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giovedì 14 agosto 2008 |
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"In cella perché straniera"
La denuncia di due ragazze sudamericane maltrattate da un poliziotto a Roma
Una fermata e poi rilasciata: erano sedute sugli scalini di una chiesa
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giovedì 14 agosto 2008 |
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Indignación en Italia por el maltrato a una extranjera detenida
Una prostituta nigeriana yacía cubierta de suciedad en el suelo de una comisaría LAURA LUCCHINI - Milán - 14/08/2008 La imagen del cuerpo semidesnudo de una joven prostituta africana, sucio y abandonado en el suelo de una celda del cuartel de policía de Parma (en el norte de Italia) ha conmocionado al país. Desde que el diario La Repubblica publicó el martes en su edición digital esta fotografía dramática, representantes políticos y asociaciones de derechos humanos han denunciado las medidas adoptadas por el Gobierno de Silvio Berlusconi para aumentar la seguridad y el decoro de las ciudades.
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giovedì 14 agosto 2008 |
Le président du Sénat italien a réclamé mercredi des explications à la police après la publication de la photo d'une prostituée nigériane allongée à moitié nue à même le sol dans une cellule, appelant au
respect des droits "inviolables" de la personne."Cette photographie dramatique risque de transmettre une image de notre pays différente de ce qu'il est en réalité et de ce qui est fait pour protéger l'ordre public tout en respectant les droits inviolables de la personne", écrit le président du Sénat, Renato Schifani, plus haut responsable de l'Etat après le
président de la République.La photo prise après un coup de filet policier dans le milieu des prostituées à Parme (nord) montre une jeune femme à moitié nue, allongée à même le sol de la cellule d'un commissariat et le corps couvert de ce qui semble être de la poussière."Qui entend adopter le principe de la tolérance zéro peut le faire mais sans jamais se soustraire au respect de la dignité et à celui de la vie privée de la personne", a ajouté M. Schifani.La Repubblica qui a publié la photographie affirme mercredi avoir reçu sur son mail une centaine de messages de solidarité envers la jeune femme. "La photo a été prise par notre photographe au commissariat municipal. Il avait été invité, comme d'autres journalistes, à suivre l'opération de la police contre les prostituées", a précisé à l'AFP la rédaction du quotidien à Parme.Selon le conseiller municipal chargé de la Sécurité à Parme, cité par La Repubblica, la jeune femme n'a été en aucun cas maltraitée et n'a même "jamais été aussi bien traitée de sa vie".La prostituée qui a violemment réagi à son arrestation "s'est ensuite endormie" dans la cellule, selon ce conseiller, Costantino Monteverdi.Une fois réveillée, les policiers lui ont "offert un café et proposé d'intégrer un programme de réhabilitation", a-t-il assuré. L'Italie avait été montrée du doigt en juillet par plusieurs quotidiens européens qui avaient publié la photo des corps de deux jeunes Tziganes mortes noyées sur une plage, à côté de vacanciers indifférents. http://www.rtlinfo.be/rtl/news/article/159342/--La+photo+dune+prostituée+dévêtue+dans+une+cellule+choque+lItalie
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giovedì 14 agosto 2008 |
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Dopo un susseguirsi di notizie sulle nuove e vecchie misure messe in atto dai Sindaci per contrastare la prostituzione, lo scatto di un fotografo invitato ad assistere ad una retata organizzata dai Vigili Urbani di Parma, ha mostrato come possono essere trattate le prostitute in questo Paese.Per chi pensa che si è trattato di un episodio unico vorrei ricordare il video dei TG Rai che abbiamo visto lo scorso mese di maggio su una retata fatta a Roma, dove le FO assistevano all’inseguimento e al trascinamento di una transex da parte di uomini con le teste rasate e successivamente la prendevano in “custodia”.Da anni diciamo che l’atteggiamento delle forze di polizia non è tale da far sentire le lucciole fiduciose nei loro confronti. E se le cose stanno così ci sarà pure una ragione. Le Forze dell’Ordine sono spesso arroganti, minacciose e a volte brutali verso le lucciole. Alcuni abusano del potere e si comportano in maniera prepotente e provocatoriamente violenta, umiliando le loro vittime anche con parole insultanti.Il caso di Parma non è certamente unico, unica è la circostanza per cui un assessore/sceriffo pieno di vanagloria ha fatto uno scivolone mediatico.
Qui sotto si possono leggere il susseguirsi delle conseguenze grazie alla pubblicazione di La Repubblica.it e al fotografo Mario Robusti
http://parma.repubblica.it/dettaglio/Prostituzione-dopo-il-blitz-la-rabbia:-Quella-foto-e-una-vergogna/1500460
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martedì 12 agosto 2008 |
Ranieri Salvadorini di Repubblica.it
Gli esperti delle unità di strada: "Se associazioni e polizia collaborano, ottimi risultati"
Gli operatori insistono: "Le multe sono inutili, essenziale formare le forze dell'ordine"
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giovedì 07 agosto 2008 |
di VLADIMIRO POLCHI
La storica leader delle prostitute Carla Corso: che c'entriamo con la
sicurezza?
Luxuria: "Le lavoratrici del sesso sono vittime della violenza"
Multe ai clienti, il no delle lucciole
"Basta, non siamo criminali"
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giovedì 07 agosto 2008 |
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di Nicoletta Poidimani
Aveva tredici anni, Preziosa, quando scese in strada per la prima volta nel
piccolo paese brasiliano di provincia in cui abitava. Per lei, penultima di
sei fratelli, era prioritario aiutare economicamente la madre e già da tempo
aveva rinunciato alla scuola per fare piccoli lavoretti - come aiutare a
portare la spesa - con cui si procurava pochi spiccioli. Ma in quel periodo
la situazione economica della famiglia si era aggravata, e così decise di
prostituirsi. Il primo che si fermò era il direttore del carcere locale che,
vedendola così giovane, le diede dei soldi e la riaccompagnò a casa, senza
chiedere in cambio alcuna prestazione sessuale. Tre anni più tardi costui
sarebbe diventato uno dei suoi clienti fissi, mi racconta ridendo mentre
sciorina la lista dei "pezzi grossi" che, presentandosi perfino a volto
coperto per evitare lo "scandalo", erano suoi clienti in Brasile. Fino ad
arrivare al ricco architetto che fu il suo primo cliente italiano quando, un
anno fa, era approdata su una strada del Nord Italia per raccogliere, in
pochi mesi, i soldi necessari alla famiglia e alle sue operazioni
chirurgiche. «Sei nuova qui?», le aveva chiesto l'uomo di mezza età che
conosceva bene le altre brasiliane in quella via; Preziosa rispose con le
poche parole imparate per lavorare in Italia e cominciò la sua esperienza in
questo paese.
«Clienti gentili, gli italiani, e ti danno tanti soldi», così le era stato
presentato questo Eldorado della prostituzione trans, ma non sapeva che
molti di questi clienti che di notte son "gentili" e strisciano ai tuoi
piedi, la mattina sono pronti a fare i moralisti contro la prostituzione e a
cavalcare le peggiori ondate razziste e securitarie. Non le avevano neppure
detto che alla fine degli anni '90, con la legge Turco-Napolitano, in Italia
erano stati costruiti dei simil-lager dove vengono deportate le persone
migranti sprovviste di permesso di soggiorno, né che in Italia stava
cominciando la caccia alle trans e alle prostitute immigrate. Lo avrebbe
scoperto lei stessa tra un controllo poliziesco e l'altro. Qualche amica
l'aveva avvisata dell'esistenza del cpt di via Corelli a Milano: «Quando
passerai dalla fabbrica con la scritta (***) sarà perché ti stanno portando
là». E una sera del giugno scorso, dopo l'ennesimo controllo in questura,
una poliziotta l'aveva fatta salire su una macchina, senza dirle quale fosse
la destinazione. Vide la fabbrica con quella scritta e capì; poco dopo,
facendola scendere dalla macchina, la stessa poliziotta le disse
ironicamente «Benvenuta in Corelli!».
Comincia così la vera odissea di Preziosa, ventottenne, rinchiusa nel cpt
(oggi "cie") milanese insieme ad altre 24 migranti trans. Una notte sua
madre la sogna rinchiusa in un "brutto posto", la chiama e Preziosa cerca di
rassicurarla «Sono qui con le mie amiche». Dopo qualche notte, la madre la
sogna circondata da camici bianchi e si spaventa. Preziosa cerca ancora di
rassicurarla ma poi le racconta la verità: la sera prima è stata picchiata a
sangue dai poliziotti di guardia e solo grazie alla insistente
determinazione delle altre trans recluse a tarda ora viene portata in un
pronto soccorso. Il resto è cronaca che conosciamo: la notte stessa del
pestaggio, il 10 luglio, il Comitato antirazzista fa un presidio fuori dal
cpt; il giorno successivo lei e un'amica vengono convocate nell'ufficio
immigrazione del cpt, dove l'ispettore che la notte precedente ha assistito
al pestaggio si scusa e comunica loro l'immediata scarcerazione, consegnando
un decreto di espulsione dall'Italia.
Entro cinque giorni se ne devono andare e così questa ennesima violenza
passerà impunita. Ma Preziosa non si scoraggia e decide di portare fino in
fondo la battaglia per le violenze subite. Torna a farsi refertare al pronto
soccorso, accompagnata da attiviste del Comitato antirazzista. Gli effetti
delle violenze sono evidenti: calci, pugni e manganellate sulla testa e su
tutto il corpo hanno lasciato dei segni inequivocabili (ancora oggi fatica a
respirare per una manganellata particolarmente violenta sulla schiena). Il
dolore è forte e altrettanto forte è la sua determinazione: Preziosa decide
di denunciare le ingiurie razziste, gli abusi e le violenze subite,
l'omissione di soccorso da parte del personale della Croce Rossa che,
presente quella notte, si era rifiutato di chiamare un'ambulanza fino a che
la protesta contro le violenze si era allargata a tutto il cpt ed era emersa
all'esterno.
Nonostante il clima vacanziero, per questa denuncia è stata accettata la
procedura d'urgenza ed è stato nominato un Pm. Chissà se a Preziosa
concederanno il permesso di soggiorno "per motivi di giustizia"S
Intanto è stato approvato il "decreto sicurezza" e a Milano, come altrove,
sono arrivati i militari. Di questi, ottanta sono destinati al cpt di
Corelli. Tutto fa presumere che violenze ed abusi si moltiplicheranno, sulle
strade e nei cpt.
A fine giugno Alemanno chiede la costruzione di un nuovo cpt per il Lazio,
con una apposita sezione per le trans. Un mese prima i tg avevano trasmesso
le raccapriccianti immagini della "caccia alle trans" da parte dei residenti
del Prenestino coadiuvati da alcune teste rasate e con la polizia
compiacente. «Non sono un animale!» continuava ad urlare una di queste trans
mentre la trascinavano brutalmente nella macchina della polizia. Il suo urlo
sarà l'urlo di tante altre donne e trans che si prostituiscono tanto più ora
che, a partire dall'iniziativa del Questore di Rimini, anche le prostitute
verranno fatte rientrare nella categoria dei "soggetti pericolosi" quindi
passibili di repressione ed espulsione.
Viviamo davvero nel paese dei paradossi e dell'ipocrisia: sono ben noti i
dati secondo cui 9 milioni di italiani sarebbero clienti di prostitute ed è
risaputo che la militarizzazione dei territori ha sempre portato con sé un
forte incremento della prostituzione - e degli stupri, come i "nostri
ragazzi" in Somalia e altrove hanno dimostrato.
Chiedo a Pia Covre, attivista storica per i diritti delle prostitute, cosa
intendano fare le associazioni che lavorano sulla prostituzione di fronte a
questi inquietanti scenari di negazione totale dei diritti umani.
«La nostra associazione - mi risponde - ha già chiesto ufficialmente un
incontro al ministro per le Pari opportunità ma la mancanza di una risposta
ci fa chiaramente intendere che non c'è la volontà di dialogare da parte di
rappresentanti del governo. Anche le associazioni laiche e cattoliche che
fanno parte della rete dei progetti sulla prostituzione hanno chiesto un
incontro collettivo e per ora non si è arrivati più in là del capo
gabinetto».
Un documento comune delle associazioni sarà presentato presto ai ministri
ma, aggiunge Pia, «siamo tutti preoccupati per come si stanno muovendo sulla
prostituzione e sulla tratta, fenomeni che coinvolgono un gran numero di
persone straniere anche minori; interventi repressivi che vanno a colpire
nel mucchio e che inevitabilmente colpiscono i soggetti più deboli non
possono essere la soluzione a eventuali problemi di "degrado urbano". Trovo
preoccupante che il governo abbia dato carta bianca ai sindaci con il
decreto sicurezza e questi ora spadroneggino nelle città; di fatto si stanno
tutti muovendo a raccogliere soldi con le multe ai clienti per compensare la
perdita dell'Ici. Le contraddizioni nella pratica politica sono enormi,
tanto da dichiarare che si vuol lottare contro i trafficanti e criminali e
poi si sbattono al cpt ragazze/i che sono le vittime dei criminali e si
cerca di rimpatriarle velocementeS questa è la lotta contro i deboli e gli
indifesi. Mai viste simili cose in un paese che ha la pretesa di definirsi
cristiano; o forse sì: le abbiamo viste quando si attaccavano gli ebrei con
le leggi razziali».
Sul da farsi, Pia ha le idee chiare: «Credo che ci si debba mobilitare
prestissimo perché già le leggi speciali e le decretazioni delle emergenze
stanno riducendo inesorabilmente gli spazi di libertà ma anche di
contestazione. Dobbiamo raccogliere quante più testimonianze possiamo
riguardo alle violazioni dei diritti umani, ai maltrattamenti ecc.; insomma,
una lista degli orribili avvenimenti che renda pubblico ciò che non sempre
possiamo leggere sulla stampa. Sono convinta che molti si indigneranno anche
fra chi ha creduto di scegliere per un cambiamento positivo, ma soprattutto
penso che ci siano molte persone sensibili al razzismo e alle
discriminazioni anche fra chi ha votato per quelle forze politiche che ora
dovrebbero fare l'opposizione in Parlamento e che non solo non dicono nulla
ma fanno anche le stesse identiche cose del governo nelle proprie
amministrazioni».
Leila Daianis, responsabile del circolo Libellula Arcitrans di Roma, sta
cercando di far muovere sulla vicenda di Preziosa le rappresentanze
diplomatiche del Brasile in Italia e sulle attuali condizioni di vita delle
trans latinoamericane immigrate osserva, con amarezza: «Quello che sta
succedendo negli ultimi anni in Italia è gravissimo; nei miei trent'anni di
esperienza in campo socio-umanitario non ho mai visto una simile violenza
indiscriminata verso le persone straniere. E il capro espiatorio sono sempre
le persone che si prostituiscono - soprattutto le transessuali, che portano
con sé una storia di violenza che inizia nei primi anni di vita e sembra,
per molte, non finire più. Una buona parte delle persone che si
prostituiscono e che non sono regolari con il permesso di soggiorno sono
vittime di estorsioni o di sfruttamento della prostituzione da parte di
altri connazionali, che normalmente sono in regola e molte volte sono anche
proprietari di negozi e appartamenti. Purtroppo l'Italia è il paese del "si
sa che esiste ma non si dice". Cosa ci si può aspettare da uno Stato in cui
i politici non pensano altro che agli interessi personali? Quando è stata
approvata la Bossi-Fini sapevamo che era solo l'inizio di una forma
mascherata di deportazioni di massa. Non possiamo permettere che questo
avvenga in un paese civile. Dobbiamo mobilitarci non solo con le
manifestazioni ma anche con seminari, perché gli operatori sociali devono
capire qualcosa sulle persone trans. Solo così possiamo credere in una
società più giusta e civile».
Gli appelli di Pia Covre e Leila Daianis invitano alla mobilitazione in
varie forme per rompere il muro dell'indifferenza e contrastare l'affermarsi
di un modello autoritario ed escludente di società celato dietro la formula
magica della "sicurezza". Contro questo modello che produce
criminalizzazione e de-umanizzazione troveremo almeno una briciola del
coraggio di Preziosa o continueremo a far finta di nulla?
da LIBERAZIONE
07/08/2008
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giovedì 07 agosto 2008 |
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Un fabbricante chinese di préservativi, Elasun, ha deciso di approfittare della presenza dei Giochi olimpici a Pechino per lanciare una campagna pubblicitaria molto sportiva. Nei messaggi visivi degli atleti stilizzati usano i preservativi in sintonia con la propria disciplina: come ruote di bicicletta, vélo, di cesto da pallacanestro, di bersaglio nel tiro con l'arco o di attrazzo ginnico. La vesione con nervature del profilattico raffigura addirittura l'acqua in movimento in una piscina. Il tutto è accompagnato da slogan in un ingleseapprossimativo: «Sports make you health».
Queste pubblicità sono indirizzate al grande pubblico, certo, ma nche agli stessi atleti in gara, le serate al Villaggio olimpico sono ben note per essere molto "animate".
Così, a Atene nel 2004 circa 130.000 preservativi furono messi graziosamente a disposizione di sportivi ed organizzatori. Quattro anni fa, a Sydney, ogni competitore si era visto recapitare all'arrivo 51 profilattici. Ma una volta esaurite le riserve, altri 20.000 dovettero essere distribuiti nel Villaggio olimpico.
A Pechino, per il momento, gli organizzatori hanno solo previsto che gli atleti possano acquistare se lo richiedono per iscritto, delle riviste porno....etero, ovviamente.
Photo: DR.
Copyright tetu.com
par Myrtille Rambion Info du 5 aout 2008
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Postato da AMg su OMOdiario il 8/07/2008 03:23:00 PM
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giovedì 07 agosto 2008 |
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ELENA REYNAGA, dell’Associazione MUJERES MERETRICES DE ARGENTINA
Una argentina ha difeso le/i sex workers. Dieci mila persone le hanno riservato un’ovazione nel più grande incontro mondiale sul HIV/sida.
http://www.clarin.com/diario/2008/08/07/sociedad/s-01731828.htm
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mercoledì 06 agosto 2008 |
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Le notizie che stanno arrivando quotidianamente sul versante della prostituzione non possono che creare un grande allarme e una terribile sensazione di insicurezza.Riceviamo moltissime mail e telefonate da clienti e sex workers che sono preoccupati per le misure che i sindaci intendono avviare con decreti e delibere.La prima preoccupazione è quella delle molte persone che vivono con l'unica risorsa che hanno: il proprio corpo e la disponibilità di usarlo per offrire servizi sessuali in cambio dei mezzi per vivere.Ci viene chiesto dove sarà possibile lavorare, e perché si continuano a chiudere gli appartamenti alle colleghe che lavorano in casa mettendole sulla strada, quando si vuole liberare le strade e si aumenta la repressione. Ci chiedono come faranno a mangiare e pagare l'affitto?
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mercoledì 06 agosto 2008 |
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Roma, 5 ago. (Adnkronos) - "La Conferenza Stato-Citta' ha portato all'approvazione di alcuni provvedimenti tra cui il decreto che da' attuazione al pacchetto sicurezza individuando i termini di incolumita' pubblica e sicurezza urbana e affidando nuovi poteri ai sindaci". Lo ha annunciato il ministro dell'Interno Roberto Maroni nel corso di una conferenza stampa che si e' svolta presso il Viminale. Secondo il decreto legge, "il sindaco interviene per prevenire e contrastare le situazioni urbane di degrado o di isolamento che favoriscono l'insorgere di fenomeni criminosi, quali lo spaccio di stupefacenti, lo sfruttamento della prostituzione, l'accattonaggio con impiego di minori e disabili e i fenomeni di violenza legati anche all'abuso di alcool". Il sindaco puo' inoltre intervenire per prevenire e contrastare situazioni come "il danneggiamento al patrimonio pubblico e privato o che ne impediscono la fruibilita' e determinano lo scadimento della qualita' urbana; l'incuria, il degrado e l'occupazione abusiva di immobili". E ancora, "le situazioni che costituiscono intralcio alla pubblica viabilita' e che alterano il decoro urbano, in particolare quelle di abusivismo commerciale e di illecita occupazione di suolo pubblico; i comportamenti che come la prostituzione su strada o l'accattonaggio molesto possono offendere la pubblica decenza". "Ci aspettiamo idee creative dai sindaci", ha precisato Maroni.
(Laf/Ct/Adnkronos)
05-AGO-08 13:49
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mercoledì 06 agosto 2008 |
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Il Governo ha deciso oggi di aprire un’inchiesta amministrativa sul poliziotto indagato a margine dell’inchiesta sul Corona
Il Consiglio di Stato ha deciso oggi di aprire un’inchiesta amministrativa sul Commissario della Sezione reati finanziari, indagato a margine dell’inchiesta sul Corona di Noranco. Si tratta di un atto formale che il Governo ha compiuto dopo l’interrogatorio del poliziotto da parte del Procuratore Pubblico Mario Branda. Il magistrato ha profilato i reati di abuso di autorità e infrazione alla legge sulla dimora degli stranieri ma non ha per ora promosso l’accusa nei confronti del commissario che resta quindi un semplice indiziato.
I guai per lui poterebbero essere legati da una parte alla sua lunga amicizia con il dipendente del Corona finito in carcere insieme al gerente per promovimento della prostituzione, dall’altra alle sue frequentazioni del locale a luci rosse. Ma il punto centrale sarà stabilire se il commissario ha infranto la legge sulla dimora degli stranieri ospitando per qualche tempo a casa sua una ragazza che lavorava al Corona, ragazza con la quale aveva allacciato un rapporto sentimentale. In particolare sarà importante accertare da quanto tempo la donna soggiornava in Ticino come turista.
Questa la nota con la quale il Governo nel pomeriggio ha confermato la notizia da noi anticipata stamane. "Il Consiglio di Stato ha deciso questa mattina di avviare un’inchiesta disciplinare – amministrativa nei confronti del Commissario aggiunto della Polizia cantonale nei cui confronti è stata avviata un’inchiesta penale da parte del Ministero Pubblico. L’inchiesta è affidata alla Sezione delle Risorse Umane (SRU) e diventerà operativa non appena sarà dato ad essa accesso all’incarto del Ministero Pubblico. Tenuto conto degli elementi a disposizione dell’autorità amministrativa e dello stato della procedura penale non si è proceduto alla sospensione dalla funzione".
08.07.08
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mercoledì 06 agosto 2008 |
| 2008-08-05 17:13 |
di Roberto Caracciolo
BERLINO - Da piccola sognava di diventare scrittrice, ma quando giunse il momento di andare all'università i soldi non bastavano mai e per mantenersi durante gli studi a Berlino decise di prostituirsi part-time: oggi, all'età di 25 anni, una giovane ragazza italiana racconta le sue esperienze di vita in un libro appena uscito in Germania.
Sonia Rossi, questo il nome della donna, arrivò nella capitale cinque anni fa da un piccolo paese in Italia. All'inizio non conosceva nessuno, scrive oggi la stampa tedesca, e per sbarcare il lunario cominciò a lavorare come cameriera nei ristoranti della città, con l'obiettivo di iscriversi alla facoltà matematica dell'Università Humbolt. Ma i soldi guadagnati ai tavoli erano sufficienti a malapena a pagare l'affitto e Sonia non era abituata a fare sacrifici: a casa, dai genitori, non era mai mancato niente, racconta al tabloid tedesco BZ. Quindi, studentessa durante il giorno e prostituta part-time di notte: una vita che è durata tre anni, il tempo di finire gli studi. Il titolo delle sue memorie è alquanto eloquente: 'Fucking Berlin' (Fottendo Berlino), edito da Ullstein (265 pagine, 8,95 euro). "Odiavo essere perennemente al verde - spiega al quotidiano popolare -. Da bambina non mi mancava niente, non sono abituata a risparmiare".
La via della prostituzione, presa in modo del tutto autonomo -sottolinea - è arrivata prima attraverso un lavoro come spogliarellista online e poi come massaggiatrice in un centro di estetica della capitale. In Germania la prostituzione è legale se le donne lavorano senza sfruttatori, pagando le tasse e versando l'Iva. Sonia lavorava in un bordello della capitale e nel libro ricorda tra l'altro che le sue colleghe erano soprattutto giovani mamme single che al mattino lasciavano i figli all'asilo nido per prostituirsi durante il giorno. "Alcuni bordelli offrono esclusivamente i servizi di studentesse", spiega Marion Detlefs, del sindacato delle prostitute di Berlino, al quotidiano Berliner Kurier.
Nella capitale, secondo le stime, fino a 8.000 signore si dedicano al mestiere più antico del mondo, con un fatturato annuo di circa 300 milioni di euro. E dall'inizio di quest'anno un nuovo regolamento ha reso obbligatoria anche la cassetta di pronto soccorso, oltre a sapone e preservativi, tra i requisiti necessari per ogni abitazione adibita a bordello Oggi Sonia ha un figlio di due anni e se dovesse tornare indietro rifarebbe esattamente la stessa cosa: "Questo è un lavoro molto lucrativo per qualsiasi donna capace di superare le proprie inibizioni", spiega al Berliner Kurier.
A volte si guadagnava 30 euro a notte, a volte 200, e in tre anni di lavoro le storie da raccontare non mancano. Come quella volta in cui un padre di famiglia, mentre la moglie parcheggiava l'auto in strada, è salito nell'appartamento-bordello per una "sveltina" da 30 euro. O quando il proprietario di una galleria d'arte di New York si innamorò di una sua collega. O, ancora, quando un pensionato che di tanto in tanto visitava il bordello - ma solo per "palpare" con un sottofondo di musica jazz e un bicchiere di vino rosso - fu colpito da un infarto. In quell'occasione, ricorda Sonia, un intero gruppo di squillo fece i turni per fargli compagnia in ospedale. |
ANSA Roma .it
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mercoledì 06 agosto 2008 |
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Rimini | 5 agosto 2008
Le prostitute? Soggetti pericolosi. Filippo Berselli, presidente della commissione Giustizia in Senato, propone di applicare a tutto il terrotorio nazionale la norma anti-lucciole, che assimila le prostitute ai "soggetti peicolosi", già attiva a Rimini, attraverso una circolare del ministero dell'Interno."Sarà di fatto
una disposizione ai questori - sottolinea il senatore Pdl -affinché valutino ciò che ha fatto il questore di Rimini per applicarlo poi sul proprio territorio".
Berselli ha avuto oggi una conversazione telefonica col ministro dell'Interno, Maroni, sulla questione. Ho spiegato a Maroni - afferma Berselli- che cosa ha fatto il questore di Rimini e lui mi è sembrato molto interessato. Mi ha assicurato che avrebbe parlato direttamente con questo questore per capire meglio i dettagli della vicenda. Ma sulla possibilità di poter rimpatriare le prostitute straniere, applicando la norma che gia' esiste", ha assicurato Berselli, "il Ministro mi è sembrato molto attento e interessato".
Il precedente
Tutto ha inizio a Rimini, dove il questore, Antonio Pezzano, ha ripescato una sentenza della Cassazione di dodici anni fa, e ha deciso che le lucciole sono «soggetti pericolosi» e in quanto tali debbano essere spediti al mittente, ovvero al Paese d'origine, col foglio di via. Una misura che colpisce in particolare le prostitute straniere. Oggi il senatore Berselli, confortato dall'iniziativa del questore, ha chiesto proprio a Maroni una circolare ad hoc. «Per evitare un'applicazione della normativa a macchia di leopardo, sarebbe bene che intervenisse una circolare del Viminale. Poi, evidentemente, spetterà ad ogni questore valutare la situazione, ma, forti dei risultati raggiunti a Rimini, dove la prostituzione si è dimezzata soltanto nel giro di un mese, confido che verrà applicata, in breve, a livello nazionale».
RaiNews24 - Italy
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mercoledì 30 luglio 2008 |
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Due anziane signore inglesi ispezionano le case di tolleranza. «Il Paradiso è in Nuova Zelanda»
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martedì 29 luglio 2008 |
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Lo sfogo di Adelina, ex schiava del sesso. "Non è un emergenza rifiuti, va sconfitto il racket"
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martedì 29 luglio 2008 |
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Ad un mese dall'ordinanza con cui, in modo il più possibile pubblico ed esplicito, aveva dato un chiaro "stop" alla prostituzione sulle strade del suo Comune, Piergiulio Gelosa si ritiene soddisfatto. Contattato da Varesenews per un bilancio di questi primi trenta giorni dall'ordinanza con cui aveva proibito l'esercizio della prostituzione di strada per ragioni di decoro e pubblica sicurezza, il primo cittadino di Lonate Pozzolo si compiace di poter rispondere che il fenomeno «appare quasi debellato in confronto a prima, non se ne vedono in giro quasi più». Si era arrivati, ricorda, ad avere fino a venti ragazze attive sul territorio, con una situazione a tratti obiettivamente invivibile e scene non edificanti in bella vista anche di minori. «Non per una forma di moralismo comunque arrivammo al provvedimento» ribadisce ancora una volta «ma perchè si era venuto a turbare in modo grave un equilibrio e un quieto vivere della comunità che rappresento. E c'erano seri pericoli anche per la circolazione stradale, con la clientela che arrivava da fuori a frotte e si fermava, magari di colpo, lungo strade battute da traffico intenso e veloce». Come la 527 bustese, o la provinciale per Malpensa.
Gelosa tiene a precisare, rispondendo al tono della lettera inviataci da Adelina, ex schiava del sesso liberata dalle forze dell'ordine, e oggi in prima linea nel denunciare il racket e difendere le ragazze, che il suo provvedimento con tanto di sanzioni penali per i trasgressori era e rimane rivolto «tanto contro i clienti quanto contro chi offre sesso a pagamento lungo le strade e o in prossimità delle medesime». Nessun accanimento, dunque, contro le sole ragazze, in maggior parte giovani rumene (Adelina è invece albanese ndr). «Nemmeno per un istante ho pensato di ridurre queste giovani a un problema-spazzatura» ribatte Gelosa quasi indignato, «semmai rilevo che nella lettera le si indica come vittime di un traffico», punto su cui il sindaco ha qualche perplessità. Ed ecco perchè: «Per quella che è la nostra esperienza posso solo dire che l'aggressività, l'arroganza, la volgarità e talvolta la violenza verbale rivolte alle forze dell'ordine non sembravano tipici di persone costrette in schiavitù, picchiate, abusate e vigilate a vista da sfruttatori che portano loro via ogni cosa. Dirò di più: queste persone si ritrovavano spesso a mangiare in alcuni luoghi particolari (vicino a distributori ndr), e che avuto modo di ascoltare le loro chiacchiere e riferirne alle autorità ha sentito dire come il reddito di un giorno di lavoro permettesse ad un'intera famiglia lasciata in patria di campare con un certo agio per una settimana». Saremmo insomma alla libera imprenditoria del sesso, ma siamo nel campo del sentito dire - sarebbe comunque un gran passo avanti rispetto al racket feroce e odioso in cui cadde Adelina oltre dieci anni fa. Quanto alle cifre sulle eventuali denunce penali, «è presto per parlare»: la Polizia locale, in divisa e non, fa e farà i suoi controlli fino al 30 settembre, quando l'ordinanza, assunta di fronte ad una emergenza e dopo non poche questioni legali con il Tar, andrà a scadere. Il pacchetto sicurezza? «Valuteremo quali strumenti ulteriori ci potrà offrire» risponde prudente Gelosa. «Il buon risultato ottenuto fin qui, facendo mostra della nostra decisa volontà di non tollerare oltre, è dipeso anche dai cartelli che abbiamo posizionato lungo le strade per illustrare il divieto e le relative sanzioni». C'è da chiedersi se queste abbiano spaventato più le prostitute o i clienti. Forse, è la seconda che abbiamo detto.
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martedì 29 luglio 2008 |
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Il blitz dei carabinieri nelle case del sesso a pagamento: tre arresti e cinque abitazioni tolte ai proprietari
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lunedì 21 luglio 2008 |
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(AGI) - Roma, 17 lug. - Margherita fa l’accompagnatrice e nella sua vita di oculati risparmi ha acquistato una casa dove abita, una macchina di lusso, un garage e un secondo appartamento. L’Agenzia delle Entrate se ne e’ accorta e gli ha mandato una cartella esattoriale in cui si contesta un imponibile di 88mila euro di tasse - per gli anni 2003-2004-2005-, che in caso di conciliazione potrebbero scendere a 42mila. Se Margherita si rifiutasse di pagare e facesse ricorso scatterebbe, come forma di garanzia, l’ipoteca sulla case, il fermo della macchina e un anticipo sul pagamento. Per denunciare questa ‘anomalia’ due senatori radicali, Donatella Poretti e Marco Perduca hanno organizzato una conferenza stampa al Senato per dare voce alle protagoniste di queste vicende e per annunciare un disegno di legge che e’ stato presentato al Senato all’atto di insediamento dei senatori radicali. “Con questa interrogazione - spiega la Poretti - chiediamo al governo, e in particolare al ministero dell’Economia e del Lavoro, di fare chiarezza, perche’ stanno arrivando richieste di accertamento da parte della Agenzia delle Entrate a persone che liberamente e volontariamente hanno deciso di vendere prestazioni sessuali. La domanda - spiega ancora la Poretti - e0questa: come si puo’ fare la dichiarazione dei redditi per una attivita’ che non e’ riconosciuta giuridicamente? Con questo disegno di legge noi chiediamo che a fronte del pagamento elle tasse vi sia il riconoscimento dell’attivita’ svolta dalle prostitute. In caso contrario -continua la Poretti - lo stato sarebbe paragonabile ad uno sfruttatore perche’ ‘esige’ o ‘estorce’ balzelli dai proventi della prostituzione, attivita’ che non riconosce. Noi chiediamo quindi al governo di darci una risposta perche e’ una situazione che potrebbe portare a denunce”. Infatti Pia Covre, presidente del comitato diritti civili delle prostitute, non esita a dichiarare: “Sono pronta a denunciare lo stato per sfruttamento della prostituzione se non si cambia la legge”. “Il ddl - spiega il senatore Marco Perduca - si compone di cinque articoli finalizzati a regolamentare il fenomeno della prostituzione, dando diritto di cittadinanza a tutti coloro che sono coinvolti nel fenomeno. Insomma - conclude se si vuole tassare si deve regolamentare. Altrimenti saremmo di fronte ad un’etica di stato che si ispira, come al solito, a Oltretevere”. E in attesa di una risposta del governo e del parlamento l’accompagnatrice Margherita dovra’ pagare i suoi 42mila euro. (AGI) Lam/Glc
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giovedì 10 luglio 2008 |
Firenze, 9 lug - Prevenire il traffico di persone attraverso forme di cooperazione fra regioni e paesi europei e favorire l'inserimento, sociale e lavorativo, delle vittime della tratta. Questo l'obiettivo del protocollo d'intesa firmato oggi a Bucarest, in Romania, dalla Regione Toscana insieme alle Regioni Piemonte, Calabria, Campania, Emilia Romagna, Lazio, Marche, Sicilia e alle Province autonome di Trento e Bolzano. Gli altri firmatari sono il ministero del lavoro, della famiglia e delle pari opportunita' della Romania, il dipartimento per le pari opportunita' della presidenza del consiglio dei ministri e il ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali italiani. ''Grazie al Fondo sociale europeo - spiega l'assessore toscano all'istruzione, formazione e lavoro Gianfranco Simoncini - e' possibile mettere in campo una serie di interventi che, utilizzando lo strumento della cooperazione transnazionale, aiutino ad estirpare e prevenire il fenomeno, cosi' come previsto dalla carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea, da una serie di atti delle Nazioni Unite e di altri organismi nazionali e internazionali''.
Nell'intesa di Bucarest vengono evidenziate le linee di fondo che serviranno poi per l'attuazione di interventi concreti, che potranno essere finanziati grazie alle misure del Fondo sociale europeo per il periodo 2007-2013. Il Fondo sociale europeo infatti prevede iniziative per l'inclusione sociale delle vittime della tratta e per il loro inserimento nel mercato del lavoro. Fra le iniziative, che potranno essere gestite con il coinvolgimento del governo romeno, scambi di esperienze e informazioni e la promozione di studi comparativi.
Fonte: ASCA
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mercoledì 09 luglio 2008 |
A cinquant'anni dalla legge Merlin, le squillo potrebbero scomparire dai luoghi pubblici. Con sanzioni e possibile arresto anche per i clienti. Mira, infatti, all'«eliminazione della prostituzione di strada» lo schema di disegno di legge dei ministeri dell'Interno e delle Pari opprtunità (firmatari Roberto Maroni e Mara Carfagna) che verrà esaminato venerdì dal Consiglio dei ministri. Si tratta di una versione soft dell'intervento contro le squillo di strada a suo tempo presentato come emendamento al decreto sulla sicurezza da Filippo Berselli e Carlo Vizzini, e poi ritirato su invito del ministero dell'Interno.
Il testo, che in pratica riprende la proposta Prestigiacomo-Fini–Bossi del 2002, si compone di quattro articoli. Il primo modifica la legge Merlin, vietando la prostituzione nei luoghi pubblici (come strade, parchi o aperta campagna) e in quelli aperti al pubblico, ossia frequentabili da chiunque. Le violazioni verranno punite con una sanzione amministrativa da 200 a 3mila euro, che in caso di reiterazione si trasformerà in arresto da 5 a 15 giorni con ammenda da 200 a mille euro. Stesse sanzioni per chi si avvale delle prestazioni delle squillo o le contratta in luoghi pubblici o aperti al pubblico: visto che «la prostituzione deve considerarsi fenomeno di allarme sociale», spiega la relazione al Ddl, «non può ammettersi un distinto trattamento tra chi la eserciti e chi se ne avvalga». Ovviamente non è punibile chi esercita perché costretta con violenza o minacce.
Nel mirino del Ddl anche chi affitta una casa dove ci si prostituisce, ma solo se il canone è superiore a quello di mercato. È previsto l'arresto da due a sei anni e la multa da 250 a 10mila euro. Chi presta assistenza a una squillo senza fini di lucro o profitto, inoltre, non è imputabile di favoreggiamento alla prostituzione.
L'articolo 2 resta in ambito immobiliare per stabilire che i condomini possono chiedere e ottenere provvedimenti d'urgenza contro «turbative create dalla prostituzione» e approvare delibere condominiali anti-squillo.
Nell'articolo 3 è, invece, contenuta la stretta sui clienti delle baby prostitute: per chi compie atti sessuali con un minore tra 14 e 18 anni in cambio di denaro «o altra utilità anche non economica» è prevista la reclusione da sei mesi a tre anni e una multa non inferiore a seimila euro. Sempre l'articolo 3 introduce novità sul rimpatrio assistito, visto che buona parte delle baby prostitute arriva dall'estero: in pratica i minorenni stranieri privi di persone che esercitino la potestà genitoriale in Italia verranno riconsegnati alle autorità nazionali attraverso la proceduta del rimpatrio assistito (articolo 33, comma 2-bis, decreto legislativo 286/98). La semplificazione della procedura è demandata a un regolamento, da adottare entro 60 giorni dall'entrata in vigore della legge.
Infine, l'articolo 4 inasprisce le pene per l'associazione a delinquere finalizzata allo sfruttamento della prostituzione: le sanzioni vengono aumentate fino a due terzi per promotori e organizzatori e da un terzo a metà per gli altri partecipanti all'associazione.
Nel testo non c'è traccia della discussa proposta di Maroni, di dare vita a quartieri a luci rosse, come avviene in altri Paesi europei (si veda «Il Sole 24 Ore» del 7 giugno).
È la terza volta in cinque anni che il Governo tenta di intervenire in questo ambito. Nel dicembre 2002 venne approvato dal Governo Berlusconi un disegno di legge che, proprio come questo, vietava la prostituzione nei luoghi pubblici e aperti al pubblico. Il provvedimento non è stato approvato dal Parlamento. Così come è rimasto sulla carta il disegno di legge Amato-Lucidi della fine dell'anno scorso, che, tra l'altro, prevedeva maxi sanzioni per la prostituzione minorile.
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martedì 01 luglio 2008 |
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ROMA (23 giugno) - La prostituta uruguaiana di Parma che rifiuta di pagare le tasse «ha ragione e deve fare ricorso». Lo afferma Pia Covre, segretaria del Comitato per i diritti civili delle prostitute, secondo la quale l'Agenzia delle entrate è fuori regola perché la legge Merlin vieta lo sfruttamento della prostituzione da parte dello Stato o di altri.
La leader storica dei diritti delle prostitute ammette che la legislazione italiana in materia soffre di qualche ambiguità: la legge Bersani-Visco, infatti, consente di tassare i redditi derivanti da proventi illeciti, ma «la prostituzione non è illegale», sottolinea Covre. Quello di Parma non è l'unico caso: «Ci sono altre donne a cui è successa la stessa cosa, e i nostri legali le stanno aiutando a fare ricorso. Vediamo che esito avranno questi ricorsi, e poi decideremo se denunciare l'Agenzia delle entrate per sfruttamento della prostituzione. C'è anche una sentenza della Cassazione che afferma che le prostitute non devono pagare le tasse. Se vogliono i soldi delle prostitute devono cambiare la legge Merlin».
Il Messaggero.it
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martedì 01 luglio 2008 |
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Patrizio Gonnella Antigone su CARTA 23 Giugno 2008
Pubblichiamo l’intervento di Patrizio Gonnella, presidente di Antigone, all’incontro nazionale «Cantiere per un nuovo Welfare. Senza inclusione non c’è sicurezza» promosso dal Cnca nei giorni scorsi.
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martedì 01 luglio 2008 |
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di Furio Colombo per MicroMega
LA FRASE DEL GIORNO
“Ci vuole una legge che introduca il reato di prostituzione in strada”.
Editto di Alemanno I nuovo sindaco di Roma (Corriere della Sera, 27 giugno)
Cominciamo a capire che cosa servirà il “Ministero per le semplificazioni” (perfetta istituzione orwelliana) affidato al dentista Calderoli (del resto la stessa gente aveva affidato il Ministero della Giustizia all’Ing. Castelli, noto tecnico dei rumori).
Il Ministro delle semplificazione dovrà spiegare se strada sta per “all’aperto” o “dovunque ma non in casa” o se invece solo esenti coloro che “esercitano” in piazza, o in Largo Toniolo.
Spetterà inoltre all’illustre semplificatore spiegare come sia possibile che il luogo definisca il reato, anziché definire il reato nella descrizione di uno specifico atto, dovunque accada.
Esempio: picchiare la moglie in strada, con una brutta scena davanti a tutti, è un reato più grande che picchiarla tranquillamente tra le appartate mura domestiche?
Ed esiste (e come si distingue nel codice) il furto con destrezza da fermi o in movimento? Commetterlo sull’Eurostar è un aggravante? E un clandestino sull’Eurostar è più clandestino di un clandestino in bus? E la prostituzione in treno?
Comunque avrete notato che la virile cultura del fare, che disprezza le lungaggini dell’andare a spiegare in Parlamento, sta venendo avanti con una sua lista di nuovi reati (il reato di clandestinità, il reato di prostituzione, ma solo se commesso in Via Angelo Silvio Novaro) tutti facili da imputare perché pochi avranno a disposizione l’avvocato Ghedini, tutti facili da “portare a sentenza” dura e pura non appena avranno finito di schedare i bambini, tutti a beneficio delle nostre semivuote galere.
Il futuro è già cominciato. Un banale dettaglio: prima bisogna estirpare il cancro della società. Come chi? I giudici.
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martedì 01 luglio 2008 |
(ANSA) - BOLOGNA, 30 GIU - "Siamo sconcertate/i che sia potuto accadere un simile fatto". 'Facciamo Breccia', da Firenze affida ad una nota la difesa di Graziella Bertozzo, attivista del movimento, vittima di un'azione definita "violentemente repressiva e diffamatoria" durante il Gay Pride di sabato. La donna era stata condotta in Questura a Bologna mentre la manifestazione volgeva al termine. Alcuni membri del coordinamento di Facciamo Breccia erano saliti sul palco della manifestazione per esporre uno striscione. Per un malinteso, riferisce il movimento, la Bertozzo era stata, invece, fermata da una delle volontarie dell'organizzazione che aveva avvertito un funzionario della Digos che non si era qualificato. Ne era nato un diverbio e la militante dopo essere stata portata in Questura era stata rilasciata in serata con l'accusa, riferisce il movimento, di resistenza e lesioni finalizzate alla resistenza. "Chiediamo a tutte e tutti, ed in particolare al Comitato Bologna Pride, di spendersi affinché la questione giudiziaria si chiuda immediatamente rendendo chiaro che l'azione di polizia é stata causata da un abnorme 'equivoco'", aggiunge 'Facciamo Breccia'. In difesa della Bertozzo anche il Prc-Se di Bologna: "Proviamo sconcerto per le modalità con cui è intervenuta la Digos mentre Graziella stava partecipando ad una azione pacifica", si legge in una nota. "Riteniamo - prosegue - che questo episodio repressivo non abbia senso e ci auguriamo che la questione si chiuda al più presto, nelle sedi preposte, senza conseguenze giudiziarie per Graziella". Secondo il gruppo Unaltracittà/Unaltromondo di Firenze "i fatti di Bologna consegnano un paese dove i diritti più elementari vengono calpestati, l'omofobia ed il razzismo stanno dilagando e l'ossessione securitaria dà luogo a repressioni violente da parte delle forze dell'ordine". (ANSA).
Autore: I33-CST
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martedì 24 giugno 2008 |
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PARMA - "Pagare 90.000 euro di tasse? E perché? Io con i guadagni mantengo la mia famiglia in Uruguay, tra cui mia figlia di otto anni e due orfani di mia cugina. Mi proteggo da sola, quando ho chiesto aiuto nessuno mi ha ascoltata, mi hanno detto che finché non scorreva il sangue non potevano intervenire, e adesso vengono a dirmi di pagare le tasse?". In un'intervista pubblicata dalla 'Gazzetta di Parma' Z.C., prostituta latino-americana di 32 anni in Italia dal 2004 con regolare permesso di soggiorno, che ha ricevuto dalla Guardia di Finanza un 'conto' di 90.000 euro calcolato sulla base dei 357.000 guadagnati con il suo 'lavoro' a Parma, era decisa nella sua intenzione di non voler 'saldare il conto'.
Poi, al Tg5 della sera, ha mostrato un atteggiamento diverso: "Se debbo pagare le tasse le pagherò, non c'é problema", ha detto tranquillamente. Ma il suo avvocato, Luca Berni, impugnerà il provvedimento: "Se si vogliono far pagare le tasse alle prostitute - dice - bisogna prima garantire quelle forme di tutela, regolarizzazione e assistenza che in Italia ora non ci sono. La Finanza precisa che la prostituzione non è reato, lo è invece lo sfruttamento. Ma la mia assistita lavora in proprio e non sfrutta nessuno". La stessa 'lucciola' spiega che il proprio 'lavoro' non avviene in strada, ma di avere "un giro fisso di imprenditori e professionisti, di Parma ma anche di Milano. Hanno il mio numero di telefono, c'é chi mi passa un fisso mensile...".
Alle Fiamme Gialle di Parma era arrivata la segnalazione, dal Nucleo speciale di polizia valutaria di Roma, di operazioni sospette di una donna che tra il 2005 e il 2008 aveva versato in banca l' ingente cifra. Sentita, la donna ha spiegato ai militari che quei soldi erano il frutto della sua attività di 'lucciola'. A quel punto i finanzieri, analizzando le norme in materia, hanno desunto che "il meretricio è un atto civilisticamente illecito, i cui guadagni sono tassabili quali redditi diversi derivanti da proventi illeciti". La 'questione tasse' ha già provocato reazioni opposte. Per Pia Covre, segretaria del Comitato per i diritti civili delle prostitute, la giovane "ha ragione e deve fare ricorso", e l' Agenzia delle Entrate "é fuori regola poiché la legge Merlin vieta lo sfruttamento della prostituzione da parte dello Stato o di altri". Il leghista Roberto Corradi, parmigiano e consigliere regionale Lega Nord, ritiene invece che la donna vada espulsa immediatamente dall'Italia e che le debba essere revocato il permesso di soggiorno: "Il nostro Paese può fare a meno di immigrati che si prostituiscono". Per la senatrice radicale Pd Donatella Poretti la vicenda potrebbe essere "un ottimo spunto e un buon punto di partenza" alla vigilia del dibattito parlamentare del Ddl sicurezza, dove è preannunciato un intervento sulla prostituzione. "Ha ragione la GdF - dice - sostenendo che si tratta di attività illecita, ma ha ragione anche il legale quando afferma che debbono esserle riconosciute delle tutele che oggi non esistono".
Proprio nella città emiliana si era parlato anche di prostituzione, con la richiesta di un contrasto forte, un paio di settimane fa in occasione dell'incontro sul tema sicurezza dei sindaci di una ventina di città medio-piccole che avevano firmato la 'Carta di Parma' con il ministro Maroni. Il sindaco di Padova Flavio Zanonato aveva portato la proposta di proibire alle prostitute di esercitare per strada e ai clienti di contrattare un rapporto sessuale in cambio di denaro. Già in novembre una prostituta toscana aveva presentato ricorso, dopo che la Finanza le aveva chiesto mezzo milione di euro per otto anni di reddito non dichiarato. Ma in dicembre la Commissione tributaria della Lombardia aveva deciso, con una sentenza, che anche le prostitute devono pagare le tasse.
Fonte: Ansa 24 giugno 2008
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martedì 24 giugno 2008 |
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- SYDNEY, 24 GIU - Ai pellegrini che si raccoglieranno a Sydney per Giornata mondiale della gioventu' del 15-20 luglio, saranno distribuiti preservativi. La No To Pope Coalition, che comprende membri di comunita' atee, gay e ambientaliste, ha annunciato che sfilera' a fianco dei giovani lungo il percorso di pellegrinaggio per protestare contro l'opposizione del Papa alla contraccezione. E intanto gli organizzatori della Gmg assicurano che sono in arrivo 197 mila giovani cattolici. fonte: Ansa 24 giugno 2008
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lunedì 23 giugno 2008 |
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23 Giugno 2008
'Non voglio pagare, con quei soldi mantengo la mia famiglia in Uruguay'. E' determinata la giovane prostituta scoperta dalla Guardia di Finanza di Parma, che nei giorni scorsi le ha presentato un 'conto' di 90 mila euro calcolato sulla base dei 357 mila guadagnati in quattro anni con la sua attivita'. Secondo le Fiamme Gialle, 'il meretricio e' un atto civilisticamente illecito' e i guadagni 'sono tassabili quali redditi diversi derivanti da proventi illeciti'.
'Con i miei guadagni - spiega alla 'Gazzetta di Parma' la donna, 32 anni, in Italia con permesso di soggiorno dal 2004 e ufficialmente 'nullatenente' - mantengo quattro bambini, tra cui mia figlia di otto anni e due orfani di una mia cugina. C'e' anche una ragazza malata mentale, che bisogna accudire in tutto.
Stanno tutti con mia madre'. La lucciola dice di non adescare clienti sul marciapiede e di avere 'un giro fisso di imprenditori e professionisti, di Parma ma anche di Milano.
Hanno il mio numero di telefono, mi passano un fisso mensile'.
'Io - aggiunge la giovane, che dice di aver rifiutato di raccontare la sua vicenda in tv nonostante le richieste fatte da alcuni programmi - mi proteggo da sola, quando ho chiesto aiuto nessuno mi ha ascoltata, mi hanno detto che finche' non scorreva il sangue non potevano intervenire. E adesso vengono a dirmi di pagare le tasse?'. Il suo avvocato, Luca Berni, impugnera' il provvedimento: 'Se si vogliono far pagare le tasse alle prostitute - spiega - bisogna prima garantire quelle forme di tutela, regolarizzazione e assistenza che attualmente in Italia non ci sono. La Finanza precisa che la prostituzione non e' reato, lo e' invece lo sfruttamento. Ma la mia assistita lavora in proprio e non sfrutta nessuno'.
Sull'argomento e' intervenuta la senatrice radicale (gruppo Pd) Donatella Poretti:
Alla vigilia del dibattito parlamentare sul disegno di legge sulla sicurezza dove e' stato preannunciato un intervento anche sulla prostituzione, la notizia che arriva da Parma con la Guardia di Finanza che chiede il pagamento delle tasse alla giovane prostituta uruguayana, potrebbe essere un ottimo spunto e un buon punto di partenza.
Novanta mila euro e' la cifra calcolata sulla base dei 357 mila guadagnati in quattro anni con la sua attivita' e siccome secondo le Fiamme Gialle, “il meretricio e' un atto civilisticamente illecito”, i guadagni “sono tassabili quali redditi diversi derivanti da proventi illeciti”. L'avvocato della prostituta, Luca Berni, impugnera' il provvedimento: “Se si vogliono far pagare le tasse alle prostitute bisogna prima garantire quelle forme di tutela, regolarizzazione e assistenza che attualmente in Italia non ci sono. La Finanza precisa che la prostituzione non e' reato, lo e' invece lo sfruttamento. Ma la mia assistita lavora in proprio e non sfrutta nessuno”.
E' esattamente quello che come senatori Radicali eletti nel PD, abbiamo scritto in un disegno di legge depositato al Senato e ribadito in un ordine del giorno che il Governo non ha voluto prendere in considerazione (1).
In alcuni Stati europei, anche su pressione delle stesse organizzazioni dei cosiddetti “sex workers” (lavoratori sessuali), si e’ deciso di procedere alla legalizzazione della prostituzione ed alla trasformazione di questa attivita’ in una normale professione, sotto forma di lavoro dipendente, indipendente o cooperativo, con i diritti e doveri che ne conseguono, compresi quelli relativi all’assicurazione previdenziale e di tassazione.
Questa misura ha innanzitutto permesso di separare la prostituzione volontaria da quella coatta: la prima e’ “emersa” ed ha trovato forme legali di svolgimento, minimizzando i costi che ricadono sulla societa’ e sulle persone che svolgono l’attivita’. L’apparato repressivo si e’ potuto cosi’ concentrare in modo più efficace ed efficiente sulla lotta alla prostituzione coatta ed allo sfruttamento, compreso quello dei minori, delle persone minorate o tossicodipendenti.
In questo caso di cronaca, in cui la Guardia di Finanza ha ragione nel sostenere che trattandosi di attivita' illecita (anche se non perseguibile penalmente, ma comunque non riconosciuta civilisticamente), ma ha ragione anche il legale della donna quando sollecita che se l'attivita' non e' un reato debba essere riconosciuta e a fronte del pagamento delle tasse debbano anche esserle riconosciute delle tutele che oggi non esistono.
Resta percio' valido l'invito fatto al Governo a riconoscere come professione l’attivita’ di prestazione di servizi sessuali remunerati tra persone maggiorenni consenzienti e a disciplinarla e regolamentarla nel pieno rispetto dei diritti lavorativi attraverso interventi dei ministeri del Lavoro, Salute e Politiche Sociali e dell’Economia e Finanze.
(1) Qui il testo dell'ordine del giorno depositato in Senato:
http://blog.donatellaporetti.it/?p=100
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venerdì 20 giugno 2008 |
Genova, propone rapporto sessuale a poliziotto: denunciato
Una pattuglia di agenti del commissariato Centro stava effettuando un servizio di prevenzione e repressione in materia di buoncostume, quando uno di essi è stato avvicinato da uno straniero che gli ha chiesto un rapporto orale in cambio di 50 euro, denudandosi le parti intime e compiendo gesti osceni
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giovedì 19 giugno 2008 |
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La Tatafiore: legalizziamole. Ma la Rauti: insensato parlarne
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giovedì 19 giugno 2008 |
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Comunicato Stampa, 19/06/2008
Agnoletto: «EUROPA SENZ’ANIMA. TRIONFANO RAZZISMO E SEGREGAZIONE»
Strasburgo, 18 giugno 2008 - «L'Europa diventa un grande carcere: decine, forse centinaia di migliaia di persone saranno rinchiuse nei Cpt per un anno e mezzo."
È finita un'epoca: oggi è stata sepolta l'Europa della Rivoluzione francese e dell'Illuminismo. Trionfano il razzismo e la segregazione. Detenzione per 18 mesi, rimpatrio forzato anche in una nazione diversa dal proprio Paese: così aumenteranno i desaparecidos, coloro dei quali, una volta espulsi dall'UE nelle carceri libiche o sudanesi, non si saprà più nulla, condannati a morte in lager in mezzo al deserto. Questa è la risposta dell'UE a chi scappa dalla fame e dalla povertà. Nessuna pietà nemmeno per i minori, che potranno essere espulsi anche se non accompagnati e che, in determinate occasioni, potranno perfino essere rinchiusi nei Cpt. Oggi é nata un'Europa senza anima. È molto grave che di fronte ad una dura offensiva di una destra razzista, il gruppo socialista si sia spaccato e che i parlamentari del Pd, sia ex Ds, sia ex Margherita, si siano astenuti. Dichiarare che vi é la certezza che i governi non peggioreranno l'attuale legislazione é pura ipocrisia; Berlusconi aspettava solo questo voto per aumentare la detenzione nei CPT italiani a 18 mesi.
Oggi erano in gioco i valori fondamentali della convivenza umana che da sempre hanno caratterizzato il movimento socialista e il solidarismo cristiano, come in questi giorni ci hanno ricordato le autorità religiose e i rappresentanti delle Nazioni unite».
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mercoledì 18 giugno 2008 |
Esce dal pacchetto sicurezza la proposta che equiparava le prostitute a «soggetti pericolosi»
ROMA - Il contestato emendamento sulla prostituzione, presentato da Filippo Berselli, viene ritirato dal decreto sulla sicurezza e verrà ripresentato dal presidente della commissione Giustizia nel disegno di legge sullastessa materia. Questa è la principale decisione presa dal vertice di maggioranza, al Senato, insieme ai ministri della Giustizia, Angelino Alfano, e dell'Interno, Roberto Maroni.
IL DIETROFRONT - «Abbiamo deciso - ha annunciato Berselli ai cronisti - di levare dal decreto tutte le materie non strettamente pertinenti al provvedimento. Presenterò quell'emendamento nel disegno di legge, perchè è giusto che finisca lo spettacolo indecente degli uomini o donne nudi la sera per strada, che possono essere guardati anche dai bambini, mentre la mattina rimangono per terra i preservativi». «Nel disegno di legge - ha osservato Berselli - avremo modo di definire meglio gli aspetti tecnici per combattere la prostituzione nelle strade».
LA POSIZIONE DI MARONI - Il ritiro dell'emendamento era stato sollecitato dallo stesso ministro Maroni che si era invece detto più favorevole alla realizzazione di eros center considerando che la punibilità dell'adescamento rischierebbe di affollare le carceri di migliaia di persone.
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mercoledì 18 giugno 2008 |
Lui respinge ogni accusa. E spiega: «Grazie a me le prostitute via dalla strada»
Dibattito aperto negli Usa: se David Elms fosse condananto, The Erotic Review potrebbe chiudere
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venerdì 06 giugno 2008 |
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NON SERVONO LEGGI SPECIALI, NE ASSIMILARE LE PROSTITUTE AI DELINQUENTI
Berselli e Vizzini dovrebbero sapere che stanno riproponendo la norma che era del Codice Rocco, roba fascista degli anni ’30. Usata dopo la chiusura dei bordelli per punire le prostitute che la legge Merlin rendeva non punibili.Ci dovrebbero dire dove sta la modernizzazione del Paese che dicono di avere nel programma del Governo se copiano leggi del secolo scorso e prendono la morale come misura, e magari ci dicano anche dove stà la LIBERTA’ del popolo?La cosa certa è che alimentano un clima di rifiuto sociale e di stigma verso le prostitute, esponendole al rischio di rappresaglie e di maggior sfruttamento. Non si rendono conto che da domani le 70.000 prostitute (il numero è una stima delle ONG) saranno fuorilegge e potrebbero essere in breve sbattute in galera! Una proposta che va a colpire nel mucchio senza alcun distinguo fra sfruttatori e prostitute, stranieri regolari e clandestini, italiani e stranieri. Disoccupate, precarie, studentesse, migranti , madri di famiglia ecc…: tutte candidate alla galera. Da 50 anni in questo Paese si discute di modificare in toto o in parte la legge Merlin ma da posizione talmente ideologiche ed estreme che non si giunge mai ad una soluzione. I signori e le signore che sono stati eletti e vengono pagati profumatamente dovrebbero studiarsi i problemi e trovare ragionevoli soluzioni, che siano applicabili e non solo enunciazioni, non semplificazioni orrende e per di più scopiazzate dai testi medievali. Riprendano in mano la proposta fatta dal precedente Ministro dell’Interno sulla prostituzione, che era il frutto di un accurato lavoro fatto dall’”Osservatorio sulla prostituzione e gli effetti criminali correlati” nel 2007. In quel lavoro associazioni e istituzioni avevano trovato una mediazione per soddisfare il bisogno di sicurezza dei cittadini, la lotta seria alla criminalità e ai trafficanti, la protezione delle vittime della tratta, e la libertà di esistere delle prostitute e dei loro clienti.Non sempre è necessario ripartire da zero, i buoni lavori si debbono tenere in conto e possono anche essere migliorati Pia Covre
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venerdì 06 giugno 2008 |
Nel decreto sicurezza anche le prostitute. Il governo è pronto a toglierle dalle strade inserendole nell'elenco dei soggetti pericolosi per la sicurezza e la pubblica moralita'.
La misura in un emendamento al provvedimento introdotta dai relatori al Senato, i presidenti delle commissioni Giustizia e Affari Costituzionali di Palazzo Madama, Filippo Berselli (AN) e Carlo Vizzini (FI).
La proposta di modifica prevede che nella legge del 1956 (la n. 1423) sulle "misure di prevenzione nei confronti delle persone pericolose per la sicurezza e la pubblica moralita"' venga inserita anche la categoria delle prostitute accanto a quelle degli oziosi e dei vagabondi; di chi pratica traffici illeciti; dei delinquenti
abituali; degli sfruttatori di prostitute e minori; degli spacciatori.
Nell'emendamento si legge che deve essere considerato soggetto pericoloso per sicurezza e moralita' anche chi vive "del provento della propria prostituzione e venga colto nel palese esercizio di detta attivita"'.
I 'soggetti pericolosi', secondo la legge in vigore, possono essere diffidati dal questore e, se trovati a delinquere fuori dei luoghi di residenza, possono essere allontanati con foglio di via obbligatorio e inibiti dal ritornare per un periodo massimo di tre anni.
Per i disobbedienti scatta il carcere fino a sei mesi. Nella sentenza di condanna poi dovra' essere
disposto che, una volta scontata la condanna, il "contravventore" dovra' essere rimpatriato.
Se, nonostante la diffida del questore, il soggetto pericoloso non si ravvede cambiando vita, scatta la sorveglianza speciale che puo' essere accompagnata anche dalla misura del divieto di soggiorno in uno o piu' comuni o in una o piu' province.
Fino all'obbligo di soggiorno in un determinato comune. La misura di prevenzione, che dovra' essere decisa dal giudice, non potra' essere inferiore a un anno e superiore a cinque.
FONTE: RAINWES 24 - 06.06.2008
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giovedì 05 giugno 2008 |
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Comunicato Stampa Forum delle donne - Prc
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martedì 03 giugno 2008 |
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(adnkronos)29-5-08
Prima riconoscere diritti lucciole in quanto lavoratrici del sesso - “No ai bordelli modello 50 anni fa. Oggi la situazione e’ complessa, sono tante le persone coinvolte non si puo’ dire di ’scegliere il male minore per ridurre il disagio’ ma bisogna parlare di diritti delle lavoratrici del sesso, che devono avere la possibilita’ di autodeterminarsi e di autorganizzarsi”. Cosi’ Pia Covre, esponente del Comitato per i Diritti Civili delle Prostitute, ha commentato all’ADNKRONOS la proposta di un referendum per l’abolizione di una parte della legge Merlin e la riapertura delle case chiuse, depositata in Cassazione dal portavoce de La Destra, Daniela Santanche’. “Come al solito - ha sottolineato - ci sono politici che fanno gesti plateali e poi quando stanno seduti in parlamento non fanno niente. Non si e’ mai voluto trovare un accordo, una mediazione moderata per modificare le legge Merlin e che rispettasse i diritti delle prostitute e dei cittadini”. “Serve una regolamentazione leggera che stabilisca, ad esempio, divieti di prostituzione vicino alle scuole o alle chiese ma che non deve essere penalizzante verso la prostituzione in genere - ha aggiunto Pia Covre - Non si deve chiudere gli occhi e far finta che la prostituzione non esista. Prima si devono riconoscere le prostitute come lavoratrici e poi si puo’ pensare a delle soluzioni, come ad esempio lo ‘zooning’” cioe’ pianificare aree da dedicare al lavoro di prostituzione. “Ma, comunque, anche questa soluzione non puo’ essere l’unica”, ha concluso.
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giovedì 22 maggio 2008 |
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Dopo gli immigrati è caccia alle prostitute
da LIBERAZIONE 22-05-08
La “caccia al clandestino” inevitabilmente riapre (ma si era mai fermata?) anche la caccia alle prostitute donne e transessuali. Forse non ci sono le deportazioni, sappiamo la procedura per effettuare l’espulsione è costosa e macchinosa, ma la persecuzione sistematica fatta di retate, multe, denunce e reclusione nei CPT è all’ordine del giorno. Non si contano più le irruzioni delle forze dell’ordine negli appartamenti per chiuderli e denunciare chi vi lavora. Anche i siti web che pubblicizzano il lavoro sessuale sono sotto tiro. La giustificazione è sempre la stessa la lotta allo sfruttamento e alla tratta. Salvo poi inviare le donne, tutte straniere, catturate nelle retate direttamente nei CPT senza neppure informarle sui loro diritti nel caso siano sfruttate. In realtà le retate e la repressione vengono ispirate dalla filosofia politica dello “sgombro”, ovvero via i centri sociali, via i campi dei Rom, via i mendicanti, via le prostitute ecc. ecc.. Alcuni sindaci (sia di destra che di cosiddetta sinistra) mostrano ormai un accanimento sproporzionato contro la prostituzione, spesso solo per intascare un facile consenso.Infatti sempre più spesso le retate sono la risposta alle lamentele di alcuni cittadini che plaudono all’arresto di qualche transessuale o qualche immigrata/o e scioccamente credono di avere un amministratore eccellente, senza rendersi conto che proprio questa soluzione ne dimostra i limiti di capacità di governo. Ma molto inquietanti sono gli episodi di intolleranza e di odio che vengono enfatizzati da alcuni media. Non c’è da stupirsi se poi abbiamo reazioni di teste rasate ed esaltate, come abbiamo visto ad esempio al TG1 della sera del 19 maggio, che si lanciano alla cattura delle trans sotto gli occhi di una pattuglia di polizia che non interviene, anzi polizia che evidentemente ringrazia del servizio e si carica le trans nella pantera. Questo è l’esito della propaganda sulla sicurezza e sulla necessità di fare le ronde, che vede i poliziotti dello Stato lasciare in mano a dei “giustizieri” l’ordine pubblico. La storia ce lo ha insegnato: si comincia coi Rom, i mendicanti, le prostitute, i diversi e i non “conformi”. Si alza la tensione e si provvede poi a fare le leggi speciali, le leggi di emergenza.Leggi che ad arte vengono fatte per mettere fuorilegge gli emarginati e magari chi protesta per difenderli. Criminalizzare pare l’obiettivo più urgente della nuova classe di governo, ce n’è per tutti: clandestini, Rom, romeni, proprietari di case, abortisti e chissà quante altre categorie...forse anche le sex workers. La prostituzione esiste perché c’è una precisa domanda da parte di molti uomini. Non si può eliminare la prostituzione, ne abbiamo esempi storici che lo dimostrano. Oggi sarebbe possibile eliminare dalle strade la prostituzione? No perché è la prostituzione a basso costo, nel contesto attuale di crisi economica e aumento della povertà non può essere eliminata, eventualmente potrebbe solo scomparire, diventare invisibile, maggiormente sfruttata e più pericolosa per chi la esercita. Ma soppravviverebbe perché è necessaria sia alle lavoratrici che ai clienti sia italiani che stranieri.Gli stessi che si oppongono ai ricongiungimenti familiari per i lavoratori stranieri (che sono spesso uomini giovani e soli) sono magari quelli che non vedono di buon occhio le sex workers. Ma qualcuno vuole tener conto del desiderio sessuale di tutte le persone? La soddisfazione sessuale è un bisogno primario a meno che non ci si voti alla castità (ma anche questa scelta non sembra essere definitivamente soddisfacente per tutti). Nel nostro paese i legislatori sono malati di sessuofobia, non garantiscono i diritti sessuali dei cittadini. Tutto il paese soffre di questo malanno e lo dimostra con l’intolleranza verso le prostitute, verso i gay, verso le lesbiche e i transgender. Tutte “categorie” non “conformi” dal punto di vista delle scelte sessuali, pertanto persone non ammesse ai diritti civili di cui godono gli altri cittadini. Non c’è parità di diritti, gli altri i “conformi” possono sposarsi, unirsi in famiglie riconosciute, fare i genitori. E se sono ricchi e/o famosi possono anche “fecondarsi” in cliniche all’estero o esibirsi in costumi succinti e atteggiamenti erotici sulle riviste di gossip, perfino fare carriera grazie allo scambio sessuo-economico. Poi la domenica tutti a S.Pietro a prendere l’indulgenza e gli ordini sulla difesa della religione cristiana e la morale. Chissà il loro Dio se non è distratto cosa ne pensa di quello che sta succedendo quaggiù ?Pia CovreComitato per i Diritti Civili delle Prostitute Onluswww.lucciole.org
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lunedì 05 maggio 2008 |
| Ciao Ornella |
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Non ci mancherà,
è con noi
«HIC SUNT LEONES» direbbe Ornella, accattivante leonessa pronta al conflitto a suon di citazioni in latino.
Quante risate ci siamo fatte con lei giocando con il suo piglio da avvocata.
Nelle sue battaglie, affilate quanto disarmanti, emergeva tutta la sua cultura e intelligenza di nuova donna del sud. Prostituta per necessità e virtù, femminista indomita.
In altre parole, un disastro e una meraviglia.
Con Ornella abbiamo capito ed elaborato che non esistono le donne biologiche, che ogni cosa nella vita non è data, ma determinata. Lasciare la prostituzione le ha portato tante complicazioni con le quali non ha fatto in tempo a fare i conti. Ornella ha vissuto sulla propria pelle, con la lucidità della contraddizione, le ingiustizie di questa società: la violenza sessista, il ricatto del lavoro, la "normalità" assassina, la violenza delle speculazioni che a Roma hanno reso un privilegio il diritto alla casa.
Le ha attraversate tutte, ne ha portato i segni addosso. Ha sempre lottato, con rabbia e dolcezza, e la pensiamo così.
Ma non ci mancherà. Perché Maria Ornella Serpa è e sarà parte del nostro percorso, delle nostre vite e dei nostri progetti.
A/matrix
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Umanità, dolcezza,
rabbia
Ornella Serpa, una delle primissime militanti di Facciamo Breccia, è morta.
La ricordiamo attiva in molte circostanze, in particolare durante l'organizzazione del primo "no vat", quando è stata una delle pochissime presenti su Roma, o durante le contestazione di Ratzinger alla Sapienza.
Una vita sulla strada, una vita nelle lotte glt e femministe, una vita sulle barricate.
Una vita coraggiosa: il coraggio e l'orgoglio di non essere l'uomo d'onore che avrebbe dovuto, ma di essere una donna incazzata e tenera al contempo.
Ha vissuto le sue contraddizioni visceralmente, con umanità, dolcezza e rabbia: davvero troppo per questo mondo.
Una vita coraggiosa che ha pagato fino in fondo.
Per ora semplicemente possiamo dire che è morta una di noi, ma che proprio per questo abbiamo un motivo in più per vivere e combattere. Anche per lei, per la vita che ha fatto, perché aveva scelto anche noi come compagn* di strada del suo riscatto.
Hasta la breccia, Ornella!
Facciamo Breccia
La ricordano sex workers
di tutta Europa
Ornella è stata una compagna di lotta, un'attivista appassionata che ha avuto spesso il coraggio di denunciare e gridare scomode verità. Non si è mai tirata indietro ed ha avuto il coraggio di esporsi non solo per battersi contro le ingiustizie sociali, ma anche contro gli abusi di potere e l'arroganza che lei stessa ha subito dalle istituzioni. Le minacce e la violenza le ha provate sulla propria pelle, e anche gli affronti e quelle ferite psicologiche che incidono profondamente e restano incancellabili.
Ornella ha speso molta parte della vita per affermare il proprio diritto ad esistere. Perché quando non viene riconosciuta la propria soggettività, il proprio orientamento sessuale e il proprio genere di fatto ci viene impedito di esistere.
Siamo pervasi da modelli dominanti che pretendono di mettere al bando chi fa scelte non conformiste. Società la nostra fondata su quelle sacre famiglie patriarcali, benedette e bigotte che non esitano a chiudere le porte e il cuore anche ai propri figli pur di salvare le apparenze. Perfino l'aiuto e l'assistenza delle istituzioni viene meno quando non si è "conformi", anche questo lo ha toccato con mano Ornella.
Questa primavera si sta rivelando non solo sfortunata ma anche crudele, si è portata via una compagna combattiva e generosa che si era unita alle lotte di tante compagn* non solo per le cause che la riguardavano di persona, ma per le tante lotte per le libertà e i diritti di tutt* . Io non la dimenticherò, e tutte le sex workers del movimento europeo non la dimenticheranno.
Pia Covre
Occuperemo
una casa insieme
La materialità della vita pesa come pesano le cicatrici stampigliate sui corpi, e fanno la differenza. Mi sento una straniera e mi sento piccola di fronte a lei. Non ci sono parole possibili per colmare la distanza, mi sembra. E' il suo sguardo denso che mi dice che non c'è vicinanza. Parole parole parole che risuonano a lato, come se non avessero la forza di mutare nulla.
Ma la chiacchierata di oggi è autentica, è diversa da sempre forse perché ci troviamo a parlare delle condizioni materiali delle nostre vite. Ci troviamo a parlare di case. La casa di cui abbiamo bisogno entrambe. Vogliamo una casa. Scopriamo che è l'obiettivo concretissimo che ci accomuna. La casa è un sacrosanto diritto, siamo accordo. Che fare? Dobbiamo costituirci in associazione, mi dice. Una associazione di donne, per organizzare una occupazione di donne. Occuperemo uno stabile a Roma, possibilmente nella zona centrale. Dobbiamo darci da fare da subito. Entusiasmo! Occupazione, autogestione. Risolveremo il nostro problema principale. Ma daremo alla cosa una valore aggiunto. Sarà una occupazione tutta al femminile. Ci inventeremo attività culturali, iniziative politiche, renderemo quello spazio un luogo di produzione di idee, con spazi condivisi, aperti all'esterno. Dopo l'esito elettorale ci metteremo a lavoro. Ci salutiamo piene zeppe di futuro dentro il corpo.
E' passato meno di un mese da quel pomeriggio. E io la prendo alla lettera. Ci metteremo al lavoro da subito, cara Ornella.
Linda Santilli del Forum delle donne Prc
Oltre il femminismo "biologico"
Ornella è stata una presenza importante negli incontri della Rete femminista, non solo per le sue analisi sul "lavoro sessuale", ma soprattutto per la scioltezza con cui ci ha messo a confronto con la sua fisicità transgender. In questa è stata certamente al di là di ogni luogo comune, senza mai rivendicare una posizione particolare, ma assumendo fino in fondo la sua nuova identità. L'agio con cui stava nel giardino della Casa internazionale delle donne, mettendo al bando ogni curiosità morbosa, testimoniava del lavoro su di sé che indubbiamente aveva compiuto. La semplicità dei suoi saluti, affettuosi e fisici, e dei suoi interventi nel corso delle assemblee, contribuiva a cullarci nella soddisfazione di essere andate avanti rispetto a quel femminismo "biologico" che, almeno per le più grandi, rimaneva il nostro orgoglio, ma anche il nostro dubbio. Non era facile intravvedere nella sua calma sicurezza la difficoltà e la solitudine di un percorso di vita così innovativo, così radicalmente rivoluzionario. Di questo ci parla la sua morte prematura. Di questo e dell'incapacità di accogliere la diversità senza, in un modo o nell'altro, volerla normalizzare. Ancora - dunque - grazie, Ornella.
Bianca Pomeranzi della Rete femminista
Sembrava pronta
a lottare ancora
Ornella Serpa era una bellissima donna, bruna, dagli occhi scuri che ti guardavano dritto in faccia mentre dalla bocca le uscivano parole sincere, anche dure, critiche, senza indulgenza e senza diplomazia. Era molto colta, preparata giuridicamente sui diritti delle persone e in particolar modo di quelle che avevano deciso di non conformarsi, di non subire le imposizioni dei bigotti, dei campioni della doppia morale, degli ipocriti contro i quali combatteva strenuamente. L'ultima volta che ci siamo incontrati mi ha raccontato delle difficoltà esistenziali che stava vivendo, era piuttosto depressa ma la luce dei suoi occhi non si era spenta, sembrava fosse pronta a risollevarsi per continuare a lottare e infatti stava per cominciare a lavorare, a guadagnare il necessario per superare almeno gli ostacoli più vicini. Ciao Ornella, grazie per quello che ci hai insegnato, non ti dimenticheremo.
Saverio Aversa
Il libro
che non ha scritto
«Quando andrò in pensione scriverò un libro di fuoco sulle prostitute e sui clienti». Così mi prometteva Maria Ornella al termine di una intervista, nel dicembre 2006. Ci eravamo incontrate nel suo bar preferito di San Lorenzo, dove servono té e biscottini, e avevamo chiacchierato sul mondo della prostituzione. Scherzava, Ornella: «Con quei capelli biondi potresti farmi concorrenza». Infarciva il discorso con dotte citazioni in latino, il residuo degli studi di giurisprudenza. Era contraria alla legalizzazione della prostituzione perché, diceva, avrebbe legalizzato il dominio dell'uomo sulla donna. «In fondo tutti gli uomini sono clienti», amava ripetere. E così, quando le avevo chiesto come si immaginava a 60 anni, si era fermata un attimo per pensare, e poi aveva risposto che le sarebbe piaciuto scrivere un libro-denuncia per squarciare il velo di ipocrisia che circonda clienti e prostitute. Purtroppo quel tempo non è arrivato. E questo è il ricordo indelebile che ho di lei: un pomeriggio di lavoro trasformato in una chiacchierata piacevole e colta. Che la terra ti sia lieve, dolce Ornella.
Laura Eduati
Gli articoli
che non firmerà più
Ornella il giorno che l'ho conosciuta, alla Casa internazionale delle donne, per un dibattito sui Pacs: la sua era la relazione più "quadrata", più documentata, giuridicamente inattaccabile. Le sue mani le più curate.
Ornella durante un forum su movimento glbtq e femminismo qui a Liberazione : lucida, radicale, irriducibile nel chiedere meno leggi più diritti. Per tutte e tutti. Per le donne, le/i trans, le prostitute. I mondi che aveva attraversato. Le persone che le stavano a cuore. Con gli occhi a volte severi, a volte ridenti.
Ornella alle assemblee femministe. Ornella alle manifestazioni.
Ornella con la sua firma sul nostro giornale. Pochi pezzi, importanti, preziosi. Nati dal vivo della vita vissuta, intelligenti, ironici, capaci sempre di dare battaglia.
Ornella con la sua morte, per noi inattesa e ancora incredibile. Ci manchi già, ci mancherai moltissimo strada facendo.
Carla Cotti
04/05/2008
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lunedì 05 maggio 2008 |
Improvvisamente venerdì 2 Maggio è morta a Roma Maria Ornella Serpa, nostra compagna di tante lotte.Ornella aveva fondato a Roma il Co.Di.Pe.p un collettivo di sex workers.
Si è battuta contro le scelte politiche fatte dalla amministrazione comunale di Veltroni contro la prostituzione. Ci aveva spesso spiegato come molti degli addetti alla sicurezza non reagivano per difendere chi come lei si opponeva all'arroganza e alla minacciosa violenza degli sfruttatori ma agissero invece contro le più deboli.
Non è ancora chiara la causa della morte, di certo si sa che portata al pronto soccorso è morta per un arresto cardiaco, stava molto male ma non le è stato riconosciuto il codice di urgenza e forse questo le è stato fatale.
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venerdì 02 maggio 2008 |
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mercoledì, 30 aprile 2008
KOLKATA, India (Reuters) - Un'ex prostituta indiana ha ottenuto una polizza sulla vita da una compagnia di assicurazioni di stato, in quel che rappresenta a suo avviso un passo in avanti nella battaglia in India per la legalizzazione del mestiere più antico del mondo.
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martedì 22 aprile 2008 |
ROMA (17 aprile) - Anche un prete della provincia reggina tra i clienti dei due bar a luci rosse. Tre uomini oggi sono finiti in manette per sfruttamento della prostituzione. Si tratta di Giuseppe e Giovanni Tutino, di 48 e 41 anni, e Leonardo Sciarrone, di 45, titolari di due esercizi a Gioia Tauro e a Varapodio dove ufficialmente lavoravano le ragazze, tutte provenienti dall'Est europeo e fatte giungere nel nostro Paese in via clandestina.
Durante l'attività di copertura le vittime dovevano allontanarsi di continuo per soddisfare le esigenze dei clienti. Uno dei tre gestori aveva il compito di accertare che le donne facessero al caso loro, sottoponendole spesso a verifiche come età, altezza, corporatura. I carabinieri hanno scoperto che tra i frequentatori più assidui dei bar a luci c'era anche un sacerdote della provincia di Reggio Calabria. Da Il Messaggero 22 aprile 2008
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giovedì 17 aprile 2008 |
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TEL AVIV - Incaricato di combattere contro il vizio in tutte le sue forme, il capo della polizia di Teheran, gen. Reza Zarei, è stato sorpreso il mese scorso mentre si intratteneva con sei prostitute in una casa per appuntamenti e successivamente è stato rimosso dal proprio incarico. La notizia, divulgata da diversi siti internet iraniani (fra cui 'Farda' e 'Gooya'), è rimbalzata con evidenza sul sito web del quotidiano israeliano 'Yediot Ahronot'. Citando in particolare 'Gooya', il giornale israeliano scrive che il gen. Zarei sarebbe stato vittima di una retata improvvisa ordinata dall'Ayatollah Mahmud Hashemi Shahroudi, presentato come responsabile supremo delle autorità giudiziarie. Nella casa di appuntamento in questione Zarei è stato colto (e, secondo alcune indiscrezioni, anche filmato) assieme con sei prostitute nude. 'Yediot Ahronot' nota che in Iran la prostituzione è illegale, ma sembra in fase di crescita per via, secondo il giornale di Tel Aviv, di estese difficoltà economiche. Di conseguenza è emersa di recente la proposta di accettarla di fatto, ad esempio ricorrendo alla pratica dei "matrimoni temporanei" (autorizzati fra gli islamici sciiti) che possono restare in vigore anche solo 24 ore. Ma i religiosi iraniani più rigidi continuano a opporsi.
Da parte delle autorità iraniane é stato mantenuto sulla vicenda un quasi assoluto silenzio. Il portavoce dell'apparato giudiziario, Ali Reza Jamshidi, ad una domanda in materia si è limitato a dire che "uno degli ex comandanti della polizia" è in carcere, in attesa di giudizio, ma non ha voluto fare alcun commento sulle accuse che gli vengono mosse. "Poiché il caso è nella fase giudiziaria - ha sottolineato Jamshidi - non possiamo dare alcuna informazione. L'imputato è in stato di arresto e il caso è oggetto di un'indagine". Solo qualche giornale iraniano riformista ha fatto vaghi cenni alla vicenda, anche in questo caso senza pubblicare il nome di Zarei e le accuse che gli sarebbero rivolte. Le stesse fonti di stampa hanno sottolineato che il procedimento giudiziario si svolge nel più assoluto segreto. La vicenda è tanto più delicata e paradossale in quanto viene alla luce nel pieno di una campagna moralizzatrice avviata dalla polizia iraniana ormai da un anno, la più severa di cui si ricordi nell'ultimo ventennio, che ha portato al fermo di centinaia di donne giudicate 'malvelate', o che portavano semplicemente stivali con i tacchi alti sopra i pantaloni, e di molti giovani uomini che sfoggiavano pettinature in stile occidentale o magliette con scritti i nomi di gruppi rock considerati 'decadenti'
fonte ANSA 17 aprile 2008
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martedì 15 aprile 2008 |
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| Bologna - Prostitute "regolarizzate" e trasformate in contribuenti del fisco. E' la via scelta dell'assessore alla Sicurezza del Comune di Bologna, Libero Mancuso, per il quale le "lucciole" vanno liberate dal racket, assistite, ma dovranno poi pagare le tasse come tutti. "E' chiaro, non con gli scontrini e i nomi dei clienti- precisa l'assessore con un passato da magistrato- ma diciamo in maniera forfettaria, come avviene anche per altre categorie di produttori di reddito". Mancuso ne ha parlato oggi al question time di Palazzo D'Accursio, rispondendo ad una domanda di Forza Italia. Il sindaco pero', Sergio Cofferati, lasciando il municipio, non ha voluto commentare la proposta. Tra l'altro, il primo cittadino l'estate scorsa respinse un'altra proposta dell'assessore Mancuso sulla prostituzione, quella sulla creazione di zone "rosse" a rotazione dove convogliare il fenomeno."Io dico una cosa, fare pagare le tasse- insiste ora l'assessore- ma a prostitute che siano sottratte al racket, sottratte allo sfruttamento. Questo e' il vero problema- assicura- l'esistenza di una prostituzione coatta, una prostituzione che deve essere sconfitta quando e' sottoposta allo sfruttamento di terzi. Perche' e' intollerabile che cio' possa avvenire".Per Mancuso, "nel momento in cui le istituzioni siano in grado di offrire dei servizi socio-sanitari, in grado di stabilire dei controlli, in grado di indicare anche le forme e le modalita' della prostituzione volontaria, allora e' chiaro che si dovranno far pagare le tasse" alle lucciole. Soddisfatto della risposta il vicecapogruppo azzurro Aldo Zechini D'Aulerio, che arriva a chiedere l'istituzione di un albo professionale, con "un esame per entrare nell'albo" e "non sto scherzando", assicura. "E' evidente- spiega il forzista- che la prostituzione deve essere garantita a chi lo fa volontariamente e impedita a chi la pratica in modo coatto. Soprattutto bisogna impedire che insieme alle prostitute ci siano i loro sfruttatori. Quelli vanno arrestati, non quelli che affittano le case alle prostitute". Ora il forzista ha la speranza che il nuovo Governo, "che sara' sicuramente di centrodestra, faccia una legge nazionale che dia maggiori possibilita' di regolamentare la prostituzione".(DIRE) |
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venerdì 11 aprile 2008 |
Dutch NGOs critical of Amsterdam city plans to curb prostitution
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mercoledì 09 aprile 2008 |
Il provvedimento deciso dalle autorità di Batu per evitare che i centri massaggio diventino un luogo di prostituzione. Multe salate per gli inadampienti
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giovedì 03 aprile 2008 |
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Secondo l'assessore alla Sicurezza serve tutelare le famiglie: "coinvolgerle - aggiunge l'assessore- e' fatto crudele e sconsiderato, che bisogna assolutamente evitare
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giovedì 03 aprile 2008 |
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«Mamma dice che più di cinque dollari a testa non devo spendere», spiega il soldato Joker ad una prostituta vietnamita che gli promette «amore lungo lungo», ma per almeno quindici dolla, in una scena di Full Metal Jacket. Altri tempi, altri modi. Oggi, prendete nota, per accedere alle prestazioni di una professionista dell'amore, piuttosto che avventurarsi su qualche viale di periferia, basta un videogioco online come Second Life. Prostituzione virtuale, nemmeno a dirlo, ma con i suoi vantaggi. Costi bassi, grande versatilità in termini di prestazioni, nessun problema di età.
È il mensile Computer Gaming World a raccontare i vizi segreti, ma neanche tanto, di Second Life, universo online persistente nel quale vivere, fa fede il titolo, una vera e propria seconda vita. E a spiegare che il sesso vende, e molto anche, e che è possibile guadagnare denaro anche dedicandosi alla prostituzione in Rete.
Taboo Heart è una delle molte addette ai lavori che, ogni giorno, popolano il quartiere a luci rosse di Second Life. L'aspetto del suo avatar, inutile dirlo, è mozzafiato. Ma non è questo che fa la differenza in un mondo virtuale dove ognuno può scegliere il proprio look. «Mi piace mettermi in un angolo – racconta – e incontrare le persone che passano da quelle parti». Parla con loro di qualsiasi argomento, dice, ma non approccia mai nessuno per prima. Se un cliente vuole, deve cercarla. Può richiedere il prezzo e, in caso, c'è uno scambio preventivo di "note card", perché si sappia con chi si ha a che fare. Nella card di Taboo Heart, ad esempio, è specificato che fa parte del gruppo "Femmina Sesso-Accertato". Per non rischiare brutte sorprese, insomma.
Una volta nella tranquillità di un albergo di Amster-Dame, il quartiere hard di Second Life, l'unico limite, più che la tecnologia, diventa così la fantasia. Il gioco mette a disposizione un set di posizioni standard, o anche più che standard, ma ogni escort, perché la concorrenza è spietata, può personalizzare liberamente il proprio avatar e le sue caratteristiche. Taboo Heart, ad esempio, racconta di aver programmato nuove azioni virtuali, sulle quali può non essere il caso di approfondire. «Ho anche importato immagini del mio corpo reale – aggiunge – per personalizzare ulteriormente le cose». Altre professioniste, durante l'atto vero e proprio, scelgono di riprodurre file sonori registrati dal vivo. Tutte le migliori, inoltre, vantano alcove altamente e raffinatamente personalizzate.
Una prestazione dura dai trenta ai quaranta minuti. E vale almeno 500 L$, ovvero Linden Dollar, la valuta corrente in Second Life. In pratica, al cambio attuale, soli 1,75 dollari reali. Un margine sufficiente, chiedono a Khannea Suntzu, per farne un lavoro vero? Non proprio, risponde lei, che parla di guadagni tra i 5.000 e i 10.000 L$ a settimana, ovvero tra i 70 e i 140 dollari reali al mese. Ma più delle escort, chiarisce, possono i papponi, ovvero i proprietari dei club e degli alberghi intorno ai quali ruota la vita trasgressiva di Second Life. «Prendono una percentuale del 20% su ogni prestazione – spiega Suntzu – che, in media, significa 150 L$». Ma l'azione è assolutamente continua, sottolinea, quindi gli incontri valgono ad ogni protettore circa 1.500 L$ all'ora, per ventiquattro ore al giorno e sette giorni su sette. Il totale presunto? «Molte decine di migliaia di dollari americani all'anno».
Perché il settore tira, il mercato gira e, a cercare bene in Rete, si scopre persino che c'è un indotto. Come il sito che, bando a qualsiasi falso pudore, ha pensato di offrire un servizio di recensioni online delle escort virtuali. Naturalmente non mancano foto e tariffe. O come il business della compravendita di gadget, e non solo, utili all'azione puramente hard. «Tutti questi clienti – spiega ancora Suntzu – hanno bisogno di parti e di animazioni maschili per completare il pacchetto, e i più economici costano 1.500 L$. Insomma - conclude Suntzu - è come vendere caramelle dentro a un cinema».
La Stampa .it
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