ideali politici è la condizione affinchè la democrazia possa essere praticata e goduta nella sua bellezza e interezza.

Minare le basi della coesistenza delle diversità del genere umano, affermando o imponendo verità assolute puzza di bruciato. E, visto che in Italia ci sono le condizioni per praticare la democrazia, è un vero peccato usare toni così assoluti ed aspri, che soffocano e bruciano energie preziose, energie che andrebbero canalizzate su fronti comuni, come quella del disarmo mondiale, del diritto al tempo libero del lavoratore, del rispetto dell'ambiente, del diritto alla casa, all'istruzione, alla realizzazione personale e alla felicità sessuale. Allargando gli orizzonti oltre il confine italiano, sarebbe urgente anche unire le energie per lottare contro le mutilazioni genitali, la pedofilia, la riduzione in schiavitù, la speculazione sulla salute, la privatizzazione dei beni primari, dell'accumulazione di potere e ricchezza in poche, pochissime mani, a scapito di tutti.

Alexandra  gennaio 2017