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Una STELLA POLARE contro la tratta e il grave sfruttamento


Progetto del Comitato per i Diritti Civili delle Prostitute onlus per l’integrazione sociale e l’inserimento socio-lavorativo delle donne CIS e delle donne transessuali vittime di tratta e sfruttamento.

Dopo il crollo dell’ex Unione Sovietica e la conseguente crisi sociale, le strade italiane si popolano di donne sottoposte a forme di sfruttamento radicalmente nuove, caratterizzate da un controllo pressante, un completo assoggettamento e una vera e propria riduzione in schiavitù. Per il Comitato, questo è un punto di svolta: diventa necessario ampliare lo sguardo verso i diritti delle donne migranti.

Nel 2000, Carla Corso e Pia Covre portano questa visione a Trieste dando vita a Stella Polare, progetto di accoglienza contro la tratta e il grave sfruttamento, che traccia una rotta nella lotta alla tratta in Italia, diventando modello per altre realtà. A Trieste trovano un terreno fertile: la città è ancora permeata dalla stagione basagliana, con servizi territoriali disponibili a pratiche di presa in carico innovative. Grazie al supporto di Franco Rotelli e Assunta Signorelli, due psichiatri allievi di Basaglia, vengono attivate alleanze con l’Azienda Sanitaria Locale e il Comune di Trieste. Al contempo si lavora alla sensibilizzazione dei servizi e associazioni del territorio, rendendo più efficaci gli interventi di protezione e prevenzione.

Si instaura anche una relazione con l’ufficio legislativo del neonato Dipartimento delle Pari Opportunità, contribuendo alla nascita dell’articolo 18 del Testo Unico sull’Immigrazione (Dlgs 286/98). Questa norma, a distanza di oltre vent’anni, resta unica in Europa ed esempio per gli altri Paesi, poiché tutela le vittime di tratta istituendo un permesso di soggiorno specifico senza l’obbligo di denuncia: lo status di vittima non è più un marchio di debolezza, ma una garanzia di protezione, tutela dei diritti e possibilità di una vita dignitosa. Offrire le opportunità che i programmi di protezione sociale ex art. 18 T.U. d.lgs. 286/1998 e ex art 13 legge 228/ 2003 propongono significa restituire la capacità decisionale a persone a cui è stata negata ogni autonomia, vittime di un inganno ordito sfruttando la miseria e la disperazione di chi scappa da situazioni senza futuro, dalla guerra o da condizioni di totale indigenza.

Il lavoro portato avanti da Carla Corso e Pia Covre del CDCP Onlus pone al centro la persona e la salvaguardia dei suoi diritti, difendendone l’emancipazione attraverso il passaggio da clandestina e vittima a cittadina a pieno titolo della società italiana. Punto fermo dell’operato del progetto è l’uscita dall’illegalità e dallo sfruttamento e la messa al bando di emarginazione e soprusi, tralasciando missioni di redenzione o condanne alla prostituzione qualora essa sia scelta e libera da costrizioni e soprusi da parte di terzi.

Il diritto alla libertà da ogni sfruttamento resta il punto cardine del progetto Stella Polare.

L’indipendenza e autonomia lavorativa, abitativa e sociale l’obiettivo finale.

Nel 2016, con l’adozione del Piano Nazionale Anti Tratta da parte del Dipartimento delle Pari Opportunità, finanziatore principale dei progetti anti tratta sin dal principio, è avvenuta la tanto richiesta riorganizzazione del sistema anti tratta a livello nazionale con la conseguente erogazione di bandi per la realizzazione del  ‘Programma Unico di emersione, assistenza e inclusione sociale’ della durata complessiva di 18 mesi, prorogabili fino a 24 mesi. L’attuale rete regionale ‘il FVG in rete contro la tratta’ è quindi composta dal Comitato per i Diritti Civili delle Prostitute a Trieste, dal Centro Caritas dell’Arcidiocesi di Udine e la Nuovi Vicini onlus di Pordenone. L’ente proponente è la Regione Friuli Venezia Giulia.

L’800290290 è un numero telefonico da chiamare gratuitamente in modo anonimo ed è attivo 24 ore su 24. Il servizio è stato istituito dal dipartimento per le Pari Opportunità nel 2000, nell’ambito degli interventi in favore delle vittime di tratta previsti dall’art.18 del Decreto Legislativo 286/98. Al numero nazionale si possono rivolgere sia le potenziali vittime di tratta e sfruttamento per chiedere aiuto, sia privati cittadini, forze dell’ordine, rappresentanti di enti pubblici o privati e membri delle associazioni di categoria del mondo del lavoro che sono a conoscenza di casi di sfruttamento e abusi o che desiderano segnalare o avere informazioni su tali tematiche.

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