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Giro prostituzione preti gay
martedì 02 luglio 2013

 

 

Giro prostituzione preti gay, cardinale Vallini: notizie calunniose

"Piena fiducia nella magistratura, sono convinto che il piano sarà smantellato"

 

http://www.tmnews.it/web/sezioni/top10/giro-prostituzione-preti-gay-cardinale-vallini-notizie-calunniose-20130626_151100.shtml

 
Violenza sessuale e furto, poliziotti indagati a Roma
martedì 04 giugno 2013

Arrestavano prostitute e le rilasciavano in cambio di prestazioni

 
Efe Bal chiede di tassare la prostituzione
lunedì 20 maggio 2013
Forse davvero è il caso, nel paese della prostituzione intellettuale, e della prostituzione politica diffusa, di tessere un elogio della Equi-prostituta laboriosa, che non vuole pagare più le multe, ma che vuole pagare le tasse. La prostituta “Equa”, dunque: non perché magnanima nelle tariffe, ma perché spera nella possibilità di poter contribuire al fisco, e considera questo passaggio un momento della sua crescita civile. Equa perché questa tipo di prostituta – una di loro Efe Bal, transessuale e scrittrice, l’abbiamo vista ieri ruggire di orgoglio a Servizio Pubblico – è davvero l’unica lavoratrice italiana che considera non grave essere oggetto delle attenzioni di Equitalia, perché immagina che la sua emersione dal nero non rappresenti un’angheria, ma un riconoscimento di status.
 
BE FREE DENUNCIA LE DEPORTAZIONI FORZATE
venerdì 25 gennaio 2013

BE FREE DENUNCIA LE DEPORTAZIONI FORZATE

E LE SISTEMATICHE VIOLAZIONI DEI DIRITTI UMANI NEI C.I.E. 

Rita, nigeriana, ventiseienne, è una delle migliaia di giovani donne condotte in Europa  con false promesse e poi costrette a vendersi sulle strade. A Rita era capitato di essere sfruttata in Grecia, con molto coraggio e molta determinazione era riuscita a  sottrarsi alla schiavitù, ed in maniera avventurosa e pericolosa era arrivata nel Veneto, dove si era rivolta ad uno degli enti che operano interventi a favore delle persone gravemente sfruttate-

Sfortunatamente però  nell’iter si era imbattuta in una pattuglia di polizia che aveva visto in lei solo una “clandestina”. Ovvero, una persona non in regola con la normativa impenetrabile dettata dalla Bossi-Fini. E così l’aveva portata in un Centro di Identificazione e di Espulsione. Quello romano di Ponte Galeria, dove Be Freecooperativa sociale contro tratta violenze e discriminazioniopera da anni per assicurare alle vittime di tratta l’inserimento nei progetti di protezione sociale previsti dalla legge Turco-Napolitano del 1998.


 
MONTI SCRIVE A OSSERVATORIO AIDS E LILA: POSSIAMO TROVARE I SOLDI PER IL FONDO GLOBALE
sabato 15 dicembre 2012
MONTI SCRIVE A OSSERVATORIO AIDS E LILA: POSSIAMO TROVARE I SOLDI PER IL FONDO GLOBALE
Dopo anni di appelli, è finalmente arrivata una risposta diretta dal nostro governo. Ma il Fondo resta fuori dalla legge di stabilità.

Roma, 15 dicembre 2012. E' firmata dal presidente del Consiglio Mario Monti la lettera inviata all'Osservatorio italiano per l'Azione globale contro l'Aids e alla Lega italiana per la lotta contro l'Aids, che precisa come il contributo per il Fondo Globale di Lotta a Aids, Tubercolosi e Malaria potrebbe essere trovato grazie alla legge di stabilità.

 
Buttane Greche ?
giovedì 22 novembre 2012

Una giovane donna ci scrive commentando in maniera molto puntuale l'articolo sulla crisi greca e l'aumento della prostituzione.

Con sincero piacere lo pubblicchiamo 

 

 

C’è un aspetto della crisi greca che non si vede a occhio nudo?
Scusate, ma di che cosa avete bisogno per vedere questo aspetto della crisi? Occhiali?
Cannocchiali? Microscopi? Telecamere? Videocamere? Twitter? Facebook? Di che cosa avete
bisogno?? di una laurea in economia?
Avete bisogno di statistiche? Di dati ufficiali e certi?
Di che cazzo avete bisogno per fare 1 + 1 = 2 ?
Cosa c'è di strano, di non prevedibile, di assurdo, di inspiegabile, di invisibile nel
“aumento della prostituzione del 180% nella popolazione femminile greca nell’arco degli ultimi
due anni.”?
“C’è un effetto collaterale della crisi ellenica che non si vede, ma esiste. In Grecia tutti lo sanno e
fanno finta di nulla”
un effetto collaterale? Che non si vede?
Collaterale? Collaterale a cosa? Alla finanza mondiale? Al debito pubblico greco? Ai tassi di
interesse? Ai conti greci? Alle borse? Collaterale a che cosa? Alla crisi?
Cos'è la crisi? È una nuova entità astratta? Cos'è? Un essere vivente? Un essere divino?
Ma di che cosa state parlando?
E poi cos'è che in Grecia tutti lo sanno e fanno finta di nulla??
Cosa cosa gridano i Greci dal 2009 a questa parte? EH?
Avete provato ad ascoltare quello che i Greci gridano in piazza, su internet, su twitter, su facebook,
su youtube, etc etc etc??
Avete letto che i BAMBINI SONO MALNUTRITI IN GRECIA? Lo avete letto, no? NO?! Era uno
dei tanti articoli che sono spuntati sulla stampa italiana, uno di quegli articoli volti a far suscitare un
po' di compassione negli animi italiani, europei, mondiali.

 
Report UNAIDS: calo del 50% nelle nuove infezioni in 25 paesi
giovedì 22 novembre 2012

GINEVRA – Il nuovo report pubblicato dal Programma delle Nazioni Unite sull’Hiv/Aids (UNAIDS) in occasione della Giornata mondiale contro l’Aids mostra che l’accelerazione senza precedenti nella risposta globale all’Aids sta producendo risultati per la gente comune. Il report dimostra come 25 paesi a basso e medio reddito – più della metà dei quali in Africa, la regione più colpita – abbiano mostrato una riduzione di più del 50% nel tasso di nuove infezioni. Alcuni paesi con le prevalenze più elevate al mondo hanno avuto tassi di nuove infezioni drammaticamente diminuiti: il 73% in meno in Malawi, il 71% in Botswana, 68% in Namibia, 58% in Zambia, 50% in Zimbabwe e 41% in Sud Africa e Swaziland.  continua..

 

leggi tutto sul sito ANLAIDS

 
La crisi greca spinge le donne alla prostituzione
mercoledì 21 novembre 2012
C’è un aspetto della crisi greca che non si vede a occhio nudo. È il dramma della prostituzione, aumentata del 180% nell’arco degli ultimi due anni. I centri di ricerca del Paese lanciano l’allarme da mesi, senza essere ascoltati. E l’Osce denuncia l’incremento della tratta degli uomini dal Sud Europa.

 
Il silenzio qualche volta è più assordante del rumore.
lunedì 08 ottobre 2012

Per questo motivo ieri eravamo al S. Eugenio, eravamo lì per Mihaela, per farle sapere che non è sola, coprendo con le nostre voci quell’insopportabile silenzio che la circonda.

 

 
Il 28 settembre 1958 in Italia entrò in vigore la Legge Merlin
venerdì 28 settembre 2012

La legge Merlin contiene degli aspetti positivi e chiudere le case di tolleranza come erano gestite a quel tempo è stata una cosa giusta.

Attualmente però la situazione è molto cambiata, ci sono nuove figure  che esercitano questo lavoro e la situazione di contesto è davvero molto diversa dal 1958.

Sarebbe il caso di cambiare qualcosa per progredire un pò e avvicinarsi a quei modelli che in Europa hanno riconosciuto i diritti alle lavoratrici e ai lavoratori del sesso!

Prendere esempio dall'Olanda, dalla Svizzera o dalla Germania per risolvere almeno in parte i conflitti che si sono creati in molte città e rispettare così TUTTE e TUTTI i cittadini.

 

 
De Magistris e la "zona-cuscinetto" per la prostituzione,
mercoledì 22 agosto 2012
De Magistris e la "zona-cuscinetto" per la prostituzione, scattano le polemiche


"Una zona protetta dove accogliere le prostitute e controllarle con finalità di recupero e reinserimento. La prostituzione non è reato, non servono denunce, ma controllare e prevenire"
Napolitoday  Redazione 17/08/2012


Potrebbe interessarti: http://www.napolitoday.it/cronaca/de-magistris-zona-cuscinetto-prostituzione-polemiche.html
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Ravenna il Sindaco pensa alla zonizazione
mercoledì 01 agosto 2012
Ravenna, 31 luglio 2012 - IL TERMINE scelto dal sindaco Matteucci è neutro: ‘zonizzazione’. Per usare un’espressione di maggiore effetto, si tratterebbe di creare un ‘quartiere a luci rosse’ per controllare il fenomeno della prostituzione e allontanarlo dalle zone abitate. L’idea segue le proteste arrivate dai residenti della Darsena, della zona della Rocca Brancaleone e da Fosso Ghiaia, dove le ‘passeggiatrici’ operano fin da prima del tramonto.
 
Stupratore seriale arrestato
mercoledì 01 agosto 2012

Modena, 21 luglio 2012 - Costringeva le prostitute a rapporti sessuali picchiandole e minacciandole con un coltello. Poi le derubava. I carabinieri di Castelfranco Emilia della compagnia di Modena, hanno arrestato G.M., 32enne nato in Germania ma residente a Campogalliano, già conosciuto dalle Forze dell`ordine, ritenuto responsabile di rapina aggravata nonché di reiterate violenze sessuali. L’uomo, facendo credere di essere un normale cliente disposto al pagamento, faceva salire le donne in auto e, raggiunto un luogo appartato, le minacciava con la lama costringendole a subire numerose violenze.

Poi si impossessava dei soldi e dei cellulari delle vittime. L` indagine, partita da una denuncia di una delle vittime, ha permesso di acquisire - spiegano in militari - numerosi indizi di reità a carico dell`indagato avvalorati dal riconoscimento fotografico da parte delle vittime.
Il giovane sarebbe anche l’autore di numerose violenze e rapine, non ancora scoperte, commesse nel giugno e nel luglio dell`anno scorso a Bologna, San Cesario sul Panaro e Castelfranco Emilia sempre ai danni di prostitute che svolgono la loro attività lungo la via Emilia est che collega Modena a Bologna.
L`arrestato, colpito da ulteriori provvedimenti restrittivi di custodia cautelare in carcere da parte dell`autorità giudiziaria di Bologna e di Modena, oltre che denunciato per porto abusivo di arma, è tuttora detenuto nel carcere di Modena.
 
Roma:persa la lotta alla prostituzione
sabato 21 luglio 2012

Roma, persa la lotta alla prostituzione
La polizia: sì a zone dedicate alle squillo

Le misure volute da Alemanno sono risultate inefficaci: le ragazze sono aumentate, da 450 a 600, un movimento da oltre 130 milioni l'anno. Ora molti pensano a strade alternative. Il Pdl del Municipio VIII propone il ritorno alle case chiuse, idea che non convince il sindacato di polizia Silp-Cgil, che spiega a ilVostro: «Meglio individuare aree specifiche, come nelle grandi città europee»

 

   di Nicola Vanni

 http://www.ilvostro.it/cronaca/roma-persa-la-lotta-alla-prostituzione-la-polizia-si-a-zone-dedicate-alle-squillo/49520/

 

 

ROMA - Ci ha provato con un’ordinanza in vigore ormai da due anni. Quindi è saltato in sella alla sua moto e, insieme a vigili e polizia, ha fatto un giro tra le strade della prostituzione romana. Alla fine, però, le misure adottate dal sindaco della capitale Gianni Alemanno per combattere la mercificazione del corpo sono risultate vane. Peggio, hanno sortito gli effetti contrari. Con un numero maggiore di prostitute lungo le principali arterie di Roma, un aumento della criminalità legata allo sfruttamento delle ragazze e, infine, un decoro urbano mai restituito a chi aveva alzato la voce contro il degrado e l’invivibilità di alcuni quartieri.

 
INVERTIRE LA MAREA, INSIEME: UNO SLOGAN ANCHE PER L'ITALIA
venerdì 20 luglio 2012

LILA - Lega Italiana Lotta all'AIDS

 

INVERTIRE LA MAREA, INSIEME: UNO SLOGAN ANCHE PER L'ITALIA
Mezzo miliardo di euro per i farmaci, una manciata di spiccioli per la prevenzione: è ora di "Turning the tide toghether"

 

 
MANIFESTI CON DONNA E CODICE A BARRE
venerdì 20 luglio 2012

MANIFESTI CON DONNA E CODICE A BARRE: IGNOBILE CAMPAGNA DI POLITICI DEMAGOGICI CHE NON SANNO DISTINGUERE TRA PRESTAZIONI SESSUALI E VENDITA DEL CORPO.  POLITICA SI OCCUPI DI LEGALIZZAZIONE ANZICHE’ DEMAGOGIA, POPULISMO E MORALISMO.


 
L’ITALIA SI E’ DIMENTICATA DELLA LOTTA CONTRO L’AIDS
venerdì 20 luglio 2012
L’ITALIA SI E’ DIMENTICATA DELLA LOTTA CONTRO L’AIDS
Mentre si accendono i riflettori sulla XIX Conferenza internazionale sull’Aids a Washington, l’Italia continua a giocare a nascondino


 
Risposta all'interrogazione sui fatti della Grecia
martedì 17 luglio 2012
la risposta della Commissaria Europea  Reading alla lettera del deputato europeo Cashman che denunciava le persecuzioni da parte della polizia greca delle sex workers.
La risposta non è soddisfacente direi anche se c'è un passo interessante: "I have nonetheless instructed my services to monitor the situation in Greece and to contactthe national Data Protection Authority in order to receive additional information."m_cashman.pdf1
 
Il Parlamento e la Salute Mentale
lunedì 21 maggio 2012

In un mondo politico italiano ed europeo paralizzato dalla crisi finanziaria della parte occidentale del Pianeta; in un Parlamento nazionale esautorato da anni dalle pratiche della decretazione d'urgenza e dalla legislazione sulla "giustizia"; un colpo di mano delle forze di destra - mai come in questo caso unite sui loro "valori fondanti", sempre gli stessi: Dio, Patria e Famiglia, quelli per cui si scatenano le guerre "sante" e le campagne elettorali - mette in discussione la "legge Basaglia", cioè la legge 180/1978, la riforma delle politiche della Salute Mentale per cui l'Italia è diventata il consolidato punto di riferimento internazionale.

 

Il risultato della votazione in commissione di ieri, porterebbe a raddoppiare il periodo di "trattamento sanitario obbligatorio" (Tso), cioè quel delicatissimo istituto in cui viene revocato il diritto di libera scelta di ogni persona, per sottoporla ad un trattamento sanitario in forme coattive. Non solo: si allungherebbe all'inverosimile la possibilità di trattenere una persona contro la sua volontà, fino ad un anno, con evidente soddisfazione di quel sistema di cliniche private che ambisce ad un ben pagato ritorno alla clausura istituzionale delle problematiche di Salute Mentale.

 
UNAIDS calls on Greece to protect sex workers and their clients
venerdì 11 maggio 2012

PRESS STATEMENT

UNAIDS calls on Greece to protect sex workers and their clients through comprehensive and voluntary HIV programmes

 
Anlaids esprime preoccupazione per quanto avviene in Grecia e in Spagna
giovedì 10 maggio 2012

Non affondiamo i diritti umani nel Mediterraneo!

ROMA, 9 maggio 2012 – Arrestate, sottoposte forzatamente al test Hiv e, se diagnosticate positive, sbattute in prima pagina su tutti i giornali e i siti web. Questo il trattamento disumano che dalla fine di aprile e ancora oggi hanno già subito in Grecia decine di lavoratrici del sesso che vivono con l'Hiv.
 
INTERROGAZIONE URGENTE AL PARLAMENTO EUROPEO
giovedì 10 maggio 2012

 

Comunicato Stampa dell’Associazione Radicale Certi Diritti e del Comitato per i Diritti Civili delle Prostitute:


Roma, 10 maggio 2012

 

PRESENTATA INTERROGAZIONE URGENTE AL PARLAMENTO EUROPEO E SOLLECITATA LA COMMISSIONE LIBERTA’ PUBBLICHE.

 

SU GRAVE VIOLAZIONE DEI DIRITTI UMANI IN GRECIA NEI CONFRONTI DELLE SEX WORKERS E DELLE PERSONE SIEROPOSITIVE. RASTRELLAMENTI E IMPOSIZIONE DEL TEST HIV CON PUBBLICAZIONE DI FOTO, INDIRIZZI E GENERALITA’ DELLE PERSONE CON HIV.

 

 
Petizione on line: Stop the forced testing and outing of sex workers.
lunedì 07 maggio 2012

 

Firma la petizione on line

 

http://www.change.org/petitions/to-the-prime-minister-of-greece-stop-the-forced-testing-and-outing-of-sex-workers#

 

 

To Mr Lucas Papademos, Prime Minister of Greece,

Sir,

Since the end of April 2012, sex workers in Greece are forced to be tested by the Centre for Disease Control and Prevention (KEEL).

 
SOLIDARIETA alle Sex Worker e al popolo greco
venerdì 04 maggio 2012

IL COMITATO PER I DIRITTI CIVILI DELLE PROSTITUTE

INVIA

 

 
GRECIA:GRAVISSIME VIOLAZIONI DEI DIRITTI UMANI IN GRECIA
venerdì 04 maggio 2012
GRAVISSIME VIOLAZIONI DEI DIRITTI UMANI IN GRECIA NEI CONFONTI DELLE PERSONE CHE VIVONO CON L'HIV
Dietro i rastrellamenti di queste ore nei bordelli illegali, l'imposizione del test Hiv e la pubblicazione delle fotografie e delle generalità delle persone trovate sieropositive, ci sono solo bassi interessi elettorali, e non esigenze sanitarie che richiedono ben altro tipo di interventi

 
Roma-Basta con la criminalizzazione Non accettiamo di essere vittime del Sistema
lunedì 23 aprile 2012
 

Siamo qui oggi per denunciare lo stato delle cose ma anche per fare delle proposte.

Non accettiamo di essere vittime di un Sistema perverso che

con un piede ti butta fuori dal mercato del lavoro e dal welfare

con l'altro piede ti butta in mezzo ad una strada

con una mano ti addita, ti insulta, ti perseguita e ti multa

e con la l'altra mano ti prende i soldi dalle tasche, col pizzo fiscale.. trattandoti da evasore e criminale

 
Modena - donne del PD non vedono la realtà
lunedì 16 aprile 2012

Ancora una volta si discute sulla opportunità di consentire la pratica della prostituzione in una zona della città di Modena. La Bruciata (e non solo li per la verità) è di fatto da anni una delle zone dove gli scambi sessuali per denaro avvengono tutte le notti, con o senza l’autorizzazione degli amministratori. Negli anni si sono fatti tentativi di ogni genere con esiti modesti nonostante il lavoro costante e certamente costoso delle forze dell’Ordine. Ora in effetti non resterebbe che provare a governare il fenomeno in un contesto di legalità. Giustamente  si dovrebbe provare, perché se gli altri tentativi sono stati più o meno un fallimento, se si esclude un calo fisiologico dovuto certamente alla crisi economica, ma la prostituzione è ancora li dovrebbe sorgere il dubbio che le politiche proibizioniste e repressive non funzionano. Si dovrebbe fare uno Zoning, si tratta di un modello leggermente sotto tono rispetto il quartiere a luci rosse, che consenta un controllo discreto della situazione da parte delle FO e una sorveglianza socio sanitaria fatta dagli esperti operatori del progetto Oltre la Strada che opera da anni in quel contesto. Certamente il problema dello sfruttamento e della dipendenza delle operatrici del sesso dai racket è una cosa di cui si deve tener conto, ma appunto la lotta ai racket non può essere sublimata con la lotta alle persone che eventualmente fossero vittime del racket.

In questi anni sono state cacciate, multate, arrestate, perseguitate sempre e soprattutto le vittime. Nella situazione di fragilità e di ricatto in cui si trovano le donne che lavorano nel sesso, e a volte anche le transessuali, non hanno modo di autorganizzarsi e resistere ai ricatti. Non potranno mai guadagnare la loro indipendenza se continuiamo a costringerle in una condizione illegale con il pretesto che non sono libere. Offriamo alle lavoratrici e lavoratori del sesso la possibilità di stare dentro la legalità e facciamole diventare libere di scegliere se emanciparsi da questo lavoro e  dagli sfruttatori o se preferiscono starci nella legalità con diritti e doveri che le leggi di un Paese civile dovrebbe garantire a tutte/i le/i citadine/i. Francamente è incomprensibile l’accanimento di queste  donne che si esprimono contro ogni soluzione più decente e dignitosa e che potrebbe sottrarre alla criminalità il controllo di queste persone, che vorrei ricordare sono donne ma anche uomini. Non è accettabile che si faccia dell’ironia su chi potrebbe gestire  una zona di prostituzione e non si pensi alle autonomie conquistabili da chi la pratica se si fanno delle buone politiche di empowerment. Mentre si sa benissimo che lasciando le cose come stanno non si farà altro che alimentare lo sfruttamento e la repressione tutto sulla pelle delle persone che lavorano e lavoreranno comunque nella prostituzione.


 

 

 

 
Modena - Le donne Pd contrarie al quartiere a luci rosse
lunedì 16 aprile 2012

Bocciata la proposta avanzata da Fausto Cigni, consigliere dello stesso partito «A chi lo facciamo gestire, agli sfruttatori attraverso un bando del Comune?»

Ha ribadito a due anni distanza la medesima proposta: «Per combattere la piaga dello sfruttamento della prostituzione da strada da parte del racket, sarebbe necessario regolarizzare le prostitute e creare un quartiere a luci rosse alla Bruciata, con tanto di presidio sanitario». Dopo il suo intervento sul problema, il consigliere provinciale del Pd Fausto Cigni, viene attaccato dalle sue stesse compagne di partito della Conferenza delle Democratiche di Modena.In un documento sottoscritto da Caterina Liotti, Daniela Depietri, Antonietta Vastola e Marisa Burchi, pur non citando mai Fausto Cigni, spiegando che la prostituzione non è un problema di sicurezza - come sostiene il loro collega di partito - ma di sfruttamento delle donne, affermano che l'idea (sempre di Cigni), «è una questione che riguarda innanzitutto gli uomini che mascherano la loro ricerca di piacere a pagamento dietro la libertà di prostituirsi delle donne».

 
QUELLO CHE “DIAZ” NON DICE.
lunedì 16 aprile 2012

  Vittorio Agnoletto, il manifesto 11 aprile 2012

 

Un grande battage pubblicitario annuncia da mesi l’ uscita del film “Diaz. Don’t clean up this blood”.

 

 
La LILA per l'8 Marzo interroga il Ministro
mercoledì 14 marzo 2012

8 MARZO. MINISTRO BALDUZZI: LE MOSTRIAMO IL PRESERVATIVO FEMMINILE, LO CONOSCE?

Como, 7 marzo 2012. Il Femidom, preservativo femminile, è stato approvato dall'Organizzazione mondiale della Sanità nel 1992, da allora è considerato uno strumento indispensabile per la prevenzione dell'HIV e delle altre malattie sessualmente trasmesse. Simile al preservativo maschile viene indossato dalla donna inserendolo in vagina. 

 
ERC presentará una proposición de ley para legalizar la prostitución
mercoledì 14 marzo 2012

Barcelona, 5 may (EFE).- La portavoz de ERC en el Parlament, Anna Simó, ha anunciado hoy la presentación de una proposición de ley para regular la prostitución y "reconocer a los trabajadores sexuales los mismos derechos y las misma protección social y jurídica que al resto de trabajadores".

Simó ha asegurado que ERC hará lo posible "para tener la ley esta legislatura" y que partirá del anteproyecto de ley que impulsó la exconsellera de Interior Montserrat Tura en 2006 y que no prosperó.

La portavoz republicana ha expresado la necesidad de "regular la prostitución en el marco de nuestras competencias, considerándola una actividad laboral y reconociendo a los trabajadores y trabajadoras sexuales los mismos derechos y las misma protección que al resto de trabajadores y trabajadoras".

Ha censurado que "se agite la bandera de la corrección política" cuando se habla de prostitución, porque a su juicio "bloquea cualquier intento de regular el trabajo sexual remunerado, perpetuando una alegalidad cómoda que no beneficia a las mujeres que la ejercen ni a la sociedad".

Para Simó, la regulación "comportaría el acceso a derechos laborales, a la prevención, a la seguridad social, y favorecería la salida del trabajo sexual para aquellas mujeres que lo deseen", y además resolvería un problema en los municipios "que seguro que muchos alcaldes están esperando".

Precisamente hoy ha sido derrotada en el pleno del Parlament una moción de Ciutadans que iba en la misma línea y que solo ha tenido el apoyo de ERC e ICV-EUiA. EFE

http://www.abc.es/agencias/noticia.asp?noticia=806433

 
Hostess transessuali in compagnia aerea Tailandese
mercoledì 14 marzo 2012
Bangkok (TMNews) - Giovani, carine e sorridenti, così si presentano le quattro hostess transessuali della compagnia thailandese PC Air. Ha debuttato con successo la prima compagnia aerea al mondo con hostess del "terzo sesso". Da inizio anno a bordo degli aerei c'è stata una autentica rivoluzione che ha aperto le porte dei cieli a una minoranza che nel Paese asiatico è molto importante."Il mio sogno è diventato realtà. Credo che sia la prima tappa perchè i transessuali possano avere un buon lavoro in futuro" dice Phuntakarn Sringern, che ha lasciato il mondo dello spettacolo per lavorare sugli aerei. Sono centinaia le candidature presentate alla compagnia aerea, perchè un posto da hostess è molto ambito in Thailandia.I requisiti richiesti agli assistenti di volo trans sono gli stessi chiesti alle donne: la femminilità, un aspetto attraente e la conoscenza dell'inglese. Cade dunque l'ultimo tabù in un paese come la Thailandia estremamente tollerante nei confronti dei diversi orientamenti sessuali.La compagnia spera che questa "politica di uguaglianza" segni l'inizio di un nuovo trend per promuovere pari opportunità per la comunità trans di tutto il mondo. Al momento la PC Air effettua voli solo in Asia, ma spera di allargare presto il suo mercato sfruttando anche la pubblicità fatta dalle proprie hostess.servizio a cura di Alessandra Velluto - montaggio: Mattia Ravaioli
 
Fatta Interrogazione Parlamentare sui fatti di Bologna
venerdì 13 gennaio 2012
CENSIMENTO/SCHEDATURA PROSTITUTE A BOLOGNA: 253 CARABINIERI FANNO UN’INDAGINE CENSIMENTO/SCHEDATURA DI 248 PROSTITUTE. VIOLATA LA LEGGE SULLA PRIVACY, LA LEGGE MERLIN E LA CONVENZIONE EUROPEA DEI DIRITTI DELL’UOMO.  CHE SENSO HA SENZA LEGALIZZAZIONE INVIARE TUTTO ALL’UFFICIO DELLE ENTRATE?

 
Ecco il responsabile Colonnello Alfonso Manzo
venerdì 13 gennaio 2012
(ANSA) - BOLOGNA, 11 GEN - Come si chiamano, di dove sono, dove abitano, da quanto tempo si prostituiscono e, anche, quanto guadagnano. Sono le domande in un modulo operativo, una sorta di questionario distribuito alle 'lucciole' di Bologna dai carabinieri. Il 'censimento', pero', fa discutere: ''Si tratta - secondo il Comitato per i diritti civili delle prostitute onlus - di un abuso. Una schedatura, che viola la legge Merlin''. Per il comandante provinciale dell'Arma, colonnello Alfonso Manzo, e' ''un'attivita' soprattutto a tutela delle donne che sono sulla strada''. I dati vengono girati all'Agenzia delle entrate. (ANSA).
 
Il censimento delle prostitute L'Arma: «Le segnaleremo al Fisco»
venerdì 13 gennaio 2012

Raccolti i dati su nazionalità, compensi medi e abitazioni in affitto. I carabinieri: «Solo identificazioni»

 
Bologna: il mercato che fa gola al Fisco
venerdì 13 gennaio 2012
giovedì 12 gennaio 2012

prostitute.jpgTempo di crisi. Tempo di lotta all'evasione. E tra le bocche di rosa bolognesi arrivarono quattro gendarmi con i pennacchi e con ambigui moduli da compilare: nome? Cognome? Eta? Nazionalità? E fin qui, norma. Ma lo pseudo questionario presenta atipiche caselle: 'da quanto tempo si svolge l'attività di meretrice', 'guadagno giornaliero medio e per ogni singola prestazione', 'dichiarazioni in merito agli sfruttatori', 'canone d'affitto'.

 'Annotazioni di servizio', insomma, come hanno definito i carabinieri di Bologna l'operazione realizzata tra le lucciole negli ultimi tre mesi per, ufficialmente, “capire chi sono le prostitute e contrastare un fenomeno che crea disagi e degrado soprattutto sui viali”. Una sorta di censimento, da consegnare in ultima analisi all'Agenzia delle Entrate, che non convince alcune associazioni in difesa della donna, tra cui il Comitato per i diritti civili delle prostitute onlus, secondo cui si è di fronte ad “un fatto molto grave”.

“Quello che stanno facendo a Bologna è un abuso – ha dichiarato una della storiche attiviste della onlus, Pia Covre – il censimento sulle prostitute portato avanti dai carabinieri in questi mesi è un'aperta violazione della legge Merlin; abbiamo già ricevuto diverse segnalazioni e i nostri avvocati sono a disposizione delle colleghe emiliane”.

Secondo l'articolo 7 della su citata legge, infatti, “le autorità di pubblica sicurezza, sanitarie e qualsiasi altra autorità amministrativa non possono procedere ad alcuna forma diretta o indiretta di registrazione, neanche mediante rilascio di tessere sanitarie, di donne che esercitano o siano sospettate di esercitare la prostituzione, né obbligarle a presentarsi periodicamente nei loro uffici”.

Nessuna registrazione, “nessuna schedatura”, fa sapere l'Arma, ma solo “assunzioni di informazioni – precisa il procuratore aggiunto Valter Giovannini, portavoce della Procura - con le quali i carabinieri possono anche trarre spunti investigativi, allegate alle comunicazioni di reati sin qui pervenute nei confronti di potenziali sfruttatori e di donne che hanno reso false dichiarazioni sulla loro identità personale”.

Senza naturalmente sottovalutare l'idea di far pagare le tasse alle libere professioniste dell'amore. “Da anni – continua Covre – chiediamo una regolamentazione del settore e l'equiparazione della prostituzione a qualsiasi altra attività lavorativa, ma non è trattandoci come evasori fiscali che si risolve il problema”.

Che quello condotto dalle forze dell'ordine di Bologna sia il primo passo verso la liberalizzazione del mestiere più antico del mondo? Certo è che le comari di un paesino, finora, non hanno brillato d'iniziativa.

FLORENCE URSINO


 
GUERRA contro le prostitute
venerdì 30 dicembre 2011

A Rimini per salvarle dalla tratta denunciano le prostitute (563 in un anno) con la speranza di metterle al sicuro: in galera!

 

 
11 Dicembre SNOQ scende in piazza....e noi?
lunedì 12 dicembre 2011

 TRIESTE dal manifesto di SNOQ cito "..In questo passaggio difficile non possiamo tirarci indietro, perché
non può tirarsi indietro chi regge questo paese sulle proprie spalle.

Le donne non possono mancare per ridare all´Italia la dignità che ha perso,
per ridarle credibilità, nel mondo, in Europa "



 
Il 25 novembre > L’AUSTERITY E’ VIOLENZA SUL CORPO DELLE DONNE
lunedì 28 novembre 2011

Nel nostro paese e in tutto il mondo la violenza contro le donne è all’ordine del giorno: stupri, violenze domestiche, assassinii. Questa condizione è acuita dentro il contesto di crisi.

Abbiamo deciso di aderire all’appello Occupypatriarchy, una chiamata che nasce all’interno dello spazio pubblico aperto negli ultimi mesi dal movimento Occupy Wall Street. WE ARE THE 99%, slogan delle mobilitazioni statunitensi, non sta a indicare uno spazio liscio ed omogeneo, ma al contrario trae la sua forza dalle differenti striature di colore, genere e condizione che lo fanno vivere. 

Le donne con il loro lavoro suppliscono alla crisi economica e a quella politica. Un recente rapporto Istat mostra come il “nuovo sistema di Welfare” abbia a che vedere direttamente con il lavoro femminile non retribuito: come siano, cioè, le nonne a sostituire gli asili nido, le figlie a sostenere il peso dei genitori anziani, le madri ad occuparsi dei figli, e come, in altre parole, il taglio ai fondi per i servizi sociali significhi il trasferimento di compiti e fatica sulle donne. 

 

La violenza sulle donne è frutto di un sistema fondato sulla sopraffazione maschile. In tempi di austerity la parità tra i sessi sembra diventare un “bene di lusso”. Quando i governi propongono politiche di conciliazione vita-lavoro legittimano, di fatto, il principio per cui una donna deve svolgere più lavori contemporaneamente: precari e senza garanzie nel mercato del lavoro “ufficiale”, senza retribuzione e diritti nella sfera privata. Questa è violenza travestita da austerity!

 

La crisi attacca ogni possibilità di autodeterminazione, mettendo in discussione la libertà di scelta. Ed è proprio su questa che è stato sferrato l’attacco: l’intento della Proposta di Legge Tarzia è quello di cancellare l’esperienza dei consultori, intesi come strutture sanitarie laiche, adibite alla tutela della salute della donna. Mettendo direttamente in discussione la legge 194 sull’aborto, i consultori vengono proposti come centri per la tutela del concepito e della famiglia, togliendo di fatto qualsiasi centralità all’autonomia delle donne e consentendo l’accesso a figure non qualificate del mondo cattolico.  Il “caso Lazio” è in questo senso emblematico e si configura come laboratorio per legittimare lo smantellamento del Welfare su scala complessiva. Quello dei consultori è, tra gli altri, un terreno di conflitto sul quale bisogna insistere, soprattutto con il governo Monti, in odor di sacrestia, per difendere il diritto alla salute e all’autodeterminazione della donna.

 

 

Occupyamo spazi per reinventare la democrazia!  I nostri corpi non sono titoli di Stato!

LA VITA SIAMO NOI!

 

 

#OccupyPatriarchy Roma

 

 

 
Peru: En el Día Mundial de la No violencia contra la Mujer.
lunedì 28 novembre 2011

El Movimiento Nacional de Trabajadoras Sexuales del Perú quiere hacer  llegar su solidaridad a todas las mujeres que sufrimos  violencia, en nuestra condición de población altamente vulnerable a este flagelo de la sociedad.

La mujer no solamente es violentada cuando  es agredida  o golpeada, también lo es  cuando  nuestra pareja no usa condón, exponiéndonos a las infecciones de ITS/VIH /SIDA. También somos violentadas cuando no se nos consulta sobre el número de hijos que queremos tener, nos niegan la información y nos embarazan irresponsablemente, cuando no nos dan el diario para la mantención de los hijos, Cuando se nos abandona  y tenemos que afrontar solas el ser padre y madre.

Violencia es hacerte jurar fidelidad eterna en el matrimonio, hasta que la muerte nos separe, dándonos el mensaje controlista de que ya no somos dueñas de nuestras vidas sino que pertenecemos y somos exclusividad de un solo hombre, sin importar su comportamiento y obligándonos a permanecer con él, poniendo  a Dios como testigo y justificar el amedrentamiento y el asesinato. 

También es violencia cuando  con la cobardía del grupo nos desvisten con las miradas y nos vulgarizan  sexualmente con palabras perversas, queriendo penetrarnos  en nuestra intimidad  psicológica.

La más  detestable es la violencia patológica del golpe y el feminicidio, sin embargo todo tipo de violencia debe ser denunciadas y  sancionadas drásticamente.

También es violencia  cuando las autoridades son indiferentes, se burlan, nos ridiculizan y justifican las agresiones, neutralizándonos para no continuar con la denuncia. También es violencia cuando en los peritajes legales, cambian los hechos para proteger a los agresores poniéndolo como agresión mutua.

También es violencia cuando duermen las denuncias, para que el cansancio nos desanime y los jueces que no  oyen ni leen las pruebas den fallos absurdos, haciéndose cómplices de los asesinatos que incluyen a nuestros hijos.

Debemos hacer el firme propósito de cambiar y dejar de ser indiferentes y  denunciar  a los agresores en su condición de parejas, de autoridades de empleadores.

El Ministerio de la Mujer debe demostrar voluntad política plasmada en comprometerse y hacer funcionar las leyes, sancionando drástica y sin demora a los funcionarios que por omisión incumplen las leyes de protección de la mujer y a los agresores TODO EL PESO DE LA LEY.

 

 Movimiento de Trabajadoras Sexuales del Perú

 
Messico: PROSCRIPCIÓN DEL CONSENTIMIENTO EN EL TRABAJO SEXUAL
lunedì 28 novembre 2011
Todas las trabajadoras sexuales, víctimas y esclavas por decreto, sin excepción.

PROSCRIPCIÓN DEL CONSENTIMIENTO EN EL TRABAJO SEXUAL

* Su negación implica una nueva muerte social de las trabajadoras sexuales
*Que el movimiento amplio de trabajo sexual capitalino,
cierre filas contra las agresiones

Agencia de Noticias Independiente, Noti-calle, 25 de noviembre de
2011, día internacional de la eliminación de la violencia contra las
mujeres. Por Jaime Montejo.-  Hay poco qué celebrar hoy en México,
cuando desde el Programa Nacional de Derechos Humanos de la
Administración Pública Federal, publicado el 29 de agosto de 2008 en
el Diario Oficial de la Federación (DOF), se menciona como un objetivo
“erradicar la prostitución”, sin atender las causas que la generan.

Así mismo, el Programa Nacional para Prevenir y Sancionar la Trata de
Personas 2010 – 2012, publicado el 5 de enero de 2011 en el DOF,
establece que “se impulsará el rechazo social a la prostitución”, lo
cual se equipara en la práctica con incitar al odio hacia las
trabajadoras –res sexuales.

Posteriormente se publica el decreto del 23 de febrero de 2011, que
modifica el artículo 5 de la Ley para Prevenir y Sancionar la Trata de
Personas, donde se señala que  “incurrirá en el delito de trata de
personas, quien contrate los espacios o de a conocer desplegados o
anuncios de ese tipo, que genéricamente incluyen la publicidad que se
hace a servicios sexuales”, criminalizando no sólo a proxenetas, sino
también a trabajadoras sexuales que laboran por su cuenta y no tendrán
más remedio que recurrir a la “protección oficial”, que ofrecen
servidores públicos que viven de explotar la prostitución ajena, esto
es, que se dedican entre otras cosas, al lenocinio y la trata de
personas.

Como si todo ello fuera poco, hace apenas dos días, con 325 votos, la
Cámara de Diputados aprobó eliminar el consentimiento de la víctima
como excluyente de responsabilidad para los inculpados por el delito
de trata de personas, borrando por decreto la diferencia entre
víctimas de trata y trabajadoras sexuales móviles, que migran
permanentemente de un lugar a otro.

A partir de ese día, todas las trabajadoras sexuales son víctimas de
trata, sin excepción, negándole a un sector importante por decreto, el
derecho a decidir qué hacer sobre su cuerpo y sobre su permanencia en
la industria sexual. Es como lo señala Kim Kardashian, el puño piadoso
del poder, sobre las trabajadoras sexuales mexicanas.

Esta victimización, que no es otra cosa que violencia
institucionalizada contra las mujeres trabajadoras sexuales, impulsada
básicamente por mujeres, es un despliegue de poder, un abuso que se
legitima asegurando que sólo busca el bien de las presuntas víctimas;
cuando en realidad su fuerza  material radica en perpetuar la
precariedad del trabajo sexual, incluso en fomentarlo y ampliar sus
redes para justificar el “rescate” de trabajadoras sexuales que no
requieren, no necesitan y no buscan ser rescatadas de ninguna
situación abusiva en su contra.

Sólo resta que la Ley General para la prevención y combate de la trata
de personas, que está por expedirse, considere delincuente al cliente
de servicios sexuales, convirtiendo a las trabajadoras sexuales en
cómplices del delito.
En hora buena, evangelio y feminismo hegemónicos, condenan a  las
trabajadoras sexuales que no son víctimas ni esclavas de sus
decisiones, a la muerte social y a la condena generalizada por no
asumirse como víctimas y negarse a ser rescatadas.

¿Qué hacer entonces para que se respeten y defiendan los derechos
humanos de las trabajadoras –res sexuales, en un contexto nacional
donde todas ellas y ellos son considerados víctimas de trata de
personas con fines de explotación sexual y sus opiniones no han sido
tomadas en cuenta para el diseño de la legislación sobre el tema y
tampoco para las demás políticas públicas que garanticen su derecho a
trabajar en el sexo, o a retirarse de dicho trabajo en cuanto sea su
voluntad?

¿Qué hacer para que los operativos contra la trata de personas con
fines de explotación sexual, dejen de ser operaciones de limpieza
social y razzias que violentan la dignidad de las y los trabajadores
sexuales?

Las y los trabajadores sexuales deben informarse de sus derechos,
organizarse, movilizarse de manera civil y pacífica y hacerse respetar
por las autoridades y otros sectores de la sociedad, como lo han hecho
durante más de 40 años en México; ya que al ser victimizadas todas y
cada una de las trabajadoras –res sexuales, sus “salvadoras”
reproducen el paternalismo patriarcal que tanto cuestionan y que hoy
niegan por decreto a las trabajadoras sexuales el derecho a tomar
decisiones sobre nuestras vidas, y a opinar libremente sobre su
trabajo y condiciones de vida.

El grupo que debe impulsar una estrategia de incidencia política que
haga respetar y promueva la defensa de los derechos humanos de las y
los trabajadores sexuales, debe estar integrado por el movimiento
amplio de trabajadoras –res sexualesmexicano, organizaciones que
defienden los derechos humanos de este sector, comisiones
gubernamentales de derechos humanos, académicos, religiosos, vecinos y
trabajadores de medios de comunicación sensibles a nuestra situación.

Algunos temas prioritarios para las trabajadoras sexuales, son los
siguientes: En lo inmediato, la convivencia armónica en la calle con
vecinos y autoridades, situación que les permitirá trabajar en paz,
sin molestar a terceros y sin ser molestados por nadie. A corto plazo,
la conquista de un marco jurídico que reconozca a quienes laboran por
su cuenta, como trabajadores no asalariados, con todos los derechos y
obligaciones que ello implica. A mediano plazo, el reconocimiento de
las obligaciones patronales de quienes contraten de manera verbal o
escrita a trabajadoras sexuales para que laboren en establecimientos
comerciales dedicados al trabajo sexual, como lo recomendó la Oficina
del Alto Comisionado de Derechos Humanos de Naciones Unidas en México.

Los problemas a los que nos enfrentamos son, entre otros, la muerte
social a la que hemos sido sometidas las trabajadoras –res sexuales en
la cruzada nacional contra la trata de personas con fines de
explotación sexual, quienes han tenido que guardar silencio para no
ser criminalizadas por defender su derecho al trabajo sexual.

Después del recrudecimiento de la discriminación de las trabajadoras
-res sexuales, con las políticas públicas con las que ha sido abordada
la pandemia del VIH/Sida, al etiquetarles como grupo de alto riesgo
que debe ser “verificado” periódicamente como los automóviles emisores
de contaminantes; la fuerza del Estado mexicano se ha centrado en la
incitación al odio hacia nuestro sector, al querer rescatarles a la
fuerza y contra su voluntad de situaciones que muchas personas
eligieron de manera soberana o al criminalizarles por defender sus
fuentes de trabajo sexual y no asumirse como víctimas deseosas de
“reintegrarse” socialmente, a una sociedad que discrimina a las
mujeres y no nos ofrece otras fuentes laborales alternativas al sexo
comercial, que les permitan solventar sus gastos y que un salario
mínimo no garantiza a nadie en este país.

Uno de los objetivos que debemos plantearnos es establecer un
ordenamiento que defina nuestros derechos y obligaciones laborales,
entre los que se encuentran la convivencia armónica entre vecinos,
autoridades y trabajadoras –res sexuales, en el uso de los espacios
públicos; donde todo el poder para establecer dicho disfrute, no quede
en manos del Estado, ya que eso ha propiciado la institucionalización
del lenocinio en las estructuras del Departamento del Distrito Federal
(DDF) y ahora en el Gobierno del Distrito Federal (GDF).

Así mismo, que no se condicione el usufructo de la vía pública a la
participación obligatoria en programas sociales e iniciativas de
control sanitario discriminatorio como aquellos que imponían la prueba
de VIH/Sida, el uso de credenciales que falsamente pretendieron
acreditar nuestra salud libre de ITS. Dicha normatividad, deberá
incluir la opinión vecinos y trabajadoras –res sexuales, sin la
pretensión de establecer zonas de tolerancia, corredores sexuales o
puntos tolerados, como en el pasado lo han hecho las autoridades.

Para ello, deberíamos promover que se incluyan las opiniones de las y
los trabajadores sexuales en la Ley de Trata de Personas del Distrito
Federal, para que no nos sigan tratando como víctimas o victimarias al
no reconocernos como objeto de trata. Cabildearemos nuevamente en la
ALDF la iniciativa de ley de Julio César Moreno, que buscaba
reconocerles como trabajadoras –res no asalariados, y que en su
momento contó con un basto consenso al interior del movimiento amplio
de trabajo sexual del D.F.

Así mismo, mostrar a la opinión pública, que hay otras vías alternas
para lograr el reconocimiento de las y los trabajadores sexuales como
trabajadores no asalariados. Una de ellas es que el Jefe de Gobierno,
Marcelo Ebrard, gire instrucciones al titular de la Secretaría de
Gobierno del Distrito Federal o al Secretario de Trabajo y Promoción
del Empleo, para que emitan y publiquen en la Gaceta Oficial del GDF,
unos Lineamientos Generales que reglamenten la convivencia armónica en
la calle entre trabajadoras-res sexuales, vecinos y autoridades, y así
mismo propicien un mejoramiento en el nivel y calidad de vida de los
trabajadores no asalariados, primordialmente de aquellos que realizan
sus actividades económicas en la vía pública, como los son las y los
trabajadores sexuales que tienen sus puntos de encuentro en espacios
públicos, como lo establece el artículo 23, fracciones XV y XXX de la
Ley Orgánica de la Administración Pública del Distrito Federal
(LOAPDF). Otra vía, es que la Consejería Jurídica del GDF, reglamente
el uso de la vía pública en el caso de las trabajadoras –res sexuales.

En este momento, una de las fortalezas del movimiento amplio de
trabajo sexual en el Distrito Federal, es que podemos volver a cerrar
filas para defender el derecho a trabajar en el sexo con libertad y
responsabilidad, pese a nuestras diferencias y rivalidades. Una
oportunidad es el hecho de encontrarnos en la recta final del sexenio,
momento en el cuál por experiencia sabemos que muchos servidores
públicos y representantes populares, pretender saldar algunas deudas
históricas hacia nuestro movimiento. Una debilidad, es que ya son
muchos sexenios de promesas y la mayoría de nuestras compañeras –ros,
no sólo no confían en nuestros gobernantes ni en la CDHDF, sino que no
esperan ninguna política pública afirmativa que nos beneficie. Una
amenaza externa, el hecho de que al movilizarnos por nuestros
derechos, no sólo seamos criminalizadas, secuestradas, violadas, sino
también asesinadas.

En este momento algunas de las estrategias de intervención que podemos
privilegiar, son la negociación con autoridades del GDF, con la
mediación inicial de la CDHDF, que deberá asumir los costos políticos
de invitar a todos los actores sociales involucrados en el trabajo
sexual y no propiciar ni la impunidad del crimen organizado, ni la
cacería de brujas de quienes participemos en este proceso de
incidencia política. Así mismo, la unidad en las movilizaciones
concretas que acordemos quienes impulsamos esta iniciativa, cada quien
en sus tiempos, formas y espacios. La capacitación y acreditación  de
quienes se han rezagado o queremos actualizarnos como defensoras –res
de derechos humanos. Y, también, la implementación de una estrategia
de medios, que permita formar no sólo corrientes de opinión favorables
a nuestra lucha por el derecho a trabajar en el sexo en paz, sino
también.





--
Brigada Callejera de Apoyo a la Mujer "Elisa Martínez", A.C.

"Quienes han sido víctimas de la prostitución, sólo se liberarán de sus
cadenas cuando la relación social que las esclaviza, termine. Las
trabajadoras y trabajadores sexuales, sólo se liberarán de la explotación de
que son objeto, cuando destruyan la propiedad privada con los trabajadores
del campo y la ciudad."
 
HOY 25 de NOVIEMBRE dia Internacional de la Eliminación de la Violencia contra la M
lunedì 28 novembre 2011

HOY 25 de NOVIEMBRE dia Internacional de la Eliminación de la Violencia contra la Mujer

 

LAS MUJERES TRABAJADORAS SEXUALES MEXICANAS INTEGRANTES DE APROASE, A.C.  nos pronunciamos EN CONTRA DE:

·                                 TODO TIPO DE VIOLENCIA HACIA LA MUJER

·                                 NO MAS PRUEBAS OBLIGATORIAS DE VIH Y OTRAS ITS como condicionante Laboral ¡ESTO TAMBIEN ES VIOLENCIA!

·                                 NO MAS VIOLENCIA INSTITUCIONAL

·                                 NO MAS MUERTES EN LA IMPUNIDAD

NO MAS VIOLENCIA CONTRA LA MUJER!

Alejandra Gil
Directora
APROASE A.C.
Org. de Mujeres Trabajadoras Sexuales
y ex Trabajadoras Sexuales Mexicanas
Integrante de la Coalicion Mexicana de Trabajo Sexual
Vicepresidencia NSWP (Network of Sex Work Proyect)

 

 
La tragica storia di Lilian
mercoledì 16 novembre 2011

15 NOV 2011

(AGI) - L'Aquila, 15 nov. - Ruota essenzialmente attorno alla figura di Lilian Solomon, l'operazione "Sahel 2" dei carabinieri del Ros dell'Aquila, che ha portato alle prime luci dell'alba all'emissione di sei ordinanze di custodia cautelare in carcere, (prevalentemente nei confronti di nigeriani) in cui si ravvisano i reati di associazione per delinquere finalizzata alla tratta di esseri umani, riduzione in schiavitu', favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, sfruttamento della prostituzione ed interruzione abusiva di gravidanza.
  Lilian Solomon era una giovane nigeriana di 23 anni, una tra le vittime dell'organizzazione criminale indagata, ma la cui storia - secondo gli investigatori - e' particolarmente emblematica. La ragazza parte da Benin city per sfuggire alla fame, agli stenti, alla poverta' estrema, all'assenza di futuro. Sogna una vita diversa, da realizzare nella societa' del benessere. Arriva in Italia affidandosi a persone che la reclutano e che, prima di farla partire, la sottopongono ad un rito voodoo, una cerimonia magico religiosa, con valenze anche giuridiche, con cui la vittima si impegna a versare all'organizzazione una somma di denaro (almeno 60/65 mila euro) e si impegna a non "tradire" l'organizzazione, a pena di gravi ripercussioni su di se' e sulla sua famiglia. Lilian - semprer secondo la ricostruzione fatta dai carabinieri del Ros - giunge in Italia, ma qui scopre che l'attende una vita di violenze, sofferenze, abusi, di privazione della dignita' e della liberta'. E' costretta a prostituirsi prima nell'hinterland milanese e successivamente, dopo l'estate 2009, lungo la Bonifica del Tronto. Resta incinta, vorrebbe anche trattenere il bambino, ma e' costretta ad abortire mediante ingestione di medicinali ed alcool. Continua a prostituirsi malgrado l'insorgenza di gravi dolori, insopportabili, continui. Le viene impedito di curarsi. Sono i sintomi di un linfoma, un tumore da cui per lo piu' si guarisce, sempre che si venga curati. Dopo mesi in cui, malgrado il tumore in corso, Lilian e' costretta a prostituirsi ed a vivere in condizioni disumane, incontra degli operatori dell'associazione On The Road, che la convincono a fuggire ed a farsi curare. Da allora la conoscono i sanitari del reparto di oncologia dell'ospedale di Pescara.
  Ricomincia a vivere, rinascono i suoi sogni, ma e' tardi. La sua grande capacita' espressiva si manifesta nella trasmissione televisiva DOC3, in onda su RAI 3 a luglio 2011, in cui Lilian racconta la sua storia e le sue speranze. Se non le fosse stato impedito di curarsi quasi certamente sarebbe guarita e avrebbe vissuto. Lilian e' morta in un letto di ospedale del reparto di oncologia di Pescara il 1 ottobre 2011. La sua storia, particolarmente drammatica, e' simile a quella di tante altre vittime, di questa e di altre organizzazioni criminali. Molte vittime, meno sfortunate di Lilian, alla fine ritrovano la vita, sottraendosi alle organizzazioni, anche grazie alle forme di assistenza e protezione che la legge gli consente. Le indagini in materia sono particolarmente complesse poiche' riguardano organizzazioni criminali transnazionali "paramafiose", comportano accertamenti anche in altri Paesi e richiedono cooperazione di polizia e giudiziaria che non sempre e' attiva da parte degli stessi Paesi di origine delle vittime.
  (AGI) Com/Ett

 
Federcontribuenti chiede la legalizazione della professione
mercoledì 16 novembre 2011

Dall’Ufficio Stampa Federcontribuenti 

Sono belle, intelligenti, alcune di loro, in una precedente vita, erano professioniste: commercialiste, avvocatesse, dottoresse. Professioni di rispetto, eppur soggette a quelle pratiche sociali e politiche antipatiche, limitanti, piene di trappole. Professioni costrette a pagar le tasse: che siano libere professioniste o dipendenti non cambia la sostanza, onorare il fisco italiano. Così, le più intraprendenti, decidono di fare il grande salto e diventano escort. La prostituzione non è sotto accusa, non si parla di moralità e nemmeno si vuole essere ipocriti. La prostituzione è un mestiere come un altro se fatto liberamente, tuttavia, visti i tempi difficili, la Federcontribuenti intende chiedere al governo una legge che legalizzi questa professione e che assoggetti, chi la pratica, allo stesso carico fiscale degli altri lavoratori. «Queste escort non versano un euro di tasse. Le più ”famose” hanno importanti capitali all’estero, si muovono con la comune postapay che non lascia traccia. Abitano in lussuosissimi appartamenti che in alcuni casi risultano in comodato d’uso o di proprietà di prestanome». E se per la legge italiana la prostituzione è reato e per tanto bandita, nel web e sui giornali, pullulano i loro annunci. Hanno siti web così raffinati da sembrare studi legali. Addirittura applicano un rigoroso tariffario accessibile al pubblico. Per un’ora andiamo dalle 300 alle 500 euro. Un week-end costa intorno ai 4 mila euro e chi, se non facoltosi industriali, gente famosa dello spettacolo e politici può permettersi questi prezzi? Secondo la Federcontribuenti, «non solo una legge che le legalizzi spezzerebbe le catene della tratta umana, ma, costringendole al fisco, le casse dello Stato troverebbe vantaggio e, come è giusto che sia, i contribuenti onesti, quelli soggetti al carico fiscale, troverebbe un minimo di giustizia fiscale». Bisogna anche dire che, queste escort di lusso, avendo come clientela importanti uomini e tecnici dello Stato godono di qualche favore e privilegio negato agli altri contribuenti italiani: non hanno problemi con Equitalia, non subiscono pignoramenti selvaggi, non temono l’arrivo di raccomandate con atti giudiziari, non temono la crisi economica, insomma, un guadagno al netto al 100%.

 
Pedofilia: Parlamento dispone pene più severe per abusi e cancellazione siti web in tutta l'UE
lunedì 31 ottobre 2011
 
Parlamento Europeo
Giustizia e affari interni − 27-10-2011 -
Sessioni plenarie

Gli abusi sui minori e la visione d'immagini a carattere pedopornografico sul web saranno puniti in maniera più severa nell'UE grazie alle nuove regole approvate dal Parlamento giovedì. La direttiva richiede anche agli Stati dell'UE di rimuovere i siti a carattere pedopornografico o, quando questo non sia possibile, di bloccare l'accesso a queste pagine dal proprio territorio nazionale. Alcuni studi affermano che il 10-20% dei minori europei è a rischio di abuso sessuale.


 
Corte Europea condanna schedatura di polizia di escort
mercoledì 19 ottobre 2011
La corte europea dei diritti dell'uomo ha condannato la Svizzera a versare 15'000 euro (quasi 19'000 franchi) a una francese di 52 anni, schedata come prostituta dalla polizia ginevrina. I giudici di Strasburgo hanno stabilito che le autorità hanno violato il diritto al rispetto della vita privata, sancito dall'articolo 8 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo (CEDU).

Nel 1993, durante un controllo, gli agenti della città sul Lemano avevano trovato su di lei biglietti da visita che certificavano la sua attività di escort. Dodici anni più tardi, nel 2005, la donna, nel frattempo condannata per ingiuria e molestie telefoniche, aveva scoperto di essere schedata come prostituta. La conservazione di queste informazioni da parte delle forze dell'ordine era stata ritenuta lecita dal Tribunale federale.

La corte europea - cui la donna si è rivolta chiedendo un risarcimento di 68'000 euro - si è invece mostrata di altro avviso: mantenere un appunto di tal tipo per anni in un dossier personale non è necessario in una una società democratica, ha argomentato la corte. Tanto più che l'interessata non è mai stata condannata per esercizio illecito della prostituzione. Il fatto che nel 2005 sia stata sanzionata per altri reati non cambia nulla: non vi è infatti un nesso sufficientemente diretto fra i due ambiti.
 
Sant'Eulpidio Comune costretto a rititirare le ordinanze
giovedì 13 ottobre 2011

Porto Sant'Elpidio (Fermo), 12 ottobre 2011 - E se chi ha già pagato le sanzioni elevate in base all’ordinanza antiprostituzione dichiarata illegittima dalla Corte Costituzionale, decidesse di fare ricorso per riavere indietro le somme versate e non dovute (visto che tutte le sanzioni ancora pendenti sono state annullate)? "Ormai mi aspetto di tutto — commenta il sindaco Mario Andrenacci —. Al momento non risultano ricorsi, ma non è una ipotesi da escludere".

 
Io le tasse le vorrei pagare..
mercoledì 05 ottobre 2011
Ciao a tutti!

Oggi ho fatto finalmente la dichiarazione dei redditi in un caf gestito da
cattolici in un rione popolare della mia città.
Non è stato facile farmi venire il coraggio di menzionare apertamente i
redditi "anomali" che percepisco, ma per fortuna ho incontrato persone
bonaccione, affabili e comprensive che non si sono scandalizzate per niente
quanto ho rivelato il tipo di attività che svolgo. Del resto ho fatto delle
prove generali anche a casa per sembrare io stesso il più naturale possibile.
Nell'ufficio c'era un quadro con il papa Benedetto XVI e l'immancabile
crocifisso.

Morale della favola: secondo loro non posso dichiarare questi redditi
"anomali" perché non esiste nessun codice che li inquadri e quindi neanche
volendo pagarci sopra le tasse non posso farlo. Altro elemento in più per poter
affrontare un eventuale contenzioso con l'Agenzia delle Entrate.
Infatti l'addetto caf mi ha chiesto se ho delle ricevute della documentazione
sull'attività, ma ovviamente ho risposto che lo Stato non mi permette di
emettere fatture, di avere la partita Iva, ecc... ma che ultimamente il Fisco
vuole fare da magnaccia e prendersi una parte dei soldi.
Lui ha risposto: "eh, già, non è come in Olanda e in altri paesi europei dove
questa attività è normalmente regolamentata."

Non mi aspettavo questa apertura mentale. Evidentemente i tempi stanno
cambiando.

Ora non mi resta altro che aspettare l'eventuale "botto"...



 
I/le sex worker ci scrivono sul FISCO
mercoledì 21 settembre 2011

 

 

ciao, a tutti/e

sono molto preoccupato per l'inasprimento dei controlli fiscali, anche perché non è ben chiara la posizione di noi prostituti/e...

ma cosa dobbiamo fare?

La partita iva non possiamo averla, il reddito che deriva dalle entrate ricavate dagli incontri sessuali a pagamento non mi risulta che costituisca a tuttora una base imponibile, in quanto è ancora in vigore la legge Merlin.

La paura però mi resta: anche se vengo monitorato periodicamente dalla polizia con chiamate e visite a domicilio di poliziotti in borghese che fingono di essere clienti e poi se ne vanno via subito (facile intuire che sono loro...) come faccio a dimostrare che i redditi che ho guadagnato derivano dagli incontri di sesso a pagamento, qualora l'agenzia delle entrate mi convocasse per discrepanze?!

Quest'anno per la prima  volta dovrò fare la dichiarazione dei redditi per via di un appartamento che ho dato in affitto. Ovviamente un affitto esiguo in confronto ai beni che ho acquistato negli ultimi anni.

Sono terrorizzato, anche perché qualcuno sta tirando fuori l'idea del carcere per gli evasori fiscali e io non so come comportarmi.

Ditemi cosa ne pensate, grazie!

 

 

 

su cosa bisogna calcolare le tasse se i proventi da prostituzione non possono essere considerati base imponibile?!

L'eventuale richiesta da parte dell'Agenzia delle Entrate di pagare delle tasse su questi proventi sarebbe un reato. La legge Merlin del 1958 non è mai stata cancellata e vale per tutti, non è che c'è la deroga per l'Agenzia delle Entrate, a meno che non la creino in parlamento e cambino la legge.

 

 

 

Ma non c'era anche una sentenza della Corte Costituzionale che diceva che i proventi derivanti da prostituzione non potevano essere tassati?

 

Comunque mi sono riletto l'art. 3 punto 8 della legge Merlin che punisce con la reclusione " chiunque favorisca o sfrutti la prostituzione altrui".

Quindi che significa "sfruttare"? Significa anche tassarla.

Una cosa, poi, che mi disgusta alquanto è che cercano di creare delle sentenze illegali con efficacia retroattiva, quindi, visti gli interessi da usuraio che il Fisco applica, uno che si prostituisce da 10 anni, che è andato con cani e porci per potersi garantire un futuro, praticamente dovrebbe perdere tutto e avrebbe sacrificato il proprio corpo solo per pagare il Fisco.

NO, non può essere: è assurdo!

 

 

vuoi tassare una prostituta/o perche' produce un capitale, perche' è riconducibile a un lavoro autonomo laddove non c'è sfruttamento o costrizione?....bene allora prima consideralo un  lavoro vero, emancipalo e dagli la dignita' che si merita, perche' non puoi dire che il fisco non ne fa un discorso morale ma economico, perche' è li il nocciolo della questione!
Sono un prostituto e questo è il mio lavoro permettimi di pubblicizzare il mio lavoro come un lavoro "normale" senza dovermi nascondere come  "massaggiatore" lasciami mettere il mio annuncio su un cartellone pubblicitario come la pubblicita' dello yougurt danone! vuoi tassarmi perche' sono un cittadino come gli altri e devo contribuire? trattami come tale. Se vado in banca e dico che faccio il prostituto e chiedo un mutuo per la casa mi ridono in faccia, se vado da un commercialista e chiedo di aprire una partita iva come prostituto mi ridono in faccia.Se non vuoi sdoganarmi da un'emarginazione morale allora non chiedermi soldi che non ti meriti, se non vuoi tutelarmi regolarizzarmi emanciparmi allora non chiedermi soldi, se per te il mio lavoro non è lavoro perche' sulla carta io non esisto non chiedermi soldi che non esistono. Il mio contributo è concreto e reale è un servizio alla persona, un contributo MORALE e non è affatto paradossale se ci pensi bene, è un contributo che non vuoi riconoscere, che vuoi discriminare, condanni chi ci sfrutta, chi ci presta la casa per lavorare, chi ci presta lo spazio pubblicitario per farci conoscere....ma tu poi vuoi la tua fetta!!!Come puoi essere cosi' ipocrita?
Caro Stato se mi vuoi prenditi solo quello che ti posso offrire senza farne un ipocrisia morale girati e piglialo nel culo!

 

 

QUINDI in definitiva cosa bisognerebbe fare??
prendere un commercialista DECIDERE a quanto ammontano gli introiti mensili
giusto per giustificare lo stile di vita e i versamenti mensili in banca 
(quello che non si vuol far comparire rimane in casa) sulla base di questi
preparare una dichiarazione dei redditi REDDITI DIVERSI  e fine della storia.
GIUSTO??? credo che a questo punto non si possa fare altro.... ma la domanda è
questa una volta che la dichiarazione dei redditi è stata fatta per gli anni
precedenti a questa  romperanno le palle??? perche'  a questo punto è su questo
che la cosa si fa seria...e controversa...perche' voglio dire se sulla base
degli attuali introiti loro volessero stabilire quanto uno ha fatto negli anni
precedenti arriverebbero a chiedere somme che probabilmente uno non ha piu'!!!
e quindi altro che i presupposti per uno sfruttamento!!! cioè ho 10 e mi kiedi
20...cosa mi kiedi di prostituirmi di piu' per pagarti quello che ti devo???
visto e cosniderato che il tema interessa a molti.... non si puo' in qualche
modo trovare una strada percorribile per tutti? ufficiodelle entrate-
commercialista-avvocato e trovare una soluzione per muoversi senza piu'
rimanere con l'ansia a mille???visto che soldi ne abbiamo :) pagare qualcuno
per avere una risposta per tutti/e?????
cosa ne pensate?????

 

 

 

ok, ma in definitiva l'articolo sull’inchiesta riguardo alle squillo di Vicenza parla solo di individuazione dei patrimoni
>delle squillo, che non corrispondono a quanto dichiarato. E poi? Non dice
che
>succede in seguito.
>
>Siamo sempre lì.
>
>Secondo me quella che vale più di tutto è la legge dello Stato, che è
sempre
>lì, indelebile, immutata da 63 anni: la legge Merlin. Ed è una legge
piuttosto
>forte che arriva dall'alto. la legge che ci difende dai papponi, in questo caso dal
>Fisco-Pappone.

>
>Può la Cassazione sez. tributaria mutare, ignorare, sbattersene  delle
leggi
>dello Stato!?
>
>E' questo il punto!

 

 

CI FANNO PAGARE LE TASSE??? COME GLI ALTRI LAVORATORI? .....ALLORA DIGNITA' AL NOSTRO LAVORO DIGNITA'=VISIBILITA'

 

ah, vero, ora che mi viene presente, nel giornale e in alcuni settimanali della mia città, non si possono neanche mettere più gli annunci, perché se no commettono il reato di promuovere questa grande attività millenaria, "immorale", ma improvvisamente, a detta di qualche furbone che vuole rigirare le carte a suo favor, tassabile: LA PROSTITUZIONE.

 

Non ci daranno MAI dignità e visibilità (leggi le dichiarazioni di Mara Carfagna), puntano solo ai nostri soldi!

 

se un giorno sti bastardi mi tasseranno e m'imporranno di aprire una partita iva io chiedero' di  pagare uno spazio pubblicitario stradale...prima chiedendo solo il prezzo ecc le dimensioni...una volta deciso il tutto diro' ecco questo è quello che pubblicizzero'.... se non mi faranno fare la pubblicita' faro' un casino tipo scrivo alle iene, giornali ecc..... visto che sono tassato visto ke "ora" sono un lavoratore come gli altri ho il diritto di promuovere la mia attivita' visto ke il cartellone pubblicitario non è offensivo, non è volgare ma scrivo esattamente quello ke vendo "me stesso"....porco zio vorrei vedere cosa succede!!! te lo giuro...

 

 

 

 

 

M.S    (Trieste)

 
Protesta delle donne al CIE di Bologna
giovedì 25 agosto 2011
Donne in rivolta al centro di identificazione e espulsione (Cie) di via Mattei,
a Bologna. Protestano contro la nuova legge che ha esteso a 18 mesi il limite
massimo della detenzione nei Cie. La protesta sarebbe iniziata da uno sciopero
della fame indetto all'ora di pranzo, quando un gruppo di nigeriane avrebbe
rifiutato il cibo chiedendo la libertà. Per reprimere le proteste - pare che
siano anche stati incendiati dei materassi - una quindicina di agenti delle
forze dell'ordine hanno fatto irruzione nell'area femminile del Cie. Negli
scontri sarebbero rimaste ferite tre recluse. Una ragazza marocchina, colpita da
una manganellata alla mano, una cinese colpita alla gamba, e una nigeriana che
sarebbe quella ad aver ricevuto più percosse. La cinese e la marocchina sono
state medicate in infermeria. Mentre la ragazza nigeriana, Suzan, è stata
portata via dal Cie. Non si capisce ancora se l'hanno trasferita in ospedale per
un ricovero o se invece l'abbiano portata in questura per l'arresto. Alle tre
del pomeriggio, quando abbiamo avuto la notizia, le ragazze del Cie erano ancora
sotto shock per l'aggressione fisica effettuata ai loro danni dagli agenti, e
gridavano chiedendo aiuto. La Misericordia di Modena, che gestisce il Cie di
Bologna, ha smentito che vi siano state violenze. Tuttavia non sarebbe la prima
volta che agenti delle forze dell'ordine alzano il manganello contro le recluse.
Era già successo al Cie di Roma, e avevamo pubblicato su Fortress Europe le foto
degli ematomi sul corpo di una reclusa tunisina. Comunque che al femminile del
Cie di Bologna la tensione stava salendo lo si era capito da un pezzo, almeno
dallo scorso 20 luglio, quando le ragazze avevano bruciato l'area dove erano
recluse. Già il 23 luglio la parlamentare Zampa e l'avvocato Ballerini, dopo
aver visitato il Cie, avevano esposto i problemi delle ragazze recluse. Ma la
goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata l'approvazione della legge sui
rimpatri. Tra le recluse del Cie di Bologna infatti ben 6 hanno già ricevuto la
proroga a 8 mesi.

Si tratta di 4 nigeriane, una russa e una marocchina. Per sei mesi hanno atteso
il giorno della propria liberazione, salvo poi scoprire che con la nuova legge
dovranno farsi 18 mesi in gabbia. Tutte vivevano da anni in Italia. Tra loro ci
sono anche alcune ragazze vittime di tratta e del racket della prostituzione,
trafficate dalla mafia nigeriana che controlla il mercato del sesso in Italia.
Oppure ragazze madri. Come il caso di una nigeriana di Prato, rinchiusa al Cie
da poco più di un mese. Il prossimo 4 settembre suo figlio festeggerà il primo
compleanno. E lei non potrà essere con lui per soffiare sulle candeline. A
badare a lui ci sta pensando un'amica. Il padre è sparito da prima che nascesse.
E a finire di distruggere la famiglia ci pensa l'autorità costituita. Basta un
permesso di soggiorno scaduto. Si chiama violenza istituzionale. E fa ancora più
male delle manganellate.
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