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sabato 20 novembre 2010 |
UGANDA: Government should break the chains of injustices against sexual minorities and lift decision to ban Sex Workers Human Rights workshop.
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mercoledì 03 novembre 2010 |
"Berlusconi affonda nella volgarità"
La vicenda sulla stampa internazionale
Dall'America all'Europa ampio spazio e dure critiche per lo scandalo Ruby e per la frase sui gay. Duri anche giornali conservatori come la Frankfurter Allgemeine. Il Financial Times: "Il suo destino non è più nelle sue mani"da Londra ENRICO FRANCESCHINI, da Parigi ANAIS GINORI, da Berlino ANDREA TARQUINI
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mercoledì 03 novembre 2010 |
Ruby, le feste e il Cavaliere
"La mia verità sulle notti ad Arcore"
La minorenne marocchina fu fermata per un furto, mentre era in Questura intervenne Palazzo Chigi: "Rilasciatela, è la nipote di Mubarak". La ragazza racconta il rituale del "bunga bunga", esclude di aver fatto sesso con il premier. Indagati Lele Mora, Emilio Fede e Nicole Minetti
di PIERO COLAPRICO e GIUSEPPE D'AVANZO per La Repubblica
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mercoledì 27 ottobre 2010 |
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In Germania il meretricio è stato legalizzato nel 2002. Rue89 intervista le lavoratrici del sesso nei bordelli del Land tedesco, alle prese con la crisi economica.
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mercoledì 27 ottobre 2010 |
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In Germania il meretricio è stato legalizzato nel 2002. Rue89 intervista le lavoratrici del sesso nei bordelli del Land tedesco, alle prese con la crisi economica.
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mercoledì 27 ottobre 2010 |
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MADRID (26 ottobre) - Prostitute in strada con giubbotti fluorescenti per evitare di essere multate. Accade in Spagna, nella periferia della città di Lleida, dove le lucciole hanno deciso di ricorrere a questo stratagemma per evitare di dover pagare una contravvenzione di 40 euro. «Negli ultimi due mesi le prostitute sono state multate per due motivi: per non aver indossato il giubbotto riflettente e perchè possono creare incidenti sulla strada», ha spiegato in effetti un portavoce della polizia catalana. La città ha recentemente vietato la prostituzione in strada ma il fenomeno sussiste, e l'area di Els Alamus, fuori città, rappresenta il luogo in cui viene maggiormente praticata. Il sindaco di Els Alamus, Josep Maria Bea, ha comunque dichiarato ai media spagnoli che il giubbotto riflettente non risolve in ogni caso il problema della prostituzione nella zona.
CHISSA FORSE ANCHE IN ITALIA CI SI DOVREBBE ADEGUARE....
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mercoledì 20 ottobre 2010 |
l giornalista autore dello scatto nel comando di via del Taglio era stato accusato di violenza privata sulla base di dichiarazioni rilasciate da una squillo uruguaiana alla municipale
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lunedì 18 ottobre 2010 |
Lunedí 18.10.2010 10:24
“Gli strumenti che abbiamo oggi non sono più adeguati” a combattere efficacemente la tratta di esseri umani e “sono depotenziati dalle ultime azioni del Dipartimento per le Pari Opportunità”. Queste alcune delle criticità sollevate da Oliviero Forti, responsabile dell’Ufficio immigrazione della Caritas Italiana, in occasione della giornata Internazionale contro il traffico di persone che ricorre lunedì 18 ottobre.
Il riferimento di Forti è innanzitutto alla “chiusura delle postazioni locali del Numero Verde Antitratta e al mancato finanziamento dei progetti Articolo 13 (della legge 228/2003); ma anche ad una situazione generale che non vede più il nostro Paese all’avanguardia nel contrasto del trafficking. Se, infatti, “si sta concertando per trovare una soluzione rispetto al numero Verde e al finanziamento dei progetti di primo intervento”, è vero anche che “sebbene questi siano strumenti fondamentali, non bastano più”.
Perché, secondo l’esperto della Caritas, “il fenomeno si è evoluto negli ultimi tempi ed è mutato rispetto a 15 anni fa. Ad esempio – ha spiegato Forti - tutta la dinamica legata allo sfruttamento del lavoro si è affacciata alla ribalta anche delle cronache giornalistiche di recente”.
Nonostante la tratta per sfruttamento sessuale sia più attenzionata, quella per sfruttamento lavorativo “è maggiore”. Secondo Oliviero Forti bisognerebbe a questo punto “darsi del tempo per meglio indagare il fenomeno in continua evoluzione e capire di quali strumenti è necessario fornirsi”. In primis, “manca una banca dati” se consideriamo il trafficking legato allo sfruttamento del lavoro. In secondo luogo, l’ondata delle ordinanze anti- prostituzione decise da molti sindaci hanno “spostato il fenomeno della prostituzione coatta al chiuso” ed è diventato “impossibile intercettare le vittime”. In questo modo, per Forti, “si tiene all’intera collettività il problema occultato ma certo non è risolto”.
Al contrario questa situazione provoca una maggiore intromissione “della criminalità organizzata”. Quanto al “tema delicato” della punizione del cliente di prostitute sfruttate, per Oliviero Forti il “dibattito in Italia è particolare ed aperto da anni: dall’approvazione della Legge Merlin che è stata, per giunta, anche messa seriamente in discussione di recente”. Secondo Forti “è un problema culturale nel quale entrano in gioco sensibilità e appartenenze diverse” ma “non è una soluzione colpire la domanda”; sarebbe piuttosto “necessario un sistema di accompagnamento del cliente”.
Ma nell’attuale situazione della lotta alla tratta di esseri umani un aspetto positivo c’è: “Un importante valore simbolico” è da attribuire alla Convenzione di Varsavia ratificata dall’Italia nel giugno scorso dopo 5 anni dalla firma. “E’ fondamentale poter contare su riferimenti normativi internazionali ma – ha fatto notare Forti - l’implementazione di questi strumenti deve essere accompagnata da una struttura giuridica nazionale adeguata”. Che, invece, secondo esperti ed addetti ai lavori, ha compiuto dei passi indietro: il reato di clandestinità e la politica dei respingimenti inciderebbero negativamente sulla lotta al trafficking, in opposizione alla maggiore protezione delle vittime voluta dalla Convenzione di Varsavia.
Per quanto concerne gli sbarchi di migranti che si sono verificati di recente in Puglia Calabria e Lazio, il responsabile della Caritas ha detto che “sta nell’ordine delle cose. Quando si crea un blocco come è avvenuto a Lampedusa, si cercano vie alternative” perché “la propensione ad immigrare rimane immutata”.
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venerdì 08 ottobre 2010 |
COMUNICATO STAMPA
Sabato 9 ottobre, alle ore 20, spegneremo computer, radio e televisioni, sospenderemo la comunicazione face book, per essere accanto alle donne di Novi, Carpi e Modena che manifesteranno per dire BASTA AL MASSACRO DELLE DONNE! dopo il femminicidio di Begm Shnez, madre di Nosheen, morta a Novi per aver difeso la voglia di futuro libero per sua figlia.
A quell’ora, accenderemo un lume per Begm; per Teresa, morta a Napoli per difendere la figlia di 8 anni vittima di uno stupro; l’accenderemo per Sara, 15 anni, stuprata e uccisa dallo zio nelle campagne del Salento.
L’accenderemo per loro e per tutte le donne morte di femminicidio nel mondo.
L’accenderemo di rabbia, dolore e speranza e invitiamo tutte le donne e tutti gli uomini a fare altrettanto.
STOP FEMMINICIDIO !
Circolo Udi – Zzi La Mimosa
Associazione La Settima Onda
Associazione Gattanera
Associazione di volontariato di donne Luna e L’Altra
Associazione Goap - Centro antiviolenza
Interethnos - sezione femminile
SIL – Società Italiana delle Letterate
Comitato per i diritti civili delle prostitute
Cooperativa sociale Cassiopea
Casa Internazionale delle Donne
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giovedì 30 settembre 2010 |
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L'ultima idea sul fronte del sesso a pagamento viene dalla giunta regionale abruzzese: abbattere gli alberi lungo il Tronto per fermare la prostituzione nel Teramano
di Berardino Santilli
L'AQUILA. La giunta regionale scende in campo contro la prostituzione. No, non è uno scherzo. L'esecutivo, nonostante la problematica si di competenza istituzionale, darà un contribuito alla lotta per sconfiggere questa piaga lungo la Bonifica del Tronto, la strada al confine tra Marche e Abruzzo. L'ente regionale si unirà alle amministrazioni locali della Provincia di Teramo, allo stesso ente provinciale e alle forze dell'ordine in un progetto che mira a tagliare la rigogliosa vegetazione, tra il fiume Tronto e la strada, dove si nascondono le lucciole quando arrivano i controlli.
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giovedì 30 settembre 2010 |
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Le prostitute del collettivo "Le Graziose" incontrano l'assessore ai servizi sociali Roberta Papi che ribadisce i motivi che giustificano l'ordinanza ("Dobbiamo tutelare i diritti della gente del centro storico"), ma apre uno spiraglio verso la categoria: "Nel caso gli effetti non fossero quelli che ricerchiamo, siamo pronti a rivedere la delibera"
di RAFFAELE NIRI
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giovedì 30 settembre 2010 |
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"Così salviamo le ragazze dalla strada". "Offriamo loro assistenza legale e sanitaria e, se escono dal giro, anche protezione"
di ERICA DI BLASI
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giovedì 30 settembre 2010 |
articolo di Federica Sasso
La sentenza
Sulla strada sono in pericolo, il Canada legalizza la prostituzione La sentenza di un giudice federale a Toronto da ragione alla maitresse. Sì a bordelli e sindacati di squillo per proteggere la loro incolumintà. Ma il governo di Ottawa farà ricorso in appello. La sentenza diventerà automaticamente legge tra trenta giorni
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giovedì 30 settembre 2010 |
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Corte protege derechos de trabajadoras sexuales
La Corte Colombiana ha dichiarato "si devono intraprendere misure per proteggere i Diritti e l'eguaglianza di fronte alla legge per lavoratori del sesso"
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martedì 28 settembre 2010 |
Le associazioni di lotta all'Aids e la società civile scrivono a Berlusconi per i finanziamenti al Fondo Globale per la lotta all'Aids, alla Tubercolosi e alla Malaria
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venerdì 17 settembre 2010 |
Lucciole domani a Tursi contro l'ordinanza anti-prostituzione
Ordinanza anti-prostituzione a Genova, domattina la protesta delle lucciole davanti a Palazzo Tursi per chiedere un incontro con il sindaco Marta Vincenzi: ieri le prostitute dell'associazione 'Le Graziose' hanno inviato una lettera al primo cittadino per motivare la loro opposizione al provvedimento che multerebbe cliente e prostituta sorpresi a contrattare prestazioni sessuali per la strada. "L'ordinanza favorirà la tratta e lo sfruttamento - dicono le lucciole - spostando il problema all'interno dei condomini".
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martedì 07 settembre 2010 |
E' MORTA MARCELLA DI FOLCO
FONDATRICE ED ESPONENTE DEL MOVIMENTO IDENTITA' TRANSESSUALE
Se ne è andata Marcella e il Comitato per i Diritti Civili delle Prostitute del quale anche lei è stata per anni sostenitrice iscritta ne piange la perdita. Marcella è stata una persona straordinaria e una attivista eccezionale, fin dal 1982 oltre a lottare per l'affermazione dei diritti delle persone transessuali che chiedevano il riconoscimento alla loro nuova identità, si è sempre battuta contro la discriminazione delle persone prostitute.
In tanti anni abbiamo condiviso insieme molti momenti di lotta e anche di crescita politica. Ci siamo trovate sempre a condividere pensieri e battaglie. Marcella conquistò la stima di molte persone, tanto da essere anche eletta al Consiglio Comunale di Bologna. Non si arrendeva mai era sempre in prima linea.
Non era ricca Marcella, anzi viveva in modo parco, ma la sua è stata una vita ricca di amici che la stimavano e le volevano bene, sarà ricordata da tutti con grande affetto.
Si è spesa sempre con grande generosità, non si è mai tirata indietro quando serviva esporsi per difendere chi veniva discriminato o perseguitato, e sopratutto è certamente anche a lei e al suo modo di rivendicare giustizia e diritti che i movimenti GLBT devono molto riconoscimento.
Insieme ai compagni e alle compagne del MIT vogliamo salutarla e ricordarla.
Ciao Marcella da tutte noi...
Carla Corso e Pia Covre
Comitato per i Diritti Civili delle Prostitute Onlus
A questo link trovate la memoria per Marcella
http://www.mit-italia.it/
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venerdì 27 agosto 2010 |
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PECHINO - Legalizzare la prostituzione. E' questa la petizione che il China Grass-roots Women's Rights Centre, un'organizzazione non governativa di Wuhan nella Cina centrale, che si batte per i diritti delle donne, ha lanciato al governo di Pechino. Una richiesta che si è inizialmente diffusa nel blog della fondatrice dell'ong Ye Haiyan, la quale ha raccolto migliaia di firme, incontrando le intimidazione delle istituzioni del paese, dove la prostituzione è severamente vietata.
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venerdì 27 agosto 2010 |
Gratta gratta ecco che la città mostra finalmente la sua miseria.
400 persone controllate in un quartiere è una razzia di stampo chiaramente autoritario...
ma mette in luce come la maggior parte del degrado sia provocato dalla povertà e dalla miseria che una ricca città non sa o non vuole fronteggiare con strumenti sociali.
Complimenti a questi bravi amministrattori leghisti.
Pia Covre
http://www.larena.it/stories/Cronaca/177717__prostitute_e_degrado_decine_di_chiamate_al_113/
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giovedì 26 agosto 2010 |
IL MERCATO DEL SESSO LOW COST È IN MANO AI CINESI
LE "OPERAIE' CINESI DEL SESSO: PREZZI CONCORRENZIALI E DEDIZIONE AL LAVORO COME IN FABBRICA
SE I SINDACI CERCANO DI FAR VIETARE LA PROSTITUZIONE IN STRADA TORNA DI MODA LA VECCHIA CASA CHIUSA E SPOPOLANI I CENTRI MASSAGGI
LA CACCIATA DALLE STRADE IN TUTTA ITALIA FA LIEVITARI I PREZZI DAL 25% AL 40%
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martedì 10 agosto 2010 |
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Pordenone 10-08.2010
COMUNICATO STAMPA
La questura di Reggio Emilia mette in pericolo la salute pubblica.
Con il pretesto di arginare il fenomeno della prostituzione gli agenti di polizia stanno elevando contravvenzioni e Fogli di Via obbligatoria a persone che secondo loro sarebbero dedite alla prostituzione perchè detengono in borsetta dei preservativi.
Lo scrivono sui verbali come se il preservativo fosse la prova di un reato!
Assumere come prova di prostituzione il possesso di preservativi è un fatto gravissimo poichè potrebbe indurre le persone ad assumere comportamenti a rischio di pratiche sessuali non protette.
La PROSTITUZIONE NON è UN CRIMINE E POSSEDERE DEI PRESRVATIVI è SEGNO DI UNA BUONA EDUCAZIONE IGENICA E SANITARIA.
Tenere atteggiamenti che finiscono con lo scoraggiare l'uso del preservativo nei rapporti sessuali promiscui denota una profonda e pericolosa ignoranza sulla questione della salute pubblica.
Le forze dell'ordine farebbero bene a fare la lotta agli sfruttatori piuttosto che alle donne, e quando si parla di sicurezza pensare anche alla sicurezza delle cittadine che esercitano il lavoro sessuale che troppo spesso sono abbandonate alla violenza e abusate.
Pia Covre
SEGRETARIA
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lunedì 26 luglio 2010 |
Contrari gli enti pubblici e del privato sociale:
“È l’ennesimo colpo al sistema di aiuto alle vittime e di contrasto al racket”
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lunedì 05 luglio 2010 |
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Pier Paolo Zaccai, 42 anni, è stato ricoverato in stato confusionale, dopo un party a luci rosse. Si sarebbe affacciato al balcone della casa di una transessuale dove si stava svolgendo la serata, improvvisando un comizio. In ospedale ha rifiutato di sottoporsi ai test tossicologici. Alemanno: "Un bruttissimo episodio, la magistratura faccia luce"
di GIOVANNA VITALE
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giovedì 17 giugno 2010 |
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http://economia.tuttogratis.it/fotogallery/prostitute-in-rivolta-a-sydney_4071.html
Le prostitute australiane sono sul piede di guerra contro il governo, accusato di discriminare la categoria. L'Alleanza scarlatta, l'associazione di prostitute che ha guidato la manifestazione, chiede parità di diritti civili...
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lunedì 14 giugno 2010 |
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Vienna, libere di essere puttane
di Flavia Foradini
Un "lavoro autonomo", regolamentato, da praticare in appositi locali registrati. L'esperimento antiprobizionista della capitale austriaca
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lunedì 14 giugno 2010 |
L'11 novembre 2009 l'esecutivo olandese ha proposto una nuova legge sulla prostituzione. Dopo la caduta del Governo di Balkenende (Cristiano-democratici, Cda) lo scorso febbraio il ddl è congelato. Questa legge modificherebbe sensibilmente la politica sulla prostituzione in vigore, e si inscrive in una politica di riduzione, vedi limitazione, intrapresa già da qualche anno, soprattutto nell'Amsterdam di Job Cohen. I nuovi equilibri usciti dalle urne il 9 giugno scorso vedono i liberali di Mark Rutte e i socialisti di Cohen in vantaggio, con un ottimo score per Wilders. Un bilancio della legge in vigore da dieci anni e uno sguardo su quello che potrebbe cambiare. (continua) http://www.europa451.it/3/post/2010/06/olanda-la-prostituzione-quasi-legale1.html
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martedì 08 giugno 2010 |
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8 giugno 2010
Affittava in nero ai transessuali clandestini un alloggio, e ne avrebbe anche favorito il giro di prostituzione. La casa, a Milano, era vdi proprietà di una sua amica dominicana. I trans ci abitavano, e gli pagavano l’affitto. Un extra (e nemmenno tanto piccolo) alla busta paga di un ispettore di polizia, M. T., 43 anni, residente a Chiuro (Sondrio) ma dal 2003 in forza alla questura del capoluogo lombardo. Per questo, ieri, il poliziotto è stato arrestato nella sua abitazione dagli ex colleghi della Squadra Mobile del capoluogo valtellinese, in esecuzione di un ordine di custodia cautelare firmato dal giudice per le indagini preliminari milanese, su richiesta del sostituto procuratore Marco Ghezzi.
L’agente, ora rinchiuso nel carcere di San Vittore ma inizialmente indagato in stato di libertà, secondo gli inquirenti avrebbe anche scattato foto osè all’interno del Centro di identificazione ed espulsione di via Corelli, dove prestava spesso servizio. Inoltre, per la Procura, in un’occasione avrebbe anche informato gli inquilini transessuali di un’imminente retata notturna della polizia, consigliando loro di non uscire di casa quella sera e di non farsi trovare per la strada.
L’ordinanza di custodia cautelare in carcere si riferisce, al momento, alle ipotesi di reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e di induzione alla prostituzione. Il provvedimento restrittivo è stato adottato sulla base anche di alcune informazioni raccolte dagli investigatori del commissariato Lambrate fra i colleghi di M. T., secondo i quali l’ispettore - temendo la possibilità di finire agli arresti - si apprestava a fuggire all’estero.
Non un curriculum immacolto, quello dell’ispettore. In passato, quando ancora prestava servizio nell’ufficio delle Volanti della questura di Sondrio, finì infatti sotto inchiesta per l’ipotesi di alcuni rimborsi-truffa, ma venne assolto dai giudici del Tribunale locale.
http://www.ilgiornale.it/milano/affitti_nero_transessuali_poliziotto_manette/08-06-2010/articolo-id=451422-page=0-comments=1
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martedì 08 giugno 2010 |
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BERGAMO
Consigliere comunale leghista rapinava prostitute per cacciarle
Felice Cogliati, 63 anni, era stato in corsa per la poltrona di sindaco a Cologno al Serio
Persa la sfida, aveva cominciato la sua personale crociata contro le nigeriane in paese
Il consigliere comunale picchiava e rapinava le prostitute. Ma non per soldi: era il suo modo per convincerle a lasciare il paese. E ora rischia due anni in ospedale giudiziario.
Felice Cogliati, 63 anni, aveva tentato di diventare sindaco con la Lega Nord a Cologno al Serio, in provincia di Bergamo (paese in cui viveva negli anni Novanta, ora si è trasferito in Sardegna). Persa la sfida e rimasto consigliere comunale di minoranza, aveva deciso di dedicarsi a una sua personale crociata contro le prostitute nigeriane che frequentavano la vicina provinciale.
Prima disturbandole e minacciando di chiamare i carabinieri. Poi, tra il 2005 e il 2006, era passato alla maniere forti, rapinandole con coltello e pistola.Una volta, nel mezzo di una nevicata, aveva costretto una ragazza a spogliarsi ed era scappato con i vestiti; un'altra volte aveva gettato addosso a una prostituta del liquido infiammabile minacciando di darle fuoco. Il tutto con lo scopo di convincerle a lasciare il paese.
Ma se l'era poi presa con il sindaco (anch'egli leghista, vincitore del turno successivo), realizzando un video hard diffuso su Internet con sottotitoli in cui si ringraziava il primo cittadino per la presenza delle prostitute a Cologno. Alla fine il persecutore era stato identificato grazie al numero di targa dell'auto e si è ora arrivati al processo, in cui il sindaco ha chiesto 20mila euro e due prostitute 15mila ciascuna.
Secondo il difensore le denunce delle prostitute sono solo vendette perché venivano disturbate. Le perizie psichiatriche che hanno accertato il parziale vizio di mente dell'imputato sono state contestate dal pm Francesco Verderese, che giudica l'imputato "totalmente incapace di intendere e volere" e per questo ha chiesto la custodia in ospedale giudiziario per due anni. Sentenza l'8 giugno.
http://milano.repubblica.it/cronaca/2010/05/12/news/rapinava_le_prostitute_per_cacciarle_a_processo_consigliere_comunale_leghista-4009695/
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martedì 08 giugno 2010 |
TREVISO – E’ l’ex sindaco leghista di Silea lo sfruttatore di prostitute denunciato nell’ambito dell’indagine della squadra mobile di Treviso che ha scoperto alcuni appartamenti a luci rosse in via Dell’Olmo alle Stiore. Una notizia che ha sconvolto l’intera Silea e che ha provocato una vera e propria bufera in casa Lega Nord dove la reazione è stata immediata: Biasin è stato espulso dal partito.
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lunedì 07 giugno 2010 |
Sosteniamo le lavoratrici della OMSA di Faenza boicottando i marchi Philippe Matignon - Sisi - Omsa - Golden Lady - Hue Donna - Hue Uomo - Saltallegro - Saltallegro Bebè -Serenella
Quì la loro lettera di richiesta di sostegno
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martedì 01 giugno 2010 |
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Il nuovo fenomeno a luci rosse a Limena. Daria (nome di fantasia): "Ho lavorato anni in un allevamento di maiali, visto quello che faccio ora non è poi così diverso". E aggiunge: "Le donne italiane che si prostituiscono per colpa della crisi sono tante. Non si notano perché molte lavorano in casa"
di Paolo Baron-Il Mattino di Padova
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lunedì 17 maggio 2010 |
“E' un episodio gravissimo ma che purtroppo in strutture come i Cie e le
carceri può capitare”, così afferma Daniele Giovanardi, il solito "fratello
di suo fratello" che ormai ben conosciamo, commentando un tentativo di
stupro avvenuto nel Cie di Modena da parte di tre reclusi nei confronti di
un quarto, un giovane nigeriano.
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lunedì 19 aprile 2010 |
CIE: aspetti di genere
- Essendo la donna soggetto oppresso, in una configurazione autoritaria e
securitaria della società è uno dei soggetti esposti a finire nei Cie :prima le
migranti, poi le non omologate.
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lunedì 19 aprile 2010 |
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Dalla voce di Pia Covre la verità sulla Campagna "Io ci sto ...e tu?"
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domenica 04 aprile 2010 |
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Tante persone hanno scaricato il buono e ci stanno
telefonando.
Dovete avere pazienza se trovate le linee occupate e scatta
la segreteria….ma le chiamate sono davvero molte.
Ieri ci sono state moltissime richieste ma abbiamo anche
potuto rispondere a molti.
Anche il sito www.birdu.org dove si preleva il buono ha avuto difficoltà ad affrontare
una tale massa di entrate quindi se non siete riusciti a scaricare il buono o
ad avere la vostra risposta all’iscrizione riprovateci.
Raccomandiamo
Non irritatevi se trovate la segreteria perché vuol dire che
è in corso una telefonata.
Non lasciate messaggi.
Se proprio volete contattarci inviateci una mail a
Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
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sabato 03 aprile 2010 |
2° Comunicato Stampa
Dopo il lancio della cartolina ora arrivano i buoni-invito
La campagna lanciata dal Comitato per i Diritti Civili delle Prostitute il 1° aprile, entra nella seconda fase.
Durerà per quasi una settimana, fino al 10 Aprile l’offerta della campagna “io ci sto…e tu?” che prevede la distribuzione di buoni - invito ai sostenitori per incontri con le attiviste/i del Comitato per i Diritti Civili delle Prostitute.
Dice Covre “la nostra società è permeata dalla doppia morale, tanti cercano i servizi dai/lle sex workers ma si continua a fingere che questa sia una degenerazione. La stigmatizzazione e la criminalizzazione del lavoro sessuale, purtroppo producono abusi e violenze contro chi esercita, ed è una situazione inaccettabile. Vogliamo con questa Campagna sollecitare i molti uomini italiani clienti, ad opporsi a tali crimini e ingiustizie, sia a livello nazionale che locale. Da oggi i buoni-invito per usufruire delle prestazioni gratuite sono scaricabili in Internet attraverso il sito delle lucciole on line. www.lucciole.org Le attiviste si stanno preparando ad accogliere le richieste e da martedì sarà possibile usufruire dei loro servizi.
Le attiviste si stanno preparando ad accogliere le richieste. Chiunque desideri sostenerci e contattare una sex worker potrà telefonare ai numeri messi a disposizione dalle attiviste.
I buoni-invito sono a disposizione sia degli uomini che delle donne, senza discriminazione di genere
I buoni sono scaricabili dal sito di distribuzione di volantini Birdu.org
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giovedì 01 aprile 2010 |
Comunicato stampa: Servizi sul Sesso in cambio di Diritti.
Le/i sex workers annunciano una provocatoria campagna per sensibilizzare sui diritti negati.
Da domani fino al 10 aprile attraverso il web partendo dal sito delle lucciole on line si dipanerà un percorso virtuale per sensibilizzare la società sulla mancanza di rispetto e di protezione sociale di cui soffre la categoria e la sua utenza.
Durerà per una settimana l’offerta della campagna “io ci sto…e tu?” che prevede la distribuzione di buoni - invito ai sostenitori per consumare incontri con le attiviste/i del Comitato per i Diritti Civili delle Prostitute.
E’ la prima iniziativa del genere in Italia" dice Covre "la situazione è grave e questa campagna che ci proponiamo di fare è strategica sia nel metodo che nel merito”.
Tutti invitati quindi a tener d’occhio il nostro sito e seguire le “strade” giuste a scanso di equivoci e anche a scanso di sanzioni.
fine prima parte
continua..>> http://www.lucciole.org/content/view/563/14/
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mercoledì 24 marzo 2010 |
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Il 12 aprile scadono i 60 giorni affibbiati a Joy il 12 febbraio scorso,
con un’udienza di convalida fatta in fretta e furia e senza i suoi avvocati
dopo il trasferimento dal carcere di Como al Cie di Modena.
Molto probabilmente, qualche giorno prima della scadenza la questura di
Modena chiederà al giudice di pace di firmare il prolungamento della sua
detenzione nel Cie per altri 60 giorni. E il giudice di pace firmerà senza
battere ciglio, come sempre.
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mercoledì 24 marzo 2010 |
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L’8/4/2010 si è tenuto, presso la CGIL a Pordenone, un incontro regionale a cui hanno partecipato numerose associazioni e organizzazioni impegnate nella tutela dei diritti degli immigrati presenti nel nostro territorio. Tale riunione è stata convocata per la gravissima situazione che si è determinata, in particolare a Pordenone: la chiusura dell’ambulatorio per immigrati non regolari, situato presso l’O.C. e gestito da medici volontari, in convenzione con l’Azienda Sanitaria. Questo ambulatorio concretizzava quanto disposto dalla legge, che sancisce il diritto alle cure urgenti e continuative anche per immigrati senza permesso di soggiorno e fa inoltre divieto al personale sanitario e amministrativo delle strutture pubbliche di denunciarli alle autorità giudiziarie.
Per le note vicende politiche regionali l’ambulatorio è stato chiuso e non è stato attivato alcun servizio alternativo per la tutela della salute di questa tipologia di persone. Ora, gli immigrati e le persone senza tessera sanitaria ammalate non hanno più alcun riferimento. Sulla porta dell’ambulatorio erano stati affissi nomi e numeri di telefono dei medici volontari e questo cartello è stato rimosso più volte, inoltre la vigilanza dell’ospedale sorveglia quotidianamente l’ambulatorio chiuso. Anche in pronto soccorso sembrerebbe avvengano “incursioni” da parte di personale non addetto a tale servizio, con scopo intimidatorio verso gli immigrati. Si concretizza di fatto un regime di terrore e di illegale persecuzione verso persone malate e bisognose di cure, così come preannunciato sui media dallo stesso consigliere Narduzzi.
Noi, associazioni, organizzazioni e persone impegnate nella tutela della salute denunciamo con forza sia la chiusura dell’ambulatorio ,che i gravi episodi di intimidazione che violano il diritto e l’accesso alle cure, e forse anche il divieto di segnalazione di immigrati irregolari nelle strutture sanitarie.
Abbiamo richiesto con urgenza un incontro al Sindaco , come massima autorità sanitaria, perché il diritto alle cure, sancito dalla Costituzione, venga garantito dal servizio pubblico, per gli immigrati e le persone senza tessera sanitaria, senza ostacoli o intimidazioni di sorta..
Noi ci attiveremo per fornire nell’immediato un punto di raccolta e orientamento delle richieste sanitarie urgenti, essenziali e continuative che potrà facilitare i percorsi di accesso alla cure, ai servizi e agli sportelli offerti dalla sanità pubblica locale.
Ci impegniamo a supportare le persone che dovranno recarsi al pronto soccorso, per impedire l’eventuale ripetersi di episodi come quelli riferiti, se ciò avvenisse non esiteremmo a denunciarli pubblicamente e alle autorità competenti. Ricordiamo infatti che la legge prevede un tassativo divieto di segnalazione della condizione di irregolarità di soggiorno degli stranieri che si rivolgono alle strutture sanitarie, e che a detto divieto sono vincolati tutti gli operatori, sia sanitari che amministrativi. La violazione di tale disposizione è penalmente sanzionabile.
Chiediamo che in Ospedale vengano affissi cartelli plurilingue con l’indicazione della sede e dei recapiti di questo nuovo punto di riferimento, che auspichiamo venga sostenuto anche dal Comune di Pordenone, così come si è più volte impegnato a fare.
Ribadiamo con forza il nostro impegno nella difesa del diritto fondamentale di ogni persona alla salute; non ci lasceremo intimidire dall’arroganza di chi diffonde e pratica discriminazione e razzismo.
Associazione Immigrati-Pn, Comitato “Noi non segnaliamo” Pn, Comitato primo marzo 2010 PN, Associazione culturale Pediatri-gruppo FVG, Rete diritti di cittadinanza FVG, Società di medicina delle migrazioni-gruppo FVG, CGIL di PN, Cobas Pn, RdB Pn e Consiglieri Regionali R. Antonaz , P. Colussi, S. Pustetto.
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mercoledì 24 marzo 2010 |
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Porno-tax, dito medio agli studenti, e, quella nuova, “Bar e ristoranti a luci rosse”. Daniela Santanchè, di recente nominata sottosegretario di Stato al Dipartimento per l’Attuazione del Programma di Governo, continua a far parlare di sé e stavolta lo fa con una proposta choc: “bisogna togliere le prostitute dalle strade” a dir suo, “Come fanno in Spagna. Lì ci sono locali idonei, ad esempio bar e ristoranti, dove ai piani superiori sono presenti delle stanze utilizzate per questo”. L’attuazione del nuovo programma anti-lucciole, secondo il sottosegretario, renderebbe più facili i “controlli” per combattere “la tratta delle schiave e delle minorenni”. Va da sé che le minorenni saranno solo bariste di giorno, ma la notte…
Daniela Santanché che già rivelò un dolore: “Silvio è ossessionato da me, tanto non gliela do”, ci tiene a precisare che “E’ sbagliato pensare che dopo il caso D’Addario per il governo sarebbe impopolare varare una legge sulla prostituzione” e si dice “assolutamente convinta della necessità di mettere mano alla regolamentazione del fenomeno, soprattutto per liberare quelle tante donne, spesso minorenni, che sono schiave”, ergo, ancora alcuna letizia per Silvio.
Reazioni misurate da parte di Pia Covre, fondatrice del comitato per i diritti civili delle prostitute, “Il problema non è dove esercitare il mestiere, me è il riconoscimento dei nostri diritti civili e di lavoratrici”, si dice molto informata sul modello spagnolo e aggiunge “anche in quel Paese c’è una forte carenza di diritti civili per le prostitute. Quindi l’idea della Santanché non risolve i veri problemi che noi abbiamo: dica prima quali diritti vuole garantire e poi dove possiamo esercitare”.
La mission Santanchè non è gradita dal presidente della commissione parlamentare per l’Infanzia e l’adolescenza, Alessandra Mussolini, che ritiene “L’argomento troppo serio per battute senza senso” e, ha invitato il sottosegretario con discutibile diplomazia: “la Santanché si limiti a scaldare la poltrona che ha gentilmente quanto misteriosamente ottenuto e lasci lavorare il parlamento”.
Anche Sesa Amici (PD) reagisce male alla proposta: “Il governo purtroppo sul tema della prostituzione non ha mai fatto sul serio. Ha annunciato misure restrittive che però sono state applicate solo nei centri storici perché nelle nostre periferie non è cambiato nulla…” e rincara la polemica “Pare più uno spot da dare in pasto agli elettori che una proposta”. Esatto, già si può immaginare la réclame: Happy-hour bar governo: ne paghi una, ne trombi due.
Andrea G. Cammarata
http://www.newnotizie.it/2010/03/20/santanche-escort-bar-luci-rosse/
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mercoledì 24 marzo 2010 |
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Milano, Torino e Roma, come nelle grandi città del nord Europa
postato 2 giorni fa da APCOM
"Sposo in pieno le tesi di Calderoli sulla prostituzione. In grandi città come Roma, Milano, Torino, Bologna, Napoli, ma anche in realtà più piccole, devono essere previsti quartieri destinati all'esercizio della prostituzione, come avviene nelle città del Nord Europa: Amburgo, Francoforte, Amsterdam, Rotterdam". Lo ha detto Alessandra Mussolini intervenendo nel programma KlausCondicio, condotto da Klaus Davi e visibile su You Tube. "La prostituzione - ha spiegato - deve essere esercitabile all'interno di zone ben delimitate e non nelle case chiuse, ovunque, come accade adesso. In Francia hanno fatto un sondaggio e la popolazione è a favore. Se si facesse un sondaggio anche da noi, scopriremmo che la popolazione è favorevole, tutta".
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lunedì 08 marzo 2010 |
In nome delle belle ragazze albanesi
"Signor Berlusconi, basta battutacce"
di ELVIRA DONES *
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lunedì 08 marzo 2010 |
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03.03.2010 Da Roma, scrive Laura Delsere
"Provo ancora dolore per quell'invito alle 'belle ragazze albanesi'". Vera Lesko, pioniera della lotta al trafficking in Albania, racconta l'inferno della tratta, una ferita non ancora rimarginata e riportata alla luce dalle recenti dichiarazioni del premier italiano Silvio Berlusconi
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venerdì 05 marzo 2010 |
COMUNICATO STAMPA
Grande soddisfazione per la sentenza della Cassazione che ha condannato un cliente che si era rifiutato di pagare per il servizio sessuale ricevuto.
Non vi è dubbio infatti che pretendere di fare sesso senza pagare la prestazione equivale ad un atto di violenza sessuale.
Siamo convinte che quanto hanno deciso i giudici della Corte D'appello di Genova prima e confermato la Suprema Corte ora metta in evidenza che il contratto stipulato verbalmente fra una lavoratrice sessuale e il cliente va rispettato perché valido a tutti gli effetti.
Riteniamo che usare il reato di stupro sia adeguato in quanto non si tratta di "merce" non pagata come potrebbe essere in caso di furto al supermarket. Bensì di un servizio alla persona non retribuito e quindi "forzato", pertanto una violenza.
A nostro avviso la sentenza segna un passo avanti nel riconoscimento di una attività che se esercitata liberamente dovrebbe essere riconosciuta come un lavoro.
Anche il fatto che le lavoratrici si ribellino a questi soprusi e violenze facendo denuncia è molto positivo e dimostra che si aspettano di ottenere giustizia.
Non è raro infatti che avvengano episodi simili, ma in passato è sempre stato difficile convincere le donne a denunciarli alle forze dell’ordine, la nostra associazione sta costatando che sempre più spesso le colleghe ci chiedono di sporgere denuncia. Un atteggiamento che dimostra come sia aumentata la sensibilità verso i propri diritti e la volontà di vederli rispettati.
Pia Covre
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giovedì 04 marzo 2010 |
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Corriere della Sera
Sentenza della Cassazione: confermata la condanna per violenza sessuale e privata ad un uomo di Sestri Levante
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lunedì 22 febbraio 2010 |
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OGGI IL GIORNALE RIPORTA QUESTA NOTIZIA, IL CDCP ONLUS NON HA ANCORA VERIFICATO SE SIA VERA MA SPERIAMO CHE DI SI !!!
"a una parte questore e prefetto che firmano i fogli di via con rimpatrio obbligatorio dall’altra il giudice che li annulla uno dopo l’altro. La lotta contro l’immigrazione che vive di espedienti sembra destinata a fallire negli ingranaggi politico-amministrativi-giudiziari. Perché in questa commedia tutta italiana con una mano si vieta e con l’altra si annulla il divieto. Prova ne sono le decine di sentenze emesse dal Tar di Milano su uno dei temi che più affliggono la città e soprattutto i suoi cittadini: la prostituzione. Non si tratta di casi isolati, ma di un orientamento attraverso il quale i giudici del tribunale amministrativo regionale ricordando che «la prostituzione non è reato» stanno annullando tutte le procedure di rimpatrio messe in atto dalla questura e dalla prefettura per debellare il fenomeno delle lucciole.
Qualche esempio? A Fioralba N., ucraina, era stato ordinato il rimpatrio con foglio di via obbligatorio dopo che era stata trovata «il giorno 08.08.2008, alle ore 14.30, mentre si prostituiva». Scrive il questore che «l’interessata non ha motivo di soggiornare a Milano se non per prostituirsi ai margini delle strade, creando problemi di ordine, igiene e di sicurezza pubblica», inoltre, rileva che a carico della donna risultano «pregiudizi di polizia e penali, in relazione a varie violazioni inerenti il soggiorno in Italia sul possesso e uso di documenti di dubbia autenticità». Il provvedimento era stato emesso anche perché la ragazza «in complicità con pregiudicati e sfruttatori, favorisce sia l’indotto criminale che altri fenomeni delinquenziali, ovvero litigi e risse». Non così per il giudice. «Va osservato, in primo luogo, che la prostituzione non costituisce reato - scrive nella motivazione della sentenza -. Parimenti (Fioralba N.) non è pericolosa per la sicurezza pubblica». E sull’affermazione del questore «che la presenza dell’interessata nella zona favorirebbe l’indotto criminale ed altri fenomeni delinquenziali» si tratta scrive il giudice di «un’affermazione del tutto generica».
Anche Entela Z. nigeriana, ha vinto il suo ricorso e potrà continuare non solo a soggiornare in Italia, ma anche a prostituirsi in viale Abruzzi . Infatti si legge nella sentenza «l’esercizio di tale attività non integra di per sé un dato oggettivo espressivo, secondo criteri di ragionevolezza, della pericolosità sociale di chi si prostituisce». Soddisfatto anche il ricorso di Maribel 23 anni, brasiliana, che potrà continuare «ad esercitare il meretricio sulla strada provinciale Novedratese». A nulla è servito il decreto prefettizio nel quale si precisa tra l’altro che «le prostitute con la loro ostentazione turbano l’ordine e la quiete pubblica con modalità che creano le condizioni per la commissione di reati di ogni genere». «Un’affermazione- secondo il giudice - di estrema genericità, del tutto priva di correlazioni con comportamenti delittuosi specifici imputabili alla ricorrente e, pertanto, del tutto irrilevante ai fini della dimostrazione dei presupposti di adozione del rimpatrio con foglio di via obbligatorio».
Inutile invocare che la prostituzione soprattutto quella svolta in strada durante le ore pomeridiane come è il caso della cinese Shuang «offende e mette in pericolo l’integrità fisica o morale dei minorenni». Anche in questo casi si tratta di «affermazioni senza riscontro» così com’è, secondo il giudice che ha trattato il caso di Arsida L. «troppo generico il riferimento ad una situazione di turbamento per l’ordine pubblico, collegata a reclami da parte dei cittadini» che non ne potevano più di avere le prostitute sotto casa e avevano inondato la questura di esposti. Stessa sorte hanno fatto i reclami dei cittadini residenti nel comune di Lomazzo. «Il luogo in cui l’interessata (Blanca S.) è stata sorpresa - scrive il questore - è oggetto di segnalazioni e proteste da parte degli abitanti della zona, in relazione a riflessi negativi del fenomeno della prostituzione, ovvero di ordine, igiene e sicurezza pubblica». «Ma simili considerazioni si sostanziano in affermazioni del tutto generiche», ribatte il giudice. Ciliegina sulla torta, semmai ce ne fosse bisogno, le spese dei procedimenti: tutte addebitate alle questure e dunque alla collettività. Naturalmente in nome del popolo italiano.
DA ILGIORNALE.IT
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martedì 08 dicembre 2009 |
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Dal 7 al 18 Dicembre si terrà nella capitale della Danimarca il summit mondiale sul clima. Ma prima di entrare nel vivo dell’incontro, i partecipanti sono stati autorizzati a rilassarsi con le prostitute,senza pagare
articolo del 07 dicembre 09
È iniziato oggi, lunedì 7 Dicembre, il Summit di Copenhagen sul clima: un evento mondiale a cui parteciperanno le rappresentanze politiche di 192 Paesi del mondo, per raggiungere un accordo globale sul clima. Per ora non si parla ancora di conferenze, di interventi, di accordi, ma di prostituzione.
A Copenhagen infatti per il momento tiene banco la battaglia tra il sindaco della capitale danese e le prostitute. Il sindaco Ritt Bjerregaard è stato accusato dalle prostitute della città, per aver inviato ai 160 alberghi che ospiteranno i politici di tutto il mondo che prenderanno parte al summit sul clima, una cartolina su cui c’era scritto così: ”Siate ecosostenibili, non cercate sesso a pagamento".
Un debole tentativo per scoraggiare il sesso a pagamento da parte di personaggi di spicco del mondo politico. Il messaggio del primo cittadino danese era piuttosto chiaro anche nei confronti degli albergatori: ”Cari proprietari degli alberghi, vi invitiamo a non fornire contatti o organizzare incontri con le prostitute". E loro, le lucciole, si sono immediatamente risentite e rivoltate contro il sindaco. E' comprensibile, infatti, la loro voglia di non perdere clienti, che le ha spinte a organizzare una controffensiva davvero allettante: chi presenterà la suddetta cartolina, insieme al tesserino della delegazione, potrà godere di prestazioni sessuali gratis.
L’iniziativa è partita dal SIO (Sex Workers Interest Group), a cui sono iscritte circa 6.000 squillo nella sola Copenhagen. Al sito Spiegel.de Susanne Moller, una delle “vittime” di questo decreto, ha spiegato “Si tratta di pura discriminazione. Ritt Bjerregaard abusa del suo potere di sindaco per impedirci di fare il nostro mestiere, che è perfettamente legale; è ingiusto che i politici abbiano preso il summit di Copenhagen sul clima come occasione per fare la guerra alle prostitute. Se è la guerra che vogliono, noi siamo pronte a difenderci".
Niente distrazioni dunque per gli uomini d'affari, per i quali sarà meglio concentrarsi sul dibattito sui cambiamenti climatici mondiali: non c'è escort che tenga, tutti sono avvisati.
Alessandra Pugliese per http://magazine.ciaopeople.com/News_WorldInfo-1/Mondo-8/Summit_sul_clima_di_Copenhagen,_per_i_politici_protagonisti_prostitute_gratis-16687
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domenica 29 novembre 2009 |
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27-11-2009
Valorose compagne studentesse, precarie e migranti
hanno manifestato a Roma davanti Palazzo Grazioli con uno striscione che diceva
NON C'E' CASA PIU CHIUSA DI QUESTA !!
Protestavano contro il DDL di Carfagna sulla prostituzione. Chiedevano giustizia per la morte di Brenda.
Noi tutte sex workers le ringraziamo
video http://www.youtube.com/v/G08nYtQ-LUU
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domenica 29 novembre 2009 |
GIORNATA MONDIALE CONTRO L’AIDS: OCCORREREBBE VALUTARE QUALI SONO LE RESPONSABILITA’ DELLA CHIESA NELLA DIFFUSIONE DEL VIRUS ANZICHE’ DIFFONDERE FRASI DI RITO E INFARCITE DI IPOCRISIA.
L’AIDS SI COMBATTE CON L’INFORMAZIONE E IL PRESERVATIVO.
Dichiarazione di Sergio Rovasio, Segretario Associazione Radicale Certi Diritti:
“Quello che ha detto oggi il Papa in occasione della giornata mondiale contro l’Aids ha dell’incredibile. Non comprendiamo come sia possibile sostenere che ‘la chiesa non cessa di prodigarsi per combattere l’Aids’ quando lo stesso Papa, in occasione del suo viaggio in Africa nel marzo 2009, ebbe a dire che “l’Aids non si può superare con la distribuzione dei preservativi che al contrario aumentano il problema”. Tesi antiscientifica, ispirata al credo religioso e che semmai avrà di già aggravato una situazione di emergenza della malattia che ha ucciso in Africa dai primi anni ’80 ad oggi più di 25 milioni di persone, principalmente nella zona sub-sahariana. Sono almeno 22,5 milioni le persone che vivono contagiate dal virus HIV in quella zona.
Quasi nessuno in Italia avrà il coraggio di sottolineare questa grave contraddizione vaticana che si riverbera sulla nostra classe politica con conseguenze disastrose nella società. La totale mancanza di informazione ed educazione sessuale, così come la mancata pronuncia della parola ‘preservativo’ nelle tv e nelle scuole italiane, dimostra la miseria e la studipidità che ci circonda e che permette al virus dell’Aids di diffondersi. E’ forse bene ricordare che in Italia ci sono tra le 150 e le 180.000 persone sieropositive, 22.000 persone con Aids conclamato e che fino ad oggi sono morte per il virus quasi 35.000 persone. Ovviamente non è in corso nessuna campagna nazionale sul preservativo, l’unico strumento che oltre all’informazione combatte quasi al 100% il virus.
Ci auguriamo che prima o poi venga “quantificato” il danno prodotto da proclami e tesi antiscientifiche, ispirate da un credo religioso, che alimentano la diffusione del virus dell’Aids in Africa e nel mondo. Altro che lotta all’Aids.
E’ bene ricordare tutto questo in occasione della giornata mondiale della lotta contro l’Aids, giusto per non essere complici dell’ipocrisia che sembra essere diventata la vera bibbia nel nostro paese”.
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mercoledì 25 novembre 2009 |
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La violenza che vediamo ogni giorno crescere e diffondersi in maniera esponenziale a danno delle donne e delle trans che si dedicano al lavoro sessuale sta raggiungendo livelli inaccettabili nel nostro Paese. . Non passa settimana che non vi sia un omicidio, la scorsa settimana a Bologna è stata assassinata una giovane rumena, l’ultima di una lunga fila nel 2009. Poi Brenda a Roma nel giorno della commemorazione contro la transfobia. Ma non crederemo mai che l’omicidio di Brenda sia una casualità, e su questo caso ci aspettiamo una inchiesta seria e trasparente. Troppo spesso l’omicidio di una Sex Worker viene indagato in maniera superficiale e priva di autentica indignazione. La condanna morale, la stigmatizzazione e la mancanza di riconoscimento del lavoro sessuale ha portato ad una generalizzata criminalizzazione di chi ha scelto questa attività anche se non infrange nessuna legge. Questo impedisce di avere il controllo sul proprio lavoro e sulla propria vita, ci mette al margine della società e ci espone a rappresaglie e violenze inaudite.Questo diventa un terreno fertile su cui crescono sfruttamento incontrollato, abuso e costrizione, orari di lavoro inaccettabili, condizioni di lavoro insalubri, ripartizione ingiusta dei guadagni e irragionevoli restrizioni della libertà di movimento. In particolare alcuni gruppi di sex workers, come i/le migranti sono soggetti a condizioni di lavoro inaccettabili. Anche queste sono violenze! E possiamo dire senza timore di sbagliare che sono violenze incrementate dalle scelte istituzionali che ci lasciano in questa condizione. In una condizione di illegalità e di mancanza di diritti e di tutela.Solo nel momento in cui il lavoro sessuale viene formalmente riconosciuto, accettato dalla società e sostenuto dai sindacati, potrà crearsi una situazione di legittimazione sociale e di rispetto.Solo quando i diritti del lavoro verranno riconosciuti e applicati i lavoratori e le lavoratrici saranno nelle condizioni di denunciare gli abusi e organizzarsi contro condizioni di lavoro inaccettabili e di sfruttamento. Inoltre sarebbe anche meno degradante per chi si serve di questi servizi. Il proclama con cui il Governo ha lanciato il DDL Carfagna e le ordinanze dei sindaci contro la prostituzione, lungi dall’aver arrestato il fenomeno, hanno innescato un’ondata persecutoria da parte delle polizie che è molto simile ad una “caccia al fuggiasco” nelle strade e nelle campagne di molti territori. Le persone che si prostituiscono, senza distinzione fra donne e trans e fra le autodeterminate o le trafficate, vengono rincorse nei campi, catturate e portate in caserma per l’identificazione. Sono denunciate quelle che non esibiscono i documenti anche se sono in attesa del riconoscimento di asilo o vittime di tratta. Vengono anche sanzionate sulla base della eventuale ordinanza del sindaco. Le irregolari vengono quindi consegnate ai CIE dove se va male (e capita purtroppo) subiscono altre violenze in attesa della deportazione.Tutto questo iter è spesso condotto senza alcun rispetto dei diritti e delle garanzie costituzionali e con abbondanza di abusi. Questa è violenza istituzionale.Bande di delinquenti fascisti, razzisti e omofobi si organizzano per aggredire chi lavora nei luoghi isolati, sono picchiatori e rapinatori che si vedono offerte le prede in territori abbandonati da ogni forma di legalità. Territori ai margini del vivere civile o considerati da bonificare, e magari su cui speculare, territori dove anche i poliziotti inseguono le prede anziché combattere i predatori. Manca la giusta indignazione che dovrebbe essere spontanea in una società civile. Ma la nostra è una società ignorante e resa crudele. Una società che per la maggior parte ormai non è più civile perché viene nutrita di una sub cultura ormai dilagante fatta di odio e pregiudizi verso ogni diversità.La diseducazione alla tolleranza e al rispetto viene fatta con ostentazione dalla classe dominante dei politici e di alcuni conduttori televisivi e giornalisti. Gente che sappiamo non esita a frequentare e usare i servizi sessuali di escort, sex workers e trans, ma che pubblicamente ne parla con disprezzo. Costoro non hanno mai espresso una parola contro le violenze perpetrate ai danni delle trans o delle sex workers, come se lo ritenessero del tutto normale. Lo stesso comportamento lo tengono nei confronti degli stranieri incitando la popolazione al razzismo con le loro iniziative di propaganda xenofoba. Ma dove vogliono condurre il Paese?Oggi in Italia essere donna, trans, lesbica o gay, stranier* , ner* e sex worker di fatto ci condanna alla violenza e alla discriminazione senza tutela ne diritto. E’ degno questo di un Paese democratico e civile?E hanno per di più la pretesa di essere un Paese “cattolico”? Voglio dire forte e chiaro ai rappresentanti del Governo e a tutti i parlamentari (esclusi quei pochi che già hanno preso posizione contro questa vergogna e hanno fatto proposte serie) che le loro leggi e le loro prese di posizione non sono per niente onorevoli. Si diano da fare per garantire l’incolumità dalla violenza di tutte e tutti i cittadini. Il mandato che hanno avuto è di difendere le leggi costituzionali quindi garantire anche la nostra sicurezza, in un principio di non discriminazione e di rispetto dei diritti umani. Tutto il resto celebrazioni e commemorazioni fatte e dette da loro sono solo parole vuote, fumo negli occhi che come d’abitudine spargono per nascondere quello che accade. Pia Covre
Comitato Per i Diritti Civili delle Prostitute Onlus
da GLI ALTRI 25.11.09 http://altronline.it/sites/default/files/2009_11_25.pdf
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