Home arrow News
News
Comunicato stampa del Comitato sulle escort
venerdý 11 settembre 2009
Siamo indignate della leggerezza con cui si fanno sulla stampa i nomi e cognomi di donne, che avrebbero partecipato a feste e offerto servizi sessuali al capo del Governo e ad altri personaggi coinvolti in una inchiesta su presunti affari di corruzione e di tangenti e droga.Le signorine invitate a quelle feste sono molte, certamente non tutte sono delle escort, certamente ognuna di loro è donna libera di scegliere cosa fare con il proprio corpo, se offrirsi a pagamento o gratis, comunque hanno diritto alla tutela della privacy.A quanto pare entrano nell’indagine non certo come corruttrici di amministratori o criminali, ma solo perché usate per i loro servizi da una losca organizzazione di malaffare, possono quindi collaborare come testimoni di fatti e avvenimenti che ci appaiono molto inquietanti.Come è avvenuto per la signora D’Addario anche costoro probabilmente renderanno alla giustizia e al popolo italiano un grande favore testimoniando quanto è successo e consentendo che la magistratura possa apprendere i fatti e perseguire i colpevoli.Mettere alla berlina la vita privata di private cittadine (le escort) non è giusto, esse non si possono  trattare al pari di un politico, che poiché  è stato eletto e ha un incarico pubblico deve  rispondere delle proprie azioni e della propria onestà e moralità pubblicamente. Quindi si parli pure di ciò che fa il capo del Governo perché è giusto informare, ma si smetta di esporre i nomi delle accompagnatrici. Se fanno o no le escort è affar loro visto che in questo paese non c’è l’obbligo di essere iscritte ad un albo professionale, lasciamo che siano loro eventualmente ad esporsi spontaneamente se avranno voglia di farlo, così come ha fatto coraggiosamente Patrizia D’Addario. Si pongano quesiti a coloro che governano il Paese sulla schizofrenia di chi propone le multe e la galera per i clienti delle prostitute e la galera per chi fuma uno spinello mentre si trastullano con escorts e cocaina. Le patologie sembrano essere molteplici cominciando da quella di essere dei  bugiardi patologici. 
 
Porpora Marcasciano sull'ondata di omofobia
mercoledý 02 settembre 2009

Non voglio fare l’elenco delle violenze, delle aggressioni, delle
discriminazioni e di tutto il peggio che l’Italia sta offrendo ma
quello che accade oramai quotidianamente in giro per il paese pone l’
interrogativo sul che fare, come rispondere a una situazione che si è
fatta pesante o meglio…si è fatta “nera” nel vero senso della parola
perché, come la giri e come la volti, si tratta proprio di questo, l’
Italia è, oppure è tornata ad essere nera…fascista. Anche per i cechi,
i segnali ci sono tutti, chiusura, intolleranza, violenza, fobia in
tutte le sue declinazioni, ignoranza intesa esattamente come assenza di
cultura che, quando viene meno, trasforma la realtà nella “notte in cui
tutte le vacche diventano nere”. A dire il vero i segnali c’erano tutti
già da molto tempo ma purtroppo bisogna costatare che a vederli (i
segnali della regressione) erano sempre e solo quei quattro paranoici
bollati come estremisti e provocatori. Come già visto in molte delle
grandi tragedie italiane, ci stavamo muovendo su un terreno
vistosamente franoso anzi su una faglia e nonostante il rischio si
continuava a costruirci sopra senza preoccuparsi affatto delle
fondamenta o del materiale adoperato e ora tutto scricchiola, crolla o
diventa pericolante, mentre su in superficie, nell’area colpita, ci si
chiede come e perché tutto ciò sia potuto accadere.  Di fronte alla
realtà non mi stupisce quanto accade (era prevedibile) piuttosto lo
stupore di molti, specie nel mondo glbt sull’accaduto. Le aggressioni e
la violenza non mi sorprendono ma mi indignano, feriscono il mio
orgoglio, la mia coscienza libera, libertaria e liberante. Sono gli
stessi sentimenti che hanno fatto nascere Facciamo Breccia, quei
sentimenti che illudendomi credevo fossero condivisi e condivisibili da
un sedicente movimento di liberazione GLbT. Quei sentimenti che se ci
avessero motivato e spinti all’azione ai primi segnali di questa deriva
forse oggi le cose sarebbero diverse. Ma non si può ragionare con il
“se” e con il “forse”, le letture possono essere diverse e la realtà ci
impone un deciso e necessario “guardare all’oggi”.
Ma le domande
restano le stesse. Mi chiedo cosa ci aspettiamo in un paese in cui dai
pulpiti sacri e inviolabili si accusano gli omosessuali di essere
pedofili (Bagnasco, ma anche Bossi e compagnia bella), che gli
omosessuali minano la sacralità della famiglia, che la violenza nei
loro confronti è figlia della degenerazione (il cardinale di Bologna),
che la natura ha creato l’uomo e la donna e tutto il resto è abominio
(Razzinger). Cosa ci si aspetta da un paese distratto che non ricorda
più la sua lotta di liberazione, dimenticando che il fascismo è reato e
permettendo a quei figuri di sedere nel suo parlamento, di guidare
città come Roma dove le sedi e i punti di incontro della destra estrema
sono oramai decine, quelle sedi che riempiono la capitale di manifesti
omofobi durante il Pride. Cosa ci aspettavamo che ci avessero cinti di
alloro? Quando il dibattito, anzi il chiacchiericcio sui diritti di GLT
scivola a livelli bassi, se non lo si dimentica proprio, ci stupiamo
che bisogna arrivare all’omicidio per porsi il dubbio che forse in
Italia ci potrebbe essere una vena sottile di omo/transfobia?
Ero
presente e ricordo molto bene il Pride di Catania del 2005, quando
Forza Nuova bloccò il nostro favoloso corteo con uno striscione con su
scritto “le malattie non si manifestano ma si curano” e la polizia
permise loro di sfilare bloccando noi (a detta loro) per la nostra
sicurezza. Ricordo pure la risposta (osteggiata e boicottata) che fu
data dai noi…soliti estremisti di Facciamo Breccia con l’Orgoglioso
Antifascismo. Quando un paese basa le sue politiche sulla paura, sulla
sicurezza, sulla lotta al degrado e a una loro idea di decoro, sulla
riscoperta dei valori tradizionali e sull’abbandono (voluto o coatto)
della laicità, non ci si può stupire dell’ondata omofoba, xenofoba ecc
che lo attraversa… che lo caratterizza.
Per saperne di più e capire
meglio basta andare nei siti della destra, leggere i loro programmi e
vedere come siamo considerati e cosa propongono per i “diversi” siano
essi omosessuali, transessuali, immigrati ecc.
Oggi però il problema
non è leggere e interpretare quanto sta succedendo, ma è il cosa fare?
Foucoult in uno dei suoi saggi più importanti affermava che la
responsabilità più grande che dobbiamo assumerci è quella di chiederci,
di fronte a una realtà nuova e mutata, cosa è meglio fare. Banalissima
costatazione, non ci voleva certo Foucoult, ma visto quello che stà
succedendo in superficie (sopra la faglia per intendersi) la semplicità
della questione ci sta tutta. Io me lo chiedo, in molti se lo chiedono,
se provassimo a chiedercelo insieme partendo ognuno dai propri percorsi
e non certo dalle proprie logiche interne forse riusciremo a trovare
una o più risposte, magari una strategia. ….Ma (mi si consenta una
grattata) se la questione diventa solo ed esclusivamente quella di chi
arriva prima a mettere il cappello sulla risposta che è quella stessa
identica contorsione che caratterizza il cosiddetto movimento GLbT
italiano  da qualche decennio, credo che le possibilità di dare
risposte o trovare strategie ne avremo poche e quelle poche saranno
deboli e penose. Ultimamente mi chiedo spesso se esiste ancora un
movimento GLbT o se può definirsi tale un insieme di realtà il cui
unico comune denominatore sembra quello appunto di essere transessuali,
lesbiche omosessuali e questo sembra non essere più il collante che
possa tenere insieme soggettività diverse….però una risposta
(movimento) all’attacco violento alla nostra dignità di persone sembra
starci tutto. E forse in tutto questo ci sarebbe anche la possibilità
di sentirsi o tornare ad essere movimento ( dando per scontato che ci
sia questa volontà o aspirazione e che non ci siano logiche lobbistiche
e di potere ). Un movimento, un insieme, un’esperienza (che come in
tutto il mondo, per tutti i gruppi e le categorie, in tutta la storia)
dica no a quanto succede, senza se e senza ma.
Mi occupo della difesa
dei diritti e della dignità delle persone transessuali, la mia vita è
dedicata a questo. Milito nel cosiddetto movimento GLT più o meno dal
suo inizio. La mia pratica è libertaria, antifascista, laica,
autodeterminata, requisiti importanti e necessari per un movimento di
liberazione. Chiarito questo non credo ci possano essere problemi di
confronto con altre realtà che in maniera diversa declinano la propria
lotta per i diritti e la dignità. Una nota di fondo: il confronto non
mi interessa con coloro che si considerano/dichiarano di destra*. Non
voglio motivare e giustificare questa mia nota perché ho altro da fare
e sarebbe anche facile se non scontato farlo, ma è quanto scritto nel
mio percorso e in quello di tutti i movimenti di liberazione punto e
basta.
Porpora Marcasciano

 
Vergognosa Ondata di Omofobia
mercoledý 02 settembre 2009
Due bombe carta sono esplose ieri sera intorno alle 23,40 nella Gay Street di via San Giovanni a Roma. Un ragazzo è rimasto ferito a un orecchio e sono stati distrutti un motorino e alcuni vasi. Le esplosioni sono avvenute all’altezza del Colosseum Bar ma si sono udite anche a centinaia di metri di distanza. "Qui si é scatenato il panico", ha raccontato Fabrizio Marrazzo, presidente di Arcigay. "Si sono verificati due lanci successivi a poca distanza l'uno dall'altro". Sarebbero quattro naziskin gli autori. Due a piedi e altri due in auto, hanno lanciato le bombe in mezzo alla folla. I presenti hanno provato a inseguirli ma si sono fermti davanti ai coltelli estratti dagli autori dell’attentato. Sul posto sono arrivate le forze dell'ordine e ora esamineranno anche l’eventuale presenza di filmati di una banca vicina al luogo dell’esplosione. 

E’ l’aggressione più violenta che si ricordi nella strada simbolo degli omosessuali romani. E nella comunità forte è la preoccupazione: ‘’E’ in atto una vera e propria aggressione di stampo politico – ha denunciato Franco Grillini, presidente di Gaynet - verso la comunità lgbt italiana, ad opera di fanatici e di gruppi neonazisti che si sentono più o meno legittimati dalla vittoria della destra alle ultime elezioni politiche. L’atto di stasera si configura addirittura come un gesto terroristico contro la comunità lgbt nel luogo della sua visibilità’’ 

L’attentato di ieri arriva dopo una serie di aggressioni avvenute nelle ultime settimane. La comunità aveva già indetto alcune manifestazioni di protesta, i Micropride settimanali nelle strade della capitale, ma ora la reazione sarà ancora più forte, annunciano i rappresentanti.‘’Ora basta’’ dice Ivan Scalfarotto del Pd. Nei prossimi giorni numerose saranno gli appuntamenti fissati. Oggi si terrà un sit- in nella Gay Street e una manifestazione davanti alla prefettura. Venerdì una lunga fiaccolata nel centro di Roma a cui parteciperà l’intera comunità. 
 
 
 
I bordelli nei lager nazisti: prostitute per i detenuti
giovedý 20 agosto 2009
A Berlino presentato un libro dello studioso Robert Sommer
Roma, 19 ago. (Apcom) - "Il lavoro rende liberi", era la scritta crudele sulla porta di Auschwitz. E fra i lavori dei lager c'era anche quello più vecchio del mondo. I nazisti gestirono fra il 1942 e il 1945 dei veri e propri bordelli all'interno di parecchi campi di concentramento. Prostitute destinate ai detenuti: l'idea era che fornire incentivi ai prigionieri avrebbe aumentato la loro produttività sul lavoro. Non è un segreto, ma nemmeno, finora, una faccenda di cui si parlasse volentieri. C'è voluta l'opera meticolosa dello studioso tedesco Robert Sommer, 460 pagine frutto di quattro anni di lavoro, per raccontare in dettaglio la storia dei bordelli nei dieci lager in cui furono aperti dai nazisti: chi li frequentava (erano aperti solo ai detenuti non ebrei); come funzionavano, da dove venivano le disgraziate donne in offerta, detenute a loro volta. "Das KZ Bordell" ("Il bordello del campo di concentramento") è stato presentato oggi al Parlamento locale del Land di Berlino. L'argomento è inoltre oggetto di una mostra itinerante che sta attraversando la Germania. Il libro è basato su numerose interviste con un piccolo gruppo di superstiti, spiega il sito delle tv tedesca Deutsche Welle. Secondo Sommer, l'idea era venuta agli Schutzstaffel di Hilter, le guardie del corpo delle SS. "Le donne reclutate - spiega l'autore - per lo più venivano dai lager di Ravensbrueck e Auschwitz". Per il 70% erano tedesche, le altre di nazionalità ucraina, polacca o bielorussa. Il primo bordello fu aperto nel campo di Mauthausen in Austria nel 1942; il più grande fu quello di Auschwitz, in Polonia, dove lavorarono fino a 21 donne contemporamente. Sommer stima che in tutto furono circa 200 le donne costrette ad offrirsi ai detenuti, inizialmente con la promessa - mai mantenuta - di sfuggire alla brutalità del lavoro forzato e di essere poi liberate. "La grande maggioranza delle donne forzate a prostituirsi nei campi di concentramento" dice lo studioso di scienze sociali "era etichettata come socialmente indesiderabile dai nazisti. Fra di loro non c'erano donne ebree, e i detenuti maschi ebrei non erano ammessi nei bordelli". Divieto d'accesso anche per i prigionieri di guerra sovietici. A frequentare i bordelli quindi erano le decine di migliaia di altri soldati catturati, di prigionieri politici, o altre persone detenute perché 'socialmente indesiderabili" dai nazisti (una categoria che includeva Rom e omosessuali), che popolarono i lager a fianco dei milioni di ebrei sterminati nell'Olocausto. Sommer aggiunge che nessuna delle donne coinvolte ha mai ricevuto alcun tipo di compensazione; sottolinea anche che in effetti ben pochi dei detenuti dei lager erano in condizioni fisiche tali da poter avere rapporti sessuali. Insa Eschebach, direttrice del museo di Ravensbrueck in Brandeburgo, spiega che l'argomento è sempre stato tabù. "Naturalmente c'è un'immagine positiva dei detenuti dei campi di concentramento, e parlare di prostituzione forzata significa distruggere questa immagine. I detenuti erano vittime, ma in questo contesto, potevano diventare carnefici".
Copyright © Telecom Media News S.p.A. Tutti i diritti riservati
http://www.apcom.net/newsesteri/20090819_165801_58aff59_68681.html
 
Abbiamo perso una Compagna
mercoledý 22 luglio 2009
Esprimiamo il nostro dolore per la scomparsa di Tiziana, è stata una compagna di lotta nel nostro cammino.
Partecipava alla nostra mailinglist attivamente e ci ricordava sempre che si deve resistere al fascismo e batterci contro le discriminazioni. Resistenza sempre è il suo messaggio. Il nostro ultimo incontro fu alla manifestazione di Roma il 13 dicembre scorso. Allegra e piena di energia era pronta a combattere contro le discriminazioni e la criminalizazione di ognuna/o di noi senza distinzione di genere o nazionalità.
Poi il Pride di Genova dove si è sentita male e sembrava fosse stata strappata alla morte da un intervento tempestivo di una infermiera che l'ha soccorso e tenuta in vita fino all'arrivo dei soccorsi. Ma non ce l'ha fatta a ritornare alla sua vita e alle nostre lotte.
Di lei ci resta oltre al ricordo una produzione di locandine interessanti e molto eloquenti, ve ne allego una.
Vogliamo ricordarla, proponiamo un evento da organizzare in suo onore fra non molto. Io mi sonosentita onorata di essere sua amica.
Pia Covre 
 
Aids: Mediatrice Culturale del Comitato, Straniere a Rischio 95% Prostitute In Italia
venerdý 03 luglio 2009

Roma, 2 lug. (Adnkronos Salute) - "Il 95% delle prostitute che lavorano in Italia, è composto da donne straniere clandestine, la metà delle quali provenienti dall'Africa. E dopo l'approvazione delle ordinanze comunali anti-prostituzioni queste giovani lavorano in luoghi nascosti, fuori dal nostro controllo, accettando qualsiasi condizione pur di guadagnare, compreso il mancato uso del preservativo". Dunque, a rischio Hiv. A lanciare l'allarme è stata oggi a Roma Hermine Gbedo, mediatrice culturale del Comitato per i diritti civili delle prostitute, intervenendo al seminario 'Oltre l'Aids: fatti/persone/strategie/risorse' organizzato dall'Associazione italiana donne per lo sviluppo (Aidos).

"Le prostitute straniere - ha spiegato Gbedo - hanno fatto la loro comparsa in Italia all'inizio degli anni '90. Al contrario di quanto si pensi, non sono le donne ma gli uomini immigrati a essere maggiormente colpiti dall'Aids (56%): la sieroprevalenza fra le lavoratrici del sesso extracomunitarie è in calo. Le politiche di repressione stanno però creando condizioni che ci preoccupano: le ragazze sono costrette a lavorare in posti isolati, accettando pur di guadagnare gravi compromessi, sotto la pressione degli sfruttatori o di clienti che richiedono rapporti non protetti. In più, spesso ci viene segnalato che il condom portato in borsetta viene preso come 'indizio' di prostituzione da parte delle forze dell'Ordine". Fra i problemi di tipo culturale, Gbedo segnala che "molte volte le straniere, soprattutto le africane, usano il profilattico 'sul lavoro', ma non all'interno della coppia, perché i compagni non lo accettano ed è difficile convincerli".

Per quanto riguarda il quadro italiano, Rita Bellagamba, dell'Istituto Lazzaro Spallanzani di Roma, conferma che "ogni anno nel nostro Paese si registrano 3.500-4.000 nuove infezioni e nel 2008 i casi notificati di Aids conclamato sono stati circa 1.300. Si alza l'età media del paziente 'tipo': dai 26 anni per le donne e i 29 per gli uomini nel 1986 si passa rispettivamente a 40 e 43 nel 2008. Il 43% dei nuovi infetti è inoltre eterosessuale, mentre nel 1997 il 58% dei pazienti era tossicodipendente e aveva contratto in questo modo il virus".

Preoccupante, secondo l'esperta, "la percentuale di sieropositivi inconsapevoli e dunque di casi 'sommersi', circa il 25% del totale, nonché quella di donne (ben il 43%) che si infettano consapevolmente avendo rapporti rischiosi con un partner che sanno essere sieropositivo. Se tutti conoscessero il proprio stato di salute effettuando test regolari - calcola Bellagamba - la trasmissione sessuale del virus Hiv diminuirebbe del 31%". In apertura del seminario, per raccontare la storia di una donna e di suo marito alle prese con una diagnosi di Aids, Tamara Bartolini ha letto il monologo teatrale di Maricla Boggio 'Una moglie: i mesi incantati'.

 
Per le vittime della tratta il ddl Ŕ una condanna
venerdý 03 luglio 2009
Quasi tutte vengono reclutate per le strade di Benin City, nello stato di Edo, a sud della Nigeria. A volte sono le stesse famiglie a venderle, giovanissime, senza istruzione e senza alcuna cognizione di quello che le aspetta. Le ragazze nigeriane che finiranno sui marciapiedi italiani attraversano lo stesso viaggio infernale di migliaia di altri migranti africani in fuga dalle persecuzioni e dai conflitti. Ma già lungo la strada loro sono costrette a prostituirsi per ottenere i soldi necessari ad arrivare in Europa, dove potranno guadagnare abbastanza per ripagare il debito con i trafficanti, circa 40 mila dollari a testa. Quando arrivano, però, spesso dicono di non avere pagato il viaggio. Dicono di avere trovato un benefattore che le ha aiutate. Finora molte sono riuscire a raggiungere l'Italia per via aerea, ma i maggiori controlli hanno spinto a cercare altre rotte che oggi passano per la Grecia, la Turchia e poi, via terra, a entrare nel nostro paese dal confine a nord-est con la Slovenia o quello occidentale con la Francia.

Via Lampedusa
Una buona parte passa per la Libia e poi s'imbarca per la Sicilia. Il dato più significativo, infatti, riguarda proprio gli arrivi a Lampedusa. Se nel 2007 erano 166 le giovani nigeriane sbarcate sull'isola, pari al 18 per cento di tutte le donne arrivate, nel 2008 quel numero è decuplicato, raggiungendo la cifra di 1.782 e una quota del 51 per cento rispetto al totale.

Gli operatori umanitari informano subito le ragazze che la legge italiana le può tutelare, concedendo permessi per motivi di protezione sociale, ma loro non parlano, perché controllate dalla "madame", la maitresse che di solito le accompagna, o perché spaventate dalle minacce dei trafficanti alle famiglie. Perciò tentano la via dell'asilo e fanno domanda. Se emerge che non si tratta di rifugiate ma di potenziali prostitute sfruttate, possono ottenere ugualmente il permesso di soggiorno, in base all'articolo 18 della Legge Turco-Napolitano (negli ultimi dieci anni sono stati rilasciati oltre 4.600 permessi di questo tipo). Ma questo può anche non emergere e finire tutto in un diniego che le trasforma automaticamente in irregolari, in clandestine, ancora più assoggettate ai trafficanti.


Domanda in crescita
Le donne nigeriane rappresentano il 60 per cento delle vittime di tratta in Italia e nel mercato della prostituzione si stima che siano circa 10 mila, pari al 41 per cento del totale. "Dai maggiori punti di snodo come Torino, Roma e Castel Volturno, dove si concentrano le comunità nigeriane, si distribuiscono poi nei centri minori - spiega Vittoria Luda, dell'agenzia Onu per la ricerca sul crimine e la giustizia, Unicri - oppure proseguono verso i paesi del nord, come l'Olanda e la Norvegia, dove la 'domanda' è in crescita". Difficile dire cosa accade quando vengono rimpatriate come irregolari, sia per le ritorsioni che possono subire sia perché in Nigeria è forte la stigmatizzazione verso chi torna come prostituta.

Gli effetti del ddl sicurezza
Certo è che queste ragazze saranno penalizzate già dal ddl sicurezza approvato oggi, perché il timore di essere denunciate e rimpatriate le allontanerà di fatto da ogni tipo di servizio pubblico, in particolare quello socio-sanitario e assistenziale. Anche la politica dei respingimenti in Libia finirà per peggiorare la situazione, riducendo la possibilità di uscire dal racket. "Nei barconi respinti ci sono diversi gruppi vulnerabili, tra cui le vittime di tratta, che avrebbero accesso a un sistema di protezione presente in Italia, mentre in Libia questa tutela non è affatto garantita", commenta Simona Moscarelli, responsabile legale dell'Organizzazione internazionale per le migrazioni. Una politica, dunque, che non servirà a contrastare il traffico di esseri umani, fenomeno che in Italia ha riguardato circa 25 mila persone negli ultimi quattro anni e che oggi rappresenta un business più che consolidato. La tratta è infatti la terza fonte di arricchimento per la criminalità organizzata, dopo il traffico di droga e quello di armi.

di Vittorio Longhi

Fonte: la Repubblica, 02 luglio 2009

 
TRATTA DALLA NIGERIA: 30 ARRESTI DEL ROS, ANCHE DUE MEDICI
mercoledý 24 giugno 2009

ROMA - Maxi operazione dei carabinieri del Ros contro la tratta di esseri umani: 30 le ordinanze di custodia cautelare in corso di esecuzione in queste ore in Italia, Nigeria ed altri Paesi europei. Smantellata un'organizzazione a delinquere che reclutava ragazze nel Paese africano e le costringeva a prostituirsi in Italia, riducendole in stato di schiavitù, con minacce di vario genere. Tra gli indagati anche due medici italiani che avrebbero fatto abortire alcune delle giovani.

A coordinare le indagini è la Procura distrettuale antimafia di Ancona, che ha chiesto ed ottenuto provvedimenti restrittivi nei confronti 30 persone, tutte accusate di associazione per delinquere finalizzata alla tratta di esseri umani, riduzione in schiavitù, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. Al centro degli accertamenti del Raggruppamento operativo speciale dell'Arma un sodalizio transnazionale, di matrice prevalentemente nigeriana, dedito allo sfruttamento di connazionali, fatte giungere illegalmente in Italia e ridotte in schiavitù con il ricorso a violenza, riti esoterici e minacce ai familiari nel paese di origine. Documentate anche numerose interruzioni di gravidanza delle vittime da parte di due medici italiani e di due nigeriani, considerati dagli investigatori "referenti del sodalizio nella capitale", che sono stati raggiunti da un'ulteriore ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa su richiesta della Procura della Repubblica di Roma.

Tra le persone arrestate anche un cittadino nigeriano ricercato in Italia per traffico di esseri umani finalizzato all'immigrazione clandestina e allo sfruttamento della prostituzione. L''uomo è stato arrestato ad Atene dalla divisione contro il crimine organizzato della polizia greca in collaborazione con l'ufficiale di collegamento dell'Interpol in territorio ellenico Giovanni Accardo. La cattura di Steve Baker di 39 anni, che era ricercato su mandato di cattura della magistratura di Ancona, fa parte, secondo quanto si apprende, di un'operazione denominata 'foglie nere' che ha portato ad altri arresti in altri paesi europei, grazie ad un alto grado di collaborazione tra tutte le forze di polizia dei paesi coinvolti. Baker, che sarà posto a disposizione della magistratura greca per valutare la richiesta di estradizione, era il referente di un'organizzazione criminale che introduceva giovani nigeriane attraverso la Grecia destinate allo sfruttamento sessuale in Italia ed altri paesi europei,

BOOK FOTOGRAFICI E RITI VOODOO
Venivano selezionate e reclutate in Nigeria anche attraverso book fotografici le ragazze africane avviate alla prostituzione in Italia e in altri paesi europei dall'organizzazione internazionale scoperta dal Ros e dalla Dda di Ancona. Per il viaggio le vittime dovevano versare al gruppo criminale somme comprese tra i 40.000 ed i 60.000 euro, e il contratto era sancito da riti voodoo. Munite di documenti contraffatti, le ragazze venivano imbarcate su aerei diretti in Olanda o in Francia, dove altri referenti dell'organizzazione provvedevano ad accompagnarle in Italia via terra e a consegnarle a cellule capeggiate da 'madame' che le avviavano allo sfruttamento sessuale. In altri casi le giovani venivano mandate in Turchia e poi fatte proseguire per la Grecia.

Da qui venivano accompagnate in Italia a bordo di traghetti di linea o in aereo, via Parigi. Un'altra rotta consisteva invece in viaggi via terra fino alle coste del Marocco o della Libia, e il trasbordo in Spagna o in Italia su imbarcazioni di fortuna. Dell'organizzazione facevano parte soggetti attivi in Nigeria, Spagna, Francia, Olanda, Germania, Grecia e nella Repubblica di San Marino. In Italia controlli e perquisizioni hanno interessato le Marche, il Lazio, l'Emilia Romagna e la Lombardia. L'indagine si è intrecciata con un'inchiesta della Direzione distrettuale di Ancona su un traffico internazionale di stupefacenti, che nell'aprile del 2008 aveva già portato in carcere 15 indagati. Da Madrid la droga veniva consegnata a referenti in Piemonte e nelle Marche, con il sistema dei corrieri a pioggia: spesso proprio giovani donne nigeriane, poi avviate alla prostituzione lungo il litorale marchigiano.

ABORTI CLANDESTINI PER 300-2 MILA EURO
Poteva contare su due medici italiani residenti a Roma pronti a praticare aborti clandestini nel loro studio medico, l'organizzazione criminale che sfruttava giovani prostitute nigeriane sgominata dalla Dda di Ancona e dal Ros.

I due professionisti finiti in carcere, insieme ad una coppia di nigeriani residenti nella capitale, eseguivano aborti anche su ragazze in stato di gravidanza avanzatissimo, con un tariffario che oscillava fra i 300 e i 2.500 euro. Una giovane ormai vicina al parto è stata sottratta all'interruzione di gravidanza dai carabinieri, che l'hanno inserita nel programma di assistenza previsto dalla legge 228 del 2003 per chi collabora alle indagini sullo sfruttamento e la tratta. La ragazza ha partorito e sta bene. Di questa tranche dell'inchiesta si occupa la procura di Roma, cui la Distrettuale di Ancona ha trasmesso gli atti di indagine

Ansa 24/06/2009

 

 

 
Il Sudafrica vuol legalizzare la prostituzione in vista dei mondiali di calcio
martedý 23 giugno 2009
di Giannino della Frattina
Legalizzare la prostituzione. Quando manca solo un anno ai campionati del Mondo di calcio del 2010, il dibattito si fa sempre più acceso in Sudafrica, il Paese che vanta il più alto tasso al mondo di infezioni da Hiv/Aids.
Secondo le organizzazioni di difesa dei lavoratori del sesso, il sistema oggi in vigore favorirebbe la criminalità e il grande evento in programma per il prossimo giugno potrebbe «offrire un'occasione incredibile per questi criminali», assicura all'Afp Eric Harper, direttore dell'organizzazione sudafricana «Sex Workers education and Advocacy Taskforce» (Sweat). Da considerare che i Mondiali 2010, organizzati per la prima volta in Africa, potrebbero richiamare oltre 400mila appassionati di calcio, turisti e visitatori. Se la prostituzione venisse legalizzata, spiega Harper, si garantirebbe un maggior rispetto dei diritti dell'uomo, visti i numerosi abusi commessi dalle stesse forze dell'ordine. Le prostitute «avrebbero un contratto, avrebbero diritto alle assenze per malattia, avrebbero un orario di lavoro. Sarebbero meno vulnerabili allo sfruttamento».
Una proposta che, ovviamente, trova dei fieri oppositori. Chi, infatti, è contrario alla depenalizzazione della prostituzione ricorda il rischio di «traffico di esseri umani» e di una maggiore diffusione dell'Aids, in un paese dove ben 5 su 48 milioni di abitanti risultano sieropositivi. Chi si prostituisce, in particolare le donne, è «spesso incapace di imporsi per avere pratiche sessuali sicure», denuncia un recente rapporto redatto dalla Commissione per la riforma delle leggi del ministero della Giustizia. «Quando un cliente paga doppio per un rapporto sessuale non protetto, è difficile rifiutare», ha ammesso Kim, un transessuale di Città del Capo.
La questione della prostituzione viene spesso sollevata in occasione dei grandi eventi sportivi. Prima dei Mondiali di calcio del 2006 in Germania, dove la prostituzione è legale, si era paventato l'ingresso nel paese di circa 40mila lavoratori del sesso, anche se poi queste cifre risultarono «infondate e irrealistiche», secondo una relazione dell'Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim).
In Sudafrica, alcuni esperti di diritto hanno presentato diverse proposte per depenalizzare la prostituzione, sottolineando anche i benefici che ne trarrebbe la polizia, libera di concentrarsi nella lotta alla grande criminalità in un Paese che conta almeno 50 omicidi al giorno. La Commissione per le riforme delle leggi ha proposto nelle scorse settimane alcune opzioni, tra cui la depenalizzazione totale della prostituzione o un regolamentazione dell'attività da parte del governo. Secondo Dallene Clark, uno dei ricercatori che ha partecipato alla stesura delle proposte, il dibattito non è stato sollevato in occasione dei Mondiali di calcio, ma nell'ambito di una revisione generale delle leggi sui crimini sessuali. «Si cerca una soluzione a lungo termine adeguata per il Sudafrica», ha precisato.
 
 
Carla Corso: Vizi Privati e Pubbliche Virt¨
martedý 23 giugno 2009

 

Vizi privati e pubbliche virtù: da sempre questo paese si è dato questa regola cercando di salvare la facciata, si sono sempre giustificati i comportamenti inadeguati di politici, uomini d’affari, alti o bassi prelati,  insomma tutta questa classe dirigente che dovrebbe avere il compito di governarci, amministrarci. Infondere  speranza di salvezza, dare esempio di alta moralità e saggezza, potrei continuare con gli aggettivi perchè io continuo ad avere un’ alta considerazione della politica e di chi la pratica e continuo a sperare che questo paese abbia finalmente una classe dirigente all’altezza della sua storia, se lo meritano tutti quelli che credono nella democrazia e in una politica seria, appassionata e che faccia l’interesse di tutta la collettività. Non si possono più accettare leggi che tolgono la liberta ai deboli e permettono tutto ai potenti.Un presidente burlone un po’ guascone e grand tombeur de femmes risulta simpatico, umano, diventa per noi gente comune un esempio da seguire e da invidiare, ma guai ad avere noi lo stesso comportamento, saremmo subito giudicati cattivi genitori, cattivi cittadini, e anche delinquenti se dediti alla prostituzione o ad usufruire dei servizi sessuali. Infatti due donne che “esercitano” nella stessa casa vengono denunciate di favorirsi reciprocamente e finiscono in prigione, la stessa sorte tocca al marito o al compagno che è al corrente dell’attività delle rispettive donne. I clienti per ora vengono multati, ma la Carfagna vuole per il futuro una legge per metterli in galera.  Alle prostitute sono riservati trattamenti diversi ma comunque gravi e lesivi dei loro diritti, sono allontanate con il foglio di via, la stessa sorte toccata a BOCCA DI ROSA personaggio immaginario ma non troppo del cantautore-poeta De Andrè. Fabrizio con la sua canzone volle denunciare la doppia morale e una serie di abusi che si consumavano continuamente contro chi si prostituisce, ma dalla sua denuncia nulla è cambiato si continua a discriminare l’anello  più  fragile del mercato del sesso. La vera novità sta nel definire il cliente “consumatore finale”.    Carla Corso per l'ALTRO

 

 
DISTRIBUTORI DI CONDOM NELLE SCUOLE DI ROMA E PROVINCIA
giovedý 18 giugno 2009

ROMA - Nei licei e negli istituti superiori di Roma e Provincia arriveranno i distributori di preservativi. E' quanto prevede una mozione, presentata dal coordinatore del gruppo federato della sinistra, Gianluca Peciola, approvata oggi dal consiglio provinciale di Roma.

La mozione dunque impegna il presidente a sostenere "l'installazione nei locali o nei pressi delle scuole di istruzione secondaria superiore, in accordo con gli organi di direzione delle stesse, di distributori automatici anti concezionali". La richiesta dei distributori dei preservativi nelle scuole era stata sostenuta anche da una migliaio di firme raccolte dai giovani del Partito Democratico.

Paralellamente all'installazione de distributori di profilattici partirà anche "una campagna di informazione, prevenzione e sostegno alla ricerca nella lotta contro il diffondersi del virus hiv e della altre malattie a trasmissione sessuale" oltre che "una campagna per l'insegnamento dell'educazione sessuale negli istituti superiori". La mozione è passata con i 18 voti favorevoli (16 Pd e 2 Sinistra e libertà), 7 contrari (Pdl e Udc) e un astenuto (La Destra).

fonte: ansa 18/06/2009

 
rapporto Dipartimento U.S. 2009 sul traffico esseri umani
giovedý 18 giugno 2009
Questo articolo in particolare fa riferimento alla mancanza della Cambogia di rispettare e di applicare le regole minime internazionali richieste sull'eliminazione del traffico degli esseri umani e dello sfruttamento sessuale.
Le rete delle sex workers dell'Asia e del Pacifico approva la relazione  e il fatto che siano state evidenziate tali mancanze.
PHNOM PENH, Cambodia (June 17, 2009) -- The Asia 
and the Pacific Network of Sex Workers (APNSW) 
would like to commend the U.S. Department of State on 
their 2009 Trafficking in Persons (TIP) Report, with specific reference to their 
recognition of Cambodia’s failure to properly implement and enforce minimum 
international standards with it’s law on the Suppression of Human Trafficking and 
Sexual Exploitation. 


 

The TIP Report acknowledges a number of the issues arising from the conflation 
of sex work and trafficking in Cambodia, as well as the misguided enforcement of 
the law. The root of this being that “Not all government officials have appeared to 
distinguish between the law’s articles on trafficking offences and non-trafficking 
crimes such as prostitution … as a result law enforcement has focused on 
prostitution-related crimes…”.  


 

As noted in the TIP report “Following the passage of the law Cambodian police 
conducted numerous raids on brothels and detained a large number of women in 
prostitution while failing to arrest, investigate or charge any large number of 
persons for human trafficking offences.” APNSW hopes that the focus of the 
enforcement of the law will be shifted from the policing, arrest and detention of 
sex workers as “traffickers” to the investigation and prosecution of major 
traffickers, in line with the recommendations given by the U.S. Department of 
State in the TIP Report.  


 

As a result of these detentions, a number of human rights abuses against sex 
workers have been reported upon their release. Some of which are mentioned in 
the TIP report including rape, physical beatings and extortion, all said to have 
been committed by some police and Ministry of Social Affairs officials. Due to this 
failed enforcement and lack of trafficking convictions Cambodia has been placed 
back on the Tier 2 Watch List for trafficking.  


 

APNSW and Women’s Network for Unity have advocated strongly for the 
recognition of this issue and it is with cautious optimism that we welcome the 
report. It is good to see the US government at last treating seriously the issues 
that sex workers have raised.    


 

Given Secretary Clinton’s commitment to assessing US anti-trafficking efforts 
and the millions of dollars in anti-trafficking funds committed by the US 
Department of State to anti-trafficking efforts in Cambodia; it would be useful for 
the US government to look into why their programs to improve standards have 
clearly failed. 1 


 

We look forward to working with the Cambodian and US governments to develop 
programs to address sex workers health and human rights which are based in 
evidence and rights.  


 

# # # 


 

Contact:  
Sara Bradford, Technical Advisor APNSW 
(+855) 12-393-714 

  

See APNSW film on Cambodian law: http://blip.tv/file/1159149  


 

See APNSW article on Cambodian Law: 
the-crocodile-the-campaign-to-suppress-human-trafficking-and-sexual- 
exploitation-in-cambodia/                                                
1 

 
W Le ESCORT
giovedý 18 giugno 2009

Veniamo a conoscenza attraverso i media dell’inchiesta aperta a Bari dalla Procura Antimafia per indagare su uno dei tanti casi di corruzione pubblica che svela anche i retroscena delle feste nelle residenze del premier.

Non siamo stupite che  alcune giovani donne siano state invitate a recarsi nelle residenze del premier, dietro compenso.   .Da sempre siamo convinte che per ogni donna libera sia lecito cogliere l’opportunità di usare il proprio corpo per guadagnarsi da vivere, anche attraverso l’offerta di intrattenimento e servizi sessuali. Questo noi lo chiamiamo Lavoro Sessuale, peccato che in Italia ci siano troppe resistenze nel riconoscerlo come lavoro.Poiché ci rendiamo conto della delicatezza della situazione speriamo che i magistrati  tengano in considerazione la parola delle testimoni di questi fatti.Il dibattito pubblico e mediatico che si è creato nel Paese  dopo la festa di Noemi ha evidenziato come in generale le donne coinvolte vengano esibite come “pulzelle” opportuniste che di fronte  alla “bramosia d’amor” del sire si trasformano in “puttane” quindi “teste inattendibile”.Affermiamo che le escort sono delle serie lavoratrici del sesso presenti in tutto il mondo e riconosciute come lavoratrici nei Paesi civili e non ipocriti (vedi Australia, Olanda, Svizzera, Germania ecc…). Non si cerchi di screditare il valore del loro impegno civile e sociale nel collaborare con la magistratura e sopratutto si garantisca come per ogni testimone la tutela della loro vita privata e soprattutto della loro sicurezza.La nostra associazione si complimenta con le giovani donne e colleghe che in questo caso stanno collaborando con la Procura Antimafia, per il coraggio e per il servizio che rendono allo Stato nella lotta contro il malaffare e la corruzione. Ci  rendiamo disponibile a fornire loro ogni assistenza morale contro eventuali linciaggi da parte di chi cercherà di screditarle.  Pia Covre e Carla Corso 
Comitato per i Diritti Civili delle Prostitute Onlus
v
 
źPassai la notte a Palazzo Grazioli╗
giovedý 18 giugno 2009
Il racconto di Patrizia D’Addario e il suo passato burrascoso;un’inchiesta a Bari per un presunto giro di squillo; un indagatoper corruzione che procacciava ragazze per le feste del premier

 

Massimo Solani per L’UNITA’

 
Fai volare una lucciola al Parlamento Europeo
venerdý 29 maggio 2009
PIA COVRE candidata al Parlamento Europeo nella lista PRC-PDCI-Socialismo2000 – Consumatori Uniti 

Questa è la mia pubblicità elettorale che non vedrete distribuita in giro….

per questa ragione vi invito a farne ampia diffusione via mail.

 

Non la stamperò perché sono ambientalista e credo che ad ogni elezione l’esagerato spreco di carta e l’inquinamento dovuto al ciclo di produzione e smaltimento dei materiali pubblicitari siano un danno e un costo assurdo per l’ambiente.

 

Perché in un periodo di crisi i soldi è meglio usarli per sostenere chi non ce la fa. L’equivalente del costo di stampa lo verserò a due associazioni che aiutano i bambini e gli animali, la donazione la devolvo alla "Fondazione Marco Luchetta, Alessandro Ota, Dario D'angelo E Miran Hrovatin Onlus" e al gattile di Trieste Il Gatto Onlus .

I bambini sono il futuro del mondo e tutti dovrebbero avere le stesse opportunità fin da piccoli, ogni bambino ha diritto alle cure e all’istruzione.

Gli animali perché il mondo è anche loro! Troppo spesso vengono maltrattati, abbandonati e uccisi dall’umanità egoista.

 

La mia candidatura è sostenuta da una lista di associazioni di altri Paesi europei. associazioni in cui collegh* attivist* si battono contro le discriminazioni sessuali e di genere e per l’affermazione dei diritti del lavoro e di cittadinanza per le/i lavoratori del sesso in Europa. Sostengono la mia candidatura perché credono che una rappresentante del nostro ambito al Parlamento Europeo serva per rafforzare i diritti individuali, sociali e politici. Affinché venga garantito il  principio di libertà e di eguaglianza dei cittadini rispettando le loro differenze e diversità. Quindi mi impegnerò perché   vengano recepite le richieste fatte nel Manifesto e nella Declaration dei/delle sex workers e presentato al Parlamento Europeo nel 2005. 

 

M.Pia Covre

 

 

 
IMMIGRAZIONE: DA CINA PROSTITUTE COME SCHIAVE, TRE ARRESTI
mercoledý 27 maggio 2009

(ANSA) - PORDENONE, 26 MAG - Accusati di aver fatto arrivare in Italia numerose ragazze cinesi costringendole poi a prostituirsi in condizioni al limite della dignità umana, tre cittadini cinesi sono stati arrestati dalla Guardia di Finanza di Pordenone. Sono accusati di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e induzione alla prostituzione. Le Fiamme Gialle hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip di Pordenone Patrizia Botteri, su richiesta del pm Monica Carraturo. Nell'operazione, la Guardia di Finanza ha denunciato altre sei persone in stato di libertà alla magistratura (di cui quattro italiani) e ha sequestrato due immobili nei quali le ragazze si prostituivano. Altri immobili sono stati individuati in numerose città del Nord e del Centro Italia. Secondo le indagini, gli arrestati portavano le ragazze in Italia con falsi documenti e poi le facevano prostituire. Erano, inoltre, in collegamento con altre persone in Cina che avevano il compito di reclutare ragazze in Estremo Oriente per farne arrivare sempre nuove in Italia. (ANSA).

 
Pia Covre Comunicato Stampa
mercoledý 27 maggio 2009
PIA COVRE candidata al Parlamento Europeo nella lista PRC-PCI- 

Ieri sera si è sentito a Ballarò un membro del Governo  giustificare  il comportamento del suo leader così: “Silvio ama la vita…” . Anche i tre lavoratori morti ieri in Sardegna certamente amavano la vita avrei risposto. Anche  i 4 morti che ogni giorno dell’anno fanno un totale che è un primato dell’Italia in Europa. Se a questi volessimo aggiungere le/i lavoratori del sesso donne e transessuali forse arriveremmo a 5 morti sul lavoro al giorno. Ma gli ultimi sono esclusi dalle statistiche, non c’è tutela alcuna, anzi per ora li multano e si sta pensando al carcere per il futuro. Ciò vale anche per i clienti, che anche loro amano la vita, ma non gli è consentito dalle ordinanze e dalla legge, di frequentare le/i lavoratrici del sesso. Insomma nell’ottica che la legge è uguale per tutti: escluso per uno.

In Italia sulle politiche del lavoro si marcia verso uno standard medioevale che riduce uomini e donne in servitù a vantaggio di chi specula sulle vite per fare il massimo del profitto. Mentre in alcuni Paesi Europei il lavoro sessuale è riconosciuto come lavoro da tutelare giuridicamente e difendere dalla violenza.
 
1 Maggio a Lisbona: sfilano le sex workers
giovedý 21 maggio 2009

Este texto viene de Alexandra Oliveira de Portugal, autora de un excelente libro sobre el trabajo sexual llamado As vendedoras de ilusões. La foto es de Sérgio Vitorino, quien cuenta su experiencia aquí con más fotos. My English translation of Alexandra’s text follows her original.

‘No dia 1 de Maio, um grupo de prostitutas integrou a manifestação do May Day, em Lisboa. Acho que foi um dia histórico: foi a primeira vez que tal aconteceu em Portugal e partiu delas, spontaneamente. Elas perguntaram às trabalhadoras sociais de um projecto de intervenção porque não iam juntar-se aos outros trabalhadores no dia do trabalhador. Eu estive lá com elas, a dar apoio. Foram 7 mulheres que desfilaram sem máscaras, cheias de coragem - duas delas levaram as filhas pequenas com elas. O apoio veio das Irmãs Oblatas - umas freiras fantásticas que fazem trabalho de rua com mulheres trabalhadoras do sexo -, dum grupo de activistas LGBT (Panteras Rosa) e duma associação artística que tem uma bailarina que faz com elas trabalho de dança e expressão corporal (c.e.m - centro em movimento). Fomos todos no desfile. Eramos um pequeno grupo mas chamamos a atenção com os nossos guarda-chuvas vermelhos. Aos poucos, está a criar-se um movimento. Fiquei feliz e orgulhosa por estar lá.’

http://www.nodo50.org/Laura_Agustin/1-de-maio-em-lisboa 

 

http://panterasrosa.blogspot.com/2009/05/trabalho-sexual-o-dedo-na-ferida-no-1.html

 
CERCASI AMMINISTRATRICE-CONTABILE
mercoledý 22 aprile 2009

Il Comitato per i Diritti Civili delle Prostitute onlus sta cercando un'amministratrice contabile per la sede di Pordenone.

 

Requisiti:

 

- Disponibilità immediata

- Esperienza nel settore amministrativo- contabile

- Eventuale esperienza in ambito sociale (cooperative, ong, onlus)

- Capacità d'autonomia, precisione, riservatezza

 

Chiunque sia interessata può contattare l'associazione al n. 0434/551868 o 335/5400982

 
Germania, la crisi mette in ginocchio l'industria del sesso
martedý 21 aprile 2009

Non c'è voluto molto perchè la crisi finanziaria globale colpisse anche il mestiere più antico del mondo, in Germania.

In uno dei pochi paesi dove la prostituzione è legale e inconsuetamente trasparente, l'industria ha risposto con un pacchetto economico anticrisi per risollevare un mercato anemico: nuovi oggetti da vendere, ribassi nei prezzi ed alcune trovate particolari per incrementare una domanda in declino.

Alcuni club hanno tagliato i prezzi o sperimentato promozioni mentre altri hanno introdotto una tariffa per il tutto compreso. Navette gratuite per andare e venire dai club, sconti per gli habituè e per i tassisti e ticket giornalieri sono solo alcune delle strategie commerciali adottate per permettere al business di andare avanti.

"I tempi sono duri anche per noi", ha detto Karin Ahrens, direttrice del "Yes, Sir" club di Hannover. La Ahrens ha dichiarato a Reuters che le entrate hanno avuto un calo del 30% nel suo club, mentre il giro d'affari, in altri night, è crollato anche del 50%.

"Stiamo decisamente accusando la crisi. I clienti sono molto più parchi con i loro soldi, sono spaventati. Non si possono più far pagare gli extra e ci sono pressioni per avere sconti. Tutti vogliono risparmiare. In questi giorni sono essenziali le promozioni".

La Germania conta circa 400 mila prostitute professioniste. Le stime ufficiali non fanno distinzioni in base al sesso e non si conosce il numero a cui ammonta la prostituzione maschile, ma si sa che è una piccola frazione del business globale. Legalmente, gli uomini che si prostituiscono sono considerati al pari delle donne.

Nel 2002, una nuova legislazione ha consentito alle prostitute di farsi pubblicità e di firmare formali contratti di lavoro. Questo ha consentito loro di ottenere l'assicurazione sanitaria, in precedenza negata.

Le entrate annuali ammontano a circa 14 miliardi di euro, stando a una stima del sindacato dei servizi Verdi. La tassazione sulla prostituzione è un importante fonte di guadagno per alcune città. Prostituzione che, oltre che in Germania, è legale e regolamentata anche in Olanda, Austria, Svizzera, Ungheria, Grecia, Turchia, in alcune parti dell'Australia e nello stato americano del Nevada.

In altri paesi, come Lussemburgo, Lettonia, Danimarca, Belgio e Finlandia, la prostituzione è legale ma le case d'appuntamenti e i protettori no.

"SOLUZIONI CREATIVE"

Il night di Berlino "Pussy Club" ha attirato l'attenzione dei media grazie alla sua tariffa tutto compreso, 70 euro per cibo, bevande e sesso dalle 10 di mattina alle 4 del pomeriggio.

"Bisogna adottare soluzioni creative in questi giorni", ha detto il manager del club Stefan, che ha chiesto di non veder pubblicato il proprio cognome. "Stiamo pagando la crisi economica anche se, per fortuna, il nostro business sta andando comunque discretamente".

"La nostra offerta può sembrare inverosimile ma è tutto vero. Puoi mangiare quanto vuoi, bere quanto vuoi e fare tutto il sesso che vuoi".

Stefan, che gestisce anche i club a Heidelberg e Wuppertal, oltre a quello di Berlino, ha detto che il ticket tutto compreso consente alle 30 donne che lavorano in ogni night di essere assunte a tempo pieno.

Altre idee particolari comprendono le tessere fedeltà, le feste di gruppo e sconti per giocatori di golf. Il "GeizHaus" di Amburgo è particolarmente fiero dei suoi 38,50 euro di sconto. La città di Amburgo ha uno dei più famosi quartieri a luci rosse, il Reeperbahn, nel distretto di St. Pauli.

Anke Christiansen, direttrice del "GeizHaus", ha dichiarato che gli effetti della crisi sono stati evidenti. "I clienti che venivano due o tre volte a settimana, ora vengono una o due volte al massimo".

Un cliente del "GeizHaus", cui è stato dato il nome di fantasia Pascal, ha dichiarato: "E' ovvio che si sentano gli effetti della recessione". L'uomo ha confermato di non potersi più permettere di frequentare il night per due o tre volte alla settimana.

Guenter Krull, manager del "FKK Villa", ad Hannover, ha confermato: "Anche le ragazze sono preoccupate perchè gli affari vanno male e ho paura che andranno sempre peggio".

di Erik Kirschbaum 

 

Fonte: Reuters 21/04/2009

 
Prostituzione, all'orizzonte un permesso temporaneo per le prostitute illegali
venerdý 17 aprile 2009
LUGANO - La Commissione della legislazione ha chiesto al Gran Consiglio di approvare il rapporto del Consiglio di Stato sulla mozione di Sergio Savoia presentata nel 2007 inerente la prostituzione (‘Per una vera strategia di riduzione del danno nel campo della prostituzione in Ticino’). Ne dà notizia oggi laRegioneTicino. La mozione chiedeva in sostanza al governo di intensificare gli sforzi per proteggere le vittime di abusi, e tra le varie proposte presentava l'idea di un permesso temporaneo per prostitute illegali a rischio di tratta e sfruttamento.

Un'idea, quella di un permesso temporaneo, presente anche in due ricerche del criminologo già coordinatore della Casi (Club associati della Svizzera italiana), Michel Venturelli. Le ricerche di Venturelli  saranno presentate alla giornata nazionale contro la tratta di essere umani che avrà luogo a Zurigo il prossimo 11 giugno alla Volkhaus, ma possono essere lette  sul sito www.irx.ch/casi.htm.

Intervistato dal giornale, Venturelli ha spiegato che nelle sue ricerche  propone uno studio del fenomeno che coinvolga direttamente le prostitute. "È ovvio  - ha sottolineato Venturelli - che per coinvolgerle bisogna dar loro uno statuto legale. Si propone quindi di predisporre il necessario per mettere in atto un progetto pilota limitato nel tempo; tempo durante il quale sarà necessario saturare la domanda di sesso a pagamento con un’offerta legale adeguata.

"Per separare le volontarie irregolari dalle vittime - ha concluso Venturelli - è indispensabile distinguere i due gruppi. Se riusciamo a saturare la domanda di sesso a pagamento con un’offerta sufficiente e legale, non solo saremo in misura di offrire alla polizia mezzi più efficaci per identificare e proteggere le vittime, ma soprattutto saremo in grado di raccogliere le informazioni necessarie a creare delle leggi adeguate al contesto reale (che non è quello ideale) e alle risorse disponibili per applicarle".

 

Fonte: www.tio.ch

17/04/09

 
Sindaco ci lasci le lucciole, ci tengono compagnia
venerdý 17 aprile 2009
SALERNO- Temeraria. Goliardica. Una panzana. Pura provocazione. Concreta necessità. Comunque la si definisca, di certo c’è che una rivolta organizzata dei clienti delle prostitute da strada ha dell’originale, quasi dell’incredibile. Invece c’è da crederci. Basti considerare che in Campania, segnatamente in provincia di Salerno, è addirittura nato un web forum dove i battitori di angoli, vie, vicoli e piazze si incontrano, discutono, si confrontano, si danno reciproci consigli per le dritte giuste, per attingere ai prodigiosi servigi di questa o quella signorina là piuttosto che di quell’altra lì. Ora però dal forum, che conta già 300 iscritti circa solo a Salerno (è sulla piattaforma “leonardo.it”, digitare le parole “puttanierisalerno.it” o “puttaniericampania.it” e seguire le modalità tecniche indicate per l’accesso) parte la singolare insurrezione. «Basta! In Italia la prostituzione non è reato e neppure deve diventarlo, non siamo in una repubblica islamica, almeno per ora…»: è l’incipit della lettera indirizzata al sindaco della città Enzo De Luca, al ministro per le Pari opportunità Mara Carfagna, a tutti i primi cittadini d’Italia ribattezzati “sceriffi”, all’ Arci Gay di Bologna, all’associazione “La goccia” (volontariato specializzato), al sindaco di Roma Gianni Alemanno e alla redazione del settimanale cattolico Famiglia Cristiana, oltre che agli organi di informazione locale.

Si pensava ad uno scherzo, alla bravata primaverile del solito buontempone: un po’ lo lasciava sospettare quel plico finito nelle mani della stampa ma, tempo una breve riflessione unita ad un pizzico di curiosità, e una realtà ancora sconosciuta d’improvviso si svela. Insomma, in epoca di facili suggestioni autodeterministiche, quella di poter liberamente godere di libero sesso in libero stato (comune o provincia, è lo stesso) è rivendicata a gran voce. Del resto, vista l’assoluta originalità, non ci voleva molto perché la formale protesta avesse una sua eco.
I “puttanieri” del caso hanno deciso di reagire alla (testuale) «…campagna di demonizzazione che sanziona e impedisce il rapporto sessuale tra persone adulte e consenzienti, così come avviene solo negli stati più sessuofobi», scrivendo alle autorità con l’obiettivo di far allentare la morsa sulle sgambatissime fanciulle disseminate sul territorio. Basta multe, basta contravvenzioni salate, basta verbali a casa, basta arresti e denunce, insomma è ora di voltar pagina e di affrontare anche il “nostro” problema, ci siamo anche noi, esistiamo e con noi i conti li dovete fare, dicono in sostanza gli aficionados del marciapiede: in fondo, se è così antico quel mestiere una ragione di mercato dovrà pur averla. E poi, quell’appello semi-disperato che traccia, senza giustificarlo, il profilo di piccole verità personali. «Quelle signorine » -si legge- «sono una risposta alla nostra solitudine o anche alla nostra vita coniugale dove spesso il sesso viene usato come arma di ricatto dalle partner». Brandelli di vita privata pesanti come macigni, uniti ad una comprensione lucida del problema accompagnata da certa dimestichezza sociologica: "non è vero -continuano- che le ragazze sono ridotte in schiavitù, quelli sono casi limite che è sacrosanto punire con severità. La maggior parte lo fa per scelta personale, per mille ragioni, anche e soprattutto economiche». A questo punto scatta il capolavoro linguistico finora sfuggito ai più avveduti istituti di ricerca ed analisi: per i puttanieri campani, dopo il caro-benzina, il caro-pasta, il caro-vita, arriva il “caro-fica” (sic!), insomma l’aumento del costo delle prestazioni delle amate lucciole, al tempo stesso causa ed effetto della crisi. Su questo si attendono adeguati studi di settore.
Psicologia, criminologia, analisi della società, politica ed elementi di diritto di famiglia, tutto amalgamato in salsa goliardica: c’è un pezzo di queste discipline nell’accorato appello. Ovvio, qualche errore storiografico è pure perdonabile, come l’attacco a Papa Sisto V (quello che «non la perdona manco a Cristo») additato come esempio di repressione controriformistica in danno delle prostitute: dimenticano, i “puttanierisalerno”, che all’epoca di Sisto le prostitute romane erano circa 2000, esercitavano senza scandalo alcuno e venivano pure tassate dallo stato pontificio. Il risultato fu il mitico Ponte Sisto a Roma. Bisognerebbe spiegar loro che un bel giorno tutto è finito perché una senatrice moralista, ovviamente di sinistra, decise che le case da aperte si facessero chiuse. Di lì al forum sul web il passo è stato inevitabile.
Peppe Rinaldi_ Libero

 

17/04/09

 
Comunicato stampa-Le prostitute vogliono un'Europa senza Mouvement du Nid
giovedý 09 aprile 2009

Communiqué de presse - Les prostituéEs veulent une Europe sans Mouvement du Nid

le STRASS - le Syndicat du Travail Sexuel

8 avril 2009

Les prostituéEs veulent une Europe sans Mouvement du Nid

Le lobby abolitionniste du Mouvement du Nid continue de mener sa campagne contre notre travail à l’occasion des élections européennes de juin.

Nous tenons donc à rappeler que le Mouvement du Nid s’arroge une parole d’expert sur la prostitution dont il n’a aucune légitimité. Les vrais experts sur la prostitution, ce sont nous les travailleurs et travailleuses du sexe.

Le Mouvement du Nid comme les autres mouvements qui veulent notre abolition sont déconnectés de nos réalités et déforment notre parole pour mieux maintenir leur pouvoir.
Il faut cesser immédiatement le business abolitionniste qui s’appuie sur des millions d’euros de financement public.

Le mouvement du Nid gère pour sa part au moins 960 000 euros de budget annuel
http://www.fondationscelles.org/index.php?option=com_content&task=view&id=229&Itemid=111
pour diffuser la bonne parole issue de leur christianisme bien pensant.

- Nous ne voulons pas de leur statut d’inadaptéEs sociales qui nous exclut toujours de la société afin d’être dépendantEs de leur “bienveillante‣ charité.

- Nous ne voulons pas de leur réinsertion qui consiste à nous faire exploiter pour moins que le SMIC comme avec les ateliers Dagobert que propose l’amicale du Nid.

- Nous ne voulons pas de leurs analyses bidons qui veulent faire croire que la traite des êtres humains serait causée par la demande des clients pour légitimer toujours plus de répression et sans jamais remettre en cause les vraies raisons qui sont liées au contrôle migratoire des travailleuSEs du sexe étrangèrEs.

Nous exigeons que les candidatEs aux élections européennes s’inspirent au contraire des revendications des travailleuSEs du sexe.

Vous trouverez ici le résultat du travail mené par les activistes travailleurs du sexe en Europe avec le Manifeste et la Déclaration de nos droits rédigées lors de la conférence européenne des sex workers de Bruxelles 2005.
http://www.droitsetprostitution.org/manifeste_fr.pdf
http://www.droitsetprostitution.org/declaration.htm


Pour contacter notre porte parole Isabelle Schweiger : 06 71 59 27 36

 

www.strass-syndicat.org


-------------------------------------------------------------------------------------------


Press Release - Sex workers want a Europe without Mouvement du Nid

STRASS - the Union of Sex Work


8 April 2009

Sex workers want a Europe without the Mouvement du Nid


The lobby of the abolitionist Mouvement du Nid continues with the launch of a new campaign against our work for the European elections in June.

We therefore wish to remind that the Mouvement du Nid which pretends being the expert on prostitution has no legitimacy. The real experts on prostitution are us, the sex workers.

The Mouvement du Nid like other movements that want our abolition is disconnected from our reality and distort our speech to better maintain their power.
The abolitionist business based on millions of euros of public funding must immediately end.

The Mouvement du Nid, for its part, manages at least 960 000 euros of annual budget to preach their Christian values. http://www.fondationscelles.org/index.php?option=com_content&task=view&id=229&Itemid=111

- We do not want their status of “socially inadapted person‣ which excludes us from the rest of society and makes us dependent on their charity.

- We do not want their “reinsertion‣ which means being exploited for less than the minimum wage like with the “Dagobert workshops‣ proposed by the Amicale du Nid.

- We do not want their crapy analysis saying that trafficking in human beings is caused by customers demand to justify increasingly repressive laws and without ever questioning the real reasons that are related to the migration control of foreign sex workers.

We demand that candidates for European elections get inspired on the contrary from the claims of sex workers.

Here is the result of the work carried out by sex workers activists in Europe with the Manifesto and the Declaration of Rights written during the European Conference of sex workers in Brussels in 2005.
http://www.droitsetprostitution.org/manifeste_fr.pdf
http://www.droitsetprostitution.org/declaration.htm
English and other languages versions are available on www.sexworkeurope.org


To contact our spokesperson
Isabelle Schweiger: 0033 6 71 59 27 36
English speaking International relations
Thierry Schaffauser 0044 7 526 998 654

 

www.strass-syndicat.org

 
SPEAK OUT A Londra - 31 marzo 2009
giovedý 02 aprile 2009

Manifestazione all’Eros Fountain di Piccadilly Circus dei lavoratori e delle lavoratrici del sesso che chiedono che vengano riconosciuti i diritti di tutti quelli che lavorano nell’industria del sesso.   I/le sex workers hanno bloccato il traffico con un striscione che riportava “I/le sex workers fermano il traffico”. I/le sex workers si oppongono alla proposta di legge che criminalizza le persone coinvolte nell’industria del sesso sia che lavorino per scelta, circostanza o coercizione. Questa legge criminalizza i clienti, aumenta le sanzioni contro il reato di adescamento e impone delle misure per la riabilitazione forzata delle vittime. La proposta di legge è stata scritta senza prendere in considerazione le opinioni dei/delle sex workers né delle organizzazioni che ci lavorano.  Secondo Ava Caradonna di x:talk, la proposta di legge renderà meno sicuro il lavoro per tutti quelli che esercitano nell’industria del sesso siano essi/e escort, accompagnatrici, spogliarelliste o modelle. E’ importante che le sex workers denuncino l’attuale clima di paura, raid, deportazione e arresti che si vive nel loro lavoro.  Il governo britannico insieme agli abolizionisti hanno strumentalizzato il tema del traffico nell’industria del sesso per giustificare l’inasprimento della legge che criminalizza il lavoro sessuale. L’attuale legge che criminalizza i lavoratori del sesso non concede una piena protezione e nel caso la proposta di legge venisse approvata, renderebbe critica la situazione. Le persone trafficate subiscono una forte violazione dei loro diritti indipendentemente dal settore in cui lavorano. Le donne che si prostituiscono non devono essere giudicate per il solo fatto di lavorare in questo settore.  In conclusione, Ava Caradonna ironicamente fa notare l’ipocrisia del ministro dell’interno, Jacqui Smith, che da una parte è in prima fila nell’attacco del governo contro l’industria del sesso mentre dall’altra ha inserito nel rimborso spese di servizio l'acquisto di una serie di film sulla pay tv, tra cui figurano anche due titoli porno. La manifestazione è stata organizzata da x:talk in collaborazione con the SexWorker Open University.
 
Comunicato Stampa: Muore giovane Nigeriana
sabato 14 marzo 2009
Una giovane donna nigeriana è morta di tubercolosi in Puglia, è l'epilogo di una drammatica storia di vita. Storia di emarginazione e sfruttamento e di leggi ciniche e crudeli.Se un cliente non avesse sfidato la paura di essere coinvolto e magari sanzionato per essersi fermato con una prostituta quella donna sarebbe morta in strada.Questo dramma mette in risalto cosa può accadere oggi in Italia per una persona prostituta clandestina e perseguitata dalle ordinanze antiprostituzione e dal decreto sicurezza.Anni di lavoro sul campo e di dibattito politico sulla salute e la prevenzione ci hanno insegnato che non si deve escludere dalle cure nessuna persona, la salute pubblica viene messa in pericolo dalle politiche che ostacolano l’accesso ai servizi sanitari. Questo non è solo il nostro punto di vista ma è anche quello dettato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Inoltre ci chiediamo: ma se era al Cara (struttura di accoglienza per richiedenti asilo) non era mai stata visitata? dunque al Cara manca la tutela di un  diritto fondamentale, quale quello della salute: e il Cara è (formalmente) la struttura di accoglienza di persone richiedenti asilo,
dunque potenzialmente persone in situazioni di salute critiche e difficili  proprio a causa della loro condizione di fuga e di essere profughi.
Noi confidiamo nei medici i quali stanno dimostrando di resistere contro l’indegno decreto ministeriale che vorrebbe privare delle cure gli irregolari. Facciamo appello alle tante colleghe straniere che si trovano irregolarmente in Italia a non aver paura a rivolgersi a questi medici, esiste un sito web fatto da noi e dedicato alla prevenzione dove si possono trovare gli indirizzi dei centri di cura e assistenza ai quali rivolgersi senza paura www.services4sexworkers.eu  con rispetto dell’anonimato e in modo confidenziale. Chiediamo ai clienti di divulgare questa informazione fra le lucciole che frequentano.  Chi governa questo Paese si scandalizza della prostituzione e in nome della “pubblica morale e decenza” pretende di fare pulizia nelle strade. Noi siamo convinte che la vera immoralità e indecenza siano queste leggi inumane, vergognose e pericolose per la salute di tutte/i.
Pia Covre
Comitato per i Diritti Civili delle Prostitute Onlus
Italia
tel. 0039 0434 551868
www.lucciole.org
 
La lucciola pi¨ celebre di Ginevra
venerdý 13 marzo 2009

donne divise, Protestano le socialiste: «Il trasferimento della salma è una vergogna»

La lucciola più celebre di Ginevra
ora riposa accanto a Calvino e Borges

La salma della prostituta-scrittrice Griselidis Real, morta nel 2005, inumata nel «Cimitero dei re»

GINEVRA - Amiche, politici locali, cittadini comuni, e «forse qualche cliente» (scrive la stampa svizzera): c'erano circa 200 persone alla sepoltura al «Cimitero dei Re» di Ginevra della salma di Griselidis Real, la celebre prostituta-scrittrice morta nel maggio 2005. Il comune di Ginevra ha dato il via libera al trasferimento della salma e ora la lucciola riposa in questa sorta di Pantheon svizzero, accanto a Calvino e ad altri personaggi celebri, come lo scrittore argentino Jorge Louis Borges e il pedagogo Jean Piaget.

LA STORIA DELLA REAL -Morta di cancro a 76 anni, la Real era nata nel 1929 a Losanna e aveva iniziato la professione intrattenendo le truppe alleate nella Germania del dopoguerra. Madre separata di quattro figli, si è sempre battuta perché la prostituzione non fosse più un tabù. Su questo argomento ha scritto anche dei libri e negli anni Settanta ha partecipato al movimento francese per i diritti delle prostitute. Trasferitasi a Ginevra e ritiratasi dal mestiere a 66 anni, aveva creato l'associazione «Aspasie» e un centro di documentazione.

LE POLEMICHE - Il «"Cimitero dei re" apre le sue porte alla regina del marciapiede», titola il quotidiano svizzero Le Temps. Un titolo emblematico, che descrive bene le polemiche che dividono donne favorevoli e contrarie al trasferimento della salma della Real (decisione annunciata circa un mese fa). Una collega di Griselidis, la belga Sonia Verstappen, ha dichiarato che grazie alla Real ha imparato a non vergognarsi del suo mestiere. «Aver autorizzato il trasferimento della salma è una vergogna», tuonano d'altra parte Amélia Christinat e Jacqueline Berenstein-Wavre sulla Tribune de Genève, senza nascondere il loro risentimento. «Nessuna donna si rallegri» avvertono le due socialiste, secondo le quali la decisione del comune di Ginevra non farebbe che riabilitare la prostituzione, le lucciole e i loro protettori. «Perché il comune non ha concesso la sepoltura al "Cimitero dei re" anche ad altre donne? » chiedono Christinat e Berenstein-Wavre. E se l'ammissione della Real al "Cimitero dei re" divide le donne tutte sono concordi nel lamentare il poco spazio riservato alle donne nel Pantheon di Ginevra: la Real infatti è solo l'82esima donna sepolta nel "Cimitero dei re" su circa 35o tombe.

 

 10/03/2009 Corriere della sera.it

 
Teme la denuncia e non va in ospedale prostituta muore di Tbc, rischio contagio
venerdý 13 marzo 2009

Il caso. Bari, per i sanitari la donna era malata da mesi: una semplice visita poteva salvarla
Il primario: la tubercolosi va curata subito, basta un colpo di tosse per contrarla

di MARA CHIARELLI

Il Policlinico di Bari
BARI - Era clandestina da alcuni mesi, per vivere faceva la prostituta e per paura non è andata in ospedale: è morta per tubercolosi polmonare avanzata, e dunque altamente contagiosa. E ora scatta l'allarme sanitario: Joy Johnson, la giovane nigeriana di 24 anni, trovata agonizzante da un cliente venerdì sera nelle campagne alle porte di Bari, potrebbe aver contagiato decine di persone che avevano avuto rapporti con lei, gli stessi soccorritori e i connazionali del centro d'accoglienza dove per un mese aveva vissuto. Per precauzione ieri è stato chiuso l'istituto di medicina legale del Policlinico. E medici e poliziotti invitano chi avesse avuto rapporti con la nigeriana a contattare il più vicino ospedale.

Quella di Joy era una tragedia annunciata. All'arrivo dei sanitari del 118, Joy Johnson, da novembre in città, perdeva sangue dalla bocca. La ragazza era malata da diversi mesi, ma se si fosse sottoposta a un esame del sangue o a una radiografia, oggi sarebbe ancora viva. L'allarme, ora, e l'invito a farsi controllare è rivolto ai clienti e a tutti coloro che dal 14 novembre (data di arrivo al Cara di Bari) hanno avuto contatti ravvicinati con lei. Tra questi, quell'uomo che, usando il telefono cellulare di Joy Johnson, ha chiesto aiuto alla polizia.

"La tubercolosi va curata subito - dichiara il primario di Pneumologia del Policlinico di Bari, Anna Maria Moretti - perché anche le forme inizialmente non contagiose, senza terapia adeguata, lo possono diventare". Basta un colpo di tosse per contrarla, visto che si diffonde per via aerea. "È consigliabile sottoporsi a un test, l'intradermo reazione alla turbercolina, da fare in ospedale - spiega la specialista - Si tratta dell'inoculazione sotto cute di una sostanza che produce una reazione, da monitorare a casa per tre giorni. Se fosse positiva, va fatta la radiografia al torace, ma questo lo deve decidere il medico".

Si associa all'invito, ridimensionando l'allarme, il questore di Bari, Giorgio Manari: "E' idoneo e opportuno - dichiara - rispettare ciò che un medico e le autorità sanitarie dicono in questo senso". Subito dopo aver ricevuto il referto dell'autopsia, effettuata dal medico legale Francesco Introna, il pm incaricato delle indagini, Francesco Bretone ne ha dato comunicazione alle Asl, come prevede la legge. Immediati è scattata la profilassi nel Cara e nei confronti di chiunque abbia avuto contatti con la giovane donna, anche dopo il decesso. In caso di contagio accertato, la terapia, di tipo farmacologico, è lunga (dai sei ai nove mesi) ma dà il controllo totale della malattia.

Bisogna però, sostengono i medici, tenere più alta l'attenzione su una patologia che, considerata scomparsa, si sta nuovamente manifestando in Italia a causa di due fattori: scarsa prevenzione e l'arrivo di extracomunitari che si portano dietro malattie endemiche nei loro Paesi, come la tubercolosi e l'Aids
La Repubblica 13/03/2009
 
Ancora una tragedia in strada: morta un'altra lucciola
mercoledý 11 marzo 2009

PORTOGRUARO

Il corpo sull'asfalto è stato investito dai camion. Di quell'esile corpo è rimasto poco. In tasca un documento ungherese. Katalin Doczi, 18 anni, era una prostituta. E' morta l'altra notte verso le 2 in A4, direzione Trieste, tra Portogruaro e Annone. C'è il sospetto che qualcuno l'abbia fatta volare da un'auto in corsa. Di sicuro lì non ci è andata da sola. Per ora si indaga per omicidio colposo.
La ragazzina, perché questo era Katalin, indossava ancora gli abiti da lavoro. I quattro stracci che la coprivano per renderla appetibile, se l'età non bastava, a chi cerca sesso a pagamento e non guarda certo la carta d'identità delle ragazze. Quella mini, quegli stivali e la maglietta col giacchino erano diventati col corpo una massa informe, quando il tir del camionista ucraino le è passato sopra. Molto probabilmente era l'ennesimo automezzo che calpestava quel corpo. Ma è stato quel camionista a fermarsi ad accostare, a chiamare la polizia stradale per segnalare quanto accaduto. L'unico ad avere pietà. Erano le 2.15 quando sul posto sono arrivate le prime pattuglie della polizia stradale di San Donà. Il camionista ha spiegato agli agenti che non ha potuto far nulla per evitare quel corpo esanime in mezzo alla carreggiata.
L'abbigliamento della giovane ha fatto sospettare subito che si poteva trattare di una prostituta o di una ballerina di qualche locale dove in realtà più che danzare le ragazze si vendono. Poi quei documenti ungheresi e la certezza, grazie agli agenti della Squadra Mobile che quel corpo prima di essere reso irriconoscibile apparteneva ad una giovanissima prostituta. La certezza che fosse Katalin c'è stata quando sono state comparate le sue impronte con quelle presenti in archivio in Questura e prese alla ragazzina. Come avviene in questi casi poi sono state avvertite, attraverso il consolato ungherese, le autorità del suo paese. Terminali per arrivare alla famiglia che, chissà, se sapeva il lavoro che la ragazzina faceva in Italia.
Oggi l'autopsia ordinata dal pm Emma Rizzato per stabilire le cause della morte. Per capire se Katalin era già morta quando è stata travolta dai camion. Le indagini della Mobile ora dovranno accertare prima di tutto come è arrivata sul posto la ragazzina. Non aveva auto, non aveva la patente. Forse l'ha portata un cliente o magari qualcuno del racket a cui non andava bene che lei rimanesse sul Terraglio a lavorare. O perchè, magari, voleva darle una lezione per non aver accettato di lavorare per lui. Di certo non è stato soltanto un incidente anche se il fascicolo aperto dalla pm Rizzato riguarda per il momento l'omicidio colposo. In quel tratto di autostrada non ci sono piazzole di sosta o aree di servizio che possono far pensare che la giovane abbandonata da un cliente volesse attraversare l'autostrada per raggiungere qualche luogo. Come altre volte successo invece in tangenziale o a Villabona. Lì la ragazza è stata porta. C'è il forte sospetto che sia stata buttata da un camion o da un'auto in corsa o che lei abbia cercato di scappare da qualcuno aprendo la portiera in corsa. Perchè? E' la domanda principale a cui dovranno dare una risposta gli investigatori. E naturalmente chi?
Ieri per tutta la giornata i poliziotti della Mobile con l'aiuto degli operatori dei servizi sociali del Comune hanno sentito le ragazze che si prostituiscono lungo il Terraglio alla Favorita. Le ragazze, in buona parte ungheresi, che conoscevano Katalin. Qualcuna forse ha visto con chi è salita la ragazza: l'ultimo cliente o chi la voleva sfruttare. Chissà. Stando a quanto accertato fino ad ora, la ragazzina l'altra sera aveva avuto alcuni clienti. Da quanto hanno accertato gli inquirenti non sembra che la ragazza avesse un protettore. Come del resto la gran parte delle ungheresi e delle romene che lavorano in strada. Ragazze diventate comunitarie e quindi non più ricattabili sul fronte del permesso di soggiorno a cui non sono più soggette. Nessuno infatti le può espellere.

Il Piccolo 11/03/2009

 
CERCASI AMMINISTRATRICE-CONTABILE
mercoledý 04 marzo 2009

Il Comitato per i Diritti Civili delle Prostitute onlus sta cercando un'amministratrice contabile per la sede di Pordenone.

 

Requisiti:

 

- Disponibilità immediata

- Esperienza nel settore amministrativo- contabile

- Eventuale esperienza in ambito sociale (cooperative, ong, onlus)

- Capacità d'autonomia, precisione, riservatezza

 

Chiunque sia interessata può contattare l'associazione al n. 0434/551868 o 335/5400982

 
Torna la voglia delle case chiuse
lunedý 16 febbraio 2009
Si allarga il fronte del "sì": all'estero il proibizionismo ha fallito
KLAUS DAVI
MILANO
Il tema della prostituzione ritorna protagonista del dibattito politico. Se il governo sembra essersi preso una pausa di riflessione, particolarmente attive su questo fronte sono, invece, le amministrazioni locali, specie quelle di centrodestra. Fioccano i provvedimenti repressivi. Deluso per la sospensiva del Tar circa l’ordinanza che prevedeva una multa di 450 euro ai cittadini colti nell’atto di contrattare prestazioni sessuali in strada, il sindaco leghista di Verona, Flavio Tosi, non si è perso d’animo: già pronto un nuovo provvedimento che mira questa volta a colpire la prostituzione domestica, sanzionando chi crea disturbo nei condomini. Tutto questo, in attesa che sia calendarizzato in Parlamento e poi votato il disegno di legge Carfagna, che promette il carcere per prostitute e clienti colti sul fatto (ma che fatto?). Le nuove misure punitive, tese sostanzialmente a liberare le strade dalla compravendita del sesso, hanno trovato l’ostilità aperta, oltre che degli «addetti ai lavori» (imponente la manifestazione di protesta a Roma il 13 dicembre scorso), anche di forze di polizia e magistratura.

Posizione che pare condivisa dalla maggioranza degli italiani, come risulta da uno studio condotto dall’associazione «Donne e qualità della vita», presieduta dalla psicologa Serenella Salomoni, su un campione di 500 cittadini, maschi e femmine, di età compresa tra i 18 e i 65 anni. Per la maggior parte degli italiani (47%) la riapertura delle «case chiuse» rimane la soluzione più efficace per contrastare il fenomeno della prostituzione. Con le strade ormai off limits per le lucciole e i loro clienti, non resterebbe che individuare dei luoghi deputati all’esercizio del mestiere più antico del mondo. Quali? Palazzoni ad hoc (33%), versione moderna delle antiche case d’appuntamento, ma anche parcheggi periferici (24%), club privé (22%) o cinema porno (11%). Dallo studio, inoltre, emerge che gli italiani sull’argomento hanno un atteggiamento meno intransigente rispetto a quello del governo: per il 35% le prostitute non devono essere penalmente perseguibili, mentre per il 30% basterebbe condannarle solo a una multa. E per i clienti? La stessa percentuale di intervistati invoca anche per loro solo una sanzione pecuniaria, a differenza di un 31% che ritiene giusta la loro incriminazione. Per finire, la metà del campione (49%) ritiene giusto che le prostitute paghino le tasse, mentre il 29% è convinto del contrario poiché questo significherebbe legalizzare la prostituzione.

La diffusa contrarietà al piano del governo è corroborata da uno sguardo a quanto accade nei Paesi europei in cui la prostituzione è considerata un reato. In Svezia è proibita dal 1999, ma il fenomeno è tutt’altro che sparito. Lo stesso governo scandinavo ha ammesso che solo una «bella di notte» su sei ha rinunciato a vendersi sui freddi marciapiedi di Stoccolma. Come se non bastasse, i dati ufficiali della polizia svedese attestano, contrariamente alle aspettative, che la prostituzione clandestina è esplosa ed è ormai fuori controllo. Non va meglio in Ucraina e Thailandia. Le leggi impongono un ipocrita divieto assoluto di commerciare sesso, ma, secondo dati ufficiali, i due Paesi figurano tra i primi cinque mercati sessuali al mondo. L’Ucraina è da annoverare anche tra i principali, ignobili fornitori di «materia prima» (e si parla di giovani ragazze) per le piazze estere, mentre la Thailandia è la meta preferita del massiccio turismo sessuale proveniente da tutto il mondo occidentale. Non parliamo, poi, dell’altrettanto ipocrita legislazione americana che vieta formalmente la prostituzione. Secondo la National Task Force On Prostitution, nei perbenisti e calvinisti Stati Uniti ogni giorno oltre un milione di persone vendono prestazioni sessuali. Ogni anno, inoltre, vengono arrestati oltre centomila cittadini per questo tipo di reato.

Nei quartieri off limits della ridente Monaco di Baviera, la fabbrica del sesso si promuove addirittura con la distribuzione, per le strade e nelle reception degli hotel, di brochure con indirizzi, numeri di telefono e tariffari, differenti a seconda della struttura ricettiva in cui si alloggia. In Russia, dove pullulano gli esperti del settore, le trattative avvengono via Internet attraverso messaggi cifrati: i clienti sono i «don», le prostitute le «fate», mentre i bordelli sono definiti «uffici». Negli Stati Uniti l’interdizione del meretricio ha generato un vero e proprio boom di annunci hot sul sito Internet «Craiglist», addirittura novemila al giorno nella sola New York. Attraverso il portale, il cliente sceglie, prenota e consuma in un albergo preselezionato. Le prostitute rispettano una sorta di turn-over, facendo spesso la spola tra uno Stato e l’altro. In Francia, si fanno un baffo della legge Sarkozy contro l’adescamento. Centinaia di post-it affollano pali della luce, adornano cabine telefoniche e decorano le pareti dei bagni pubblici. E il presidente francese forse non sa che molti, pur di prostituirsi nelle ore diurne, s’inventato i più curiosi travestimenti. Attenzione a quelli che, all’apparenza, possono sembrare camionisti su furgoni in sosta: una candela sul parabrezza segnala la presenza a bordo di una donna disponibile. Un’altra prova del fallimento dei divieti assoluti è data dai preoccupanti dati dell’Onu relativi alla diffusione dell’Aids: là dove aumenta il proibizionismo sessuale, si riscontra proporzionalmente un maggior rischio di contrarre il virus Hiv. Dove la prostituzione è legale, al contrario, ci si ammala di meno.
Fonte: La Stampa - 13/02/2009
 
La Stampa: Torna la voglia delle case chiuse
venerdý 13 febbraio 2009
Si allarga il fronte del "sì": all'estero il proibizionismo ha fallito
KLAUS DAVI
 
Griselidis Real: prostituta tra Calvino e Borges
giovedý 12 febbraio 2009
La Spoon River che divide
gli svizzeri: anche le femministe
contro il cimitero di Ginevra
BRUNO VENTAVOLI
 
Le ordinanze sono servite soltanto a spostare dai viali alle strade laterali
mercoledý 11 febbraio 2009

Comitati di quartiere, dossier anti-prostituzione

Le ordinanze sono servite soltanto a spostare dai viali alle strade laterali il quotidiano commercio del sesso. E di multe da 500 euro ne sono state fatte 318 in tre mesi, la metà rispetto all'anno scorso
di Franco Vanni
 
SVIZZERA: CELEBRE PROSTITUTA SEPOLTA VICINO A CALVINO, BORGES E PIAGET
mercoledý 11 febbraio 2009
Ginevra, 11 feb. (Adnkronos) - Non piace a tutti i ginevrini la decisione del comune di rendere omaggio alla memoria di Griselidis Real, celebre prostituta e scrittrice morta nel 2005. Le sue spoglie mortali dovrebbero essere trasferite dal cimitero comunale al 'Cimitero dei Re'. La Real si troverebbe cosi' ad avere, come vicini di tomba, illustri concittadini e personaggi famosi, come il protestante Calvino, lo scrittore argentino Jorge Louis Borges e lo psicologo Jean Piaget. A protestare contro la decisione del comune sono le femministe come l'avvocato Odile Roulet, citata dal quotidiano britannico 'Times'. "E' un insulto a tutte le donne -afferma Roulet- il massimo del cattivo gusto seppellire una che ha glorificato la prostituzione accanto al riformatore religioso Calvino". Morta di cancro a 75 anni, la Real aveva iniziato la professione intrattenendo le truppe alleate nella Germania del dopoguerra e, sottolinea il quotidiano britannico, aveva un debole per gli inglesi che considerava "veri gentlemen". Ha scritto anche alcuni libri sulla sua vita da prostituta d'alto bordo, memorie ricche di particolari a volte imbarazzanti per i suoi clienti che sono stati riconosciuti dalle sue descrizioni. Ritiratasi a 66 anni, la Real aveva fondato associazioni in difesa dei diritti delle prostitute e, stando a quanto affermato dal responsabile della Cultura di Ginevra Patrice Mugny, per il suo impegno a favore delle giovani colleghe "era famosa in tutta Europa".

 

(Ses/Ct/Adnkronos)11-FEB-09 12:43
 
Gino Strada: źL'emendamento anti immigrati: una norma stolta prima
lunedý 09 febbraio 2009

Gino Strada: «L'emendamento anti immigrati: una norma stolta prima
ancora che perversa»


A oggi, in Italia, una legge vieta al personale sanitario di
denunciare gli immigrati conosciuti per ragioni di cura, anche se la
loro presenza in Italia non fosse regolare. Un emendamento approvato
al Senato intende sopprimere questa norma. Si metterebbero cosi' gli
individui nella condizione di scegliere fra l'accesso alle cure e il
rischio di una denuncia; si spingerebbe parte della popolazione
presente in Italia nella clandestinita' sanitaria, con grandi rischi
per se' e per la collettivita'.

Si vuole affidare ai singoli medici la scelta se garantire lo stesso
diritto alla cura a tutti gli individui, nel miglior interesse del
paziente e nel rispetto del segreto professionale, oppure se
esercitare la facolta' di denunciare i loro pazienti "irregolari".

Secondo tutti i medici che ho conosciuto e apprezzato, l'unico modo
giusto e civile per fare medicina e' garantire a tutti la miglior
assistenza possibile, senza distinzione alcuna riguardo a colore della
pelle, sesso, convinzioni politiche, religiose o culturali,
nazionalita' o status giuridico. Questo e' il modo in cui Emergency ha
lavorato, per quindici anni in tredici diversi paesi, curando tre
milioni di persone senza distinzioni. Questo e' il modo con cui
continuiamo a lavorare, anche in Italia, nel Poliambulatorio per
migranti e persone indigenti di Palermo.

Anche di fronte all'incivilta' sollecitata da una norma stolta prima
ancora che perversa, sono certo che i medici italiani agiranno nel
rispetto del giuramento di Ippocrate, nel rispetto della Costituzione
e della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. Nel rispetto,
soprattutto, di chiunque si rivolga a loro avendo bisogno di un
medico.

 
Ex sindaco antiprostitute condannato per stupro
mercoledý 04 febbraio 2009

Brescia. Sei anni per l'amministratore leghista di Rovato.

Riconosciuto dalla vittima attraverso una foto sul giornale

BRESCIA — A finire sulle pagine dei giornali, Roberto Manenti era abituato: in qualità di sindaco leghista era stato protagonista di battaglie infuocate e non prive di inventiva contro clandestinità e prostituzione. Ma è stata proprio una sua foto comparsa su un quotidiano locale a costargli una condanna a sei anni per stupro. Il gup di Verona ha condannato ieri l'ormai ex primo cittadino di Rovato, grosso centro del Bresciano, per una serie di brutali violenze di gruppo ai danni di una giovane lucciola romena, strappata ai suoi aguzzini durante una operazione contro il racket del sesso sul lago di Garda quasi dieci anni fa.

«Non so neanche di che cosa mi stanno accusando, non sono stato nemmeno interrogato dal giudice»: così Manenti ha commentato ieri sera con stupore la sua condanna. Contro di lui ha pesato la denuncia di una prostituta romena che nel '99, epoca a cui risalgono i fatti, aveva 19 anni. Liberata dalle forze dell'ordine, la ragazza fece i nomi dei suoi sfruttatori, che furono arrestati e raccontò in particolare di alcune violenze di gruppo subite a ripetizione nei mesi precedenti. Nel maggio del 2000 la giovane vede su un quotidiano di Brescia la foto di Manenti, proprio in un articolo in cui si annuncia un giro di vite contro la prostituzione. «È lui uno di quelli che mi stuprava assieme ai miei aguzzini», dice risoluta la ragazza.

Il fascicolo rimane fermo per anni, finché nel 2006 la procura ne chiede l'archiviazione; il gip di Verona sollecita però ulteriori indagini e si arriva così al processo di ieri, per il quale Manenti aveva scelto il rito abbreviato, procedura che dà diritto allo sconto di un terzo sulla eventuale pena. Qui la giudice Monica Sarti ha ritenuto la testimonianza della vittima sufficiente a sostenere la condanna dell'ex sindaco a 6 anni. Manenti, uscito dalla Lega da anni e oggi consigliere di minoranza a Rovato con una lista civica, non sa spiegarsi la sentenza: «Non conosco quella ragazza; la mia faccia, ai tempi, era non solo sui giornali ma anche su tutti i muri perché ero candidato alle europee per la Lega. Chiunque avrebbe potuto prendermi di mira e forse qualcuno me l'ha voluta far pagare per le mie battaglie politiche».

L'ex sindaco aveva anticipato a modo suo la stagione delle ordinanze «creative», proibendo ad esempio ai musulmani di avvicinarsi alle chiese, stabilendo multe per chi esercitava la prostituzione sul territorio comunale di Rovato o intitolando una piazza ai caduti della Rsi. «È una condanna che si spiega solo come vendetta politica verso il personaggio — concorda il suo avvocato, Filippo Cocchetti — e sotto la spinta mediatica dei fatti degli ultimi giorni in materia di violenze sessuali. A carico di Manenti infatti non c'è uno straccio né di prova né di indizio, se non la denuncia della vittima che risale a dieci anni fa».

Claudio Del Frate
04 febbraio 2009

Fonte: Il Corriere della Sera

 
Retate contro donne e transessuali: la denuncia di Dedalus e Associazione Trans Napoli
giovedý 29 gennaio 2009

Gennaio - 2009: In allegato rassegna stampa della giornata di venerdì 23 gennaio: ATN insieme alla Dedalus protestano, in p.zza municipio, contro le retate messe in atto dalla polizia municipale, nei confronti di donne e trans che si prostituiscono,  per denunciare l'accaduto e dire chiaramente che è un atto di forza che serve unicamente a coprire le incapacità e le responsabilità di questa amministrazione, che non è in grado di proporre interventi seri di politiche sociali. 

 

 

 

rassegna_atn_gennaio_2009

 

 

 

 

 
Comune e prostitute, ôpattoö per i vicoli, Centrodestra: źInaccettabile╗
giovedý 29 gennaio 2009

Il Comune promuove un dialogo tra le donne che esercitano, «per libera scelta», la prostituzione nei vicoli, cittadini e commercianti del centro storico. L’assessore Papi: «Vogliamo conciliare le esigenze di tutti». Scidone: «Progetto sperimentale che mette da parte l’ipocrisia»

Allearsi con le prostitute del centro storico di Genova per migliorare la vivibilità del quartiere e far emergere il racket dello sfruttamento: è la scelta innovativa della giunta comunale retta dal sindaco Marta Vincenzi che, stamani a Palazzo Tursi, ha siglato un patto verbale di collaborazione con le «lucciole» attive per libera scelta nei carrugi sotto la Lanterna.

L’obiettivo del Comune di Genova è farsi promotore di un confronto tra cittadini, commercianti e prostitute del centro storico, per sviluppare il presidio del territorio, denunciare casi di tratta di esseri umani e microcriminalità, fissando alcune regole minime di convivenza come lo stop ad abiti succinti e comportamenti indecorosi per strada.

E’ questa una scelta innovativa della giunta di Marta Vincenzi con il patto verbale di collaborazione con le «lucciole» attive per libera scelta nei carrugi sotto la Lanterna.

«Per la prima volta in Italia un’amministrazione comunale stringe un patto con le prostitute esercitanti in modo libero la professione, superando l’ipocrisia del nostro ordinamento nazionale per cui l’attività non è reato, ma non è neppure riconosciuta dalla legge», ha detto l’assessore alle Politiche Sociali Roberta Papi.

«La collaborazione siglata con il Comune di Genova è una novità a livello nazionale - ha detto la rappresentante dell’Associazione per i Diritti delle Prostitute Santa Bellomia - c’è il racket che vogliamo denunciare, ma c’è anche la prostituzione come libera scelta. Finalmente questo viene riconosciuto non come un problema sociale da reprimere, ma come una scelta di vita che può migliorare la vivibilità del centro storico di Genova».

«Sarà un esperimento - ha detto l’assessore alla Città Sicura Francesco Scidone - nelle prossime settimane predisporremo tutti i punti del piano. È un progetto specifico di dialogo con la `prostituzione libera´. Non è un `progetto bassi´. L’ordinanza comunale sulla chiusura dei bassi ha funzionato molto bene e proseguirà. Finora ne sono stati chiusi una decina nella zona della Maddalena. Per ridare vivibilità al quartiere nei prossimi tre anni tra fondi comunali e Piano Operativo Regionale investiremo lì circa dodici milioni di euro».

 

ROSSO, FI, STUPITI E AMAREGGIATI
DA UN’INIZIATIVA SIMILE CHE ARRIVA DA UN SINDACO-DONNA

«Gay-Pride, moschea e, ultima trovata della sindaca Vincenzi, le lucciole come garanti della sicurezza e vivibilità del centro storico genovese. È l’ora di finirla e se vogliamo rilanciare la nostra città è necessario mettere in campo proposte concrete e non boutade giornalistiche che servono solo a provocare tensione e malessere tra i cittadini genovesi».

È il commento di Matteo Rosso, consigliere regionale di FI, sul patto tra Comune di Genova e le prostitute dei carrugi.

«Stupisce ed amareggia - prosegue Rosso - che da una donna che rappresenta le istituzioni venga legittimata la prostituzione che difficilmente è frutto di una libera scelta ma troppe volte è la conseguenza di gravi disagi economici e di vita. Trovo gravissimo che si affidi alle lucciole, che nella maggioranza dei casi sono vittime loro stesse del racket della prostituzione, la sicurezza dei cittadini del quartiere, svilendo in questo modo anche il ruolo delle Forze dell’Ordine».

«Inoltre - continua il consigliere regionale - con questa sua politica la sindaca Vincenzi di fatto sta regalando il centro storico a prostitute e immigrati, troppe volte irregolari, facendo finta di non ricordare che vi vivono tante famiglie di cittadini italiani e vi sono anche, seppur sempre meno, tante piccole attività commerciali genovesi che risentono negativamente della mancanza di un progetto di rilancio concreto». «Questo è il chiaro segno del fallimento di una amministrazione - conclude Rosso - che non è in grado di garantire la sicurezza ai propri cittadini».

di Vincenzo Galiano

 

Fonte: Il Secolo XIX

23/01/2009

 

 
Un patto tra Comune e lucciole, la svolta dei "caruggi" di Genova
giovedý 29 gennaio 2009
GENOVA - Ebbene sì, sono quelle stesse prostitute che fino a non molti anni fa erano additate a minaccia alla pubblica morale, a esempio di indecenza, a veicolo di vizi e di rovina delle famiglie. Com'è cambiato il vento. Oggi vengono blandite come sentinelle della sicurezza nei vicoli del centro storico. Come guardiane del quieto vivere. Come custodi dal degrado. Nei caruggi, i vicoli di Genova, si firma un accordo davvero storico: è un patto tra il Comune e le prostitute "libere". "Che c'è di strano? - dice l'assessore comunale alle Politiche sociali Roberta Papi - La loro attività non è reato, ma non è neppure riconosciuta dalla legge. E noi cerchiamo di farne dei soggetti sociali".

L'intento, in fondo, è semplice: se proprio devono lavorare nei vicoli, e visto che non è vietato dalla legge - si sono più o meno detti in Comune - facciamo in modo che si comportino meglio. E che magari diano una mano contro lo spaccio, il racket e la microcriminalità.

"Non vogliamo farne delle sceriffe o delle vigilesse sui generis - frena l'assessore alla Sicurezza Francesco Scidone - né intendiamo schedarle in massa". "Tantomeno - avverte la Papi - vogliamo che il centro storico venga trasformato in un quartiere a luci rosse". Santa Bellomia, rappresentante del Comitato per i diritti civili delle prostitute, non ha dubbi: "Finalmente questo viene riconosciuto non come un problema sociale da reprimere, ma come una scelta di vita che può migliorare la vivibilità del centro storico di Genova".

Le "graziose" di Via del Campo cantate da un giovane Fabrizio De André sono ingrigite. Qualcuna continua l'antica professione, ma ormai al loro posto "sulla soglia" ci sono "bambine" dalla pelle ambrata che parlano spagnolo. Per la maggior parte sono "libere", non soggette al racket, ed esercitano la loro professione senza costrizioni che non siano quelle di doversi "guadagnare la vita". "Però continuano a vivere in uno stato di emarginazione - dice la Papi - e la loro attività provoca proteste e risentimenti negli abitanti e nei commercianti dei vicoli. Noi vogliamo che questa situazione finisca, ma senza agire con mezzi repressivi. E abbiamo pensato a un progetto che coinvolga insieme prostitute, abitanti dei vicoli, commercianti".


Così, mentre a pochi passi di distanza la città celebra con una mostra a Palazzo Ducale il ricordo di Faber, nei "quartieri dove il sole del buon Dio non dà i suoi raggi" si combatte una battaglia civile mai tentata prima in Italia. I volontari che si prodigano per il rispetto delle "lucciole" cantano vittoria: "È la prima volta che le prostitute vengono riconosciute come soggetto sociale" gioisce Emanuela Costa, volontaria del Comitato per i diritti civili delle prostitute. "Il Comune andrà a spiegare il progetto vicolo per vicolo, palazzo per palazzo" si infervora l'assessore Papi. Si partirà dal quartiere della Maddalena, uno dei più degradati. Posti dove non passa giorno senza che un negozio non abbassi per sempre le serrande.

Ma come si fa a sapere se le prostitute della zona saranno d'accordo? "Infatti non lo sappiamo con certezza - ammette l'assessore Papi - ma speriamo di coinvolgerne quante più possibile. Naturalmente quelle che decideranno di partecipare al progetto dovranno obbedire ad alcune regole semplici ma precise". Basta insomma con i vestiti troppo provocanti, con le nudità esibite, gli schiamazzi, gli inviti prepotenti ai potenziali clienti. Dovranno cessare le liti che si trasformano in lotte sguaiate, le musiche suonate a tutto volume, le risate e le urla da un portone all'altro. Meno problemi invece per gli orari: "Nel centro storico - spiega Emanuela Costa - la maggior parte delle prostitute ha orari da negozio. La sera il commercio umano si trasferisce in altre strade, in zone lontane. Nei vicoli di notte non è la prostituzione il problema".

di COSTANTINO MALATTO

Fonte: La Repubblica

24/01/2009

 
Lĺaccordo Tursi-lucciole divide: źUno sforzo inutile╗
giovedý 29 gennaio 2009

Sforzo inutile, perché i problemi sono altri. Oppure pericolosa pubblicità, «la collaborazione è già una prassi consolidata». L’accordo prostitute-Comune dai due punti di vista. Raccoglie commenti e tagli d’opinione differenti il patto in base al quale le prostitute dei vicoli osserveranno un comportamento più decoroso e aiuteranno il Comune nella lotta alla tratta del sesso. Sembrano più preoccupate dai pubblici annunci le “sentinelle di strada”, le prostitute che nonostante l’ordinanza del sindaco potranno continuare ad esercitare nei bassi. Freddi i commercianti, secondo i quali «Il problema vero da affrontare, e in fretta, è quello dei negozi che chiudono uno dopo l’altro. Il presidio vero sono le attività economiche, il nemico non le lucciole ma gli spacciatori».

Ursula, una delle dieci, undici trans che operano nella zona, commenta l’accordo tra donne di vita e Comune. «Noi diamo una mano alle forze dell’ordine da anni - racconta nel suo magazzino-alcova - E questo sventagliare la cosa pubblicamente, da parte della Marta (la Vincenzi, ndr), rischia di metterci seriamente in difficoltà». «Non ci hanno messo nell’ordinanza dei bassi proprio per questo - conclude - Siamo un presidio silenzioso e fondamentale». Poco più in là Claudia è stanca di foto e servizi tv. «Troppa pubblicità non serve, a questa cosa. Ma chi manca, qui, è il Comune, non il presidio. Topi, immondizia, spaccio, qui è territorio di nessuno, non ci hanno mandato via perché se no qui erano guai».

Non ci sono trans, non ci sono italiane, alla Maddalena. E c’è l’ordinanza, è qui la guerra vera che mira a liberare le vittime dello sfruttamento. Giancarlo Pastorino, tabaccaio della zona da nove anni, è stanco di parole e annunci vuoti dei politici. «Qui se chiudiamo io e l’edicolante diventa un ghetto - dice - se fosse una cosa seria, questa delle prostitute, potremmo anche crederci. Ma all’uscita sui giornali non seguirà nulla».

 

Fonte: Il Secolo XIX

25/01/2009

 
PARMA arresto per i vigili violenti e razzisti
giovedý 15 gennaio 2009

http://parma.repubblica.it/multimedia/home/4379137

14 gennaio 2009

Caso Bonsu, arrestati 4 vigili
Il sindaco ha sospeso tutti

Gli arresti avvenuti ieri sera verso le 20. In serata il sindaco ha dato mandato politico di sospendere tutti e dieci i vigili indagati nel caso Bonsu. Ai domiciliari sono finiti gli agenti Mirko Cremonini, Ferdinando Villani, Marcello Frattini e Pasquale Fratantuono
di Giacomo Talignani
 
TAR del Veneto accoglie la richiesta contro l'ordinanza del sindaco di Verona
mercoledý 14 gennaio 2009

Comunicato stampa 

Il Comitato Per i Diritti Civili delle Prostitute  esprime soddisfazione
per l'esito del ricorso al TAR del Veneto presentato contro l'ordinanza
del sindaco leghista Tosi di Verona.

Finalmente uno spiraglio di giustizia, la sospensiva  dell'ordinanza 
significa che i giudici hanno reputato fondato il nostro ricorso e che
c'è qualcosa di effettivamente sbagliato nell'operato del Sindaco.

Ora raccomandiamo alle persone che hanno avuto una sanzione a Verona di
non pagarla ma fare opposizione al giudice di pace citando la ordinanza
del TAR.

Il Comitato  è stato assistito in questo ricorso dagli avvocati Maria Antonia Pili di Pordenone e dagli avv.Gamberini e Vagimigli di Bologna.

 

 
TAR del Lazio respinge il ricorso contro la ordinanza del sindaco di Roma
mercoledý 14 gennaio 2009
Il fenomeno della prostituzione su strada «sottrae spazi di vita sociale e civile al resto della collettività». È uno dei passaggi della sentenza con cui il Tar del Lazio ha respinto il ricorso di due associazioni che tutelano i diritti delle prostitute, il Comitato per i diritti civili delle prostitute e l’associazione «La Strega da Bruciare», contro l’ordinanza emessa dal sindaco di Roma Gianni Alemanno nel settembre scorso e contro il decreto del ministro dell’Interno, Roberto Maroni.
«Irrilevante - si legge nella sentenza - s’appalesa il fatto che, da sola, la prostituzione non costituisca reato, perché per un verso essa dà luogo a negozi illeciti per violazione dell’ordine pubblico e del buon costume» e per altro verso s’impone come «pervasiva, ossia come uno spazio di mercato del tutto anomalo e che la cittadinanza subisce e sente come degrado della convivenza civile». Quindi «l’iniziativa economica privata non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da arrecare danno alla sicurezza, alla libertà ed alla dignità umana».
L’ordinanza, secondo i giudici amministrativi, non appare come preteso dai ricorrenti «come una sorta di maldestro tentativo d’allontanare o peggio ghettizzare i sex workers in aree marginali o pericolose». Inoltre l’ordinanza «non sanziona certo l’abbigliamento o l’atteggiamento dei soggetti di diritto solo perché denotino un dato gusto o orientamento sessuale, ma mira a limitare solo quei comportamenti che sia strumentale all’esercizio del meretricio».
La sentenza del tribunale amministrativo naturalmente è una vittoria personale per il sindaco di Roma. «Sono veramente soddisfatto non solo che il Tar del Lazio abbia sancito la piena legittimità dell’ordinanza anti-prostituzione adottata lo scorso 16 settembre - dice in una nota Gianni Alemanno - ma che abbia riconosciuto i valori posti alla base del nostro provvedimento». «Il giudice amministrativo, infatti, sottolinea - aggiunge Alemanno - come l’ordinanza non colpisce il libero esercizio della prostituzione, ma colpisce le sue modalità che non devono essere in contrasto, così come per qualsiasi attività privata, con l’utilità sociale, con la sicurezza della collettività e non devono ledere la libertà e la dignità delle persone». Un plauso arriva anche dal comune di Milano. «La decisione dei giudici - dice il vicesindaco meneghino Raffaele De Corato - rinfranca la scelta delle amministrazioni di schierarsi in prima linea contro questo fenomeno.
Il Giornale 23-12-2008
 
A Piazza Farnese sotto la pioggia ma con alcune centinaia di ombrellini rossi
mercoledý 31 dicembre 2008

La manifestazione del 13 dicembre a Roma ha avuto eco sulla stampa.

Sex Workers donne, transessuali e anche uomini sono arrivati a Piazza Farnese da molte città anche con autobus.

Solo la pioggia batente ha guastato il pomeriggio e lo spettacolo è stato ridotto a causa del vento e della pioggia.

Tuttavia un gruppo di Drag Queen corraggiose si sono esibite sfidando le intemperie.

Molte/i attiviste/i hanno preso la parola sul palco, mantre Monica Rosellini ha fatto gli onori di casa, nell'allestimento fatto sul palco dalle Sexyshock, un prototipo dei luoghi di lavoro voluti dal ddl Carfagna!

 


* su rep. e rainews24 questo articolo
http://www.rainews24.rai.it/notizia.asp?newsID=89441

* l'unita'
http://www.unita.it/index.php?section=news&idNotizia=74211

* e queste foto
http://www.repubblica.it/2006/05/gallerie/cronaca/manifestazione-sesso/1.html

 
Prostituzione/ Operatori in piazza, ddl Carfagna falso e dannoso
martedý 16 dicembre 2008

Roma, 13 dic. (Apcom) - Un enorme appartamento allestito al centro di una Piazza Farnese che si prepara alle feste. No, non è la rappresentazione all'aperto di 'Natale in casa Cupiello'. E' un modo per far vedere ciò che il Governo vuole nascondere con il ddl Carfagna contro la prostituzione: perché se l'articolato messo a punto dal ministro per le Pari opportunità diventerà legge è lì, negli appartamenti o nei night, che si continuerà ad esercitare il mestiere più antico del mondo. Lontano dagli occhi e dalle strade, ma con uguali modalità e rischi, sfruttamento compreso. E' l'opinione di associazioni e operatori che hanno promosso la manifestazione nazionale contro il ddl Carfagna e le direttive di alcuni sindaci che hanno di fatto già applicato le normative ora all'esame del Senato: "Vogliamo far vedere cosa accadrà in tanti condomini e palazzi se il ddl diventerà legge. Vogliamo portare in piazza il chiuso, le voci che non si vogliono più sentire e ciò che non si vuole più vedere", spiega Marco Bufo, dell'associazione On The Road, tra gli organizzatori dell'iniziativa.

L'appuntamento è a partire dalle 15 in Piazza Farnese. Sul palco nel corso del pomeriggio si alterneranno operatori sociali, prostitute, trans, drag queen, rappresentanti delle associazioni, politici. Pochi, tra cui Vladimir Luxuria, i 'vip'. Sarà soprattutto un momento di avvicinamento al pubblico, spiegano gli organizzatori, un modo per far capire cosa davvero si nasconde dietro questo mondo. "Siamo contenti dell'impegno di alcuni politici, ma in piazza ci saranno soprattutto operatori e protagonisti di questo mondo - spiega Andrea Morniroli della cooperativa Dedalus - diremo il nostro no convinto a questo disegno di legge in tanti modi, con canzoni, sketch, parole, politica, spezzoni di film. Ma l'obiettivo è parlare del tema 'rasoterra', partendo da chi questo mondo lo conosce, ne è coinvolto, e per questo può parlarne senza il pudore di chi è costretto a ricercare il consenso".

Proprio la mancanza di una interazione e di un confronto con il mondo degli operatori sociali e delle associazioni impegnate sul campo nel momento della messa a punto del ddl è ciò che più lamentano gli organizzatori. Così, denunciano, si distruggono anni di lavoro sul territorio: "C'è una grande mancanza di rispetto e il totale disconoscimento di anni di lavoro", denuncia Pia Covre, segretario del Comitato per i diritti delle prostitute, che osserva: "è scandaloso che in questo Paese si continui a prendere di mira i poveri". Rincara la dose Porpora Marcasciano del Movimento italiano transessuali (Mit): "Tutte veniamo dalla prostituzione perché spesso non c'era e non c'è alternativa. Chiediamo che venga garantito alle trans il diritto alla sicurezza, alla dignità e alla sopravvivenza. Noi sappiamo che il problema è complesso e che è sempre stato difficile trovare delle ricette, ma oggi - è l'accusa - la signora Carfagna ha azzerato anni di lavoro e ricerca, facendo una legge molto semplice che, nella sua semplicità, produce danni enormi".

Duro l'affondo di Don Antonio Zappolini, vicepresidente del Coordinamento nazionale delle comunità di accoglienza (CNCA): "Nessuno di noi è stato consultato da questo governo che, come in tanti altri campi, non ha nessuna idea della sussidiarietà né del coinvolgimento della società civile. Il governo - prosegue Zappolini - ha manifestato una supponenza ignorante e colpevole che produce sofferenza, calpesta i diritti e stabilisce una collusione tutta particolare con la delinquenza". Senza contare, osservano i promotori della manifestazione (tra gli altri, Arci, Asgi, Circolo Mario Mieli, 'Carta', l'associazione radicale Certi diritti) che il ddl fa leva sulle paure delle persone mettendo a rischio l'incolumità di chi sta sulle strade: "Solo quest'anno - riferisce Marcasciano - sono stati uccisi 4 trans e si moltiplicano gli episodi di violenza. Insieme agli Stati Uniti, l'Italia detiene il triste primato per omicidi di questo tipo". L'articolato della Carfagna, taglia corto Morniroli, è "ipocrita, perché non risolve la situazione e trasferisce il problema nelle case; falso, perché non produce sicurezza ma insicurezza; profondamente cattivo, perché colpisce le vittime e non gli sfruttatori; bigotto, perché fa leva su un'idea moralista dello Stato dove la laicità è un disvalore. Insomma - conclude - prima che come operatore sono indignato come cittadino, perché limita le nostre libertà".

Il ddl, infine, colpendo col carcere chi sta sulla strada di fatto distrugge anni di lavoro sul territorio, amputando anche quello che è un "modello di assistenza, quello italiano - osserva Bufo - che fa del nostro Paese un punto di riferimento internazionale". Allora, le soluzioni possono essere tante, da qui le proposte delle associazioni: far conoscere ai cittadini indignati le azioni di mediazione sociale e sul territorio; prevedere opportunità alternative per chi vuole abbandonare la strada; garantire una reale tutela alle vittime di tratta e sfruttamento; formare le forze dell'ordine a riconoscere gli sfruttati e impegnare le loro energie contro gli sfruttatori.

 

 
Prostituzione: ombrelli rossi contro il ddl Carfagna
martedý 16 dicembre 2008

"Adeschiamo i diritti" è il titolo della manifestazione che sabato pomeriggio ha portato in piazza Farnese a Roma, sotto una pioggia battente, prostitute da tutta Italia, assieme alle associazioni "amiche" che con loro hanno promesso battaglia al ddl Carfagna/Alfano/Maroni. Perchè, recitava lo striscione appeso al camion, "Ci riguarda tutte"

piazza farneseUna manifestazione densa:di contenuti e di considerazioni che è opportuno fare. E le faremo. Ma non basterà un post, ce ne vorranno parecchi. Li intercalerò a molti altri temi, ma non mi tirerò indietro dal raccontarvi tutto.

Intanto un applauso, il più doveroso: alle tante transessuali che sabato sono scese in piazza a metterci la faccia. Applauso a loro e a tutti gli altri, ovviamente. Ma soprattutto a loro. Perchè, lo ha ricordato Porpora Marcasciano del Mit, l'Italia si è appesa al petto la medaglia del triste primato degli omicidi e delle aggressione nei confronti di transessuali. Qui se ne uccidono più che altrove. E l'Italia è anche un paese in cui se sei una trans puoi solo prostituirti, perchè nessuno ti darà mai un lavoro. Certo ci sono anche in questo caso le eccezioni, alcune perfino "sotto i riflettori" come Vladimir Luxuria. Ma sono troppo poche, innanzitutto. E poi, la stessa Vladimir l'ha confessato, rappresentano solo un esserne uscite, non un non esserne mai entrate. Insomma le tante trans che sabato erano in piazza Farnese hanno dato a tutti una grande lezione di civismo: "Non abbiamo più niente da perdere" ha detto Porpora Marcasciano. E sicuramente ha ragione. Ma hanno soprattutto tanto orgoglio, "favolosità" la chiama Porpora. Tenacia, determinazione, forza, coraggio. Grande dignità.

Come primo contributo vi posto - dopo il "salto" - un intervento dal palco della manifestazione: quello di Rossana Praitano, Presidente del Circolo di Cultura Omosessuale "Mario Mieli" di Roma che ha aderito alla manifestazione. 

Un'analisi molto dura la sua. Del disegno di legge, innanzitutto: lo definisce "immorale" sottolineando ad esempio il modo in cui prevede di trattare i minori irregolari, con l'espulsione immediata. Facendoli tornare nelle situazioni dalla quali erano fuggiti, dalle difficoltà e dai pericoli, e avviandoli perciò verso lo stesso destino di sfruttamento e criminalità. Rossana Praitano ha guardato anche alla piazza, piena di ombrellini rossi, ma senza politici. C'erano solo Concia, Rovasio e Agnoletto. "Queste manifestazioni che dovrebbero toccare l'anima più profonda dei partiti - ha detto - li trovano invece sempre più assenti".

Infine ha citato San Paolo. "Nemico" dell'omosessualità, certo. Ma innanzitutto dell'ipocrisia. "Di questo peccato - ha concluso - non si parla mai"

 

Fonte: http://omoios.blogosfere.it/2008/12/prostituzione-ombrelli-rossi-contro-il-ddl-carfagna-praitano-cita-s-paolo-il-peccato-e-lipocrisia.html

 

 
MINISTERO SALUTE: UN RAP CONTRO L'AIDS
lunedý 01 dicembre 2008
Scarica e diffondi il brano rap "Quando sei lì per lì" degli Assalti Frontali, realizzato per la Campagna di Prevenzione Aids 2007/2008 del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali - Settore Salute, in occasione della Giornata Mondiale contro l'AIDS 2008.

“Quando sei lì per lì’”, scaricabile gratuitamente, è stato realizzato appositamente per la Campagna Informativa (non verrà commercializzato, così come non farà parte di alcun album) seguendo le linee guida redatte dalla Commissione Nazionale AIDS (la 'Commissione Ensoli'), focalizzando principalmente l’attenzione su tre punti:

  • Favorire un cambiamento culturale che porti a sdrammatizzare e normalizzare l'uso del preservativo.

  • Far capire ai giovani che la malattia non è reversibile. Ci sono, infatti, cure che in molti casi ne arrestano la progressione, ma vanno seguite per tutta la vita.

  • Evidenziare l’importanza di un’assunzione di responsabilità nei rapporti sessuali, così come avviene in altri comportamenti che riguardano le relazioni interpersonali.

    La cultura Hip-Hop ha enormi potenzialità in campo educativo. Ed il Rap è un efficace canale di auto-narrazione, uno strumento di dialogo, di confronto con se stessi.

    Fonte: www.ministerosalute.it, sezione HIV/AIDS


  •  
    Traffico di prostitute e viados, arrestato un ispettore di polizia
    mercoledý 26 novembre 2008
    Con l'ispettore Domenico Gioia, 50 anni - già sospeso dal servizio a scopo cautelativo -, è finito in manette anche Guido Spinelli, 38 anni, indagato per favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione, nell'ambito dell'inchiesta sul presunto traffico di esseri umani 
     
    Elettra Deiana, PRC ai microfoni di irispress su violenza e ddl prostituzione
    mercoledý 26 novembre 2008
    (IRIS) - ROMA, 25 NOV. Era tra le tante auto - organizzate che hanno partecipato alla manifestazione contro la violenza maschile sulle donne, a Roma sabato scorso. Fra gli striscioni e i primi cori in attesa della partenza del corteo. Perché "scendere in piazza" per Elettra Deiana è un "segno di soggettività politica e culturale delle donne".
    UNA DONNA "DI PARTITO" COSA CI FA AD UNA MANIFESTAZIONE DI DONNE AUTO - ORGANIZZATE?
    Sono prima di tutto una femminista oltre ad essere una donna in politica. Quello di oggi è il richiamo ad una manifestazione che c'è stata l'anno scorso. E' un appuntamento importante in un momento in cui ci sono state tante cose: le elezioni, il nuovo Governo, la crisi economica… insomma le cose non positive che stanno succedendo.
    PERCHE' IN PIAZZA OGGI CONTRO LA VIOLENZA MASCHILE SULLE DONNE?
    E' calato il silenzio piú totale su una realtà: ovvero sui rapporti tra donne e uomini che continuano ad essere segnati dalla violenza contro le donne. Violenza fisica, ma anche quella che segna i rapporti tra i sessi nella vita privata e in quella pubblica: perché le donne continuano ad essere discriminate. E' un segno di soggettività politica culturale che le donne manifestano attraverso questa pratica dello scendere in piazza.
    DALLA PIAZZA ANCHE CRITICHE AI PROVVEDIMENTI DEL GOVERNO IN MATERIA DI PROSTITUZIONE…
    Questo governo porta avanti un programma che non esito a definire reazionario: le donne sono messe al centro di politiche familistiche e viene negata tutta una storia di conquiste e diritti. Si mette in discussione tutto. C'è una concezione delle istituzione pubbliche come quelle che possono controllare la vita delle persone. E' chiaro che tutto quello che è stato fatto sul piano dei diritti, viene fortemente represso, sminuito, ghettizzato, criminalizzato.
    A 60 ANNI DALLA LEGGE MERLIN, IL DDL CARFAGNA E' TESO A MODIFICARLA. QUAL E' IL SUO PARERE SU QUESTO PROVVEDIMENTO?
    Si modifica la Merlin in maniera negativa. Si affronta la questione della prostituzione negando quello che le prostitute consapevoli hanno affermato: ovvero che c'è una dimensione di libertà nell'esercizio della prostituzione. Con le donne che la esercitano in queste condizioni, vanno fatti i conti in maniera completamente diversa dai casi di sfruttamento, racket, schiavizzazione. Questo passo, questa chiarificazione della differenza, viene annullata. Cala il martello pneumatico della criminalizzazione. C'è un vento oscurantista. Credo che molto di tutto questo è propaganda. Fanno operazioni di immagine ma non risolvono sostanzialmente i problemi. Quello che passa è un messaggio di controllo sociale.
    CREDE CHE SI ARRIVERA' ALLA LEGALIZZAZIONE DELLA PROSTITUZIONE ATTRAVERSO L'ISTITUZIONE DELLE CASE CHIUSE?
    Non credo si possa arrivare alle case chiuse. Perché le case chiuse impongono un ruolo attivo dello stato e non mi sembra un'ipotesi che si potrà verificare. Certo i segnali sono fortemente negativi.

     
    Titty Santoriello Maria Russo
    10.42 | Fonte: Iris | archivio | Invia ad un amico | STAMPA
     
    Intervista a Carla Corso sul giornale sloveno Primorski dnevnik
    mercoledý 26 novembre 2008

    POGOVOR - Ob mednarodnem dnevu boja proti nasilju nad ×enskami

    - Ob mednarodnem dnevu boja proti nasilju nad ×enskami

    V revnih dr×avah nedostojni

    kompromisi s ciljem pre×ivetja

    Carla Corso o boju proti izkoriščanju - Podpora zdravstvenega podjetja in policije, a ne občinske uprave

    Ob mednarodnem dnevu boja proti

    nasilju nad ×enskami smo se pogovorili s

    pravo ikono na tem področju. Carla Corso

    je v mladih letih opravljala »najstarejši

    poklic na svetu«, leta 1982 je ustanovila odbor

    za civilne pravice prostitutk, odtlej pa

    se s pisanjem knjig, javnimi nastopi in neutrudnim

    delom na socialnem področju bori

    proti izkoriščanju deklet. Trgovina z ljudmi

    in izkoriščanje predstavljata br×kone najbolj

    kruto obliko nasilja nad ne×nim spolom,

    prav ×enske pa se temu sistemu upirajo

    in druga drugi pomagajo.

    Projekt Stella Polare deluje pod pokroviteljstvom

    italijanske vlade in je namenjen

    ×enskam, ki skušajo opustiti svet

    prostitucije. Oblasti in neprofitne organizacije

    nudijo ×enskam zaščito (preselijo jih

    v sprejemne domove v oddaljena mesta,

    kjer jih izkoriščevalci ne morejo ogro×ati)

    ter jih vključijo v dokaj zahteven izobra×evalno-

    delovni program, ki se mora v teku

    12 do 18 mesecev zaključiti z zaposlitvijo,

    delovnim dovoljenjem za bivanje v Italiji

    in preselitvijo v zasebno stanovanje. Za

    prvi stik z oblastmi in organizacijami je italijanska

    vlada pred leti uvedla tudi brezplačno

    številko 800-290290, na katero se

    obrnejo prostitutke in kdor jim ×eli pomagati

    (včasih so to njihovi klienti).

    S Carlo Corso so se pred kratkim pogovarjali

    naši Klopi, ob današnjem pomembnem

    dnevu pa smo jo spet obiskali

    v malem uradu v starem mestu, kjer ji pomagajo

    tri mlade sodelavke. V sklopu projekta

    so od leta 2000 do danes sprejeli v

    Trstu več kot sto ×ensk, zastavljenega programa

    pa ni opustila nobena. S Carlo Corso

    tesno sodelujejo tudi organi pregona, ki

    pogosto naletijo na ×rtve izkoriščanja.

    Trgovina z ljudmi je starodaven in

    ob enem sodoben pojav ...

    Človek je trgoval s su×nji od antičnih

    časov do 19. stoletja. Sodobna trgovina z

    ljudmi sledi enakemu modelu: su×nji delajo

    za zelo skromno plačilo in so popolnoma

    podvr×eni svojim delodajalcem - izkoriščevalcem.

    Kdor nima dokumentov je

    ilegalec, ki nima pravic in se torej ne upira.

    Moderno su×enjstvo ne zaznamujejo

    verige, temveč kolki in razna dovoljenja. V

    Italiji smo novo obliko su×enjstva začeli zaznavati

    v 90. letih, po padcu berlinskega zidu.

    Začelo se je priseljevanje iz vzhodne Evrope,

    po drugi strani pa se je povečal pritok

    iz Afrike, hirajoče celine. Vse večje razlike

    med bogatimi in revnimi spodbujajo

    mno×ično preseljevanje, s tem pa se bogatijo

    kriminalne organizacije. Ljudje, ki se

    selijo, pristajajo na nedostojne kompromise,

    da bi le dosegli »eldorado« in se dokopali

    do sredstev za pre×ivetje.

    Kdo so ×enske, s katerimi imate

    opravka?

    Veliko deklet prihaja iz Vzhodne Evrope.

    Na začetku so bile povečini Albanke

    in Romunke, slednjih zdaj ne moremo

    več preštevati, ker so dr×avljanke EU. Danes

    imamo vsekakor najbolj pogosto

    opravka z dr×avljankami Moldavije, Ukrajine,

    afriških dr×av in Kitajske.

    Kdo pa trguje z ljudmi?

    To je ogromen biznis. V ZDA so izračunali,

    da je trgovina z ljudmi tretji najbolj

    donosen ilegalni posel, takoj po oro×ju

    in mamilih. V vsaki dr×avi skuša kdo

    imeti kaj od tega: v Nigeriji organizirajo vse

    Nigerijci, v srednji in vzhodni Evropi se s

    tem običajno ukvarjajo Albanci in Rusi, na

    Kitajskem pa krajevna mafija, ki je odlično

    organizirana in je zaradi tega skoraj nedotakljiva.

    Vpogled v kitajske posle je za

    preiskovalce skoraj nemogoč.

    Kakšno vlogo imajo dru×ine?

    Pogosto so vpletene v posel, pa čeprav

    ne vedno. Včasih je vmes kak stric ali

    bratranec. V Afriki pa se dru×ine zadol×ijo,

    ker se za pre×ivetje obrnejo na določene

    poslovne agencije, ki jim posojajo denar.

    Vračati dolgove je te×ko in poslati v Evropo

    mladega člana dru×ine postane skoraj

    obvezen korak. Navadno izberejo dekle.

    Predlagajo jo agenciji, slednja pa organizira

    celotno potovanje in dolg se dodatno

    poveča. V najslabših primerih pa se

    zgodi, da dru×ine dejansko prodajo dekle:

    to se dogaja tudi v Moldaviji, Albaniji in

    drugod.

    Prejšnji teden je tr×aška policija

    opisala preiskavo o nigerijski zdru×bi. V

    Evropo pošiljajo rojakinje, ki morajo izkoriščevalcem

    nato z delom na cestah

    vrniti 50 tisoč dolarjev.

    Vsote so velike, ker v dolgove vključijo

    prav vse stroške, od vizumov do prevozov.

    Ni rečeno, da so za potovanje v Evropo

    dovolj letalske karte: pogosto morajo

    moški in ×enske prepešačiti več dr×av,

    z avti in avtobusi se peljejo do maroške

    obale. Včasih trajajo potovanja nekaj mesecev,

    marsikdo pa umre, mnogo preden

    bi se vkrcali na kako plovilo.

    Kako obravnavajo problem v Italiji?

    Italija je bila prva evropska dr×ava,

    ki je uradno priznala obstoj trgovine z

    ljudmi. Zakon o priseljevanju »Turco-

    Napolitano« (št. 40 iz leta 1998) vsebuje

    člen, ki ščiti ×rtve tega nasilja. Vsi ti ljudje

    imajo pravico do enoletnega programa,

    ki predvideva zaščito, bivanje v domu,

    izobrazbo, nove dokumente in ponovno

    vključitev v dru×bo ter na trg dela.

    S tem se ukvarjamo mi in nam podobne

    organizacije.

    V kolikšni meri ta zakon izvajajo?

    Veliko je odvisno od sil javnega reda.

    Policija je tu v Trstu zelo občutljiva in

    svojega dela ne pojmuje kot golo represijo.

    Ni pa povsod tako. Na koncu se nekateri

    priseljenci vključijo v omenjeni program

    in mi jim sledimo, medtem ko večino

    zaprejo v sprejemne centre (CPT ali po

    novem CIE) in jih pozneje iz×enejo v domovino

    (ali pa ostanejo tu kot ilegalci). Večkrat

    gre za slabo izvajanje zakonov. Po mojem

    številni pripadniki organov pregona ne

    poznajo zakona o priseljevanju.

    Kaj pa krajevne uprave? So vam ob

    strani?

    Naše delovanje financira dr×ava, tesno

    sodelujemo z zdravstvenim podjetjem,

    več pozornosti pa bi nam morala posvetiti

    tr×aška občinska uprava. Dejstvo je, da

    v tem trenutku nihče noče trositi javnega

    denarja za priseljenke. De×elna uprava nas

    je do volitev podpirala: enako pozornost

    pričakujem od novih upraviteljev.

    Aljoša Fonda

     
    << Inizio < Prec. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 Pross. > Fine >>