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Bruxelles 14/12/1998
Voglio ringraziare le rappresentanti (e i rappresentanti) di questa
Commissione per avermi dato la possibilità di esprimere in una sede
così importantele opinioni che abbiamo maturato, in anni di esperienza
personale e di lavoro politico e sociale nel mondo della prostituzione,
uso il plurale perché le compagne che hanno partecipato ai 13 anni di
lavoro, e anche di lotta, della nostra Associazione siano tutte
rappresentate e qui oggi esprimerò il prodotto di una analisi
sviluppata in comune .
La Associazione che rappresento oltre a
sviluppare un costante lavoro nel settore culturale e politico per
migliorare la conoscenza della gente sulla prostituzione, si è
impegnata nel campo della prevenzione sanitaria e della lotta all’AIDS,
abbiamo sperimentato e sviluppato strategie di intervento per rendere
più efficaci gli interventi di prevenzione, fra gli altri collaboriamo
ai progetti, finanziati dalla UE Commissione DGV , TAMPEP e EUROPAP.
TAMPEP è un progetto mirato alle persone immigrate, un fenomeno quello
delle prostitute straniere che in alcuni Paesi ha rivoluzionato il
mondo e i modelli della prostituzione "tradizionale"
Due
fenomeni poderosi, la diffusione dell’AIDS e la migrazione di migliaia
di profughi, poveri o semplicemente senza lavoro, ha in questi anni
rafforzato i sentimenti di ostilità contro le persone più deboli
socialmente, ogni giorno vediamo persone che tentano di placare le loro
"paure" invocando leggi più repressive, la ghetizzazione, l’espulsione
e anche la deportazione per le persone implicate nella prostituzione.
Le persone che si prostituiscono sono uno dei bersagli preferiti,
fortunatamente non dell’AIDS come molti vorrebbero far credere, ma dei
cittadini che, consapevoli o ignari, offrono il pretesto ad assurde
richieste di politiche repressive. Spesso la prostituzione delle donne
immigrate è la prima ragione per un generale attacco agli stranieri
clandestini
In realtà mentre una buona parte della società
finge di trovare moralmente deplorevole il mercato del sesso il
fenomeno è in costante aumento sia da parte della richiesta che
dell’offerta.
Al momento attuale purtroppo non è prevedibile una
inversione di tendenza, quindi è giusto e urgente affrontare il
fenomeno, con serietà e raziocinio.
E’nostra opinione che sia
importante riconoscere il diritto all’autodeterminazione delle persone
e alla libertà dell’uso del proprio corpo, il che significa la libertà
di scegliere di fare la prostituta ma anche la libertà di non essere
costretta a farlo, questo richiede una seria lotta agli sfruttatori ma
anche alla povertà e alla miseria.
Il rispetto del diritto alla
incolumità fisica delle prostitute impone che esse siano integrate in
un contesto urbano e sociale non degradato e non marginalizzato,
diversamente significherebbe abbandonarle nel sommerso, facili prede
della criminalità. Per questo siamo convinte che la depenalizzazione
della prostituzione e dei reati di favoreggiamento e adescamento siano
una scelta legislativa indispensabile.
Sul piano della
prevenzione sanitaria la nostra esperienza ci insegna che ogni legge
che criminalizza le prostitute o tende a imporre un controllo
obbligatorio, in realtà le allontana dai Servizi e le confina in un
mercato sempre più sommerso e difficile da raggiungere. Così come
l’alto costo dei Servizi Sanitari in alcuni Paesi, unito alla
impossibilità per coloro che sono residenti illegalmente di ottenere
assistenza senza documenti validi, è una barriera che ostacola la
prevenzione.
Nessuna donna che per scelta o per obbligo si trovi
a fare la prostituta deve vedere compromesso il proprio futuro per
sempre, è responsabilità di tutti aiutarle a transitare attraverso
questa esperienza con il minor danno possibile; è responsabilità dei
clienti e non solo delle prostitute pretendere rapporti protetti,
soprattutto è grave la responsabilità dei clienti quando offrono più
denaro e mettono a rischio la salute di chi non può permettersi di
rifiutare la loro offerta. Non c’è dubbio che sia urgente migliorare
l’educazione degli uomini-consumatori con lo scopo anche di
avvantaggiare e migliorare la relazione tra i sessi e un maggior
rispetto del genere femminile.
Migliori condizioni di lavoro e
di vita si dimostrano nel settore della prostituzione, così come in
altri ambiti di lavoro specie se clandestino, indispensabili per
evitare un degrado della salute che, oltre ad avere ricadute negative
sulla popolazione generale, avrebbe costi elevati.
I tagli alla
spesa sociale che tutti i Paesi stanno praticando sono estremamente
pericolosi per la diminuzione di assistenza Socio - Sanitaria.
Bisogna affrontare il problema della prostituzione come un problema
sociale e non di ordine pubblico, vanno fatti programmi di sostegno per
le donne povere, garanzie sociali e sanitarie e sostegno educativo
vanno offerte a tutela della maternità e dei figli delle prostitute,
devono avere assistenza legale le donne sfruttate e trafficate e deve
essere riconosciuto un permesso di soggiorno e di lavoro per motivi
umanitari a quelle donne che trovano il coraggio di denunciare i loro
sfruttatori.
Per quanto concerne l’AIDS è assolutamente
indispensabile che siano offerti servizi di screening e cura gratuiti,
anonimi e volontari, counselling e informazioni adeguati alla
istruzione e alla cultura delle persone a cui sono rivolti, troppo
spesso i servizi che vengono offerti non rispondono ai reali bisogni
delle utenti.
Vanno potenziate le risorse economiche delle
associazioni che lavorano sul campo e i cui operatori hanno la capacità
di raggiungere le persone maggiormente emarginate e indurle ad un
approccio positivo alla prevenzione e alla cura di se.
Noi ci
auguriamo che l’Unione Europea non sia solo l’Europa del mercato e
delle merci, ma sia anche il Paese dei popoli e del rispetto delle
libertà, gli immigrati e le prostitute hanno in comune una grande
mobilità, dovuta alla necessità di trovare lavoro e alle difficoltà
oggettive di diventare stanziali, ma non per questo possiamo arrogarci
il diritto di trattarli da randagi o peggio di disconoscere i loro
fondamentali diritti.
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