#strike4decrim 2018
SEX/WORK STRIKE! SCIOPERO DEL SEX WORK #strike4decrim
SCIOPERO!
L’Otto Marzo è il Giorno Internazionale della Donna. Scioperiamo come le nostre madri e le nostre nonne prima di noi, e invitiamo tutte le/i sex workers di tutto il paese e del mondo a unirsi a noi. Scioperiamo per protestare contro le leggi sessiste, razziste e che ci riminalizzano e contro lo stigma che mette a repentaglio le nostre vite. Sciopereremo dai bordelli, dalle saune, dagli strip-club, dagli angoli delle strade o dai set del porno, dagli appartamenti, dalle agenzie di escort e dal lavoro indipendente. La criminalizzazione del lavoro sessuale ci mette in pericolo e ci espone alla violenza. Per questo, l’8 Marzo ci rifiuteremo di lavorare: dal lavoro che facciamo per soldi a tutto il lavoro domestico, al sesso, al lavoro di cura che facciamo e che ci si aspetta venga fatto gratis.
UNISCITI A NOI! Il Sex/Work Strike non è solo per le/i sex worker e non solo per le donne. Chiediamo a persone di ogni genere e professione di partecipare allo sciopero. Protesteremo tutte/i contro le condizioni del lavoro pagato visibile e di quello invisibile e svalutato – dal lavoro sessuale a quello domestico che continua a reggere il mondo, facendo crescere i profitti e mandando avanti le nostre comunità e le nostre famiglie. L’ingiustizia attraversa le nostre relazioni private e la vita pubblica. Criminalizzare il nostro lavoro ci mette in pericolo incitando e alimentando un ciclo di ingiustizia.
SPAZIO ALLA CREATIVITÀ Sappiamo della necessità urgente dei soldi di chi lavora, in particolare di chi è condizionato/a dalla povertà, dalla politica dei confini o da chi è colpita/o dalla repressione. Esortiamo le sex worker di ogni parte del globo a unirsi allo sciopero attraverso differenti modi di protesta – così da rendere aperto lo spazio di partecipazione a tutte/i anche per coloro che non possono prendersi un giorno libero.
LA CRIMINALIZZAZIONE UCCIDE Criminalizzazione significa affrontare la violenza sul lavoro – da parte dei clienti, dei partner, dei capi e dei poliziotti, che sanno che non possiamo chiedere aiuto a nessuna giustizia. Lavorare nel sex work significa non poter accedere a servizi fondamentali o poter lavorare insieme per proteggerci. Le donne trans nel sex work, le migranti e le lavoratrici nere vivono molto più forte questa violenza. Il sistema attuale viola la nostra dignità e i nostri diritti lavorativi basilari. Perpetua il controllo degli uomini e dei governi sui nostri corpi.
LA NOSTRA LOTTA È INTERSEZIONALE
La criminalizzazione è collegata al sistema classista e razzista che divide le donne categorizzandole in Vergini sacre o Puttane cattive. Ma bisogna avere chiaro che queste leggi mantengono il potere maschile non solo sui corpi delle sex worker, ma sui corpi di tutte le donne. Questo sistema di rete del potere maschile e violenza tratta le donne come se fossero a sua disposizione. Significa che la maggior parte delle donne non viene creduta quando parla di violenza sessuale – che sia a lavoro o nelle relazioni. Non si possono semplicemente offrire briciole per l’uguaglianza a poche donne. Fino a quando non riconosciamo che lo sfruttamento e l’oppressione riguarda tutte le donne, nessuna di noi sarà libera.
NON ABBIAMO BISOGNO DI ESSERE SALVATE La criminalizzazione non è la soluzione a questo problema. Scioperiamo contro l’idea dannosa che il sesso a pagamento debba essere criminalizzato per proteggere e salvare le donne. I tentativi molteplici di criminalizzare i clienti del lavoro sessuale hanno portato le donne delle classi meno abbienti, donne nere e migranti che guadagnano meno, a essere maggiormente criminalizzate e spesso portate nei CIE o deportate. Chiamiamo tutte le donne a lottare contro le condizioni in cui dobbiamo vivere, contro lo sfruttamento e l’oppressione delle leggi che criminalizzano i nostri corpi e il nostro lavoro. Necessitiamo questo SCIOPERO contro il sistema che divide il nostro lavoro quotidiano tra ciò che “naturalmente” spetta alle donne (e che pertanto non dovrebbe essere pagato) e ciò che spetta agli uomini (in cui dovremmo presumibilmente essere grate e pagate meno per averlo fatto).
ADESSO BASTA! La decriminalizzazione significa che potremmo auto-organizzarci collettivamente e apertamente, stando attente/i alla nostra sicurezza mantenendo condizioni lavorative dignitose. Dobbiamo combattere la violenza e lo stigma che viviamo quotidianamente facendo sentire le nostre voci, unite sotto l’ombrello (rosso) dei diritti lavorativi e dei diritti umani. Non abbiamo bisogno di altre leggi repressive. Chiediamo la libertà, la fine della violenza e dello sfruttamento. Ci uniamo alle lavoratrici di tutto il mondo nella lotta contro ogni genere di sessismo, economica e contro ogni forma di razzismo. https://strike4decrim.org/